Gaza

I prigionieri palestinesi in detenzione amministrativa israeliana continuano lunghi ed estenuanti scioperi della fame

“Non esiste un sistema giudiziario per giudicarli in modo equo. Non c’è nessuno all’interno del carcere che possa appoggiare le loro richieste. Quindi l’unico strumento che i prigionieri palestinesi possono usare per protestare e combattere per i loro diritti sono i loro corpi”. — La portavoce di Addameer Milena Ansari

RAMLA, PALESTINA STORICA — Il prigioniero palestinese Miqdad al-Qawasmeh è entrato nel suo 86° giorno di sciopero della fame. È sopraffatto dalla debolezza e non può muoversi dal letto d’ospedale, nemmeno per fare la doccia o usare il bagno. Soffre di dolori articolari, renali, muscolari e addominali, alla testa, alle ossa. Ha difficoltà a parlare e ha perso più di 34 chili. Nonostante la sua salute deteriorata, al-Qawasmeh non vuole porre fine allo sciopero della fame, poiché lui e altri sei prigionieri rifiutano il cibo per protestare contro la loro detenzione amministrativa in corso.

FC Barcelona non ci andrà! Chiedi a Inter e Atlético Madrid di non giocare nell'Israele dell'apartheid

La partita non si giocherà! L"amichevole" tra il FC Barcelona e il club razzista israeliano Beitar Jerusalem non si giocherà. Però, altre due squadre, Inter e Atlético Madrid, hanno in programma una partita "amichevole" nell'Israele dell’apartheid l'8 agosto. 

Palestina: l’assassinio di Nizar Banat e la rivolta contro Abu Mazen

Dal 24 giugno al 4 luglio le città di Al-Quds (Gerusalemme), El Khalil (Hebron) e Ramallah sono state percorse e scosse da manifestazioni di protesta contro l’assassinio di Nizar Banat ad opera dei corpi speciali dell’Anp di Abu Mazen, nelle quali è stato riproposto lo slogan delle grandi sollevazione arabe del biennio 2011-2012: il popolo vuole la caduta del regime – il regime in questione è, stavolta, la screditatissima “autorità nazionale palestinese” che risiede a Ramallah e fa capo ad Abu Mazen, legata con mille fili ad Israele e alle potenze occidentali. Gli altri slogan ripetuti erano “Lascia Abbas!” (Mahmoud Abbas è Abu Mazen) e “Nizar è il popolo, e il popolo non muore“.

Un numero senza precedenti di celebrità sportive si batte per i diritti dei palestinesi

Professionisti maschili e femminili del football (sia calcio che football americano), intere squadre di calcio, giocatori di cricket, giocatori di basket, pugili e altro hanno tutti voluto mostrare coraggiosamente attraverso i social media la loro solidarietà ai palestinesi che vivono sotto la brutale oppressione dell'apartheid israeliano.

Durante la più recente ondata di violenti attacchi israeliani contro i palestinesi un numero senza precedenti di atleti di tutto il mondo e di tutti gli sport si è espresso a favore dei diritti dei palestinesi.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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