Resistenza popolare

Ma che colpa abbiamo noi?

I palestinesi subiscono da oltre 70 anni il più grande tentativo di Pulizia Etnica della storia: Nakba, Naksa, Sabra e Chatila, Piombo Fuso sono solo alcune delle terribili tappe che hanno segnato il genocidio. A queste si aggiunge un quotidiano stillicidio prestabilito in maniera mirata: isolamento, cibo razionalizzato, acque avvelenate, corrente elettrica misurata per riuscire appena a sopravvivere e non vivere, omicidi mirati, torture, sequestri di uomini, donne e bambini, ferimenti per rendere invalida la persona. Il tutto in perfetto stile razzista.

Nella sua autobiografia lo scrittore afroamericano Richard Wright descrive il clima di terrore che incombeva sulle comunità nere nel Sud della segregazione: “Erano tempi, scrive, in cui un crimine commesso da un nero diventava un crimine commesso dai neri; e la conseguenza era la punizione collettiva, il massacro ritualizzato che abbiamo imparato a chiamare linciaggio”.

Il Trofeo Laigueglia non deve essere complice dell’occupazione israeliana

Alla storica gara ciclistica Trofeo Laigueglia è prevista la partecipazione della squadra israeliana Israel Cycling Academy (ICA).  Questa squadra opera in violazione del diritto internazionale e dei diritti umani.

A fine aprile, infatti, parteciperà ad una gara israeliana che passa per Gerusalemme est nei Territori palestinesi occupati, arrivando alla colonia illegale israeliana di Pisgat Ze’ev. Le colonie israeliane costituiscono un crimine di guerra secondo il diritto internazionale. E secondo le Nazioni Unite, la municipalità di Gerusalemme sta proseguendo, come scelta politica, la graduale  "pulizia etnica" dei palestinesi attraverso la demolizione di case, espulsioni forzate e la revoca del diritto di residenza.

La Resistenza ce lo ha insegnato, difendere la propria terra non è reato

A seguito della vile dichiarazione del terrorista americano Trump, nei primi giorni del dicembre 2017 in Italia si sono svolte una serie di manifestazioni per denunciare i crimini sionisti contro i palestinesi. Il Collettivo Palestina Rossa ha condiviso, aderito e partecipato.

Vogliamo denunciare il tentativo di criminalizzare chi manifesta solidarietà alla resistenza palestinese e denuncia il terrorismo sionista: i vari fascisti e sionisti, da Informazione Corretta a Il Foglio, dal deputato Emanuele Fiano al segretario del Pd di Milano Pietro Bussolati, da Sala ad altri amici dei fascisti, fino ad arrivare agli opportunisti che immediatamente sostengono chi vuole solo coprire i crimini sionisti, anche quelli che stanno avvenendo in questi giorni.

Rilanciare il rapporto tra la sinistra italiana e i palestinesi

La sinistra deve tornare a schierarsi con gli oppressi. I palestinesi da parte loro hanno l’opportunità di comprendere la necessità di ritrovare un’unità dal basso e di promuovere la creazione di nuove strutture democratiche.

Roma, 3 gennaio 2018, Nena News – Fare un bilancio del 2017 sulla Palestina mentre sono in corso manifestazioni e repressione, arresti e uccisioni, è estremamente difficile, ma alcune riflessioni possono essere utili. Credo che l’acuirsi della repressione, così come la presa di posizione di Trump su Gerusalemme, possano essere il tentativo, da parte di chi si trova in condizioni complicate, di spostare l’attenzione dalle proprie difficoltà a livello internazionale e interno.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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