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BDS Italia - sezione italiana per il movimento a guida palestinese per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele
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Foto: Ryan Ashcroft

El Casal Lambda, nell'annullare l’evento connesso alla trasmissione televisiva dell' Eurovision, svoltosi quest'anno nella Tel Aviv dell'apartheid, cita la propria "duratura e estesa esperienza nel campo della difesa dei diritti umani"

Di antica fondazione El Casal Lambda di Barcellona, ha cancellato l'edizione del suo Eurovision Party annuale nel principale centro LGBTQIA della città, raggiungendo più di 100 gruppi LGBTQIA nel boicottaggio della competizione di Tel Aviv, in solidarietà con i diritti umani dei palestinesi.

In una dichiarazione di mercoledì, El Casal Lambda ha dichiarato di aver annullato l'evento, previsto presso il Centro LGTBI di Barcellona sabato 18 maggio, citando la propria "lunga e vasta esperienza nel campo della difesa dei diritti umani".

L'organizzazione, fondata nel 1976 in difesa dei diritti della comunità LGBTQIA a Barcellona, ha detto di unirsi ad altri gruppi LGBTQIA nel "condannare l'Eurovision di quest'anno".

Più di 100 organizzazioni LGBTQIA in 25 paesi hanno sostenuto l'invito dei gruppi queer palestinesi per il boicottaggio della competizione ospitata da Israele, tra cui BeLongTo, l'organizzazione giovanile nazionale LGBTQIA irlandese, e le sezioni di Napoli e Padova di Arcigay, la più antica e più vasta organizzazione italiana in rappresentanza dei LGBTQIA.

I palestinesi nella loro terra d'origine e in esilio stanno commemorando il 71° anniversario della Nakba ("catastrofe" in arabo, N.d.T.) del 1948. Con speranza, continuiamo a resistere e a insistere sul nostro diritto alla libertà, alla giustizia, all'uguaglianza e alla dignità.

Inoltre stiamo trasmettendo un messaggio di sofferenza e un appello per una vera solidarietà, non carità, in questo periodo più difficile nella nostra lotta per la liberazione. Israele sta intensificando brutalmente quello che lo scomparso Edward Said una volta descrisse come il "fare scomparire" il popolo palestinese, politicamente, geograficamente e perfino fisicamente. E questo è permesso dal sostegno cieco da parte dell’amministrazione Trump anti-palestinese e dalla profonda complicità dell'Unione Europea e di altre potenze nel mondo.

Squadre e atleti palestinesi chiedono il boicottaggio del marchio Puma per il suo sostegno alle colonie illegali israeliane che scacciano le famiglie palestinesi dalle loro terre.

Il noto produttore di abbigliamento sportivo Puma è lo sponsor principale della Israel Football Association (IFA), che associa anche squadre delle colonie israeliane costruite illegalmente su terre palestinesi.

Il mese di giugno segna 52 anni di brutale occupazione militare israeliana.

Sabato 15 giugno, partecipa anche tu alla Giornata internazionale di azione #BoycottPuma!
Iscrivi il tuo gruppo!

Quando aziende come la Puma sostengono e traggono profitti dalle colonie illegali israeliane, in pratica acconsentono a che il regime di estrema destra israeliano possa impunemente continuare all’infinito i suoi furti di terra e gli attacchi contro lo sport palestinesi.

In più di 20 paesi in tutto il mondo si stanno organizzando azioni per chiedere a Puma di dimostrare che il suo dichiarato impegno per la giustizia sociale non sia solo uno stratagemma di marketing.

Unisciti alla Giornata internazionale #BoycottPuma! Iscrivi il tuo gruppo!

Organizza azioni nei negozi Puma, negli uffici Puma o negli uffici dei team sponsorizzati da Puma. Spazio alla creatività! Organizza una finta partita e fai la diretta sui social media. Organizza un workshop sugli attacchi israeliani allo sport palestinese. Cerca di coinvolgere squadre popolari, tifoserie e associazioni sportive. Partecipa alle azioni sui social media.

Facciamo sì che il 15 giugno sia un giorno che Puma ricorderà!

Intanto, invia un messaggio a Puma, impegnandoti a boicottare i suoi prodotti fino a quando non termini il suo sostegno alle colonie israeliane, e unisciti all’evento FB internazionale per la giornata #BoycottPuma.

Alcune idee su come agire per la Giornata #BoycottPuma

Cerca di coinvolgere gruppi sportive locali, squadre popolari, tifoserie o altre realtà del mondo dello sport.

  1. Organizza un’azione creativa in un negozio Puma

    Spazio alla creatività! Organizza una finta partita o maratona presso un negozio Puma. Cerca negozi Puma nella tua città sul sito di Puma oppure su google maps.
  1. Organizza una protesta presso una sede della Puma

    Consegna la lettera firmata da 200 squadre palestinesi agli uffici della Puma.
  1. Organizza un workshop

    Coinvolgere organizzazioni sportive per un workshop o un incontro sugli attacchi israeliani sullo sport palestinese e la campagna #BoycottPuma. Contattaci per possibili relatori: bdsitalia@gmail.com
  1. Fa appello alle squadre sponsorizzate dalla Puma a recedere dal contratto

    Puma sponsorizza squadre, giocatori, atleti e artisti. Contattaci per maggiori informazioni e per una lettera facsimile: bdsitalia@gmail.com
  1. Organizza una “social media house party”

    Organizza un’azione collettiva #BoycottPuma sui social media con i tuoi amici.

Fonte: Campagna palestinese per il boicottaggio acdemico e culturale di Israele (PACBI)

Traduzione di BDS Italia

La campagna contro i discutibili investimenti di AXA andrà avanti finché AXA resterà legata alla Elbit Systems tramite una sua affiliata, mentre AXA mantiene gli investimenti in cinque banche israeliane.

Contatto: press@sumofus.org

SumOfUs e Coalition to Stop Assistance to Israeli Apartheid (Coalizione per la cessazione dell'appoggio all'apartheid di Israele) accolgono la decisione di AXA di ritirare parte del suo investimento nella Elbit Systems e invitano AXA a porre fine alla sua complicità ritirando tutti i suoi investimenti nelle società complici dell'occupazione israeliana.

AXA sta gradatamente riconsiderando i suoi discutibili investimenti dopo un anno di campagne della società civile, rivolte ad invitare la multinazionale francese a cessare i suoi investimenti nell'azienda produttrice di armi Elbit Systems e in cinque banche israeliane. Le cinque banche sono Bank Hapoalim, Bank Leumi, Bank Mizrahi-Tefahot, First International Bank of Israel, Israel Discount Bank e sono coinvolte nei crimini di guerra dello stato di Israele.

18 aprile 2019 - Segnando una significativa vittoria per la campagna Boicotta HP e per il movimento internazionale per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni, Federatie Nederlandse Vakbeweging (FNV), il più grande sindacato dei Paesi Bassi, con 1,1 milioni di membri, ha abbandonato HP come partner per le offerte ai propri iscritti. Il sindacato ha dichiarato nella sua comunicazione "fino a quando non sapremo con certezza che HP non è complice delle violazioni dei diritti umani, non la includeremo più come partner nelle offerte agli iscritti di FNV".

Sue Blackwell, membro di FNV e attivista per la campagna Boicotta HP, parlando dei dettagli della vittoria, ha osservato:

"In precedenza, il sindacato offriva regolarmente uno sconto del 15% sui prodotti HP, ora questo cesserà. Ciò dimostra che anche se le aziende con marchio HP tentano di sottrarsi alle loro responsabilità nascondendosi sotto nuove identità, li riterremo responsabili per la violazione dei diritti umani dei palestinesi fino alla cessazione dei loro legami di complicità. Il profitto dall'apartheid e dall'occupazione è inaccettabile e verrà contrastato."

Mahmoud Nawaja'a, coordinatore generale del Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC) in Palestina, ha dichiarato:

"Ringraziamo i membri di FNV e lo staff di FNV responsabile della selezione dei partner nelle offerte di adesione, per aver compiuto questo importante passo nel ritenere HP responsabile per i suoi profitti derivanti dalla repressione israeliana dei diritti dei palestinesi. Le aziende a marchio HP stanno facilitando l'apartheid di Israele e l'occupazione fornendo al governo israeliano i server che ospitano il famigerato registro della popolazione e vendendo computer ai militari israeliani. Il suo spin-off, DXC Technology, supporta l'impianto colonialistico israeliano mantenendo una struttura in un insediamento israeliano illegale in Cisgiordania occupata. Chiediamo a HP di porre fine a tutti questi legami che rinforzano la negazione dei diritti umani dei palestinesi."

In passato, l’HP ha fornito servizi alla marina israeliana, la quale mantiene il disumano blocco di Gaza, ha mantenuto il sistema Basel, il sistema biometrico computerizzato di controllo degli accessi, utilizzato per tracciare i profili dei palestinesi ai posti di blocco israeliani e ha anche gestito sistemi di registrazione per le prigioni israeliane. Chiediamo dei risarcimenti per questi contratti che hanno facilitato le violazioni e i crimini disumani di Israele. HP si è divisa in HP Inc e HPE e ha continuato a generare altri spin-off, ma nonostante le ripetute richieste di chiarimenti, le aziende con marchio HP non hanno fornito alcuna prova che questi processi di ristrutturazione aziendale avrebbero interrotto il coinvolgimento delle società con marchio HP in violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani dei palestinesi. Organizzazioni della società civile di tutto il mondo hanno esortato le aziende a marchio HP a porre fine ai loro legami con Israele, e hanno dichiarato che l'onere delle aziende è dimostrare di non speculare più attraverso la loro complicità.

Oltre 30 chiese negli Stati Uniti sono ora HP-free (libere da HP) e molte hanno disinvestito da HP. Nel giugno dello scorso anno, la più grande organizzazione studentesca indiana, la Students Federation of India, con oltre 4 milioni di membri, ha approvato una risoluzione in solidarietà con la Grande Marcia del Ritorno, aderendo alla campagna di Boicotta HP e avallando il BDS. Nell'aprile 2018, Dublino è diventata la prima capitale europea ad appoggiare il BDS e ha promesso di rescindere i contratti con le società HP e con DXC Technology.

Il Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC) è la più grande coalizione nella società civile palestinese. Guida e sostiene il movimento globale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti dei palestinesi.

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO NAZIONALE PALESTINESE PER IL BDS (BNC)

Il 10 aprile, Omar Barghouti, difensore dei diritti umani dei palestinesi e co-fondatore del movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) per i diritti dei palestinesi, si è visto negare l'ingresso negli Stati Uniti all'aeroporto Ben Gurion pur avendo documenti di viaggio validi.

Barghouti aveva programmato di recarsi negli Stati Uniti per un tour che includeva eventi pubblici alla NY University di Washington, D.C., alla NY University di New York City e all'Università di Harvard, e incontri con i principali responsabili politici, con eminenti esponenti della cultura e giornalisti. Dopo il suo giro di conferenze, Omar Barghouti avrebbe partecipato al prossimo matrimonio della figlia.

Il Consiglio dell'Università di Città del Capo, la più importante università africana, decide di riservarsi il diritto di dissociarsi dalle istituzioni accademiche che sostengono o mettono in atto, direttamente o indirettamente, la violazione dei diritti umani.

Accogliamo con favore la decisione dell'Università di Città del Capo di "condannare le atrocità e le violazioni dei diritti umani perpetrate nei Territori Palestinesi Occupati" e di riservarsi il diritto di dissociarsi dalle "istituzioni accademiche che sostengano (direttamente o indirettamente) o consentano la violazione dei diritti umani".

L' interconnettore EuroAsia è progettato per collegare le reti elettriche di Israele, Cipro e Grecia attraverso il cavo di alimentazione sottomarino più lungo del mondo. Fondamentalmente, l'interconnettore collegherebbe la rete elettrica europea alla rete israeliana, che incorpora gli insediamenti illegali nei territori palestinesi occupati, inclusa Gerusalemme Est (OPT), coinvolgendo l'Europa nei crimini di guerra israeliani.

L'interconnettore è apertamente definito come in grado di permettere "il passaggio multidirezionale e bidirezionale di elettricità", collegando così direttamente l'Europa e gli insediamenti israeliani illegali. Israele prevede di utilizzare l'interconnettore per esportare in Europa l'elettricità prodotta grazie ai suoi controversi giacimenti di gas.

Dopo le partecipate conferenze con Prof. Virginia Tilley, prosegue in varie città Italiane la 15° Settimana contro l’apartheid israeliana (Israeli Apartheid Week), con presentazioni di libri, proiezioni di film, incontri e dj set. Vedi l'elenco delle iniziative.

La Israeli Apartheid Week (IAW) è un'iniziativa internazionale a cadenza annuale, giunta alla sua 15° edizione, che ha l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle politiche di colonizzazione, di occupazione e di apartheid attuate dallo stato israeliano contro i palestinesi e di promuovere le campagne del movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) per costringere Israele a rispettare i diritti umani e la legalità internazionale. Si tiene ormai in oltre 200 città in tutto il mondo.

La IAW 2019 ha come tema centrale: “Stop Arming Colonialism / Basta armi al colonialismo”. Israele è in grado di continuare la sua occupazione illegale e il regime di apartheid sui palestinesi, anche grazie alle vendite di armi e al sostegno militare che riceve dai governi di tutto il mondo. L’Italia è al quarto posto in Europa  nella esportazione di armamenti verso Israele.

Foto: Sainatee Suarez

Un giudice federale statunitense respinge l'azione legale volta a dissuadere le associazioni accademiche dall'adottare boicottaggi a favore dei diritti dei palestinesi.

Lunedì (4 febbraio 2019, Ndt), con una vittoria per l'American Studies Association (ASA) e per il diritto al boicottaggio, un tribunale distrettuale di Washington D.C. ha respinto un'azione legale volta a dissuadere le associazioni accademiche dall'adottare boicottaggi a favore dei diritti dei palestinesi. Nel respingere la causa, la corte ha dichiarato che "in nessun punto" i querelanti, che si sono opposti al boicottaggio, spiegano in che modo siano stati danneggiati dal boicottaggio. L’essere danneggiati è un requisito necessario affinché la causa possa andare avanti.

Dal 10 al 17 marzo 2019 sarà in Italia e in Slovenia (Torino, Lubiana, Trieste, Bologna, Roma) per una serie di incontri la Prof. Virginia Tilley, co-autrice, insieme al giurista Richard Falk, del rapporto commissionato dall’ONU “Pratiche israeliane nei confronti del popolo palestinese e questione dell’apartheid.” Il rapporto è stato poi ritirato su pressioni di Israele dopo 48 ore, vicenda che portò alle dimissioni, per protesta, della responsabile dell’ufficio ONU che l’aveva commissionato.

Di seguito gli appuntamenti:

Torino, 11 marzo 
Campus Luigi Einaudi, Aula B1, ore 10.00 
Organizzano Progetto Palestina e BDS Torino

Lubiana, 12 marzo
Facoltà di giurisprudenza, Università di Lubiana, ore 16.00
Organizza Gibanje za pravice Palestincev.

Trieste, 13 marzo
Circolo della Stampa di Trieste, ore 17.30 
Organizzano Ibriq e Salaam ragazzi dell'olivo Trieste

Bologna, 14 marzo
Scuola di Lettere e Beni Culturali, Università di Bologna, Aula VI, ore 17.00 
Organizzano Coordinamento Campagna BDS Bologna e Universitari Contro L'Apartheid Israeliana - Bologna

Roma, 15 marzo
Millepiani Coworking del Municipio VIII, ore 18.30
Organizzano BDS Roma, Rete Ebrei Contro l'Occupazione, Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese

Più di 60 organizzazioni per l'emancipazione dei queer e trans di quasi 20 paesi in Europa e oltre, chiedono alle comunità LGBTQIA in tutto il mondo di boicottare l'Eurovision Song Contest 2019 in Israele.

I firmatari condannano l'uso "vergognoso" che Israele fa dell'Eurovisione, che ha un forte seguito tra le comunità LGBTQIA, per "sviare l'attenzione dai suoi crimini di guerra contro i palestinesi" e "portare avanti il suo programma di pinkwashing, l'uso cinico dei diritti degli omosessuali al fine di distogliere l’attenzione dall’occupazione da insediamento e dall'apartheid israeliani normalizzandoli".

Il villaggio palestinese di Susya, nel sud di Hebron, ha affrontato il "trasferimento forzato" per far posto ai coloni (Foto: Rosie Gabrielle)

Di Andrew Rettman

BRUXELLES, 1 febbraio

Diplomatici dell’UE hanno affermato in un rapporto confidenziale riportato da euobserver che i palestinesi in Cisgiordania affrontano "sistematiche discriminazioni legali" da parte di Israele.

È come nel vecchio regime di "apartheid" imposto ai neri in Sud Africa, ha detto un ex-diplomatico israeliano, ma Israele, proprio come i coloni violenti in Palestina, se la sta cavando con “l'impunità”.

Gli ambasciatori degli stati dell'UE a Gerusalemme e Ramallah hanno rivolto delle critiche a Israele nel luglio 2018, in un rapporto di 20 pagine.

Il documento interno, visto da euobserver, doveva "servire come input per Bruxelles e le capitali [dell'UE]" nel determinare, si legge, la politica sul Medio Oriente.

Secondo il rapporto dell'UE, i 2,7 milioni di palestinesi che vivono in Cisgiordania "affrontano una sistematica discriminazione legale" sotto "l’occupazione quasi permanente" del territorio che Israele ha conquistato militarmente nel 1967 prendendolo alla Giordania.

Sabato sera a Sanremo ha vinto Mahmood, giovane artista di Milano, con la canzone Soldi.

Con questa vittoria, Mahmood ha vinto anche sul razzismo e sull’intolleranza.

Ma con la vittoria a Sanremo, Mahmood ha anche titolo per partecipare a Eurovision, che quest’anno si svolge in Israele.

Tuttavia, Mahmood non ha confermato la sua partecipazione.

Facciamo gli auguri a Mahmood, ma chiediamogli di non partecipare a Eurovision in Israele.

Scrivi a Mahmood per dire #MahmoodNonAndare

Israele vuole usare Eurovision per nascondere i suoi crimini contro il popolo palestinese:

  • più di 200 palestinesi uccisi a Gaza in questi mesi e oltre 18000 feriti;
  • le colonie in continua espansione che rubano la terra palestinese;
  • le demolizioni delle case e delle scuole palestinesi;
  • le leggi che discriminano i palestinesi.

Tantissimi artisti di tutto il mondo, anche dall’Italia, hanno già aderito all’appello palestinese di boicottare Eurovision 2019 in Israele.

La band femminile britannico The Tuts ha tweetato che non avrebbe partecipato alla selezione del BBC per Eurovision. Il loro tweet ha ricevuto 27.000 mi piace!

Scrivi a Mahmood. Auguri per la tua vittoria, ma #MahmoodNonAndare!

Scrivi a Mahmood su Twitter e Facebook:

Auguri @Mahmood_Music! La tua vittoria a #Sanremo2019 è anche una vittoria contro il razzismo.

Continua così. Ascolta gli artisti palestinesi che chiedono di non favorire il razzismo israeliano che li opprime.

#MahmoodNonAndare #BoycottEurovision2019 https://pic.twitter.com/1JglkKkK4Q

Auguri @Mahmood_Music x la vittoria a #Sanremo2019!

Ora unisciti ai tanti artisti che hanno ascoltato l’appello palestinese x non lasciare che Israele utilizzi #Eurovision x nascondere i suoi crimini.

#MahmoodNonAndare #BoycottEurovision2019 https://pic.twitter.com/1JglkKkK4Q

Auguri @Mahmood_Music x la vittoria a #Sanremo2019!

Tanti artisti hanno già deciso di stare con la lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza e di boicottare #Eurovision in Israele. Unisciti!

#MahmoodNonAndare #BoycottEurovision2019 https://pic.twitter.com/1JglkKkK4Q

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Caro @MahmoodWorld,

per prima cosa complimenti per la vittoria al Festival di Sanremo. Sono doppiamente felice: per te, che raggiungi questo importante risultato dopo anni di lavoro e dedizione alla musica, e anche per il significato che la tua vittoria ha al di là del fatto puramente musicale. Alla faccia di pregiudizi e del montante razzismo.

Come vincitore a Sanremo, tu hai titolo per partecipare alla manifestazione Eurovision. Come sai, Eurovision 2019 si terrà in Israele, nonostante le proteste dei Palestinesi, che da decenni soffrono sotto l’opprimente regime israeliano di razzismo e occupazione militare. Israele vuole sfruttare Eurovision per nascondere i suoi crimini contro il popolo Palestinese.

Per il boicottaggio di Eurovision 2019 in Israele, a livello internazionale è sorto un grande movimento formato da artisti, attivisti, operatori dei diritti umani, giuristi, politici con una grande mobilitazione che chiede che la manifestazione non si tenga in Israele, aderendo alla richiesta di boicottaggio da parte di artisti e organizzazioni culturali palestinese.

Artisti come i Radiodervish, gli Assalti Frontali, Peter Gabriel, Wolf Alice e Roger Waters sostengono il boicottaggio di Eurovision in Israele, insieme ad altre centinaia di artisti.

Mahmood, unisciti a questo movimento, e sostieni così la lotta per la libertà, l’uguaglianza e la giustizia.

#MahmoodNonAndare a Eurovision 2019 in Israele.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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