Giordania

Una Nakba in corso da 66 anni – Il diritto al ritorno è un diritto nazionale e inalienabile

A ridosso della 66esima commemorazione della Nakba, il movimento per la liberazione della Palestina è allo sbando: i partiti politici sono divisi, l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina è inefficiente, l'Autorità palestinese dipende da donatori stranieri ognuno con la propria agenda ed una strategia nazionale collettiva è assente. Le istituzioni non adempiono ai loro obiettivi e la capacità di mobilitazione tra i palestinesi si è sgretolata.

Questi elementi offrono l'opportunità per al regime israeliano di imporre unilateralmente “fatti sul terreno” e il suo avvocato, gli Stati Uniti, danno forza ad una soluzione politica ingiusta. Entrambi gli sviluppi minano il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi - il fulcro della causa palestinese.

Alcune riflessioni sulla "Riconciliazione"

Il gran parlare oggi sull'intesa Al Fatah/Hamas dimostra quanto sia importante davvero arrivare ad un accordo, qualsiasi, che permetta alle due parti di uscire dalla pericolosa situazione che le travolge. Tutti parlano dell'intesa come l'unico processo raggiungibile. Al momento il documento firmato non rispecchia minimamente le richieste della piazza palestinese per arrivare all'unità nazionale. Quel che è stato firmato pone solo una tregua alle ostilità guerreggiate tra entrambi gli schieramenti.

A noi sembra che il momento difficile che stanno passando il governo di Ramallah e quello di Gaza abbia indotto le due parti ad arrivare ad un accordo di “cessate le ostilità”. Contro Ramallah cresce il malcontento popolare sia per le condizioni oggettive (nel campo dell'economia, sociale e della libertà) sia per la situazione politica di stallo. Cresce la colonizzazione sionista che nel 2013 ha raggiunto una percentuale del 300% rispetto all'anno 2012: nuove colonie e non più ampliamento di quelle esistenti. Ciò vuol dire nuovi espropri di terreni e maggiori limitazioni alle libertà di movimento dei palestinesi.

Riconciliazione palestinese: una storia di documenti

La scorsa settimana i funzionari delle fazioni palestinesi rivali hanno annunciato un accordo di riconciliazione nazionale. Non è la prima volta che viene fatto questo annuncio. Per quasi un decennio, i vari accordi che promettevano la fine della divisione tra Hamas e Fatah sono andati e venuti, lasciando deluse le speranze e provocando un’aspra apatia. Questa volta sarà diverso?

L'improvvisa morte di Yasser Arafat l’11 novembre 2004 ha segnato l'inizio di un conflitto feroce fra due principali fazioni politiche - il movimento politico islamico conosciuto come Hamas e la vecchia guardia di Fatah, amministratrice dell'Autorità Palestinese (PA) che ha sede in Cisgiordania. La lotta per il potere nell'era post-Arafat è paragonabile alla guerra di trincea. Ogni fazione rimane inamovibile nella propria posizione, incapace di sopraffare l'altra, e irremovibile nelle numerose sfide interne ed esterne che sono periodicamente emerse.

LE RAGIONI DEL SOSTEGNO FINANZIARIO DELL’UNIONE EUROPEA ALL’AUTORITÀ PALESTINESE

LE RAGIONI DEL PERCHE' LE POLITICHE EUROPEE DEVONO CAMBIARE

A seguito agli accordi di Oslo del 1994 l'Unione Europea ha considerevolmente aumentato la cooperazione con la Palestina, passando dall'erogare oltre 2,7 miliardi di euro nel periodo 1994-2006 a 2,9 miliardi nel quinquennio 2007-2012.

C'e' da tenere presente che la Palestina rappresenta uno dei punti più sensibili nel bilancio generale Europeo per l’assistenza finanziaria esterna. Gli importi annuali disponibili per la Palestina vengono resi noti molto tardi nella procedura di bilancio, mentre, al contrario, l'instabile situazione politica richiederebbe una maggiore vigilanza e la rivalutazione delle specifiche situazioni. Una vigilanza e controllo che, ovviamente, le politiche dell' Unione Europea non posso accettare, perche' questo implicherebbe la possibilita' di ridurre i finanziamenti all'Autorita' Palestinese (A.P.), azione non perseguibile stante che l'aiuto economico e' un potente effetto leva sul dialogo politico tra Israele, Unione Europea e Autorita' Palestinese.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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