Resistenza palestinese

Un 25 aprile senza ipocrisia

Parole chiare, per rispetto delle migliaia di partigiani comunisti, e non solo, assassinati dal fascismo e poi traditi dai diversi governi costituitisi dopo la Liberazione.

Partiamo dalle motivazioni per cui noi del Fronte Palestina, insieme a tante altre persone, abbiamo condiviso la scelta di contestare le bandiere criminali, pur consapevoli che sarebbero arrivate le solite vigliacche aggressioni da parte dei media assoldati dai sionisti, da parte delle comunità ebraiche in giro per il Paese, e che nessuno sarebbe venuto a sentire la nostra voce, le nostre ragioni.

Secondo i dati diffusi dalle Nazioni Unite 40 palestinesi sono stati uccisi e altri 5.511 feriti dal fuoco dei soldati israeliani durante le manifestazioni della Grande Marcia del Ritorno. Qualcuno ha scritto di questo? Qualche comunità ebraica ha preso le distanze da tali crimini? Non ci risulta pervenuta nessuna presa di distanza, anzi….

Contestare la presenza della brigata ebraica nella festa della Liberazione non è un diritto, è un dovere!

Venerdì 30 marzo 2018 in Palestina vengono fucilati oltre 20 civili palestinesi da cecchini di Israele. Venerdì 7 aprile 2018, una settimana dopo, altri 12 civili palestinesi fanno la stessa fine sempre per mano di cecchini posti sulle alture da dove comodamente prendono la mira.

Dal 30 marzo in poi cala il silenzio da parte dei sostenitori del genocidio palestinese, in particolare dalle comunità ebraiche ma anche da parte di alcuni dirigenti dell’ANPI, dimostrando che degli oltre 30 civili palestinesi gliene frega nulla, anzi...

“GIORNATA DELLA TERRA” IN PALESTINA: PLOTONI D’ESECUZIONE NAZI-SIONISTI CONTRO I CIVILI PALESTINESI!

Le foto che riportiamo in questo comunicato dimostrano meglio di mille parole la natura della concezione genocida dei sionisti nei confronti del popolo palestinese: plotoni d’esecuzione contro i civili che manifestano, cecchini contro gli agitatori – individuati, giudicati con sentenza di morte in una manciata di secondi… -, test di nuove armi sulla popolazione civile (vedi droni lanciagas), uso massiccio di gas lacrimogeni che, di nuovo tipo, devono essere a tutti gli effetti considerati armi chimiche alla luce delle potenziate e criminali conseguenze sul sistema respiratorio, quello nervoso e cutaneo delle vittime.

 

I numeri di ieri sono genocidi, infatti su 17 mila manifestanti ufficialmente dichiarati dai sionisti, ci sono stati nelle prime 12 ore 17 morti e 1600 feriti; ossia circa un morto ogni 1.000 manifestanti e un ferito ogni 10. Neanche un contuso tra i militari delle forze di Occupazione israeliane.

Intervento del Fronte Palestina alla quarta conferenza della campagna internazionale per il "Diritto al Ritorno"

Riportiamo di seguito il nostro intervento al quarto forum internazionale di solidarietà con la Palestina organizzato a Beirut. In allegato le versioni tradotte in arabo ed inglese.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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