Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale

Costruire la Solidarietà! Abbattere il Capitalismo! ccrsri1@gmail.com
Subscribe to feed Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale

Nell’ambito della settimana internazionale di azioni per Georges Abdallah dal 12 al 19 giugno, molte iniziative si sono tenute in Francia e in tutto il mondo.

Marsiglia (Francia) · Giovedì 10 giugno: proiezione del documentario “Fedayin, la lotta di Georges Abdallah”

Napoli (Italia) · Giovedì 10 giugno: proiezione del documentario “Fedayin”

Port-de-Bouc (Francia) · Venerdì 11 giugno: proiezione del documentario “Fedayin”

Parigi (Francia) · Sabato 12 giugno: corteo in una manifestazione antifascista e serata di presentazione del libro e del film su Georges Abdallah

Tremblay-en-France (Francia) · Sabato 12 giugno: proiezione del documentario “Fedayin”

Annecy (Francia) · Sabato 12 giugno: azione di solidarietà in una manifestazione antifascista

Austin (Stati Uniti) · Domenica 13 giugno: azione di solidarietà

Gaza (Palestina) · Lunedì 14 giugno: manifestazione di solidarietà per Georges Abdallah e i prigionieri palestinesi

Vancouver (Canada) · Mercoledì 16 giugno: azione di solidarietà in una manifestazione per la Palestina

Ginevra (Svizzera) · Mercoledì 16 giugno: proiezione del documentario “Fedayin”

Bruxelles (Belgio) · Mercoledì 16 giugno: azione davanti all’ufficio AXA

Madrid (Stato spagnolo) · Giovedì 17 giugno: azione davanti all’ambasciata francese

Lannemezan (Francia) · Giovedì 17 giugno: delegazione nel carcere in cui è detenuto

Tolosa (Francia) · Venerdì 18 giugno: cartellini e manifesti di solidarietà

Aix-en-Provence (Francia) · Sabato 19 giugno: proiezione del documentario “Fedayin”

Tolosa (Francia) · Sabato 19 giugno: stand di solidarietà

Parigi (Francia) · Sabato 19 giugno: manifestazione per la liberazione di Georges Abdallah

Istres (Francia) · Sabato 19 giugno: solidarietà live-Facebook

Gaza (Palestina) · Sabato 19 giugno: manifestazione di solidarietà per Georges Abdallah

Charleroi (Belgio) · Sabato 19 giugno: azione di solidarietà

Manchester (Gran Bretagna) · Sabato 19 giugno: stand di solidarietà

Vic-en-Bigorre, regista (Francia) · Sabato 19 giugno: mostra di solidarietà

Tunisi (Tunisia) · Sabato 19 giugno: proiezione del documentario “Fedayin”

Montpellier ( Francia) · Sabato 19 giugno: stand solidale per la Palestina

Madrid (Stato spagnolo) · Sabato 19 giugno: video di solidarietà

Roma-Napoli-Torino-Milano-Bologna ( Italia) · Sabato 19 giugno: foto di solidarietà

Losanna (Svizzera) · Sabato 19 giugno: corteo per Georges Abdallah in una manifestazione per la Palestina

Dichiarazione di Georges Abdallah letta durante la manifestazione nazionale organizzata a Parigi il 19 giugno 2021 dalla Campagna Unitaria per la liberazione di Georges Abdallah

Cari/e Compagni/e, cari/e amici/amiche

Meno di un mese fa si è commemorata la Nakba in un clima molto particolare. I reazionari di ogni sorta allora hanno giurato solo con l’ “accordo del secolo” e strombazzato circa i cosiddetti benefici che ne deriverebbero alla pace regionale dalla normalizzazione dei rapporti fra entità sionista e i regimi reazionari arabi. Hanno ripetuto fino alla fine di quella giornata che la causa palestinese era finita. 28 anni dopo gli accordi di Oslo, l’entità sionista ha finito per credere d’aver seppellito realmente il popolo palestinese per sempre. I dirigenti sionisti hanno sempre ritenuto che con il tempo “i vecchi moriranno e i giovani dimenticheranno”…Quindi questi dirigenti hanno commesso l’errore di pensare di poter approfittare della confusione generale e farla finita una volta per tutte con Al Quds, smantellando i suoi grandi agglomerati palestinesi e cacciando le famiglie dalle loro case in Cheikh Jarrah, Silwan e Khan Al Ahmar per esseresostituite da coloni ebrei suprematisti.

73 anni dopo la Nakba, attaccare ancora Al Quds non poteva che generare un’esplosione generale. Le masse palestinesi hanno solo a che fare con la confusione e l’indeterminatezza dei loro dirigenti in una situazione simile. Quindi da Cheikh Jarrah a ogni città e località della Cisgiordnia e dei territori del ’48, i palestinesi e le palestinesi, di ogni età, si sono scoperti un popolo in piena mobilitazione. La Palestina, Terra e Popolo, è unificata più che mai. Le scosse provenienti da questo vulcano sono lungi dall’essere circoscrittte alla sola Palestina; le masse palestinesi dei campi profughi nei Paesi arabi limitrofi sono all’unisono con le masse arabe in solidarietà con la Palestina, incarnazione di ogni dignità e speranza. Le scosse di questo vulcano popolare polverizzano non solo l’ “accordo del secolo”, ma anche e soprattutto gli accordi di Oslo. E’ solo per contenere questa Intifada popolare e cercare d’impedire le sue ripercussioni regionali che le potenze imperialiste e i reazionari si sono affrettati, dopo 11 giorni di criminali bombardamenti, a istituire un cessate il fuoco…

Naturalmente questa Intifada popolare è di genere particolare e non si fermerà. Ha il compito di far muovere le linee e a non consentire alla direzione di Oslo di riproporsi come se non sia successo niente. Dobbiamo constatare, Compagni, che dal cessate il fuoco non passa giorno in Cisgiordania senza che ci siano altri martiri giovani o meno giovani… Basta guardare alla situazione di Beita, questa località a sud di Nablus, o a Jenin nel nord, senza parlare di quanto succede in termini di provocazioni e repressioni a Al Quds e nei territori del ’48 e le irruzioni ogni tanto a Gaza

Compagni/e ed amici/e, la Resistenza di ogni forma paga sempre… Solo la Resistenza ricolloca la causa palestinese al suo posto, in primo piano sulla scena regionale e mondiale. I militanti del Fatah e i militanti di ogni organizzazione in Cisgiordania hanno scandito i nomi dei Resistenti a Gaza e si sono impegnati più che mai a difendere l’Intifada popolare in corso e a smetterla con ogni forma di bastardaggine disfattista e a sbarazzarsi dell’occupante una volta per tutte. Certo è stata la Resistenza a permettere alle masse popolari palestinesi di trasformare la 73^ commemorazione della Nakba in una Nakba per l’entità sionista. Malgrado il costo enorme in termini di sangue e distruzioni, la gioia della vittoria finale, come ha affermato un comandante delle brigate, Abou Ali Mustapha, sarà ancor maggiore…

Compagni e amici/e, da dietro gli ignobili muri Ahmad Sa’adat e le migliaia di compagni rinchiusi nelle carceri sioniste, vi inviano i loro saluti rivoluzionari e attirano la vostra attenzione su quanto avviene nei territori del ’48 e certamente possono contare più che mai su di voi per non prescindere o sottostimare la portata delle spedizioni punitive organizzate da gruppi fascisti e suprematisti a Ramleh, Lydda, Haifa e Oum Al Fahm, apertamente sostenute dalla polizia israeliana.

Detto questo, Compagni, le masse popolari palestinesi coinvolte in questa Intifada popolare possono contare e devono poter contare sulla vostra mobilitazione contro ogni infame propaganda della borghesia imperialista soprattutto nel vostro Paese…Le condizioni detentive nelle prigioni sioniste non cessano di peggiorare di giorno in giorno. E come vi è noto, Compagni, per affrontarle la solidarietà internazionale si dimostra un’arma indispensabile. Naturalmente le masse popolari palestinesi e le loro avanguardie rivoluzionarie possono sempre contare sulla vostra mobilitazione e la vostra solidarietà attiva

Che mille iniziative solidali fioriscano a favore della Palestina e della sua promettente Resistenza!

Che mille iniziative solidali fioriscano a favore delle giovani e dei giovani palestinesi

La solidarietà, ogni solidarietà a chi resiste nelle carceri sioniste e in tutte le celle d’isolamento altrove nel mondo!

La solidarietà, ogni solidarietà ai giovani proletari dei quartieri popolari!

Onore ai Martiri e alle masse popolari in lotta!

Abbasso l’imperialismo e i sui cani da guardia sionisti e altri reazionari arabi!

Il capitalismo è solo barbarie, onore a tutti quelli e quelle che gli si oppongono nella diversità delle loro espressioni!

Insieme Compagni e solo insieme vinceremo!

La Palestina vivrà e certamente vincerà!

A tutti voi, Compagni e Amici/e, i miei saluti rivoluzionari

Il vostro Compagno Georges Abdallah

19 giugno 2021

Cari compagni,

i delegati alla Conferenza Intermedia dell’SRI vi inviano i loro più cordiali saluti. Questa Conferenza avviene durante una situazione particolare, nel mezzo della pandemia in atto. Quindi, non deve sorprendere il fatto che nel corso di questa Conferenza al Covid-19 si sia pure riservato uno spazio specifico, sia sotto il profilo dell’analisi che dell’obiettivo inteso a trovare risposte alle questioni sorte attualmente.

Gli allentamenti in corso di attuazione quasi ovunque sembrano indicare un ritorno alla normalità della vita quotidiana capitalista. A questo proposito ora sta risultando particolarmente evidente cosa realmente significa “normalità capitalista”: intensificazione dello sfruttamento e dell’oppressione sulla nostra classe. Contemporaneamente, è importante notare che le condizioni dominanti sono state modificate dalla pandemia: siano esse le linee politiche di demarcazione ulteriormente infrantesi nelle alleanze delle classi dominanti, siano le conseguenze economiche che continueranno ad assillarci a lungo dopo la pandemia.

Pertanto già sin dall’inizio abbiamo identificato la pandemia come possibilità storica che potrebbe rafforzare la coscienza e la lotta della classe. Sono in tal modo emersi spazi che richiedono d’essere riempiti dalla prospettiva rivoluzionaria. Che ciò possa realizzarsi lo dimostrano le varie mobilitazioni, specialmente nei Paesi dell’Europa meridionale.

Queste nuove mobilitazioni riuniscono diverse fasce di popolazione, proletariato, giovani e piccola borghesia. Sono indotte dallo sviluppo della crisi sanitaria e dal conseguente aggravarsi della crisi economica. Il nostro lavoro politico dovrà tener conto di questa nuova realtà.

Durante queste mobilitazioni e la relativa risposta della controrivoluzione risulta che la dialettica esistente fra rivoluzione e controrivoluzione e l’interazione lotta/repressione/resistenza sono componenti integranti del processo rivoluzionario che non solo devono essere analizzate, ma usate come arma per sviluppare ulteriormente la lotta rivoluzionaria.

Perciò il nostro lavoro procede rispetto a vari fronti:

-rafforzamento della solidarietà internazionale con le lotte in atto in Rojava contro la guerra permanente del fascismo turco e in Palestina contro gli attuali bombardamenti e la repressione

-come pure il sostegno ai rivoluzionari prigionieri (fra gli altri, Georges Abdallah, Nikos Maziotis, Pola Roupa e i prigionieri sottoposti in Italia al regime d’isolamento 41bis, ecc.).

Ci stiamo attivando affinché tutte queste mobilitazioni siano momenti offensiviin cui gli attacchi portati dal nemico si ritorcano su se stesso.

Compagni e Compagne, in questo periodo difficile la vostra partecipazione al processo rivoluzionario è più che mai importante. L’esempio dato dalla vostra resistenza nelle carceri continua a ispirare e alimentare le nostre lotte.

Cari Compagni e care Compagne, vi rinnoviamo i nostri saluti più cordiali e sinceri.

Maggio 2021

Soccorso Rosso Internazionale

rhi-sri.org

Contro il sionismo e l’imperialismo USA e UE!

Contro il ruolo dell’Italia in quanto complice dello Stato di Israele!

Solidarietà alla lotta del popolo palestinese e alla resistenza dei prigionieri palestinesi!

Sosteniamo i compagni sotto processo!

Abbattere il capitalismo!

Diffondiamo e rilanciamo l’appello, qui di seguito, dei 4 compagni imputati.

CON LA RESISTENZA PALESTINESE

Lunedì 7 giugno alle ore 9.30 si terrà una nuova udienza del processo contro 4 compagni accusati di aver contestato la presenza delle bandiere sioniste alla manifestazione del 25 aprile 2018 a Milano. Contestazione messa in atto in appoggio alla Marcia per il Ritorno con cui in quel periodo i palestinesi rivendicavano il diritto a ritornare nelle loro terre e che grazie ai cecchini sionisti fu pagata con più di 180 uccisi, tra cui 44 bambini e 4 donne, e oltre 20 mila feriti.

Questa nuova udienza cade in un periodo in cui altre pagine di sangue sono scritte nella storia della Palestina. Ancora una volta l’eroico popolo palestinese sta mostrando la volontà di non soccombere e di reagire contro il razzismo sionista. Quella di questi giorni di maggio è una rivolta di tutto il popolo da Gerusalemme est, alla Cisgiordania, alla striscia di Gaza, ai palestinesi dei territori del ’48, formalmente cittadini israeliani, che per la prima volta sono scesi massicciamente in campo, prima con la rivolta di piazza e poi con lo sciopero generale totale. Si tratta di una rivolta che ha reagito all’accelerazione della pulizia etnica messa in atto dal regime colonialista con la caccia all’arabo, la deportazione delle famiglie palestinesi e l’assalto alla moschea di Al Aqsa a Gerusalemme est nel pieno di una funzione religiosa che vedeva la presenza di decine di migliaia di fedeli.

La reazione sionista alla rivolta palestinese ha mostrato ancora una volta il vero volto di questo colonialismo genocida con bombardamenti massicci, stragi di donne e bambini e distruzione delle condizioni di sopravvivenza della popolazione di Gaza. Oggi questo odioso colonialismo con il progetto della Grande Israele (dal Sinai a Golfo Persico) è perfettamente funzionale ai piani imperialisti degli Usa, e degli stati europei, di dominio e sfruttamento dei popoli dell’area mediorientale. Per questo le classi dirigenti occidentali, Usa e Germania in testa, sono tutte schierate in maniera compatta nel tentativo di rovesciare la storia riecheggiando la propaganda sionista tesa a far passare gli oppressori come vittime.
E non è da meno la classe dirigente del nostro paese che dal PD a Fratelli d’Italia, passando per la Lega e l’M5S, ha sposato in blocco questa aberrante mistificazione.

Dall’altra parte, dalla parte di chi si oppone e lotta, di fronte a questo massacro del popolo palestinese, un’onda di mobilitazione si è levata in tutto il mondo e anche in Italia. Manifestazioni che si sono svolte con grande partecipazione sia nelle città dei cosiddetti paesi avanzati che in quelle dei cosiddetti paesi in via di sviluppo.
Manifestazioni che esprimono chiaramente la solidarietà alla giusta causa del popolo palestinese e che hanno visto in prima fila la presenza significativa di ebrei (anche religiosi praticanti) antisionisti a chiara testimonianza che non si tratta di una “guerra di religione” ma di una guerra tra un popolo oppresso e i suoi oppressori colonialisti, fascisti e razzisti.

È una mobilitazione che mostra che c’è tanta gente che vede le cose per come sono e non si fa disarmare dalla propaganda pro sionista che impera nel sistema dei media occidentale. In tutte le piazze, e anche nella nostra città, abbiamo visto di migliaia di giovani immigrati di seconda e terza generazione, principalmente dal Medioriente, ma non solo, scendere in campo assieme ai solidali italiani per esprimere una forte presa di posizione contro i massacratori sionisti.

Questa mobilitazione ci riempie il cuore e ci rinfranca nella nella determinazione di rovesciare il processo intentato nei nostri confronti in processo al sionismo come forma particolare di colonialismo di insediamento, simile a quelle messe storicamente in atto contro gli indiani d’America, gli aborigeni australiani e i neri in Sud Africa.

Da questa mobilitazione traiamo nuova forza e determinazione per portare avanti questa linea processuale con l’idea che possa costituire un contributo allo sviluppo di un fronte antisionista, antimperialista e antirazzista nei nostri territori.

Invitiamo tutti, solidali e immigrati, a partecipare al presidio davanti al Tribunale di Milano lunedì 7 giugno 2021 alla ore 9.00

MORTE ALL’IMPERIALISMO
LIBERTÀ AI POPOLI!

PALESTINA LIBERA!

Tutti gli imputati

Il Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale
da oggi anche su Facebook
all’indirizzo: https://www.facebook.com/profile.php?id=100069089703888

Care/i amiche/i, care/i compagne/i,

Voi fate onore al vostro Paese manifestando in strada il vostro forte impegno per l’applicazione del diritto internazionale e la condanna d’ogni forma di colonizzazione.

Voi fate onore al vostro Paese mettendovi a fianco delle masse popolari vittime dei crimini contro l’umanità, della apartheid e dell’oppressione.

Voi fate onore al vostro Paese partecipando alla lotta contro ogni forma di pulizia etnica (con il pretesto dell’ebraizzazione) e schierandovi a fianco delle famiglie palestinesi di Cheikh Jarrah a Gerusalemme Est minacciate in questi giorni d’essere scacciate dalle loro case per essere sostituite da coloni suprematisti.

Voi fate onore al vostro Paese non dimenticando l’embargo criminale imposto a Gaza, in atto senza discontinuità dal 2017. “Se in terra esiste un inferno, è la vita dei bambini di Gaza”, ha detto il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, lasciandosi prendere la mano…

Voi fate onore al vostro Paese non ignorando e non sottostimando la portata delle aggressioni razziste organizzate dai gruppi fascisti a Ramie, Lydda o Haifa, sostenute apertamente dalla polizia israeliana.

Voi fate onore al vostro Paese non cedendo all’infame propaganda dei vari governi imperialisti che condannano la Resistenza contro l’orrore dell’occupazione.

Care/i amiche/i, care/i compagne/i, mentre i popoli del mondo intero, non potendo più contenere la propria collera contro i crimini dell’entità sionista occupante, esprimono la loro solidarietà con il popolo palestinese, le maggiori autorità del vostro Paese ribadiscono, senza pudore, che Israele ha il diritto di difendersi…

Infine, dopo 11 giorni di bombardamenti aerei e fuoco d’artiglieria, gli USA, avendo constatato lo scacco subito in questa criminale offensiva e soprattutto le capacità dimostrate dal popolo palestinese e dalla sua gloriosa Resistenza nella diversità delle sue componenti, hanno “deciso” un cessate il fuoco a partire da ieri…

Certamente, la situazione a Gaza è spaventosa: distruzione di abitazioni, ospedali, infrastrutture, ecc. E le perdite umane ammontano a oltre 242 martiri, fra cui 68 bambini, senza parlare poi dei feriti… Compagni, ciò non toglie che appena pochi minuti dopo il cessate il fuoco, da sotto le macerie delle loro case le masse popolari palestinesi sono uscite in centinaia di migliaia per affermare che l’Intifada popolare in corso prosegue e che la Resistenza continuerà ancora in ogni forma e sempre più intensamente. Il popolo palestinese presente in tutta la Palestina storica oggi è più forte che mai. E’ nella dinamica globale della lotta che i popoli si costruiscono e strutturano il loro spazio nella coscienza collettiva.

Il popolo palestinese sa meglio di chiunque altro che i compromessi e ogni forma di disfattismo conducono esclusivamente alla sua perdita. Solo a Gerusalemme Est, a partire dall’inizio del 2020, 140 famiglie sono state cacciate dalle loro case e migliaia di altre abitazioni sono sotto la minaccia della demolizione. Cheikh Jarrah, Silwan, Khan Al Ahmar sono tutti compresi nella lista.

Compagni e amiche/amici, la resistenza attuata con ogni forma, paga sempre. E’ solo la resistenza a rimettere la causa palestinese al posto giusto, in primo piano a livello regionale e mondiale. Sicuramente, le forze imperialiste, e specialmente gli USA, si rendono conto che i miliardi di dollari spesi da Dayton per formare gli sbirri al soldo dell’occupante alla fine sono serviti a nulla. I militanti del Fath e i militanti di ogni organizzazione in Cisgiordania hanno scandito i nomi dei resistenti di Gaza, impegnandosi sempre più a difendere l’Intifada popolare in atto, a farla finita con ogni forma di bastardaggine disfattista e sbarazzarsi dell’occupante una volta per tutte.

Il “blocco sociale” popolare si forma e struttura nella diversità delle lotte attuali. E l’unità nazionale si realizza sempre a seconda dell’affermarsi dell’espressione di questo “blocco sociale”. Così, la lotta contro l’occupante finisce per avere il sopravvento.

Compagni e amiche/amici, sarebbe forse utile segnalare che la maggioranza dei giovani statunitensi di religione ebraica non si riconosce in questa barbarie perpetrata in nome dell’ebraismo, che tiene a non confondersi con il sionismo. In Francia, l’Unione ebraica francese per la pace (UJFP) ribadisce le sue posizioni molto nette a favore dei diritti nazionali palestinesi, assolutamente contrarie alla colonizzazione rampante della Palestina.

Ciò detto, Compagni, le masse popolari palestinesi coinvolte oggi in questa Intifada possono contare e devono poter fare affidamento sulla vostra mobilitazione contro ogni infame propaganda della borghesia imperialista, specialmente nel vostro Paese. La solidarietà internazionale è un’arma indispensabile, facciamone buon uso!

Insieme, Compagni e amiche/amici, solo insieme vinceremo!

La Palestina vivrà e la Palestina sicuramente vincerà!

A voi tutte e tutti i miei sinceri saluti rivoluzionari.

Georges Abdallah

22 maggio 2021

25 APRILE – 1°MAGGIO

L’ANTIFASCISMO È PROLETARIO E INTERNAZIONALISTA

La crisi pandemica ha svelato in modo crudele tutta la violenza del sistema capitalista: i disastri provocati dalle politiche di privatizzazione e degrado della sanità pubblica, l’incredibile impreparazione quindi di fronte all’insorgere di un’epidemia; le scelte produttive criminali, una sola fabbrichetta di ventilatori in tutto il paese a fronte di un’industria bellica in espansione persino in questo periodo! Un brutale impoverimento sociale a fronte dell’inarrestabile arricchimento dei grandi capitali e gruppi finanziari. Ricordiamoci delle risate compiaciute fra capitalisti alla notizia del terremoto de L’Aquila .. lo spirito e la sostanza del sistema e delle sue politiche è proprio questa.

La loro unica risposta sociale sta nelle manganellate, nella repressione poliziesca e carceraria. Non ci sono più margini di mediazione, di “dialogo sociale”, l’unica cosa che conta sono i rapporti di forza. Quello che i settori in lotta hanno ben compreso: gli operai della logistica, con le forti iniziative a Piacenza facendo decadere arresti domiciliari e altre misure repressive; i rider che stanno avanzando sempre più nella conquista di diritti e resistendo allo strapotere dei signori dell’algoritmo, così come ad Amazon dove infine si sciopera contro il capitalista più ricco del mondo; e ancora la tenace e longeva resistenza Notav, ancora sulle barricate in questi giorni.

Questo confronto, sempre più violento, fra sollevamenti popolari e repressione si sta infiammando in molti altri paesi. Qui vicino abbiamo i casi di Francia, Spagna, Grecia dove vengono difesi con grande determinazione anche i prigionieri politici della guerra di classe (i casi di Dimitri Koufontinas, Pablo Hasel, Georges Abdallah). Negli USA il potente movimento contro le stragi poliziesche e razziste tocca le stesse contraddizioni sociali proprio dove si esprimono nel modo più feroce (nel paese guida dell’imperialismo, edificato con lo schiavismo afroamericano e con i tanti genocidi nel mondo): Chip Fitzgerald, militante Black Panther è morto rinchiuso al suo 51° anno di carcere.. mentre Mumia Abou Jamal continua a resistere, a far sentire la sua voce nonostante i 40 anni d’incarcerazione e ora anche la malattia.

E con la ferocia imperialista USA devono, da sempre, fare i conti i popoli dell’America Latina. Ciò nonostante, la resistenza riprende spesso con grande forza e in dialettica con lo sviluppo di forze rivoluzionarie guerrigliere. È oggi il caso in particolare in Cile, Argentina, Colombia, Perù, Messico. Le periodiche sconfitte non hanno impedito ai loro movimenti rivoluzionari di riprendersi e di essere di nuovo, anche oggi, molto attivi, punti di forza e riferimento internazionali. Senza dimenticare Cuba e Venezuela, con il loro grande esempio di solidarietà internazionalista e di gestione socialista rispetto alla crisi pandemica-sanitaria.

Lo stesso intreccio fra resistenze proletarie e forze rivoluzionarie si alimenta in Medio Oriente – con le grandi esperienze in corso fra Rojava, Turchia e mondo arabo, in particolare con la resistenza palestinese – in India e nelle Filippine, dove le guerre popolari di lunga durata sostengono potenti movimenti di massa, come gli attuali scioperi di braccianti e contadini poveri (quello che si protrae da mesi in India ha toccato punte di 250 milioni di scioperanti in alcune giornate).

Essere antifascisti vuol dire essere antimperialisti, perché il legame fra quelle due oppressioni è tornato oggi ancor più evidente: il fascio-razzismo, il suprematismo bianco sono essenza del dominio imperialista, da secoli. D’altronde evidente nei mostri alla Trump e nei regimi filo nazisti impiantati dalla NATO in Ucraina, Croazia, Kosovo e poi Libia, Afghanistan … Altro che celebrazioni istituzionali !

Le nostre lotte, i nostri movimenti, la nostra autorganizzazione possono svilupparsi e crescere solo se assumono tutta l’ampiezza di questi aspetti dello scontro. Solidarietà e fronte unito di classe sono essenziali per affrontare le varie repressioni, per rovesciare i loro ricatti e divisioni fratricide. E l’internazionalismo proletario è la risposta storica, oggi più che mai necessaria per costruire le nostre forze oltre le frontiere, per l’unica guerra che meriti di essere combattuta: la guerra di liberazione dal capitalismo, dall’imperialismo

SOLIDARIETA’ DI CLASSE E INTERNAZIONALISTA !

FACCIAMO FRONTE UNITO PER LA LIBERAZIONE, CONTRO TUTTE LE OPPRESSIONI !

SVILUPPIAMO LE CONDIZIONI PER UNA NUOVA LOTTA RIVOLUZIONARIA !

Proletari Torinesi per il Soccorso Rosso Internazionale

Collettivo Contro la Repressione per il Soccorso Rosso Internazionale

https://proletaritoperilsri.blogspot.com

https://ccrsri.wordpress.com

Ogni anno il 17 aprile si celebra la Giornata dei prigionieri palestinesi. Oggi, sono 4.450 i palestinesi imprigionati dall’occupazione israeliana, fra i quali personaggi della sinistra rivoluzionaria come Ahmad Sa’adat, Walid Daqqa o anche Khalida Jarrar. In tale circostanza si sono svolte decine di iniziative in tutto il mondo per chiederne l’immediata liberazione.

  • Bruxelles: Raduno alla stazione centrale, presente una delegazione del Secours Rouge
  • Tolosa: banchetto per la Palestina organizzato dal Collectif Palestine Vaincra
  • Parigi: Raduno per chiedere la liberazione di tutti i prigionieri politici su invito della Campagna unitaria per la liberazione di Georges Abdallah
  • Lione: Raduno a sostegno di Georges Abdallah organizzato dal Collectif 69
  • Tarbes: Raduno organizzato da MJCF e Collectif 65 per la liberazione di Georges Abdallah
  • Berlino: Manifestazione organizzata da varie organizzazioni rivoluzionarie tra cui Samidoun Allemagne
  • Amsterdam: Attacchinaggio per gli studenti palestinesi detenuti e Georges Abdallah
  • Madrid: Raduno organizzato dalla comunità mapuche e Samidoun
  • New-York: iniziativa di solidarietà organizzata da Within our lifetime – United for Palestine
  • Göteborg: Raduno per richiedere la liberazione dei prigionieri palestinesi e Georges Abdallah organizzato da Samidoun e gruppi di solidarietà
  • Stoccolma: Raduno per chiedere la liberazione dei prigionieri palestinesi
  • Manchester: Manifestazione di sostegno ai prigionieri palestinesi, in particolare Ahmad Sa’adat e Khalida Jarrar
  • Campo Al-Arroub (Palestina occupata): Raduno a sostegno dei prigionieri organizzato da Samidoun e FPLP

Cari/e compagni/e, cari/e amici/amiche,

Il popolo palestinese commemora ogni anno la “Giornata della Terra”. Sicuramente non solo in ricordo di uno sciopero generale nel 1976 che ha riunito il popolo palestinese dei territori del ’48 contro la confisca della sua terra. Certamente questo sciopero ha suscitato una mobilitazione solidale significativa sia in Cisgiordania che a Gaza e nei diversi campi palestinesi in Libano. Ciò non toglie che l’acquisizione della terra della Palestina, con ogni mezzo da parte degli invasori sionisti, sia cominciata il 19 gennaio 1976 in seguito alla decisione adottata dal governo israeliano di confiscare 25 km2 in Galilea, nei pressi della città di Sakhnin.

L’esproprio del popolo palestinese di tutti i suoi beni in vista della sua distruzione e non solo della confisca di una parte importante della sua terra è connaturato con l’esistenza stessa dell’entità sionista. Non si è mai fermata e mai si fermerà, se non con la dissoluzione/distruzione di questa entità che, in realtà, è solo un’estensione organica dell’imperialismo occidentale.

Lo sciopero generale in questione che si commemora oggi rientra in un lungo processo di lotta il cui centro di gravità si è spostato a seconda degli equilibri di potere in atto nel mondo arabo e soprattutto in questo Machrek arabo. Forse andrebbe ricordato che meno di 10 anni prima, cioè nel 1968, si è svolta la battaglia di Al Karamé e proprio un anno dopo la rivolta dei campi in Libano e gli accordi al Cairo fra il governo libanese e la Resistenza palestinese e 2 anni dopo Settembre Nero e i massacri in Giordania…

E’ in questa dinamica rivoluzionaria in atto che in tale spazio geopolitico della Palestina si ricrea e forma l’identità e l’unità delle masse popolari palestinesi. E’ occorso tempo (1948-1976) ai/alle palestinesi dei territori del ’48 per emergere dall’abisso della Nakba e cominciare a occupare un ruolo di primo piano nella scena politica. Sicuramente affrontare la questione della lotta delle masse popolari palestinesi dei territori del 1948 non è affatto facile per chiunque non viva direttamente in Palestina.

Proprio per questo suppongo che il compagno Adel Samara possa esserci di prezioso aiuto a tale proposito. Spiegarci un poco cosa si sente in questi giorni riguardo al peso del “gangsterismo” e delle bande di trafficanti d’ogni genere, fra l’altro al soldo dei sionisti, che avrebbero evidentemente un impatto sulle principali località e città come, ad esempio, Umm-Al-Fahm.

Certo qui le masse popolari non sono e non mostrano d’essere indifferenti a ciò che avviene anche in Cisgiordania e a Gaza. Le avanguardie della lotta rivoluzionaria non possono più ignorare la degenerazione di questa direzione borghese a capo della cosiddetta “Autorità Palestinese”, con il pretesto della necessità della salvaguardia dell’ “unità nazionale”. Occorre non smettere di ricordare che il “Blocco sociale” chiamato ad assumere i compiti della rivoluzione si costruisce e si forma nella dinamica della lotta e non basandosi su considerazioni sempre più somiglianti a compromesso…

Respingiamo i compromessi e ogni manovra di camuffamento

Insieme, Compagni, e solo insieme vinceremo.

A voi tutti, Compagni, i miei saluti comunisti!

Il vostro compagno Georges Abdallah

Lannemezan, 30 marzo 2021

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

PalestinaRossa newsletter

Resta informato sulle nostre ultime news!

Subscribe to PalestinaRossa newsletter feed

Accesso utente