BDS Italia

BDS Italia - sezione italiana per il movimento a guida palestinese per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele
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Partecipa alla 18° Settimana contro l'apartheid israeliana (IAW), che sostiene le campagne BDS per contribuire a porre fine a questo crimine contro l'umanità.

Globale:

Partecipa all’evento internazionale: Rally globale 2022 L’Arte contro l'apartheid
Sabato 26 marzo dalle 16:00 alle 17:30
in contemporanea mondiale.

Evento con artisti di tutto il mondo che pongono l'arte e la cultura come strumento della resistenza collettiva all'apartheid israeliana e a tutte le forme di razzismo e oppressione. Danza, musica, poesia, il raduno metterà in evidenza il ruolo che la cultura e l'arte svolgono nella decolonizzazione delle nostre menti.

Iscriviti

In Italia:

Bologna

20 marzo ore 21.30
Proiezione: Sarura, Il futuro è un luogo sconosciuto

Messina

21 marzo ore 20.00
Proiezione: Naila and the uprising

Reggio Emilia

5 aprile ore 18.30
Israele-Palestina: Una questione di apartheid?

Roma

22 marzo ore 17.00
Amnesty International sull'Apartheid in Palestina

Torino

25 marzo ore 20.30
Il potere della musica: figli delle pietre in una terra difficile

26 marzo dalle 17.00
Art Against Apartheid

Trieste

Coming soon 

Segnala altre iniziative IAW nelle vostre città: saranno inserite sul sito di BDS Italia

Le comunità di tutto il mondo organizzano azioni ed eventi IAW per ribadire che siamo uniti contro il razzismo. #UnitedAgainstRacism.

Partecipa anche tu!

I palestinesi guardano con empatia alle sofferenze di milioni di ucraini che affrontano la guerra, in particolare gli oltre due milioni di rifugiati che cercano sicurezza nei paesi vicini. In armonia con la maggioranza assoluta dell'umanità che vive nel Sud del mondo, il Comitato nazionale palestinese per il BDS, la più grande coalizione nella società palestinese che guida il movimento globale BDS, si oppone alla guerra, sia che si tratti dell'aggressione illegale della Russia in Ucraina oggi, che viola la Carta delle Nazioni Unite indipendentemente dalle persistenti provocazioni della NATO, o delle molte guerre, palesemente illegali e immorali degli ultimi decenni, guidate dagli Stati Uniti o dalla NATO, che hanno devastato intere nazioni e ucciso milioni di persone. 

Vediamo nella calorosa accoglienza da parte dell'Occidente dei rifugiati bianchi ucraini un esempio di come tutti i rifugiati che scappano dalle devastazioni della guerra, dalla devastazione economica o dall'ingiustizia climatica dovrebbero essere trattati dall'Occidente, in particolare quando questi disastri sono causati principalmente dall'imperialismo occidentale . Questo calore, tuttavia, è in netto contrasto con il modo in cui questi stessi paesi hanno trattato i rifugiati di pelle bruna e nera che arrivano alle loro coste e ai loro confini, con razzismo, muri, respingimenti, separazioni familiari forzate e persino annegamenti - lo stesso fanatismo che i rifugiati non-bianchi dall'Ucraina hanno sperimentato

Questo doppio standard occidentale è doloroso, irritante e umiliante per le persone nel Sud del mondo, compresi i palestinesi. Dopo tutto, il regime pluridecennale di occupazione militare, colonialismo e apartheid di Israele non è solo "Made in the West", ma è ancora armato, finanziato e protetto dall'assunzione di responsabilità da quello stesso Occidente profondamente coloniale e razzista, in particolare Stati Uniti, Regno Unito e UE. 

Insistendo sull'uguale valore degli esseri umani e dei loro diritti, il movimento a guida palestinese per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS) fa campagne per porre fine alla complicità con il regime di oppressione israeliano che ci nega libertà, giustizia e uguaglianza. Il reverendo Martin Luther King Jr. una volta ha descritto il boicottaggio per la giustizia razziale come "ritirare... la cooperazione con un sistema malvagio". In effetti, il BDS sta facendo pressioni su stati, imprese e istituzioni affinché mettano fine alla loro cooperazione diretta e indiretta con il regime israeliano che ci sta uccidendo, sottoponendo alla pulizia etnica, negando ai nostri rifugiati il diritto di tornare a casa, incarcerando, rubando la nostra terra, soffocando in bantustan sempre più piccoli e assediando due milioni di noi nel campo di prigionia a cielo aperto di Gaza – una Nakba tutt’ora in corso

In quanto movimento per i diritti umani nonviolento e antirazzista, il BDS ha costantemente preso di mira le aziende e le istituzioni in base alla loro complicità, non all'identità. Il BDS non si rivolge contro persone comuni, anche se affiliate a istituzioni complici, purché non le rappresentino.

Gli attuali boicottaggi occidentali, isterici e discriminatori, imposti alle persone comuni russe sulla base della loro identità o delle loro opinioni politiche sono quindi antitetici ai principi etici del movimento BDS. I media occidentali mainstream, compreso un articolo sorprendentemente corretto del New York Times, hanno iniziato a scoprire questo fatto, confrontando favorevolmente il boicottaggio dell’Israele dell’apartheid attuato dal BDS, "molto più sofisticato”, istituzionale e basato sulla complicità, con i boicottaggi pericolosamente xenofobi, basati sull'identità e maccartisti contro le persone comuni russe. 

Queste misure, alimentate da media mainstream occidentali profondamente razzisti, sciovinisti e faziosi, hanno incluso il boicottaggio di film russi, figure culturali (tra cui Čajkovskij e Dostoevskij, morti entrambi alla fine del 1800!), accademici (tranne coloro che denunciano pubblicamente l'invasione), e persino i gatti russi . Un professore di "etica" medica a New York ha esortato le aziende farmaceutiche a smettere di vendere medicinali alla Russia dicendo: "Il popolo russo ha bisogno di essere pizzicato... [dalla mancanza dei, N.d.T.] prodotti che usa per mantenere il proprio benessere. La guerra è crudele in questo modo”. Un ospedale in Germania – uno stato che difende e arma ciecamente l'apartheid israeliana e che è pieno di razzismo anti-palestinese e maccartismo anti-BDS – ha annunciato che non riceverà più pazienti russi, con una vergognosa violazione del giuramento di Ippocrate. 

L'ipocrisia occidentale ha contagiato le istituzioni internazionali dominate dall'Occidente. La FIFA, il Comitato Olimpico Internazionale, la UEFA, l'Eurovision, l’imponente programma di ricerca accademica dell'UE Horizon, tra gli altri, hanno respinto per anni le richieste del BDS di escludere l'Israele dell’apartheid, proteggendo la loro complicità con luoghi comuni come "lo sport è al di sopra della politica", "la ricerca accademica è al di sopra della politica" e "l'arte è certamente al di sopra della politica". Gli atleti che erano solidali con i palestinesi sono stati pesantemente multati e persino banditi per molti anni, mentre gli atleti e le squadre nazionali che boicottano la Russia in solidarietà con l'Ucraina sono stati attivamente incoraggiati e premiati dagli stessi organismi sportivi. Alcuni coraggiosi campioni arabi stanno cominciando a parlare di questa ipocrisia.

La Corte penale internazionale (CPI) ha sprecato anni in dispute prima di aprire finalmente un'indagine (che deve ancora compiere una mossa concreta) sui crimini israeliani contro i palestinesi, compreso il massacro di Israele del 2014 a Gaza che ha ucciso in poche settimane più di 500 bambini palestinesi. In confronto, pochi giorni dopo l'invasione della Russia, la CPI si è affrettata ad aprire un'indagine.

Oltre all’ipocrisia, la velocità con cui tutte queste entità dominate dall'Occidente hanno boicottato, espulso o altrimenti sanzionato la Russia e le persone comuni russe, solo pochi giorni dopo la sua invasione dell'Ucraina, invia un messaggio chiaramente razzista a palestinesi, yemeniti, iracheni, afgani e molti altri, che afferma che le nostre vite e i nostri diritti come persone di colore non contano. Ironia della sorte, questi atti e le dichiarazioni che li giustificano demoliscono anche di fatto quasi tutte le scuse anti-BDS propagate da Israele e dai suoi apologeti anti-palestinesi in Occidente contro di noi in 17 anni per contrastare le nostre richieste di responsabilizzazione e giustizia.

Mentre il ritornello è sempre stato "gli affari al di sopra della politica", improvvisamente centinaia di società occidentali hanno interrotto tutti gli affari in Russia per protestare contro l'invasione dell'Ucraina, ma nessuna di loro ha mai protestato contro le selvagge e mortali invasioni americane dell'Iraq e dell'Afghanistan. Ad esempio, McDonald's ha una filiale a Guantanamo Bay, il campo di tortura più famoso del mondo. Molte di queste stesse società, come HP, Hyundai, Caterpillar, General Mills e Puma, sono prese di mira dal movimento BDS per aver sostenuto attivamente l'occupazione militare pluridecennale e il regime di apartheid di Israele contro i palestinesi. Airbnb, che si è ritirato dalla Russia a pochi giorni dall'inizio dell'invasione, continua a promuovere inserzioni pubblicitarie per gli insediamenti illegali israeliani costruiti su terre palestinesi rubate, che è un crimine di guerra. 

È anche fondamentale mettere le cose in chiaro per quanto riguarda legalità e moralità delle sanzioni. Gli stati e le organizzazioni interstatali possono imporre sanzioni a condizione che mirino a porre fine a gravi violazioni del diritto internazionale, come aggressioni, annessioni e dominazioni coloniali, o apartheid, senza distinzione tra gli stati responsabili. Per essere legittime, le sanzioni devono rispettare i diritti umani fondamentali e gli obblighi umanitari ed essere proporzionate alla gravità della violazione. Le sanzioni guidate dagli Stati Uniti, tuttavia, sono state applicate in modo selettivo per promuovere gli interessi geopolitici e, quando prendono di mira gli stati del Sud del mondo in particolare, sono state progettate principalmente per devastare la gente comune per ottenere alla fine un "cambio di regime". In alcuni casi, come l'Iraq, queste sanzioni hanno portato a risultati di genocidio

Al contrario, il BDS, e con esso la società civile palestinese, chiede sanzioni mirate, proporzionate e legittime che mirino a porre fine all'oppressivo sistema israeliano di apartheid, colonialismo di insediamento e occupazione, senza danneggiare la gente comune. Queste includono un embargo globale a livello militare e della sicurezza, il taglio dei legami finanziari con le banche che finanziano l'apartheid e gli insediamenti e l'espulsione dell’Israele dell'apartheid dalle Olimpiadi, dalla FIFA, da Horizon e da altri organismi internazionali. D'altra parte, tagliare la fornitura di cibo, medicine e altri beni di prima necessità, come spesso fanno le sanzioni statunitensi, non può mai essere moralmente o legalmente giustificato.

Infine, la guerra è invariabilmente malvagia, ma per alcuni rappresenta un'opportunità contorta. Tra i maggiori profittatori della guerra in Ucraina fino ad ora ci sono state le società occidentali nei settori della sicurezza e dei combustibili fossili. Anche Israele ha visto questa guerra, come altri disastri, come una grande opportunità per vendere gas all'Europa e attirare gli investimenti degli oligarchi, rafforzando così la sua economia di apartheid. Con le sue leggi fiscali discriminatorie che esentano i nuovi "immigrati" ebrei (visti dagli autoctoni palestinesi come coloni) dalle tasse sulle loro entrate all'estero per almeno 10 anni, Israele sta attirando molti oligarchi russi (quelli che sono ebrei) che fuggono dalle sanzioni occidentali. Un esempio lampante è Roman Abramovich, che ha ottenuto la cittadinanza israeliana nel 2018 e il cui jet è atterrato a Tel Aviv il primo giorno dell'invasione russa. Nella totale impunità, ha donato negli anni più di 100 milioni di dollari al gruppo di coloni fanatici violenti, Elad, che lavora per espellere i palestinesi dalle loro case nella Gerusalemme occupata. 

Ossessionato dal mantenimento del suo "regime di supremazia ebraica dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo", come lo chiama la principale organizzazione israeliana per i diritti umani, B'Tselem, l'Israele dell’apartheid sta anche sollecitando i rifugiati ucraini che sono ebrei (mentre discrimina i non ebrei, ovviamente) a emigrare, con piani di sistemare illegalmente molti di loro su terre palestinesi rubate nel territorio occupato. I palestinesi, ancora una volta, stanno pagando a caro prezzo una guerra in cui non hanno avuto alcun ruolo.

Tuttavia, non chiediamo la carità. Chiediamo responsabilizzazione, giustizia e piena uguaglianza per tutta l'umanità. Stiamo costruendo un potere della gente comune e reti di solidarietà intersezionale più forti per tagliare i legami della complicità internazionale con il regime di apartheid israeliano. Mentre la nostra lotta di liberazione è una piccola parte delle lotte globali per la giustizia indigena, razziale, economica, sociale, di genere e climatica, la Palestina rimane agli occhi di gran parte del mondo un indicatore chiave della capacità delle società occidentali di decolonizzare e superare veramente la loro secolare colonialità razzista

Come ha scritto una volta John Dugard, giurista sudafricano ed ex giudice ad hoc della Corte internazionale di giustizia, “[La] questione della Palestina è diventata la cartina di tornasole per i diritti umani. Se l'Occidente non mostra preoccupazione per i diritti umani [dei palestinesi] ... il [resto del mondo non occidentale] trarrà la conclusione che i diritti umani sono uno strumento impiegato dall'Occidente contro regimi che non gli piacciono e non uno strumento obiettivo e universale per la misurazione del trattamento delle persone in tutto il mondo”.

È giunto il momento di dare ascolto all'appello palestinese del BDS a contribuire alla nostra tanto attesa liberazione.

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

COMUNICATO STAMPA

Parte una Iniziativa dei Cittadini/e Europei/e

Organizzazioni per i diritti umani si mobilitano in tutta Europa

perché l'UE vieti il commercio con insediamenti illegali

21 febbraio 2022

Il 20 febbraio, in occasione della giornata mondiale per la giustizia sociale, una coalizione formata da più di 100 organizzazioni per i diritti umani, nazionali ed internazionali, ha lanciato una campagna "ICE" per fermare il commercio europeo con gli insediamenti illegali in tutti i territori attualmente occupati (come i territori palestinesi e Sahara occidentale).

L'ICE (Iniziativa Cittadini/e Europei/e) è uno strumento ufficiale di democrazia partecipata previsto dall'Unione Europea e, se raccoglie un milione di firme di cittadini dell'UE nell'arco di 12 mesi, la Commissione europea deve considerare e discutere le richieste della petizione.

In questo caso l'ICE richiede una legislazione dell'UE che vieti il commercio con gli insediamenti illegali, ovunque e in qualsiasi momento, compreso il commercio con gli insediamenti illegali di Israele nella Palestina occupata.

Nonostante gli insediamenti illegali costituiscano un crimine di guerra, ai sensi del diritto internazionale, l'UE consente il commercio bilaterale con essi. Nel caso degli insediamenti israeliani, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha invitato gli Stati membri a non fornire loro assistenza e l'Unione Europea ha più volte dichiarato che costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale. Tuttavia, continua a commerciare con loro, e questo favorisce ed incoraggia la loro continua espansione.

Non si chiedono sanzioni, ma l'applicazione di una norma generale del commercio già esistente, nel rispetto del diritto internazionale.

La coalizione #StopTradeWithSettlements, che sostiene l'ICE, è composta da ONG, movimenti di base, sindacati, associazioni, che operano a livello nazionale ed internazionale, come Human Rights Watch, ed altre realtà che si oppongono ai profitti derivanti da annessioni e occupazioni illegali, e chiede a tutti i cittadini europei interessati ai diritti umani, alla giustizia sociale, alla pace e al commercio equo di firmare la petizione.

Ufficio stampa nazionale:

Alessandra Mecozzi cell. 335 6513615

Maria Di Pietro cell. 377 6699284

iniziativacittadinieuropei@gmail.com

Membri della coalizione:

Italia

Amici Mezzaluna Rossa Palestinese, ARCI, Assopacepalestina, ATTAC, CBC Costruzioni Beni Comuni, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Centro Studi Sereno Regis, Coordinamento Universitario LINK, COSPE, CRED, Cultura e liberta, Defence for Children International Italia, ECO - Ebrei contro l'occupazione, Fairwatch, FIOM -CGIL, Fondazione Basso, Gazzella Onlus, Libera, Medicina Democratica, New Weapon Research Group, Paxchristi Campagna ponti e non muri, Rete Radie' Resch, Rete Romana di Solidarieta con il popolo palestinese, Societa Civile per la Palestina, Un ponte per, WILPF, Artisti resistenti - Roma, Associazione Amicizia Italo Palestinese - Firenze, Associazione amicizia Sardegna Palestina, Associazione culturale Liguria Palestina, Associazione Memoria in Movimento, Donne in nero - comitato di Udine, Gruppo Empolese Emisfero Sud, Il Chicco di Senape Pisa, Liguria per la Palestina, MamAfrica Onlus, Casa dei Diritti dei Popoli - Firenze, COBAS Firenze, Comunita dell'Isolotto Firenze, Fermiamo la Guerra - Firenze, Libere Tutte - Firenze, ODV Salaam Ragazzi dell'olivo Comitato di Trieste, Parallelo Palestina, Una citta in comune - Pisa, Salaam Ragazzi dell'Olivo Comitato di Milano, Ya-Basta - Bologna e Padova

Europei Internazionali

Addameer, Al-Haq, Avaaz, European Coordination of Committees and Associations for Palestine (ECCP), European Legal Support Center, European Trade Union Network for Justice In Palestine, Gastivists, Human Rights Watch, Rābet, SumOfUs

Belgio

Association Belgo-Palestinienne (ABP), Broederlijk Delen, CNCD 11.11.11, Coordination Nationale d’Action pour la Paix et la Democratie (CNAPD), Le Monde Selon les Femmes, Ligue des Droits Humains, Solidagro, Vredesactie, 11.11.11 vecht mee tegen onrecht

Francia

Association France Palestine Solidarite , ATMF, CEDETIM, Chretiens de la Mediterranee, Confederation paysanne, Ensemble!, Groupe d’amitie islamo-chretienne, La CGT, La Cimade, Les Jeunes ecologistes, Ligue des droits de l’Homme, Mouvement international de la Reconciliation - Branche francaise (M.R.), Mouvement pour une Alternative Non-violente, Mrap, Plateforme des ONG Francaises pour la Palestine, Une Autre Voix Juive, Union Juive Francaise pour la Paix, Union syndicale solidaires

Finlandia

Arabikansojen ystavyysseura (AKYS), ICAHD Finland, Psykologien Sosiaalinen Vastuu Ry, Rauhanliitto, Sadankomitea - Committee of 100 in Finland, Suomen Rauhanpuolustajat, Svensk Ungdom / RKP -nuoret, Vihreat nuoret

Germania:

AK Nahost Berlin, Deutsch-Palastinensische Gesellschaft, Freunde von Sabeel Deutschland, Internationale Liga fur Menschenrechte, Judische Stimme fur gerechten Frieden in Nahost, Kairos Palestine Solidaritatsnetz Deutschland, Palastinakomitee Stuttgart, Palastina Spricht, pax christi Diozesanverband Rottenburg-Stuttgart, The Israeli Committee Against House Demolitions (ICAHD) Deutschland

Lussemburgo

Comite pour une Paix Juste au Proche-Orient (CPJPO)

Irlanda

Academics For Palestine (AFP), ActionAid Ireland, Centre for Global Education, Christian Aid Ireland, Comhlamh, Financial Justice - Ireland, Gaza Action Ireland (GAI), Ireland Palestine Solidarity Campaign-IPSC, Irish Muslim Peace & Integration Council (IMPIC), Justice For Palestine, Kairos Ireland, National Union of Students - Union of Students in Ireland (NUS-USI), PalFest Ireland - Art/ festival Supporting Palestine, SADAKA (The Ireland Palestine Alliance), TCD Apartheid Free, Trade Union Friends of Palestine, Trocaire, Unite, Uplift - People Powered Change

Slovenia

Center za družbeno raziskovanje (Cedra), Danes je nov dan, Gibanje za pravice Palestincev, Humanitas, Mirovni inštitut, Proja, Sindikat žerjavistov pomorskih dejavnosti (SŽPD), Slovenska filantropija, 3MUHE Pravična trgovina Fair Trade

Spagna

Confederacion Intersindical Galega, ELA Sindikatua, LAB

Altri europei

Betlehems Venner (Denmark), Palestinagrupperna i Sverige (PGS) (Sweden)

Aumentiamo la pressione del BDS perché vengano imposte sanzioni mirate e smantellata l’apartheid #DismantleApartheid.

Amnesty International, che conta 10 milioni di membri e sostenitori in tutto il mondo, ha appena confermato che il regime di Israele contro l'intero popolo palestinese costituisce il crimine contro l'umanità dell'apartheid. Accogliamo con grande favore la pubblicazione del rapporto di Amnesty International, dal titolo "L'apartheid israeliano contro i palestinesi: crudele sistema di oppressione e crimine contro l’umanità".

Il rapporto meticolosamente documentato di Amnesty delinea un sistema brutale e intenzionale di frammentazione, espropriazione, segregazione e oppressione contro i palestinesi autoctoni, residenti sia nella Palestina storica che in tutto il mondo come rifugiati. Questo sistema, conclude Amnesty, rientra nella definizione di apartheid contenuta sia nello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale che nella Convenzione anti-apartheid delle Nazioni Unite.

Il movimento BDS accoglie in particolare l'approvazione da parte di Amnesty relativa alle richieste di pressione per spingere l'ONU a indagare sull'apartheid (#UninvestigateApartheid), di imposizione di un embargo militare (#MilitaryEmbargo), di sanzioni (#SanctionsOnIsrael), di intervento della Corte penale internazionale (#ICC4Israel) e il suo appello agli stati e alle istituzioni perché sia vietato il commercio con gli insediamenti illegali di Israele.

Il rapporto è l'ultimo di una serie di inchieste che confermano ciò che esperti e sostenitori dei diritti umani palestinesi e internazionali affermano da decenni: Israele sta perpetrando il crimine di apartheid contro la popolazione palestinese autoctona.

Assicuriamoci che i governi e le Nazioni Unite agiscano per porre fine al regime di apartheid di Israele come hanno fatto in passato con l'apartheid nel Sud Africa.

Lo scorso giugno l'ex segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha lasciato intendere come Israele stia imponendo l'apartheid ai palestinesi. L'anno scorso 47 esperti indipendenti di diritti umani all'interno delle Nazioni Unite hanno affermato che i piani di Israele di annettere illegalmente la terra palestinese costituirebbero "l'espressione di un'apartheid del 21° secolo”.

L'occasione per un nostro Sud Africa si avvicina. Con il tuo sostegno, possiamo e dobbiamo smantellare l’apartheid (#DismantleApartheid) per vivere in libertà, giustizia e uguaglianza.

Sostieni il movimento BDS promuovendo il rapporto di Amnesty International!

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Imponiamo il trattamento richiesto dal BDS alle società coinvolte in affari con gli insediamenti coloniali illegali di Israele dell'apartheid!

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 Chiedi all'ONU di ascoltare l'appello globale e avviare un'indagine sull'apartheid israeliana

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 Sintesi del rapporto di Amnesty International in italiano

Fonte: Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC)

Traduzione di BDS Italia

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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