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BDS Italia - sezione italiana per il movimento a guida palestinese per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele
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La partita non si giocherà! L"amichevole" tra il FC Barcelona e il club razzista israeliano Beitar Jerusalem non si giocherà. 

Però, altre due squadre, Inter e Atlético Madrid, hanno in programma una partita "amichevole" nell'Israele dell’apartheid l'8 agosto. 

La pressione ha funzionato sul Barcelona. Possiamo fermare anche questa partita.

Più di 200 squadre sportive palestinesi hanno scritto ai club europei, tra cui il Balata FC, il cui giovane promettente giocatore, il sedicenne Said Odeh, è stato colpito e ucciso dai soldati israeliani all'inizio di maggio.

Ora tocca a te agire:

1. Invia una email a Inter e Atlético Madrid. Dobbiamo farci sentire.  

Invia un messaggio ai dirigenti, ai giocatori e agli allenatori dei club con un clic. 

In una lettera aperta, 207 società sportive palestinesi esortano l'Atlético Madrid e l'Inter a cancellare la loro partita "amichevole" nell’Israele dell'apartheid organizzate per mascherare con lo sport l'ultima aggressione israeliana ai palestinesi e mentre atleti di punta si battono sempre più numerosi per i diritti dei palestinesi.

Noi, sottoscritte società sportive palestinesi, vi scriviamo per esortarvi a cancellare la vostra partita "amichevole" nell’Israele dell'apartheid, prevista per l'8 agosto 2021. Come vostri colleghi e come atleti che condividono la passione per lo sport e il fair play, non vogliamo vedere la vostra passione e il vostro nome abusati da nessuno, specialmente dalla propaganda dell’Israele dell'apartheid nel suo disperato tentativo di mascherare con lo sport le continue violazioni del diritto internazionale e i crimini contro il nostro popolo palestinese.

La partita è organizzata dal miliardario canadese israeliano Sylvan Adams, un autoproclamato ambasciatore di Israele che afferma di "dedicare questo capitolo della [sua] vita alla promozione di Israele". Adams ha unito le sue forze, come ha fatto per molti precedenti eventi di uso dello sport come copertura, con l'israeliano Comtec Group, i cui clienti includono il governo israeliano e le società di insediamenti illegali israeliani.

Nel solo mese di maggio, i soldati israeliani hanno ucciso due promettenti calciatori, il sedicenne Said Odeh del Balata FC nella Cisgiordania occupata e Muath Nabil Al-Zaanin del Beit Hanoun FC a Gaza. Israele ha posto fine alla carriera di dozzine di atleti palestinesi. Israele limita la nostra libertà di movimento, il che significa che non siamo liberi di viaggiare per allenarci o giocare contro i nostri omologhi palestinesi. Significa anche che le nostre possibilità di viaggiare per giocare contro altre squadre regionali o internazionali sono molto limitate.

Comunicato del Comitato Nazionale Palestinese per il BDS (BNC)

Contesto:

Da quando l'attivista palestinese anticorruzione e per diritti umani Nizar Banat è stato arrestato e picchiato duramente la scorsa settimana dalle forze di sicurezza dell'Autorità Palestinese (AP) ed è morto durante la loro custodia, l'opinione pubblica palestinese è rimasta indignata. Questi arresti e torture costituiscono violazioni flagranti dei sacrosanti principi palestinesi e delle convenzioni internazionali sui diritti umani di cui l'Autorità Palestinese è parte. Grandi proteste per le strade e sui social media, così come iniziative a livello di comunità, hanno avuto luogo in Cisgiordania e a Gaza, con la partecipazione di cittadini palestinesi dell'attuale Israele. Diverse proteste sono state accolte con una dura repressione da parte delle forze di sicurezza, tra cui molti agenti in abiti civili, come documentato dagli osservatori palestinesi per i diritti umani.

In gran parte i palestinesi considerano Banat un "martire della libertà di espressione" che è stato messo a tacere a causa della sua intransigente denuncia della corruzione sistemica nelle strutture dell'AP.

Dichiarazioni a sostegno dei diritti dei palestinesi, molte delle quali sostengono il BDS, sono state approvate da oltre 300 dipartimenti accademici, programmi, centri, sindacati e società e hanno raccolto 15.000 firme da studiosi, ricercatori, studenti e personale universitario di tutto il mondo.

In un'ondata di solidarietà senza precedenti, più di 300 dipartimenti accademici, programmi, centri, sindacati e società in tutto il mondo hanno approvato dichiarazioni a sostegno dei diritti dei palestinesi in risposta ai violenti attacchi di Israele contro i palestinesi questo mese. Dichiarazioni simili di singoli studiosi, ricercatori, personale universitario, studenti ed ex allievi hanno raccolto più di 15.000 firme.

Le dichiarazioni esprimono solidarietà alla lotta di liberazione palestinese e condannano l'assalto militare israeliano a Gaza assediata, che ha ucciso più di 247 palestinesi, compresi 66 bambini, e i violenti attacchi contro palestinesi in tutta la Cisgiordania occupata, in particolare a Sheikh Jarrah, e nell’attuale Israele. La maggior parte delle dichiarazioni riconosce il regime coloniale di insediamento e di apartheid di Israele come la causa principale della violenza.

I firmatari di molte dichiarazioni rifiutano i termini igienizzanti di "conflitto" e di "scontri" per descrivere decenni di espropriazione israeliana dei palestinesi. Rifiutano anche la narrativa delle "due parti" che oscura l'intrinseca asimmetria di potere tra Israele come grande potenza coloniale militare e i palestinesi che resistono alla sua violenza coloniale strutturale. Le dichiarazioni sottolineano anche la necessità di mettere al centro gli studi e le voci palestinesi.

I firmatari si impegnano per misure di responsabilità o le chiedono per porre fine alla complicità nelle violazioni dei diritti palestinesi da parte di Israele, compresa la fine dei finanziamenti militari e del commercio di armi con Israele, il disinvestimento delle università da società complici dell'apartheid israeliana e, in molti casi, il sostegno al movimento per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS) a guida palestinese, compreso il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane complici.

Negli Stati Uniti, 120 dipartimenti e programmi sugli studi di genere hanno affermato che la Palestina è una questione femminista e che “rifiutano di normalizzare o accettare il ruolo finanziario, militare, diplomatico e politico degli Stati Uniti nell’espropriazione palestinese.” Più di 3000 gli studiosi hanno fatto appello per una pressione sulle istituzioni accademiche per porre fine "alla complicità e al partenariato con le istituzioni militari, accademiche e legali coinvolte nel rafforzamento delle politiche israeliane". 

Anche le facoltà di Harvard, Yale, Princeton, Brown, Stanford, Georgetown, la City University di New York e l'Università della California Berkeley e Davis hanno rilasciato dichiarazioni. Lo United Educators of San Francisco, che rappresenta 6.200 insegnanti e personale amministrativo, è diventato il primo sindacato degli insegnanti ad approvare il BDS. 

Nei Paesi Bassi, più di 40 dipartimenti e programmi universitari, musei e centri culturali hanno affermato la loro “responsabilità di parlare” contro le violazioni dei diritti umani da parte di Israele e hanno chiesto “azioni collettive” in solidarietà con la lotta palestinese. Quasi 600 accademici nei Paesi Bassi si sono impegnati a sostenere il boicottaggio delle università israeliane complici.

In Belgio, 24 dipartimenti accademici, gruppi di ricerca, sindacati, organizzazioni studentesche e 1.300 docenti e personale amministrativo dell'Università di Gand hanno raccomandato il sostegno al boicottaggio e alle sanzioni contro Israele come "opzione concreta" per esprimere solidarietà ai palestinesi.

Nel Regno Unito, 1600 docenti, personale, studenti e alunni hanno esortato l'Università di Cambridge a “troncare i legami e le partnership formali” con le società e le istituzioni che perpetuano le ingiustizie di Israele contro i palestinesi. La University and College Union ha invitato il governo del Regno Unito a "lavorare per sostenere i diritti inalienabili del popolo palestinese".

Dichiarazioni sono state rilasciate anche dalla Middle East Studies Association (MESA), dalla Middle East Librarians Association , dal Just Mathematics Collective , dalla UC Press e dai redattori del Middle East Journal of Culture and Communication.

L' American Anthropological Association (AAA) ha rilasciato una dichiarazione in cui riconosce che decenni di "letteratura antropologica ha dimostrato empiricamente le molte forme di violenza strutturale e quotidiana imposte dal governo israeliano alla popolazione palestinese" e ha invitato il governo degli Stati Uniti a prendere posizione. 

Più di 130 antropologi in Australia hanno chiesto la fine della "collusione australiana" nel commercio di armi "omicida" con Israele. 500 accademici in tutta l'Australia hanno esortato il governo a sospendere la cooperazione militare e il commercio e a rivalutare gli accordi commerciali con Israele. I rami della National Tertiary Education Union presso l'Università di Sydney e l'Università del New South Wales hanno approvato mozioni a maggioranza schiacciante che richiamano l'attenzione dei membri sul boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane complici.

Più di 2.800 operatori sanitari, studiosi, ricercatori e studenti in Canada hanno denunciato la "distruzione delle strutture mediche" da parte di Israele e l'uccisione di medici e operatori sanitari palestinesi a Gaza e hanno invitato il Canada a "porre fine al suo sostegno militare a Israele".

In Sudafrica, più di 600 professionisti della salute, accademici e studenti hanno denunciato l'apartheid sanitaria israeliana contro i palestinesi e hanno approvato "l'appello per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni contro Israele", esortando le istituzioni accademiche sudafricane a "tagliare tutti i legami con l'apartheid israeliana".

Il Centro irlandese per i diritti umani presso la National University of Ireland, Galway, ha chiesto sanzioni nei confronti di Israele e la rete irlandese per gli studi sul Medio Oriente e il Nord Africa (INMENAS) si è impegnata a "rifiutare qualsiasi collaborazione con la Ariel University", un'università israeliana con sede in un insediamento illegale israeliano.

In Danimarca, i docenti hanno invitato le università danesi a porre fine alle "collaborazioni istituzionali con le università e gli istituti di ricerca israeliani complici dell'occupazione e del militarismo israeliani".

La Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (PACBI) chiede il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane complici a causa del ruolo chiave che svolgono nella pianificazione, attuazione, mascheramento e giustificazione delle politiche israeliane di occupazione militare e di apartheid e la loro stretta relazione con l'establishment militare e di sicurezza israeliano e con i produttori di armi di Israele.

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

BDS Italia condanna la decisione di Francesco Totti, idolo calcistico della Roma, di recarsi a Tel Aviv in Israele per assistere in TV alla partita conclusiva della Champions League di domani (che si giocherà in Portogallo), nell’ambito di un evento organizzato dalla multinazionale Heineken, sponsor del torneo della UEFA ed organizzatore del progetto Totti’s friends.

Con l’aiuto di Heineken, Israele vuole proporsi al pubblico del calcio come un Paese “normale”, questa volta piegando al suo piano quello che è stato un simbolo della passione calcistica italiana ed infliggendo un’umiliazione alla sua tifoseria.

Totti si presta a questa operazione ad appena una settimana dalla fine dei bombardamenti israeliani su Gaza, che hanno ucciso 254 palestinesi, di cui 67 bambini, ferito oltre 1900, ed abbattuto edifici residenziali e strutture sanitarie, fatti su cui il Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU ha deciso di aprire con urgenza un’inchiesta internazionale indipendente per possibili crimini di guerra.

Mentre pulizia etnica e repressione israeliane si fanno più dure in tutta la Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est -all'origine di questa ultima escalation-, e in Israele, l'ex capitano della Roma accetta di fare da diversivo per distogliere l'opinione internazionale dalle crude immagini della devastazione recata alla Striscia di Gaza e dall'invasione della moschea di Al Aqsa che i pur parchi media hanno dovuto mostrare.

Ancora una volta, Israele utilizza lo sport, ed in particolare il calcio, per nascondere le proprie violazioni dei diritti dei palestinesi, le sue politiche di apartheid e di repressione delle giuste aspirazioni palestinesi alla libertà, all’uguaglianza e al diritto al ritorno.

Mentre numeri senza precedenti di atleti professionisti e grandi star del calcio come Riyad Mahrez, Paul Pogba, Amad Diallo, Hamza Choudhury e Wesley Fofana prendono posizione a favore dei diritti del popolo palestinese, la decisione di Totti va in netta controtendenza consentendo ad Israele di utilizzare la sua immagine per mascherare i suoi crimini.

Solo nel mese di maggio, l’esercito israeliano ha ucciso due promettenti calciatori palestinesi, il sedicenne Said Odeh della Balata FC a Nablus in Cisgiordania e Muath Nabil Al-Zaanin della Beit FC a Gaza.

Il movimento BDS denuncia l’utilizzo strumentale dello sport da parte di Israele e le complicità di aziende come Puma che sponsorizza la Israel Football Association (IFA). Con la sponsorizzazione di IFA, che comprende squadre di calcio che hanno sede nelle colonie illegali israeliane, Puma sostiene la continua pulizia etnica dei palestinesi dalla propria terra e aiuta Israele a utilizzare lo sport per distrarre l’attenzione dai suoi crimini e per normalizzare le colonie illegali.

Come BDS Italia chiediamo a Totti di non prestarsi alle operazioni propagandistiche di Israele e di unirsi ad altri campioni dello sport nella campagna #BoycottPuma e in altre iniziative che fanno dello sport uno strumento di solidarietà e di promozione dei diritti umani.

Inoltre chiediamo ai fan di Totti, che hanno a cuore i diritti umani e il diritto internazionale, di esprimere sui social media al loro idolo la loro delusione per la sua scelta di essere uno strumento della propaganda israeliana contro i diritti dei palestinesi.

BDS Italia
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BDS Italia è un movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro l'occupazione e l'apartheid israeliane, costituito da associazioni e gruppi in tutta Italia che hanno aderito all'appello della società civile palestinese del 2005 e promuovono campagne e iniziative BDS a livello nazionale e locale. Il movimento BDS sostiene la parità di diritti per tutte e tutti e perciò si oppone ad ogni forma di razzismo, fascismo, sessismo, antisemitismo, islamofobia, discriminazione etnica e religiosa.

I palestinesi a Gerusalemme e in tutta la Palestina storica parteciperanno domani uno sciopero generale per protestare contro i massacri di Israele a Gaza e la repressione del colonialismo di insediamento e dell'apartheid e la pulizia etnica contro le comunità palestinesi ovunque.

I palestinesi chiedono una solidarietà significativa con il loro sciopero generale. Lo smantellamento del regime israeliano di occupazione militare, colonialismo di insediamento e apartheid è nelle nostre mani. Anche nelle tue mani. Contiamo su di voi per porre fine alla complicità del vostro stato, istituzione, organizzazione, sindacato, chiesa, ecc. nei crimini di guerra israeliani e nei crimini contro l'umanità perpetrati contro il popolo palestinese indigeno. Il silenzio e il barcamenarsi tra le due parti sono immorali, poiché rafforzano l'impunità criminale di Israele.

Ecco 5 azioni che puoi fare per dimostrare che anche lo smantellamento del regime di oppressione israeliano è nelle tue mani:

  1. Inonda parlamentari, rappresentanti eletti a tutti i livelli, amministratori universitari, leader di federazioni sindacali, tra gli altri con lettere che chiedono il loro sostegno per sanzioni mirate per smantellare l'apartheid israeliana, a partire da un embargo bidirezionale su tutto il commercio e la ricerca congiunta nel settore militare e della sicurezza. Se fai parte di un sindacato di portuali, mobilitati per bloccare le operazioni delle spedizioni israeliane, in particolare quelle militari.
  2. Indossa una kefiah palestinese (o parti di essa) come simbolo di solidarietà, o mostrala dalla tua finestra o sui tuoi social media (profilo), se ne hai uno.
  3. Unisciti a un gruppo BDS vicino a te o formane uno se non ce n'è. Campagne sostenibili e strategiche sono la forma più efficace di solidarietà significativa.
  4. Dichiara la tua comunità, chiesa, sindacato, quartiere, associazione uno Spazio Libero dall’Apartheid Israeliana (SPLAI) che si rifiuta di acquistare i prodotti e i servizi delle società israeliane e internazionali che sono complici dell'apartheid e del colonialismo israeliano.
  5. Avvia / intensifica la pianificazione per la prossima grande Giornata d'Azione Globale sabato 22 maggio, sulla base delle imponenti manifestazioni globali dello scorso fine settimana. Mostra ai palestinesi di Gaza e ovunque, ancora una volta, che non sono soli.

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

È nelle nostre mani #InOurHands smantellare l'apartheid e tutte le forme di razzismo e oppressione. Canalizza la tua rabbia e mobilitati. Oggi più che mai, la vera solidarietà con la lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza è una parola di tre lettere: BDS!

Nonostante il profondo dolore e la grave perdita di vite e mezzi di sussistenza, la maggior parte dei palestinesi vede raggi di speranza all'orizzonte e si sente orgogliosa di resistere al regime israeliano di occupazione, colonialismo e apartheid nella Palestina storica.

Quando milioni di persone comuni e molte celebrità da Hollywood a Bollywood, atleti famosi provenienti da Europa, mondo arabo, India e Africa e rappresentanti eletti improvvisamente si liberano della loro paura profonda ed esprimono sostegno per i diritti dei palestinesi, sappiamo che questa volta è diverso. Molti in posizioni di influenza stanno imparando definire la solidarietà con la Palestina come BDS.

I massacri a Gaza da parte di Israele, le sue atrocità, espropriazioni e pulizia etnica a Gerusalemme, nella Valle del Giordano, in Galilea e Naqab (Negev), e il suo sostegno agli attacchi razzisti di estrema destra contro le comunità palestinesi indigene ovunque, sono tutti sintomi della nostra Nakba che continua. Ma questa volta è diverso. Era da decenni che il mondo non vedeva lo stato israeliano mostrare così apertamente le sue strutture coloniali fasciste contro la totalità dei palestinesi indigeni, come oggi. A parte il massacro in corso a Gaza, gli organi di potere israeliani hanno spudoratamente assistito e protetto i fascisti ebreo-israeliani mentre perpetravano pogrom, linciaggi e altri attacchi razzisti contro chiunque "sembri arabo" non solo a Gerusalemme, ma anche a Jaffa, Lydda, Ramleh, Acre, Haifa e altrove. Una Nakba che continua davvero.

Israele ha completamente abbandonato la maschera, rivelando come mai prima la vera natura del suo spietato regime di oppressione coloniale a una sezione molto più ampia del mondo. Ora, non sono solo i palestinesi a riconoscere che Israele è anche uno stato di apartheid; il Sudafrica e la Namibia hanno anche ricordato all'ONU che Israele sta perpetrando un sistema di apartheid contro i palestinesi. Inoltre, B'Tselem e Human Rights Watch e altri sono finalmente giunti alla stessa conclusione, aprendo la porta come mai prima alle nostre inattaccabili richieste di responsabilità, di sanzioni mirate, di embarghi militari, di isolamento dell'Israele dell'apartheid in tutti i campi, proprio come il Sud Africa dell'apartheid è stato isolato.

Nel 73° anniversario della Nakba, ricordiamo ovunque alle persone di coscienza che decidere di stare coraggiosamente dalla parte giusta della storia è l'inizio della solidarietà. Per porre fine alla complicità internazionale di stati, istituzioni e imprese nel mantenimento dell'apartheid israeliana l'azione è la parte più cruciale :

  1. Lavorare con reti progressiste per esercitare pressioni sul parlamento e sul governo per (a) porre fine a tutta la cooperazione e il commercio nei settori militate e della sicurezza. (finanziamento militare nel caso degli Stati Uniti) con l’Israele dell'apartheid e regimi di oppressione similmente criminali in tutto il mondo, (b) mettere al bando tutti i beni / servizi delle società che operano negli insediamenti coloniali illegali di Israele ; c) interrompere il sostegno materiale e gli acquisti relativi al gas naturale israeliano saccheggiato e contestato e (d) richiedere un'indagine delle Nazioni Unite sull'apartheid israeliana e la riattivazione dei meccanismi delle Nazioni Unite per combattere l'apartheid.  
  2. Mobilitare la pressione nella tua comunità, sindacato, associazione, chiesa, social network, sindacato studentesco, consiglio comunale, centro culturale o altra organizzazione per dichiararla una Apartheid Free Zone (AFZ) (Spazi Liberi dall’apartheid Israeliana #SPLAI, in Italia, N.d.T.), ponendo fine a tutte le relazioni con l'apartheid israeliana e le aziende che sono complici del suo sistema di oppressione.
  3. Boicottare prodotti / servizi e / o mobilitare pressioni istituzionali per disinvestire da società e banche israeliane e internazionali che sono complici di crimini di guerra israeliani e crimini contro l'umanità. Queste includono tutte le banche israeliane (Leumi, Hapoalim, ecc.) e le principali multinazionali come: Elbit Systems, HP, G4S/Allied Universal, AXA, CAF, PUMA, Caterpillar, General Mills/Pillsbury, Hyundai Heavy Industries, JCB, Volvo, Barclays Bank, Alstom, Motorola Solutions e CEMEX.
  4. Annullare tutti gli impegni accademici, culturali, sportivi e turistici in Israele o supportati/sponsorizzati da Israele (o dai suoi gruppi di pressione e dalle istituzioni complici).
  5. Unirti a una campagna BDS o a un gruppo strategico di solidarietà con la Palestina vicino a te per agire collettivamente ed efficacemente.

È nelle nostre mani #InOurHands smantellare l'apartheid e tutte le forme di razzismo e oppressione. Canalizza la tua rabbia e mobilitati.

Oggi più che mai, la vera solidarietà con la lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza è una parola di tre lettere: BDS!

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

La sanguinosa repressione delle proteste popolari palestinesi a Sheikh Jarrah, gli assalti militari a Gaza sotto assedio, i pogrom contro i palestinesi ad Akka, Haifa, Jaffa, Lydda, Ramleh da parte di Israele ci chiamano all'azione.

Agisci subito sui social media

Resistere all'occupazione militare, al colonialismo di insediamento e all'apartheid israeliani è nelle nostre mani. Alza subito la mano contro l'apartheid sui social media. Scatta una foto della tua mano alzata, anche con un messaggio scritto sul palmo, e condividila con l’hashtag #InOurHands.

5 cose che TU puoi fare

In Italia, come in molti paesi, il governo e le imprese sono profondamente complici del regime israeliano di apartheid, proprio come erano complici del regime di apartheid in Sud Africa.

Ecco le 5 cose più efficaci che TU puoi fare per sfidare questa complicità e sostenere la lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza.

Partecipa alle iniziative per la Nakba

In tutto il mondo, come in tutta la Palestina, si scende in piazza, per rompere il silenzio e l’indifferenza, a fianco del popolo palestinese. Partecipa alle iniziative in Italia.

- Bari, venerdì 14/05 ore 17.30 in Piazza Prefettura

- Bologna, sabato 15/05 ore 18 in Piazza dell'Unità

- Brescia, sabato 15/05 ore 16.30 in Largo Formentone

- Cagliari, venerdì 14/05 ore 18 in Piazza Garibaldi

- Catania, domenica 16/05 ore 18 in Piazza Stesicoro

- Empoli, sabato 15/05 ore 17:00 in Piazza della Vittoria

- Firenze, sabato 15/05 ore 16 in Via de' Martelli

- Livorno, sabato 15/05 ore 17.30 in Piazza Grande

- Messina, sabato 15/05 ore 17.00 

- Modena domenica 16/05 ore 11 in Piazza Torre

- Napoli, sabato 15/05 ore 16 in Piazza Plebiscito

- Padova, sabato 15/05 ore 11 in Via 8 Febbraio

- Parma, sabato 15/05 ore 15 in Piazza Garibaldi

- Pavia, sabato 15/05 ore 17 in Piazza della Vittoria

- Perugia, domenica 16/05 ore 15 in Piazza Italia

Pesaro, domenica 16/05 ore 15.30 in Piazza del Popolo

- Pisa, sabato 15/05 ore 17.30 in Piazza XX settembre

- Pisa, domenica 16/05 ore 18 in Piazza XX Settembre

- Ravenna, sabato 15/05 ore 17.30 in Via Cavour, davanti S.Domenico

- Reggio Emilia, venerdì 14/05 ore 18 in Piazza Prampolini

- Roma, sabato 15/05 ore 16 in Piazza dell'Esquilino

- Salerno, sabato 15/05 ore 17.30 in Piazza Caduti di Brescia

- Savona, venerdì 14/05 ore 17.30 in Piazza Mameli

- Siena, venerdì 14/05 ore 18:00 in Logge del Papa

- Terni, sabato 15/05 ore 17 in Piazza del Popolo

- Torino, sabato 15/05 ore 15 in Piazza Castello

- Torino, domenica 16/05 ore 19 al Csoa Gabrio

- Trento, sabato 15/05 ore 16 in Piazza Duomo

- Trieste, venerdì 14/05 ore 10.30 alla Rai, Via Fabio Severo 7

- Trieste, venerdì 14/05 ore 18.30 Online

- Varese, sabato 15/05 ore 10:30 davanti alla Prefettura

- Verona, venerdì 14/05 ore 16 in Piazza Brà

- Vicenza, sabato 15/05 ore 10.30 in Campo Marzo

In molti paesi, i governi e le imprese sono profondamente complici del regime israeliano di occupazione militare, colonialismo di insediamento e apartheid vecchio di decenni, proprio come erano complici del regime di apartheid in Sud Africa. Israele può sostenere questo regime di oppressione solo con complicità internazionale.

Ecco le 5 cose più efficaci che TU puoi fare per sfidare questa complicità e sostenere la lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza:

1. Lavorare con reti progressiste per esercitare pressioni sul parlamento e sul governo per (a) porre fine a tutta la cooperazione e il commercio militare e sulla sicurezza (finanziamento militare nel caso degli Stati Uniti) con l’Israele dell’apartheid e regimi di oppressione similmente criminali in tutto il mondo, (b) mettere al bando tutti i beni / servizi delle imprese che operano negli insediamenti coloniali illegali di Israele e (c) richiedere un'indagine delle Nazioni Unite sull'apartheid israeliana.

2. Mobilitare la pressione nella tua comunità, sindacato, associazione, chiesa, social network, sindacato studentesco, consiglio comunale, centro culturale o altra organizzazione per dichiararla una Apartheid Free Zone (AFZ) (Spazi Liberi dall’apartheid Israeliana #SPLAI, in Italia, N.d.T.) ponendo fine a tutte le relazioni con l'apartheid israeliana e le aziende che sono complici del suo sistema di oppressione.

3. Boicottare prodotti / servizi delle e/o mobilitare pressioni istituzionali per disinvestire da, società e banche israeliane e internazionali che sono complici di crimini di guerra israeliani e crimini contro l'umanità. Queste includono tutte le banche israeliane (Leumi, Hapoalim, ecc.) e le principali multinazionali come: Elbit Systems, HP, G4S/Allied Universal, AXA, CAF, PUMA, Caterpillar, General Mills / Pillsbury, Hyundai Heavy Industries, JCB, Volvo, Barclays Bank, Alstom, Motorola Solutions e CEMEX.

4. Annullare tutti gli impegni accademici, culturali, sportivi e turistici in Israele o supportati/sponsorizzati da Israele (o dai suoi gruppi di pressione e dalle istituzioni complici).

5. Unirti a una campagna BDS o a un gruppo strategico di solidarietà con la Palestina vicino a te per agire collettivamente ed efficacemente.

Canalizza la tua rabbia e mobilitati per smantellare l'apartheid e tutte le forme di razzismo e oppressione.

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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