Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale

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Saluto ai prigionieri e alle prigioniere in occasione della Conferenza di Lavoro del Soccorso Rosso Internazionale – novembre 2020

Cari compagni e care compagne,

I/le delegati/e partecipanti alla Conferenza di Lavoro del Soccorso Rosso Internazionale v’inviano i loro saluti più calorosi. La Conferenza si è tenuta in un contesto particolare legato alla seconda ondata del Covid-19, il che ha influenzato enormemente tale Conferenza sia a livello dei metodi che degli argomenti trattati. Senza grande sorpresa, Covid-19 ha occupato un posto particolare nei nostri scambi d’opinione. Ovunque la nostra classe deve affrontare il carattere antipopolare della gestione della pandemia con l’intensificarsi della repressione e delle privazioni economiche. Abbiamo in precedenza identificato la crisi legata alla pandemia come un’occasione storica per far progredire la coscienza e la lotta di classe. La sinistra rivoluzionaria resta comunque ancora troppo paralizzata dalla crisi e incontra difficoltà ad adattarsi alle nuove realtà. Eppure la nostra classe si mobilita soprattutto nei Paesi dell’Europa meridionale dove non esisterebbero né volontà politica, né margini finanziari per attenuare gli effetti della crisi o per scaglionarli nel tempo. Queste mobilitazioni ampie e radicali non corrispondono agli schemi tradizionali cui siamo abituati. I loro nuovi caratteri, che abbiamo cominciato a identificare attraverso l’esempio dei gilet gialli, sembrano confermarsi. Queste nuove mobilitazioni raggruppano fasce molto differenti di persone, ovvero proletariato, giovani e piccola borghesia. Queste mobilitazioni sono chiamate a svilupparsi con il peggioramento della crisi economica provocata dalla crisi sanitaria. Il nostro lavoro politico dovrà tener conto di questa nuova realtà, del fatto che le mobilitazioni, siano esse economiche (lotta per un reddito sostitutivo) o politiche (lotta per la difesa delle libertà), devono affrontare una repressione come elemento della guerra condotta dalla borghesia contro la nostra classe. Le rivolte di prigionieri cui alcuni/e di voi hanno aderito ne costituiscono peraltro un chiaro esempio La dialettica lotta/repressione/resistenza mostra nuovamente d’essere al centro del processo rivoluzionario, dialettica in cui voi svolgete un ruolo di primo piano. Il nostro lavoro prosegue su vari fronti: processo contro i/le manifestanti (fra l’altro quelli contro il G20), solidarietà ai/alle rivoluzionari/rivoluzionarie prigionieri (fra l’altro: Georges Abdallah, Nikos Maziotis, Pola Roupa, i/le prigionieri/e sottoposti ai regimi d’isolamento e 41bis in Italia, ecc.), solidarietà internazionale (fra l’altro con il Rojava che affronta una guerra permanente di bassa intensità condotta dal fascismo turco). Ci impegniamo a fare di tutte queste mobilitazioni dei momenti d’offensiva, dei momenti in cui gli attacchi del nemico si ritorcono contro di esso. Compagni, in questo periodo difficile la vostra partecipazione al processo rivoluzionario è più che mai essenziale. L’esempio della vostra resistenza nelle prigioni continua a ispirare e alimentare le nostre lotte. Vi rinnoviamo, cari/e compagni/e, i nostri saluti più calorosi.

Mercoledì 11 novembre 2020 si è svolta presso il Tribunale di Milano la seconda e ultima trance dell’Udienza Preliminare per decidere il rinvio a giudizio degli indagati per la contestazione della presenza delle bandiere dello Stato di Israele alla manifestazione del 25 aprile 2018 a Milano.

L’udienza si è conclusa con la decisione del Giudice di rinviare a giudizio, con l’accusa di minacce, lancio pericoloso di oggetti e resistenza a Pubblico Ufficiale aggravate da incitamento all’odio razziale, quattro compagni che da indagati sono così diventati imputati.

Anche questa è stata un’ulteriore dimostrazione della volontà di perseguire nella provocatoria equiparazione dell’antisionismo all’antisemitismo. Opporsi alla presenza delle bandiere di uno Stato fascista e terrorista che opprime il popolo palestinese alla manifestazione per la liberazione dal nazifascismo per questa magistratura va considerato un atto da perseguire penalmente confermando l’aggravante odiosa di incitamento all’odio razziale. Questo a supporto della politica prosionista dello Stato italiano che non perde occasioni per promuovere progetti di collaborazione con Israele in campo civile e militare.

Da parte nostra ribadiamo che questo non è un episodio isolato, ma fa parte di una campagna internazionale tesa a legittimare lo Stato sionista nel momento in cui si annette l’intero territorio della Palestina, trasferisce la capitale a Gerusalemme e proietta e sue mire offensive su tutto il Medioriente a suon di bombardamenti e omicidi mirati contro la resistenza palestinese e degli altri popoli arabi. Una campagna che ha visto processi simili al nostro in Francia e Germania dove sono anche state promulgate leggi che considerano l’antisionismo come antisemitismo.

Noi naturalmente rigettiamo in blocco questo piano accusatorio promosso anche con il nostro processo dai sionisti di casa nostra, rivendichiamo tutte le forme di solidarietà alla causa palestinese e invitiamo tutti i solidali e sensibili alle ragioni del popolo palestinese a trovare il modo di mobilitarsi o comunque di esprimersi anche in questa situazione caratterizzata dal lockdown.

Per quanto ci riguarda in quanto imputati intendiamo proseguire nella linea di trasformare il processo contro gli antisionisti in processo al sionismo.

Per ora informiamo tutti che la prima udienza del processo si terrà lunedì 11 gennaio 2021 alle ore 9 presso il Tribunale di Milano.

Tutti gli imputati

L’11/11/2020 si terrà la seconda udienza del processo contro cinque compagni accusati di “incitamento all’odio razziale” per aver contestato la presenza dei sionisti in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile 2018. Il 19/10/2020, in occasione della prima udienza, si è tenuto un presidio con slogan, striscioni e interventi.

Da diversi anni il corteo del 25 Aprile a Milano vede al suo interno la presenza organizzata dei sionisti legittimata e protetta, con tanto di servizio d’ordine, dal Partito Democratico e da altre forze della sinistra istituzionale. Questa è una palese operazione di propaganda politica condotta dallo Stato italiano, tesa a rafforzare i legami politici, economici, culturali e strategici ormai consolidati da decenni con lo Stato di Israele, funzionali a riaffermare e promuovere il ruolo dello Stato sionista, quale baluardo dell’imperialismo contro i popoli in lotta per l’autodeterminazione e contro gli Stati che non intendono sottostare ai diktat di USA, Unione Europea e di altri Paesi imperialisti.

Per queste ragioni da anni si è sviluppato un movimento antimperialista e a sostegno della lotta del popolo palestinese e dei popoli oppressi nella regione Mediorientale.

A Milano, da alcuni anni si organizza un presidio per contestare, con slogan, bandiere palestinesi, striscioni a sostegno della causa palestinese, la presenza sionista con tanto di bandiere israeliane nel corteo del 25 Aprile e i partiti che la sponsorizzano. In questa occasione lo Stato schiera decine di agenti in assetto antisommossa e di numerosi digos, schierati a difesa dei sionisti e contro i manifestanti.

In tale contesto si inquadra l’attacco repressivo contro i cinque compagni sotto processo.

Quest’operazione repressiva rappresenta un salto di qualità nelle strategie della controrivoluzione preventiva, in quanto capovolge la realtà accusando di razzismo i compagni. Infatti alle accuse di “terrorismo”, “estremismo” e “violenza”, utilizzate solitamente dallo Stato, in questa occasione nei confronti dei cinque compagni si usa, in modo subdolo e strumentale, l’accusa di razzismo contro chi invece ne fa costantemente un terreno di lotta. Tutto ciò in linea con il processo di equiparazione tra comunismo e fascismo, in corso dagli anni ’90 e condotto da apparati istituzionali e da partiti revisionisti, cui oggi va aggiunta anche la comunanza tra antisionismo e antisemitismo, ponendo sullo stesso piano filo palestinesi e fascisti. Operazioni che vengono avallate, anche a livello internazionale, tramite appositi provvedimenti legislativi, come ad esempio avvenuto in Francia e in altri Paesi europei.

L’altro aspetto rilevante di questa operazione repressiva è l’intenzione evidente dello Stato di colpire compagni impegnati da sempre nelle lotte anticapitaliste, nelle lotte sociali, contro la guerra e per la causa palestinese, tentando di servirsi di quest’attacco anche come deterrente per l’intero movimento di lotta.

E’ evidente che questo stato di cose consegue all’indebolirsi dei movimenti di lotta, favorito anche dalle posizioni pacifiste, riformiste e revisioniste egemoni nella Classe e talvolta purtroppo presenti anche nei movimenti. La realtà ha dimostrato, ad esempio sulla questione palestinese, che queste posizioni non hanno permesso la creazione dello Stato di Palestina e il miglioramento delle condizioni di vita del suo popolo. Occorre invece appoggiare le componenti della sinistra palestinese e quelle più radicali e risolute nello scontro con lo Stato sionista, sostenendo inoltre l’Intifada e le lotte dei prigionieri politici dentro le carceri israeliane.

Questo momento chiaramente non va inteso come punto d’arrivo, ma rappresenta un passaggio importante nella prospettiva di dare una continuità alla lotta più generale contro il capitalismo e l’imperialismo.

La solidarietà non si processa

Solidarietà di classe ai cinque compagni!

Contro l’imperialismo e il sionismo!

Abbattere il capitalismo!

Novembre 2020

Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale

Clicca sull’intestazione per vedere la locandina

Comunicato del “Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale” (CCRSRI) e dei “Proletari Torinesi – Per il Soccorso Rosso Internazionale” (PT-SRI)

OTTOBRE – MESE DI MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE PER

GEORGES ABDALLAH

Il 24/10/2020 si sono tenute diverse iniziative e azioni a Beirut, Gaza, Ramallah, Bruxelles, Francoforte, Ginevra, Tunisi, Goteborg, Valparaiso (Cile) e in altre città del mondo. Davanti al carcere di Lannemezan, in Francia, dove è rinchiuso il compagno Abdallah, si è tenuta una manifestazione alla quale hanno partecipato più di 600 compagn*, nonostante tutte le restrizioni imposte dall’emergenza Covid-19. Oltre ai vari partecipanti provenienti da diverse località della Francia, ha preso parte al corteo anche una delegazione dell’organizzazione palestinese “Alkarama”. L’iniziativa è stata caratterizzata da diversi interventi, dal lancio di slogan, dall’esposizione di manifesti e striscioni ed è stata effettuata la battitura alla cancellata esterna del muro della prigione.

Georges Abdallah è un rivoluzionario comunista libanese, militante per la causa palestinese, che ha fatto parte del “Fronte Popolare per la liberazione della Palestina” (FPLP) e delle “Frazioni Armate Rivoluzionarie Libanesi” (FARL), arrestato nell’ottobre 1984 a Lione (F), è stato processato e condannato all’ergastolo per le azioni condotte nel 1982 contro il colonello Charles Ray, alto funzionario militare presso l’ambasciata USA in Francia e Yakov Barsimantov, alto esponente del Mossad (Servizio segreto israeliano) presso l’ambasciata sionista a Parigi. Azioni condotte in rappresaglia all’invasione israeliana in Libano e alla guerra di sterminio contro i campi palestinesi (le migliaia massacrate a Sabra e Chatila).

Il compagno, detenuto da 36 anni, da sempre resiste in carcere senza cedere a compromessi, continuando a dare il suo contributo per la causa palestinese e di tutti i popoli oppressi; inoltre partecipa alle lotte dei prigionieri politici di vari Paesi del mondo attraverso lo sciopero della fame, riuscendo a coinvolgere anche i prigionieri detenuti a Lannemezan, ad esempio i militanti baschi. Per questo lo Stato francese continua a tenerlo in carcere, nonostante il compagno Abdallah sia liberabile già dal 1999 secondo la legislazione francese.

Georges Abdallah è divenuto un simbolo della lotta contro l’oppressione imperialista nel Medio Oriente e Maghreb e difatti nelle manifestazioni antigovernative di questi mesi in Libano le masse hanno inneggiato alla sua figura e nei territori occupati sono stati esposti striscioni in suo sostegno come ad esempio “Georges Abdallah è il nostro eroe”.

Il popolo palestinese e le organizzazioni d’avanguardia lo considerano una figura di primo piano nella lotta contro l’imperialismo e il sionismo e anche contro posizioni compatibili con le logiche capitalistiche.

Per noi è importante sottolineare, in questo percorso complesso e di grande valore, l’importanza che Georges Abdallah attribuisce alla lotta di classe quale elemento centrale dello scontro, così come i continui riferimenti alle lotte in Francia degli operai, dei ferrovieri e dei proletari delle banlieues.

In questa fase di crisi sociale devastante dove la repressione è sistematica, sostenere i prigionieri della guerra di classe, quelli/e che portarono e hanno portato a fondo lo scontro nelle fasi precedenti, significa sviluppare il filo rosso della nostra storia e gli elementi di forza per il nostro futuro.

Siamo nello stesso campo di classe, proletario: solidarietà e fronte unito, contro il capitalismo e l’imperialismo!

Ottobre 2020

Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI)

Proletari Torinesi per il Soccorso Rosso Internazionale (PT-SRI)

Manifestazione di Lannemezan

Manifestazione a Beirut, vicino all’Ambasciata francese

Cari/e compagni/e, cari/e amici/amiche,

All’alba di questo 37° anno di detenzione, eccovi di nuovo riuniti a pochi metri da queste mura abominevoli! Che emozione e che entusiasmo sapervi così vicini, in questo periodo di pandemia, blocco e coprifuoco! Questa mobilitazione di solidarietà nella diversità del vostro impegno mi apporta oggi molta forza e mi riscalda il cuore. Anzi, lungi dal passare inosservata, questa presenza solidale qui non lascia nessuno indifferente; dietro queste mura, crea un’atmosfera molto speciale di risveglio, entusiasmo e umanità. L’eco dei vostri slogan va oltre questo filo spinato e altre torri di guardia, risuona nelle nostre teste e ci trasporta lontano da questi luoghi sinistri.

Compagni, dopo tanti anni di prigionia e altrettanti anni di mobilitazione solidale, eccoci ancora insieme, fortemente risoluti, con immancabile determinazione, di fronte a questo 37° anno che si preannuncia ricco di lotte e speranze.

Certamente voi Compagni non ignorate che è anche grazie a queste diverse iniziative di solidarietà che possiamo resistere in questi luoghi cupi. Anni, lunghissimi anni di prigionia, mi rafforzano nella convinzione che di fronte alla politica di annientamento cui sono soggette le avanguardie rivoluzionarie prigioniere, sia sempre tramite la mobilitazione di solidarietà sviluppata sul terreno della lotta anticapitalista/antimperialista che possiamo fornire il supporto più significativo ai nostri compagni imprigionati, rafforzando così la loro resistenza.

Compagni, in questi tempi di crisi è chiaro che i detentori del potere del capitale cercano con tutti i mezzi di distogliere l’attenzione delle masse popolari dai veri interrogativi posti dalla crisi generale che scuote i pilastri del sistema. In questo periodo di pandemia nulla deve farci dimenticare che stiamo conducendo la lotta contro il Covid 19 nell’ambito del capitalismo, sotto il regno della borghesia, del valore e del profitto. Sappiamo tutti, Compagni, che questa battaglia non sospende la lotta di classe, loro cercano di coprirla con parole di circostanza ..

Occorre capire che chi critica la gestione di questa “crisi sanitaria”, senza combattere il dominio di classe che la ispira, ne complica la comprensione. Va detto che i propagandisti del sistema fanno sempre quanto occorre per deviare la rabbia delle masse popolari, soprattutto in tempi di crisi. I lavoratori, anche i meno politicizzati, sanno fino a che punto il sistema ospedaliero sia disposto a spendere oggi qui in Francia e forse anche molto più che altrove si attui il dominio della finanza sugli ospedali.

Compagni, come vedete, la crisi del sistema si è diffusa dappertutto molto prima della pandemia e peggiorerà ancora durante e dopo. Non occorre essere un esperto per vedere che stanno facendo di tutto per far sopportare alle masse popolari il peso di questa crisi, gettando nella miseria milioni di uomini e donne.

Da un Paese all’altro, le misure raccomandate al servizio del capitale sono quasi sempre identiche: far sostenere ai lavoratori i costi di mantenimento del loro moribondo sistema operativo. È chiaro, Compagni, che queste misure non fanno che amplificare la portata dei sinistri e accentuare ulteriormente la dinamica della crisi.

Compagni, per avanzare nella costruzione dell’alternativa rivoluzionaria appropriata, la convergenza delle lotte è più che essenziale. Il blocco storico dei lavoratori si costruisce e si struttura nella dinamica globale della lotta in tutte le sue componenti. Solo insieme, ed esclusivamente insieme, i proletari e le varie componenti delle masse popolari di questo Paese possono arginare e impedire la crescente importanza di tutti i processi di fascistizzazione in corso. Incoraggiamo sempre più Compagni a attivarsi per i vari processi di convergenza delle lotte a livello locale oltre che regionale e ancor di più a livello internazionale.

Come potete vedere, Compagni, la borghesia araba in maggioranza ora mostra in modo impeccabile il suo allineamento nel campo nemico. Ciò non manca, da un lato, di influenzare la lotta delle masse popolari palestinesi e, dall’altro, di affermare il ruolo speciale svolto dalla causa palestinese come una delle principali leve della rivoluzione araba. La Resistenza Palestinese ha e dovrà affrontare il blocco reazionario arabo-sionista diretto dalle potenze imperialiste.

Ogni giorno la Palestina ci fornisce ogni insegnamento in termini di abnegazione e coraggio di eccezionale significato. Più che mai le masse popolari palestinesi, nonostante tutti i tradimenti della borghesia, assumono il ruolo di vero garante della difesa dei propri interessi. Di fronte all’occupazione e alla barbarie dell’occupante, la prima risposta legittima da esprimere sopra ogni altra cosa è la solidarietà, ogni solidarietà, verso coloro che con il loro sangue affrontano la milizia dell’occupazione.

Le condizioni detentive nelle carceri sioniste stanno peggiorando di giorno in giorno, e come sapete Compagni, per affrontarle, la solidarietà internazionale si rivela un’arma essenziale. Naturalmente le masse popolari palestinesi e le loro avanguardie rivoluzionarie possono sempre contare sulla vostra mobilitazione e la vostra attiva solidarietà.

Che fioriscano mille iniziative di solidarietà a favore della Palestina e della sua promettente Resistenza!

Che fioriscano mille iniziative di solidarietà a favore dei “Fiori” e dei “Leoncini” palestinesi!

Solidarietà, ogni solidarietà ai combattenti della resistenza nelle carceri sioniste e nelle celle d’isolamento in Marocco, Turchia, Grecia, Filippine e altrove nel mondo!

Solidarietà, ogni solidarietà verso i giovani proletari dei quartieri popolari!

Solidarietà, ogni solidarietà ai proletari in lotta!

Solidarietà, ogni solidarietà verso le masse popolari yemenite!

Onore ai martiri e alle masse popolari in lotta!

Abbasso l’imperialismo, i suoi cani da guardia sionisti e altri reazionari arabi!

Il capitalismo non è altro che barbarie, onore a tutti coloro che vi si oppongono nella diversità delle loro espressioni!

Insieme compagni e solo insieme vinceremo!

A tutti voi compagni e amici/amiche i miei saluti rivoluzionari

Il vostro compagno Georges Abdallah

Nota a pié di pagina

“Fiori e Leoncini palestinesi”: i/le giovani palestinesi

Manifestazione di Lannemezan

Pubblichiamo la dichiarazione di Georges Abdallah in occasione dell’iniziativa  organizzata il 12/9/2020 a Parigi dalla Campagna unitaria Ile de France.

Cari/e compagni/e, cari/e amici/amiche

in questo tempo di crisi, catastrofi e grandi lotte, il vostro raduno di questa sera mi riempie di forza e mi riscalda il cuore. Certamente, né i grandi spettacoli di compassione con sfumature neocoloniali, né la strategia della tensione con catastrofi sconcertanti, né la repressione civile a colpi di granate di “disaccerchiamento” e tanto meno la repressione bestiale e l’assassinio di manifestanti potrebbero porre fine alla mobilitazione in atto delle masse popolari nel mondo.

Pandemia o meno, blocco associato a bombardamenti intermittenti a Gaza e rastrellamenti quasi giornalieri all’alba in Cisgiordania e altrove, la lotta continua in ogni forma e si afferma con sempre più determinazione e abnegazione. Pur in presenza di martellamento mediatico, disinformazione e altre manipolazioni nulla cambia, la crisi del sistema è di tale entità che le masse popolari, da un Paese all’altro, vengono spinte imperiosamente a tornare al centro dell’attenzione politica. Non potendo più restare indifferenti al peggioramento delle loro precarie condizioni di vita, escono dal torpore come per incanto e chiedono conto a chi si è creduto intoccabile. Improvvisamente inizia a prendere forma davanti a noi una nuova era, e tante speranze cominciano a profilarsi all’orizzonte.

Nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo, la protesta non smette di propagarsi e tradursi in rivolte quasi insurrezionali di tipo particolare. Tuttavia, la diversità delle espressioni di questa lotta, così come l’entusiasmo e la determinazione di alcuni settori delle masse popolari, non possono farci dimenticare le vere contraddizioni dentro il movimento. La stratificazione della classe e la sua debolezza strutturale, la generalizzazione della precarietà esistenziale, e soprattutto l’ampiezza del lavoro informale su scala mondiale, specialmente nei Paesi del Sud, fanno sì che la piccola borghesia e le sue varie proposte abbiano un peso notevole a tutti i livelli e non solo rispetto alla leadership politica del movimento, il che consente uno spazio abbastanza grande alla manipolazione da parte delle forze imperialiste e dei loro cani da guardia reazionari.

Resta il fatto che insieme e solo insieme i proletari e le varie componenti delle masse popolari vinceranno. Certamente è un lungo percorso segnato da insidie e contraddizioni e soprattutto lotta ideologica. Sappiamo per certo che i vari movimenti sociali oggi alla ribalta possono vincere solo se riescono a sbarazzarsi delle scorie della borghesia. Ed è allora e solo in quel momento che il “blocco sociale rivoluzionario” adempirà il suo compito di Soggetto della Storia. È nel corso dello sviluppo della lotta che si costruisce l’identità di classe e si precisa il suo ruolo politico. Non dobbiamo mai dimenticare che il blocco storico dei lavoratori si costruisce e prende forma nella dinamica globale della lotta in tutte le sue componenti.

Per questo, Compagni, siamo chiamati a fare sempre il necessario per promuovere i diversi processi di convergenza delle lotte, a livello locale e regionale e ancor più a livello internazionale. Come vedete, Compagni, la borghesia araba, ora in maggioranza mostra apertamente il suo allineamento nel campo del nemico. Ciò che non manca, da un lato, d’incidere sulla lotta delle masse popolari palestinesi e, dall’altro, di affermare il posto speciale della causa palestinese come una delle principali leve della rivoluzione araba. Ovviamente, la lotta all’interno del blocco sociale della rivoluzione dovrebbe smetterla con il tergiversare e altri compromessi della borghesia per poter fronteggiare ogni proposta “liquidazionista”. La Resistenza palestinese ha e dovrà affrontare il “blocco reazionario arabo-sionista” diretto dalle potenze imperialiste. Naturalmente in Libano, la Resistenza, questo traguardo storico, è la linea rossa che va imperativamente mantenuta come indicatore di ciò che è progressista e rivoluzionario e di ciò che non lo è. Qualsiasi richiesta non legata all’affermazione e allo sviluppo della Resistenza può solo essere condannata. Il Libano di Gouraud è morto. Resta da costruire il nostro, che si realizza nel suo orizzonte arabo, con la liberazione della Palestina, consolidando e generalizzando la Resistenza che ha avuto la meglio sull’occupazione e messo in scacco l’aggressione sionista del 2006.

Che mille iniziative di solidarietà fioriscano a favore della Palestina e della sua promettente Resistenza!

Solidarietà, ogni solidarietà ai combattenti della resistenza nelle carceri sioniste e nelle celle d’isolamento in Marocco, Turchia, Grecia, Filippine e altrove nel mondo!

Solidarietà, ogni solidarietà ai giovani proletari dei quartieri popolari!

Solidarietà, ogni solidarietà ai proletari in lotta!

Onore alle masse popolari yemenite in lotta contro le forze imperialiste!

Abbasso l’imperialismo e i suoi cani da guardia sionisti e altri reazionari arabi!

Il capitalismo è solo barbarie, onore a tutti quelli e quelle che vi si oppongono nella diversità delle loro espressioni!

Insieme Compagni, solo insieme vinceremo!

A tutti voi, Compagni/e e Amici/Amiche, i miei più calorosi saluti rivoluzionari.

Il vostro compagno Georges Abdallah

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

Lotte e repressione

Dal sito “political-prisoners.net (Netzwerk)

Germania

Contributo di Rete Libertà per tutti i prigionieri politici (Netzwerk) in occasione della manifestazione il 5 settembre, con lo slogan “La nostra solidarietà contro la loro repressione”

7 settembre 2020

Le incursioni del 31 agosto, dirette contro Roter Aufbau (Struttura Rossa, n.d.t.) e il suo ambiente, rappresentano attualmente un nuovo livello di repressione statale contro le forze della sinistra radicale in RFT, in termini di portata e accuse.

Dopo le proteste di massa contro il vertice G20 ad Amburgo nel 2017 e gli innumerevoli procedimenti legali seguiti, già iniziati e prossimi, sembra essere stato trovato un altro mezzo per criminalizzare le strutture organizzate.

Auguriamo ai colpiti molta forza e solidarietà, sapendo per nostra esperienza quali effetti possa avere questo tipo di repressione sulla propria struttura. Alcuni anni fa anche i compagni nostri si sono trovati di fronte a un’indagine ai sensi dell’art. 129 del codice penale. Tranne per un compagno, le indagini sui 9 imputati all’epoca sono state chiuse. Per uno di noi l’esito del procedimento è ancora aperto e sebbene la procura della Repubblica abbia presentato un rinvio a giudizio quasi due anni fa, non c’è ancora una data per il processo.

Ciò dimostra che trattasi di un processo lungo che richiede anni e l’obiettivo è turbare gli accusati e il loro ambiente e paralizzare il loro lavoro politico.

Proprio per questo non dobbiamo cadere in stato di shock, ma piuttosto unire la nostra rabbia sui governanti che cercano di sabotarci, cioè dobbiamo restare uniti in questi tempi e laddove alcuni siano indeboliti, gli altri devono star loro accanto.

È anche vero che questa nuova ondata repressiva colpisce tutti, non sappiamo chi sarà il prossimo a essere criminalizzato in questo modo dalle autorità statali repressive.

Abbiamo mantenuto la nostra posizione di “Netzwerk” e la nostra idea di un fronte di difesa comune contro la lotta di classe dall’alto nella nostra coscienza di sé, come segue:

“Per riuscire a respingere gli attacchi repressivi come sinistra militante e rivoluzionaria unita, dobbiamo evidenziare una posizione comune per abolire le condizioni oppressive, su base solidale senza riserve ideologiche e considerare questo come il punto di partenza per una pratica comune. Questo perché la resistenza antifascista, anticapitalista, antirazzista, anti-patriarcale e antimperialista è perseguita e attaccata attraverso differenze ideologiche. Vogliamo difendere insieme la politica di sinistra! Insieme siamo attaccati e insieme dobbiamo difenderci. Cinque dita costituiscono un pugno!”
Esprimiamo la nostra solidarietà a chi lotta per un mondo migliore e perciò sono perseguiti dallo Stato. Inviamo saluti solidali a Roter Aufbau e ai colpiti dalla repressione: non lasciatevi intimidire, non lasciatevi sopraffare!

Difendere la politica di sinistra, in strada e in tribunale!

Infine, vorremmo richiamare brevemente l’attenzione su un altro argomento:

in Turchia, i detenuti hanno sempre lottato contro le loro condizioni carcerarie con scioperi della fame. Quest’anno 4 compagni sono già caduti durante questa resistenza.

Mustafa Koçak, un prigioniero politico che si è battuto per un processo equo, Ibrahim Gökçek e Helin Bölek, musicisti del collettivo/band rivoluzionario Grup Yorum, che hanno combattuto contro i divieti dei concerti, e la scorsa settimana abbiamo perso l’avvocatessa per i diritti umani Ebru Timtik, che pure ha lottato per giustizia. Per attirare l’attenzione su questi temi, ogni sabato alle 15 in Oranienplatz si svolge un raduno. Il tema è la giustizia e tutti sono cordialmente invitati a fermarsi in Oplatz, perché questo è anche un luogo dove si devono unire le lotte e la resistenza.

In questo senso, viva la solidarietà internazionale!

Paese basco

8 settembre 2020

Il prigioniero di ETA (Paese basco e Libertà, n.d.t.), Igor González Sola, è stato trovato morto nella sua cella singola nella prigione di Martutene a San Sebastián venerdì 5 settembre. González Sola è stato condannato nel 2005 a 20 anni per crimini di “collaborazione con una banda armata”, “deposito di armi” e “falsificazione di documenti ufficiali”. Nel novembre 2018, il Segretariato generale delle istituzioni penitenziarie ha approvato il suo trasferimento dal carcere di Madrid II al penitenziario di Soria. Lo scorso luglio è stato trasferito nel carcere di Martutene a San Sebastian.

Bruxelles

8 settembre 2020

La grande manifestazione per la sanità di domenica 13 settembre, da tempo programmata, chiede un rifinanziamento delle professioni sanitarie e del sistema sanitario affinché si possa garantire a tutti/e l’accesso a cure di qualità, così come il vero benessere sul lavoro. In questo contesto, “La Santé en Lutte” (la Sanità in lotta, n.d.t.) ha respinto il tentativo di vietare la manifestazione:“La vostra giustificazione è la situazione sanitaria presente nel Paese. Tuttavia, in questo Paese autorizzeremo molto presto 10.000 tifosi allo stadio Sclessin, tollereremo migliaia di visitatori al giorno nei parchi di divertimento e la frequentazione illimitata di vie dello shopping come rue Neuve a Bruxelles. Tutti questi raduni che generano rischi sono consentiti, ma è chiaro che la protesta sociale rimane imbavagliata “. 

A seguito del mantenimento di questa condotta le autorità hanno deciso infine di tollerare un raduno statico in diversi gruppi, tra la stazione centrale e il Mont des Arts.

Belgio

8 settembre 2020

Un movimento di sciopero è iniziato giovedì 3 settembre la fine giornata quando si sono riscontrati 9 casi di coronavirus nel dipartimento logistico di AB Inbev a Jupille, vicino a Liegi. La FGTB, su iniziativa del movimento di sciopero iniziato giovedì scorso, ritiene che l’azienda abbia tardato a reagire, rilevati i primi casi. La direzione dice che è “aperta a qualsiasi discussione sulle preoccupazioni dei dipendenti e dei loro rappresentanti” … ma ha chiamato gli ufficiali giudiziari per togliere di mezzo il picchetto..

Catalogna / Spagna

8 settembre 2020

L’ufficio del procuratore generale spagnolo ha presentato il suo rapporto annuale per l’anno 2019. Nel capitolo dedicato al “terrorismo interno” sono citati i Comitati di Difesa della Repubblica (CDR) e la piattaforma ” Tsunami democratico ” a fianco di ETA (Paese basco e Libertà, n.d.t.), GRAPO (Gruppi di Resistenza Antifascista Primo Ottobre, n.d.t.) e altri gruppi armati anarchici. L’ufficio del procuratore generale definisce i CDR e lo “Tsunami democratico” come “movimenti d’indipendenza catalani violenti”. Il documento si basa sulla presunta relazione tra 9 persone arrestate nel settembre 2019 nell’ambito dell’operazione Judas) e CDR. La procura afferma quindi che questi 9 attivisti fanno parte di una “squadra di intervento tattico” del CDR, incaricata di preparare “azioni violente”. Anche le azioni di solidarietà verso i condannati nel contesto dello “Tsunami democratico” sono prese di mira dall’ufficio del procuratore, che prende atto in particolare della preparazione di queste azioni tramite mezzi di comunicazione criptati come Telegram.

Cile

9 settembre 2020

Dopo 60 giorni di sciopero della fame, 4 prigionieri mapuche nel carcere di Lebu hanno radicalizzato la loro mobilitazione annunciando che dal pomeriggio di giovedì 10 settembre non berranno più liquidi. Appartengono a un gruppo di 12 prigionieri in sciopero della fame. Altri tre prigionieri mapuche continuano lo sciopero della fame iniziato 50 giorni fa nel carcere di Temuco. In tutto, 23 mapuche sono in sciopero della fame: 3 nel carcere di Temuco, 8 nel carcere di Angol e 12 nel carcere di Lebu. Chiedono migliori condizioni di lavoro e di vita per la loro gente attraverso l’applicazione della Convenzione 169 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro relativa ai popoli indigeni e tribali.

Inoltre, militanti mapuche si sono scontrati oggi con i carabineros a Temuco durante le manifestazioni mapuche volte a interrompere l’incontro tra Karla Rubilar, portavoce del governo e leader indigeni. Militanti hanno interrotto il traffico ed eretto barricate. Infine, gruppi di militanti mapuche hanno rivendicato, nei giorni scorsi, attacchi contro camion e attrezzature forestali (principalmente incendi dolosi), per richiedere la restituzione delle terre sottratte loro durante la colonizzazione.

Argentina

11 settembre 2020

Il femminicidio della 14enne Ludmila Pretti ha scatenato una serie di incidenti nella cittadina di Moreno. La polizia ha permesso che il principale sospettato lasciasse tranquillamente la stazione per “cercare un giornale” e da allora è scomparso. Gruppi di manifestanti hanno poi bruciato pneumatici e lanciato pietre contro il commissariato. Forze di polizia sono state dispiegate per proteggere l’edificio e gli scontri sono continuati

Colombia

11 settembre 2020

Violenti disordini sono scoppiati mercoledì 9 settembre a Bogotà e in altre parti della Colombia, dopo la morte di un uomo sottoposto a ripetute scosse elettriche da poliziotti che l’immobilizzavano a terra. La scena dell’arresto è stata trasmessa sulle reti sociali. Il filmato di quasi due minuti mostra 2 poliziotti motociclisti colombiani, entrambi con casco, gettare a terra l’avvocato 46enne, Javier Ordoñez, e poi infliggergli ripetutamente lunghe scosse con le loro pistole elettriche a impulsi. “Per favore, smettetela,” sentiamo ripetere l’uomo a terra. I testimoni sulla scena hanno anche chiamato la polizia: “Per favore, smettetela, vi riprendiamo” con un cellulare.

Nel pomeriggio, centinaia di persone si sono radunate per protestare fuori del commissariato dove la vittima è stata condotta prima di morire. I manifestanti hanno spruzzato vernice rossa sulla facciata dell’edificio e lanciato pietre, scandendo “resistenza”. La polizia ha tentato di disperdere la folla con granate assordanti e sparando candelotti di gas lacrimogeno, ma le proteste si sono estese ad altre zone di Bogotà. Rivolte, incendi e altri attacchi contro 56 commissariati sono accaduti nel settore nord e ovest della capitale, ma anche a Medellín, Barranquilla, Popayan, Cali e Neiva. Sette persone sono state uccise durante i disordini e 70 persone sono state arrestate per “violenza contro la polizia”.

Tutti gli Aggiornamenti Internazionali si trovano nella pagina specifica del blog.

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

Guerra popolare e controrivoluzione

da: respark.nu.en

India

PCI (maoista): Complotto di propaganda di New Delhi

comunicato stampa

3 settembre 2020

Complotto di propaganda di Nuova Delhi

Condanniamo la brutale menzogna del governo di Modi nella narrazione della “resa di Ganapathy”. Questo complotto di propaganda è stato pianificato sotto la guida di Modi, Amit Shaw, appoggiato da Ajith Doval e Vijay Kumar i responsabili della brutale macchina di sicurezza indiana, nonché da Telangana SIB (Banca dell’India meridionale in Telangana, n.d.t.) e l’agenzia di intelligence del Chhattisgarh.

Tutta l’economia indiana è nella morsa di una grave recessione economica, sotto la direzione del fascista Modi & gang. La grave difficoltà attraversata dall’economia è cresciuta con la pandemia da Covid-19. Il mare di protesta popolare aumenta di giorno in giorno contro il governo di Modi. La strategia del ministero degli Interni tesa a creare la Nuova India, mettendo fine al Partito Maoista entro il 2022, è completamente fallita. Il governo Modi non è riuscito ad affrontare la questione delle nazionalità, come il Kashmir e il Naga, tranne dispiegare l’esercito. Il governo di Modi ha incarcerato molti in nome dei maoisti urbani, con opinioni deferenti e impegno sociale. Vara Vara Rao, Saibaba, Anand Teltumbde, Sudha bardwaj, Shoma sen, Vernen Gonjalves, Arun Ferara, Rona Wilson, Surendar Gadling, Goutham Navalakka, Sudeer Dawle,Mahesh Raotu in quanto attivisti sociali e prominenti sono stati imprigionati, in base a casi inventati senza processo. Con questa legge fascista e brutale, il governo Modi ha affrontato l’ira del popolo a livello nazionale e internazionale. Le folli bande guerrafondaie di Modi … hanno fallito del tutto nel trattare con i Paesi vicini. Il governo Modi ha fallito completamente nel risolvere la recente lite sulla valle Galvan con la Cina, che ha diffamato il governo in patria e all’estero. Il governo è in una condizione disperata, fa propaganda malevola con menzogne inventate, associata alla repressione fascista “SAMADHAN” contro il nostro partito e il popolo. Ciò nonostante, il nostro partito e il nostro movimento si sono rafforzati in alcuni Stati come il Telangana e altrove.

Il compagno Ganapathy due anni fa ha spontaneamente deciso di lasciare la responsabilità di segretario generale del partito a causa dell’età e di disturbi comuni. È una cosa comune nella vita di tutti. Non ha alcuna relazione con questa brutale bugia. Per ingannare la gente e sviare l’intera popolazione, il governo Modi diffonde maliziosamente la “storia della resa”.del compagno Ganapathi.

In breve, il governo fascista di Modi, … ha fallito internamente ed esternamente su tutti i fronti. Per costruire la fiducia nelle forze corporative e ostacolare la fiducia del popolo verso il nostro partito, questi traditori hanno preparato questa “storia di alta tensione della resa”. Chiediamo alla gente di liberare questo suolo indiano da questi traditori. Il governo sta cercando di diffamare la leadership del nostro partito a livello internazionale. Il nostro comitato centrale si è impegnato per la causa dei popoli, forte di notevole esperienza ideologica e politica. Facciamo appello alla classe operaia, ai contadini, alla piccola borghesia, a tutti i democratici, alle personalità di spicco, ai progressisti, ai patrioti, alle forze antimperialiste affinché condannino la crudele propaganda dei media corporativi pagati.

Ancora una volta, condanniamo la brutale menzogna del governo Modi riguardante la storia della resa. Stiamo dichiarando che continueremo la lotta contro le classi dominanti, sotto la guida del nostro comitato centrale, con forte determinazione fino al successo della rivoluzione.

Con saluti rivoluzionari

Portavoce Abhay,

Comitato centrale del PARTITO COMUNISTA dell’INDIA (MAOISTA)

4 settembre 2020

Appello del PCI maoista per bandh (n.d.t. sciopero armato) dopo uccisione di un suo quadro da parte della polizia durante falso scontro

4 settembre 2020

Kothagudem: Il PCI (maoista) ha rivelato l’identità del suo quadro ucciso giovedì 3 settembre in uno scontro con la polizia nel distretto, descritto come falso. Secondo quanto dichiarato qui venerdì da Azad, segretario del Comitato divisionale del partito per la zona Bhadradri Kothagudem-East Godavari (BK-EG), il quadro assassinato era Dudi Devalu alias Shanker, originario del villaggio di Arlapalli nell’area di Konta compresa nel distretto di Sukma, nello Stato del Chhattisgarh.

Shanker si è unito ai maoisti nel 2013, è stato trasferito a Telangana dalam, divenendo Membro del Comitato di Area (ACM) e comandante. È stato ucciso a colpi d’arma da fuoco dalla polizia dopo essere stato arrestato il 3 settembre, quando si era recato in ospedale per curarsi di una malattia. È stato torturato prima di essere ucciso nelle foreste di Devarlagudem-Dubbugudem nel mandal Gundala, secondo la dichiarazione. La polizia ha arrestato un gran numero di attivisti del PCI (maoista), torturandoli e imprigionandoli, ha dichiarato Azad.

La polizia di Telangana ha condotto una falsa campagna sotto mentite spoglie rispetto a Adivasi Sanghalu e Telangana Parirakshana, descrivendo i maoisti come persone contro lo sviluppo. Ma il popolo sa bene che governanti con mentalità feudale e forze capitaliste sono i veri nemici dello sviluppo, ha sostenuto Azad. Questi ha lanciato un appello alla gente dei distretti di Bhadradri Kothagudem e Mahabubabad in Telangana e East Godavari, nell’Andhra Pradesh, affinché si osservi un giorno di bandh (sciopero armato, n.d.t.) il 6 settembre, in segno di protesta contro l’uccisione di Shanker da parte della polizia.

Corpo consegnato ai familiari

Nel frattempo, i membri della famiglia del defunto quadro maoista, Shanker, sono giunti qui venerdì dal Chhattisgarh per portare il corpo nel suo luogo natale, al fine di svolgere gli ultimi riti. Il cadavere è stato consegnato loro dopo averlo identificato, ha detto la polizia.

(…)

Fonte:

https://telanganatoday.com/maoists-identify-naxal-killed-in-encounter-calls-for-bandh-on-sep-6

Lotte e repressione

Francia

3 settembre 2020

Un ingegnere del Centro nazionale per gli studi spaziali (Cnes) è stato licenziato dopo essersi visto criticare dalla DGSI (Direzione generale delle sicurezza interna, n.d.t.) per contatti con “ultrasinistra” nel 2010 e nel 2017. Questo ingegnere è stato assunto in CDD (con contratto a tempo determinato, n.d.t.) nel dicembre 2017 presso un subfornitore del Cnes, ottenendo in itinere l’autorizzazione all’accesso della zona a regime restrittivo (ZRR), dove vengono trattati dati sensibili. Ha poi firmato un CDI (contratto a tempo indeterminato, n.d.t.) nell’aprile 2019, ed è allora che è stata aperta un’indagine amministrativa, come previsto dalla legge, per verificare che il suo “comportamento […] non fosse incompatibile con l’esercizio delle funzioni o missioni previste”. È stato espresso un parere sfavorevole. Il dipendente si è visto negare l’accesso alla zona a regime restrittivo del Cnes, su segnalazione della DGSI, prima d’essere licenziato. La nota in bianco della DGSI che l’ha condannato, dice solo che “è noto alla DGSI per essere apparso nel 2010 e nel 2017, all’interno del movimento di estrema sinistra radicale”. La DGSI cerca la sinistra rivoluzionaria fin dentro la comunità scientifica

3 settembre 2020

Licenziamento di un consigliere di Pôle Emploi e di uno scioperante di SNCF (Ferrovie francesi, n.d.t.) a luglio, trasferimento d’ufficio di un ispettore del lavoro e licenziamento di uno scioperante RATP (Ente autonomo dei trasporti parigini, n.d.t.) ad agosto, consulenza disciplinare per gli scioperanti dell’Istruzione nazionale o della Posta al rientro, fino all’attuazione di licenziamenti, addirittura nel settore della sanità in piena epidemia … qualche mese dopo in Francia è ripartita forte la repressione anti-sindacale. Di fronte a questa offensiva di padroni e governo, una decina di comitati di sostegno hanno deciso di unirsi e chiamare a un incontro interprofessionale contro la repressione. Trattasi di comitati e campagne di sostegno per: Anthony Smith (funzionario sindacale presso l’ispettorato del lavoro), Alexandre El Gamal (RATP), Éric Bezou (SNCF), Yann Gaudin (Pôle Emploi), Les 3 de Melle (Istruzione), infermieri di Rouvray (Ospedale), ( Anissa Amini (EHPAD), Vincent Fournier (La Poste), Gael Quirante (La Poste), Roga e Victor (Università).

Questo incontro si terrà mercoledì 16 settembre alle 19:30 a Parigi, in Annexe de la Paris Bourse du Travail (sala Hénaff), 29 bd du Temple, Parigi 3 (metro République).

Dati i limiti di capienza delle sale dovuti a un contesto sanitario, è prevista una ritrasmissione in diretta su Facebook.

Paese basco

3 settembre 2020

Unai Etxebarria, portiere del club Granada CF, ha indossato una maglietta durante una partita a sostegno degli 8 giovani di Altsasu, nel Paese basco. Questi sono stati condannato a pene detentive, da 2 a 13 anni, dopo una rissa nell’ottobre 2016 con 2 membri della Guardia Civil. Questa espressione di solidarietà ha scatenato una campagna di estrema destra cui il club ha reagito aprendo un procedimento disciplinare contro Unai Etxebarria, che ha condotto al suo licenziamento pochi giorni fa. In risposta, 200 persone si sono radunate domenica 30 agosto su chiamata del collettivo Gu Ere Bai! a sostegno di Unai Etxebarria nella sua città natale di Getxo, a nord di Bilbao.

USA

6 settembre 2020

Michael Reinoehl, militante antifascista, è stato ucciso giovedì 3 settembre a Lacey, Washington, da poliziotti venuti ad arrestarlo, con 13 proiettili sparati da agenti federali, mentre aveva appena lasciato un appartamento ed era salito su un’auto. Michael Reinoehl, un frequentatore delle manifestazioni di Black Lives Matter (BLM) a Portland, era sospettato d’aver sparato a un militante di estrema destra in uno scontro. Quest’ultimo era un membro del “Patriot Prayer” ed è stato implicato in attacchi contro le manifestazioni BLM.

Bulgaria

4 settembre 2020

Migliaia di persone si sono radunate davanti al parlamento bulgaro nella capitale Sofia mercoledì 3 settembre per protestare contro la corruzione e chiedere le dimissioni del premier Boyko Borisov. È una delle maggiori manifestazioni dall’inizio del movimento di protesta da inizio luglio. Le tensioni si sono acuite a fine serata e sono avvenuti scontri tra alcuni manifestanti e la polizia. Di fronte al lancio di petardi e molotov, la polizia ha utilizzato idranti e schierato un cordone di sicurezza davanti al parlamento. La polizia ha detto d’aver effettuato una sessantina di arresti.

Palestina

5 settembre 2020

Il governo israeliano ha deciso di non restituire alle loro famiglie i corpi dei palestinesi uccisi dall’esercito d’occupazione israeliano. Nel 2019, almeno 132 palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane. Si ignora quanti corpi siano stati tenuti dalle autorità israeliane e poi restituiti alle famiglie. Finora, Israele ha solo rifiutato la restituzione delle spoglie dei combattenti Hamas uccisi in scontri che hanno causato vittime israeliane. D’ora in poi, i corpi dei palestinesi uccisi in scontri con forze d’occupazione israeliane saranno conservati, anche se questi scontri non hanno causato vittime israeliane.

Belgio

5 settembre 2020

Karim Ben Aïssa, giudice di pace presso il comune di Molenbeek è passibile di una procedura di licenziamento per aver pubblicato sulla sua pagina Facebook articoli che mettono in discussione le politiche governative nella gestione del coronavirus (uso di mascherina generalizzato, blocco, ecc.). Karim Ben Aïssa è un membro di PTB (Partito del lavoro belga, n.d.t.), delegato sindacale e presidente della sezione locale del CGSP (Confederazione generale dei servizi pubblici, n.d.t.), che ieri mattinaera presente davanti al municipio di Molenbeek in suo sostegno.

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Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

Guerra popolare e controrivoluzione

India

31 agosto 2020

Lunedì 31 agosto, un vice-ispettore di polizia del Chhattisgarh è stato giustiziato dai guerriglieri maoisti nel distretto di Bijapur (Bastar). Il poliziotto è scomparso la sera di domenica 30 agosto nella regione del distretto di Kutru. Oggi, il suo corpo è stato trovato lungo la strada Kutru-Naimed nel distretto di Bijapur. Il poliziotto sarebbe stato rapito e poi ucciso dalla milizia locale del PCI (maoista). La polizia distrettuale ha avviato un’importante operazione di rastrellamento in zona.

Lotte e repressione

Bruxelles

29 agosto 2020

Una sessantina di parenti di detenuti hanno manifestato sabato 29 agosto davanti al carcere di Saint-Gilles per chiedere di poter ancora una volta avere contatti fisici con i loro familiari o amici. Questi contatti sono vietati a causa di misure per combattere la diffusione del coronavirus. Le visite sono consentite solo dietro un plexiglass e i visitatori devono urlare per farsi sentire. I parenti dei detenuti chiedono il ripristino di visite “normali” nonché la possibilità di un contatto fisico su presentazione di un certificato medico attestante che il visitatore è negativo al coronavirus. È stato ripetutamente suggerito di porre i detenuti in quarantena dopo una visita con contatto fisico, ma nessuna reazione è seguita né dal ministero della Giustizia né dalle autorità carcerarie. Niente viene disposto per i prigionieri e i loro visitatori, mentre le guardie continuano a fare avanti e indietro tra casa loro e la prigione, toccano i detenuti senza indossare guanti ed entrano nelle celle. Inoltre, molte guardie non indossano maschere.

31/08/2020

Dopo la morte dell’avvocatessa Ebru Timtik in seguito al suo sciopero della fame, l’avvocato Aytaç Ünsal è in condizioni critiche, così come due attivisti rivoluzionari, Didem Akman e Özgür Karakaya . Una manifestazione si svolgerà martedì 1° settembre alle 17, davanti all’ambasciata turca, 4 rue Montoyer, 1000 Bruxelles (metro Trône). È stato redatto un appello sottoscritto congiuntamente da Alleanza internazionale per la difesa dei diritti e delle libertà AIDL, Comitato per la libertà di espressione e associazione (CLEA), Centro democratico curdo-Belgio, Soccorso Rosso Belgio, Unione delle donne socialiste (SKB), Fronte popolare in Belgio, Partisan, Unione dei lavoratori immigrati europei.

da: actforfree.nostate.net

Grecia

Salonicco, Grecia: veicolo diplomatico incendiato per Ebru Timtik e squat Terra Incognita

30 agosto 2020

Il 17 agosto, le forze dell’esercito di occupazione della Repubblica invadono e sgomberano lo spazio occupato Terra Incognita. Confiscano attrezzature logistiche, materiale politico e mezzi di lotta sociale e di classe. Dopo giorni di indagini decidono di sigillare l’edificio.

Lo spazio occupato Terra Incognita da anni è uno dei più storici punti di riferimento della lotta radicale e dell’azione antiautoritaria. Accanto ai militanti imprigionati e agli esclusi dallo stato sociale dello Stato e dalla prosperità capitalista, presenti nel movimento antifascista, nelle lotte sociali e di classe, nei cortei, nei conflitti, negli interventi e attacchi contro lo Stato e gli interessi capitalisti.

La presa in ostaggio del territorio liberato di Terra Incognita da parte dello Stato è una sfida e una chiamata alla guerra costante. La difesa dello spazio occupato apre a un nuovo periodo di conflitto aperto e costante, con tutti i mezzi. Conflitto non solo a livello operativo con i meccanismi repressivi, ma anche a livello politico-ideologico con i meccanismi di propaganda statale e capitalista che tentano di criminalizzare l’azione rivoluzionaria e la lotta sociale.

Intensificando questo conflitto, rivendichiamo la responsabilità per l’incendio doloso di un veicolo del corpo diplomatico in via Ioanni Varvaki a Salonicco, all’alba di giovedì 27 agosto. Chiediamo al mondo della lotta di rivolgere l’appello dei nostri compagni per il Coordinamento internazionale in un fuoco ardente di solidarietà aggressiva che unirà le lotte in ogni terra ribelle della Terra. Ecco perché il nostro attacco è anche una risposta all’assassinio di un’altra militante in sciopero della fame da parte dello Stato fascista di Erdogan. Ebru Timtik è morta il 27 agosto, dopo 238 giorni di sciopero della fame per chiedere un processo equo. Dalla Grecia e dagli sgomberi di centri operativi di resistenza generale alla Turchia e agli omicidi di rivoluzionari nelle carceri di Erdogan, ma anche in ogni angolo del mondo dove Stati e capitale stanno saccheggiando, distruggendo e uccidendo militanti, niente sarà dimenticato.

Ogni fase della repressione dello Stato è motivo di guerra

Ogni perdita è un’occasione per nuove ondate di attacchi

Solidarietà con lo spazio occupato Terra Incognita e chi lotta fino alla fine contro l’ingiustizia

Occupanti arrabbiati

tramite: Anachists Worldwide

Turchia

29 agosto 2020

Ebru Timtik e Aytac Ünsal hanno fatto parte di un gruppo di 18 avvocati dell’Ufficio legale popolare (HHB) accusati di avere legami con DHKP-C (Partito Fronte rivoluzionario di liberazione popolare, n.d.t.). L’atto di accusa ha quindi sostenuto che HHB è stato creato in base a istruzioni della direzione del DHKP-C. Il 15 ottobre 2019, la seconda camera penale della Corte di giustizia regionale di Istanbul ha emesso il suo verdetto. I 18 avvocati sono stati condannati a pene da 3 a 18 anni di reclusione per terrorismo. Sei avvocati impegnati per i diritti umani sono stati già arrestati durante il processo. Ebru Timtik e Aytac Ünsal hanno iniziato uno sciopero della fame, rispettivamente a gennaio e febbraio 2020, per chiedere il loro rilascio.

Ebru Timtik è morta la sera di giovedì 27 agosto, dopo 238 giorni di sciopero della fame, ridotta a un peso corporeo di 30 kg. al momento della sua morte. Amici e sostenitori di Timtik avevano temuto che il suo corpo fosse sepolto in segreto e circa 300 persone si sono radunate fuori dal centro forense, al momento della notizia della sua morte. La polizia ha sparato candelotti di gas lacrimogeno, cercando di disperdere con la forza un centinaio dei sostenitori di Timtik, mentre la mattina di venerdì 28 agosto cercavano di accedere al suo corpo fuori dal laboratorio forense di Istanbul. La cerimonia funebre si è svolta in un luogo di culto alevita. La polizia ha isolato l’area e schierato diversi idranti, mentre un elicottero della polizia sorvolava sopra i presenti.

La polizia ha sparato diversi candelotti di gas lacrimogeno, mentre amici e sostenitori di Timtik si avvicinavano a un cimitero all’estremità settentrionale di Istanbul dove è stato sepolto il suo corpo. In precedenza, poliziotti appoggiati da veicoli blindati, si sono scontrati con i sostenitori di Timtik in diverse parti di Istanbul in uno scenario di caos, mentre un elicottero della polizia sorvolava sopra di loro. Il ministro degli interni ha detto che sporgerebbe una denuncia personale contro membri dell’Ordine degli Avvocati di Istanbul per aver calato uno striscione di “un’organizzazione terroristica” dal suo balcone. Lo striscione mostrava un’immagine di Timtik …

30 agosto 2020

I prigionieri politici del complesso carcerario di Silivri (a una sessantina di km. a ovest di Istanbul) hanno bruciato le loro celle per protestare contro la morte della loro avvocatessa, Ebru Timtik, dopo 238 giorni di sciopero della fame.

USA

30 agosto 2020

Sabato 30 agosto, diverse centinaia di vetture condotte da sostenitori del presidente USA, con bandiere e cartelli pro-Trump, sono confluite e disposte in una fila in modo organizzato a Portland, come pure in centro città dove c’erano i manifestanti di Black Lives Matter. Scontri sono scoppiati tra manifestanti e “contromanifestanti”, con i poliziotti a intervenire, effettuando arresti in alcuni casi. Ci sono stati colpi sparati verso le 20:45 (ora locale) nel centro della città e un uomo è morto in circostanze ancora sconosciute. Secondo le fotografie, il defunto indossava un berretto “Patriot Prayer”, gruppo locale di estrema destra impegnato contro le proteste antirazziste che riguardano la città da 3 mesi. Nelle 2 ore seguite alla sparatoria, manifestanti si sono riuniti nel centro della città e sono avvenuti scontri sporadici. Dieci persone sono state arrestate.

Sudafrica

31 agosto 2020

Le proteste contro la violenza di genere e i femminicidi si sono concluse sabato 29 agosto con l’arresto di 18 manifestanti. Oltre 1.000 persone, per lo più donne, si sono radunate in Roeland Street alle 11, poco dopo il primo anniversario dall’assassinio di Uyinene Mrwetyana, studentessa dell’Università di Cape Town. L’intenzione era quella di marciare sul parlamento e la manifestazione è stata vietata. La polizia ha bloccato Roeland Street e poi lanciato una granata fumogena provocando il panico. La polizia ha quindi sparato proiettili di gomma e granate assordanti.

Germania

1° settembre 2020

La mattina di lunedì 31 agosto, la polizia di Amburgo ha condotto diverse perquisizioni da membri del Roter Aufbau Hamburg. Erano presenti membri delle unità speciali (Spezialeinsatzkommando, SEK) e tiravano giù dal letto persone, impugnando fucili mitragliatori. Inoltre, il negozio di “Lüttje Lüüd” è stato perquisito. Tutti i dispositivi informatici e gli appunti sono stati sequestrati, come pure gli indumenti individuali. L’art. 129 del codice penale consente metodi investigativi basati su spionaggio. Questo articolo raramente porta a un’accusa e sembra che spiare Roter Aufbau sia il vero scopo di questa inchiesta. Tali perquisizioni avvengono nell’ambito di un’indagine in cui il gruppo è accusato di costituzione di organizzazione criminale. Si conta un totale di 28 perquisizioni che hanno implicato l’azione di 200 poliziotti. Perlatro, sono 22 le persone indagate. La sera stessa si è svolta una manifestazione con 500 partecipanti per protestare contro queste incursioni poliziesche.

Libano

2 settembre 2020

Martedì 1° settembre è stata organizzato in Libano un raduno con un centinaio di persone davanti all’ambasciata di Francia per chiedere l’immediato rilascio di Georges Abdallah, un comunista libanese detenuto in Francia dal 1984 e liberabile dal 1999. Questa iniziativa è rientrata nell’ambito delle mobilitazioni contro l’arrivo in Libano del presidente francese Emmanuel Macron, per denunciare l’ostinazione dello Stato francese contro Georges Abdallah. A fine raduno, l’esercito ha sparato candelotti di gas lacrimogeno contro la folla che cercava di forzare il blocco impedendo loro di raggiungere l’ambasciata.

Tutti gli Aggiornamenti Internazionali si trovano nella pagina specifica del blog.

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

 

Guerra popolare e controrivoluzione

Perù

26 agosto 2020

Quattro guerriglieri di PCP-SL (Partito comunista del Perù, Sendero Luminoso, n.d.t.) un poliziotto e un soldato sono morti lunedì 24 agosto in uno scontro avvenuto nella regione della valle dei fiumi Apurímac, Ene e Mantaro (VRAEM), vicino alla città di Ayacucho. Lo scontro è accaduto in una zona della giungla, nel distretto di Anchihuay. I guerriglieri maoisti caduti sono stati identificati come i compagni Cirilo, che guidava la colonna, Roger, Wilmer e Alejandro. Nella sparatoria sono stati uccisi anche un poliziotto e un soldato, membri di una pattuglia di forze congiunte. Dopo lo scontro, tre fucili Galil, una pistola e forniture militari (binocoli, visori notturni, ecc.) sono stati recuperati dalle forze di sicurezza.

Lotte e repressione

Bruxelles

23 agosto 2020

250 persone hanno manifestato ieri a Saint-Gilles, contro le violenze poliziesche e in particolare quelle che sabato 15 agosto hanno riguardato 3 donne sul Parvis Saint-Gilles, così come per lo scioglimento della brigata Uneus già finita regolarmente sui giornali per i suoi interventi brutali e razzisti, prima di aggiungervi violenze e insulti sessisti durante il suo intervento il 15 agosto. La manifestazione è passata dal Parvis e dal commissariato della brigata Uneus, lì situato prima di risalire verso l’edificio comunale, poi la prigione di Saint-Gilles e la residenza del sindaco Charles Piqué. Tra gli slogan: “Fuoco su Uneus, Piqué in mezzo”, “Polizia fascista, comune complice”, “Forti, orgogliose, femministe, radicali e arrabbiate”, “Polizia federale, milizia patriarcale”, “Tutti odiano la polizia”, “Piqué ci fa la guerra e anche la sua polizia, ma siamo determinate a bloccare il Parvis“.

USA

24 agosto 2020

Manifestanti anti-polizia hanno preso d’assalto il centro città di Denver, nel Colorado, appiccando incendi e rompendo finestre mentre le forze di sicurezza venivano sopraffatte. Poliziotti in tenuta antisommossa hanno dovuto proteggere la sede della polizia di Denver la sera di sabato 22 agosto, ma altrove nel centro della città gruppi di manifestanti rivoluzionari e BLM (Black Lives Matter, n.d.t.) hanno eretto barricate date alle fiamme e si sono scontrati con la polizia, anche in usando fuochi d’artificio. La polizia ha effettuato 13 arresti. Gli scontri seguono una chiamata pubblica per “Give ‘Em Hell”, condivisa sui media sociali la scorsa settimana, chiamando a “Un’azione e una protesta contro la decisione del consiglio comunale di negare ai residenti di Denver il diritto di plasmare la loro comunità e votare per abolire la polizia” .

25/08/2020

A Kenosha, cittadina di 170mila abitanti sulle rive del lago Michigan, è stato imposto il coprifuoco nella notte fra lunedì 24 e martedì 25 agosto, a partire dalle ore 20, dopo una notte di scontri tra manifestanti e forze di polizia. Il governatore ha annunciato che 125 soldati della Guardia Nazionale sarebbero dispiegati in città per far rispettare l’ordine. Tuttavia, lunedì sera si sono verificati nuovi scontri. È in questa città situata a una quarantina di km. a sud di Milwaukee che la polizia ha ripetutamente sparato domenica 24 agosto, però, su Jacob Blake. Come nel caso di George Floyd, il tentativo di arrestare questo padre non armato è stato filmato da un testimone. Il filmato mostra il 29enne afroamericano seguito da 2 poliziotti, pistole in pugno, mentre cammina intorno a un’auto. Nell’aprire la porta, il poliziotto gli spara, colpendo Jacob Blake con diversi proiettili alla schiena. La vittima è stata operata d’urgenza in un’unità di terapia intensiva nella città di Milwaukee, dove le sue condizioni erano critiche. I 2 poliziotti sono stati sospesi dalle loro funzioni ed è stata aperta un’inchiesta.

26 agosto 2020

Questa notte, dozzine di suprematisti pro-armi e pro-polizia hanno marciato nella città di Kenosha per opporsi ai manifestanti di Black Lives Matters e appoggiare la polizia. Uno di loro ha sparato su diversi manifestanti, uccidendo almeno 2 persone e ferendone gravemente diversi. Il nome del terrorista è Kyle Rittenhouse. Sulle reti sociali ha espresso il suo sostegno al movimento Blue Live Matters, un gruppo di supporto della polizia sorto nel 2014. Sulle reti circolano vari video in cui si vede il suprematista pesantemente armato parlare con la polizia. Dopo aver sparato, si è persino permesso di avvicinarsi di nuovo a poliziotti e parlare con loro.

La rivolta continua nella città di Kenosha, dove manifestanti hanno bruciato e distrutto un edificio amministrativo della prigione del Wisconsin. È in questa città, a una quarantina di km. a sud di Milwaukee, che la polizia ha peraltro sparato domenica 24 agosto ripetutamente su Jacob Blake.

27 agosto 2020

Giovedì 27 agosto, regnava una calma precaria a Kenosha, dove la polizia federale e i soldati della Guardia nazionale sono stati inviati dopo le violenze che hanno provocato due morti e un ferito grave a seguito dei colpi sparati da un giovane suprematista bianco. Per rendere omaggio a queste vittime, centinaia di persone hanno nuovamente lanciato la sfida la sera di mercoledì 26 agosto, nonostante il coprifuoco imposto dalle autorità. La notte è stata più dominata da tensioni a Oakland, in California, dove è stato attaccato un tribunale, o a Minneapolis, nel Minnesota, dove una ventina di negozi è stata saccheggiata e vandalizzata, mentre stava circolando una voce di un altro “errore della polizia”. 192 persone sono state arrestate.

Sempre a Minneapolis, 4 uomini sono stati incriminati da un gran giurì per i loro presunti ruoli nell’incendio del commissariato il 28 maggio, nel 3° reparto di polizia. Sono state emesse accuse contro il 22enne Dylan Shakespeare Robinson; il 24enne Davon De-Andre Turner; il 26enne Bryce Michael Williams; il 23enne Branden Michael Wolfe. I 4 sono originari del Minnesota e ognuno è accusato di un complotto per commettere un incendio doloso.

Quanto a Jacob Blake, padre 29enne colpito domenica 23 agosto a Kenosha da diversi proiettili alla schiena sparati a distanza ravvicinata da un poliziotto bianco, rimarrà paralizzato. L’autore, l’agente Rusten Sheskey, è stato licenziato, ma non arrestato o accusato. I giudici federali hanno invece annunciato mercoledì 26 agosto l’apertura di un’indagine parallela a quella condotta dai giudici locali. Il crimine ha scatenato un’onda d’urto e una mobilitazione senza precedenti di atleti americani, avviata dalla squadra di basket Milwaukee Bucks. I suoi giocatori hanno boicottato una partita e costretto NBA (associazione nazionale basket, n.d.t.) a posticipare diverse altre partite. Abbastanza perché il presidente Donald Trump accusi NBA d’essere una “organizzazione politica” e derida il suo pubblico “pessimo”.

Belgio

26 agosto 2020

Una decina di avvocati belgi ha iniziato nel pomeriggio di lunedì 24 agosto uno sciopero della fame di 24 ore a sostegno dei loro numerosi colleghi turchi, oggetto di procedimenti legali nel loro Paese. Questa azione è soprattutto organizzata in solidarietà con gli avvocati turchi Ebru Timtik e Aytac Ünsal, condannati a 13 e 10 anni di carcere, e in sciopero della fame dallo scorso febbraio. Gli avvocati belgi hanno condotto un a breve azione verso le 12:30 davanti all’ambasciata turca a Bruxelles, prima di iniziare lo sciopero della fame.

Ebru Timtik e Aytac Ünsal facevano parte di un gruppo di 18 avvocati dell’Ufficio legale popolare (HHB) accusati d’avere legami con DHKP-C (Partito Fronte rivoluzionario di liberazione popolare, n.d.t.). L’atto di accusa ha quindi affermato che HHB è stato istituito in base a istruzioni della direzione del DHKP-C. Il 15 ottobre 2019, la 2^ camera penale della Corte di giustizia regionale di Istanbul ha emesso il suo verdetto. I 18 avvocati sono stati condannati a pene da 3 a 18 anni di reclusione per terrorismo. Sei avvocati impegnati per i diritti umani sono già stati detenuti durante il processo. Ebru Timtik e Aytac Ünsal sono in sciopero della fame rispettivamente da gennaio e febbraio 2020 per chiedere il loro rilascio.

È stato lanciato un appello a manifestare per la liberazione dei 2 avvocati oltre a Didem Akman e Özgür Karakaya (due rivoluzionari pure in sciopero della fame). L’iniziativa è prevista martedì 1 settembre alle 17.

Belgio – Grecia

25 agosto 2020

La mattina di martedì 25 agosto, uno striscione di solidarietà verso Nikos Mazotis e Pola Roupa è stato issato allo skatepark (pista di pattinaggio, n.d.t.) di Bruxelles. Questi prigionieri anarchici dell’organizzazione “Lotta Rivoluzionaria” sono stati trasferiti lo scorso marzo alle carceri di Domokos e Thiva, perché stavano conducendo una lotta per proteggere i prigionieri da Covid-19. Lo scorso aprile, Pola ha partecipato a una rivolta nelle carceri di Thiva quando detenute, in segno di protestano per la morte di una prigioniera, hanno rifiutato il ricovero in ospedale, un fatto comune nelle carceri greche.

A settembre Pola Roupa comparirà davanti alla Corte d’Appello per il dirottamento dell’elicottero nell’ambito del piano di fuga dei rivoluzionari prigionieri, nonché per l’esproprio in due banche per finanziare la clandestinità. Sempre a novembre inizierà il processo di appello per l’attacco alla Banca di Grecia e alla sede del FMI ad Atene. Questi processi saranno gli ultimi contro i membri di “Lotta Rivoluzionaria.

Francia

25 agosto 2020

Domenica 23 agosto, militanti di Gioventù Rivoluzionaria di Saint-Étienne si sono recati al consolato irlandese a Lione per distribuire volantini e appendere uno striscione a sostegno della campagna #KEEPLIAMHOME che mira a prevenire l’estradizione di Liam Campbell. È un ex-membro del consiglio di Real IRA, incarcerato 8 anni per appartenenza a quest’organizzazione. Nel maggio 2009 è stato arrestato in base a un mandato d’arresto europeo su richiesta delle autorità della Lituania, dove era ricercato in relazione a un’indagine su un traffico di armi. Precisiamo che Campbell non ha mai messo piede in quel Paese.

Gran Bretagna

26 agosto 2020

La Corte d’appello di Londra doveva pronunciarsi sulla denuncia sporta dal militante per i diritti civili Ed Bridges, che accusa la polizia gallese di utilizzare, dal 2017, la tecnologia di riconoscimento facciale, che secondo lui è discriminatoria e contraria alle leggi sulla privacy. Si è visto scannerizzare il viso due volte a Cardiff (mentre faceva acquisti natalizi nel 2017 e poi durante un’iniziativa nel 2018) tramite la tecnologia di riconoscimento facciale automatico AFR Locate.

Dopo che il suo reclamo è stato più volte respinto, il querelante ha vinto la causa l’11 agosto, avendo i giudici ritenuto che l’uso del riconoscimento facciale non era sufficientemente controllato, senza però mettere in discussione in sé l’uso della tecnologia. “Troppe (cose) sono lasciate alla valutazione di ogni poliziotto”, hanno reputato i giudici, sottolineando che non esisteva una chiara indicazione dove questa tecnologia potesse essere utilizzata e chi potesse essere inserito nella “lista di controllo”. Hanno criticato la polizia gallese per non aver fatto tutto il possibile per controllare che il software non comportasse pregiudizi razzisti o sessisti e di non aver valutato adeguatamente l’impatto di questa tecnologia sulla protezione dei dati. La polizia gallese ha dichiarato che non farebbe ricorso.

da: Netzwerk

Germania

27 agosto 2020

SETTIMANA DI MOBILITAZIONE PER LIEBIG34 – DAL 7 AL – 13 SETTEMBRE 2020

Liebig 34 è minacciato di sgombero. Se Stato, polizia e proprietari vogliono lo sfratto, hanno solo da fare un disastro.

Come progetto abitativo autorganizzato anarco-queer-femminista senza uomini-cis, direttamente in Dorfplatz a Friedrichshain, Liebig 34 è un luogo in cui sono decisi e organizzati azioni di resistenza e momenti collettivi. Un luogo dove l’autorganizzazione diventa un’espressione pericolosa, dove un progetto diventa il punto di partenza delle lotte e non solo uno spazio di autoreferenzialità e intrattenimento alternativo. Il progetto stesso ha partecipato alla pianificazione di numerose manifestazioni, pubblicato numerosi appelli e testi e pure realizzato varie azioni radicali. Ma è anche un simbolo di radicalizzazione e responsabilizzazione per gli ambiti antagonisti a Berlino e in Germania, poiché mostra come si possano condurre diverse forme di resistenza.

Liebig34 consiste in un collettivo impegnato nel superamento delle strutture sempre più fortemente interiorizzate del capitalismo e del patriarcato. In un mondo in cui il patriarcato costituisce uno dei pilastri principali del sistema capitalista, esistono gruppi e collettivi femministi militanti che chiariscono che la resistenza e il contrattacco non sono un privilegio degli uomini cis e sono più che necessari. In un mondo patriarcale in cui patriarcato e capitalismo sono intrecciati, è più che necessario combattere effettivamente il patriarcato e non lasciare che diventi un effetto collaterale di un testo. Non facciamoci dividere dall’oppressione e lottiamo insieme per una società liberata.

Lottiamo insieme e difendiamo Liebig34!

Settimana d’azione femminista dal 7 al 13 settembre 2020, Berlino

Maggiori informazioni arriveranno il prima possibile.

Tenete d’occhio https://defendliebig34.noblogs.org/Gruppi autonomi per Liebig34

http://liebig34.blogsport.de

Bosnia

28 agosto 2020

Le tensioni stanno aumentando nella Bosnia nord-occidentale dopo che le autorità locali hanno lanciato azioni repressive generalizzate contro migliaia di migranti bloccati nella regione. La polizia ha istituito posti di blocco stradali per impedire un maggior numero di arrivi in Europa. La sera di mercoledì 26 agosto, le autorità regionali bosniache di Krajina, confinante con la Croazia membro dell’UE, hanno inviato forze di polizia speciali in un campo per migranti gestito dall’Onu vicino alla città di Bihac, per reprimere una manifestazione provocata dal pestaggio di un migrante compiuto dalla polizia. I poliziotti hanno sparato diversi colpi di avvertimento in aria. Molti manifestanti sono stati feriti. In questo campo vive un migliaio di migranti.

Tutti gli Aggiornamenti Internazionali si trovano nella pagina specifica del blog.

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

 

Guerra popolare e controrivoluzione

da: redspark.nu.en/

Il PCI maoista issa bandiere nere in villaggi dello Stato del Bengala occidentale nel Giorno dell’Indipendenza 17 agosto 2020

KOLKATA: Rompendo il loro silenzio dopo 9 anni, quadri del PCI (maoista) nel Junglemahal del Bengala occidentale sono entrati nel loro territorio di un tempo alla vigilia del Giorno dell’Indipendenza, issando bandiere nere a mezzanotte in zone remote della regione nel distretto di Jhargram, hanno riferito fonti nello Dipartimento di locale. La presenza dei ribelli per oltre 24 ore nei villaggi sotto la competenza del commissariato di Belpahari ha sorpreso forze dell’ordine e servizi segreti dello Stato.

“Una squadra armata del PCI (maoista), guidata da Jaba Mahato, uno dei ribelli più ricercati, non solo ha fatto l’iniziativa del sollevamento della bandiera nera alla presenza dei capi-villaggio e di alcune centinaia di residenti locali, ma ha pure trascorso la notte lì. Jaba ha voluto che tutti gli abitanti del villaggio tenessero spenti i cellulari e l’ascoltassero. (…)

La polizia locale ha recuperato 25 manifesti appesi dai maoisti nella zona di Bhulaveda, dove il gruppo ha chiesto il boicottaggio del Giorno dell’Indipendenza.

“Prima di lasciare la zona la mattina del 15 agosto, i maoisti hanno affisso manifesti sulle case di un rivenditore di gas da cucina, un insegnante di scuola e un proprietario di un negozio di alimentari, chiedendo loro di pagare la tassa...

Il gruppo … ha mantenuto il silenzio nell’area di Junglemahal che comprende 4 distretti nel Bengala meridionale da quando il suo capo dell’ala di guerriglia, Kishanji, è stato ucciso nel novembre 2011 in una foresta vicino al quartier generale del distretto di Jhargram.

(…)

fonte:

https://www.newindianexpress.com/nation/2020/aug/16/maoists-in-bengals-junglemahal-break-silence-after-9-years-hoist-black-flag-on-independence-day- 2184145.html

Nepal

Quadri del PCN di Chand hanno dato alle fiamme scavatrice nel distretto di Nuwakot 23 agosto 2020

NUWAKOT: Quadri del Partito Comunista del Nepal guidato da Netra Bikram Chand hanno dato alle fiamme una scavatrice nel distretto di Nuwakot. Si presume che il partito abbia intrapreso un’azione legale contro un rappresentante del popolo nel distretto. L’escavatore era gestito da Rajendra Tamang del comune di Belkotgadhi-13.

Secondo Tamang, l’episodio è avvenuto la sera di sabato 22 agosto e l’incendio ha causato la perdita di circa 2 milioni di rupie, avendo danneggiato parzialmente il veicolo.

In una lettera lasciata dal partito sul sito, si accusa Tamang di attività mineraria illegale, di indulgere in azioni non etiche nella società, spiare il partito e causare problemi inutili alla gente e si afferma che l’escavatore è stato dato alle fiamme come azione per “malefatte” di Tamang …

Analogamente, il partito ha chiesto al presidente del comune rurale di Myagang, Aasha Tamang di assumersi la responsabilità per l’incendio doloso successo nel magazzino dell’ufficio del comune rurale circa 4 mesi fa.

(…)

Fonte:

https://english.khabarhub.com/2020/23/122120/

Lotte e repressione

Giordania

18 agosto 2020

La Giordania ha messo in atto misure inedite per mettere a tacere la copertura mediatica di proteste degli insegnanti dopo la chiusura del loro sindacato. Il 25 luglio, i giudici giordani hanno vietato l’attività dell’Associazione insegnanti e ordinato la chiusura della sua sede per 2 anni, dopo una manifestazione organizzata dal sindacato per chiedere al governo di rispettare un accordo sugli aumenti di stipendio. Le autorità hanno arrestato almeno 2 giornalisti per aver seguite manifestazioni d’insegnanti, altri 2 intenzionati a seguire la protesta sono stati picchiati dalle forze di sicurezza. Il divieto di seguire le proteste degli insegnanti è l’ultima di una serie di restrizioni contro i media (molestie da parte delle forze di sicurezza, confisca di tesserini stampa, ecc.).

Messico

18 agosto 2020

Diversi gruppi femministi hanno manifestato a Città del Messico nel pomeriggio di domenica 16 agosto per chiedere la fine dei femminicidi e della violenza di genere nel Paese. Il corteo è stato affiancato da 1.870 agenti di polizia, supportati da un elicottero. La manifestazione si è riversata in via Genova e ha bloccato il rondò Insurgentes per oltre 20 minuti. Successivamente, è all’altezza del monumento a Cuauhtémoc (ultimo sovrano azteco,n.d.t.) dove i manifestanti hanno cercato di forzare l’accesso, che sono iniziati gli scontri tra gruppi di manifestanti mascherati e la polizia.

USA

19 agosto 2020

Tre poliziotti sono stati feriti e 18 persone arrestate quando una rivolta è scoppiata nel quartiere SoDo di Seattle la sera di domenica 16 agosto. La rivolta è seguita alla manifestazione BLM (Black Lives Matter, n.d.t.) iniziata nel distretto Internazionale intorno alle 19. La protesta è stata pacifica fino alle 22, quando il gruppo di manifestanti ha marciato verso l’edificio dell’Associazione dei poliziotti di Seattle, sulla 4th South Avenue. Un manifestante ha lanciato un grosso petardo e un altro ha tentato di rompere il finestrino di un veicolo della polizia. Dopo che l’ufficiale di polizia ha dato l’ordine di sciogliersi, gli scontri si sono generalizzati. Almeno 3 poliziotti sono stati feriti, uno di loro è stato ricoverato in ospedale. In tutto, 18 persone sono state arrestate e detenute nella prigione della contea di King.

Irlanda del Nord

21 agosto 2020

PSNI (Polizia dell’Irlanda del Nord) e Gardaí (Polizia della Repubblica d’Irlanda) questa settimana hanno condotto ufficialmente un’operazione transfrontaliera per combattere le attività di Nuova IRA. Poliziotti di PSNI hanno eseguito 9 arresti nel nord il 18 agosto, ai sensi della legge sul terrorismo. Si tratta di 7 uomini e 2 donne, di età compresa tra 26 e 50 anni, fra cui 8 membri del Partito socialista repubblicano rivoluzionario irlandese, Saoradh. Nella Repubblica d’Irlanda, Gardai ha effettuato anche una serie di perquisizioni a sostegno dell’operazione, a Dublino, Laois, Cork e Kerry. I detective dell’Unità investigativa sul terrorismo di PSNI hanno ottenuto dal tribunale altre 72 ore, a partire dalle 5:00 di giovedì 20 agosto per interrogare gli arrestati e detenuti in Musgrave Serious Crime Suite. Infine, venerdì 21 agosto è stata condotta un’altra operazione: PSNI ha fatto irruzione in quattro sedi d Saoradh, a Belfast, Dungannon, Newry e Derry.

da: Netzwerk

Partito di sinistra nel mirino

23 agosto 2020

Irlanda e Irlanda del Nord: l’azione dei servizi segreti porta all’arresto di attivisti repubblicani

di Dieter Reinisch, “Junge Welt” 21 agosto 2020

La Gran Bretagna sta aumentando la pressione sui repubblicani di sinistra nell’Irlanda del Nord e nella Repubblica d’Irlanda. Martedì 18 agosto, dopo perquisizioni domiciliari transfrontaliere, 9 membri del partito repubblicano di sinistra, Saoradh (Liberazione), sono stati arrestati. I 7 uomini e le 2 donne sono membri di spicco del partito e la maggioranza sono ex-prigionieri politici. Gli arresti sono stati preceduti da perquisizioni domiciliari condotte da forze speciali armate in diverse parti del Paese.

Come riferito da BBC, l ‘”Operazione Arbacia” è stata diretta dal servizio segreto britannico MI5 ed eseguita dalla polizia nordirlandese PSNI e dalla polizia irlandese Garda Síochána. Sono state perquisite case a Derry City e nelle contee di Tyrone e Armagh nell’Irlanda del Nord, come pure a Dublino, Cork e nelle contee di Kerry e Laois in Irlanda. Giovedì 20 agosto, sono stati perquisiti anche i quattro uffici del partito a Derry, Newry, Belfast e Dungannon. Le incursioni erano in corso quando jW (junge Welt, n.d.t.) era in stampa.

Saoradh è stato fondato nel 2016 da attivisti di diverse correnti repubblicane. Molti dei membri importanti sono stati attivi in Sinn Féin (Noi stessi, n.d.t.) e IRA (Esercito Repubblicano Irlandese, n.d.t.) sin dal conflitto in Irlanda del Nord, e diversi attivisti erano detenuti nei famigerati blocchi H durante gli scioperi della fame del 1981. Saoradh vuole essere un’alternativa repubblicana di sinistra unita. Il partito si descrive come anticapitalista e antifascista con l’obiettivo di costruire una Repubblica d’Irlanda socialista unita.

Il movimento ha fatto la sua prima apparizione pubblica nella primavera del 2016. Fino a 4.000 persone hanno preso parte al corteo di commemorazione della rivolta contro il potere coloniale britannico nel 1916. Guidato da una cinquantina di uomini e donne in uniforme paramilitare, ha attraversato la piccola città di Coalisland nella contea di Tyrone, dove nel 1968 si è tenuto il primo corteo per i diritti civili in Irlanda del Nord.

I 9 attivisti di età compresa tra i 26 e i 50 anni sono stati interrogati in Irlanda del Nord, secondo la legge antiterrorismo britannica. L’avvocato di un arrestato, Ciarán Shields, ha detto che il giudice Patrick Lynch ha concesso un altro interrogatorio di 72 ore. Sabato il tribunale deciderà se rilasciarlo o incriminarlo.

In un’intervista rilasciata a jW, l’addetto stampa Paddy Gallagher ha sottolineato: “Dalla fondazione di Saoradh, gli Stati britannico e irlandese hanno cercato di sopprimere il partito con misure draconiane. Si procede in modo mirato contro membri, loro famiglie e sostenitori. In tal modo, vogliono schiacciare il partito ”. Nelle carceri di massima sicurezza di Maghaberry in Irlanda del Nord e Portlaoise in Irlanda sono attualmente detenuti oltre 60 prigionieri repubblicani.

Da settembre 2018, l’ex capo di PSNI (polizia nordirlandese), Drew Harris, è ora capo di Garda (polizia irlandese). L’importante repubblicano di Belfast ed ex-prigioniero Alex McCrory ha dichiarato a jW: “Questa è la maggiore operazione transfrontaliera da molti anni. Ciò è diventato possibile solo grazie all’impegno di Harris a Dublino. Sebbene abbia indossato una nuova uniforme, continua a perseguire gli interessi dello Stato britannico in Irlanda”.

Un membro del Saoradh a Dublino ha affermato: “Dal 2008 le banche hanno speculato miliardi in denaro dei contribuenti. Nessun istituto di credito è stato perquisito. Ci si dice sempre che a causa della recessione non c’è personale per frenare il crimine legato alla droga a Dublino. Esistono invece centinaia di membri delle forze armate speciali che possono prendere a calci le porte degli attivisti politici in tutta l’Irlanda alle 5 del mattino”.

Grecia

21 agosto 2020

La mattina di lunedì 17 agosto, a Salonicco lo squat Terra Incognita è stato sgomberato dalla polizia, che ha fatto irruzione nell’edificio e per diverse ore ha svolto indagini, sequestrando materiale. Pochi giorni dopo, lo squat è ancora aperto. Da oltre 16 anni, Terra Incognita è stato punto di lotta e incontro a Salonicco per centinaia di militanti di base sociale. Attraverso diverse azioni, interventi, dibattiti, manifestazioni e scontri contro la violenza di Stato, lo squat è sempre presente nelle lotte contro gli interessi del capitalismo monopolistico, il fascismo e il patriarcato, contro ogni forma di discriminazione e specismo. Gli occupanti chiamano “Le forze rivoluzionarie che lottano in ogni angolo della terra a unire le loro azioni e i loro slogan ai nostri, per trasformare ottobre in un mese di sostegno e solidarietà non solo a Terra Incognita, ma a tutti gli spazi occupati, minacciati dalla repressione dello Stato”.

Internet: Facebook ha soppresso 980 gruppi anarchici e antifa

21 agosto 2020

Mercoledì 19 agosto Facebook ha deciso di attaccare “movimenti e organizzazioni legati alla violenza” cancellando pagine e account registrati sulla sua rete. Il comunicato ufficiale che spiega la sua decisione dice: “Oggi agiamo contro le pagine Facebook, i gruppi e gli account Instagram collegati a gruppi anarchici offline che appoggiano atti violenti durante le proteste, a organizzazioni di milizie, negli Stati Uniti e QAnon. (…) Quanto ai gruppi di milizie e coloro che incoraggiano i disordini, alcuni dei quali potrebbero identificarsi come Antifa, abbiamo iniziato rimuovendo da Facebook oltre 980 gruppi, 520 pagine e 160 annunci”. Il comunicato stampa precisa inoltre: “E qualsiasi attore o gruppo non statale che soddisfi i criteri d’individuo o organizzazione pericolosa sarà bandito dalla nostra piattaforma”. Fra l’altro, le pagine dei collettivi anarchici CrimethInc e itsgoingdown, ad esempio, sono state soppresse.

Francia

22 agosto 2020

Una persona è stata arrestata, interrogata e poi rilasciata nell’ambito delle indagini sull’attacco alla caserma della gendarmeria di Meylan. Il 31 ottobre 2017, il recinto del parcheggio della brigata della gendarmeria Meylan, in Isère, è stato tranciato con la cesoia e 4 auto dei gendarmi sono state date alle fiamme. La persona è stata arrestata in rue Gaillac (81), sabato 15 agosto. Si è trattato di un’operazione mirata, a seguito di un mandato di perquisizione emesso nel gennaio 2020 dalla procura di Grenoble. La persona è stata sottoposta a custodia cautelare a Gaillac e interrogata sulla sua presunta appartenenza all’ambiente femminista e anarchico, sull’uso del suo telefono/sui suoi spostamenti (demarcazione telefonica), sulle sue frequentazioni e in particolare sui suoi legami con la persona indagata per l’incendio alla caserma Jourdan a Limoges. La persona arrestata è tornata libera in meno di 24 ore, senza aver dichiarato nulla, senza garanzie di rappresentanza o forse conseguenze per rifiuto di prelievo di campioni biologici, esecuzione di impronte digitali, foto.

Iraq

22 agosto 2020

In meno di una settimana, a Bassora, nel sud dell’Iraq, 2 militanti sono stati assassinati e altri 3 feriti. Mercoledì 19 agosto, Riham Yacoub, una giovane militante di Bassora è stata crivellato di colpi. Stava guidando l’auto, quando uomini in sella a uno scooter e armati di fucili d’assalto l’hanno uccisa sul colpo, ferendo gli altri 3 passeggeri. Riham Yacoub era dottoressa e allenatrice di fitness, minacciata di morte più volte. Da 2 anni partecipava a movimenti di protesta per denunciare il decadimento dei servizi pubblici e la corruzione delle autorità locali. Carismatica, era in testa ai cortei di manifestanti. Il suo assassinio è avvenuto pochi giorni dopo l’omicidio di un altro militante, Tahseen Ousama, anch’egli ucciso a sangue freddo da miliziani.

In risposta, dei manifestanti hanno dato alle fiamme l’ufficio del parlamento locale, mentre le forze di sicurezza sparavano in aria munizioni vere per disperderli. I manifestanti si erano mobilitati per chiedere che il parlamento iracheno silurasse il governatore provinciale dopo il assassinio dei 2 militanti.

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Agosto 2020

Saluto al compagno Valter Ferrarato

Il nostro compagno Valter ci ha lasciati dopo aver lottato coraggiosamente contro la malattia.

Valter per tutta la vita ha lottato per la lotta di classe.

Anzitutto come proletario, come muratore durante le lotte di lavoratori e nelle lotte sindacali, e questo malgrado gli ostacoli frapposti dagli apparati riformisti fino ad espellere Valter dalla CGIL per aver reso omaggio a un membro delle BR, Mario Galesi, ucciso dalla polizia.

Valter era pure presente nella mobilitazione a fianco delle famiglie dei 7 operai uccisi dalla sete di profitto di Thyssen Krupp a Torino, nell’ambito del Collettivo Comunista Piemontese, poi del gruppo Riscossa Proletaria. Valter è stato pure attivo nel movimento No-TAV, ciò che gli è costata una condanna in tribunale, e nella solidarietà internazionale.

Valter è stato anche uno dei fondatori della sezione torinese del Soccorso Rosso Internazionale: i Proletari torinesi per il Soccorso Rosso Internazionale. Questo impegno gli è valso ulteriori perseguimenti giudiziari per una manifestazione contro il regime detentivo dell’isolamento imposto a rivoluzionari prigionieri. Nel SRI ha apportato la sua identità e la sua esperienza di militante operaio, ricca di ogni qualità storica del movimento operaio rivoluzionario italiano.

Valter era un compagno prezioso e amato.

L’importanza del suo funerale lo testimonia, come la varietà delle delegazioni che vi hanno presenziato: la nostra delegazione SRI beninteso, ma anche delegazioni di operai comunisti, militanti anarchici, gruppi di abitanti della Valsusa, giovani antifascisti, internazionalisti in Rojava, ecc.

Analogamente a tutta la sua vita di militante proletario, il funerale di Valter è stato un momento di unità e di lotta.

Ciao Valter

Soccorso Rosso Internazionale

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

 

Guerra popolare e controrivoluzione

da: redspark.nu.en/

India

Quadri armati del PCI maoista ingaggiano uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza nello Stato del Bihar

11 agosto 2020

PATNA: Lunedì 10 agosto è avvenuto un duro scontro fra personale di sicurezza e maoisti sulle colline di Kharagpur Rajasarai Harkunda, al confine o tra i distretti di Lakhisarai e Munger nello Stato del Bihar. Tuttavia, non sono segnalati vittime o feriti durante lo scontro a fuoco che è durato un’ora.

(…)

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fonte:

https://timesofindia.indiatimes.com/city/patna/cops-reds-exchange-fire-on-lakhisarai-munger-border/articleshow/77469581.cms

Il PCI maoista condanna le azioni della polizia nella regione di confine di Andhra/Odisha

12 agosto 2020

VISAKHAPATNAM: Gajarla Ravi, alias Ganesh, segretario del Comitato speciale zonale del confine di Andhra/Odisha (AOBSZC), ha affermato che invece di proteggere la gente, la polizia sta conducendo incursioni nei villaggi di Andhra Pradesh e Odisha e molestando gli innocenti.

Il leader naxalita ha dichiarato in un comunicato stampa che il suo partito ha creato consapevolezza tra la gente nelle aree dell’agenzia, distribuito medicinali per centinaia di migliaia di rupie e assicurato anche la fornitura di beni essenziali.

Nel tentativo di salvare gli innocenti nelle aree dell’agenzia, il leader naxalita ha detto che il PCI (maoista) si era fatto avanti e annunciato un cessate il fuoco, ma i poliziotti non hanno risposto. Ha aggiunto che, tuttavia allo stesso tempo, i poliziotti hanno iniziato a effettuare irruzioni nei villaggi. Gruppi hanno circondato il villaggio di Sirimetta in Odisha, arrestando persone e i poliziotti hanno tentato di attaccare una squadra del PLGA (Esercito guerrigliero di liberazione popolare, n.d.t.) naxalita.

Il 19 luglio, forze miste hanno scambiato colpi con naxaliti nel villaggio di Landudlu. “Abbiamo innescato una mina il 21 luglio in cui due poliziotti sono rimasti feriti. I poliziotti hanno attaccato una delle nostre squadre il 25 luglio “, ha detto nel comunicato il leader del PCI (maoista), Ganesh alias Uday.

fonte:

https://timesofindia.indiatimes.com/city/visakhapatnam/andhra-odisha-border-special-zonal-committee-secretary-condemns-police-action/articleshow/77489813.cms

Sparatoria del personale di sicurezza con quadri del PCI maoista nel distretto di Bargahr

12 agosto 2020

BHUBANESWAR: La mattina di domenica 9 agosto, nella riserva forestale di Gandhamardhan, nel distretto di Bargahr, in Odisha, si è verificato uno scontro a fuoco tra forze di sicurezza e quadri del PCI (maoista).

In base a una soffiata secondo cui i naxaliti stavano pianificando di svolgere attività contro lo Stato nella riserva forestale di Gandhamardhan, squadre del Gruppo operazioni speciali (SOG) di Bargarh e Sambalpur e della Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) hanno lanciato un’operazione congiunta nell’area.

Verso le 7:30, le squadre hanno notato il movimento di circa 10-15 quadri armati del PCI (maoista) in uniformi verde oliva.

Visto il personale di sicurezza, i naxaliti hanno aperto il fuoco.

Il personale ha chiesto di smettere di sparare e di arrendersi. Tuttavia, i naxaliti hanno gridato “Lal Salaam” e continuato a sparare contro le forze di sicurezza.

Il personale di sicurezza ha fatto ricorso al fuoco controllato per legittima difesa e lo scambio di fuoco con i naxaliti è continuato per circa 30 minuti.

Approfittando della fitta foresta e delle forti piogge, i naxaliti sono riusciti a fuggire dal luogo.

(…)

“Durante un’operazione anti-naxalita nelle riserva forestale di Gandhamardhan, i maoisti hanno aperto il fuoco contro la nostra squadra SOG. Per legittima difesa, la nostra squadra è ricorsa al controllo del fuoco “, ha detto Bargarh SP Padmini Sahoo.

L’SP ha anche chiesto ai maoisti di deporre le armi e arrendersi.

Nel luglio di quest’anno, il governo di Odisha ha approvato l’esclusione dei distretti di Angul, Boudh, Sambalpur, Deogarh e Nayagarh dal programma di spesa per la sicurezza garantito dal governo centrale, destinato allo sviluppo di capacità nei distretti sotto l’influenza dei maoisti.

I 10 distretti che rimarranno sotto lo schema SRE rimangono: Bargarh, Balangir, Kalahandi, Kandhamal, Koraput, Malkangiri, Nabarangpur, Nuapada, Rayagada e Sundargarh.

fonte:

https://www.newindianexpress.com/states/odisha/2020/aug/09/security-forces-maoists-exchange-fire-in-gandhamardhan-forest-of-odisha-2181182.html

Appello del PCI maoista per bandh di 7 giorni nel distretto di Kandhamal a partire dal 18 agosto

16 agosto 2020

Kandhamal: Un poster in cerca di sostegno per un bandh (sciopero armato, n.d.t.) di 7 giorni, su appello del PCI (maoista) è stato trovato domenica 16 agosto a Kanjamendi chhak, sotto la competenza della polizia di Nuagaon, qui nel distretto.

Secondo fonti, il manifesto sarebbe stato affisso dalla divisione KKBN del PCI (maoista). Con il manifesto, i maoisti hanno esortato la gente del posto ad appoggiare il bandh dal 18 al 24 agosto. Si ritiene che i maoisti abbiano definito la chiusura di una settimana nel distretto in segno di protesta per lo scontro nella foresta di Sirla.

Il PCI (maoista) ha anche menzionato nel manifesto i nomi di pochi membri del sua gruppo. È la prima volta che i maoisti affiggono un manifesto nel distretto dopo lo scontro nella con la foresta di Sirla.

Ben 5 maoisti, di cui 2 donne, sono stati uccisi durante uno scontro a fuoco con forze di sicurezza nella foresta di Sirla, sotto le competenze della polizia di Tumudibandha il mese scorso. Durante l’operazione di rastrellamento è stato sequestrato un enorme deposito di armi e munizioni.

All’inizio di questo mese, almeno 4 nascondigli maoisti sono stati individuati e una grande quantità di munizioni e altri articoli sono stati sequestrati, a seguito di uno scontro a fuoco tra naxaliti e forze di sicurezza nella riserva forestale di Gandhamardhan sotto le competenze di Paikmal PS a Bargarh.

Circa 10-15 quadri del PCI (maoista) sono riusciti a fuggire dopo la sparatoria avvenuta la mattina dell’8 agosto, durata una mezz’oretta.

fonte:

https://odishatv.in/odisha-news/maoists-call-for-week-long-kandhamal-bandh-469736

Lotte e repressione

USA

7 agosto 2020

Numerosi scontri sono avvenuti a Portland, in Oregon mercoledì 5 e giovedì 6 agosto tra i manifestanti BLM (Black Lives Matter, n.d.t.) e la polizia. Mercoledì, davanti al commissariato principale di Portland si sono verificati incidenti con lanci di vernice e oggetti, finestre rotte e incendi di cassonetti. Gli scontri tra polizia e manifestanti sono continuati per oltre 3 ore nel quartiere commerciale e residenziale circostante. La polizia ha fatto uso di granate assordanti e gas lacrimogeni. Manifestazioni e scontri sono ripresi ieri sera.

16 agosto 2020

Una manifestazione affinché non sia finanziata la polizia e sia ritirata dalle scuole pubbliche di Chicago si è trasformata, alla fine, in violenti scontri nel centro della città, sabato 15 agosto. La protesta è iniziata al famoso Millennium Park prima di spostarsi su Michigan Avenue e Wacker Drive, dove sono stati segnalati diversi incidenti. I manifestanti si sono scontrati con la polizia: molti oggetti sono stati lanciati contro i poliziotti che bloccavano le strade e spruzzavano spray al peperoncino. I manifestanti hanno proseguito verso Michigan Avenue e Randolph Street, scandendo “Nessuna giustizia, nessuna pace”, mentre, come spesso accade durante manifestazioni, i ponti della città sono rimasti aperti, impedendo l’attraversamento del fiume Chicago. La polizia ha proceduto a 24 arresti – 4 di questi per colpi e ferite gravi inferti a un poliziotto.

Palestina

9 agosto 2020

Una 23enne palestinese è stata uccisa da proiettili venerdì 8 agosto in Cisgiordania, durante uno scontro tra l’esercito israeliano e palestinesi. La vittima è stata uccisa, mentre cercava di chiudere la finestra della sua casa di Jenin per proteggersi dai gas lacrimogeni. Nella città si stavano svolgendo scontri e centinaia di residenti si opponevano a un raid dell’esercito d’occupazione per effettuare arresti mirati. Funzionari palestinesi hanno accusato l’esercito israeliano di aver ucciso la giovane donna. Un portavoce dell’esercito d’occupazione afferma che i soldati non hanno sparato proiettili veri durante lo scontro.

Libano

9 agosto

Vendetta, vendetta, fino alla caduta del regime”, hanno scandito i manifestanti riuniti domenica 8 agosto in Place des Martyrs, alcuni di loro brandendo la forca o i nomi degli uccisi nell’esplosione che ha devastato il porto di Beirut. L’esplosione ha provocato 158 morti e oltre 6.000 feriti, secondo un nuovo rapporto emesso sabato 8 agosto dal ministero della Salute. La polizia ha sparato candelotti di gas lacrimogeno e proiettili di gomma contro gruppi di giovani manifestanti che lanciavano pietre. Mentre l’attenzione delle forze di sicurezza si concentrava sugli scontri, circa 200 manifestanti hanno approfittato per prendere d’assalto la sede del ministero degli Affari Esteri, proclamandola “quartier generale della Rivoluzione”. Manifestanti hanno anche cercato di prendere la sede dell’Associazione delle banche, dandogli fuoco prima di essere sgomberati dall’esercito. Manifestanti hanno invaso anche i ministeri dell’Economia e dell’Energia, simboli della cattiva gestione dei servizi pubblici, delle interruzioni di corrente, ciò che alimenta il crescendo della protesta. Un membro delle forze di sicurezza interna è morto per una caduta, di cui le autorità accusano i manifestanti.

10 agosto 2020

Ieri i manifestanti si sono scontrati per il secondo giorno consecutivo con le forze di sicurezza libanesi a Beirut, per esprimere la loro rabbia nei confronti del regime corrotto del Paese, la cui negligenza ha portato martedì 4 agosto alle esplosioni verificatesi nella capitale. Centinaia di persone si sono radunate in serata davanti a uno degli ingressi del parlamento, che è stato dato alle fiamme. Altri gruppi di manifestanti si sono recati davanti all’hotel Le Gray e in Place des Martyrs. Alcuni sono entrati negli edifici dei ministeri del Lavoro e degli Sfollati, nello stesso settore, in centro città, mentre altri sono entrati in quelli delle Abitazioni e dei Trasporti. Le forze di sicurezza hanno sparato numerosi candelotti di gas lacrimogeno contro i manifestanti, che hanno risposto con lanci di pietre e oggetti. Gli scontri sono proseguiti oggi portando il premier Hassan Diab alle presentare le dimissioni, seguendo in tal modo l’esempio di parecchi altri ministri prima di lui.

12 agosto 2020

Martedì 11 agosto, la popolazione libanese è scesa in strada a Beirut per la quarta notte consecutiva allo scopo d’abbattere l’intera classe dirigente. Il governo di Hassan Diab si è dimesso lunedì 10 agosto, ma i libanesi vogliono anche che se ne vadano anche il Capo dello Stato, il Capo del Parlamento e deputati. A Beirut sono ripresi gli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza vicino alla sede del Parlamento. I manifestanti hanno tentato di sfondare le barricate, talvolta dandole alle fiamme, mentre la polizia ha sparato candelotti di gas lacrimogeno. Secondo la Croce Rossa libanese 10 feriti sono stati ricoverati negli ospedali e 32 sono stati curati sul posto. La rivolta contro la corrotta classe dirigente libanese è in corso dall’ottobre 2019. La rabbia popolare generata dall’esplosione di martedì è solo l’ultimo capitolo.

Bolivia

9 agosto 2020

Da lunedì 3 agosto, la Bolivia è stata segnata da oltre cento posti di blocco nei 9 dipartimenti del Paese, avviati dai sindacati contadini e rinforzati nelle ultime ore da minatori e organizzazioni dei quartieri urbani e della Centrale. Operaia boliviana (COB, principale sindacato in Bolivia). Questi blocchi e scioperi sono stati lanciati dopo l’ennesimo rinvio delle elezioni. COB chiede elezioni a breve termine, non a ottobre, come ha stabilito il Tribunale supremo elettorale (TSE). Il governo provvisorio di Jeanine Áñez, istituito de facto e autoproclamato dopo le dimissioni forzate lo scorso anno dell’ex-presidente Evo Morales, aveva programmato le elezioni entro 3 mesi e annunciate per il 22 gennaio. Queste sono state posticipate per “mancanza di tempo” al 3 maggio e dall’inizio della pandemia la data delle elezioni è stata cambiata per 3 volte al 2 agosto, al 6 settembre e infine al 18 ottobre.

Grecia

10 agosto 2020

La sera di domenica 9 agosto, Çağdaş Kaplan e Berçem Mordeniz, due giornalisti curdi di nazionalità turca, sono stati arrestati dalla polizia mentre filmavano l’arresto di una persona in piazza Syntagma ad Atene. Avevano informato la polizia d’essere giornalisti ed esibito la tessera della stampa. Prima d’essere arrestati, i due giornalisti sono stati picchiati più volte dalla polizia. Attualmente sono al commissariato dell’Acropoli e saranno portati in tribunale lunedì 10 agosto. Al commissariato, testimoni dell’arresto non sono stati autorizzati a deporre su quanto accaduto.

Cile

14 agosto 2020

Il tradizionale leader mapuche Celestino Córdova, condannato a 18 anni di carcere nel 2014 per omicidio in un controverso processo pieno di numerose irregolarità, sta per giungere al 100° giorno di sciopero della fame. Martedì 11 agosto, Córdova ha reso pubblico un messaggio da molti interpretato come un addio, a causa della sua salute cagionevole. Córdova e altri 26 prigionieri mapuche, anche loro in gravi condizioni, mantengono questa protesta per chiedere al governo di conformarsi alla Convenzione 169 dell’Organizzazione internazionale del lavoro, che dovrebbe consentire loro di scontare parte della pena nelle loro rispettive comunità. Nuove proteste hanno avuto luogo nel sud del Cile a sostegno dei prigionieri. A Cañete, nella regione di Bío Bío, un corteo si è concluso con scontri tra manifestanti e poliziotti che hanno sparato candelotti di gas lacrimogeno e fatto uso di idranti. Almeno 4 persone sono state arrestate.

Colombia

15 agosto 2020

Due manifestanti, membri di comunità indigene, sono stati uccisi e altri 3 feriti, durante le operazioni di sgombero delle terre occupate. Queste operazioni sono state eseguite dall’esercito e dalla polizia nazionale nell’area di El Barranco, una zona rurale del comune di Corinto, in Cauca. Le vittime sono state identificate come Abelardo Liz, giornalista e membro di una stazione radio comunitaria e Johel Rivera, che ha partecipato ad attività d’occupazione note come “liberazione della madre terra”. L’Associazione dei Cabildos, autoctoni del Norte de Cauca, ha accusato l’esercito d’aver sparato proiettili di guerra contro i manifestanti e impedito l’arrivo di mezzi di soccorso per aiutare i feriti. Gli autoctoni occupano terre in seguito al mancato rispetto da parte del governo nazionale di accordi sull’acquisto di terre per ampliare le riserve comunitarie.

Francia

15 agosto 2020

Giovedì 13 agosto alle 23:00, 3 poliziotti della Brigata anticrimine (BAC) della 20^ circoscrizione di Parigi si sono presentati al Saint Sauveur chiedendo di vedere il responsabile. Sono venuti per far firmare una notifica di verbale. Dopo 15 anni di esistenza e per la seconda volta in 6 mesi, il Saint-Sauveur si vede imporre quindi una nuova misura di chiusura amministrativa per la durata di 2 settimane. Questa chiusura giunge dopo i 9 giorni imposti lo scorso gennaio, dopo i quasi 3 mesi di chiusura resa necessaria dalla crisi sanitaria. I presunti motivi addotti rendono questo bar responsabile di tutto ciò che accade nella piazza in cui è situato. I titolari hanno anche subito un attentato organizzato da un gruppo di fascisti armati di sbarre di ferro, manici di picconi e gas.

15 agosto 2020

Nell’aprile 2020 Anthony Smith, ispettore del lavoro del dipartimento Marne e sindacalista CGT (Confederazione generale dei lavoratori, n.d.t.) è stato sospeso dalle sue funzioni, a titolo precauzionale, in attesa dell’attuazione di una possibile sanzione disciplinare. Questo licenziamento è stato effettuato a seguito di una procedura sommaria che Anthony Smith ha intentato contro una struttura di aiuto domiciliare che non ha adottato misure sufficienti per preservare la salute e la sicurezza dei propri dipendenti. È stato sanzionato con un trasferimento automatico. Il 21 luglio, diverse centinaia di persone si sono radunate davanti al ministero della Solidarietà per sostenerlo. Una petizione di sostegno, lanciata a metà aprile, ha raccolto quasi 150.000 firme.

16 agosto 2020

Intrattenimenti per bambini in tenuta antisommossa sono organizzati dal governo nella città di Mâcon. Poliziotti sono infatti giunti per proporvi animazioni ai bambini, facendo loro indossare equipaggiamento antisommossa, e usare scudi e manganelli. La struttura che organizza questo tipo di iniziative si chiama “RAID aventures”, associazione di polizia sponsorizzata dal governo. Sul suo sito si legge che durante il seminario “GTPI” (…) gli agenti di polizia si prendono il tempo per spiegare la loro professione con dimostrazioni di gesti e tecniche di protezione e intervento, e percorsi ad ostacoli. in tenuta da forze dell’ordine”. 

Bielorussia

15 agosto 2020

Il 12 agosto, gli anarchici Alexander Frantskevich e Akihiro Khanada sono stati arrestati in Bielorussia. Frantskevich è un ex-prigioniero politico, incarcerato dal 2010 al 2013 con l’accusa d’aver attaccato edifici governativi. La polizia lo ha designato “leader del gruppo anarchico più radicale del Paese, Azione Rivoluzionaria“. Attualmente è accusato di “organizzazione di rivolte di massa”, rischiando da 5 a 15 anni nelle carceri della dittatura. Del secondo anarchico imprigionato, Akihiro Hanada, non sappiamo ancora di cosa sia accusato. Le televisioni di Stato hanno accusato direttamente gli anarchici russi e bielorussi d’essere i “coordinatori delle rivolte”: Frantskevich e Akihiro rischiano quindi una lunga pena detentiva per aver combattuto la dittatura. Ricordiamo che l’anarchico Nikita Yemelyanov è tuttora detenuto in Bielorussia, condannato a 4 anni di carcere per aver compiuto azioni simboliche contro edifici giudiziari oltre che contro un’unità d’isolamento a Minsk. Potete inviare vostre testimonianze a loro sostegno su: revolutionaruaction@riseup.net

Tutti gli Aggiornamenti Internazionali si trovano nella pagina specifica del blog.

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

 

Lotte e repressione

Cile

3 agosto 2020

Il 31 luglio, manifestanti mapuche si sono scontrati con i carabinieri nelle strade di Temuco, mentre il nuovo ministro degli Interni cileno, Victor Perez, era giunto in città per incontrare le autorità locali. La comunità mapuche continua a manifestare per chiedere il rilascio di “Machi” (autorità tradizionale) Celestino Cordova e altri prigionieri politici.

6 agosto 2020

Martedì 4 luglio a Lumaco si sono svolte manifestazioni contro il razzismo e a sostegno dei prigionieri politici mapuche che sono in sciopero della fame da oltre 90 giorni. Le poche decine di manifestanti hanno occupato brevemente il ponte di Lumaco. Le forze speciali dei carabinieri sono intervenute rapidamente ferendo almeno 5 persone sparando a bruciapelo con pallini. La comunità mapuche non smette di manifestare per chiedere il rilascio di “Machi” (autorità tradizionale) Celestino Cordova e di altri prigionieri politici

Turchia

3 agosto 2020

Mercoledì 29 luglio, il parlamento turco ha adottato una legge che garantisce alle autorità la massima libertà di censurare i contenuti online. Costringe le piattaforme di reti sociali relativi a oltre 1 milione di abbonati, come Facebook, YouTube, Twitter e altri, a nominare rappresentanti in Turchia per rispondere ai reclami sui loro contenuti entro 48 ore, pena l’accusa. Le aziende che si rifiutano di nominare i loro rappresentanti saranno soggette a multe, divieti pubblicitari e riduzione della banda che potrebbe rendere inutilizzabili le loro reti.

La legislazione impone inoltre ai fornitori di archiviare i dati dei propri utenti in Turchia e, se necessario, di trasmetterli al governo. L’art. 9 del testo specifica che la legge “è governata dal presidente”. Lo stesso giorno, la presidenza turca ha emesso un decreto che vieta ai funzionari statali l’utilizzo di applicazioni mobili “di origine straniera”, citando problemi di sicurezza.

USA

3 agosto 2020

I ricercatori della Northeastern University, del MIT e di IBM hanno progettato una maglietta che sfugge alla tecnologia del riconoscimento facciale. Normalmente, gli algoritmi di sorveglianza funzionano riconoscendo una caratteristica in un’immagine, disegnando un “riquadro di selezione” attorno ad essa e assegnando un’etichetta a quell’oggetto. Per interrompere questo processo, la t-shirt utilizza disegni colorati e pixelati che fanno pensare che la tecnologia non esista. In altre parole, i cluster di pixel sono disposti in modo da confondere il sistema di classificazione ed etichettatura AI. Indossare la maglietta vi renderebbe il 63% in meno di probabilità d’essere rilevato dalla sorveglianza digitale.

Palestina

3 agosto 2020

I residenti del villaggio di Kafr Qaddum, nel nord della Cisgiordania occupata, organizzano un corteo ogni settimana per esprimere la condanna contro gli insediamenti e chiedere l’apertura della strada principale che le autorità d’occupazione hanno chiuso da 16 anni. Venerdì 31 luglio, l’esercito d’occupazione è intervenuto per disperdere la manifestazione, sparando proiettili di gomma e candelotti di gas lacrimogeno e ferendo 7 persone, mentre decine di palestinesi sono rimasti asfissiati. I manifestanti hanno reagito lanciando pietre.

Francia

3 agosto 2020

Mehmet Yalcin è un giovane curdo che vive a Bordeaux. È stato arrestato il 28 luglio e rischia la deportazione in Turchia. Nel 2019 è stato condannato dai giudici francesi a 2 anni di carcere, incluso un anno, per presunti legami con il PKK. Mehmet Yalcin ha dovuto indossare un braccialetto elettronico per quasi un anno. Attualmente è senza documenti a causa del rifiuto della sua domanda d’asilo da parte dell’OFPRA (Ufficio per la protezione dei rifugiati e apolidi), rifiuto motivato da questa condanna.

Il 28 luglio, quest’uomo sposato, padre di tre figli (2, 4 e 6 anni), residente a Bordeaux dal 2006, è stato convocato al commissariato dove è stato immediatamente ammanettato e detenuto. In questa fase, tutti i ricorsi presentati dai suoi avvocati sono stati respinti. Mehmet Yalcin, la cui espulsione è prevista per il 28 agosto, ha dichiarato che entrerà in sciopero della fame.

 

Irlanda del Nord

6 agosto 2020

Lunedì 3 agosto, un membro del Partito Repubblicano Rivoluzionario, Saoradh (Liberazione, vicino a New IRA, n.d.t.) di Doire (Derry) è stato attaccato dalle forze della corona britannica pesantemente armate mentre viaggiava con sua moglie. Quest’ultima è stata brutalizzata, mentre suo marito veniva ammanettato e arrestato. Allo stesso tempo, la loro casa di famiglia dove risiedevano la figlia, il nipote e due figli è stata perquisita. I due figli del militante repubblicano sono stati arrestati e uno dei bambini è stato poi picchiato dalla polizia. Il motivo ufficiale di questo raid è lo svolgimento di un’indagine sulla creazione da parte del Partito Repubblicano Rivoluzionario Saoradh, di una lotteria a sostegno dei prigionieri repubblicani. I raid sono metodi comuni per reprimere i repubblicani, ma nelle ultime settimane si è avuto un notevole aumento di attacchi alle famiglie. Saoradh è un partito di sinistra formato da dissidenti repubblicani nel 2016. È attivo sia in Irlanda del Nord che nella Repubblica d’Irlanda.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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