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Musica contro la No Go Zone nella Striscia di Gaza

mercoledì 01 febbraio 2012

Ogni martedì manifestiamo al confine di Erez, in Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza.

La manifestazione è iniziata verso le 11.00. Ci siamo diretti verso la No Go Zone.

La No Go Zone è un'area che si estende lungo l'intero confine con Israele a nord e ad est della Striscia di Gaza, dentro il territorio palestinese. La No Go Zone imposta da Israele è a tutti gli effetti illegale ed impedisce ai contadini palestinesi l'accesso a gran parte della terra a cui hanno diritto. Chi tenta di accedervi viene attaccato dal fuoco israeliano.

Questa settimana avevamo con noi strumenti musicali, tamburi ed una piccola tromba.

Abbiamo marciato nella No Go Zone sventolando le bandiere palestinesi, suonando e cantando canzoni palestinesi, come Filisteeni e Onadekom.

Abbiamo marciato su quella terra rovinata dai bulldozer israeliani, abbiamo superato grandi fossi tenendoci per mano per non scivolare a causa del fango, e siamo arrivati vicino la barriera di separazione.

Abdel-Al: La normalizzazione a Herzliya non sarà perdonata dal popolo arabo

Il compagno Marwan Abdel Al, membro dell’ufficio politico del Fronte per la Liberazione della Palestina, e suo leader in Libano, ha condannato chiaramente la partecipazione araba e palestinese alla conferenza sulla sicurezza sionista a Herzliya, dicendo che tale partecipazione è uno schiaffo in faccia alla sofferenza del popolo palestinese, un tradimento nei confronti dei diritti palestinesi e della dignità del popolo arabo.

Abdel Al ha condannato queste manifestazioni di normalizzazione del pensiero arabo attraverso vari mezzi, dicendo che «questi eventi rappresentano un nuovo capitolo della volontà politica di normalizzazione; la partecipazione degli attori politici palestinesi e arabi è un elemento profondamente degradante e sospetto, soprattutto alla luce del fatto che la conferenza di Herzliya aveva come tema la sicurezza e la forza nazionale di Israele e che durante il meeting è stato dichiarato che le sollevazioni arabe dell'ultimo anno sono state una minaccia combattiva ed importante per l’esistenza dello stato di Israele».

Abdel Al ha poi aggiunto:

Il fronte richiede che il comitato esecutivo dell’O.L.P. rigetti i negoziati e il quartetto

Il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina ha fatto appello al comitato esecutivo dell’O.L.P, che si è incontrato il 3 gennaio a Ramallah, a rivalutare i cosiddetti “meeting esplorativi” ad Amman sotto gli auspici del Quartetto e annunciare una volta per tutte il fallimento totale dei negoziati.

Tali negoziati vanno avanti da più di vent'anni e hanno evidentemente fallito, non essendo riusciti a produrre alcuna soluzione nazionale che preservi anche un minimo dei diritti garantiti dalla legge internazionale, quali il diritto alla libertà, di indipendenza e di ritorno.

L’Unione generale degli studenti Palestinesi del Regno Unito torna a far parte dell’Unione Nazionale degli studenti

L’Unione generale degli studenti palestinesi (GUPS) del Regno Unito martedì 24 gennaio ha annunciato di essere tornata a far parte dell’Unione nazionale degli studenti in Gran Bretagna, cinque anni dopo essere stata sospesa dalla partecipazione a causa delle pressioni esterne dei movimenti pro-sionisti.

Prima dell'esplulsione del GUPS, l’Unione nazionale degli studenti si era esposta dichiarandosi favorevole al disinvestimento delle industrie coinvolte nell’occupazione israeliana ed aveva sostenuto parte dell’appello palestinese al boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele. Il ritorno del GUPS alla piena partecipazione è giunto dopo una serie di incontri tra i membri del consiglio direttivo del GUPS Fouad Shaath, Khalid al-Tamimi e Hazem Muheisen con il membro del consiglio direttivo dell’Unione nazionale degli studenti Jim Dickinson, aventi come risultato la garanzia dello statuto di membro effettivo dell’Unione nazionale degli studenti al GUPS in quanto sindacato studentesco.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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