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BDS Italia - sezione italiana per il movimento a guida palestinese per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele
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Il tribunale ordina al Comune di Bonn di autorizzare l'Associazione delle Donne a partecipare al festival, decretando che la loro esclusione dovuta al [loro] sostegno al BDS "non è nemmeno lontanamente giustificato".

COMUNICATO STAMPA, 16 settembre 2019

Venerdì 13 settembre 2019, il tribunale amministrativo di Colonia (Verwaltungsgericht Köln) ha imposto al Comune di Bonn di ammettere l'Associazione delle Donne tedesco-palestinesi all'annuale Festival della cultura e degli incontri di Bonn ("Vielfalt! –Bonner Kultur -und Begegnungsfest"). Il municipio della città aveva escluso l'associazione a causa del suo sostegno al BDS, il movimento che sostiene i diritti dei palestinesi. Secondo la corte, il municipio di Bonn non ha "nemmeno lontanamente" dimostrato l’esistenza di una giustificazione per tale esclusione.

Il DGTL di Tel Aviv si svolge sulle rovine di un villaggio palestinese che ha subito la pulizia etnica.

La campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI), membro fondatore della più estesa coalizione della società palestinese, alla guida del movimento globale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), chiede il boicottaggio del festival DGTL Tel Aviv 2019.

Il festival dovrebbe svolgersi a Yarkon Park, noto anche come Ganei Yehoshua, costruito sulle rovine di Jarisha, un villaggio palestinese che ha subito la pulizia etnica. I suoi abitanti palestinesi originari furono espulsi con la forza nel 1948 e non gli fu mai consentito il ritorno da parte del regime di apartheid israeliano.

BDS Italia aderisce alla Manifestazione contro l’occupazione militare che si svolgerà il 12 ottobre 2019 presso il poligono di Capo Frasca. Oltre 40 comitati, movimenti, associazioni e sindacati manifesteranno insieme in Sardegna contro le esercitazioni e l'occupazione militare.

Le basi militari e i poligoni sfruttano e devastano oltre 35 mila ettari del territorio sardo sotto il vincolo delle servitù militari per attività finalizzate alle sperimentazioni di armamenti e alle esercitazioni militari. Ospitano imprese dell’industria bellica e eserciti militari, inclusi quello israeliano, e hanno dirette conseguenze nelle aggressioni contro altri popoli, come in Palestina e nello Yemen.

Da anni esistono forti legami tra i movimenti anti-militaristi sardi, il movimento BDS e il popolo palestinese.

Nel 2014, mentre Israele bombardava Gaza, in Sardegna si protestava contro le esercitazioni militari in programma, in particolare contro la partecipazione di Israele. Da Gaza arrivavano decine di foto di palestinesi nelle macerie di Gaza, chiedendo all’Italia di non addestrare i piloti che li bombardavano. A seguito di una vasta e partecipata campagna di protesta, Israele venne rimosso dalla lista ufficiale delle forze armate partecipanti.

In tutto il mondo gruppi si stanno preparando per la seconda giornata di protesta contro la Puma, che sostiene gli insediamenti illegali israeliani costruiti su terre rubate ai palestinesi. Partecipa!

In tutto il mondo, i tifosi del fair play e dello sport per tutte e tutti si uniscono all’appello delle squadre e degli atleti palestinesi per il boicottaggio del marchio Puma fino a quando non cesserà di sostenere l’occupazione militare illegale israeliana e la negazione dei diritti umani dei palestinesi.

Il noto produttore di abbigliamento sportivo Puma è lo sponsor principale della Israel Football Association (IFA), che include e difende le squadre degli insediamenti israeliani. Questi insediamenti cacciano le famiglie palestinesi dalla loro terra, sono illegali e costituiscono un crimine di guerra secondo la Legge internazionale.

Nel mese di giugno scorso, gruppi in più di 20 paesi hanno partecipato alla prima giornata internazionale di azione contro Puma, con proteste davanti ai negozi e sedi di Puma e delle squadre che Puma sponsorizza. Nei social media, #BoycottPuma è stato l’hashtag legato al marchio Puma più tweetato di quel giorno.

Ora parte il secondo round.

Sabato 26 ottobre 2019, partecipa anche tu alla Giornata internazionale di azione #BoycottPuma!
Iscrivi il tuo gruppo!

Chiedi alle multinazionali di smettere di investire in combustibili fossili e nell'oppressione israeliana del popolo palestinese.

Nell’aderire al Global Climate Strike [Sciopero generale sul clima, N.d.T.] (20-27 settembre), chiediamo la cessazione dell'uso dei combustibili fossili, la giustizia climatica per tutti e interventi governativi al vertice sul clima delle Nazioni Unite.

La crisi climatica sempre più catastrofica, alimentata dalla disuguaglianza globale, è stata resa possibile con la complicità di aziende e governi che mettono il profitto davanti alle persone e al pianeta.

I più colpiti dalla crisi climatica sono i più deboli. Senza alcun controllo sulla loro terra o sulle risorse naturali, i palestinesi autoctoni subiscono, sotto il regime repressivo di Israele, un’apartheid climatico.

Le multinazionali investono sui combustibili fossili e sull'oppressione israeliana del popolo palestinese, sul saccheggio delle risorse naturali dei palestinesi e sullo sfruttamento della terra palestinese.

                                                                         Agisci ora:

  1. Clicca per chiedere alla banca britannica HSBC di cessare il finanziamento della repressione israeliana e dell'industria dei combustibili fossili
  2. Clicca per chiedere al gigante assicurativo francese AXA di disinvestire dal regime coloniale israeliano e dai combustibili fossili che distruggono il pianeta

L'inquinamento dell'acqua, dell'aria e del suolo causato dal blocco israeliano e dalle guerre contro Gaza ne avvelenano la vita. Nel resto del territorio palestinese occupato, Israele ruba la terra e l’acqua dei palestinesi e distrugge ulivi centenari e impianti per l'energia solare.

Israele cerca di realizzare un "greenwash" [costruzione di un'immagine positiva sul piano dell'impegno ambientale, N.d.T.] su di sé. Tuttavia Israele sta sfruttando importanti giacimenti di gas per l'esportazione e il 97,7% della sua produzione di elettricità proviene da combustibili fossili. La guerra, un'attività regolare del governo israeliano, è, per giunta, una delle industrie più inquinanti del mondo.

Le lotte contro il razzismo e la militarizzazione e a favore della giustizia climatica, economica e sociale sono profondamente interconnesse. Aderisci alle azioni previste nella tua zona in occasione della settimana sul clima e fai qualcosa per porre fine all'apartheid climatico da parte di Israele contro i palestinesi.

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

In occasione del Terzo Sciopero Globale per il Futuro #ClimateStrike organizzato da #FridaysForFuture, il #27settembre 2019 alle 19:45, BDS Italia e il Coordinamento Campagna BDS Bologna vi invitano all'iniziativa:

L'impatto delle attività militari sull'ambiente: dalla Palestina alla Sardegna Le responsabilità del settore militare nelle devastazioni ambientali. L'importanza delle lotte per la tutela e la difesa del territorio.

Venerdì, 27 settembre

Bologna, Centro Sociale della Pace
Via del Pratello 53

Evento Facebook • Scarica la locandina

Ore 19:45 Apericena di autofinanziamento

Dalle 20:45 Conferenza

“Il movimento internazionale BDS in difesa dei diritti umani"
Introduce e modera: Raffaele Spiga – Coordinamento Campagna BDS Bologna

“Il Terzo Sciopero Globale per il Clima: gli obiettivi del movimento”
Rappresentante di Fridays For Future - Bologna

“Effetti dei cambiamenti climatici sui diritti dei popoli”
Isabella Balbo – Amnesty Bologna

"Il Greenwashing israeliano e i danni dell’occupazione all’ecosistema palestinese"
Alys Samson Estapé - Comitato nazionale palestinese per il BDS - Boycott, Divestment and Sanctions (BDS) Movement

"Le responsabilità del complesso militare-industriale israeliano e le complicità dell’Italia"
Rossana De Simone – Peacelink

"L’occupazione militare della Sardegna: conseguenze economiche, ambientali e sanitarie"
Rappresentante di A Foras - Contra a s'ocupatzione militare de sa Sardigna

A seguire dibattito e conclusioni


Finora hanno aderito all'iniziativa:

Amici della Terra Bologna
Assopace Palestina Bologna
Coalizione Civica Bologna
Circolo Arci Akkatà San Giovanni in P. (BO)
Extinction Rebellion Bologna
Giovani Comunisti/e Bologna
Link Bologna - Studenti Indipendenti
Noi Restiamo Bologna
Potere al Popolo Bologna e provincia
Punto Pace Bologna Paxchristi
Rifondazione Comunista Bologna
Universitari Contro L'Apartheid Israeliana - Bologna
USB Bologna

Per adesioni e informazioni: info.bdsbologna@gmail.com

Unisciti alle iniziative in tutta Italia per lo sciopero globale sul clima. 

Aerei da guerra israeliani effettuano un sorvolo cerimoniale della centrale elettrica a carbone Orot Rabin della Israel Electric Corporation, per celebrare ciò che Israele chiama il suo Giorno dell'Indipendenza, maggio 2017. La compagnia elettrica è profondamente complice delle violazioni israeliane dei diritti dei palestinesi. Via Facebook

Nel Quebec, gli attivisti festeggiano dopo che la loro compagnia elettrica nazionale ha rifiutato di rinnovare un accordo con la sua controparte israeliana. "Questa vittoria è importante per noi del Quebec", ha detto John Philpot, avvocato internazionale e membro della Coalition BDS Québec, a The Electronic Intifada. "Noi del Quebec siamo orgogliosi del successo ottenuto dalla nostra campagna di solidarietà a sostegno del popolo palestinese, vittima dell'occupazione sionista e colonialista della loro patria".

I cineasti denunciano "Close up", un nuovo progetto di documentario cinematografico che si propone di normalizzare le relazioni con Israele come se questo fosse uno stato normale, e non un regime di occupazione, di colonizzazione e di apartheid.

La Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI) accoglie con soddisfazione la dichiarazione firmata fino ad oggi da oltre 500 cineasti, principalmente del mondo arabo, che denuncia "Close up", un nuovo progetto di film-documentario che viola le linee guida anti-normalizzazione concordate dalla stragrande maggioranza della società civile palestinese. PACBI invita a boicottare questo progetto caratterizzato da connivenza.

Sotto la sigla di Filmmakers Against Normalization [Cineasti Contro la Normalizzazione, N.d.T.], i registi e i professionisti del cinema esortano i loro colleghi a non collaborare con Close Up, un'iniziativa che mira a normalizzare le relazioni di arabi, iraniani, afgani e altri cineasti con Israele come se questo fosse uno stato normale, e non un regime di occupazione, di colonizzazione e di apartheid. Ciò è direttamente in conflitto con le principali linee guida del BDS che sollecitano la co-resistenza insieme agli israeliani progressisti, per porre fine al sistema di ingiustizia di Israele, piuttosto che una finta "coesistenza" che normalizza e perpetua questo sistema.

Il Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC) lancia un appello a boicottare AnyVision, società israeliana di tecnologia di riconoscimento facciale per via della sua innegabile complicità nell’occupazione e nella repressione dei palestinesi da parte di Israele. 

AnyVision trae profitto dalle violazioni israeliane dei diritti umani dei Palestinesi e esporta la sua tecnologia repressiva di sorveglianza a livello globale. 

Con uffici a Tel Aviv, New York, Città del Messico, Londra, Belfast e Singapore, la società fondata nel 2015 ha rapidamente ottenuto investimenti, contratti e joint venture con le forze armate israeliane, governi e imprese a livello internazionale. 

Human Rights Watch ha esortato Microsoft  a rivedere i propri investimenti in AnyVision dato il “rischio legato ai diritti umani associato agli investimenti in una ditta che sta fornendo tecnologia [di riconoscimento facciale] a una potenza occupante.” AnyVision viola i principi  di Microsoft sul riconoscimento facciale perché fornisce una tecnologia utilizzata per la sorveglianza illegale.

In questo grave momento, siamo solidali con la gente del Kashmir. I nostri oppressori sono uniti e le nostre lotte saranno più forti se anche noi saremo uniti.

Il comitato nazionale palestinese per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BNC), la più grande coalizione nella società palestinese, condivide lo shock e la rabbia del Kashmir e delle forze democratiche in India e in tutto il mondo per la decisione autoritaria del governo indiano guidato dal Bharatiya Janta Party di annullare del tutto, dall'oggi al domani, la parziale autonomia dello stato Jammu e Kashmir. Denunciamo l'uso crescente da parte dell'attuale governo indiano di pratiche e politiche in stile israeliano.

Introducendo, con decreto presidenziale, modifiche giuridicamente discutibili della costituzione indiana, il governo di destra a Delhi ha ulteriormente pregiudicato i diritti riconosciuti a livello internazionale del popolo del Kashmir, in particolare il suo diritto di decidere democraticamente sul proprio futuro, senza che [Delhi, N.d.T.] ne venga informata o dia il consenso.

Conne Island, Golden Pudel e ://About Blank sono complici dell'oppressione israeliana contro i Palestinesi

Tedesco

"I tentativi, in Germania, di imporre condizionamenti politici agli artisti, soprattutto alle persone di colore e agli artisti queer, che sostengono i diritti dei Palestinesi, costituiscono una vergognosa propensione alla censura, alla repressione anti-palestinese e agli attacchi alla libertà di coscienza". - Oltre 100 affermati artisti, accademici e personaggi pubblici

La campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI) chiede il boicottaggio di Conne Island a Lipsia, Golden Pudel ad Amburgo e ://About Blank a Berlino. PACBI è un membro fondatore della più grande coalizione nella società civile palestinese alla guida del movimento globale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) per i diritti dei Palestinesi.

Comitato nazionale di lavoro per le attività sul BDS approvato alla convenzione nazionale dei DSA del 2019. Nel 2017, l'organizzazione ha aderito al movimento BDS.

Il 3 agosto, alla convezione nazionale del 2019 dei Democratic Socialists of America (DSA), l'organizzazione socialista più importante e in crescita negli Stati Uniti, con due membri al Congresso, i DSA hanno approvato una risoluzione che istituisce un gruppo di lavoro nazionale dedicato in materia di BDS e di solidarietà con la Palestina. I DSA hanno aderito al movimento BDS alla loro convezione nazionale del 2017. Di seguito è riportato il testo della risoluzione no.35, approvata dai DSA nel 2019, che istituisce un gruppo di lavoro nazionale in materia di BDS e di solidarietà con la Palestina.

Si delibera che i Democratic Socialists of America costituiscano un gruppo di lavoro nazionale dedicato al BDS e alla solidarietà con la Palestina;

Si delibera che il [Comitato, N.d.T.] nazionale favorisca l'autonomia della leadership e dell'appartenenza a detto gruppo di lavoro;

Si delibera che il [Comitato, N.d.T.] nazionale riaffermi la solidarietà col BDS e con la Palestina come una priorità per la programmazione nazionale e si impegni in ulteriori attività in solidarietà con il movimento BDS, il quale sollecita interventi nonviolenti su Israele fino a quando [questo, N.d.T.] non soddisfi tre esigenze: porre fine alla sua occupazione e colonizzazione di tutte le terre arabe e metta in atto lo smantellamento del Muro; riconoscere i diritti fondamentali dei cittadini arabo-palestinesi di Israele alla piena uguaglianza; e rispettare, proteggere e promuovere i diritti dei rifugiati palestinesi di tornare alle loro case e proprietà come previsto dalla risoluzione ONU 194.

Ciò in considerazione del fatto che nel corso della loro convenzione nazionale del 2017 i Democratic Socialists of America (DSA) hanno aderito al movimento per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS);

Ciò in considerazione del fatto che il Comitato per l'internazionalismo dei DSA è una commissione chiusa, che funziona in base alle richieste, con un numero limitato di punti, e quindi non può facilitare un tipo di collaborazione aperta della base, necessaria per far avanzare il lavoro di solidarietà su BDS e Palestina;

Ciò in considerazione del fatto che i gruppi di lavoro aiuteranno a collegare i DSA con movimenti sociali critici e forniranno un importante meccanismo attraverso il quale i membri dei DSA possano mobilitarsi attorno a questioni particolari all'interno dell'organizzazione e che chiunque possa diventare membro;

Ciò in considerazione del fatto che numerose sedi locali dei DSA sono già coinvolte nella solidarietà con la Palestina a livello locale e nazionale e nell'organizzazione di campagne BDS, in coordinamento con le organizzazioni di solidarietà con la Palestina locali e nazionali, e che il consolidarsi e il coordinarsi di tali sforzi svilupperebbero e amplierebbero ulteriormente questo lavoro nelle sedi dei DSA;

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

Il nostro movimento non violento si oppone a tutte le forme di razzismo e discriminazione razziale

Il movimento BDS per i diritti dei Palestinesi condanna con la massima fermezza i gruppi razzisti e fascisti emergenti in Germania e in Europa. Il nostro movimento non violento si oppone, per principio, a tutte le forme di razzismo e discriminazione razziale, inclusi l'antisemitismo e l'islamofobia.

La popolarità del governo israeliano sta drasticamente diminuendo a causa delle sue palesi alleanze con l'estrema destra mondiale, compresi organizzazioni xenofobe e antisemite negli Stati Uniti e in Europa. Nel disperato tentativo di contrastare questa tendenza, Israele e i suoi gruppi di pressione stanno disperatamente promuovendo una definizione fraudolenta di antisemitismo che pregiudichi la lotta pacifica per i diritti dei Palestinesi, inclusa [quella portata avanti dal, N.d.T.] BDS.

Noi sottoscritti sindacati degli studenti palestinesi condanniamo la risoluzione che attacca il diritto al boicottaggio approvata a giugno alla "Conferenza studentesca tedesco-israeliana" a Francoforte. Chiediamo ai compagni studenti in Germania di respingere e condannare questa risoluzione anti-palestinese e anti-democratica.

Questa risoluzione, sostenuta da numerosi gruppi studenteschi anti-palestinesi in Germania, indebolisce il diritto alla libertà di espressione e il nostro diritto in quanto studenti di scendere in campo contro le violazioni da parte di Israele del diritto internazionale e dei nostri diritti umani.

Il parlamento tedesco ha approvato una risoluzione simile all'inizio dell'estate sulla base di evidenti menzogne, equiparando l'antisemitismo al movimento non violento del BDS per i diritti dei Palestinesi.

Demolizione di case a Wadi Hummus, Gerusalemme Est occupata (Ahmed Mezher - WAFA APA)

Lunedì Israele ha commesso il suo più grande crimine dal 1967 in tema di pulizia etnica contro il quartiere palestinese di Wadi Hummus, nella Gerusalemme Est occupata. Nel corso di un raid militare iniziato all'alba, i soldati israeliani hanno distrutto, in poche ore, le case di centinaia di famiglie palestinesi. Questo attacco è arrivato quasi immediatamente dopo l'autorizzazione delle demolizioni da parte di un tribunale militare israeliano. A Wadi Hummus altre 116 case si trovano a rischio imminente di demolizione.

La rilevanza di questa azione non è data soltanto dalla sua grande estensione.

Sette organizzazioni per i diritti umani con sede in Israele dichiarano al Parlamento tedesco come sia screditante per la vera battaglia contro l’antisemitismo equiparare questo al BDS.

8 giugno 2019

Al Dr. Wolfgang Schäuble MdB, Presidente del Bundestag

Signor Presidente,

Noi sottoscritti, responsabili di alcune organizzazioni per i diritti umani con sede in Israele, le scriviamo per esprimere la nostra seria preoccupazione per la recente mozione adottata dal Bundestag, che identifica erroneamente il movimento BDS con l'antisemitismo.

Sebbene noi stessi non facciamo parte del movimento BDS, siamo estremamente preoccupati per la crescente tendenza a sostenere che coloro che sostengono i diritti umani dei Palestinesi siano antisemiti e rifiutiamo totalmente l'idea che il BDS in quanto tale sia antisemita. In effetti, il movimento BDS si oppone esplicitamente a "tutte le forme di razzismo, incluso l'antisemitismo"

Con una storica iniziativa, i membri del Congresso Ilhan Omar, Rashida Tlaib e John Lewis, veterano dei diritti civili degli Stati Uniti, presentano una risoluzione che approva il diritto al boicottaggio.

Il movimento BDS per i diritti dei Palestinesi accoglie con soddisfazione la risoluzione presentata dai membri del Congresso Ilhan Omar e Rashida Tlaib e da John Lewis, veterano dei diritti civili degli Stati Uniti, "che afferma che tutti gli Americani hanno il diritto di partecipare a boicottaggi al fine del perseguimento dei diritti civili e umani".

A nome del movimento BDS, Hind Awwad ha dichiarato:

Questa risoluzione rivoluzionaria ispirerà i difensori dei diritti umani ovunque, compresi gli attivisti del BDS a favore dei diritti dei Palestinesi. Essa afferma il diritto di tutti gli attivisti e delle persone di coscienza a difendere i diritti umani attraverso boicottaggi contro i sistemi di oppressione.

Ci rassicura il fatto che i progressisti, anche al Congresso, stiano difendendo la libertà di espressione e i diritti delle comunità oppresse, compresi i Palestinesi, a lottare pacificamente per i loro diritti.

La difesa di questi diritti è ancora più vitale alla luce dell'ascesa del razzismo di estrema destra e della supremazia bianca, oltre al regime israeliano di apartheid vecchio di decenni.

pic.twitter.com/G1ZDpRjgwd

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

I sindacati decidono di opporsi alla complicità di HP nelle violazioni israeliane dei diritti dei Palestinesi.

Con una grande vittoria per la campagna di boicottaggio contro HP, il secondo più grande sindacato britannico e irlandese, con 1,2 milioni di membri, Unite the Union, ha aderito alla campagna. Unite si unisce a Federatie Nederlandse Vakbeweging (FNV), il più grande sindacato dei Paesi Bassi, con 1,1 milioni di membri, che ha cessato ad aprile, il partenariato con la Hewlett Packard (HP) riguardante le offerte ai loro membri. La campagna di boicottaggio contro HP e i sindacati concentrano la loro azione sulla fornitura di attrezzature e tecnologia da parte di HP e HPE per l'esercito e la polizia israeliani e per il database della popolazione che Israele utilizza per rafforzare il suo sistema di segregazione razziale.

3 giugno 2019 - A metà maggio, studiosi ebrei e israeliani, molti dei quali specializzati in antisemitismo, storia ebraica e storia dell'Olocausto, hanno lanciato l'allarme sulla crescente tendenza a etichettare i sostenitori dei diritti umani dei Palestinesi come antisemiti. Lo hanno fatto in un appello indirizzato al Bundestag tedesco in relazione a diverse mozioni che erano state presentate contro il movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS). Molti di noi hanno firmato questo appello.

Il 17 maggio è stata adottata una di queste mozioni, sponsorizzata da CDU / CSU, SPD, FDP e Bündnis 90 / Die Grünen. Noi rifiutiamo questa mozione, che si basa sulla falsa affermazione che il BDS in quanto tale equivalga all’antisemitismo. Chiediamo al governo tedesco di non appoggiare questa mozione e di combattere l'antisemitismo, rispettando e proteggendo, contemporaneamente, la libertà di parola e di associazione, che sono innegabilmente sotto attacco.

Come espresso nella dichiarazione precedente, consideriamo l'antisemitismo e tutte le forme di razzismo e fanatismo una minaccia che deve essere combattuta, e incoraggiamo il governo e il parlamento tedesco a farlo. Tuttavia, la mozione adottata non aiuta questa lotta. Al contrario, la indebolisce.

Con un voto di importanza storica, la British Society for Middle Eastern Studies [Società Britannica per gli Studi sul Medio Oriente] si è unita ad un crescente numero di associazioni accademiche che rifiutano di essere complici delle gravi violazioni di norme di diritto internazionale da parte di Israele.

La Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (PACBI) si congratula calorosamente con la British Society for Middle Eastern Studies (BRISMES) per aver votato in modo massiccio l’adesione alla richiesta palestinese di boicottare le istituzioni accademiche israeliane che sono complici.

BRISMES si unisce a un crescente numero di istituzioni academiche che stanno prendendo posizione a favore dei diritti dei palestinesi rifiutando di essere complici delle gravissime violazioni delle norme di diritto internazionale da parte di Israele. Le istituzioni accademiche israeliane giocano un ruolo ben documentato non solo nel giustificare, ma anche nel pianificare la messa in atto e la continuazione del sistema israeliano di oppressione che nega i diritti umani fondamentali ai palestinesi, compreso il diritto allo studio.

Pagine

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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