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PIC. Attivisti dei social media, compresi ex detenuti, hanno lanciato una campagna online per chiedere il rilascio della prigioniera palestinese Israa Jaabis, arrestata nell’ottobre 2015 subito dopo aver subito gravi ustioni.

“È oltraggioso e vergognoso che la questione della prigioniera Jaabis e il suo bisogno di essere operata non siano una priorità per il governo e i gruppi per i diritti umani, soprattutto per il suo urgente bisogno di più di otto interventi chirurgici per poter tornare alla sua vita normale”, hanno detto gli organizzatori della campagna.

È accusata dall’autorità di occupazione israeliana di aver fatto esplodere la sua auto in un posto di blocco, un’accusa che lei respinge. Le sue ustioni, afferma, sono il risultato di un’esplosione accidentale dell’auto a seguito di un guasto tecnico.

Soffre di ustioni di primo e terzo grado sul 60% del suo corpo ed è aiutata da una compagna di cella per i gesti più semplici.

Otto delle sue dita sono state amputate dopo che si erano sciolte a causa delle ustioni.

Non riesce a sollevare completamente le mani perché la pelle delle ascelle è incollata.

Il suo orecchio destro è quasi inesistente e in un costante stato di infiammazione, e il suo naso ha un foro su un lato, quindi respira principalmente attraverso la bocca.

Soffre anche di esaurimenti nervosi, shock e gravi crisi psicologiche.

Prima dell’incidente, Jaabis lavorava in una casa di cure, faceva volontariato presso enti di beneficenza e scuole e si travestiva da clown per intrattenere i bambini dell’ospedale Augusta Victoria a Gerusalemme est.

Si è ripetutamente lamentata con il suo avvocato del fatto di non ricevere cure mediche adeguate dal servizio carcerario israeliano.

Traduzione per InfoPal di Chiara Parisi

Ramallah-Wafa. Nesreen Qutainah, insegnante di scienze e matematica presso la Dura Martyrs Elementary School nella città di Hebron/al-Khalil, nel sud della Cisgiordania, è stata inclusa tra i primi 50 finalisti per il Varkey Foundation Global Teacher Prize 2021 in collaborazione con l’UNESCO.

Giunto alla sua settima edizione, il Global Teacher Prize da 1 milione di dollari è il più grande premio del suo genere.

Nesreen, finalista per il Global Teacher Prize 2021, è stata selezionata tra oltre 8.000 candidati provenienti da 121 paesi in tutto il mondo.

Il Global Teacher Prize è stato istituito per riconoscere un insegnante che ha dato un contributo eccezionale alla professione e per mettere in luce l’importante ruolo che gli insegnanti svolgono nella società. Portando alla luce migliaia di storie di eroi che hanno trasformato la vita dei giovani, il premio spera di dare vita al lavoro di milioni di insegnanti in tutto il mondo.

Quest’anno, la Fondazione Varkey ha lanciato il Chegg.org Global Student Prize, un premio gemello del Global Teacher Prize, per creare una nuova potente piattaforma che faccia luce sugli sforzi di studenti straordinari di tutto il mondo che stanno contribuendo a migliorare il nostro mondo. Lo studente vincitore riceverà 100.000 dollari USA.

Insieme, il Global Teacher Prize e il Global Student Prize racconteranno storie ispiratrici da entrambi i lati dell’istruzione. I premi metteranno in luce il grande lavoro svolto dagli insegnanti nel preparare i giovani per il futuro e la straordinaria promessa che gli studenti più brillanti stanno mostrando nel loro apprendimento e ben oltre.

Stefania Giannini, vicedirettore generale per l’istruzione dell’UNESCO, ha dichiarato: “L’UNESCO è un partner orgoglioso del Global Teacher Prize, che ha fatto così tanto per evidenziare il ruolo di trasformazione degli insegnanti nella vita dei giovani. Insegnanti stimolanti e studenti straordinari meritano allo stesso modo un riconoscimento per il loro impegno nell’istruzione nella crisi dell’apprendimento che vediamo oggi.

“Se vogliamo ricostruire un mondo migliore post-COVID, dobbiamo dare a ogni bambino per diritto di nascita un’istruzione di qualità. È la prossima generazione, con gli insegnanti come guida, che salvaguarderà il futuro per tutti noi”. Nesreen Qutainah, che insegna scienze e matematica in una scuola elementare palestinese, segue due principi guida: “Illumina una mente e farai rivivere una persona”, e “no agli stereotipi, sì alla creatività”. L’apprendimento attraverso il gioco è la chiave del suo approccio, in particolare perché molti dei suoi studenti hanno difficoltà in matematica e non amano la scuola. Ad esempio, chiede ai bambini di comporre storie basate su ciò che hanno imparato nelle scienze o di cantare canzoni sulla matematica.

Condivide spesso ciò che ha imparato sull’insegnamento, oltre a video didattici, sul suo canale YouTube, che ha 12.000 follower. Durante il COVID, ha progettato opuscoli educativi colorati per far continuare l’apprendimento dei bambini, che ha distribuito personalmente ai suoi studenti e ai bambini che vivono in comunità emarginate.

Sunny Varkey, fondatrice della Varkey Foundation, ha dichiarato: “Congratulazioni a Nesreen: la sua storia evidenzia chiaramente l’importanza dell’istruzione nell’affrontare le grandi sfide future, dal cambiamento climatico alla crescente disuguaglianza nelle pandemie globali. È solo dando priorità all’istruzione che possiamo salvaguardare tutti i nostri domani. L’istruzione è la chiave per affrontare il futuro con fiducia”. Le domande e le candidature per i premi insegnanti e studenti di quest’anno si sono aperte martedì 2 febbraio e si sono chiuse domenica 16 maggio.

Gli insegnanti che hanno fatto domanda per il Global Teacher Prize vengono valutati sulle pratiche di insegnamento, su come innovano per affrontare le sfide locali, ottenere risultati di apprendimento dimostrabili, avere un impatto sulla comunità oltre la classe, aiutare i bambini a diventare cittadini globali, migliorare la professione di insegnante e ottenere il riconoscimento da corpi esterni. Il premio da 1 milione di dollari USA è stato vinto l’anno scorso dall’insegnante di un villaggio indiano, Ranjitsinh Disale.

Dopo l’annuncio del premio di quest’anno, i primi 10 finalisti sia del Global Teacher Prize che del Global Student Prize saranno annunciati a ottobre. I vincitori di entrambi i premi saranno scelti tra i rispettivi primi 10 finalisti dalla Global Teacher Prize Academy e dalla Global Student Prize Academy composta da personalità di spicco. I vincitori dovrebbero essere annunciati durante una cerimonia di premiazione a Parigi, a novembre.

Traduzione per InfoPal di L.P.

Cisgiordania. Una madre e i suoi due figli, alcuni familiari dei due prigionieri palestinesi fuggiti dal carcere di Gilboa e ancora in libertà, un attivista e un adolescente sono tra le 13 persone che le forze israeliane (IOF) hanno arrestato lunedì in varie parti della Cisgiordania occupata e di Gerusalemme Est, secondo quanto reso noto dalla Società dei prigionieri palestinesi (PPS).

Nel distretto di Betlemme, nel sud della Cisgiordania, la PPS ha affermato che i soldati hanno fatto irruzione nella cittadina di Abu Njeim e hanno arrestato una madre, Salwa Shoukeh, insieme a due dei suoi figli, Mohammad, 20 anni, e Mousa, 30.

Sempre a Betlemme, i soldati hanno arrestato due palestinesi, uno nel campo profughi di Aida, a nord della città, e un ex prigioniero di 45 anni del campo profughi di Dheisheh, a sud.

A Kafr Dan, a nord-ovest di Jenin, i soldati israeliani hanno arrestato Imad Kamamji, fratello di Ayham, uno dei sei prigionieri fuggiti dalla prigione di Gilboa la scorsa settimana e uno dei due ancora in fuga, e hanno sequestrato i suoi telefoni cellulari dopo aver perquisito la sua casa.

I soldati hanno fatto irruzione a Yamoun, a ovest di Jenin, dove hanno arrestato il cugino di Ayham, Qaisar.

La PPS ha affermato che un adolescente di 17 anni è stato arrestato nel distretto di Qalqilya.

Nel distretto di Ramallah, le forze israeliane hanno fatto irruzione a Nilin, dove hanno detenuto Mohammed Amireh, un attivista locale contro gli insediamenti, gli hanno confiscato il telefono cellulare e hanno perquisito la sua casa.

Nei quartieri di Silwan e al-Tur, a Gerusalemme est, le forze israeliane hanno arrestato tre palestinesi dopo aver fatto irruzione nelle loro case.

Un altro palestinese è stato arrestato a Gerico.

(Fonti: PPS, Wafa)

Betlemme. Lunedì, le forze di occupazione israeliane (IOF) hanno sparato e ferito in modo critico, un palestinese a seguito di un presunto tentativo di accoltellamento in un incrocio vicino al blocco degli insediamenti di Gush Etzion, a sud della città di Betlemme, in Cisgiordania, secondo quanto riportato da fonti locali.

I soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro Mohammad Kamal Balu, 27 anni, residente nella città di Beit Fajjar, ferendolo gravemente dopo un presunto tentativo di accoltellare un israeliano. Tuttavia, non sono state segnalate vittime o feriti israeliani.

I soldati hanno impedito ai medici palestinesi di avvicinarsi alla scena per assistere il palestinese mentre veniva lasciato sanguinante a terra.

I media israeliani hanno riferito che l’uomo era in gravi condizioni e successivamente che è stato portato all’ospedale Shaare Zedek, a Gerusalemme ovest.

Le foto pubblicate dai media israeliani mostrano l’uomo sdraiato immobile a terra.

Le circostanze del presunto tentativo di accoltellamento rimangono poco chiare e in gran parte basate sulla versione israeliana dei fatti.

Israele è stato criticato per il suo uso riflessivo della forza letale e per le “uccisioni extragiudiziali” quando i presunti aggressori palestinesi non rappresentano più una minaccia immediata. L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha affermato che le circostanze relative a tali omicidi negli ultimi mesi rimangono controverse.

Le riprese video di presunti attacchi simili discordano con le affermazioni militari israeliane, mostrando che i presunti aggressori palestinesi non hanno tentato di eseguire alcun attacco. Alcuni filmati hanno mostrato che le forze israeliane manipolavano la scena del crimine in seguito a tali omicidi.

(Fonti: Wafa, Quds Press e web).

Gaza. Lunedì mattina, quattro bulldozer dell’esercito israeliano si sono infiltrati in una zona di confine a nord di Beit Lahiya, nel nord di Gaza, e hanno iniziato a spianare e livellare terreni agricoli.

Un osservatore sul campo ha dichiarato: “Quattro bulldozer militari israeliani sono partiti questa mattina dal sito militare israeliano (Zakim), a nord-ovest della città di Beit Lahiya (estremo nord della Striscia di Gaza) e hanno fatto un’incursione limitata nella periferia nord-occidentale”.

I bulldozer hanno iniziato a spianare i terreni e a creare cumuli di terra nell’area.

(Fonti: PIC, Quds Press e Wafa).

Gaza. All’alba di lunedì, Israele ha lanciato nuovi attacchi aerei sulla Striscia di Gaza assediata.

Un aereo da guerra ha bombardato un sito della resistenza nella zona orientale di Rafah, a sud della Striscia di Gaza.

Un altro attacco aereo ha preso di mira un sito della resistenza nel nord, mentre la Marina da guerra ha aperto il fuoco sulle coste settentrionali e sulle spiagge di Gaza.

Anche un sito della resistenza a est di Khan Yunis è stato attaccato con diversi missili aria-superficie.

I combattenti della resistenza hanno risposto sparando con cannoni antiaerei contro gli aerei da guerra.

A Khan Yunis, un aereo da guerra ha bombardato un sito a ovest della città. Durante i raid aerei si sono verificate enormi esplosioni, che hanno causato danni materiali ai siti bombardati e alle proprietà civili vicine.

(Fonti: PIC, Quds Press e Wafa)

Gaza – PIC. Le Brigate al-Qassam, il braccio militare di Hamas, hanno affermato che i prigionieri che hanno effettuato l’operazione di fuga di Gilboa faranno parte di qualsiasi nuovo accordo di scambio con l’occupazione israeliana e saranno rilasciati a testa alta.

“Riarrestare gli eroi del ‘Tunnel della libertà’ non può nascondere la verità sul loro onorevole lavoro o la vergogna e la disgrazia che sono ricadute sull’establishment della sicurezza israeliana”, ha dichiarato sabato il portavoce delle Brigate, Abu Obeida, in un commento televisivo.

Abu Obeida ha anche affermato che le Brigate al-Qassam “non lasceranno mai il campo di Jenin ed i combattenti della resistenza ad affrontare da soli l’occupazione israeliana” e “saranno sempre al loro fianco”.

Nazareth – MEMO. Il tribunale israeliano nella città settentrionale di Nazareth ha esteso la detenzione di quattro detenuti palestinesi, fuggiti da un carcere di massima sicurezza lunedì scorso, secondo quanto riferito dall’agenzia Anadolu.

Durante una sessione tenutasi sabato scorso, la procura generale israeliana aveva chiesto di prolungare la loro detenzione per 13 giorni, ma il tribunale ha approvato una proroga di 9 giorni, secondo quanto riportato dalla TV statale KAN.

L’evasione della scorsa settimana ha lasciato Israele perplesso, poiché sei detenuti sono riusciti a fuggire dalla prigione di massima sicurezza di Gilboa. Dei sei, le autorità israeliane finora ne hanno riarrestato quattro: i membri del Jihad islamico Mahmoud Aradeh e Yakub Kadari; Zakaria Zubeidi, comandante delle Brigate dei martiri di al-Aqsa, e Mohammed Aradeh, fratello minore di Mahmoud Aradeh.

La polizia israeliana sostiene che i quattro palestinesi avrebbero pianificato di compiere un “grave atto terroristico”, un crimine punibile con 15 anni di carcere, secondo quanto affermato dal quotidiano Haaretz. I pubblici ministeri israeliani accusano anche i quattro di evasione e incitamento all’evasione dal carcere, un reato punibile con una pena fino a 20 anni di carcere.

L’evasione è stata salutata come una “grande vittoria” dai palestinesi, mentre gli israeliani l’hanno condannata come un grave fallimento della sicurezza e dell’intelligence.

I sei fuggitivi hanno scavato un buco con nient’altro che un cucchiaio arrugginito, e hanno nascosto il punto d’ingresso con un’asse del pavimento.

I sei palestinesi sono partiti intorno all’una di notte, ora locale, e sono emersi direttamente sotto la torre di guardia, dove, secondo quanto affermato da fonti della sicurezza, il guardiano si era addormentato.

I sei uomini hanno poi proseguito a piedi verso un veicolo che li aspettava. Alcuni di loro sono saliti ed altri hanno continuato a piedi.

L’allarme è stato inizialmente lanciato da un cittadino di passaggio sulla Route 71 israeliana, che ha affermato di aver visto delle figure correre nei campi, destando il sospetto di un’evasione. Rapporti successivi includevano quello di un benzinaio che aveva visto uno strano uomo di passaggio.

Tre prigionieri sono stati denunciati come dispersi dal personale carcerario intorno alle 03:30, che sono stati poi aumentati a sei, alle 4 del mattino.

Si ritiene che l’evasione dalla prigione di Gilboa sia l’esempio di maggior successo di fuga da un carcere di massima sicurezza israeliano.

Hebron/al-Khalil. Decine di cittadini palestinesi, domenica mattina, hanno sofferto gli effetti dell’inalazione dei gas lacrimogeni durante violenti scontri (*) con le forze d’occupazione israeliane nei campi profughi di al-Fawwar e al-Arroub, a Hebron.

Secondo fonti locali, sono scoppiati scontri (*) tra giovani locali e soldati israeliani agli ingressi principali dei campi di al-Fawwar e al-Arroub.

Decine di cittadini hanno ricevuto assistenza medica in loco mentre le IOF hanno sparato intensivamente raffiche di gas lacrimogeni e granate stordenti durante gli eventi.

Nel frattempo, le IOF hanno attaccato decine di studenti che avevano organizzato una marcia nella cittadina di Teqoa, a sud-est di Betlemme, in solidarietà con i sei prigionieri recentemente evasi dal carcere di Gilboa.

Il sindaco di Teqoa, Tayseer Abu Mifreh, ha affermato che nessuno è rimasto ferito quando i soldati israeliani hanno attaccato la marcia con gas lacrimogeni e granate stordenti, aggiungendo che le IOF hanno chiuso l’ingresso nord della città.

(Fonti: PIC, Wafa e Quds Press).

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

(*) Nel linguaggio militare, gli scontri avvengono tra eserciti o gruppi armati di pari forze. Tra Tsahal, l’esercito israeliano, e la Resistenza o i gruppi di giovani palestinesi che rispondono alle aggressioni dell’occupante israeliano non c’è parità di forze. Pertanto, riportiamo tra virgolette il termine scontri/scontro, per non indurre i lettori meno informati a pensare che in Palestina sia in atto un conflitto/guerra tra attori con eserciti, armamenti e forze paritarie.

Gerusalemme occupata/al-Quds. Decine di coloni, scortati dalle forze di polizia, hanno invaso la moschea di al-Aqsa nella Gerusalemme occupata, domenica mattina, e nel tardo pomeriggio.

Secondo fonti locali, 105 coloni hanno fatto irruzione nella moschea in gruppi attraverso la porta al-Maghariba, e hanno effettuato delle visite nei cortili, sotto la sorveglianza della polizia.

Diversi coloni hanno anche ricevuto lezioni da rabbini e hanno recitato preghiere durante i loro tour nel luogo sacro islamico, principalmente nella sua zona orientale.

Più tardi, nel pomeriggio, altri 38 coloni hanno invaso la moschea.

La moschea di al-Aqsa è quotidianamente invasa da parte dei coloni e delle forze di polizia, al mattino e al pomeriggio, tranne il venerdì e il sabato.

La polizia israeliana chiude la porta al-Maghariba, che viene utilizzata dagli ebrei per entrare nella moschea, alle 10:30 dopo che i coloni hanno completato le loro visite mattutine al luogo sacro. Più tardi, nel pomeriggio, lo stesso cancello viene riaperto per le visite serali dei coloni.

Durante la presenza dei coloni all’interno del complesso della Moschea, ai fedeli musulmani vengono imposte restrizioni agli ingressi che conducono alla Moschea e i loro documenti d’identità vengono confiscati fino a quando non lasciano il luogo.

(Fonti: PIC e Quds Press).

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

Gaza. Domenica all’alba, aerei da guerra israeliani hanno bombardato diverse aree della Striscia di Gaza assediata. Non ci sono vittime segnalate.

Un aereo da guerra ha lanciato diversi missili contro un sito vicino al campo di al-Maghazi, nel centro di Gaza.

Un altro attacco aereo ha preso di mira un sito nell’area di Ein Jalut, a ovest di Khan Yunis, a sud di Gaza.

Diversi raid aerei hanno attaccato un altro sito sulla strada costiera a ovest di Rafah e hanno distrutto un allevamento di pollame nel quartiere di as-Salam, vicino al confine con l’Egitto.

L’aggressione aerea ha causato danni materiali ai siti bombardati.

L’esercito di occupazione israeliano ha affermato che i nuovi attacchi sono in risposta a un razzo lanciato sabato sera verso la città meridionale di Sderot.

(Fonti: PIC e Quds Press).

MEMO e PIC. Secondo l’autorità di occupazione israeliana, quattro dei sei prigionieri palestinesi evasi lunedì scorso dal carcere di massima sicurezza di Gilboa sono stati catturati.

Secondo quanto riferito, due sono stati trovati e catturati in un parcheggio nella città araba di Shibli-Umm al-Ghanam, nel nord di Israele (Palestina occupata del 1948), all’alba di sabato.

Gli altri due sono stati arrestati venerdì sera, vicino alla città araba di Nazareth.

I quattro prigionieri sono stati identificati come Mahmoud Aredah, Yakoub Qaderi (membri del Movimento Jihad islamico), Zakaria Zubeidi (ex comandante della disciolta Brigata dei martiri al-Aqsa a Jenin) e Mohammed Aredah (membro del Jihad islamico e fratello minore della mente dell’evasione).

Una febbrile caccia all’uomo è stata lanciata lunedì dopo che i sei prigionieri erano usciti dal carcere di Gilboa nel nord di Israele, nella prima evasione palestinese di questa portata in 20 anni.

Le ricerche sono ancora in corso per i restanti due fuggitivi, Iham Kamamji e Munadel Nafiyat.

I sei fuggitivi avevano scavato il buco per un periodo di tempo con soltanto un cucchiaio arrugginito e hanno nascosto il punto di ingresso con un’asse del pavimento.

Un giorno prima della fuga, si diceva che Zubeidi avesse chiesto il trasferimento nella cella dove erano detenuti gli altri cinque fuggitivi, che sarebbe stato concesso senza fare domande.

I sei palestinesi sono partiti intorno all’una di notte, ora locale, e sono emersi direttamente sotto la torre di guardia, dove, secondo fonti di sicurezza, la guardia si era addormentata.

I sei uomini hanno poi proseguito a piedi verso un veicolo in attesa, dove alcuni sono saliti e altri hanno continuato a camminare.

L’allarme è stato inizialmente lanciato da un cittadino della Route 71 israeliana, che ha affermato di aver visto figure correre nei campi, destando il sospetto di un’evasione.

Tre prigionieri sono stati denunciati come dispersi dal personale carcerario intorno alle 03:30, che sono poi diventati sei alle 4 del mattino.

Si ritiene che l’evasione dalla prigione di Gilboa sia l’esempio di maggior successo di fuga da un carcere di massima sicurezza israeliano.

Gaza-PIC e Quds Press. Nella notte tra venerdì e sabato, aerei da guerra israeliani hanno bombardato diversi obiettivi nella Striscia di Gaza assediata.

Secondo fonti locali, un aereo da guerra ha lanciato diversi missili su un’area di terra a est di Beit Hanoun, nel nord di Gaza.

Altri attacchi aerei hanno preso di mira due siti della resistenza nel centro e nel sud della Striscia di Gaza (Deir al-Balah e Khan Yunis).

Nessuno è rimasto ferito negli attacchi, che hanno provocato danni materiali.

L’esercito di occupazione israeliano ha affermato che gli attacchi aerei sono stati una risposta al lancio di razzi da Gaza.

Un razzo è stato lanciato verso l’area di Eshkol ed è stato intercettato dal sistema antimissile, secondo il sito di notizie di Haaretz.

Il razzo da Gaza è stato lanciato poco dopo l’annuncio dell’arresto di due prigionieri palestinesi, evasi dal carcere di Gilboa pochi giorni fa.

Ramallah – WAFA. Il Sada Social Center, un gruppo di monitoraggio dei social media con sede a Ramallah, ha dichiarato venerdì che durante il mese di agosto del 2021 sono state monitorate quasi 50 violazioni contro i contenuti digitali palestinesi ed i diritti degli utenti palestinesi.

Queste violazioni e restrizioni, secondo il gruppo, hanno colpito principalmente i contenuti e i profili che trattavano della situazione palestinese e delle continue violazioni dell’occupazione israeliana.

Le restrizioni hanno interessato anche i profili palestinesi che coprivano i recenti sviluppi in Afghanistan, il che ha portato ad una copertura confusa delle notizie e del lavoro dei giornalisti palestinesi e delle agenzie stampa.

Queste restrizioni includevano anche una sorta di sanzioni contro le pagine dei media palestinesi i cui contenuti erano stati rimossi, secondo quanto affermato dal centro.

Sada ha affermato di aver ricevuto diversi reclami da persone i cui account su Facebook sono stati rimossi a causa del loro uso di diversi termini censurati dall’amministrazione di Facebook in alcune pubblicazioni.

“Questi siti non si accontentano più di perseguire contenuti palestinesi, ma praticano una sorta di blocco organizzato delle informazioni, della pubblicazione e della partecipazione a molte questioni in tutto il mondo”, ha affermato il gruppo in una nota.

Betlemme – PIC. Decine di coloni ebrei hanno fatto irruzione nei siti archeologici di Irtas e Solomon Pools, nel sud di Betlemme, venerdì mattina.

Secondo A’wad Abu Sawi, un attivista palestinese di Irtas, più di 200 coloni si sono fatti strada, attraverso le terre dei palestinesi, verso le Solomon’s Pools e Khirbet Ayesh, nel sud di Betlemme.

Nel 1979, le autorità d’occupazione israeliane hanno costruito una strada attraverso le terre dei cittadini palestinesi, nel sud di Betlemme, per collegare le colonie nelle vicinanze, e da allora i villaggi ed i siti palestinesi sono esposti alle incursioni dei soldati e dei coloni israeliani.

Jeddah – WAFA. L’Organizzazione per la cooperazione islamica ha condannato le misure di repressione israeliane in corso e gli attacchi contro i prigionieri politici palestinesi nelle carceri israeliane, sottolineando il suo sostegno permanente al loro diritto alla libertà, alla giustizia e alla dignità.

In una dichiarazione rilasciata venerdì, il Segretariato Generale dell’OIC ha invitato la comunità internazionale ad intervenire per fare pressione su Israele, potenza occupante, per fermare queste misure e pratiche di repressione contro i prigionieri palestinesi e per garantire il loro trattamento in conformità con le regole del diritto internazionale e del diritto umanitario.

Negli ultimi giorni, in tutta la Cisgiordania occupata si sono svolte manifestazioni di massa a sostegno dei prigionieri palestinesi e per condannare gli attacchi di vendetta israeliani contro di loro, in seguito alla fuga di sei prigionieri dalla prigione di Gilboa, nella notte tra domenica e lunedì.

Le autorità d’occupazione israeliane hanno anche cancellato le visite familiari per i detenuti palestinesi fino alla fine di questo mese, come parte della loro campagna di ritorsione contro i prigionieri.

Gerusalemme occupata – PIC. Decine di palestinesi di Gerusalemme hanno partecipato alla preghiera del venerdì in un tendone di sit-in a Silwan, a sud della moschea di al-Aqsa, per protestare contro la demolizione di case palestinesi da parte delle autorità d’occupazione israeliane (IOA) nel quartiere di al-Bostan, a Gerusalemme.

I manifestanti hanno invitato la comunità internazionale ad esercitare pressioni sulle IOA per fermare la demolizione delle case palestinesi a Silwan.

Dal 2005, le IOA hanno cercato di demolire il quartiere di al-Bostan per creare un giardino biblico sui resti del quartiere.

Gerusalemme/al-Quds. Venerdì, tre ragazzini palestinesi tra i 13 e i 14 anni sono usciti illesi da un attacco armato perpetrato da un colono israeliano all’incrocio della città di al-Ram, a nord della Gerusalemme occupata.

Il colono israeliano, a bordo di un veicolo, ha sparato ai tre ragazzini, che, fortunatamente, non hanno riportato ferite.

Ci sono circa 650.000 israeliani nelle colonie in Cisgiordania e a Gerusalemme, che vivono in 164 insediamenti e in 124 avamposti.

(Fonti: Quds Press, PIC e Wafa)

Gerusalemme/al-Quds. Un medico palestinese è stato dichiarato morto, venerdì sera, poco dopo essere stato ferito gravemente dalle forze di occupazione israeliane (IOF) nella città vecchia di Gerusalemme.

Secondo quanto riferito da testimoni, agenti di polizia israeliani hanno sparato contro il dottor Hazem Joulani vicino a Bab al-Majlis, una delle porte principali della moschea di Al-Aqsa, ferendolo gravemente. La polizia israeliana ha anche negato l’accesso ai civili palestinesi che hanno tentato di fornirgli i primi soccorsi.

La Commissione per gli affari dei detenuti palestinesi ha detto che Joulani, che è stato portato d’urgenza all’Hadasah Medical Center per le cure, è morto per le gravi ferite riportate.

(Fonti: Quds Press e Wafa).

Gerusalemme/al-Quds. La polizia di occupazione israeliana ha fatto irruzione nei cortili della moschea di al-Aqsa, a Gerusalemme, dopo la preghiera del venerdì, e ha represso una manifestazione a sostegno dei prigionieri palestinesi.

Fonti locali hanno riferito che decine di poliziotti israeliani hanno preso d’assalto il luogo sacro islamico e si sono appostati vicino alla Cupola della Roccia e Bab el-Rahma nel tentativo di disperdere una manifestazione pacifica a sostegno dei prigionieri, che vengono violentemente aggrediti dalle guardie del servizio carcerario israeliano.

Durante la manifestazione nei cortili di al-Aqsa, i cittadini hanno issato le foto dei prigionieri palestinesi e la bandiera palestinese e scandito slogan che chiedevano il rilascio di tutti i prigionieri nelle carceri dell’occupazione israeliana e la fine delle misure repressive esercitate contro di loro negli ultimi quattro giorni.

(Fonti: PIC e Quds Press).

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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