Giordania

Wasim Dahmash: alcune osservazioni sul sionismo nella sua pratica

Quando parliamo di sionismo siamo tutti d'accordo almeno su un punto: il movimento che si basa sull’ideologia sionista è l'ul­timo anello del fenomeno coloniale. Il sionismo è la rielabora­zione del più generale pensiero coloniale con elementi di speci­ficità rispetto all'espansionismo delle nazioni europee, di questo costituisce la sintesi finale e per molti aspetti fin dalla sua nasci­ta è legato in modo particolare al colonialismo della fase otto­centesca. Pensiero coloniale e messianismo religioso si amalga­mano nell’ideologia sionista determinando una miscela che se per la Palestina è stata funesta, lo è anche per vasti ambiti spa­ziali e temporali non facilmente delimitabili.

La realizzazione pratica del sionismo, ossia l’occupazione di un territorio, la creazione di uno Stato nazionale su quel territorio, la pulizia et­nica degli abitanti autoctoni, segue esperienze già sperimentate in diverse parti del mondo, nelle Americhe, in Australia o in Su­dafrica. Il sionismo è anche una potenza il cui centro geografi­co, per quanto ristretto, ha interessi e influenze in tutto il mon­do, in quello industrializzato soprattutto, e nell’attualità è da estendere anche al “mondo arabo”, una dicitura con cui indi­chiamo quella vaga entità costituita dai paesi dove la lingua ara­ba è la più diffusa, nella loro complessità.

«Vi spiego cosa sta realmente accadendo in Siria» di Bahar Kimyongur

Chi sono veramente i ribelli siriani, chi li arma e li finanzia, il ruolo della Nato e quello della Turchia. Lucida analisi della guerra civile, per comprendere meglio chi è Kimyongur.

La Siria è l'ultimo Stato arabo laico. Le minoranze religiose godono dei medesimi diritti della maggioranza musulmana. Per certe frange religiose sunnite, campioni dell'idea della guerra contro «l'Altro», chiunque egli sia, la laicità araba e l'uguaglianza inter-religiosa, incompatibili con la sharia (legge islamica), costituiscono una ingiuria contro l'Islam e rendono lo Stato siriano più detestabile di un'Europa «atea» o «cristiana»

Il Supermercato della catena tedesca Aldi vieta le merci israeliane nei Paesi Bassi

La filiale olandese della catena di supermercati tedesca Aldi ha iniziato il boicottaggio dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nel tentativo di evitare controversie sulle sue vendite.

Secondo una dichiarazione rilasciata da un portavoce della catena Aldi, il 22 luglio, la decisione di boicottare le merci dei coloni viene applicata della Siria (alture occupate del Golan), Cisgiordania e la parte orientale di al-Quds (Gerusalemme). All'inizio di questa settimana, un rapporto pubblicato dalla sede di Amsterdam dal quotidiano Trouw ha rivelato che due grandi supermercati nei Paesi Bassi, Hoogvliet e Jumbo, hanno deciso di boicottare i prodotti fabbricati negli insediamenti israeliani.

Gaza è di nuovo sotto attacco. Ancora una volta le atrocità sioniste sconvolgono il mondo.

"I pilastri della difesa" è il nome che la macchina da guerra sionista ha dato a questo nuovo massacro che sta perpetrando su Gaza, a meno di quattro anni (non a caso anche questa volta a ridosso delle elezioni israeliane) da quell'orribile genocidio chiamato "Piombo fuso" in cui persero la vita oltre 1400 persone, di cui quasi un terzo bambini.

Le dichiarazioni del ministro degli Esteri Avigdor Lieberman - "Israele ha due obiettivi nell'operazione di Gaza: riabilitare la capacità di deterrenza e distruggere i missili a lunga gittata. Una volta raggiungere questi obiettivi, l'operazione potrà considerarsi conclusa" - fanno presagire la possibilità che il massacro a Gaza duri a lungo.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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