Resistenza popolare

Georges Ibrahim Abdallah parla a Gaza e al mondo

Mentre la settimana di azione per richiedere la liberazione di Georges Ibrahim Abdallah prende il via, ed entra nel suo 35° anno di prigionia, il compagno ha registrato un messaggio per il popolo di Gaza dalla prigione francese di Lannemezan. Il suo spirito e la sua visione politica restano intatti e chiari. Riportiamo di seguito le sue parole:

Cari fratelli e sorelle, mandiamo un saluto ed un apprezzamento alle lotte dei combattenti della Grande Marcia del Ritorno e la Rottura dell'Assedio.

25 OTTOBRE 1984, 25 OTTOBRE 2018 - 34 anni di accanimento repressivo, 34 anni di resistenza

Georges Ibrahim Abdallah, combattente arabo comunista, arrestato in Francia il 25 ottobre 1984, è stato processato e condannato a 4 anni di carcere con l’accusa di "appartenere alle Frazioni Armate Rivoluzionarie libanesi". Con il coinvolgimento della CIA e del Mossad, gli organi della repressione francese hanno dichiarato di aver rinvenuto le prove del suo passaggio in un appartamento, dove poi hanno trovato la pistola che sarebbe servita a giustiziare il luogotenente colonnello Charles Ray (CIA) e Yacov Barsimantov (Mossad).

Riflessioni dopo aver visto il film "Sulla mia pelle"

Il Collettivo Palestina Rossa dopo aver partecipato alle proiezioni del film “Sulla mia pelle” propone questa riflessione perché crediamo emerga una critica non tanto, o comunque non solo, alle cosiddette Forze dell’Ordine, ma all’odioso sistema in cui viviamo.

Sicuramente tra chi indossa una divisa esiste una piena responsabilità e complicità per crimini commessi nel Paese, da sempre, e sarebbero tanti e tanti gli episodi che potremmo ricordare: certo Stefano Cucchi, ma anche Aldrovandi, Uva, Magherini, Mastrogiovanni...ed indietro fino a ad arrivare a Franco Serantini o Giuseppe Pinelli, le varie stragi che si sono susseguite e così via.

L’inutile Marcia

La famigerata “marcia per la pace” non è nata ieri: la prima edizione si svolse nel 1961 e il 24 settembre 2018 compierà ben 57 anni.

La correttezza del nostro titolo è giustificata proprio dalle parole di chi la Marcia nel 1961 l’ha pensata e promossa, Aldo Capitini: «Aver mostrato che il pacifismo, che la nonviolenza, non sono inerte e passiva accettazione dei mali esistenti, ma sono attivi e in lotta, con un proprio metodo che non lascia un momento di sosta nelle solidarietà che suscita e nelle non collaborazioni, nelle proteste, nelle denunce aperte, è un grande risultato della Marcia».

Ci pare chiaro che pacifismo e nonviolenza oggi siano “inerte e passiva accettazione dei mali esistenti”. Quindi inutili.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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