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BDS Italia - sezione italiana per il movimento a guida palestinese per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele
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Dopo le partecipate conferenze con Prof. Virginia Tilley, prosegue in varie città Italiane la 15° Settimana contro l’apartheid israeliana (Israeli Apartheid Week), con presentazioni di libri, proiezioni di film, incontri e dj set. Vedi l'elenco delle iniziative.

La Israeli Apartheid Week (IAW) è un'iniziativa internazionale a cadenza annuale, giunta alla sua 15° edizione, che ha l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle politiche di colonizzazione, di occupazione e di apartheid attuate dallo stato israeliano contro i palestinesi e di promuovere le campagne del movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) per costringere Israele a rispettare i diritti umani e la legalità internazionale. Si tiene ormai in oltre 200 città in tutto il mondo.

La IAW 2019 ha come tema centrale: “Stop Arming Colonialism / Basta armi al colonialismo”. Israele è in grado di continuare la sua occupazione illegale e il regime di apartheid sui palestinesi, anche grazie alle vendite di armi e al sostegno militare che riceve dai governi di tutto il mondo. L’Italia è al quarto posto in Europa  nella esportazione di armamenti verso Israele.

Foto: Sainatee Suarez

Un giudice federale statunitense respinge l'azione legale volta a dissuadere le associazioni accademiche dall'adottare boicottaggi a favore dei diritti dei palestinesi.

Lunedì (4 febbraio 2019, Ndt), con una vittoria per l'American Studies Association (ASA) e per il diritto al boicottaggio, un tribunale distrettuale di Washington D.C. ha respinto un'azione legale volta a dissuadere le associazioni accademiche dall'adottare boicottaggi a favore dei diritti dei palestinesi. Nel respingere la causa, la corte ha dichiarato che "in nessun punto" i querelanti, che si sono opposti al boicottaggio, spiegano in che modo siano stati danneggiati dal boicottaggio. L’essere danneggiati è un requisito necessario affinché la causa possa andare avanti.

Dal 10 al 17 marzo 2019 sarà in Italia e in Slovenia (Torino, Lubiana, Trieste, Bologna, Roma) per una serie di incontri la Prof. Virginia Tilley, co-autrice, insieme al giurista Richard Falk, del rapporto commissionato dall’ONU “Pratiche israeliane nei confronti del popolo palestinese e questione dell’apartheid.” Il rapporto è stato poi ritirato su pressioni di Israele dopo 48 ore, vicenda che portò alle dimissioni, per protesta, della responsabile dell’ufficio ONU che l’aveva commissionato.

Di seguito gli appuntamenti:

Torino, 11 marzo 
Campus Luigi Einaudi, Aula B1, ore 10.00 
Organizzano Progetto Palestina e BDS Torino

Lubiana, 12 marzo
Facoltà di giurisprudenza, Università di Lubiana, ore 16.00
Organizza Gibanje za pravice Palestincev.

Trieste, 13 marzo
Circolo della Stampa di Trieste, ore 17.30 
Organizzano Ibriq e Salaam ragazzi dell'olivo Trieste

Bologna, 14 marzo
Scuola di Lettere e Beni Culturali, Università di Bologna, Aula VI, ore 17.00 
Organizzano Coordinamento Campagna BDS Bologna e Universitari Contro L'Apartheid Israeliana - Bologna

Roma, 15 marzo
Millepiani Coworking del Municipio VIII, ore 18.30
Organizzano BDS Roma, Rete Ebrei Contro l'Occupazione, Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese

Più di 60 organizzazioni per l'emancipazione dei queer e trans di quasi 20 paesi in Europa e oltre, chiedono alle comunità LGBTQIA in tutto il mondo di boicottare l'Eurovision Song Contest 2019 in Israele.

I firmatari condannano l'uso "vergognoso" che Israele fa dell'Eurovisione, che ha un forte seguito tra le comunità LGBTQIA, per "sviare l'attenzione dai suoi crimini di guerra contro i palestinesi" e "portare avanti il suo programma di pinkwashing, l'uso cinico dei diritti degli omosessuali al fine di distogliere l’attenzione dall’occupazione da insediamento e dall'apartheid israeliani normalizzandoli".

Il villaggio palestinese di Susya, nel sud di Hebron, ha affrontato il "trasferimento forzato" per far posto ai coloni (Foto: Rosie Gabrielle)

Di Andrew Rettman

BRUXELLES, 1 febbraio

Diplomatici dell’UE hanno affermato in un rapporto confidenziale riportato da euobserver che i palestinesi in Cisgiordania affrontano "sistematiche discriminazioni legali" da parte di Israele.

È come nel vecchio regime di "apartheid" imposto ai neri in Sud Africa, ha detto un ex-diplomatico israeliano, ma Israele, proprio come i coloni violenti in Palestina, se la sta cavando con “l'impunità”.

Gli ambasciatori degli stati dell'UE a Gerusalemme e Ramallah hanno rivolto delle critiche a Israele nel luglio 2018, in un rapporto di 20 pagine.

Il documento interno, visto da euobserver, doveva "servire come input per Bruxelles e le capitali [dell'UE]" nel determinare, si legge, la politica sul Medio Oriente.

Secondo il rapporto dell'UE, i 2,7 milioni di palestinesi che vivono in Cisgiordania "affrontano una sistematica discriminazione legale" sotto "l’occupazione quasi permanente" del territorio che Israele ha conquistato militarmente nel 1967 prendendolo alla Giordania.

Sabato sera a Sanremo ha vinto Mahmood, giovane artista di Milano, con la canzone Soldi.

Con questa vittoria, Mahmood ha vinto anche sul razzismo e sull’intolleranza.

Ma con la vittoria a Sanremo, Mahmood ha anche titolo per partecipare a Eurovision, che quest’anno si svolge in Israele.

Tuttavia, Mahmood non ha confermato la sua partecipazione.

Facciamo gli auguri a Mahmood, ma chiediamogli di non partecipare a Eurovision in Israele.

Scrivi a Mahmood per dire #MahmoodNonAndare

Israele vuole usare Eurovision per nascondere i suoi crimini contro il popolo palestinese:

  • più di 200 palestinesi uccisi a Gaza in questi mesi e oltre 18000 feriti;
  • le colonie in continua espansione che rubano la terra palestinese;
  • le demolizioni delle case e delle scuole palestinesi;
  • le leggi che discriminano i palestinesi.

Tantissimi artisti di tutto il mondo, anche dall’Italia, hanno già aderito all’appello palestinese di boicottare Eurovision 2019 in Israele.

La band femminile britannico The Tuts ha tweetato che non avrebbe partecipato alla selezione del BBC per Eurovision. Il loro tweet ha ricevuto 27.000 mi piace!

Scrivi a Mahmood. Auguri per la tua vittoria, ma #MahmoodNonAndare!

Scrivi a Mahmood su Twitter e Facebook:

Auguri @Mahmood_Music! La tua vittoria a #Sanremo2019 è anche una vittoria contro il razzismo.

Continua così. Ascolta gli artisti palestinesi che chiedono di non favorire il razzismo israeliano che li opprime.

#MahmoodNonAndare #BoycottEurovision2019 https://pic.twitter.com/1JglkKkK4Q

Auguri @Mahmood_Music x la vittoria a #Sanremo2019!

Ora unisciti ai tanti artisti che hanno ascoltato l’appello palestinese x non lasciare che Israele utilizzi #Eurovision x nascondere i suoi crimini.

#MahmoodNonAndare #BoycottEurovision2019 https://pic.twitter.com/1JglkKkK4Q

Auguri @Mahmood_Music x la vittoria a #Sanremo2019!

Tanti artisti hanno già deciso di stare con la lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza e di boicottare #Eurovision in Israele. Unisciti!

#MahmoodNonAndare #BoycottEurovision2019 https://pic.twitter.com/1JglkKkK4Q

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Caro @MahmoodWorld,

per prima cosa complimenti per la vittoria al Festival di Sanremo. Sono doppiamente felice: per te, che raggiungi questo importante risultato dopo anni di lavoro e dedizione alla musica, e anche per il significato che la tua vittoria ha al di là del fatto puramente musicale. Alla faccia di pregiudizi e del montante razzismo.

Come vincitore a Sanremo, tu hai titolo per partecipare alla manifestazione Eurovision. Come sai, Eurovision 2019 si terrà in Israele, nonostante le proteste dei Palestinesi, che da decenni soffrono sotto l’opprimente regime israeliano di razzismo e occupazione militare. Israele vuole sfruttare Eurovision per nascondere i suoi crimini contro il popolo Palestinese.

Per il boicottaggio di Eurovision 2019 in Israele, a livello internazionale è sorto un grande movimento formato da artisti, attivisti, operatori dei diritti umani, giuristi, politici con una grande mobilitazione che chiede che la manifestazione non si tenga in Israele, aderendo alla richiesta di boicottaggio da parte di artisti e organizzazioni culturali palestinese.

Artisti come i Radiodervish, gli Assalti Frontali, Peter Gabriel, Wolf Alice e Roger Waters sostengono il boicottaggio di Eurovision in Israele, insieme ad altre centinaia di artisti.

Mahmood, unisciti a questo movimento, e sostieni così la lotta per la libertà, l’uguaglianza e la giustizia.

#MahmoodNonAndare a Eurovision 2019 in Israele.

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La Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI), membro fondatore del movimento BDS per i diritti dei palestinesi, rende omaggio a Angela Davis per la sua battaglia ininterrotta per la giustizia ed esprime nei suoi confronti la sua piena solidarietà.

L'annullamento da parte dell'Istituto per i Diritti Civili di Birmingham (BCRI) (Stati Uniti, NdT) della decisione di assegnare alla Professoressa Davis un premio per i diritti umani è stato determinato, come lei ha dichiarato, dal suo "sostegno continuativo alla giustizia per la Palestina". È un'occasione mancata per onorare una figura iconica che ha incarnato per decenni i valori che il premio è destinato a riconoscere.

[Foto: Municipio di Gand, Belgio]

Il voto riflette l'impegno crescente nel ritenere Israele responsabile delle sue gravi violazioni dei diritti umani dei palestinesi

Il mese scorso, il Consiglio comunale di Gand, in Belgio, ha votato a favore del divieto imposto alle compagnie coinvolte in violazioni dei diritti umani di intrattenere rapporti commerciali con la città.

Gli attivisti per la solidarietà con i palestinesi insieme all'associazione Ghent Action Platform Palestine (GAPP) sono stati la forza trainante di questo voto.

Foto: da destra a sinistra, il dissidente israeliano Ronnie Barkan, l'attivista palestinese Majed Abusalama, l'attivista del BDS Christoph Glanz celebrano la vittoria

Un tribunale tedesco ha confermato che la difesa del BDS e dei diritti dei palestinesi rientra nella libertà di parola e nella libertà di assemblea, diritti tutelati dalla costituzione tedesca e fondamentali per la democrazia. La corte ha stabilito che la città tedesca di Oldenburg ha violato illegittimamente questi diritti fondamentali nel revocare la concessione di uno spazio per eventi, costringendo un gruppo di solidarietà con la Palestina a cancellare la sua conferenza pubblica sui diritti dei palestinesi. La sentenza della Corte è "un passo importante verso una discussione pubblica più informata e democratica in Germania nelle occasioni di dibattito su Israele e sul popolo palestinese.”

A maggio 2016, la città tedesca di Oldenburg ha impedito che si tenesse una conferenza pubblica intitolata "BDS: una campagna per i diritti umani dei palestinesi", ritirando agli organizzatori dell’evento il permesso di utilizzare lo spazio per gli eventi [già concesso]. Il 27 settembre 2018, il tribunale amministrativo di Oldenburg ha stabilito l'illegalità dell'annullamento del contratto con il gruppo BDS Initiative-Oldenburg.

Ecco 18 momenti salienti dell'impatto diretto e indiretto del BDS nel corso del 2018. Celebriamo gli straordinari passi avanti che il movimento BDS a favore dei diritti dei palestinesi ha compiuto con il vostro sostegno. Stiamo mettendo in luce i crimini e le politiche di apartheid di Israele e stiamo facendo pressione per porvi fine.

Aiutateci con una donazione a fare di più nell'anno a venire. Insieme possiamo e vogliamo rendere le parole "libertà, giustizia e uguaglianza" non un'aspirazione, ma una realtà.

  • Airbnb ha deciso di non trarre più benefici dalla maggior parte degli insediamenti israeliani illegali costruiti sulle terre rubate ai palestinesi. Ciò è la conseguenza di una campagna internazionale guidata dalla coalizione #StolenHomes di organizzazioni affiliate al movimento BDS a favore dei diritti dei palestinesi e organizzazioni per i diritti umani.

Il Congresso nazionale cileno ha scelto a stragrande maggioranza di vietare i prodotti provenienti dagli insediamenti illegali israeliani costruiti sulle terre palestinesi rubate.

Con una maggioranza schiacciante, il Congresso nazionale cileno ha approvato una risoluzione che chiede al governo di "vietare l'ingresso di articoli prodotti e proveniente dalle colonie israeliane insediate nei territori palestinesi occupati.” La risoluzione ha ottenuto 99 voti a favore e solo 7 contro.

La risoluzione è stata discussa nell'ambito della Giornata internazionale di solidarietà con il Popolo palestinese. Il testo afferma che "dal 1947 vi è stata un'espulsione permanente di palestinesi con perdita del loro territorio, il che ha reso impossibile il pieno esercizio del diritto alla sovranità nazionale del popolo palestinese".

La società civile palestinese risponde ai tentativi dell'Università del Michigan di mettere a tacere gli insegnanti che agiscono a sostegno dei diritti umani dei palestinesi: "Finché le università israeliane continuano a sviluppare armi usate per brutalizzare e controllare i palestinesi ... a rubare terra palestinese e a fornire copertura intellettuale per i crimini di guerra di Israele, non dovrebbero sussistere con loro i consueti accordi: gli insegnanti che agiscono coraggiosamente sulla base di principi dovrebbero essere sostenuti, non puniti. l'Università del Michigan è fortunata ad averli tra le sue fila".

Secondo quanto riferito, l'Università del Michigan punirà gli insegnanti che hanno deciso di rispettare i picchetti palestinese contro le istituzioni israeliane discriminatorie e a sostegno dei diritti umani dei palestinesi.

Omar Bargouthi, co-fondatore della Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI), ha dichiarato:

La campagna BDS per i diritti dei palestinesi è un movimento inclusivo per i diritti umani che respinge tutte le forme di discriminazione razziale e di intolleranza ed è fermamente impegnato per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza di tutte le persone.

È vergognoso che Mark Schissel, Direttore della University of Michigan, stia usando il linguaggio dell'equità e dell'inclusione per costringere gli insegnanti della sua università ad agire contro i loro principi e a violare i picchetti palestinesi contro le istituzioni israeliane palesemente inique e discriminanti. Le università israeliane complici svolgono da decenni un ruolo importante nella pianificazione, attuazione e giustificazione delle politiche di apartheid di Israele e le gravi violazioni dei diritti umani dei palestinesi.

Misure repressive simili da parte di funzionari universitari statunitensi che tentavano di indebolire il boicottaggio accademico contro l'apartheid in Sud Africa negli anni 80, sono oggi universalmente condannate dai progressisti di tutto il mondo come un fallimento morale dalla parte sbagliata della storia.

Finché le università israeliane continueranno a sviluppare sistemi di armamenti usati per brutalizzare e controllare i palestinesi, ad attuare politiche discriminatorie, a rubare terra palestinese e a fornire copertura intellettuale per i crimini di guerra di Israele, non dovrebbero sussistere con loro i consueti accordi. Gli educatori che agiscono coraggiosamente sulla base dei loro principi dovrebbero essere sostenuti, non puniti. L'Università del Michigan ha la fortuna di averli tra le sue fila.

La campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI) è stata avviata nel 2004 per contribuire alla lotta per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza dei palestinesi. Il PACBI sostiene il boicottaggio delle istituzioni accademiche e culturali israeliane, data la loro profonda e persistente complicità nella negazione, da parte di Israele, dei diritti dei palestinesi come previsto dal diritto internazionale.

Fonte: BNC

Traduzioni di BDS Italia

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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