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BDS Italia - sezione italiana per il movimento a guida palestinese per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele
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Noi sottoscritti sindacati degli studenti palestinesi condanniamo la risoluzione che attacca il diritto al boicottaggio approvata a giugno alla "Conferenza studentesca tedesco-israeliana" a Francoforte. Chiediamo ai compagni studenti in Germania di respingere e condannare questa risoluzione anti-palestinese e anti-democratica.

Questa risoluzione, sostenuta da numerosi gruppi studenteschi anti-palestinesi in Germania, indebolisce il diritto alla libertà di espressione e il nostro diritto in quanto studenti di scendere in campo contro le violazioni da parte di Israele del diritto internazionale e dei nostri diritti umani.

Il parlamento tedesco ha approvato una risoluzione simile all'inizio dell'estate sulla base di evidenti menzogne, equiparando l'antisemitismo al movimento non violento del BDS per i diritti dei Palestinesi.

Demolizione di case a Wadi Hummus, Gerusalemme Est occupata (Ahmed Mezher - WAFA APA)

Lunedì Israele ha commesso il suo più grande crimine dal 1967 in tema di pulizia etnica contro il quartiere palestinese di Wadi Hummus, nella Gerusalemme Est occupata. Nel corso di un raid militare iniziato all'alba, i soldati israeliani hanno distrutto, in poche ore, le case di centinaia di famiglie palestinesi. Questo attacco è arrivato quasi immediatamente dopo l'autorizzazione delle demolizioni da parte di un tribunale militare israeliano. A Wadi Hummus altre 116 case si trovano a rischio imminente di demolizione.

La rilevanza di questa azione non è data soltanto dalla sua grande estensione.

Sette organizzazioni per i diritti umani con sede in Israele dichiarano al Parlamento tedesco come sia screditante per la vera battaglia contro l’antisemitismo equiparare questo al BDS.

8 giugno 2019

Al Dr. Wolfgang Schäuble MdB, Presidente del Bundestag

Signor Presidente,

Noi sottoscritti, responsabili di alcune organizzazioni per i diritti umani con sede in Israele, le scriviamo per esprimere la nostra seria preoccupazione per la recente mozione adottata dal Bundestag, che identifica erroneamente il movimento BDS con l'antisemitismo.

Sebbene noi stessi non facciamo parte del movimento BDS, siamo estremamente preoccupati per la crescente tendenza a sostenere che coloro che sostengono i diritti umani dei Palestinesi siano antisemiti e rifiutiamo totalmente l'idea che il BDS in quanto tale sia antisemita. In effetti, il movimento BDS si oppone esplicitamente a "tutte le forme di razzismo, incluso l'antisemitismo"

Con una storica iniziativa, i membri del Congresso Ilhan Omar, Rashida Tlaib e John Lewis, veterano dei diritti civili degli Stati Uniti, presentano una risoluzione che approva il diritto al boicottaggio.

Il movimento BDS per i diritti dei Palestinesi accoglie con soddisfazione la risoluzione presentata dai membri del Congresso Ilhan Omar e Rashida Tlaib e da John Lewis, veterano dei diritti civili degli Stati Uniti, "che afferma che tutti gli Americani hanno il diritto di partecipare a boicottaggi al fine del perseguimento dei diritti civili e umani".

A nome del movimento BDS, Hind Awwad ha dichiarato:

Questa risoluzione rivoluzionaria ispirerà i difensori dei diritti umani ovunque, compresi gli attivisti del BDS a favore dei diritti dei Palestinesi. Essa afferma il diritto di tutti gli attivisti e delle persone di coscienza a difendere i diritti umani attraverso boicottaggi contro i sistemi di oppressione.

Ci rassicura il fatto che i progressisti, anche al Congresso, stiano difendendo la libertà di espressione e i diritti delle comunità oppresse, compresi i Palestinesi, a lottare pacificamente per i loro diritti.

La difesa di questi diritti è ancora più vitale alla luce dell'ascesa del razzismo di estrema destra e della supremazia bianca, oltre al regime israeliano di apartheid vecchio di decenni.

pic.twitter.com/G1ZDpRjgwd

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

I sindacati decidono di opporsi alla complicità di HP nelle violazioni israeliane dei diritti dei Palestinesi.

Con una grande vittoria per la campagna di boicottaggio contro HP, il secondo più grande sindacato britannico e irlandese, con 1,2 milioni di membri, Unite the Union, ha aderito alla campagna. Unite si unisce a Federatie Nederlandse Vakbeweging (FNV), il più grande sindacato dei Paesi Bassi, con 1,1 milioni di membri, che ha cessato ad aprile, il partenariato con la Hewlett Packard (HP) riguardante le offerte ai loro membri. La campagna di boicottaggio contro HP e i sindacati concentrano la loro azione sulla fornitura di attrezzature e tecnologia da parte di HP e HPE per l'esercito e la polizia israeliani e per il database della popolazione che Israele utilizza per rafforzare il suo sistema di segregazione razziale.

3 giugno 2019 - A metà maggio, studiosi ebrei e israeliani, molti dei quali specializzati in antisemitismo, storia ebraica e storia dell'Olocausto, hanno lanciato l'allarme sulla crescente tendenza a etichettare i sostenitori dei diritti umani dei Palestinesi come antisemiti. Lo hanno fatto in un appello indirizzato al Bundestag tedesco in relazione a diverse mozioni che erano state presentate contro il movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS). Molti di noi hanno firmato questo appello.

Il 17 maggio è stata adottata una di queste mozioni, sponsorizzata da CDU / CSU, SPD, FDP e Bündnis 90 / Die Grünen. Noi rifiutiamo questa mozione, che si basa sulla falsa affermazione che il BDS in quanto tale equivalga all’antisemitismo. Chiediamo al governo tedesco di non appoggiare questa mozione e di combattere l'antisemitismo, rispettando e proteggendo, contemporaneamente, la libertà di parola e di associazione, che sono innegabilmente sotto attacco.

Come espresso nella dichiarazione precedente, consideriamo l'antisemitismo e tutte le forme di razzismo e fanatismo una minaccia che deve essere combattuta, e incoraggiamo il governo e il parlamento tedesco a farlo. Tuttavia, la mozione adottata non aiuta questa lotta. Al contrario, la indebolisce.

Con un voto di importanza storica, la British Society for Middle Eastern Studies [Società Britannica per gli Studi sul Medio Oriente] si è unita ad un crescente numero di associazioni accademiche che rifiutano di essere complici delle gravi violazioni di norme di diritto internazionale da parte di Israele.

La Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (PACBI) si congratula calorosamente con la British Society for Middle Eastern Studies (BRISMES) per aver votato in modo massiccio l’adesione alla richiesta palestinese di boicottare le istituzioni accademiche israeliane che sono complici.

BRISMES si unisce a un crescente numero di istituzioni academiche che stanno prendendo posizione a favore dei diritti dei palestinesi rifiutando di essere complici delle gravissime violazioni delle norme di diritto internazionale da parte di Israele. Le istituzioni accademiche israeliane giocano un ruolo ben documentato non solo nel giustificare, ma anche nel pianificare la messa in atto e la continuazione del sistema israeliano di oppressione che nega i diritti umani fondamentali ai palestinesi, compreso il diritto allo studio.

Il rapper afro-americano Talib Kweli è stato cancellato dal festival tedesco per il suo sostegno al movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) a favore dei diritti dei palestinesi.

L'Open Source Festival di Düsseldorf ha annullato la performance programmata del rapper afro-americano Talib Kweli dopo aver inutilmente tentato di persuaderlo a prendere le distanze dal movimento BDS per i diritti dei palestinesi.

Talib Kweli aveva dichiarato di "preferire dare prova della propria dignità di essere umano e difendere ciò che è giusto" che "mentire sul BDS per un assegno", aggiungendo che "l'equiparare un impegno pacifico per i diritti dei palestinesi agli orrori della Germania nazista è un raffronto falso e offensivo".

Bambini palestinesi tengono le loro lezioni all'interno di una tenda dopo che le forze israeliane hanno demolito una scuola elementare a Hebron, in Cisgiordania, l'11 aprile 2018 [Agenzia Mamoun Wazwaz / Anadolu]

Venti scienziati, tra cui il premio Nobel 2018 per la chimica George P. Smith, hanno scritto una lettera aperta agli organizzatori della prossima Olimpiade internazionale di fisica per contestare la scelta di Israele come sede della competizione, a causa della sua negazione dei diritti umani, incluso il diritto all'istruzione, nei confronti dei palestinesi.

Noi sottoscritti protestiamo contro l'organizzazione della prossima International Physics Olympiad (IPhO) a Tel Aviv, Israele, dal 7 al 15 luglio 2019.

Il comitato organizzatore afferma che lo scopo delle Olimpiadi internazionali della Scienza è di piantare «i semi della cooperazione e dell'amicizia tra studenti di tutto il mondo». Nelle circostanze attuali, ai cittadini di molti paesi viene di fatto impedito l'ingresso in Israele e la partecipazione all'IPHO, per non parlare degli studenti palestinesi della Cisgiordania e di Gaza.

In seguito alle proteste, la metropolitana di Città del Messico ha rimosso 12 fotografie dalla mostra "A look at Israel" sponsorizzata dall'ambasciata israeliana in Messico. La mostra è stata realizzata in due stazioni della metropolitana nell'ambito di un mese di manifestazioni, tra cui anche danza e proiezioni di film. Dopo le proteste dei sostenitori per i diritti dei palestinesi, sono state annullate anche un'esibizione di danza organizzata dall'ambasciata israeliana il 15 maggio, ricorrenza della Nakba, e la maggior parte delle proiezioni dei film.

La metropolitana di Città del Messico trasporta oltre 5,5 milioni di passeggeri al giorno in tutta la città. Città del Messico ha chiesto la rimozione delle fotografie dopo che quasi 40 organizzazioni, sindacati e reti messicane e missioni diplomatiche palestinesi, il mondo arabo e gli stati membri dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica hanno espresso preoccupazioni sull’esposizione in quanto non rispettosa delle leggi internazionali e della posizione ufficiale del Messico riguardo i territori occupati da Israele.

Oltre cento realtà tra associazioni, sindacati, movimenti, artigiani, commercianti, centri culturali e sportivi hanno aderito alla campagna Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana - SPLAI, coniugando così l’etica con il lavoro, schierandosi in difesa dei diritti umani e contro ogni forma di discriminazione, in solidarietà con la richiesta di libertà, giustizia e uguaglianza del popolo palestinese. [Vedere elenco aderenti].

Il 5 giugno ricorrono infatti i 52 anni dalla Naksa, ovvero quando con la cosiddetta Guerra dei Sei Giorni Israele occupa la Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, e la Striscia di Gaza, portando tutta la Palestina storica sotto il controllo israeliano e intensificando quelle politiche di pulizia etnica, espropriazione e colonialismo iniziate in Palestina ancor prima del 1948.

Già presente in diversi paesi, tra cui Belgio, Norvegia e Spagna, dove partecipano oltre trecento soggetti, tra cui decine di amministrazioni locali, la campagna SPLAI promuove la solidarietà attiva con il popolo palestinese attraverso la creazione di una rete di spazi che si dichiarano liberi da ogni forma di discriminazione e si impegnano a non intrattenere rapporti con istituzioni e imprese complici delle sistematiche violazioni israeliane del diritto internazionale.

È anche una chiara presa di posizione rispetto alla crescente onda razzista e di chiusura “sovranista” che sta fomentando odio e intolleranza (tra cui forme di vero antisemitismo) non solo in Italia, ma in Europa e nel mondo.

Il birrificio Birstrò di Roma ha commentato:

"La birra è fatta per il 90% di acqua. Conosciamo i problemi che hanno i birrifici palestinesi, a causa del furto e le restrizioni sull’acqua da parte di Israele. Stare dentro la rete SPLAI è stata per noi una scelta naturale. Nel nostro birrificio artigianale si diffonde una cultura rispettosa della Terra e delle Persone. La birra non si abbina con l’apartheid!"

La bottega di commercio equo solidale ExAequo di Bologna ha detto:

“La nostra cooperativa sociale, che si occupa di commercio equo e solidale e consumo critico attraverso la gestione di una bottega del mondo, così come è a fianco dei diritti dei piccoli produttori dei paesi del sud del mondo e non solo, aderisce volentieri alla campagna SPLAI, poiché da sempre sostenitore della causa del popolo palestinese e dei diritti loro negati a causa di una cieca ed oppressiva politica israeliana.”

Il B&B Domu e Luna in Sardegna ha spiegato:

La filosofia del nostro B&B è incentrata sull’accoglienza, sull’apertura e contro ogni forma di discriminazione. Per noi aderire a SPLAI significa contribuire a diffondere una cultura antirazzista e stare dalla parte degli oppressi.

La SPLAI è una delle campagne del movimento internazionale per il Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni (BDS) nei confronti dell’apartheid israeliana. Nato nel 2005 da oltre 170 associazioni della società civile palestinese, il movimento BDS attua pratiche di lotta nonviolenta contro le politiche di occupazione, di colonizzazione e di apartheid portate avanti da Israele. Il BDS è sostenuto da sindacati, movimenti, chiese, ONG in tutto il mondo e vi aderiscono artisti e intellettuali, tra gli altri Ken Loach, Roger Waters e l'arcivescovo sudafricano e Premio Nobel per la Pace Desmond Tutu. Ispirato alla storica lotta per l’abolizione dell’apartheid in Sudafrica, il movimento BDS si basa sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela dei diritti umani universali, sostiene la parità di diritti per tutte e tutti e si oppone con forza a ogni forma di razzismo, fascismo, sessismo, antisemitismo, islamofobia, discriminazione etnica e religiosa.

Per maggiori informazioni: bdsitalia.org/splai

BDS Italia
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BDS Italia è un movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro l'occupazione e l'apartheid israeliane, costituito da associazioni e gruppi in tutta Italia che hanno aderito all'appello della società civile palestinese del 2005 e promuovono campagne e iniziative BDS a livello nazionale e locale. Il movimento BDS sostiene la parità di diritti per tutte e tutti e perciò si oppone ad ogni forma di razzismo, fascismo, sessismo, antisemitismo, islamofobia, discriminazione etnica e religiosa.

Attraverso dichiarazioni rilasciate sia dall'OLP che dai gruppi della società civile palestinese, e proteste presso gli uffici di rappresentanza tedeschi, i palestinesi hanno condannato all'unanimità la risoluzione anti-palestinese del parlamento tedesco che ha attaccato il diritto al boicottaggio.

Attraverso dichiarazioni rilasciate dall'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, unico rappresentante legittimo del popolo palestinese, e gruppi della società civile palestinese, e proteste presso gli uffici di rappresentanza tedeschi a Ramallah e Gaza, i palestinesi hanno condannato all'unanimità la risoluzione del Parlamento tedesco del 17 maggio che ha falsamente etichettato come antisemita il movimento BDS guidato dai palestinesi.

Foto: Ryan Ashcroft

El Casal Lambda, nell'annullare l’evento connesso alla trasmissione televisiva dell' Eurovision, svoltosi quest'anno nella Tel Aviv dell'apartheid, cita la propria "duratura e estesa esperienza nel campo della difesa dei diritti umani"

Di antica fondazione El Casal Lambda di Barcellona, ha cancellato l'edizione del suo Eurovision Party annuale nel principale centro LGBTQIA della città, raggiungendo più di 100 gruppi LGBTQIA nel boicottaggio della competizione di Tel Aviv, in solidarietà con i diritti umani dei palestinesi.

In una dichiarazione di mercoledì, El Casal Lambda ha dichiarato di aver annullato l'evento, previsto presso il Centro LGTBI di Barcellona sabato 18 maggio, citando la propria "lunga e vasta esperienza nel campo della difesa dei diritti umani".

L'organizzazione, fondata nel 1976 in difesa dei diritti della comunità LGBTQIA a Barcellona, ha detto di unirsi ad altri gruppi LGBTQIA nel "condannare l'Eurovision di quest'anno".

Più di 100 organizzazioni LGBTQIA in 25 paesi hanno sostenuto l'invito dei gruppi queer palestinesi per il boicottaggio della competizione ospitata da Israele, tra cui BeLongTo, l'organizzazione giovanile nazionale LGBTQIA irlandese, e le sezioni di Napoli e Padova di Arcigay, la più antica e più vasta organizzazione italiana in rappresentanza dei LGBTQIA.

I palestinesi nella loro terra d'origine e in esilio stanno commemorando il 71° anniversario della Nakba ("catastrofe" in arabo, N.d.T.) del 1948. Con speranza, continuiamo a resistere e a insistere sul nostro diritto alla libertà, alla giustizia, all'uguaglianza e alla dignità.

Inoltre stiamo trasmettendo un messaggio di sofferenza e un appello per una vera solidarietà, non carità, in questo periodo più difficile nella nostra lotta per la liberazione. Israele sta intensificando brutalmente quello che lo scomparso Edward Said una volta descrisse come il "fare scomparire" il popolo palestinese, politicamente, geograficamente e perfino fisicamente. E questo è permesso dal sostegno cieco da parte dell’amministrazione Trump anti-palestinese e dalla profonda complicità dell'Unione Europea e di altre potenze nel mondo.

Squadre e atleti palestinesi chiedono il boicottaggio del marchio Puma per il suo sostegno alle colonie illegali israeliane che scacciano le famiglie palestinesi dalle loro terre.

Il noto produttore di abbigliamento sportivo Puma è lo sponsor principale della Israel Football Association (IFA), che associa anche squadre delle colonie israeliane costruite illegalmente su terre palestinesi.

Il mese di giugno segna 52 anni di brutale occupazione militare israeliana.

Sabato 15 giugno, partecipa anche tu alla Giornata internazionale di azione #BoycottPuma!
Iscrivi il tuo gruppo!

Quando aziende come la Puma sostengono e traggono profitti dalle colonie illegali israeliane, in pratica acconsentono a che il regime di estrema destra israeliano possa impunemente continuare all’infinito i suoi furti di terra e gli attacchi contro lo sport palestinesi.

In più di 20 paesi in tutto il mondo si stanno organizzando azioni per chiedere a Puma di dimostrare che il suo dichiarato impegno per la giustizia sociale non sia solo uno stratagemma di marketing.

Unisciti alla Giornata internazionale #BoycottPuma! Iscrivi il tuo gruppo!

Organizza azioni nei negozi Puma, negli uffici Puma o negli uffici dei team sponsorizzati da Puma. Spazio alla creatività! Organizza una finta partita e fai la diretta sui social media. Organizza un workshop sugli attacchi israeliani allo sport palestinese. Cerca di coinvolgere squadre popolari, tifoserie e associazioni sportive. Partecipa alle azioni sui social media.

Facciamo sì che il 15 giugno sia un giorno che Puma ricorderà!

Intanto, invia un messaggio a Puma, impegnandoti a boicottare i suoi prodotti fino a quando non termini il suo sostegno alle colonie israeliane, e unisciti all’evento FB internazionale per la giornata #BoycottPuma.

Alcune idee su come agire per la Giornata #BoycottPuma

Cerca di coinvolgere gruppi sportive locali, squadre popolari, tifoserie o altre realtà del mondo dello sport.

  1. Organizza un’azione creativa in un negozio Puma

    Spazio alla creatività! Organizza una finta partita o maratona presso un negozio Puma. Cerca negozi Puma nella tua città sul sito di Puma oppure su google maps.
  1. Organizza una protesta presso una sede della Puma

    Consegna la lettera firmata da 200 squadre palestinesi agli uffici della Puma.
  1. Organizza un workshop

    Coinvolgere organizzazioni sportive per un workshop o un incontro sugli attacchi israeliani sullo sport palestinese e la campagna #BoycottPuma. Contattaci per possibili relatori: bdsitalia@gmail.com
  1. Fa appello alle squadre sponsorizzate dalla Puma a recedere dal contratto

    Puma sponsorizza squadre, giocatori, atleti e artisti. Contattaci per maggiori informazioni e per una lettera facsimile: bdsitalia@gmail.com
  1. Organizza una “social media house party”

    Organizza un’azione collettiva #BoycottPuma sui social media con i tuoi amici.

Fonte: Campagna palestinese per il boicottaggio acdemico e culturale di Israele (PACBI)

Traduzione di BDS Italia

La campagna contro i discutibili investimenti di AXA andrà avanti finché AXA resterà legata alla Elbit Systems tramite una sua affiliata, mentre AXA mantiene gli investimenti in cinque banche israeliane.

Contatto: press@sumofus.org

SumOfUs e Coalition to Stop Assistance to Israeli Apartheid (Coalizione per la cessazione dell'appoggio all'apartheid di Israele) accolgono la decisione di AXA di ritirare parte del suo investimento nella Elbit Systems e invitano AXA a porre fine alla sua complicità ritirando tutti i suoi investimenti nelle società complici dell'occupazione israeliana.

AXA sta gradatamente riconsiderando i suoi discutibili investimenti dopo un anno di campagne della società civile, rivolte ad invitare la multinazionale francese a cessare i suoi investimenti nell'azienda produttrice di armi Elbit Systems e in cinque banche israeliane. Le cinque banche sono Bank Hapoalim, Bank Leumi, Bank Mizrahi-Tefahot, First International Bank of Israel, Israel Discount Bank e sono coinvolte nei crimini di guerra dello stato di Israele.

18 aprile 2019 - Segnando una significativa vittoria per la campagna Boicotta HP e per il movimento internazionale per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni, Federatie Nederlandse Vakbeweging (FNV), il più grande sindacato dei Paesi Bassi, con 1,1 milioni di membri, ha abbandonato HP come partner per le offerte ai propri iscritti. Il sindacato ha dichiarato nella sua comunicazione "fino a quando non sapremo con certezza che HP non è complice delle violazioni dei diritti umani, non la includeremo più come partner nelle offerte agli iscritti di FNV".

Sue Blackwell, membro di FNV e attivista per la campagna Boicotta HP, parlando dei dettagli della vittoria, ha osservato:

"In precedenza, il sindacato offriva regolarmente uno sconto del 15% sui prodotti HP, ora questo cesserà. Ciò dimostra che anche se le aziende con marchio HP tentano di sottrarsi alle loro responsabilità nascondendosi sotto nuove identità, li riterremo responsabili per la violazione dei diritti umani dei palestinesi fino alla cessazione dei loro legami di complicità. Il profitto dall'apartheid e dall'occupazione è inaccettabile e verrà contrastato."

Mahmoud Nawaja'a, coordinatore generale del Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC) in Palestina, ha dichiarato:

"Ringraziamo i membri di FNV e lo staff di FNV responsabile della selezione dei partner nelle offerte di adesione, per aver compiuto questo importante passo nel ritenere HP responsabile per i suoi profitti derivanti dalla repressione israeliana dei diritti dei palestinesi. Le aziende a marchio HP stanno facilitando l'apartheid di Israele e l'occupazione fornendo al governo israeliano i server che ospitano il famigerato registro della popolazione e vendendo computer ai militari israeliani. Il suo spin-off, DXC Technology, supporta l'impianto colonialistico israeliano mantenendo una struttura in un insediamento israeliano illegale in Cisgiordania occupata. Chiediamo a HP di porre fine a tutti questi legami che rinforzano la negazione dei diritti umani dei palestinesi."

In passato, l’HP ha fornito servizi alla marina israeliana, la quale mantiene il disumano blocco di Gaza, ha mantenuto il sistema Basel, il sistema biometrico computerizzato di controllo degli accessi, utilizzato per tracciare i profili dei palestinesi ai posti di blocco israeliani e ha anche gestito sistemi di registrazione per le prigioni israeliane. Chiediamo dei risarcimenti per questi contratti che hanno facilitato le violazioni e i crimini disumani di Israele. HP si è divisa in HP Inc e HPE e ha continuato a generare altri spin-off, ma nonostante le ripetute richieste di chiarimenti, le aziende con marchio HP non hanno fornito alcuna prova che questi processi di ristrutturazione aziendale avrebbero interrotto il coinvolgimento delle società con marchio HP in violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani dei palestinesi. Organizzazioni della società civile di tutto il mondo hanno esortato le aziende a marchio HP a porre fine ai loro legami con Israele, e hanno dichiarato che l'onere delle aziende è dimostrare di non speculare più attraverso la loro complicità.

Oltre 30 chiese negli Stati Uniti sono ora HP-free (libere da HP) e molte hanno disinvestito da HP. Nel giugno dello scorso anno, la più grande organizzazione studentesca indiana, la Students Federation of India, con oltre 4 milioni di membri, ha approvato una risoluzione in solidarietà con la Grande Marcia del Ritorno, aderendo alla campagna di Boicotta HP e avallando il BDS. Nell'aprile 2018, Dublino è diventata la prima capitale europea ad appoggiare il BDS e ha promesso di rescindere i contratti con le società HP e con DXC Technology.

Il Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC) è la più grande coalizione nella società civile palestinese. Guida e sostiene il movimento globale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti dei palestinesi.

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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