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Israeli Prime Minister Naftali Bennett chairs the weekly cabinet meeting at the Ministry of Foreign Affairs offices in Jerusalem, on September 11, 2021. (Photo by ABIR SULTAN / POOL / AFP) (Photo by ABIR SULTAN/POOL/AFP via Getty Images)

Al-monitor.com. Di Mazal Mualem. Questa settimana, Bennett, dopo tre mesi dal giuramento come primo ministro, l’aumento dei sondaggi non è ancora avvenuto e  il partito Yamina, da lui guidato, rimane fermo a sei seggi .Ha perso anche buona parte della sua base originale a destra. Questi sostenitori hanno abbandonato Bennett per aver infranto le sue promesse originali. Alcuni di loro sono tornati al Likud  di Netanyahu.

Il primo ministro israeliano Naftali Bennett presiede la riunione settimanale di gabinetto negli uffici del ministero degli Affari esteri a Gerusalemme, l’11 settembre 2021. (Foto di ABIR SULTAN / POOL / AFP) (Foto di ABIR SULTAN/POOL/AFP via Getty Images)

La destra ha subito una frattura storica  a seguito della decisione di Bennett di collaborare con il centrosinistra.

Un primo ministro senza una propria base di appoggio è un fenomeno senza precedenti nella politica israeliana, almeno fino ad ora. Il centrosinistra può provare empatia per Bennett per il  ruolo importante che ha svolto nella rimozione di Netanyahu dal potere, ma non crede che lo rappresenti, né lo voterà in futuro.Intanto la destra lo vede come un truffatore politico che ha privilegiato le sue ambizioni personali a tutto il resto .  Anche Shaked ha perso la sua base elettorale . Un tempo era l’eloquente portavoce di tutto ciò che la destra sognava di attuare.  Oggi è considerata poco più di un politico opportunista.

Anche l’ amichevole incontro di Bennett con i capi del Consiglio Yesha, l’organizzazione ombrello dell’insediamento, accende i riflettori sulla spaccatura dell’ala di destra. L’ufficio di Bennett ha rilasciato una foto del primo ministro seduto attorno a un enorme tavolo, circondato da una decina di rappresentanti del Consiglio Yesha. Il fatto che fosse un gruppo così piccolo rispetto agli incontri passati ,sottolinea le divisioni all’interno dello stesso Consiglio Yesha .

 Bennett è stato oggetto di un duro attacco da parte del sindaco di Sderot Alon Davidi, eletto alla Knesset come membro di Yamina , Si è  dimesso quando il partito ha unito le forze con la sinistra.Penso che Bennett abbia commesso un grave errore”, ha detto in un’intervista ai media. “Non capisco come abbia avuto il coraggio di dirci una cosa e farne un’altra.  Ha infranto molti valori e danneggiato la fiducia di moltissime persone. A livello personale, mi sono sentito deluso e tradito “

Il fatto che un sindaco molto stimato come Davidi, un tempo stretto alleato di Bennett, si sia pronunciato così duramente contro di lui ,evidenzia solo come la formazione del nuovo governo stia ancora mandando onde d’urto nella destra.

La valutazione generale è che Bennett si indebolirà solo se il fronte di Gaza si surriscalda   e i partiti di centrosinistra al governo continueranno a spingere per rilanciare il processo di pace con i palestinesi.

In effetti, Lapid ha  presentato  il suo piano per ricostruire Gaza e rafforzare l’Autorità Palestinese. Allo stesso tempo, i partiti di destra, che non fanno parte dell’attuale governo dovrebbero rafforzarsi, insieme a Netanyahu,  ma  se Bennett è libero da qualsiasi vincolo elettorale imposto dalla destra,  ciò può offrirgli l’opportunità di costruire una nuova base nel centro politico.

Traduzione da Frammenti Vocali.

MondoWeiss. Di Yakov Hirsch. Hasbara  e  vittimismo. (Da Frammentivocalimo.blogspot.com). Il mio lavoro è incentrato sulla cultura hasbarica : la costruzione sociale della realtà alternativa incentrata sulla vittimizzazione del popolo ebraico che ha poco a che fare con il mondo reale.  Le  idee della cultura hasbara sono astoriche, ma i suoi concetti e discorsi sull’odio ebraico sono ora saggezza convenzionale nella cultura politica ebraica e americana.Ciò ha avuto una miriade di conseguenze disastrose per il mondo in cui viviamo.

Hasbara è la parola israeliana per propaganda e la cultura hasbara sostiene che l’antisemitismo è un odio unico e specifico  ed è situato in una categoria diversa dagli altri odi.  guardiani della narrativa del vittimismo fanno tutto il necessario per continuare a mantenere questa prospettiva.

Jeffrey Goldberg ha affermato perfettamente la prospettiva della cultura hasbara sull’antisemitismo “eterno” in un editoriale del NYT del 2009 su “Israel’s Fears”.

 L’antisemitismo è un odio sui generis, mutevole, impermeabile alla logica ed eterno.

È impossibile comprendere il mondo di oggi senza prima comprendere la grande lotta della cultura hasbara contro questo “odio sui generis”. I proseliti della cultura Hasbara indicano gli eventi della storia ebraica per trasmettere  questa convinzione :  il mondo intero è ed stato sempre ossessionato  dall’idea di  far scomparire gli  ebrei  ed ora lo  stato ebraico.

La prospettiva del vittimismo di Yair Rosenberg non è un riflesso del mondo reale. Come ho mostrato nel mio ultimo articolo.  Gli esseri umani, i loro pensieri e motivazioni individuali non sono ciò che la cultura hasbara usa per interpretare il mondo.I sostenitori della cultura Hasbara sono alla costante ricerca di quel “significato più ampio”.

Nel suo video ” Beyond left and right “, Yair Rosenberg sostiene che l’antisemitismo continua a prosperare oggi perché gli uomini di destra e di sinistra tendono a controllare il pregiudizio antiebraico solo quando proviene dai loro nemici politici.

“È molto più difficile parlare quando il pregiudizio viene dai tuoi amici e alleati.”  Conseguentemente la destra e la sinistra  non condannano i propri antisemiti .

L’ eterna innocenza.

Nell’immaginario della cultura hasbara, quello che gli storici chiamano “essere antisemita” perseguita costantemente gli ebrei. E quindi gli ebrei hanno bisogno di protezione. Questo è il ruolo e il dovere che i giornalisti della cultura hasbara si sono assunti. E poiché ,secondo la cultura hasbara, il popolo ebraico  e  ora Israele sono vittime eterne,  conseguentemente diventano eternamente innocenti.

Il risultato di questa innocenza “fuori dalla storia” è che qualsiasi odio e razzismo emanato dalla comunità ebraica diventa “comprensibile”. Secondo Rosenberg, l’estremismo di destra di Regev è comprensibile a causa dei tweet antisemiti che ha scoperto su Twitter.

Un’intera generazione di giornalisti della cultura hasbara ha intimidito il mondo reale con questa prospettiva di vittimismo: . L ‘eterno antisemitismo rende comprensibile tutto ciò che Israele e i suoi sostenitori dicono. Peter Beinart è  il giornalista ebreo più influente senza una prospettiva vittimistica. In questo consiste la sua importanza culturale

Vittimismo e politica estera.

Il discorso sulla politica estera è pieno di esempi di come la prospettiva del vittimismo modella il mondo. In che modo Bret Stephens ha spiegato ai lettori del New York Times perché sembrava che Israele stesse per annettere i territori? Ha  sottolineato che la mano di Netanyahu è stata forzata dai critici globali di Israele

Naturalmente, secondo la prospettiva vittimistica di Stephens, l’annessione dei territori è “comprensibile”. Questa prospettiva di vittimismo ha reso legittimo tutto ciò che Netanyahu ha fatto.   Il lungo regno di Netanyahu non può essere compreso senza considerare la protezione culturale fornita da questi giornalisti ebrei.

Hasbara e linguaggio.

Diamo un’occhiata ad alcune azioni “comprensibili” degli israeliani. Secondo la cultura hasbara è comprensibile che gli ebrei israeliani linciano gli arabi. Basta leggere la rubrica del 2012 di Jeffrey Goldberg A Near-Lynching in Jerusalem, dove accusa la giornalista del NYT Isabel Kershner di aver etichettato un’imboscata ebraica contro un arabo un “linciaggio”.Ancora una volta secondo la cultura hasbara l’attacco agli arabi innocenti è comprensibile.

Nota il sottotesto: dopo tutto questi ebrei provengono da quartieri poveri e molti di loro sono discendenti di ebrei fuggiti, o espulsi, dai paesi arabi. Quindi la loro vendetta è naturale.

Hasbara ed eterna innocenza di Israele.

La visione della cultura Hasbara dell’innocenza di Israele di fronte all’eterno antisemitismo è il motivo per cui Rosenberg e altri combattenti dell’odio sono rimasti in silenzio mentre l’odio degli anni ’30 si ripeteva di fronte al mondo intero.  Il loro discorso sul vittimismo ha portato alla totale impunità e immunità per Benjamin Netanyahu.     Secondo la prospettiva del vittimismo, Netanyahu si trova in una “posizione difficile” nel tentativo di proteggere Israele. Tutto ciò che Netanyahu ha fatto è diventato “comprensibile” e nessuno lo sa meglio di Netanyahu. Come ho sostenuto, quello era il segreto del suo successo. Dal punto  di vista del vittimismo ebraico non si può biasimare Israele per nulla.

Non si può criticare Israele.

Come mai? Perché essere troppo duri con Israele “potenzia” gli antisemiti e aumenta il rischio della distruzione di Israele.  La cultura Hasbara rifiuta di accettare che le persone di buona volontà possano guardare Israele e vedere l’apartheid. Riguarda sempre gli ebrei.

È davvero così? Quelli di noi che vivono nel mondo reale sanno che sono stati Sheldon Adelson e il denaro della cultura hasbara a dettare la politica di Trump su Israele, per non parlare della costante pressione di suo genero a sostegno di Israele. Questo è un altro esempio dell’eliminazione dalla storia di Israele e del popolo ebraico di cui ho scritto nel mio ultimo articolo .

Allora perché la cultura hasbara pensa che così tanti ce l’abbiano e ce l’avranno sempre per gli ebrei? O come dice Bari Weiss , “Tutti odiano gli ebrei”. La risposta è  data da questa affermazione :gli ebrei sono migliori degli altri. Yair Rosenberg descrive quanto sia eccezionale il popolo ebraico  Così due anni fa Bari Weiss lo disse a Jake Tapper al 92d Street Y:   “La nostra particolarità è francamente il motivo per cui facciamo impazzire ancora le persone”. 

L’etnocentrismo visto in questo articolo ha devastato la cultura politica ebraica. Non  c’è lotta ebraica più grande che screditare questa prospettiva vittimistica della cultura hasbara.

Israel can’t be faulted for anything, thanks to hasbara culture’s narrative of Jewish victimhood

Tradotto da https://frammentivocalimo.blogspot.com/2021/09/i-yakov-hirsch-israele-non-puo-essere.html

Gerusalemme/al-Quds-PIC. Il gerosolimitano Nedal al-Rajabi si è rifiutato di abbattere la propria casa a Silwan, nella Gerusalemme occupata, dopo che l’autorità di occupazione israeliana (IOA) gli ha consegnato un ordine di demolizione che dovrebbe essere eseguito entro un termine di 21 giorni.

Rajabi ha detto che se l’IOA vuole demolire la sua casa, allora deve farlo da sola.

Ha spiegato che l’IOA cerca di danneggiare psicologicamente i gerosolimitani ordinando loro di demolire le proprie abitazionei, costringendoli a rinunciare alle loro case e alle loro terre.

Rajabi ha sottolineato che i gerosolimitani resisteranno con forza a queste politiche, anche se dovranno vivere nelle tende.

Più di 750 gerosolimitani sono esposti allo sfollamento a Silwan a favore dei coloni ebrei.

Betlemme – PIC. Giovedì sera, giovani palestinesi si sono scontrati (*) con le forze d’occupazione israeliane (IOF) nella cittadina di al-Khader, nel sud di Betlemme.

Secondo fonti locali, i soldati delle IOF hanno lanciato granate stordenti e gas lacrimogeni contro i giovani, ma non sono stati segnalati feriti.

Gli scontri hanno avuto luogo dopo i funerali dell’ex-detenuto Hussein Masalmeh, morto mercoledì sera per complicazioni di salute, iniziate nelle carceri israeliane a causa della sua esposizione a negligenza medica.

*) Nel linguaggio militare, gli scontri avvengono tra eserciti o gruppi armati di pari forze. Tra Tsahal, l’esercito israeliano, e la Resistenza o i gruppi di giovani palestinesi che rispondono alle aggressioni dell’occupante israeliano non c’è parità di forze. Pertanto, riportiamo tra virgolette il termine scontri/scontro, per non indurre i lettori meno informati a pensare che in Palestina sia in atto un conflitto/guerra tra attori con eserciti, armamenti e forze paritarie.

Jenin – PIC. Le forze d’occupazione israeliane (IOF), mercoledì sera, hanno chiuso l’ingresso occidentale della cittadina di Ya’bad ed altre strade laterali vicine, nel sud-ovest di Jenin.

Il sindaco di Ya’bad, Samer Abu Baker, ha affermato che le IOF hanno chiuso molte strade secondarie e quella principale, che era stata costruita di recente dal comune di Ya’bad.

Abu Baker ha aggiunto che le IOF hanno bloccato questa importante strada come punizione di massa contro i residenti locali, poiché uno di loro, Munadil Infiaat, era uno dei sei prigionieri recentemente evasi dal carcere di Gilboa.

Questa strada è lontana dalla barriera israeliana della colonia di Mevo Dotan e collega l’area con i villaggi di Imreiha e Barta’ah, secondo quanto affermato dal sindaco.

Quds Press. Sono molte le forme di abusi attuate dall’occupazione israeliana contro i prigionieri palestinesi, come torture fisiche, trasferimenti arbitrari tra le varie carceri, sospensione delle visite familiari e divieto di acquistare beni di primaria necessità, oltre a forme di tortura psicologica che culminano nella detenzione in celle di isolamento.
Lo ‟stato di isolamento” interrompe per lunghi periodi i contatti dei detenuti con le loro famiglie, inasprisce la loro condizione di prigionieri, privandoli delle più elementari necessità vitali, e rappresenta, inoltre, una flagrante violazione dell’articolo 76 della Quarta Convenzione di Ginevra del 1949, il quale vieta la reclusione individuale o il trasferimento collettivo, oltre alla deportazione di individui, dalle terre occupate alle terre del potere occupante. Come possono quindi essere isolati in modo così arbitrario per lunghi anni o mesi?

In tale contesto, tre prigionieri palestinesi, liberati in seguito all’‟accordo bilaterale Wafa Al-Ahrar”, nel 2011, hanno raccontato a Quds Press con dettagli piuttosto accurati i momenti che hanno vissuto durante l’isolamento, circondati da sbarre di ferro e acciaio e totalmente separati dall’esterno.

In isolamento il tempo si ferma.
L’ex detenuto Mohammed Taqatqa ha trascorso circa quattro anni in isolamento, dopo una segnalazione fatta dai servizi segreti dell’occupazione contro di lui, con l’accusa falsa di dirigere azioni di resistenza militare dall’interno del carcere. L’amministrazione penitenziaria lo ha isolato dalla sua famiglia e gli permetteva solo un’ora d’aria al giorno, in un piccolo cortile fuori dalla cella, circondato da alte mura, coperto in alto da reti di ferro, e tutto questo comunque con le gambe legate.

Taqatqa ha descritto la cella di isolamento dicendo che è “così piccola che non puoi muoverti all’interno”, aggiungendo che “la luce del sole non riesce ad entrarci, e senti che il tempo si è fermato completamente, non ha più alcun valore, è scandito solo dagli orari dei pasti”.

Secondo Taqatqa l’occupazione persegue una “politica di isolamento”, con l’obiettivo di spezzare il morale del prigioniero palestinese ed esporlo a maggiori pressioni psicologiche. Ha anche affermato che “il carceriere israeliano attua una politica di vendetta contro gran parte dei prigionieri, con l’obiettivo di tenerli ben lontani dagli altri detenuti”.

Un’agonia senza fine.
Un altro contributo viene dall’ex detenuto Nizar Ramadan, nato a Nablus, nel nord della Cisgiordania, che ha raccontato del suo isolamento durato tre anni. Dopo aver tentato di evadere dalla prigione militare di Ashkelon, ha affermato che l’occupazione lo ha sottoposto a numerosi e gravi tipi di tortura psicologica, trasferendolo da un carcere all’altro in condizioni disumane.

Ramadan, che è stato deportato nella capitale del Qatar, Doha, ha affermato che trasferirsi in una cella di isolamento significa “una continua agonia senza fine, come se si fosse trasferiti da un carcere ad un altro, ma ben più crudele e ingiusto” e “l’amarezza per l’ingiustizia si intensifica quando ricordi che l’isolamento è la punizione per il tuo tentativo di liberarti dal carcere per raggiungere la libertà”.
Ha anche affermato che la condizione di tormento dell’isolamento lo ha accompagnato dalla prigione di Beersheba alla prigione di Shata, dove è stato ammanettato al posto di due altri detenuti all’interno di una cella in cui i soldati avrebbero deliberatamente fatto irruzione durante i momenti di riposo e di sonno per fargli pressione psicologica, mentre il resto dei detenuti comuni riposava.

Ramadan è passato dalla durezza della cella di Shatta alla prigione denominata “la tenda oscura”, accanto al carcere di Beersheba, dove è stato sottoposto a sistematiche torture psicologiche e fisiche da parte dell’amministrazione penitenziaria. È stato molestato deliberatamente, fatto stare con detenuti comuni e agenti israeliani in una stanza, piuttosto caratteristica per la sporcizia e le ridotte dimensioni.

Ramadan ha spiegato che tra le violazioni commesse nei suoi confronti, gli è stato impedito di essere visitato dalla sua famiglia, gli è stato vietato di acquistare beni di prima necessità, gli sono stati confiscati tutti i suoi effetti personali, e gli è stato impedito di preparare i pasti, ricordando che è stato poi trasferito al carcere di Ashkelon, dove è stato sottoposto a torture psicologiche e fisiche ancora più gravi.

Eliminare i diritti umani di base.

Da parte sua l’ex detenuto Khuwaylid Ramadan ha trascorso circa cinque mesi in isolamento nella prigione di Ashkelon, ed è riuscito a porre fine alla propria condizione dopo aver partecipato a uno sciopero dei prigionieri.

Spiegando l’isolamento, Khuwailid ha detto: “Qua era più duro delle solite condizioni di isolamento. Ero solo nella sezione nonostante la presenza di altre tre celle d’isolamento adiacenti alla mia, e non ho mai incontrato altre persone, a meno che non portassero un criminale comune per punirlo all’interno di una delle celle di isolamento, ma rimaneva per due o tre giorni e poi lo trasferivano‟.

Ha sottolineato che la causa principale del suo isolamento è dovuta ad una falsità, che può essere definita pretestuosa, escogitata dal direttore della prigione di Al-Jalama, che ha trovato dei documenti nella sua borsa mentre veniva portato in tribunale, documenti che sono definiti come un “testamento scritto dal prigioniero Nizar Ramadan”, quando invece era un testo di carattere palesemente umoristico e comico.

Khuwaylid ha aggiunto che “il direttore ha inviato questo documento alla direzione della prigione di Ashkelon, e lì mi hanno accusato di voler uccidere un poliziotto, e in più di voler ottenere il martirio, anche se l’intero argomento del testamento era solo un palese scherzo.

“In un primo momento, non mi hanno messo nelle stanze di isolamento ufficiale, poiché sono rimasto per circa 40 giorni in una cella che è nota per essere una punizione ma non un isolamento, larga un metro, lunga due metri e mezzo, e può ospitare un solo materasso, senza ovviamente servizi igienici”.

Ha spiegato di essere poi passato all’isolamento ufficiale nel carcere di Ashkelon, affermando che “è uno strumento punitivo utilizzato dall’amministrazione delle carceri di occupazione per annichilire i diritti basilari dell’essere umano, il più importante dei quali è vivere con gli altri, poiché l’uomo è per sua natura una creatura sociale”.

Traduzione per InfoPal di Giovanni Bilanci

Gerusalemme – Palestine Chronicle. Un giovane palestinese è stato colpito e ferito mercoledì con un proiettile d’acciaio rivestito di gomma durante gli scontri scoppiati con le forze israeliane, nel quartiere di al-Tur, nella Gerusalemme Est, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale palestinese WAFA.

Fonti locali hanno riferito a WAFA che le forze israeliane si sono scontrate con residenti e studenti vicino alla scuola secondaria maschile al-Tur, nella Gerusalemme occupata, e hanno sparato contro Bassam Abu Sbeitan, un giovane palestinese, ferendolo al piede con un proiettile d’acciaio rivestito di gomma.

The young man, Bassam Abu Sbeitan, was injured by rubber bullets in the foot and arrested by the Israeli occupation from the town of Al-Tur in occupied Jerusalem pic.twitter.com/1AssaSiTNq

— World News (@ne23614114) September 22, 2021

Abu Sbeitan è stato portato in un centro per interrogatori e detenzione nella città di Gerusalemme, secondo quanto riferito da WAFA, aggiungendo che le forze israeliane hanno anche picchiato diversi studenti palestinesi durante gli scontri.

Nablus – WAFA. Giovedì mattina, le forze israeliane hanno sigillato il sito archeologico di Sebastia, a nord della città occupata di Nablus, in Cisgiordania, per il secondo giorno consecutivo, secondo quanto affermato da fonti locali.

Il sindaco di Sebastia, Mohammad Azem, ha dichiarato a WAFA che un grande numero di soldati israeliani ha isolato e fatto irruzione nel sito, schierandosi agli ingressi della città e sulla strada che conduce ad esso per permettere a decine di coloni di entrare nel sito.

I soldati hanno anche impedito ai palestinesi di aprire i loro negozi nella zona.

Azem ha classificato l’intrusione dei coloni come parte dei tentativi di imporre un fatto compiuto e di controllare il sito.

Situata a 11 chilometri a nord-ovest di Nablus, Sebastia è una piccola cittadina storica situata su una collina con vista panoramica sulla Cisgiordania, e ha una popolazione di circa 3 mila palestinesi.

Importante insediamento durante l’età del ferro e nelle età ellenistica e romana, la cittadina comprende un anfiteatro romano, templi, una chiesa bizantina ed una crociata, dedicata a San Giovanni il Precursore, che battezzò Gesù Cristo nel fiume Giordano, oltre ad una moschea costruita in onore del santo. Cristiani e musulmani credono che la cittadina sia il luogo della sua sepoltura.

Israele ha cercato di impadronirsi della cittadina, che è diventata un luogo di acceso conflitto culturale, impedendo all’Autorità Palestinese di condurre lavori di restauro nel sito, vietando la fornitura di servizi turistici ai visitatori di tutto il mondo e rubando antichità.

I palestinesi si lamentano che i coloni israeliani abbiano ripetutamente attaccato la cittadina e recintato parti delle sue antichità, dove realizzano rituali religiosi.

Poco più di un ettaro dell’area archeologica si trova all’interno dell’Area B, controllata dall’autorità militare israeliana e dall’autorità amministrativa palestinese, mentre l’altra parte dell’area si trova all’interno dell’Area C, che ricade sotto il completo controllo amministrativo e militare israeliano.

I proprietari di ristoranti e hotel si lamentano degli atti israeliani nella cittadina, che hanno causato loro gravi danni e perdite.

Israele usa il nome nazionalista ebraico “Giudea e Samaria” per riferirsi alla Cisgiordania occupata per rafforzare le sue pretese fasulle sul territorio e per dare loro una parvenza di legittimità storica e religiosa.

Ci sono quasi 834 mila israeliani che vivono nelle colonie in Cisgiordania e nella Gerusalemme Est.

Palestine Chronicle e Quds Press. Un recente sondaggio ha rivelato che circa l’80% dei palestinesi vuole che il presidente dell’Autorità Palestinese (ANP), Mahmoud Abbas, si dimetta.

Il sondaggio è stato condotto da Khalil Shikaki, che gestisce il Centro palestinese per i sondaggi e la ricerca politica nella città di Ramallah, in Cisgiordania.

A new poll has found that nearly 80% of Palestinians want President Mahmoud Abbas to resign, reflecting widespread anger over the death of an activist in security forces’ custody and a crackdown on protests over the summer. https://t.co/diPAB7vTd8

— The Arab Weekly (@ArabWeekly) September 21, 2021

Secondo Shikaki, 1.270 adulti palestinesi sono stati intervistati per il sondaggio in tutta la Cisgiordania occupata e nella Striscia di Gaza, tra il 15 e il 18 settembre.

“Questo è il numero più alto [di percentuale della popolazione] che abbiamo visto chiedere le dimissioni di Abbas […]”, ha detto Shikaki ai media.

“Se oggi si tenessero le elezioni presidenziali e parlamentari”, ha detto Shikaki, “Hamas vincerebbe contro Fatah, se Abbas fosse la scelta [del partito], ma se Fatah nominasse Marwan Barghouti [come candidato], vincerebbe”.

#Palestina 🇵🇸: secondo un nuovo sondaggio del Palestinian Center for Policy and Survey Research l'80% dei palestinesi vuole le dimissioni del presidente Mahmoud Abbas, ed il 45% afferma di sentirsi rappresentanto da #Hamas contro solo il 19% per Fatah. https://t.co/aeamMSErrp

— Daniele Angrisani (@putino) September 22, 2021

La grande maggioranza dei palestinesi, secondo il sondaggio, crede che Hamas meriti di rappresentare i palestinesi, mentre Fatah, l’ANP ed i servizi di sicurezza dell’ANP hanno perso la fiducia della popolazione.

Il sondaggio ha rilevato che i palestinesi hanno fiducia negli impegni di Hamas di liberare i prigionieri palestinesi dalle carceri israeliane, ma non credono alle promesse di Fatah e dell’Autorità Palestinese.

Due terzi dei palestinesi riconoscono che Hamas ha combattuto l’ultima guerra con Israele in difesa degli abitanti di Gerusalemme e della moschea di al-Aqsa.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

MEMO. Il presidente del Comitato per gli stanziamenti della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha introdotto mercoledì una legge per fornire 1 miliardo di dollari a Israele per ricostituire il suo sistema di difesa missilistico, l’Iron Dome, un giorno dopo che tale finanziamento era stato rimosso da un disegno di legge di spesa più ampio, riporta Reuters.

Alcuni dei democratici della Camera si erano opposti alla disposizione e avevano detto che avrebbero votato contro il disegno di legge sulla spesa, minacciandone l’iter.

La rimozione ha portato i repubblicani a etichettare i democratici come anti-israeliani, nonostante la lunga tradizione nel Congresso degli Stati Uniti di forte sostegno da entrambe le parti allo stato ebraico, al quale Washington invia miliardi di dollari in aiuti ogni anno.

Gli Stati Uniti hanno già fornito più di 1,6 miliardi di dollari a Israele per sviluppare e costruire il sistema Iron Dome, secondo un rapporto del Congressional Research Service dello scorso anno.

Alcuni democratici liberali hanno espresso preoccupazione, quest’anno, per la politica USA-Israele, citando tra l’altro le numerose vittime palestinesi a causa degli attacchi aerei israeliani, a maggio.

Il disegno di legge presentato mercoledì dal rappresentante Rosa DeLauro prevede 1 miliardo di dollari per sostituire gli intercettori missilistici utilizzati durante quel conflitto.

Il leader della maggioranza alla Camera, Steny Hoyer, aveva detto martedì sera che avrebbe portato il disegno di legge Iron Dome alla Camera alla fine di questa settimana.

Gerusalemme/al-Quds-PIC e Quds Press. Centinaia di coloni hanno invaso il complesso della moschea di al-Aqsa, nella Gerusalemme occupata, giovedì. La polizia israeliana ha arrestato due palestinesi nei cortili della moschea.

Centinaia di coloni sono entrati in gruppi nella moschea attraverso la porta al-Maghariba, hanno visitato i suoi cortili e hanno eseguito rituali sotto la protezione della polizia.

Allo stesso proposito, la polizia israeliana ha arrestato Raeda Saed e Saif al-Qawasmi, durante la loro presenza nel cortile della moschea.

Mercoledì, più di 600 coloni hanno invaso il sacro sito islamico protetti dalla polizia.

I coloni hanno recentemente intensificato le loro invasioni nel sito sacro islamico, mentre le autorità di occupazione israeliane hanno limitato il movimento dei palestinesi nella città santa e chiuso diverse strade con il pretesto delle festività ebraiche.

Ramallah-PIC e Quds Press. L’ex detenuto Hussein Masalmeh, di Betlemme, colpito da leucemia, è morto mercoledì sera per complicazioni di salute, di cui aveva iniziato a soffrire nelle carceri israeliane a causa della sua esposizione a negligenza medica.

La Commissione palestinese per gli affari dei detenuti e degli ex detenuti ha annunciato la morte di Masalmeh nell’ospedale Istishari di Ramallah.

L’ex detenuto aveva trascorso 18 anni nelle carceri israeliane, dove soffriva di dure condizioni di detenzione e di protratta negligenza medica.

L’autorità di occupazione israeliana aveva rilasciato Masalmeh nel febbraio 2021 all’ospedale Hadassah di Gerusalemme a seguito di un grave peggioramento della salute.

Tel Aviv – MEMO. Quasi il 25% delle famiglie israeliane con bambini soffre di insicurezza alimentare, secondo quanto mostrato dai nuovi dati della più grande ONG israeliana contro la povertà.

Il rapporto annuale dell’organizzazione Leket, che fornisce vari servizi assistenziali e di aiuto alimentare, ha rivelato che dei due milioni di persone con problemi di alimentazione insufficiente, 774 mila sono bambini, un terzo dei minorenni in Israele.

Inoltre, 633 mila famiglie in Israele non hanno risorse sufficienti per soddisfare le loro esigenze nutrizionali quotidiane, secondo lo studio.

La crisi economica che ha accompagnato lo scoppio della pandemia di coronavirus, ha portato ad un significativo aumento dell’insicurezza alimentare nel Paese.

Secondo Leket, la crisi del coronavirus ha portato 155 mila persone in uno stato di insicurezza alimentare, entrando a far parte del circolo della povertà, che non avevano mai sperimentato in precedenza.

L’amministratore delegato di Leket, Eran Weintrob, ha affermato che l’inizio della pandemia di COVID-19 e la crisi economica che ne è seguita hanno aggravato il disagio delle famiglie a basso reddito, che soffrivano anche prima della pandemia.

“Sebbene il governo abbia stanziato 100 milioni di NIS [USD 31 milioni], l’importo necessario per risolvere questa situazione è di circa 1 miliardo di NIS [USD 312 miliardi]”, ha affermato.

Il ministero delle Politiche sociali israeliano ha promesso di aumentare gli stanziamenti per la sicurezza alimentare oltre i 100 milioni di NIS.

Un rapporto del Centro di ricerca ed informazione del Knesset, pubblicato il mese scorso, affermava che alla fine del 2020 solo 200 mila famiglie soffrivano di insicurezza alimentare, una stima sottovalutata, tre volte inferiore alla cifra reale, secondo quanto riportato dal Times of Israel.

Weintrob ha aggiunto: “200 enti di beneficenza sostengono ogni giorno 80 mila famiglie in condizioni di insicurezza alimentare e queste associazioni sono in attesa di finanziamenti governativi per rispondere ai grandi bisogni”.

Ramallah – WAFA. Un sondaggio che tiene traccia delle opinioni degli studiosi del Medio Oriente negli Stati Uniti ha affermato che quasi i 2/3 di essi afferma che Israele pratica un regime d’Apartheid, mentre il 57% ha affermato che una soluzione a due stati è impossibile.

Il sondaggio, che è risultato di una ricerca del Middle East Scholar Barometer, un’iniziativa congiunta del Critical Issues Poll dell’Università del Maryland e del Project on Middle East Political Science presso l’Università George Washington, ha affermato che il 72% pensa che gli accordi di Abraham hanno avuto un impatto negativo sulle prospettive di pace nella regione.

A febbraio, sono stati rilasciati i primi risultati del gruppo. In quel sondaggio, il 59% degli studiosi ha descritto Israele come “una realtà di uno stato simile all’Apartheid” ed il 52% ha affermato che una soluzione a due stati non è più possibile.

Il sondaggio mostra che gli accademici hanno un’opinione molto negativa sugli accordi di Abraham. Il 72% ha affermato che questi avranno un impatto negativo sulla prospettiva della pace israelo-palestinese ed il 70% ha affermato che avranno un impatto negativo sull’espansione dei diritti umani nella regione.

Gaza – PIC. Martedì sera, le forze d’occupazione israeliane (IOF) hanno rapito un cittadino palestinese mentre si trovava vicino al confine marittimo settentrionale della Striscia di Gaza.

Il capo del sindacato dei pescatori, Nizar Ayyash, ha affermato che i soldati della marina israeliana hanno rapito un gazawi mentre stava nuotando al largo della costa settentrionale di Gaza, vicino al confine marittimo con la Palestina occupata nel 1948 (Israele).

Un portavoce dell’esercito ha affermato mercoledì che i soldati a bordo di una cannoniera hanno avvistato un palestinese che nuotava nelle acque meridionali di Israele, vicino al confine marittimo con Gaza, e lo hanno arrestato.

Il portavoce ha aggiunto che un interrogatorio iniziale con il detenuto ha scoperto che non aveva motivi per infiltrarsi in Israele o compiere un attacco.

Ha detto che l’uomo è rimasto in custodia per ulteriori indagini.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

Gerusalemme occupata/al-Quds -PIC e Quds Press. Secondo fonti locali, mercoledì mattina 552 coloni sono entrati a gruppi nella moschea di al-Aqsa attraverso la porta al-Maghariba, e hanno realizzato dei tour nei suoi cortili sotto scorta della polizia, per celebrare una festività religiosa.

Un alto comandante della polizia ed altri ufficiali hanno anche partecipato alle visite di massa dei coloni nella moschea per celebrare l’occasione.

Diversi rabbini hanno tenuto conferenze sul presunto “monte del tempio”, mentre altri coloni hanno recitato delle preghiere durante le visite mattutine.

Nel frattempo, la polizia ha intensificato la presenza delle sue forze nella Città Vecchia di Gerusalemme ed intorno alla moschea di al-Aqsa, in particolare agli ingressi e alle porte, e ha imposto restrizioni di movimento ai fedeli musulmani di Gerusalemme e della Palestina occupata nel 1948 (Israele).

A diversi musulmani è stato anche impedito di entrare nel luogo sacro islamico durante le visite mattutine dei coloni.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

MEMO. “Il nostro messaggio attraverso questo murale è quello di commettere ciò che è accaduto alla memoria del popolo palestinese, specialmente qui nel centro della Striscia di Gaza, dove i giovani e gli anziani [possono vederlo] e ricordare i nostri eroici prigionieri e la loro difficile situazione”.

Video.

Gerusalemme/al-Quds-PIC e Quds Press. Martedì sera, la polizia di occupazione israeliana ha rapito diversi giovani gerosolimitani durante una campagna di arresti nelle città di Silwan e at-Tur.

Secondo fonti locali, le forze di polizia hanno fatto irruzione nel distretto di Silwan e hanno arrestato diversi giovani dopo che un palo con le telecamere di sicurezza è stato dato alle fiamme nel quartiere di Bir Ayyoub.

Alcuni degli arrestati sono stati identificati come Mahdi Jaber, Sultan Sarhan, Mohamed Shalludi e Braunak Zeitoun.

Le forze di polizia hanno anche preso d’assalto at-Tur, nei pressi della Città Vecchia di Gerusalemme, e hanno rapito due cittadini identificati come Ameer Abul-Hawa e Mustafa Abul-Hawa.

MEMO. Martedì, i parlamentari statunitensi hanno rimosso 1 miliardo di dollari di finanziamenti militari a Israele dal bilancio del governo degli Stati Uniti dopo le obiezioni dei Liberal nella Camera dei Rappresentanti, ma i leader del partito si sono impegnati a sollevare la questione alla fine di questa settimana, riporta Reuters.

Alcuni democratici della Camera si sono opposti a una disposizione in un disegno di legge provvisorio per fornire finanziamenti aggiuntivi in ​​modo che Israele possa ricostituire il suo sistema di difesa missilistica Iron Dome. La società statunitense Raytheon Technologies Corp (RTX.N) produce molti componenti Iron Dome.

La Camera sta discutendo la legislazione per finanziare il governo federale fino al 3 dicembre e aumentare il limite di prestito della nazione.

La disputa ha costretto la House Rules Committee ad aggiornarsi brevemente prima che i leader della Commissione per gli stanziamenti si impegnino a includere i finanziamenti per il sistema israeliano in un disegno di legge sulle spese per la difesa entro la fine dell’anno. Ciò potrebbe preparare il terreno per un’altra disputa sugli aiuti militari a Israele.

Martedì sera, il leader della maggioranza alla Camera, Steny Hoyer, ha detto che avrebbe presentato un disegno di legge all’Assemblea alla fine di questa settimana che avrebbe finanziato completamente il sistema di difesa missilistica, e si aspetta che passi. “Dovremmo farlo… è assolutamente essenziale”, ha detto Hoyer.

Il rappresentante democratico Jamaal Bowman, uno dei democratici preoccupati per il provvedimento, ha affermato in precedenza che i membri della Camera non avevano avuto abbastanza tempo per considerare la questione.

(Foto: prima sessione del 117esimo Congresso nella Camera dei Deputati al Campidoglio degli Stati Uniti, il 3 gennaio 2021, Washington, DC [Tasos Katopodis/Getty Images]).

PIC. La società di telefonia israeliana Voicenter ha dichiarato lunedì di essere stata colpita da un grave attacco informatico, due giorni fa, che ha paralizzato i sistemi di comunicazione di diverse aziende note che ricevono i suoi servizi.

Domenica, l’azienda ha inviato messaggi SMS ai suoi clienti dicendo che il giorno prima era stato lanciato un attacco informatico sui suoi sistemi da un gruppo di hacker dall’estero, sostenendo che l’incidente non ha comportato alcuna fuga di informazioni.

Voicenter fornisce servizi di call center, che includono tra gli altri servizi di gestione delle chiamate, registrazione delle chiamate e messaggi di testo. Tra le aziende che lavorano con questa azienda ci sono il gigante del software Check Point, l’operatore di rete mobile Partner, Mobileye, Expon, we4G, SimilarWeb, AllJobs e Gett.

Un hacker che si fa chiamare “Deus” ha pubblicato su un forum Internet che è riuscito a rubare 15 terabyte di dati dall’azienda e metterli in vendita.

L’hacker ha pubblicato centinaia di esempi di informazioni private che è riuscito a rubare, tra cui registrazioni di conversazioni telefoniche e messaggi di testo WhatsApp tra dipendenti e clienti dell’azienda.

Molti dei clienti dell’azienda, inclusi we4G ed Expon, hanno segnalato problemi al servizio clienti a seguito della violazione dei dati.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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