Razzismo

Gerusalemme: una Pasqua di provocazioni sioniste e di sangue – nel silenzio generale

Nelle scorse settimane Gerusalemme, e la moschea di al-Aqsa in particolare, sono state il luogo di una catena di provocazioni anti-palestinesi e anti-islamiche da parte delle autorità dello stato di Israele e delle organizzazioni dei coloni. Sono prove di forza che schiacceranno per sempre le masse palestinesi e le indurranno alla resa? Assolutamente no. Come scriviamo nelle conclusioni: è da settantaquattro anni, dalla Nakba (1948), che i Palestinesi resistono. Invitti. Questa è la prova storica che la politica colonialista e razzista di Israele, fondata sulle espropriazioni senza fine, sulle discriminazioni da apartheid (che colpiscono anche una parte della stessa popolazione ebraica immigrata dal Corno d’Africa), su una repressione sistematica e spietata dotata delle tecnologie di avanguardia, non è in grado di piegare la resistenza palestinese che, come l’araba fenice, rinasce periodicamente dalle proprie ceneri. (Red.)

Una settimana di raid

Quella che è andata in scena presso la moschea di al-Aqsa nei giorni scorsi è stata la ripetizione di un medesimo tragico copione, che non è certo una novità nel quadro della persecuzione palestinese in Israele e nei Territori Occupati, ma ne rappresenta uno dei picchi più drammatici degli ultimi tempi.

Amnesty International condanna l'apartheid israeliana come crudele sistema di oppressione

Aumentiamo la pressione del BDS perché vengano imposte sanzioni mirate e smantellata l’apartheid #DismantleApartheid.

Amnesty International, che conta 10 milioni di membri e sostenitori in tutto il mondo, ha appena confermato che il regime di Israele contro l'intero popolo palestinese costituisce il crimine contro l'umanità di apartheid. Accogliamo con grande favore la pubblicazione del rapporto di Amnesty International, dal titolo "L'apartheid israeliano contro i palestinesi: un crudele sistema di oppressione e crimine contro l’umanità".

Dossier: La controversa definizione di antisemitismo dell'IHRA e la repressione della solidarietà ai palestinesi

Combattere l’antisemitismo
Difendere la libertà di espressione

Perché la definizione IHRA dell’antisemitismo non è lo strumento adatto per nessuno dei due obiettivi

A cura di BDS Italia e Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese

Con il sostegno di:
Assopace Palestina, Centro Frantz Fanon, Centro Studi Sereno Regis, Istituto di Ricerca per la Pace-Corpi Civili di Pace, Pax Christi Italia, Un ponte per, Volere la Luna, Roberto Beneduce, Maurizio Bergamaschi, Francesca Biancani, Ilaria Camplone, Luciana Castellina, Cristina Chiavari, Domenico Gallo, Gustavo Gozzi, Riccardo Leoncini, Sandro Mezzadra, Pierluigi Musarò, Moni Ovadia, Nadia Pagani, Vera Pegna, Livio Pepino, Rosita Di Peri, Nicola Perugini, Daniela Pioppi, Paola Rivetti, Angelo Stefanini, Simona Taliani, Guido Veronese

» Scarica il dossier

FC Barcelona non ci andrà! Chiedi a Inter e Atlético Madrid di non giocare nell'Israele dell'apartheid

La partita non si giocherà! L"amichevole" tra il FC Barcelona e il club razzista israeliano Beitar Jerusalem non si giocherà. Però, altre due squadre, Inter e Atlético Madrid, hanno in programma una partita "amichevole" nell'Israele dell’apartheid l'8 agosto. 

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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