Resistenza palestinese

Il movimento BDS lancia un appello per azioni di solidarietà mentre i prigionieri palestinesi entrano nella quarta settimana di sciopero della fame

Oggi [8 maggio, N.d.T.], lo sciopero della fame di massa dei palestinesi detenuti nelle carceri israeliane entra nella sua critica quarta settimana, e questo significa che per centinaia di scioperanti sarebbe difficile o impossibile reggersi in piedi.

Dando ascolto all'appello del 6 maggio del Movimento dei Prigionieri Palestinesi che guida questo sciopero per porre fine alle violazioni israeliane dei diritti dei palestinesi e per garantire dignità e condizioni umane ai prigionieri politici, il Comitato Nazionale Palestinese per il BDS (BNC) lancia un appello:

VOLANTONE BDS: NO AL DDL 2043

La "questione" israelo-palestinese, purtroppo, è spesso presentata come "una guerra estremamente complessa, le cui cause, un confuso miscuglio di intolleranza religiosa, nazionalismo e odio si perdono nella storia" e rispetto alla quale è quindi difficile prendere una posizione politica ben definita, in quanto decenni di violenza avrebbero cancellato ogni barlume di ragione da entrambe le parti.

Si rischia però così, più o meno internazionalmente, di dimenticare proprio quelle cause storico-politiche da cui nasce un conflitto che da troppi decenni ormai lascia dietro di sé morte e devastazione tra quei popoli e quei territori, inconsapevolezza e indifferenza tra i popoli di quest’altra parte del mondo e, ovviamente, profitti e potere nelle tasche di pochi.

Giornata Internazionale dei Lavoratori: Il 1 ° maggio, il messaggio di Ahmad Sa'adat dalla prigione alla sinistra internazionale

Ahmad Sa'adat, segretario generale del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, in carcere, ha inviato un messaggio speciale dalla prigione alle forze e ai movimenti della Sinistra del mondo in occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori, segnando un rinnovato punto di riferimento della lotta rivoluzionaria contro l'imperialismo, il sionismo e il fascismo e le forze di classe e dello sfruttamento sociale. Sa'adat ha detto nella dichiarazione che lo sciopero della fame a tempo indeterminato attuato attualmente dal movimento dei prigionieri palestinesi è il luogo più importante del confronto con l'occupazione sionista e le sue leggi razziste coloniali-di ocuupazione. Egli solleccita l'espansione della campagna per il boicottaggio e l'isolamento dell'occupazione a livello internazionale.

Compagni e amici,

Saluti rivoluzionari, Saluti del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Saluto ai combattenti per la giustizia, la libertà, l'uguaglianza e il progresso ovunque.

L’appello dei prigionieri palestinesi in sciopero della fame

A dieci giorni dall'inizio dello sciopero della fame, pubblichiamo l'appello dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane all'opinione pubblica internazionale.

Migliaia di prigionieri palestinesi stanno conducendo dal 17 aprile, Giornata Nazionale del Prigioniero Palestinese, uno sciopero della fame a oltranza, nelle carceri dell’occupante israeliano. Questo sciopero avviene dopo una lunga seria di scioperi individuali e parziali, in seguito al perdurante rifiuto delle autorità d’occupazione e delle direzioni delle case circondariali di alleviarele condizioni di vita dei prigionieri palestinesi, privandoli dei più elementari diritti umani, togliendo ogni speranza di miglioramento delle loro condizioni, e all’allargamento della politica dei sequestri collettivi e del fermo amministrativo, ovvero l'arresta senza alcun capo di imputazione e processo. E’ frequente l’arresto dei bambini, la mancanza dell’assistenza sanitaria e medica, la privazione della visita dei familiari, l’isolamento e altre politiche atte alla pressione e al ricatto sulla Dirigenza politica e sul popolo palestinese.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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