Resistenza palestinese

Recensione del libro “Cinquant'anni dopo” di Chiara Cruciati e Michele Giorgio

Il libro è dedicato a Stefano Chiarini, Vittorio Arrigoni e Maurizio Musolino, tre persone che hanno dedicato la loro vita alla causa palestinese

Dedico questa recensione ad Abdul Qsder Abu al-Fahem, primo prigioniero palestinese morto dopo essere stato nutrito con la forza nel carcere di Ashkelon, era il 1970.ì

C'è chi scrive per convincere, per indurre altri a fare determinate scelte, c'è chi scrive affinché i lettori abbiano gli elementi per conoscere, riflettere e scegliere. Con “Cinquant'anni dopo. 1967-2017. I territori palestinesi occupati e il fallimento della soluzione dei due Stati”, Chiara Cruciati e Michele Giorgio, giornalisti de Il Manifesto, dimostrano di appartenere alla seconda categoria di scrittori. Le loro biografie lo confermano chiaramente.

L'occasione è il cinquantesimo anno dalla “Guerra dei sei giorni” del 1967, quindi dall'inizio dell'occupazione di Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est, ovvero di quel territorio in cui i palestinesi avrebbero dovuto programmare il loro Stato...ma l'ombra sionista si estende fino a 100 anni prima, con la dichiarazione di Balfour.

Comunicato dalla sezione nelle prigioni del FPLP: costituire un coordinamento nazionale per guidare la lotta aperta contro l’occupazione

Pubblichiamo di seguito un’importante dichiarazione rilasciata dai prigionieri del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina nelle prigioni dell'occupazione.

Che la rivolta di Gerusalemme si diffondi in tutta la nazione e si prepari ad affrontare le fasi successive

Alla nostra gente risoluta di Gerusalemme, la nostra eterna capitale, porgiamo i nostri saluti mentre proseguite con sacrificio e spirito rivoluzionario il processo di rivolta e la continua escalation di resistenza nel confronto con l'aggressione sionista.

Il PPYU guarda positivamente alla lotta di Gerusalemme e fa appello per una partecipazione collettiva

L'Unione della Gioventù Palestinese progressiva (PPYU) manda i suoi più forti saluti rivoluzionari alle masse palestinesi di Gerusalemme, che stanno lottando contro la rude brutalità dell'occupazione e delle sue forze barbariche che persistono nella loro aggressività con le misure fasciste contro la terra e la gente di Palestina, perseverando nei loro crimini e soprattutto danneggiando i luoghi sacri, in particolar modo la moschea Al-Aqsa.

L'Unione ritiene che il vero volto del popolo palestinese oggi si rifletta negli eroici sforzi rivoluzionari a Gerusalemme, soprattutto con il rifiuto della sottomissione agli attacchi sionisti. La rivolta di Gerusalemme mostra la continuità della lotta della gioventù rivoluzionaria palestinese presente in ogni parte della Palestina, dal fiume al mare. I martiri di Deir Abu Mashaal si fondono con il sangue dei martiri della famiglia Jabareen da Umm al-Fahm, e prima di loro con il martire Bahaa Alyan, figlio di Gerusalemme, e con il martire Muhannad al-Halabi, figlio di Ramallah.

Il FPLP mette in guardia contro un completo crollo dei servizi vitali e sanitari nella Striscia di Gaza

Il Fronte popolare per la liberazione della Palestina denuncia un completo disgregamento delle condizioni di vita e di salute nella Striscia di Gaza a seguito delle politiche di punizione collettive adottate dall'Autorità Nazionale Palestinese e dal suo governo, che ha portato nei giorni scorsi al crollo delle infrastrutture della Striscia in particolare nei settori dell'elettricità e della salute, ed invita a porre immediatamente fine a questa politica.

Il Fronte ha affermato che queste misure riflettono una politica di punizione collettiva e chiede al Comitato esecutivo dell'OLP di sollevare la copertura per smascherare i responsabili e le forze che conducono e indirizzano da dietro le quinte tali politiche tenendo in ostaggio oltre due milioni di palestinesi.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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