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Vittorio Arrigoni, eroe contemporaneo già dimenticato

Articolo pervenuto in redazione il 14 febbraio 2012

Vik, come lo chiamavano gli amici, era un attivista per i diritti umani. E' stato per più di dieci anni impegnato come volontario in giro per il mondo, Asia, America Latina, Est Europa, fino ad arrivare in Palestina e a Gaza, dove è stato sequestrato ed ucciso da un gruppo fondamentalista il 16 aprile 2011.

Era anche un giornalista, collaboratore de "Il Manifesto" e dai rari internet point (dotati di un generatore autonomo di elettricità) ci raccontava ogni giorno i sanguinosi bombardamenti che subiva il popolo palestinese durante l'attacco israeliano denominato "Piombo Fuso". La sua era l'unica voce che giungeva in Italia, e non solo, da quei luoghi dimenticati da tutti.

La stampa, leggendo gli articoli del suo blog, non ci faceva giungere notizie certe e veritiere. Tutti i volontari dell'International solidarity movement rappresentano la voce dei senza voce, ma il mondo occidentale e sviluppato sembra non voler ascoltare. L'unica arma di Vittorio Arrigoni era la parola e quindi la testimonianza; tutte le sue corrispondenze le chiudeva con un invito, “STAY HUMAN”, restiamo umani. Arrigoni non credeva nei confini, nelle bandiere, ma aveva un'unica certezza, l'appartenenza di  tutte le persone alla stessa razza, quella umana. La sua attività a Gaza inizialmente era quella di sostenere e "proteggere" i pescatori palestinesi, era una protezione simbolica, dato che li proteggeva con il suo stesso corpo, salendo a bordo dei pescherecci che venivano respinti dalla marina Militare Israeliana, evitando l'attacco armato. Venne anche arrestato, fu espulso dal Paese (Israele) ma dopo poco ritornò nella sua seconda terra, Gaza. Vittorio Arrigoni attraverso il web seguiva anche le vicende italiane di politica interna ma soprattutto politica estera, che riguardava Gaza o Israele. Dal 2010 gira sul web un video di risposta a Roberto Saviano (portatore di legalità in Italia, ma indifferente alla violazione dei diritti umani dei palestinesi). Saviano intervenendo in una conferenza Pro-Israele non pronunciò una parola a favore del popolo oppresso. Per qualche giorno i maggiori quotidiani e le televisioni nazionali riportarono questa notizia, ma poi dei nuovo il buio. Il 27 dicembre del 2008 iniziò l'offensiva "Piombo Fuso".

La Stampa internazionale diramò solo notizie provenienti dai comunicati ufficiali Militari Israeliani, infatti nessuno sapeva, prima dell'articolo di Vittorio Arrigoni, che i bombardamenti colpivano soprattutto i civili, e non le "basi terroristiche di Hamas"; nessuno sapeva che durante il primo giorno di bombardatmenti persero la vita più di duecento persone. I volontari dell'ISM attraverso i loro comunicati ci avvertivano che stavano per fare il deserto e lo avrebbero chiamato pace, ma noi ancora una volta siamo rimasti in silenzio. La sera del 14 aprile 2011 viene rapito da un gruppo terrorista palestinese afferente all'area jihadista salafita, dopo l'uscita dalla palestra di Gaza nella quale era solito recarsi, nello stesso giorno del rapimento viene lanciato un ultimatum chiedendo la liberazione di alcuni detenuti appartenenti alla cellula terroristica dei rapitori. Durante la notte è stato ucciso con una corda (strangolamento). La notizia fece il giro del mondo in poco tempo, e la reazione delle Nazioni Unite fu molto forte, inizialmente, mentre il governo italiano restò impassibile. Al suo funerale parteciparono migliaia di persone provenienti da tutta Europa, ma non vi era nessun rappresentante del governo italiano.

Ai funerali dei militari morti durante le "missioni di Pace" si mobilita tutta la nazione, mentre per chi ha "combattuto" salvando vite e schierandosi dalla parte dei più deboli nemmeno un riconoscimento pubblico. Questa è l'Italia. Noi ci schieriamo dalla sua parte, lo consideriamo un eroe contemporaneo, e non vogliamo dimenticarlo.

Lo stanno dimenticando anche in Palestina, il processo iniziato sei mesi fa non ha portato ancora a niente, l'ultima udienza, la decima, è durata pochi minuti. Siamo davanti ad un "processo farsa" dove l'ultima cosa che si vuole è scoprire la verità, ma continuiamo a restare muti, come se nulla stesse accadendo, con i mass media che non ne parlano ed il governo italiano indifferente. A questo punto la domanda sorge spontanea: ci stiamo dimenticando di restare Umani?

Savria Donato
 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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