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Palestina – MEMO. L’ultima repressione israeliana sui giornalisti è stata condannata dalla Foreign Press Association (FPA), a seguito di una serie di arresti avvenuti durante il fine settimana.

L’organismo internazionale, i cui membri includono i principali organi di informazione tra cui Reuters ed il New York Times, ha invitato Israele a porre fine alle sue minacce ed intimidazioni nei confronti dei giornalisti.

“Chiediamo al governo israeliano di consentire una copertura libera e indipendente delle operazioni nelle aree dell’Autorità palestinese”, ha affermato la FPA dopo che Israele ha dichiarato la città di Ramallah come “zona militare chiusa” e ha minacciato di rimuovere con la forza gli stranieri. Il commento è stato rilasciato in seguito all’arresto di Givara Budeiri, corrispondente di al-Jazeera, avvenuto sabato.

La FPA ha sottolineato che i testimoni oculari ed i video mostrano che Budeiri è stata arrestata senza provocazione. Sebbene la giornalista indossasse un giubbotto protettivo che la identificava come addetta stampa, la polizia israeliana ha rifiutato di consentire alla corrispondente di Al-Jazeera di tornare nella sua auto per mostrare loro una credenziale stampa rilasciata da Israele.

Il trattamento di Budeiri è stato “l’ultimo di una lunga serie di tattiche pesanti da parte della polizia israeliana” contro la stampa nelle ultime settimane, ha aggiunto la FPA, denunciando l’aggressione in corso da parte di Israele contro i giornalisti. Ha affermato che questi sono stati colpiti con granate stordenti, gas lacrimogeni, proiettili di metallo rivestiti di gomma e acque reflue.

Israele non ha mostrato nessun indizio di essere disposto ad ascoltare la FPA, che rappresenta centinaia di giornalisti che lavorano per organizzazioni internazionali. Il 26 maggio, la FPA ha inviato una lettera alle autorità israeliane chiedendo rispetto per i giornalisti. Questa richiesta, tuttavia, è stata completamente ignorata.

“Chiediamo alla polizia di punire gli agenti che hanno ferito inutilmente una giornalista […] e rotto attrezzature professionali. E, ancora una volta, esortiamo la polizia a sostenere gli impegni di Israele a rispettare la libertà di stampa e a consentire ai giornalisti di svolgere il proprio lavoro liberamente e senza timore di lesioni ed intimidazioni”, ha affermato la FPA.

Al Jazeera ha denunciato l’aggressione israeliana a Budeiri e ha detto che la giornalista ha avuto bisogno di cure mediche in ospedale per una frattura alla mano e per i lividi causati dagli agenti d’occupazione, che sono stati ripresi dalle telecamere.

La condanna di Israele da parte della FPA arriva dopo un fine settimana di alta tensione nella Gerusalemme Est occupata, che ha visto non solo la repressione dei giornalisti, ma anche l’arresto di importanti attivisti palestinesi.

L’ultima campagna di repressione fa parte di quella che molti dicono sia una campagna israeliana per mettere a tacere critici e giornalisti e impedire loro di esporre la brutalità della sua decennale occupazione militare. Durante i bombardamenti israeliani di Gaza durati 11 giorni il mese scorso, almeno 170 giornalisti palestinesi sono stati feriti e 33 agenzie stampa sono state bombardate.

È stato anche durante l’ultima aggressione israeliana su Gaza che lo stato d’occupazione ha compiuto uno degli attacchi più vergognosi contro i giornalisti, demolendo la torre di 13 piani di al-Jalaa, che ospitava agenzie stampa straniere, tra cui Al Jazeera e Associated Press.

Il Washington Post ha pubblicato un rapporto in seguito all’attentato alla torre di al-Jalaa, sostenendo che gli attacchi di Israele contro i giornalisti “non sono nuovi” e che in precedenza aveva “iniziato una campagna per intimidire i giornalisti occidentali”.

Gerusalemme occupata – PIC. Israele ha cancellato la realizzazione della marcia della bandiera che era prevista per il 10/06/2021 nella città occupata di Gerusalemme, secondo quanto affermato dal quotidiano ebraico Yediot Ahronot.

Il giornale ha sottolineato che il commissario di polizia israeliano ha dichiarato agli organizzatori della marcia che la manifestazione non era stata approvata.

Secondo il canale ebraico “Kan”, gli organizzatori della marcia hanno affermato: “La polizia israeliana ci ha informato giovedì che non era stata rilasciata l’approvazione per la marcia della bandiera e che sarà annullata”.

La resistenza palestinese aveva lanciato un chiaro avvertimento a Israele contro la riorganizzazione della marcia della “bandiera sionista” nelle vicinanze della moschea di al-Aqsa.

Gerico – PIC. Lunedì, le forze d’occupazione israeliane (IOF) hanno demolito dieci edifici nell’area di al-Ma’rjat, a nord di Gerico.

L’attivista Fares Kaabneh ha affermato che le IOF hanno raso al suolo sei ovili e quattro case nella zona di Arab al-Kaabneh, ad al-Ma’rjat.

Kaabneh ha sottolineato che le strutture erano di proprietà del cittadino Mahmoud al-Kaabneh e dei suoi tre figli, Odeh, Salem e Ghaleb, con il pretesto che si trattava di edifici costruiti senza licenza.

Ha detto che i residenti sono stati sfollati senza preavviso e ha aggiunto che le IOF hanno anche confiscato tutti gli oggetti personali trovati nelle strutture.

Un rapporto pubblicato dall’ufficio stampa di Hamas ha monitorato un forte aumento delle violazioni israeliane, in concomitanza con la battaglia di Saif al-Quds, in Cisgiordania e a Gerusalemme a maggio, con 6.750 violazioni commesse dalle IOF e dai coloni.

Secondo il rapporto, i soldati delle IOF hanno demolito tre case palestinesi.

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