Resistenza palestinese

INCHIESTA SIONISTA SUL 25 APRILE: LA LEX DE FACTO DELLA PROCURA DI MILANO

La battaglia contro l’espropriazione sionista del 25 Aprile, in quanto Giornata della Liberazione dal nazifascismo, ha subito un salto di qualità nell’azione repressiva. Dopo il fallimento delle aggressioni di piazza, dopo il fallimento delle minacce a mezzo stampa, dopo il fallimento delle intimidazioni notturne dell’ambasciata israeliana lo Stato italiano, piegato ai diktat sionisti, tenta un’altra via intimidatoria; stavolta per via giudiziaria.

La vita quotidiana in Palestina

"Per uscire dall'incubo l'unico modo era voltare la faccia dall'altra parte, non vedere". Con queste poche parole Liliana Segre ci mostra e ricorda l'orrenda realtà di Auschwitz.

In Libia, Egitto, Afganistan, Yemen, Palestina, come anche in alcune parti della Siria aggredita, quel male è quotidianamente presente: il male di tutti i giorni, quello per cui ci si libera volgendo lo sguardo dalla parte opposta.

In Palestina centinaia di uomini di mezza età accalcati ad ore impossibili, in attesa in interminabili file che si snodano in corridoi stretti tra muri di cemento, tornelli, torri di guardia e soldati armati.

Il sionismo ha paura ed invoca la Procura

In questo inizio del 2019 abbiamo avuto il “piacere” di ricevere una comunicazione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano Elisabetta Meyer che notifica la richiesta del Pubblico Ministero Leonardo Lesti di proroga di indagine nei confronti di 9 compagni, per una serie di ipotesi di reato riconducibili ad una presunta manifestazione non autorizzata tenutasi in occasione del 25 aprile 2018 in Piazza San Babila a Milano.

È questa l’interpretazione che questi magistrati, evidentemente sensibili alle sirene sioniste, danno alla contestazione della partecipazione dell’Associazione Amici di Israele e della “risuscitata” Brigata Ebraica al corteo del 25 aprile. Contestazione che si svolge da alcuni anni con la partecipazione di centinaia di antifascisti che hanno chiaro il carattere principale del fascismo: l’oppressione dei popoli. Per questo denunciano apertamente il sionismo oppressore del popolo palestinese e la provocazione sionista di voler presenziare alla manifestazione nazionale in occasione della liberazione dal nazifascismo del 25 aprile.

Ahmad Sa'adat: un eccezionale leader rivoluzionario in tempi difficili

Il Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Ahmad Sa'adat, non parla dal carcere per lamentarsi delle sue condizioni. Non chiede nulla per sé, se non libri e alcune foto della sua famiglia. Ma noi, i suoi amici, compagni e sostenitori possiamo e dobbiamo, per lo meno, farci suoi portavoce.

Quello attuale potrebbe essere descritto come un momento difficile per il movimento di liberazione palestinese, in quanto la sua causa e il suo solido nucleo rivoluzionario (il movimento dei prigionieri palestinesi) sono soggetti a crescenti attacchi sionisti, sostenuti solidamente e senza precedenti dall'alleanza con americani e regimi reazionari arabi.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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