BDS Italia

BDS Italia - sezione italiana per il movimento a guida palestinese per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele
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Unitevi alle organizzazioni di tutto il mondo che chiedono alle Nazioni Unite di includere HPE nel database delle Nazioni Unite delle aziende complici nel progetto di insediamento illegale di Israele

Aziende con marchio HP: Hewlett Packard Enterprise et HP Inc. giocano un ruolo chiave nell’oppressione israeliana dei palestinesi. Sono complici del regime di occupazione, colonialismo e apartheid di Israele.

HPE ha un contratto con i servizi israeliani competenti per la popolazione e l’immigrazione per fornire e mantenere i servers Itanium  che ospitano il registro della popolazione di Israele. Conosciuto come sistema Aviv, questo registro della popolazione è la base del sistema che riguarda le carte d'identità in Israele. Questo sistema di identificazione costituisce una parte fondamentale della struttura a più livelli del regime di apartheid israeliano di cittadinanza e residenza che privilegia la popolazione ebraica di Israele e dà status e diritti inferiore ai palestinesi, in particolare a quelli di Gerusalemme est. 

Fondamentalmente, il sistema conserva anche informazioni sui cittadini israeliani che vivono negli insediamenti illegali della Cisgiordania occupata, servendo così direttamente il progetto di apartheid e di occupazione coloniale israeliana.

Alla luce del piano di annessione di Israele, è più urgente che mai chiedere alle Nazioni Unite di agire concretamente contro Israele e gli stati e aziende che consentono al suo regime di apartheid di esistere, cosi come al piano di annessione, che è un elemento di quest’ultimo. 

La banca dati del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite che riguarda le aziende complici con il progetto di insediamento illegale di Israele è un passo efficace in questa direzione. Pubblicato nel febbraio 2020, la risoluzione del Consiglio che l’ha preceduto raccomanda inoltre aggiornamenti annuali della banca dati.

Unitevi a noi mandando una lettera a Michelle Bachelet, Alto Commissario del Consiglio dei diritti umani, chiedendo di aggiungere HPE nella banca dati.

Per questo compilate il modulo a link https://bdsmovement.net/news/hpe-belongs-un-database-for-serving-israels-apartheid entro il 30 ottobre 2020.

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

Gli organizzatori di “Falastin-Festival della Palestina” respingono le false accuse della Comunità Ebraica di Roma apparse sui giornali.

Il programma del festival, che si terrà dal 1 al 4 ottobre nei giardini del Piazzale del Verano, è ricco di dibattiti, presentazioni di libri, musica, eventi culturali, proiezioni di film e assaggi della cucina palestinese. Partecipano, tra gli altri, Moni Ovadia, Francesca Del Bello, presidente del Municipio II, i parlamentari Pino Cabras e Stefano Fassina, Giovanni Russo Spena, già Senatore della Repubblica, Miriam Marino della Rete Ebrei Contro l’Occupazione, Vania Bagni, vicepresidente ANPI Nazionale, Fabrizio De Sanctis, presidente ANPI Provinciale di Roma.

Da giorni ci sono sollecitazioni e anche pressioni sul Municipio II affinché ritiri il patrocinio al festival dal momento che vi partecipa il movimento nonviolento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS). Il movimento BDS è stato lanciato dalla società civile palestinese e promuove campagne di pressione per porre fine alle violazioni da parte di Israele dei diritti del popolo palestinese sanciti dall’ONU. Il movimento non chiede altro che il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale e  nasce dal fallimento decennale delle istituzioni internazionali nell’imporlo ad Israele.

Risposta globale all'apartheid israeliana: un appello all'Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGA) da parte delle organizzazioni della società civile palestinesi e internazionali

L'apartheid è un crimine contro l'umanità, che comporta una responsabilità penale individuale e la responsabilità per uno Stato di porre fine alla situazione illegale. Nel maggio 2020, un gran numero di organizzazioni della società civile palestinese ha fatto appello a tutti gli Stati affinché adottassero "contromisure efficaci, comprese le sanzioni, per porre fine all'acquisizione illegale da parte di Israele del territorio palestinese mediante l'uso della forza, al suo regime di apartheid e alla sua negazione del nostro diritto inalienabile all'autodeterminazione ".

Nel giugno 2020, 47 esperti di diritti umani indipendenti all'interno delle Nazioni Unite (ONU) hanno dichiarato che il piano del governo israeliano di annettere illegalmente gran parte della Cisgiordania occupata costituirebbe “una visione di un apartheid del 21° secolo. "Sempre a giugno, 114 organizzazioni della società civile palestinesi, regionali e internazionali hanno inviato un forte messaggio agli Stati membri delle Nazioni Unite affermando che è arrivato il momento di riconoscere e affrontare l'istituzione e il mantenimento di un regime di apartheid da parte di Israele nei confronti del popolo palestinese nel suo insieme, compresi i palestinesi su entrambi i lati della Linea Verde, i profughi palestinesi e gli esiliati all'estero.

Ricordiamo inoltre che, nel dicembre 2019, il Comitato delle Nazioni Unite per l'Eliminazione della Discriminazione Razziale (CERD) ha sollecitato Israele ad attuare pienamente l’articolo 3 della Convenzione internazionale per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale, che riguarda la prevenzione, la proibizione e l’eliminazione di tutte le politiche e le pratiche di segregazione e apartheid, su entrambi i lati della Linea verde. Come recentemente evidenziato dal Sudafrica al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, “Il CERD ha ritenuto ... che la strategia di frammentazione del popolo palestinese faceva parte di una politica e pratica di segregazione e apartheid. L'annessione sarebbe un altro esempio di totale impunità che deride questo Consiglio e violerebbe gravemente il diritto internazionale".

Considerato che vi è un  crescente riconoscimento del fatto che Israele sta mantenendo il popolo palestinese in un regime di apartheid, che potrà essere solo rafforzato dall'annessione, noi, le sottoscritte organizzazioni della società civile palestinesi, regionali e internazionali, sollecitiamo l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a intraprendere azioni urgenti ed efficaci per affrontare le cause profonde dell'oppressione palestinese e per porre fine all'occupazione israeliana, al blocco illegale di Gaza, all'acquisizione illegale del territorio palestinese con la forza, al suo regime di apartheid sul popolo palestinese nel suo insieme e alla prolungata negazione dei diritti inalienabili del popolo palestinese, compresa l'autodeterminazione e il diritto dei profughi palestinesi e degli sfollati di tornare alle loro case, terre e proprietà.

Alla luce di quanto sopra, chiediamo a tutti gli Stati membri dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite di:

  • Avviare indagini internazionali sul regime di apartheid di Israele nei confronti dell'intero popolo palestinese, nonché sulla responsabilità penale individuale e statale associata, anche ricostituendo il Comitato speciale delle Nazioni Unite contro l'Apartheid e il Centro Contro l'Apartheid delle Nazioni Unite per porre fine all'apartheid nel 21° secolo.
  • Mettere al bando il commercio di armi e la cooperazione nel settore militare e della sicurezza con Israele.
  • Proibire qualsiasi commercio con le colonie illegali israeliane e assicurare che le aziende evitino / cessino attività commerciali con il sistema delle colonie illegali di Israele.

Lista dei firmatari dalla Palestina

Palestinian Human Rights Organization Council (PHROC), che comprende: 

  • Al Haq Organization - Law in the Service of Mankind
  • Al Mezan Center for Human Rights
  • ADDAMEER Prisoner Support and Human Rights Association
  • Palestinian Centre for Human Rights
  • DCI - Defense for Children International - Palestine
  • Jerusalem Legal Aid and Human Rights Center 
  • Aldameer Association for Human Rights
  • Ramallah Center for Human Rights Studies
  • Hurryyat - Center for Defense of Liberties and Civil Rights
  • The Independent Commission for Human Rights (Ombudsman Office) - Observer Member
  • Muwatin Institute for Democracy and Human Rights - Observer Member

Palestinian NGO Network (PNGO), che include:

  • Applied Research Institute-Jerusalem
  • Arab Center for Agricultural Development (ACAD)
  • The Ramallah Center for Human Rights Studies
  • Psycho-Social Counselling center for Women (Bethlehem)
  • Alrowwad Cultural and Arts Society
  • Women's Center for Legal aid and Counseling (WCLAC)
  • Women Study Center (WSC PAL)
  • Union of Palestinian Women's Committees
  • Nawa for Culture and Arts Association
  • Al Karmel Association
  • Aisha Association for Women and Child Protection
  • The National Society for Rehabilitation 
  • Baitona Association for Community and Development
  • Civic Coalition for the Defense of Palestinian Rights in Jerusalem

Lista dei firmatari internazionali

Argentina

  • Liga Argentina por los Derechos Humanos
  • Jóvenes con Palestina

Austria

  • Women in Black (Vienna)

Bangladesh

  • La Via Campesina South Asia

Belgio

  • La Centrale Generale-FGTB
  • European Trade Union Network For Justice in Palestine (ETUN)
  • De-Colonizer
  • Association belgo-palestinienne WB
  • Viva Salud
  • CNCD-11.11.11
  • Vrede vzw
  • FOS vzw
  • Broederlijk Denle
  • Belgian Campaign for Academic and Cultural Boycott of Israel (BACBI)
  • ECCP (European Coordination of Committees and Associations for Palestine)

Brasile

  • Coletivo Feminista Classista ANA MONTENEGRO
  • ESPPUSP - Estudantes em Solidariedade ao Povo Palestino (Students in Solidarity with the Palestinian People - USP)

Canada

  • Samidoun Palestinian Prisoner Solidarity Network
  • Just Peace Advocates

Colombia

  • BDS Colombia

Egitto

  • Habitat International Coalition - Housing and Land Rights Network

Finlandia

  • Finnish-Arab Friendship Society
  • ICAHD Finland

Francia

  • Collectif Judéo Arabe et Citoyen pour la Palestine
  • Union syndicale Solidaires
  • Mouvement International de la Réconciliation (IFOR)
  • Forum Palestine Citoyenneté
  • CPPI SAINT-DENIS [Collectif Paix Palestine Israël]
  • La Cimade
  • Union Juive Française pour la Paix (UJFP)
  • Association des Universitaires pour le Respect du Droit International en Palestine (AURDIP)
  • Association France Palestine Solidarité (AFPS)
  • MRAP
  • Association "Pour Jérusalem"
  • One Justice
  • Syrian Center for Media and Freedom of Expression (SCM)
  • Plateforme des ONG françaises pour la Palestine
  • ritimo
  • CAPJPO-EuroPalestine

Germania

  • German- Palestinian Society (DPG e.V.)
  • ICAHD (Israeli Committee Against House Demolitions) Germany
  • BDS Berlin
  • AK Nahost Berlin
  • Juedische Stimme für gerechten Frieden in Nahost e.V
  • Versöhnungsbund Germany (International Fellowship of Reconciliation, German Branch)
  • Attac Germany Federal Working Group Globalization and War
  • Salam Shalom e. V.
  • German-Palestinian Society

Grecia

  • BDS Greece
  • KEERFA – Movement United Against Racism and Fascist Threat
  • Network for Political and Social Rights
  • Encounter for an Anti-capitalist Internationalist Left

India

  • Delhi Queerfest
  • NDCW-National Dalit Christian Watch
  • INDO-PALESTINE SOLIDARITY NETWORK
  • National Alliance for People's Movement
  • Jammu Kashmir Coalition of Civil Society

Irlanda

  • Gaza Action Ireland
  • Ireland-Palestine Solidarity Campaign
  • Irish Football Fans Against Israeli Apartheid
  • Students For Justice in Palestine - Trinity College Dublin
  • People Before Profit
  • United Against Racism – Ireland
  • Peoples Movement - Gluaiseacht an Phobail
  • Centre for Global Education
  • Galway Anti Racism Network
  • Industrial Workers of the World (Ireland)
  • Black Lives Matters Kerry
  • Anti Deportation Ireland
  • Academics for Palestine
  • Kairos Ireland
  • Irish Congress of Trade Unions
  • Independent Workers Union
  • CorkCouncil of Trade unions
  • Sligo/Leitrim Council of Trade Unions
  • Galway Council of Trade Unions
  • Workers Solidarity Movement
  • Trade Union Friends of Palestine
  • Sadaka - The Ireland Palestine Alliance
  • Trócaire
  • Brazilian Left Front
  • Peace and Neutrality Alliance
  • MASI
  • Irish Nurses and Midwives Organization (INMO)
  • Queer Action Ireland
  • Abolish Direct Provision Ireland
  • Union of Students in Ireland
  • Comhlámh Justice for Palestine
  • Irish Anti-War Movement
  • Jewish Voice for a Just Peace – Ireland
  • Shannonwatch
  • Fingal Communities Against Racism
  • SARF - Solidarity Against Racism and Fascism
  • Mandate Trade Union
  • Irish Muslim Peace & Integration Council

Italia

  • W.I.L.P.F. – ITALIA 
  • Rete Radié Resch gruppo di Milano 
  • Centro Studi Sereno Regis
  • Pax Christi Italia - Campagna Ponti e non Muri
  • Rete Radié Resch - gruppo di Udine
  • Rete-ECO (the Italian Network of Jews against the Occupation)
  • Nwrg-onlus
  • Centro di Salute Internazionale e Interculturale (CSI) – APS
  • Italian Forum of Water Movements
  • Fondazione Basso
  • Amici della mezzaluna rossa palestinese
  • Donne in nero Italy
  • Rete Romana Palestina
  • AssoPacePalestina

Lussemburgo

  • Comité pour une Paix Juste au Proche-Orien

Malesia

  • BDS Malaysia 
  • Malaysian women coalition for al Quds and Palestine
  • Muslimah Interest Zone & Networking Association (MIZAN)
  • Pertubuhan Mawaddah Malaysia
  • Muslim Care Malaysia
  • National Union of Malaysian Muslim Students (PKPIM)
  • Citizens International

Messico

  • Coordinadora de Solidaridad con Palestina

Mozambico

  • Justiça Ambiental / Friends of the Earth Mozambique

Norvegia

  • The Palestine Committee of Norway
  • Association of Norwegian NGOs for Palestine

Filippine

  • Karapatan Alliance Philippines

Sudafrica

  • #Africa4Palestine
  • Workers' World Media Productions
  • World Beyond War -- South Africa
  • Lawyers For Human Rights
  • SA BDS Coalition

Spagna

  • ASPA (Asociación Andaluza por la Solidaridad y la Paz)
  • Rumbo a Gaza
  • Mujeres de Negro contra la Guerra – Madrid
  • Plataforma por la Desobediencia Civil
  • Asamblea Antimilitarista de Madrid
  • SUDS - Assoc. Internacional de Solidaridad y Cooperación
  • Red Cántabra contra laTrata y la Explotación Sexual
  • ICID (Iniciativas e Cooperación Internaciona para el Desarrollo)
  • Desarma Madrid
  • Ecologistas en Acción
  • Human Rights Institute of Catalonia (Institut de Drets Humans de Catalunya)
  • Associació Hèlia, de suport a les dones que pateixen violència de gènere
  • Servei Civil Internacional de Catalunya
  • Fundación Mundubat
  • Coordinadora de ONGD de Euskadi
  • Confederacion General del Trabajo.
  • International Jewish Antizionist Netwoek (IJAN)
  • ELA
  • Penedès amb Palestina
  • La Recolectiva
  • Institut de Drets Humans de Catalunya

Sri Lanka

  • Sri Lanka Journalists for Global Justice

Svizzera

  • Collectif Action Palestine
  • Gesellschaft Schweiz Palästina (Association Swiss Palestine)
  • Gerechtikgiet und Frieden in Palästina GFP
  • Collectif Urgence Palestine-Vd
  • BDS Switzerland
  • BDS Zürich

Olanda

  • Groningen-Jabalya
  • WILPF Netherlands
  • Palestina Werkgroep Enschede (NL)
  • Black Queer & Trans Resistance NL
  • EMCEMO
  • CTID
  • Breed Platform Palestina Haarlem
  • docP - BDS Netherlands
  • Stop Wapenhandel
  • Transnational Institute
  • Palestina Komitee Rotterdam
  • Palestine Link
  • Christian Peacemaker Teams – Nederland
  • Soul Rebel Movement Foundation
  • The Rights Forum
  • Nederlands Palestina Komitee

Timor-Est

  • Comite Esperansa / Committee of Hope
  • Organização Popular Juventude Timor (OPJT)

Tunisia

  • Tunisian Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel (TACBI)

Regno Unito

  • Architects and Planners for Justice in Palestine
  • Jewish Network for Palestine
  • UK-Palestine Mental Health Network
  • War on Want
  • Palestine Solidarity Campaign UK
  • Campaign Against Arms Trade
  • Jews for Justice for Palestinians
  • ICAHD UK
  • Al-MUTTAQIIN
  • Scottish Jews Against Zionism
  • Cambridge Palestine Solidarity Campaign
  • Craigavon Council of Trade Unions
  • Sabeel-Kairos UK
  • End Deportations Belfast
  • NUS-USI
  • UNISON Northern Ireland
  • Scottish Palestine Solidarity Campaign
  • Scottish Palestinian Forum
  • San Ghanny Choir
  • Scottish Friends of Palestine

Stati Uniti

  • Berkeley Women in Black
  • USACBI: US Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel
  • Labor for Standing rock
  • United Methodists for Kairos Response
  • Stand With Kashmir
  • Grassroots Global Justice Alliance
  • Jewish Voice for Peace 
  • Labor for Palestine
  • Jews for Palestinian Right of Return
  • Jewish Voice For Peace Central Ohio
  • Minnesota Break the Bonds Campaign

Yemen

  • Mwatana for Human Rights

 Fonte: Al-Haq

Traduzione di BDS Italia

L’HPE gestisce la schedatura razzista israeliana della popolazione, un pilastro dell'apartheid contro i palestinesi. Deve essere aggiunta al database delle Nazioni Unite sulle imprese complici nella attività di colonizzazione illegale israeliana.

HP Inc e HP Enterprises (subentrate alla Hewlett-Packard Company) aiutano Israele a imporre un regime di apartheid al popolo palestinese. La società civile palestinese ha chiesto il boicottaggio e il disinvestimento da HP fino alla cessazione della sua complicità.

La prevista annessione formale da parte di Israele di aree della Cisgiordania occupata e la sua annessione de facto in corso sono entrambe in violazione del diritto internazionale. Mentre continuiamo ad impegnarci per fermare l'annessione da parte di Israele è importante ricordare che il regime coloniale, di occupazione e apartheid di Israele contro il popolo palestinese è vecchio di decenni. I governi così come le aziende hanno consentito e sostenuto questa oppressione e hanno contribuito ad alimentare l'impunità di Israele.

HP Inc è il fornitore esclusivo di computer dell'esercito israeliano da oltre un decennio.

HPE fornisce server per l’Aviv System, il sistema computerizzato dell'Autorità israeliana per la popolazione e l'immigrazione, che include il database Yesha, contenente informazioni sui cittadini israeliani che vivono negli insediamenti coloniali illegali di Israele in Cisgiordania palestinese occupata. L'Autorità per la popolazione e l'immigrazione adotta il sistema legislativo e politico israeliano dei tre livelli, riguardante cittadinanza, residenza, ricongiungimento familiare, naturalizzazione e carte d'identità. Questo sistema privilegia la popolazione ebraica, compresa quella degli insediamenti illegali, mentre discrimina sistematicamente i palestinesi originari del luogo in Israele così come a Gerusalemme Est, occupata e annessa dagli israeliani.

Mentre lo status di seconda classe priva i cittadini palestinesi di Israele di pieni ed uguali diritti civili e politici, così come di uguale accesso all'alloggio, al lavoro, alla salute e all'istruzione, lo status di terza classe di "residenti permanenti" priva i palestinesi di Gerusalemme Est anche del loro diritto fondamentale di vivere nella loro città.

L'apartheid israeliano si estende su entrambi i lati della Linea Verde, così come sui palestinesi in esilio. Con il suo sostegno a questo sistema istituzionalizzato di discriminazione razziale, HPE consente, traendone vantaggio, le politiche di apartheid di Israele, inclusa l'annessione formale di Gerusalemme Est, così come l'annessione de facto (e possibilmente de jure) in corso degli insediamenti coloniali della Cisgiordania occupata.

HPE inoltre controlla, traendone profitto, l'infrastruttura informatica del sistema carcerario israeliano, che detiene 4.700 prigionieri politici palestinesi, tra cui molti minori.

Uno dei detenuti politici più recenti di Israele è stato Mahmoud Nawajaa, difensore dei diritti umani e coordinatore del BDS, arrestato dalle forze di occupazione israeliane il 30 luglio 2020. Dichiarato prigioniero di coscienza da Amnesty International, è stato detenuto senza accusa dai militari israeliani per 19 giorni, sottoposto a maltrattamenti e gli è stato negato l'accesso a un avvocato per 15 giorni, prima di essere finalmente rilasciato grazie alle pressioni internazionali.

Le società HP traggono profitto da tutti gli aspetti dell'apartheid israeliano. Il loro ruolo è simile alla complicità della Polaroid con il Sud Africa durante l'apartheid. Polaroid produceva le fotografie per i famigerati libretti che i neri sudafricani dovevano portare con sé, che negavano loro la libertà di movimento. HP è la “Polaroid del nostro tempo”.

Il modo più efficace per contrastare l'apartheid e il colonialismo israeliano è l'uso di campagne mirate di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS). HP Inc e HPE sono complici dei crimini israeliani contro il popolo palestinese e devono essere ritenuti responsabili, proprio come Polaroid è stata sottoposta a pressioni per porre fine ai suoi affari con l'apartheid in Sud Africa attraverso una campagna di disinvestimento che è stata di fatto avviata dai lavoratori della compagnia negli Stati Uniti.

La campagna internazionale Boicotta HP è impegnata, al fine di far riconoscere la responsabilità delle società HP, attraverso boicottaggi e disinvestimenti di massa, fino a quando non porranno fine alla loro collusione con i crimini israeliani contro i palestinesi. Confessioni religiose hanno disinvestito da HP. Sindacati, gruppi di solidarietà e organizzazioni studentesche hanno aderito alla campagna e la stanno diffondendo nelle rispettive regioni. Il Consiglio comunale di Dublino nel 2018 ha stabilito la cessazione di tutti i suoi contratti con le società a marchio HP. La campagna ha organizzato nel corso degli anni con successo azioni in tutto il mondo per evidenziare la necessità che le aziende HP vengano ritenute responsabili.

Il database delle Nazioni Unite sulle società che favoriscono le colonie illegali israeliane, pubblicato nel febbraio 2020, è un passo importante verso l'adozione di misure di responsabilità efficaci contro la complicità aziendale nel processo di colonizzazione da parte di Israele, che costituisce un crimine di guerra. Chiediamo all'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite di includere HPE nell'aggiornamento del database dell'ONU.

Ribadiamo la nostra richiesta di boicottaggi di massa di HPE e HP Inc fino a quando non porranno fine alla loro complicità nell'apartheid e nei crimini di guerra israeliani. Questa è l'unica posizione morale da prendere di fronte alle violazioni sempre più intense da parte di Israele dei diritti umani dei palestinesi e al presente tentativo di trasformare la sua annessione de facto dei territori palestinesi occupati in annessione de jure.

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

Testo foto: Mahmoud è libero! La pressione globale e forte funziona. Intensifichiamo le campagne BDS per porre fine all'apartheid israeliana!

Grazie alla forte pressione internazionale, Mahmoud Nawajaa, difensore dei diritti umani palestinese e coordinatore del movimento BDS, è stato rilasciato dopo essere stato trattenuto senza accuse da Israele per 19 giorni.

17 agosto 2020 - Oggi, il difensore dei diritti umani palestinese e coordinatore del BDS Mahmoud Nawajaa è stato rilasciato da un tribunale militare israeliano, dopo 19 giorni di detenzione illegale senza accuse. Dal moment del suo arresto il 30 luglio, la sicurezza interna israeliana Shin Bet non ha presentato alcuna accusa formale contro di lui. 

Come prima reazione dopo il rilascio, Mahmoud Nawajaa ha detto:

“La pressione funziona. Una pressione globale e forte funziona ancora meglio. Ringrazio Addameer per avermi difeso contro questo sistema giudiziario militare che è parte integrante dell'apartheid e del regime coloniale contro il nostro popolo.

“Sono profondamente grato a tutti coloro che hanno fatto pressione sull'apartheid israeliana chiedendo la mia liberazione. Dall'Europa e dal mondo arabo, all'Africa meridionale, all'America Latina, all’America del Nord e all'Asia, la vostra solidarietà mi ha dato forza e ha mantenuto viva la mia speranza di ritrovare la mia famiglia e la mia più grande e stimolante famiglia BDS.

“Ringrazio anche le organizzazioni e le reti palestinesi e internazionali per i diritti umani, in particolare il Consiglio delle organizzazioni per i diritti umani palestinesi, (PHROC), Front Line Defenders, Amnesty International e International Federation for Human Rights (FIDH), che hanno svolto un ruolo fondamentale nel difendermi come difensore dei diritti umani nonostante i "sospetti" fabbricati e le bugie propagandate dall'apartheid israeliana contro di me.

“Il BDS è un'idea e una strategia antirazzista efficace, moralmente coerente, di resistenza pacifica e solidarietà. Non possono distruggerci perché non possono distruggere un'idea o contrastare la nostra strategia, nonostante tutte le risorse finanziarie, di Intelligence, politiche, diplomatiche e di propaganda che hanno investito nella loro guerra di repressione contro il BDS.

“Intensifichiamo le nostre campagne BDS per porre fine a questo sistema di apartheid e oppressione e per liberare tutti i 4.700 prigionieri palestinesi. Grazie alle nostre reti globali di reciproca solidarietà con i movimenti per la giustizia indigena, razziale, sociale, di genere e climatica, possiamo raggiungere e raggiungeremo la libertà, la giustizia e l'uguaglianza per il nostro popolo e per tutte le comunità oppresse".

Nella sua dichiarazione che chiede il rilascio immediato e incondizionato di Nawajaa, Amnesty International ha denunciato i tentativi messi in atto in Occidente, coordinati con Israele, di sopprimere l'attivismo BDS. AI ha detto:

“Sostenere boicottaggi, disinvestimenti e sanzioni è una forma di difesa non violenta e di libertà di espressione che deve essere protetta. Ai sostenitori di boicottaggi dovrebbe essere consentito di esprimere liberamente le loro opinioni e portare avanti le loro campagne senza molestie, minacce di azione penale o criminalizzazione o altre misure che violano il diritto alla libertà di espressione".

L'arresto di Mahmoud Nawajaa è avvenuto in un momento in cui la società civile palestinese chiede misure efficaci a livello internazionale, comprese sanzioni, legali e mirate, per impedire l'annessione de jure pianificata da parte di Israele e per fermare il suo regime di apartheid e l'annessione di fatto in corso.

Nell'ambito della campagna internazionale #FreeMahmoud  per la sua liberazione, il Comitato nazionale palestinese per il BDS, la più grande coalizione nella società civile palestinese, ha organizzato lo scorso martedì due manifestazioni di protesta a Ramallah e Gaza davanti alle missioni diplomatiche tedesche, la Germania avendo attualmente la presidenza del Consiglio UE. Più di 150 rappresentanti di movimenti di massa palestinesi, sindacati, partiti politici e attivisti del BDS si sono uniti alle manifestazioni, chiedendo che l'UE eserciti pressioni concrete su Israele affinché rilasci Nawajaa e rispetti i diritti dei palestinesi secondo il diritto internazionale.

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

Il 30 luglio l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna ha approvato a grande maggioranza la risoluzione n. 904 che impegna la Giunta Regionale a sollecitare il Governo Italiano e l’Unione Europea a manifestare in ogni sede la propria contrarietà al Piano Trump e all’annessione di territori palestinesi occupati da parte di Israele e di intervenire a livello politico e diplomatico per impedire ulteriori violazioni del Diritto Internazionale e dei Diritti Umani e ad adottare misure concrete atte a sanzionare tali violazioni.

Questa risoluzione arriva poco tempo dopo l’ordine del giorno approvato il 13 luglio dal Consiglio Comunale di Torino che si è pronunciato in maniera analoga a favore di misure concrete contro l’annessione e le violazioni di Israele, inclusa la richiesta al Governo italiano  di “cessare la fornitura di armamenti”. Molte organizzazioni della società civile torinese, tra cui il Centro Studi Sereno Regis, l’Associazione Frantz Fanon e la FIOM, avevano chiesto al Consiglio comunale di “adottare misure concrete e coraggiose a favore della legalità internazionale”.

Nel Regno Unito gli attivisti stanno celebrando una vittoria per i diritti dei palestinesi dopo che il Luton Town Football Club ha rimosso il marchio tedesco di abbigliamento sportivo Puma come proprio fornitore.”

"Vogliamo ringraziare il Luton Town FC per le risposte costruttive al nostro invito al boicottaggio di Puma e per averci comunicato direttamente la loro decisione di abbandonare l'azienda come fornitore delle tenute sportive", ha dichiarato Markus Keaney, portavoce della campagna di solidarietà Luton Palestine.

"Speriamo che altri club seguano l'esempio e scelgano di stare dalla parte della giustizia, della libertà e dell’uguaglianza".

Ramallah occupata, 2 agosto 2020 - Oggi, un tribunale militare israeliano vicino a Jenin ha accolto una richiesta da parte del servizio di sicurezza interna israeliano, Shin Bet, di prolungare di 15 giorni la detenzione del difensore dei diritti umani palestinese Mahmoud Nawajaa. Non sono state fornite né accuse né prove a Nawajaa o al suo avvocato, assegnatogli da Addameer-Prisoner Support e Human Rights Association.

Secondo il comunicato di Addameer (in arabo), lo Shin Bet ha detto alla corte di "sospettare" l'adesione di Nawajaa ad un partito proscritto al quale avrebbe prestato servizio, affermazioni che Nawajaa ha negato con veemenza quando è stato interrogato dal giudice militare.

Nawajaa ha detto al giudice (tramite videoconferenza, a causa delle restrizioni dovute al Covid-19) di essere in buona salute.

Decine di soldati israeliani delle forze di occupazione avevano preso d'assalto la casa di Mahmoud Nawajaa il 30 luglio, portandolo via da sua moglie e tre bambini piccoli bendato e ammanettato. Dal suo arresto, a Nawajaa è stato negato il diritto di vedere il suo avvocato.

In reazione alla decisione deltribunale militare, il co-fondatore del movimento BDS Omar Barghouti ha dichiarato:

L'audizione di oggi ha seguito esattamente il manuale di repressione dello Shin Bet israeliano, che ci ricorda quello del regime di apartheid in Sudafrica. Senza accuse o uno straccio di prova, lanciano menzogne oltraggiose ai difensori dei diritti umani palestinesi, come Mahmoud, per calunniarli e facilitare ai tribunali militari passacarte di prolungare la detenzione, il maltrattamento e, spesso, interrogatori crudeli.

Israele sa che, nonostante il suo massiccio investimento di risorse finanziarie, politiche, diplomatiche, mediatiche e di intelligence nella sua disperata guerra al movimento nonviolento BDS per i diritti dei palestinesi, non riesce a rallentare la crescita e l'impatto del movimento in tutto il mondo.

Chiediamo a tutti i sostenitori dei diritti umani in tutto il mondo di intensificare la pressione sul regime di oppressione israeliano affinché rilasci immediatamente Mahmoud e tutti i difensori palestinesi dei diritti umani e i prigionieri di coscienza rinchiusi nelle segrete di Israele. In particolare, è ora di tagliare ogni commercio e legame nel settore militare e della sicurezza con l'apartheid israeliana.

Il movimento BDS sul suo sito web ha indicato ai suoi attivisti delle azioni specifiche a sostegno della campagna #FreeMahmoud, che vanno dalla mobilitazione per fare pressione sui governi finché agiscano al rafforzamento delle campagne BDS in tutto il mondo.

Mahmoud Nawajaa, 34 anni, è il coordinatore generale del Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC), la più grande coalizione della società civile palestinese che guida il movimento globale nonviolento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza per i palestinesi.

Secondo i suoi colleghi ed amici, Nawajaa, che ha conseguito un master in Relazioni internazionali, ha dedicato la sua vita alla lotta pacifica per i diritti dei palestinesi. Prima di entrare a far parte del movimento BDS, è stato direttore amministrativo, dal 2010 al 2013, del Health Development Information and Policy Institute (HDIP) di Ramallah, un'organizzazione di sviluppo senza scopo di lucro che opera nei settori della pianificazione delle politiche sanitarie, dell’advocacy, dell’empowerment delle donne e della maggiore democrazia attraverso una vivace società civile.

Fonte: Comitato nazionale palestinese per il BDS

Traduzione di BDS Italia

#FreeMahmoud: le forze di occupazione israeliane arrestano il coordinatore del BDS Mahmoud Nawajaa durante un raid notturno

Video dell'arresto

Ramallah sotto occupazione, 30 luglio 2020 – Attorno alle 3:30 del mattino, decine di soldati delle forze di occupazione israeliane, accompagnate da almeno un cane addestrato, hanno fatto irruzione nella casa di Mahmoud Nawajaa, coordinatore generale del Comitato nazionale palestinese del BDS (BNC), vicino a Ramallah, ammanettando, bendando gli occhi e portandolo via da sua moglie e tre bambini piccoli.

Mahmoud Nawajaa, 34 anni, è nato a Yatta, a sud di Hebron, e ha conseguito un master in Relazioni Internazionali.

Prima di essere portato via, Nawajaa è riuscito a dire alla moglie: "Prenditi cura dei bambini".

I due bambini più grandi di Mahmoud, di 9 e 7 anni, hanno gridato sfidando i soldati che avevano invaso casa loro per arrestare il padre. Il figlio maggiore ha detto: “Lascia stare papà. Esci. E il tuo cane non mi spaventa!"

Secondo la Convenzione internazionale delle Nazioni Unite sulla repressione e la punizione del crimine di apartheid, la "persecuzione di organizzazioni e singoli, privandoli dei diritti e delle libertà fondamentali, perché si oppongono all'apartheid", è uno degli atti disumani utilizzati per mantenere un regime di  apartheid.

Il movimento globale nonviolento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) è stato lanciato nel 2005 dalla stragrande maggioranza dei sindacati palestinesi, movimenti di massa, organizzazioni femminili e campagne. Chiede di porre fine all'occupazione israeliana e al regime di apartheid e che siano riconosciuti i diritti stabiliti dalle Nazioni Unite per i  rifugiati palestinesi forzatamente sfollati dal 1948di poter tornare alle loro case.

Il BNC, la più grande coalizione nella società palestinese, guida il movimento BDS in tutto il mondo.

In una recente dichiarazione del BNC che ha accolto favorevolmente la posizione di decine di esperti delle Nazioni Unite per i diritti umani che hanno condannato i piani formali di annessione di Israele come una cristallizzazione di "un apartheid del 21° secolo", Mahmoud Nawajaa ha dichiarato:

Per decenni, l'inazione e la complicità internazionali hanno permesso a Israele di violare le leggi che regolano una occupazione militare, facendo così avanzare la colonizzazione del territorio palestinese occupato e di imporre un regime di apartheid che è stato persino sancito da Israele con una legge nazionale.

Di fronte all'annessione illegale di Israele, al suo regime di apartheid e alla sua negazione del nostro diritto inalienabile all'autodeterminazione, è giunto il momento che tutti gli Stati e le organizzazioni internazionali rispettino i propri obblighi legali adottando contromisure efficaci, comprese le sanzioni.

Negli ultimi anni, il movimento BDS è cresciuto in tutto il mondo, il suo impatto ha raggiunto parlamenti in tutto il mondo, dal Sud Africa al Congresso degli Stati Uniti, partiti politici, importanti sindacati, chiese, campus, movimenti per la giustizia razziale e rinomati personaggi culturali e artistici.

Il governo israeliano di estrema destra ha combattuto per anni il movimento BDS, riconoscendone l'impatto strategico e stanziando ingenti risorse finanziarie e umane nella sua "guerra" contro di esso.

Il co-fondatore del movimento BDS, Omar Barghouti, ha chiesto un'efficace pressione internazionale per garantire il rilascio immediato di Mahmoud Nawajaa:

Mahmoud è un importante difensore dei diritti umani palestinese, molto apprezzato in Palestina e nel mondo per la sua instancabile e appassionata difesa dei diritti dei palestinesi. Come giovane leader della società civile, Mahmoud è un modello per i palestinesi, giovani e meno giovani, e fonte d'ispirazione per i sostenitori dei diritti dei palestinesi ovunque”.

Il regime israeliano di occupazione militare, colonialismo di insediamento e apartheid sta cercando disperatamente di terrorizzare gli attivisti palestinesi del BDS e le loro famiglie, dopo aver fallito nel rallentare la crescita del movimento. Chiediamo a tutti gli attivisti BDS di tutto il mondo di rafforzare ulteriormente la campagna BDS per fare sì che Israele risponda delle proprie responsabilità.

Mentre Israele diventa un modello per l'estrema destra razzista e autoritaria, il BDS sta diventando una componente chiave dell'onda progressista globale che combatte per la giustizia indigena, razziale, economica, sociale, di genere e climatica.

È giunto il momento per gli Stati non solo di difendere i palestinesi e altri difensori dei diritti umani, come Mahmoud, ma anche di imporre sanzioni legali e mirate per porre fine ai crimini di guerra di Israele, ai crimini contro l'umanità e all'intero regime di oppressione dei palestinesi indigeni. Solo questo può aiutarci a raggiungere la libertà, la giustizia e l'uguaglianza.

 

Il Comitato nazionale palestinese del BDS (BNC) è la più grande coalizione nella società civile palestinese, guida il movimento BDS mondiale e nonviolento per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza dei palestinesi. Il movimento BDS rifiuta ogni forma di razzismo e di discriminazione razziale.

BDS Italia è un movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro l'occupazione e l'apartheid israeliane, costituito da associazioni e gruppi in tutta Italia che hanno aderito all'appello della società civile palestinese del 2005 e promuovono campagne e iniziative BDS a livello nazionale e locale. Il movimento BDS sostiene la parità di diritti per tutte e tutti e perciò si oppone ad ogni forma di razzismo, fascismo, sessismo, antisemitismo, islamofobia, discriminazione etnica e religiosa.

È naturale che Israele esporti armi e pratiche poliziesche - ha passato decenni a "collaudarle in battaglia" contro i palestinesi

di Riya Al'sanah e Rafeef Ziadah

Dalla rivolta di Black Lives Matter negli Stati Uniti, il razzismo strutturale e la brutalità della polizia sono al centro del dibattito sul palcoscenico internazionale.

Forse ciò che è più stimolante è la vivace discussione in corso sulla riforma della polizia come parte di una più estesa politica abolizionista. Coloro che sono coinvolti in movimenti anti-razzisti fanno, ovviamente, da qualche tempo riferimento alle più annose vicende coloniali della brutalità della polizia, facendo accostamenti tra le varie realtà e mettendo sotto esame la circolazione internazionale di tattiche e tecnologie coercitive di polizia.

Inevitabilmente Israele è entrato in tale dibattito. Non perché tutte le pratiche repressive della polizia provengano da Israele. Certamente le pratiche di polizia statunitensi e britanniche erano razziste molto prima della creazione dello Stato di Israele.

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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