Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale

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Pubblichiamo la dichiarazione di Georges Abdallah in occasione dell’iniziativa  organizzata il 12/9/2020 a Parigi dalla Campagna unitaria Ile de France.

Cari/e compagni/e, cari/e amici/amiche

in questo tempo di crisi, catastrofi e grandi lotte, il vostro raduno di questa sera mi riempie di forza e mi riscalda il cuore. Certamente, né i grandi spettacoli di compassione con sfumature neocoloniali, né la strategia della tensione con catastrofi sconcertanti, né la repressione civile a colpi di granate di “disaccerchiamento” e tanto meno la repressione bestiale e l’assassinio di manifestanti potrebbero porre fine alla mobilitazione in atto delle masse popolari nel mondo.

Pandemia o meno, blocco associato a bombardamenti intermittenti a Gaza e rastrellamenti quasi giornalieri all’alba in Cisgiordania e altrove, la lotta continua in ogni forma e si afferma con sempre più determinazione e abnegazione. Pur in presenza di martellamento mediatico, disinformazione e altre manipolazioni nulla cambia, la crisi del sistema è di tale entità che le masse popolari, da un Paese all’altro, vengono spinte imperiosamente a tornare al centro dell’attenzione politica. Non potendo più restare indifferenti al peggioramento delle loro precarie condizioni di vita, escono dal torpore come per incanto e chiedono conto a chi si è creduto intoccabile. Improvvisamente inizia a prendere forma davanti a noi una nuova era, e tante speranze cominciano a profilarsi all’orizzonte.

Nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo, la protesta non smette di propagarsi e tradursi in rivolte quasi insurrezionali di tipo particolare. Tuttavia, la diversità delle espressioni di questa lotta, così come l’entusiasmo e la determinazione di alcuni settori delle masse popolari, non possono farci dimenticare le vere contraddizioni dentro il movimento. La stratificazione della classe e la sua debolezza strutturale, la generalizzazione della precarietà esistenziale, e soprattutto l’ampiezza del lavoro informale su scala mondiale, specialmente nei Paesi del Sud, fanno sì che la piccola borghesia e le sue varie proposte abbiano un peso notevole a tutti i livelli e non solo rispetto alla leadership politica del movimento, il che consente uno spazio abbastanza grande alla manipolazione da parte delle forze imperialiste e dei loro cani da guardia reazionari.

Resta il fatto che insieme e solo insieme i proletari e le varie componenti delle masse popolari vinceranno. Certamente è un lungo percorso segnato da insidie e contraddizioni e soprattutto lotta ideologica. Sappiamo per certo che i vari movimenti sociali oggi alla ribalta possono vincere solo se riescono a sbarazzarsi delle scorie della borghesia. Ed è allora e solo in quel momento che il “blocco sociale rivoluzionario” adempirà il suo compito di Soggetto della Storia. È nel corso dello sviluppo della lotta che si costruisce l’identità di classe e si precisa il suo ruolo politico. Non dobbiamo mai dimenticare che il blocco storico dei lavoratori si costruisce e prende forma nella dinamica globale della lotta in tutte le sue componenti.

Per questo, Compagni, siamo chiamati a fare sempre il necessario per promuovere i diversi processi di convergenza delle lotte, a livello locale e regionale e ancor più a livello internazionale. Come vedete, Compagni, la borghesia araba, ora in maggioranza mostra apertamente il suo allineamento nel campo del nemico. Ciò che non manca, da un lato, d’incidere sulla lotta delle masse popolari palestinesi e, dall’altro, di affermare il posto speciale della causa palestinese come una delle principali leve della rivoluzione araba. Ovviamente, la lotta all’interno del blocco sociale della rivoluzione dovrebbe smetterla con il tergiversare e altri compromessi della borghesia per poter fronteggiare ogni proposta “liquidazionista”. La Resistenza palestinese ha e dovrà affrontare il “blocco reazionario arabo-sionista” diretto dalle potenze imperialiste. Naturalmente in Libano, la Resistenza, questo traguardo storico, è la linea rossa che va imperativamente mantenuta come indicatore di ciò che è progressista e rivoluzionario e di ciò che non lo è. Qualsiasi richiesta non legata all’affermazione e allo sviluppo della Resistenza può solo essere condannata. Il Libano di Gouraud è morto. Resta da costruire il nostro, che si realizza nel suo orizzonte arabo, con la liberazione della Palestina, consolidando e generalizzando la Resistenza che ha avuto la meglio sull’occupazione e messo in scacco l’aggressione sionista del 2006.

Che mille iniziative di solidarietà fioriscano a favore della Palestina e della sua promettente Resistenza!

Solidarietà, ogni solidarietà ai combattenti della resistenza nelle carceri sioniste e nelle celle d’isolamento in Marocco, Turchia, Grecia, Filippine e altrove nel mondo!

Solidarietà, ogni solidarietà ai giovani proletari dei quartieri popolari!

Solidarietà, ogni solidarietà ai proletari in lotta!

Onore alle masse popolari yemenite in lotta contro le forze imperialiste!

Abbasso l’imperialismo e i suoi cani da guardia sionisti e altri reazionari arabi!

Il capitalismo è solo barbarie, onore a tutti quelli e quelle che vi si oppongono nella diversità delle loro espressioni!

Insieme Compagni, solo insieme vinceremo!

A tutti voi, Compagni/e e Amici/Amiche, i miei più calorosi saluti rivoluzionari.

Il vostro compagno Georges Abdallah

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

Lotte e repressione

Dal sito “political-prisoners.net (Netzwerk)

Germania

Contributo di Rete Libertà per tutti i prigionieri politici (Netzwerk) in occasione della manifestazione il 5 settembre, con lo slogan “La nostra solidarietà contro la loro repressione”

7 settembre 2020

Le incursioni del 31 agosto, dirette contro Roter Aufbau (Struttura Rossa, n.d.t.) e il suo ambiente, rappresentano attualmente un nuovo livello di repressione statale contro le forze della sinistra radicale in RFT, in termini di portata e accuse.

Dopo le proteste di massa contro il vertice G20 ad Amburgo nel 2017 e gli innumerevoli procedimenti legali seguiti, già iniziati e prossimi, sembra essere stato trovato un altro mezzo per criminalizzare le strutture organizzate.

Auguriamo ai colpiti molta forza e solidarietà, sapendo per nostra esperienza quali effetti possa avere questo tipo di repressione sulla propria struttura. Alcuni anni fa anche i compagni nostri si sono trovati di fronte a un’indagine ai sensi dell’art. 129 del codice penale. Tranne per un compagno, le indagini sui 9 imputati all’epoca sono state chiuse. Per uno di noi l’esito del procedimento è ancora aperto e sebbene la procura della Repubblica abbia presentato un rinvio a giudizio quasi due anni fa, non c’è ancora una data per il processo.

Ciò dimostra che trattasi di un processo lungo che richiede anni e l’obiettivo è turbare gli accusati e il loro ambiente e paralizzare il loro lavoro politico.

Proprio per questo non dobbiamo cadere in stato di shock, ma piuttosto unire la nostra rabbia sui governanti che cercano di sabotarci, cioè dobbiamo restare uniti in questi tempi e laddove alcuni siano indeboliti, gli altri devono star loro accanto.

È anche vero che questa nuova ondata repressiva colpisce tutti, non sappiamo chi sarà il prossimo a essere criminalizzato in questo modo dalle autorità statali repressive.

Abbiamo mantenuto la nostra posizione di “Netzwerk” e la nostra idea di un fronte di difesa comune contro la lotta di classe dall’alto nella nostra coscienza di sé, come segue:

“Per riuscire a respingere gli attacchi repressivi come sinistra militante e rivoluzionaria unita, dobbiamo evidenziare una posizione comune per abolire le condizioni oppressive, su base solidale senza riserve ideologiche e considerare questo come il punto di partenza per una pratica comune. Questo perché la resistenza antifascista, anticapitalista, antirazzista, anti-patriarcale e antimperialista è perseguita e attaccata attraverso differenze ideologiche. Vogliamo difendere insieme la politica di sinistra! Insieme siamo attaccati e insieme dobbiamo difenderci. Cinque dita costituiscono un pugno!”
Esprimiamo la nostra solidarietà a chi lotta per un mondo migliore e perciò sono perseguiti dallo Stato. Inviamo saluti solidali a Roter Aufbau e ai colpiti dalla repressione: non lasciatevi intimidire, non lasciatevi sopraffare!

Difendere la politica di sinistra, in strada e in tribunale!

Infine, vorremmo richiamare brevemente l’attenzione su un altro argomento:

in Turchia, i detenuti hanno sempre lottato contro le loro condizioni carcerarie con scioperi della fame. Quest’anno 4 compagni sono già caduti durante questa resistenza.

Mustafa Koçak, un prigioniero politico che si è battuto per un processo equo, Ibrahim Gökçek e Helin Bölek, musicisti del collettivo/band rivoluzionario Grup Yorum, che hanno combattuto contro i divieti dei concerti, e la scorsa settimana abbiamo perso l’avvocatessa per i diritti umani Ebru Timtik, che pure ha lottato per giustizia. Per attirare l’attenzione su questi temi, ogni sabato alle 15 in Oranienplatz si svolge un raduno. Il tema è la giustizia e tutti sono cordialmente invitati a fermarsi in Oplatz, perché questo è anche un luogo dove si devono unire le lotte e la resistenza.

In questo senso, viva la solidarietà internazionale!

Paese basco

8 settembre 2020

Il prigioniero di ETA (Paese basco e Libertà, n.d.t.), Igor González Sola, è stato trovato morto nella sua cella singola nella prigione di Martutene a San Sebastián venerdì 5 settembre. González Sola è stato condannato nel 2005 a 20 anni per crimini di “collaborazione con una banda armata”, “deposito di armi” e “falsificazione di documenti ufficiali”. Nel novembre 2018, il Segretariato generale delle istituzioni penitenziarie ha approvato il suo trasferimento dal carcere di Madrid II al penitenziario di Soria. Lo scorso luglio è stato trasferito nel carcere di Martutene a San Sebastian.

Bruxelles

8 settembre 2020

La grande manifestazione per la sanità di domenica 13 settembre, da tempo programmata, chiede un rifinanziamento delle professioni sanitarie e del sistema sanitario affinché si possa garantire a tutti/e l’accesso a cure di qualità, così come il vero benessere sul lavoro. In questo contesto, “La Santé en Lutte” (la Sanità in lotta, n.d.t.) ha respinto il tentativo di vietare la manifestazione:“La vostra giustificazione è la situazione sanitaria presente nel Paese. Tuttavia, in questo Paese autorizzeremo molto presto 10.000 tifosi allo stadio Sclessin, tollereremo migliaia di visitatori al giorno nei parchi di divertimento e la frequentazione illimitata di vie dello shopping come rue Neuve a Bruxelles. Tutti questi raduni che generano rischi sono consentiti, ma è chiaro che la protesta sociale rimane imbavagliata “. 

A seguito del mantenimento di questa condotta le autorità hanno deciso infine di tollerare un raduno statico in diversi gruppi, tra la stazione centrale e il Mont des Arts.

Belgio

8 settembre 2020

Un movimento di sciopero è iniziato giovedì 3 settembre la fine giornata quando si sono riscontrati 9 casi di coronavirus nel dipartimento logistico di AB Inbev a Jupille, vicino a Liegi. La FGTB, su iniziativa del movimento di sciopero iniziato giovedì scorso, ritiene che l’azienda abbia tardato a reagire, rilevati i primi casi. La direzione dice che è “aperta a qualsiasi discussione sulle preoccupazioni dei dipendenti e dei loro rappresentanti” … ma ha chiamato gli ufficiali giudiziari per togliere di mezzo il picchetto..

Catalogna / Spagna

8 settembre 2020

L’ufficio del procuratore generale spagnolo ha presentato il suo rapporto annuale per l’anno 2019. Nel capitolo dedicato al “terrorismo interno” sono citati i Comitati di Difesa della Repubblica (CDR) e la piattaforma ” Tsunami democratico ” a fianco di ETA (Paese basco e Libertà, n.d.t.), GRAPO (Gruppi di Resistenza Antifascista Primo Ottobre, n.d.t.) e altri gruppi armati anarchici. L’ufficio del procuratore generale definisce i CDR e lo “Tsunami democratico” come “movimenti d’indipendenza catalani violenti”. Il documento si basa sulla presunta relazione tra 9 persone arrestate nel settembre 2019 nell’ambito dell’operazione Judas) e CDR. La procura afferma quindi che questi 9 attivisti fanno parte di una “squadra di intervento tattico” del CDR, incaricata di preparare “azioni violente”. Anche le azioni di solidarietà verso i condannati nel contesto dello “Tsunami democratico” sono prese di mira dall’ufficio del procuratore, che prende atto in particolare della preparazione di queste azioni tramite mezzi di comunicazione criptati come Telegram.

Cile

9 settembre 2020

Dopo 60 giorni di sciopero della fame, 4 prigionieri mapuche nel carcere di Lebu hanno radicalizzato la loro mobilitazione annunciando che dal pomeriggio di giovedì 10 settembre non berranno più liquidi. Appartengono a un gruppo di 12 prigionieri in sciopero della fame. Altri tre prigionieri mapuche continuano lo sciopero della fame iniziato 50 giorni fa nel carcere di Temuco. In tutto, 23 mapuche sono in sciopero della fame: 3 nel carcere di Temuco, 8 nel carcere di Angol e 12 nel carcere di Lebu. Chiedono migliori condizioni di lavoro e di vita per la loro gente attraverso l’applicazione della Convenzione 169 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro relativa ai popoli indigeni e tribali.

Inoltre, militanti mapuche si sono scontrati oggi con i carabineros a Temuco durante le manifestazioni mapuche volte a interrompere l’incontro tra Karla Rubilar, portavoce del governo e leader indigeni. Militanti hanno interrotto il traffico ed eretto barricate. Infine, gruppi di militanti mapuche hanno rivendicato, nei giorni scorsi, attacchi contro camion e attrezzature forestali (principalmente incendi dolosi), per richiedere la restituzione delle terre sottratte loro durante la colonizzazione.

Argentina

11 settembre 2020

Il femminicidio della 14enne Ludmila Pretti ha scatenato una serie di incidenti nella cittadina di Moreno. La polizia ha permesso che il principale sospettato lasciasse tranquillamente la stazione per “cercare un giornale” e da allora è scomparso. Gruppi di manifestanti hanno poi bruciato pneumatici e lanciato pietre contro il commissariato. Forze di polizia sono state dispiegate per proteggere l’edificio e gli scontri sono continuati

Colombia

11 settembre 2020

Violenti disordini sono scoppiati mercoledì 9 settembre a Bogotà e in altre parti della Colombia, dopo la morte di un uomo sottoposto a ripetute scosse elettriche da poliziotti che l’immobilizzavano a terra. La scena dell’arresto è stata trasmessa sulle reti sociali. Il filmato di quasi due minuti mostra 2 poliziotti motociclisti colombiani, entrambi con casco, gettare a terra l’avvocato 46enne, Javier Ordoñez, e poi infliggergli ripetutamente lunghe scosse con le loro pistole elettriche a impulsi. “Per favore, smettetela,” sentiamo ripetere l’uomo a terra. I testimoni sulla scena hanno anche chiamato la polizia: “Per favore, smettetela, vi riprendiamo” con un cellulare.

Nel pomeriggio, centinaia di persone si sono radunate per protestare fuori del commissariato dove la vittima è stata condotta prima di morire. I manifestanti hanno spruzzato vernice rossa sulla facciata dell’edificio e lanciato pietre, scandendo “resistenza”. La polizia ha tentato di disperdere la folla con granate assordanti e sparando candelotti di gas lacrimogeno, ma le proteste si sono estese ad altre zone di Bogotà. Rivolte, incendi e altri attacchi contro 56 commissariati sono accaduti nel settore nord e ovest della capitale, ma anche a Medellín, Barranquilla, Popayan, Cali e Neiva. Sette persone sono state uccise durante i disordini e 70 persone sono state arrestate per “violenza contro la polizia”.

Tutti gli Aggiornamenti Internazionali si trovano nella pagina specifica del blog.

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

Guerra popolare e controrivoluzione

da: respark.nu.en

India

PCI (maoista): Complotto di propaganda di New Delhi

comunicato stampa

3 settembre 2020

Complotto di propaganda di Nuova Delhi

Condanniamo la brutale menzogna del governo di Modi nella narrazione della “resa di Ganapathy”. Questo complotto di propaganda è stato pianificato sotto la guida di Modi, Amit Shaw, appoggiato da Ajith Doval e Vijay Kumar i responsabili della brutale macchina di sicurezza indiana, nonché da Telangana SIB (Banca dell’India meridionale in Telangana, n.d.t.) e l’agenzia di intelligence del Chhattisgarh.

Tutta l’economia indiana è nella morsa di una grave recessione economica, sotto la direzione del fascista Modi & gang. La grave difficoltà attraversata dall’economia è cresciuta con la pandemia da Covid-19. Il mare di protesta popolare aumenta di giorno in giorno contro il governo di Modi. La strategia del ministero degli Interni tesa a creare la Nuova India, mettendo fine al Partito Maoista entro il 2022, è completamente fallita. Il governo Modi non è riuscito ad affrontare la questione delle nazionalità, come il Kashmir e il Naga, tranne dispiegare l’esercito. Il governo di Modi ha incarcerato molti in nome dei maoisti urbani, con opinioni deferenti e impegno sociale. Vara Vara Rao, Saibaba, Anand Teltumbde, Sudha bardwaj, Shoma sen, Vernen Gonjalves, Arun Ferara, Rona Wilson, Surendar Gadling, Goutham Navalakka, Sudeer Dawle,Mahesh Raotu in quanto attivisti sociali e prominenti sono stati imprigionati, in base a casi inventati senza processo. Con questa legge fascista e brutale, il governo Modi ha affrontato l’ira del popolo a livello nazionale e internazionale. Le folli bande guerrafondaie di Modi … hanno fallito del tutto nel trattare con i Paesi vicini. Il governo Modi ha fallito completamente nel risolvere la recente lite sulla valle Galvan con la Cina, che ha diffamato il governo in patria e all’estero. Il governo è in una condizione disperata, fa propaganda malevola con menzogne inventate, associata alla repressione fascista “SAMADHAN” contro il nostro partito e il popolo. Ciò nonostante, il nostro partito e il nostro movimento si sono rafforzati in alcuni Stati come il Telangana e altrove.

Il compagno Ganapathy due anni fa ha spontaneamente deciso di lasciare la responsabilità di segretario generale del partito a causa dell’età e di disturbi comuni. È una cosa comune nella vita di tutti. Non ha alcuna relazione con questa brutale bugia. Per ingannare la gente e sviare l’intera popolazione, il governo Modi diffonde maliziosamente la “storia della resa”.del compagno Ganapathi.

In breve, il governo fascista di Modi, … ha fallito internamente ed esternamente su tutti i fronti. Per costruire la fiducia nelle forze corporative e ostacolare la fiducia del popolo verso il nostro partito, questi traditori hanno preparato questa “storia di alta tensione della resa”. Chiediamo alla gente di liberare questo suolo indiano da questi traditori. Il governo sta cercando di diffamare la leadership del nostro partito a livello internazionale. Il nostro comitato centrale si è impegnato per la causa dei popoli, forte di notevole esperienza ideologica e politica. Facciamo appello alla classe operaia, ai contadini, alla piccola borghesia, a tutti i democratici, alle personalità di spicco, ai progressisti, ai patrioti, alle forze antimperialiste affinché condannino la crudele propaganda dei media corporativi pagati.

Ancora una volta, condanniamo la brutale menzogna del governo Modi riguardante la storia della resa. Stiamo dichiarando che continueremo la lotta contro le classi dominanti, sotto la guida del nostro comitato centrale, con forte determinazione fino al successo della rivoluzione.

Con saluti rivoluzionari

Portavoce Abhay,

Comitato centrale del PARTITO COMUNISTA dell’INDIA (MAOISTA)

4 settembre 2020

Appello del PCI maoista per bandh (n.d.t. sciopero armato) dopo uccisione di un suo quadro da parte della polizia durante falso scontro

4 settembre 2020

Kothagudem: Il PCI (maoista) ha rivelato l’identità del suo quadro ucciso giovedì 3 settembre in uno scontro con la polizia nel distretto, descritto come falso. Secondo quanto dichiarato qui venerdì da Azad, segretario del Comitato divisionale del partito per la zona Bhadradri Kothagudem-East Godavari (BK-EG), il quadro assassinato era Dudi Devalu alias Shanker, originario del villaggio di Arlapalli nell’area di Konta compresa nel distretto di Sukma, nello Stato del Chhattisgarh.

Shanker si è unito ai maoisti nel 2013, è stato trasferito a Telangana dalam, divenendo Membro del Comitato di Area (ACM) e comandante. È stato ucciso a colpi d’arma da fuoco dalla polizia dopo essere stato arrestato il 3 settembre, quando si era recato in ospedale per curarsi di una malattia. È stato torturato prima di essere ucciso nelle foreste di Devarlagudem-Dubbugudem nel mandal Gundala, secondo la dichiarazione. La polizia ha arrestato un gran numero di attivisti del PCI (maoista), torturandoli e imprigionandoli, ha dichiarato Azad.

La polizia di Telangana ha condotto una falsa campagna sotto mentite spoglie rispetto a Adivasi Sanghalu e Telangana Parirakshana, descrivendo i maoisti come persone contro lo sviluppo. Ma il popolo sa bene che governanti con mentalità feudale e forze capitaliste sono i veri nemici dello sviluppo, ha sostenuto Azad. Questi ha lanciato un appello alla gente dei distretti di Bhadradri Kothagudem e Mahabubabad in Telangana e East Godavari, nell’Andhra Pradesh, affinché si osservi un giorno di bandh (sciopero armato, n.d.t.) il 6 settembre, in segno di protesta contro l’uccisione di Shanker da parte della polizia.

Corpo consegnato ai familiari

Nel frattempo, i membri della famiglia del defunto quadro maoista, Shanker, sono giunti qui venerdì dal Chhattisgarh per portare il corpo nel suo luogo natale, al fine di svolgere gli ultimi riti. Il cadavere è stato consegnato loro dopo averlo identificato, ha detto la polizia.

(…)

Fonte:

https://telanganatoday.com/maoists-identify-naxal-killed-in-encounter-calls-for-bandh-on-sep-6

Lotte e repressione

Francia

3 settembre 2020

Un ingegnere del Centro nazionale per gli studi spaziali (Cnes) è stato licenziato dopo essersi visto criticare dalla DGSI (Direzione generale delle sicurezza interna, n.d.t.) per contatti con “ultrasinistra” nel 2010 e nel 2017. Questo ingegnere è stato assunto in CDD (con contratto a tempo determinato, n.d.t.) nel dicembre 2017 presso un subfornitore del Cnes, ottenendo in itinere l’autorizzazione all’accesso della zona a regime restrittivo (ZRR), dove vengono trattati dati sensibili. Ha poi firmato un CDI (contratto a tempo indeterminato, n.d.t.) nell’aprile 2019, ed è allora che è stata aperta un’indagine amministrativa, come previsto dalla legge, per verificare che il suo “comportamento […] non fosse incompatibile con l’esercizio delle funzioni o missioni previste”. È stato espresso un parere sfavorevole. Il dipendente si è visto negare l’accesso alla zona a regime restrittivo del Cnes, su segnalazione della DGSI, prima d’essere licenziato. La nota in bianco della DGSI che l’ha condannato, dice solo che “è noto alla DGSI per essere apparso nel 2010 e nel 2017, all’interno del movimento di estrema sinistra radicale”. La DGSI cerca la sinistra rivoluzionaria fin dentro la comunità scientifica

3 settembre 2020

Licenziamento di un consigliere di Pôle Emploi e di uno scioperante di SNCF (Ferrovie francesi, n.d.t.) a luglio, trasferimento d’ufficio di un ispettore del lavoro e licenziamento di uno scioperante RATP (Ente autonomo dei trasporti parigini, n.d.t.) ad agosto, consulenza disciplinare per gli scioperanti dell’Istruzione nazionale o della Posta al rientro, fino all’attuazione di licenziamenti, addirittura nel settore della sanità in piena epidemia … qualche mese dopo in Francia è ripartita forte la repressione anti-sindacale. Di fronte a questa offensiva di padroni e governo, una decina di comitati di sostegno hanno deciso di unirsi e chiamare a un incontro interprofessionale contro la repressione. Trattasi di comitati e campagne di sostegno per: Anthony Smith (funzionario sindacale presso l’ispettorato del lavoro), Alexandre El Gamal (RATP), Éric Bezou (SNCF), Yann Gaudin (Pôle Emploi), Les 3 de Melle (Istruzione), infermieri di Rouvray (Ospedale), ( Anissa Amini (EHPAD), Vincent Fournier (La Poste), Gael Quirante (La Poste), Roga e Victor (Università).

Questo incontro si terrà mercoledì 16 settembre alle 19:30 a Parigi, in Annexe de la Paris Bourse du Travail (sala Hénaff), 29 bd du Temple, Parigi 3 (metro République).

Dati i limiti di capienza delle sale dovuti a un contesto sanitario, è prevista una ritrasmissione in diretta su Facebook.

Paese basco

3 settembre 2020

Unai Etxebarria, portiere del club Granada CF, ha indossato una maglietta durante una partita a sostegno degli 8 giovani di Altsasu, nel Paese basco. Questi sono stati condannato a pene detentive, da 2 a 13 anni, dopo una rissa nell’ottobre 2016 con 2 membri della Guardia Civil. Questa espressione di solidarietà ha scatenato una campagna di estrema destra cui il club ha reagito aprendo un procedimento disciplinare contro Unai Etxebarria, che ha condotto al suo licenziamento pochi giorni fa. In risposta, 200 persone si sono radunate domenica 30 agosto su chiamata del collettivo Gu Ere Bai! a sostegno di Unai Etxebarria nella sua città natale di Getxo, a nord di Bilbao.

USA

6 settembre 2020

Michael Reinoehl, militante antifascista, è stato ucciso giovedì 3 settembre a Lacey, Washington, da poliziotti venuti ad arrestarlo, con 13 proiettili sparati da agenti federali, mentre aveva appena lasciato un appartamento ed era salito su un’auto. Michael Reinoehl, un frequentatore delle manifestazioni di Black Lives Matter (BLM) a Portland, era sospettato d’aver sparato a un militante di estrema destra in uno scontro. Quest’ultimo era un membro del “Patriot Prayer” ed è stato implicato in attacchi contro le manifestazioni BLM.

Bulgaria

4 settembre 2020

Migliaia di persone si sono radunate davanti al parlamento bulgaro nella capitale Sofia mercoledì 3 settembre per protestare contro la corruzione e chiedere le dimissioni del premier Boyko Borisov. È una delle maggiori manifestazioni dall’inizio del movimento di protesta da inizio luglio. Le tensioni si sono acuite a fine serata e sono avvenuti scontri tra alcuni manifestanti e la polizia. Di fronte al lancio di petardi e molotov, la polizia ha utilizzato idranti e schierato un cordone di sicurezza davanti al parlamento. La polizia ha detto d’aver effettuato una sessantina di arresti.

Palestina

5 settembre 2020

Il governo israeliano ha deciso di non restituire alle loro famiglie i corpi dei palestinesi uccisi dall’esercito d’occupazione israeliano. Nel 2019, almeno 132 palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane. Si ignora quanti corpi siano stati tenuti dalle autorità israeliane e poi restituiti alle famiglie. Finora, Israele ha solo rifiutato la restituzione delle spoglie dei combattenti Hamas uccisi in scontri che hanno causato vittime israeliane. D’ora in poi, i corpi dei palestinesi uccisi in scontri con forze d’occupazione israeliane saranno conservati, anche se questi scontri non hanno causato vittime israeliane.

Belgio

5 settembre 2020

Karim Ben Aïssa, giudice di pace presso il comune di Molenbeek è passibile di una procedura di licenziamento per aver pubblicato sulla sua pagina Facebook articoli che mettono in discussione le politiche governative nella gestione del coronavirus (uso di mascherina generalizzato, blocco, ecc.). Karim Ben Aïssa è un membro di PTB (Partito del lavoro belga, n.d.t.), delegato sindacale e presidente della sezione locale del CGSP (Confederazione generale dei servizi pubblici, n.d.t.), che ieri mattinaera presente davanti al municipio di Molenbeek in suo sostegno.

Tutti gli Aggiornamenti Internazionali si trovano nella pagina specifica del blog.

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

Guerra popolare e controrivoluzione

India

31 agosto 2020

Lunedì 31 agosto, un vice-ispettore di polizia del Chhattisgarh è stato giustiziato dai guerriglieri maoisti nel distretto di Bijapur (Bastar). Il poliziotto è scomparso la sera di domenica 30 agosto nella regione del distretto di Kutru. Oggi, il suo corpo è stato trovato lungo la strada Kutru-Naimed nel distretto di Bijapur. Il poliziotto sarebbe stato rapito e poi ucciso dalla milizia locale del PCI (maoista). La polizia distrettuale ha avviato un’importante operazione di rastrellamento in zona.

Lotte e repressione

Bruxelles

29 agosto 2020

Una sessantina di parenti di detenuti hanno manifestato sabato 29 agosto davanti al carcere di Saint-Gilles per chiedere di poter ancora una volta avere contatti fisici con i loro familiari o amici. Questi contatti sono vietati a causa di misure per combattere la diffusione del coronavirus. Le visite sono consentite solo dietro un plexiglass e i visitatori devono urlare per farsi sentire. I parenti dei detenuti chiedono il ripristino di visite “normali” nonché la possibilità di un contatto fisico su presentazione di un certificato medico attestante che il visitatore è negativo al coronavirus. È stato ripetutamente suggerito di porre i detenuti in quarantena dopo una visita con contatto fisico, ma nessuna reazione è seguita né dal ministero della Giustizia né dalle autorità carcerarie. Niente viene disposto per i prigionieri e i loro visitatori, mentre le guardie continuano a fare avanti e indietro tra casa loro e la prigione, toccano i detenuti senza indossare guanti ed entrano nelle celle. Inoltre, molte guardie non indossano maschere.

31/08/2020

Dopo la morte dell’avvocatessa Ebru Timtik in seguito al suo sciopero della fame, l’avvocato Aytaç Ünsal è in condizioni critiche, così come due attivisti rivoluzionari, Didem Akman e Özgür Karakaya . Una manifestazione si svolgerà martedì 1° settembre alle 17, davanti all’ambasciata turca, 4 rue Montoyer, 1000 Bruxelles (metro Trône). È stato redatto un appello sottoscritto congiuntamente da Alleanza internazionale per la difesa dei diritti e delle libertà AIDL, Comitato per la libertà di espressione e associazione (CLEA), Centro democratico curdo-Belgio, Soccorso Rosso Belgio, Unione delle donne socialiste (SKB), Fronte popolare in Belgio, Partisan, Unione dei lavoratori immigrati europei.

da: actforfree.nostate.net

Grecia

Salonicco, Grecia: veicolo diplomatico incendiato per Ebru Timtik e squat Terra Incognita

30 agosto 2020

Il 17 agosto, le forze dell’esercito di occupazione della Repubblica invadono e sgomberano lo spazio occupato Terra Incognita. Confiscano attrezzature logistiche, materiale politico e mezzi di lotta sociale e di classe. Dopo giorni di indagini decidono di sigillare l’edificio.

Lo spazio occupato Terra Incognita da anni è uno dei più storici punti di riferimento della lotta radicale e dell’azione antiautoritaria. Accanto ai militanti imprigionati e agli esclusi dallo stato sociale dello Stato e dalla prosperità capitalista, presenti nel movimento antifascista, nelle lotte sociali e di classe, nei cortei, nei conflitti, negli interventi e attacchi contro lo Stato e gli interessi capitalisti.

La presa in ostaggio del territorio liberato di Terra Incognita da parte dello Stato è una sfida e una chiamata alla guerra costante. La difesa dello spazio occupato apre a un nuovo periodo di conflitto aperto e costante, con tutti i mezzi. Conflitto non solo a livello operativo con i meccanismi repressivi, ma anche a livello politico-ideologico con i meccanismi di propaganda statale e capitalista che tentano di criminalizzare l’azione rivoluzionaria e la lotta sociale.

Intensificando questo conflitto, rivendichiamo la responsabilità per l’incendio doloso di un veicolo del corpo diplomatico in via Ioanni Varvaki a Salonicco, all’alba di giovedì 27 agosto. Chiediamo al mondo della lotta di rivolgere l’appello dei nostri compagni per il Coordinamento internazionale in un fuoco ardente di solidarietà aggressiva che unirà le lotte in ogni terra ribelle della Terra. Ecco perché il nostro attacco è anche una risposta all’assassinio di un’altra militante in sciopero della fame da parte dello Stato fascista di Erdogan. Ebru Timtik è morta il 27 agosto, dopo 238 giorni di sciopero della fame per chiedere un processo equo. Dalla Grecia e dagli sgomberi di centri operativi di resistenza generale alla Turchia e agli omicidi di rivoluzionari nelle carceri di Erdogan, ma anche in ogni angolo del mondo dove Stati e capitale stanno saccheggiando, distruggendo e uccidendo militanti, niente sarà dimenticato.

Ogni fase della repressione dello Stato è motivo di guerra

Ogni perdita è un’occasione per nuove ondate di attacchi

Solidarietà con lo spazio occupato Terra Incognita e chi lotta fino alla fine contro l’ingiustizia

Occupanti arrabbiati

tramite: Anachists Worldwide

Turchia

29 agosto 2020

Ebru Timtik e Aytac Ünsal hanno fatto parte di un gruppo di 18 avvocati dell’Ufficio legale popolare (HHB) accusati di avere legami con DHKP-C (Partito Fronte rivoluzionario di liberazione popolare, n.d.t.). L’atto di accusa ha quindi sostenuto che HHB è stato creato in base a istruzioni della direzione del DHKP-C. Il 15 ottobre 2019, la seconda camera penale della Corte di giustizia regionale di Istanbul ha emesso il suo verdetto. I 18 avvocati sono stati condannati a pene da 3 a 18 anni di reclusione per terrorismo. Sei avvocati impegnati per i diritti umani sono stati già arrestati durante il processo. Ebru Timtik e Aytac Ünsal hanno iniziato uno sciopero della fame, rispettivamente a gennaio e febbraio 2020, per chiedere il loro rilascio.

Ebru Timtik è morta la sera di giovedì 27 agosto, dopo 238 giorni di sciopero della fame, ridotta a un peso corporeo di 30 kg. al momento della sua morte. Amici e sostenitori di Timtik avevano temuto che il suo corpo fosse sepolto in segreto e circa 300 persone si sono radunate fuori dal centro forense, al momento della notizia della sua morte. La polizia ha sparato candelotti di gas lacrimogeno, cercando di disperdere con la forza un centinaio dei sostenitori di Timtik, mentre la mattina di venerdì 28 agosto cercavano di accedere al suo corpo fuori dal laboratorio forense di Istanbul. La cerimonia funebre si è svolta in un luogo di culto alevita. La polizia ha isolato l’area e schierato diversi idranti, mentre un elicottero della polizia sorvolava sopra i presenti.

La polizia ha sparato diversi candelotti di gas lacrimogeno, mentre amici e sostenitori di Timtik si avvicinavano a un cimitero all’estremità settentrionale di Istanbul dove è stato sepolto il suo corpo. In precedenza, poliziotti appoggiati da veicoli blindati, si sono scontrati con i sostenitori di Timtik in diverse parti di Istanbul in uno scenario di caos, mentre un elicottero della polizia sorvolava sopra di loro. Il ministro degli interni ha detto che sporgerebbe una denuncia personale contro membri dell’Ordine degli Avvocati di Istanbul per aver calato uno striscione di “un’organizzazione terroristica” dal suo balcone. Lo striscione mostrava un’immagine di Timtik …

30 agosto 2020

I prigionieri politici del complesso carcerario di Silivri (a una sessantina di km. a ovest di Istanbul) hanno bruciato le loro celle per protestare contro la morte della loro avvocatessa, Ebru Timtik, dopo 238 giorni di sciopero della fame.

USA

30 agosto 2020

Sabato 30 agosto, diverse centinaia di vetture condotte da sostenitori del presidente USA, con bandiere e cartelli pro-Trump, sono confluite e disposte in una fila in modo organizzato a Portland, come pure in centro città dove c’erano i manifestanti di Black Lives Matter. Scontri sono scoppiati tra manifestanti e “contromanifestanti”, con i poliziotti a intervenire, effettuando arresti in alcuni casi. Ci sono stati colpi sparati verso le 20:45 (ora locale) nel centro della città e un uomo è morto in circostanze ancora sconosciute. Secondo le fotografie, il defunto indossava un berretto “Patriot Prayer”, gruppo locale di estrema destra impegnato contro le proteste antirazziste che riguardano la città da 3 mesi. Nelle 2 ore seguite alla sparatoria, manifestanti si sono riuniti nel centro della città e sono avvenuti scontri sporadici. Dieci persone sono state arrestate.

Sudafrica

31 agosto 2020

Le proteste contro la violenza di genere e i femminicidi si sono concluse sabato 29 agosto con l’arresto di 18 manifestanti. Oltre 1.000 persone, per lo più donne, si sono radunate in Roeland Street alle 11, poco dopo il primo anniversario dall’assassinio di Uyinene Mrwetyana, studentessa dell’Università di Cape Town. L’intenzione era quella di marciare sul parlamento e la manifestazione è stata vietata. La polizia ha bloccato Roeland Street e poi lanciato una granata fumogena provocando il panico. La polizia ha quindi sparato proiettili di gomma e granate assordanti.

Germania

1° settembre 2020

La mattina di lunedì 31 agosto, la polizia di Amburgo ha condotto diverse perquisizioni da membri del Roter Aufbau Hamburg. Erano presenti membri delle unità speciali (Spezialeinsatzkommando, SEK) e tiravano giù dal letto persone, impugnando fucili mitragliatori. Inoltre, il negozio di “Lüttje Lüüd” è stato perquisito. Tutti i dispositivi informatici e gli appunti sono stati sequestrati, come pure gli indumenti individuali. L’art. 129 del codice penale consente metodi investigativi basati su spionaggio. Questo articolo raramente porta a un’accusa e sembra che spiare Roter Aufbau sia il vero scopo di questa inchiesta. Tali perquisizioni avvengono nell’ambito di un’indagine in cui il gruppo è accusato di costituzione di organizzazione criminale. Si conta un totale di 28 perquisizioni che hanno implicato l’azione di 200 poliziotti. Perlatro, sono 22 le persone indagate. La sera stessa si è svolta una manifestazione con 500 partecipanti per protestare contro queste incursioni poliziesche.

Libano

2 settembre 2020

Martedì 1° settembre è stata organizzato in Libano un raduno con un centinaio di persone davanti all’ambasciata di Francia per chiedere l’immediato rilascio di Georges Abdallah, un comunista libanese detenuto in Francia dal 1984 e liberabile dal 1999. Questa iniziativa è rientrata nell’ambito delle mobilitazioni contro l’arrivo in Libano del presidente francese Emmanuel Macron, per denunciare l’ostinazione dello Stato francese contro Georges Abdallah. A fine raduno, l’esercito ha sparato candelotti di gas lacrimogeno contro la folla che cercava di forzare il blocco impedendo loro di raggiungere l’ambasciata.

Tutti gli Aggiornamenti Internazionali si trovano nella pagina specifica del blog.

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

 

Guerra popolare e controrivoluzione

Perù

26 agosto 2020

Quattro guerriglieri di PCP-SL (Partito comunista del Perù, Sendero Luminoso, n.d.t.) un poliziotto e un soldato sono morti lunedì 24 agosto in uno scontro avvenuto nella regione della valle dei fiumi Apurímac, Ene e Mantaro (VRAEM), vicino alla città di Ayacucho. Lo scontro è accaduto in una zona della giungla, nel distretto di Anchihuay. I guerriglieri maoisti caduti sono stati identificati come i compagni Cirilo, che guidava la colonna, Roger, Wilmer e Alejandro. Nella sparatoria sono stati uccisi anche un poliziotto e un soldato, membri di una pattuglia di forze congiunte. Dopo lo scontro, tre fucili Galil, una pistola e forniture militari (binocoli, visori notturni, ecc.) sono stati recuperati dalle forze di sicurezza.

Lotte e repressione

Bruxelles

23 agosto 2020

250 persone hanno manifestato ieri a Saint-Gilles, contro le violenze poliziesche e in particolare quelle che sabato 15 agosto hanno riguardato 3 donne sul Parvis Saint-Gilles, così come per lo scioglimento della brigata Uneus già finita regolarmente sui giornali per i suoi interventi brutali e razzisti, prima di aggiungervi violenze e insulti sessisti durante il suo intervento il 15 agosto. La manifestazione è passata dal Parvis e dal commissariato della brigata Uneus, lì situato prima di risalire verso l’edificio comunale, poi la prigione di Saint-Gilles e la residenza del sindaco Charles Piqué. Tra gli slogan: “Fuoco su Uneus, Piqué in mezzo”, “Polizia fascista, comune complice”, “Forti, orgogliose, femministe, radicali e arrabbiate”, “Polizia federale, milizia patriarcale”, “Tutti odiano la polizia”, “Piqué ci fa la guerra e anche la sua polizia, ma siamo determinate a bloccare il Parvis“.

USA

24 agosto 2020

Manifestanti anti-polizia hanno preso d’assalto il centro città di Denver, nel Colorado, appiccando incendi e rompendo finestre mentre le forze di sicurezza venivano sopraffatte. Poliziotti in tenuta antisommossa hanno dovuto proteggere la sede della polizia di Denver la sera di sabato 22 agosto, ma altrove nel centro della città gruppi di manifestanti rivoluzionari e BLM (Black Lives Matter, n.d.t.) hanno eretto barricate date alle fiamme e si sono scontrati con la polizia, anche in usando fuochi d’artificio. La polizia ha effettuato 13 arresti. Gli scontri seguono una chiamata pubblica per “Give ‘Em Hell”, condivisa sui media sociali la scorsa settimana, chiamando a “Un’azione e una protesta contro la decisione del consiglio comunale di negare ai residenti di Denver il diritto di plasmare la loro comunità e votare per abolire la polizia” .

25/08/2020

A Kenosha, cittadina di 170mila abitanti sulle rive del lago Michigan, è stato imposto il coprifuoco nella notte fra lunedì 24 e martedì 25 agosto, a partire dalle ore 20, dopo una notte di scontri tra manifestanti e forze di polizia. Il governatore ha annunciato che 125 soldati della Guardia Nazionale sarebbero dispiegati in città per far rispettare l’ordine. Tuttavia, lunedì sera si sono verificati nuovi scontri. È in questa città situata a una quarantina di km. a sud di Milwaukee che la polizia ha ripetutamente sparato domenica 24 agosto, però, su Jacob Blake. Come nel caso di George Floyd, il tentativo di arrestare questo padre non armato è stato filmato da un testimone. Il filmato mostra il 29enne afroamericano seguito da 2 poliziotti, pistole in pugno, mentre cammina intorno a un’auto. Nell’aprire la porta, il poliziotto gli spara, colpendo Jacob Blake con diversi proiettili alla schiena. La vittima è stata operata d’urgenza in un’unità di terapia intensiva nella città di Milwaukee, dove le sue condizioni erano critiche. I 2 poliziotti sono stati sospesi dalle loro funzioni ed è stata aperta un’inchiesta.

26 agosto 2020

Questa notte, dozzine di suprematisti pro-armi e pro-polizia hanno marciato nella città di Kenosha per opporsi ai manifestanti di Black Lives Matters e appoggiare la polizia. Uno di loro ha sparato su diversi manifestanti, uccidendo almeno 2 persone e ferendone gravemente diversi. Il nome del terrorista è Kyle Rittenhouse. Sulle reti sociali ha espresso il suo sostegno al movimento Blue Live Matters, un gruppo di supporto della polizia sorto nel 2014. Sulle reti circolano vari video in cui si vede il suprematista pesantemente armato parlare con la polizia. Dopo aver sparato, si è persino permesso di avvicinarsi di nuovo a poliziotti e parlare con loro.

La rivolta continua nella città di Kenosha, dove manifestanti hanno bruciato e distrutto un edificio amministrativo della prigione del Wisconsin. È in questa città, a una quarantina di km. a sud di Milwaukee, che la polizia ha peraltro sparato domenica 24 agosto ripetutamente su Jacob Blake.

27 agosto 2020

Giovedì 27 agosto, regnava una calma precaria a Kenosha, dove la polizia federale e i soldati della Guardia nazionale sono stati inviati dopo le violenze che hanno provocato due morti e un ferito grave a seguito dei colpi sparati da un giovane suprematista bianco. Per rendere omaggio a queste vittime, centinaia di persone hanno nuovamente lanciato la sfida la sera di mercoledì 26 agosto, nonostante il coprifuoco imposto dalle autorità. La notte è stata più dominata da tensioni a Oakland, in California, dove è stato attaccato un tribunale, o a Minneapolis, nel Minnesota, dove una ventina di negozi è stata saccheggiata e vandalizzata, mentre stava circolando una voce di un altro “errore della polizia”. 192 persone sono state arrestate.

Sempre a Minneapolis, 4 uomini sono stati incriminati da un gran giurì per i loro presunti ruoli nell’incendio del commissariato il 28 maggio, nel 3° reparto di polizia. Sono state emesse accuse contro il 22enne Dylan Shakespeare Robinson; il 24enne Davon De-Andre Turner; il 26enne Bryce Michael Williams; il 23enne Branden Michael Wolfe. I 4 sono originari del Minnesota e ognuno è accusato di un complotto per commettere un incendio doloso.

Quanto a Jacob Blake, padre 29enne colpito domenica 23 agosto a Kenosha da diversi proiettili alla schiena sparati a distanza ravvicinata da un poliziotto bianco, rimarrà paralizzato. L’autore, l’agente Rusten Sheskey, è stato licenziato, ma non arrestato o accusato. I giudici federali hanno invece annunciato mercoledì 26 agosto l’apertura di un’indagine parallela a quella condotta dai giudici locali. Il crimine ha scatenato un’onda d’urto e una mobilitazione senza precedenti di atleti americani, avviata dalla squadra di basket Milwaukee Bucks. I suoi giocatori hanno boicottato una partita e costretto NBA (associazione nazionale basket, n.d.t.) a posticipare diverse altre partite. Abbastanza perché il presidente Donald Trump accusi NBA d’essere una “organizzazione politica” e derida il suo pubblico “pessimo”.

Belgio

26 agosto 2020

Una decina di avvocati belgi ha iniziato nel pomeriggio di lunedì 24 agosto uno sciopero della fame di 24 ore a sostegno dei loro numerosi colleghi turchi, oggetto di procedimenti legali nel loro Paese. Questa azione è soprattutto organizzata in solidarietà con gli avvocati turchi Ebru Timtik e Aytac Ünsal, condannati a 13 e 10 anni di carcere, e in sciopero della fame dallo scorso febbraio. Gli avvocati belgi hanno condotto un a breve azione verso le 12:30 davanti all’ambasciata turca a Bruxelles, prima di iniziare lo sciopero della fame.

Ebru Timtik e Aytac Ünsal facevano parte di un gruppo di 18 avvocati dell’Ufficio legale popolare (HHB) accusati d’avere legami con DHKP-C (Partito Fronte rivoluzionario di liberazione popolare, n.d.t.). L’atto di accusa ha quindi affermato che HHB è stato istituito in base a istruzioni della direzione del DHKP-C. Il 15 ottobre 2019, la 2^ camera penale della Corte di giustizia regionale di Istanbul ha emesso il suo verdetto. I 18 avvocati sono stati condannati a pene da 3 a 18 anni di reclusione per terrorismo. Sei avvocati impegnati per i diritti umani sono già stati detenuti durante il processo. Ebru Timtik e Aytac Ünsal sono in sciopero della fame rispettivamente da gennaio e febbraio 2020 per chiedere il loro rilascio.

È stato lanciato un appello a manifestare per la liberazione dei 2 avvocati oltre a Didem Akman e Özgür Karakaya (due rivoluzionari pure in sciopero della fame). L’iniziativa è prevista martedì 1 settembre alle 17.

Belgio – Grecia

25 agosto 2020

La mattina di martedì 25 agosto, uno striscione di solidarietà verso Nikos Mazotis e Pola Roupa è stato issato allo skatepark (pista di pattinaggio, n.d.t.) di Bruxelles. Questi prigionieri anarchici dell’organizzazione “Lotta Rivoluzionaria” sono stati trasferiti lo scorso marzo alle carceri di Domokos e Thiva, perché stavano conducendo una lotta per proteggere i prigionieri da Covid-19. Lo scorso aprile, Pola ha partecipato a una rivolta nelle carceri di Thiva quando detenute, in segno di protestano per la morte di una prigioniera, hanno rifiutato il ricovero in ospedale, un fatto comune nelle carceri greche.

A settembre Pola Roupa comparirà davanti alla Corte d’Appello per il dirottamento dell’elicottero nell’ambito del piano di fuga dei rivoluzionari prigionieri, nonché per l’esproprio in due banche per finanziare la clandestinità. Sempre a novembre inizierà il processo di appello per l’attacco alla Banca di Grecia e alla sede del FMI ad Atene. Questi processi saranno gli ultimi contro i membri di “Lotta Rivoluzionaria.

Francia

25 agosto 2020

Domenica 23 agosto, militanti di Gioventù Rivoluzionaria di Saint-Étienne si sono recati al consolato irlandese a Lione per distribuire volantini e appendere uno striscione a sostegno della campagna #KEEPLIAMHOME che mira a prevenire l’estradizione di Liam Campbell. È un ex-membro del consiglio di Real IRA, incarcerato 8 anni per appartenenza a quest’organizzazione. Nel maggio 2009 è stato arrestato in base a un mandato d’arresto europeo su richiesta delle autorità della Lituania, dove era ricercato in relazione a un’indagine su un traffico di armi. Precisiamo che Campbell non ha mai messo piede in quel Paese.

Gran Bretagna

26 agosto 2020

La Corte d’appello di Londra doveva pronunciarsi sulla denuncia sporta dal militante per i diritti civili Ed Bridges, che accusa la polizia gallese di utilizzare, dal 2017, la tecnologia di riconoscimento facciale, che secondo lui è discriminatoria e contraria alle leggi sulla privacy. Si è visto scannerizzare il viso due volte a Cardiff (mentre faceva acquisti natalizi nel 2017 e poi durante un’iniziativa nel 2018) tramite la tecnologia di riconoscimento facciale automatico AFR Locate.

Dopo che il suo reclamo è stato più volte respinto, il querelante ha vinto la causa l’11 agosto, avendo i giudici ritenuto che l’uso del riconoscimento facciale non era sufficientemente controllato, senza però mettere in discussione in sé l’uso della tecnologia. “Troppe (cose) sono lasciate alla valutazione di ogni poliziotto”, hanno reputato i giudici, sottolineando che non esisteva una chiara indicazione dove questa tecnologia potesse essere utilizzata e chi potesse essere inserito nella “lista di controllo”. Hanno criticato la polizia gallese per non aver fatto tutto il possibile per controllare che il software non comportasse pregiudizi razzisti o sessisti e di non aver valutato adeguatamente l’impatto di questa tecnologia sulla protezione dei dati. La polizia gallese ha dichiarato che non farebbe ricorso.

da: Netzwerk

Germania

27 agosto 2020

SETTIMANA DI MOBILITAZIONE PER LIEBIG34 – DAL 7 AL – 13 SETTEMBRE 2020

Liebig 34 è minacciato di sgombero. Se Stato, polizia e proprietari vogliono lo sfratto, hanno solo da fare un disastro.

Come progetto abitativo autorganizzato anarco-queer-femminista senza uomini-cis, direttamente in Dorfplatz a Friedrichshain, Liebig 34 è un luogo in cui sono decisi e organizzati azioni di resistenza e momenti collettivi. Un luogo dove l’autorganizzazione diventa un’espressione pericolosa, dove un progetto diventa il punto di partenza delle lotte e non solo uno spazio di autoreferenzialità e intrattenimento alternativo. Il progetto stesso ha partecipato alla pianificazione di numerose manifestazioni, pubblicato numerosi appelli e testi e pure realizzato varie azioni radicali. Ma è anche un simbolo di radicalizzazione e responsabilizzazione per gli ambiti antagonisti a Berlino e in Germania, poiché mostra come si possano condurre diverse forme di resistenza.

Liebig34 consiste in un collettivo impegnato nel superamento delle strutture sempre più fortemente interiorizzate del capitalismo e del patriarcato. In un mondo in cui il patriarcato costituisce uno dei pilastri principali del sistema capitalista, esistono gruppi e collettivi femministi militanti che chiariscono che la resistenza e il contrattacco non sono un privilegio degli uomini cis e sono più che necessari. In un mondo patriarcale in cui patriarcato e capitalismo sono intrecciati, è più che necessario combattere effettivamente il patriarcato e non lasciare che diventi un effetto collaterale di un testo. Non facciamoci dividere dall’oppressione e lottiamo insieme per una società liberata.

Lottiamo insieme e difendiamo Liebig34!

Settimana d’azione femminista dal 7 al 13 settembre 2020, Berlino

Maggiori informazioni arriveranno il prima possibile.

Tenete d’occhio https://defendliebig34.noblogs.org/Gruppi autonomi per Liebig34

http://liebig34.blogsport.de

Bosnia

28 agosto 2020

Le tensioni stanno aumentando nella Bosnia nord-occidentale dopo che le autorità locali hanno lanciato azioni repressive generalizzate contro migliaia di migranti bloccati nella regione. La polizia ha istituito posti di blocco stradali per impedire un maggior numero di arrivi in Europa. La sera di mercoledì 26 agosto, le autorità regionali bosniache di Krajina, confinante con la Croazia membro dell’UE, hanno inviato forze di polizia speciali in un campo per migranti gestito dall’Onu vicino alla città di Bihac, per reprimere una manifestazione provocata dal pestaggio di un migrante compiuto dalla polizia. I poliziotti hanno sparato diversi colpi di avvertimento in aria. Molti manifestanti sono stati feriti. In questo campo vive un migliaio di migranti.

Tutti gli Aggiornamenti Internazionali si trovano nella pagina specifica del blog.

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

 

Guerra popolare e controrivoluzione

da: redspark.nu.en/

Il PCI maoista issa bandiere nere in villaggi dello Stato del Bengala occidentale nel Giorno dell’Indipendenza 17 agosto 2020

KOLKATA: Rompendo il loro silenzio dopo 9 anni, quadri del PCI (maoista) nel Junglemahal del Bengala occidentale sono entrati nel loro territorio di un tempo alla vigilia del Giorno dell’Indipendenza, issando bandiere nere a mezzanotte in zone remote della regione nel distretto di Jhargram, hanno riferito fonti nello Dipartimento di locale. La presenza dei ribelli per oltre 24 ore nei villaggi sotto la competenza del commissariato di Belpahari ha sorpreso forze dell’ordine e servizi segreti dello Stato.

“Una squadra armata del PCI (maoista), guidata da Jaba Mahato, uno dei ribelli più ricercati, non solo ha fatto l’iniziativa del sollevamento della bandiera nera alla presenza dei capi-villaggio e di alcune centinaia di residenti locali, ma ha pure trascorso la notte lì. Jaba ha voluto che tutti gli abitanti del villaggio tenessero spenti i cellulari e l’ascoltassero. (…)

La polizia locale ha recuperato 25 manifesti appesi dai maoisti nella zona di Bhulaveda, dove il gruppo ha chiesto il boicottaggio del Giorno dell’Indipendenza.

“Prima di lasciare la zona la mattina del 15 agosto, i maoisti hanno affisso manifesti sulle case di un rivenditore di gas da cucina, un insegnante di scuola e un proprietario di un negozio di alimentari, chiedendo loro di pagare la tassa...

Il gruppo … ha mantenuto il silenzio nell’area di Junglemahal che comprende 4 distretti nel Bengala meridionale da quando il suo capo dell’ala di guerriglia, Kishanji, è stato ucciso nel novembre 2011 in una foresta vicino al quartier generale del distretto di Jhargram.

(…)

fonte:

https://www.newindianexpress.com/nation/2020/aug/16/maoists-in-bengals-junglemahal-break-silence-after-9-years-hoist-black-flag-on-independence-day- 2184145.html

Nepal

Quadri del PCN di Chand hanno dato alle fiamme scavatrice nel distretto di Nuwakot 23 agosto 2020

NUWAKOT: Quadri del Partito Comunista del Nepal guidato da Netra Bikram Chand hanno dato alle fiamme una scavatrice nel distretto di Nuwakot. Si presume che il partito abbia intrapreso un’azione legale contro un rappresentante del popolo nel distretto. L’escavatore era gestito da Rajendra Tamang del comune di Belkotgadhi-13.

Secondo Tamang, l’episodio è avvenuto la sera di sabato 22 agosto e l’incendio ha causato la perdita di circa 2 milioni di rupie, avendo danneggiato parzialmente il veicolo.

In una lettera lasciata dal partito sul sito, si accusa Tamang di attività mineraria illegale, di indulgere in azioni non etiche nella società, spiare il partito e causare problemi inutili alla gente e si afferma che l’escavatore è stato dato alle fiamme come azione per “malefatte” di Tamang …

Analogamente, il partito ha chiesto al presidente del comune rurale di Myagang, Aasha Tamang di assumersi la responsabilità per l’incendio doloso successo nel magazzino dell’ufficio del comune rurale circa 4 mesi fa.

(…)

Fonte:

https://english.khabarhub.com/2020/23/122120/

Lotte e repressione

Giordania

18 agosto 2020

La Giordania ha messo in atto misure inedite per mettere a tacere la copertura mediatica di proteste degli insegnanti dopo la chiusura del loro sindacato. Il 25 luglio, i giudici giordani hanno vietato l’attività dell’Associazione insegnanti e ordinato la chiusura della sua sede per 2 anni, dopo una manifestazione organizzata dal sindacato per chiedere al governo di rispettare un accordo sugli aumenti di stipendio. Le autorità hanno arrestato almeno 2 giornalisti per aver seguite manifestazioni d’insegnanti, altri 2 intenzionati a seguire la protesta sono stati picchiati dalle forze di sicurezza. Il divieto di seguire le proteste degli insegnanti è l’ultima di una serie di restrizioni contro i media (molestie da parte delle forze di sicurezza, confisca di tesserini stampa, ecc.).

Messico

18 agosto 2020

Diversi gruppi femministi hanno manifestato a Città del Messico nel pomeriggio di domenica 16 agosto per chiedere la fine dei femminicidi e della violenza di genere nel Paese. Il corteo è stato affiancato da 1.870 agenti di polizia, supportati da un elicottero. La manifestazione si è riversata in via Genova e ha bloccato il rondò Insurgentes per oltre 20 minuti. Successivamente, è all’altezza del monumento a Cuauhtémoc (ultimo sovrano azteco,n.d.t.) dove i manifestanti hanno cercato di forzare l’accesso, che sono iniziati gli scontri tra gruppi di manifestanti mascherati e la polizia.

USA

19 agosto 2020

Tre poliziotti sono stati feriti e 18 persone arrestate quando una rivolta è scoppiata nel quartiere SoDo di Seattle la sera di domenica 16 agosto. La rivolta è seguita alla manifestazione BLM (Black Lives Matter, n.d.t.) iniziata nel distretto Internazionale intorno alle 19. La protesta è stata pacifica fino alle 22, quando il gruppo di manifestanti ha marciato verso l’edificio dell’Associazione dei poliziotti di Seattle, sulla 4th South Avenue. Un manifestante ha lanciato un grosso petardo e un altro ha tentato di rompere il finestrino di un veicolo della polizia. Dopo che l’ufficiale di polizia ha dato l’ordine di sciogliersi, gli scontri si sono generalizzati. Almeno 3 poliziotti sono stati feriti, uno di loro è stato ricoverato in ospedale. In tutto, 18 persone sono state arrestate e detenute nella prigione della contea di King.

Irlanda del Nord

21 agosto 2020

PSNI (Polizia dell’Irlanda del Nord) e Gardaí (Polizia della Repubblica d’Irlanda) questa settimana hanno condotto ufficialmente un’operazione transfrontaliera per combattere le attività di Nuova IRA. Poliziotti di PSNI hanno eseguito 9 arresti nel nord il 18 agosto, ai sensi della legge sul terrorismo. Si tratta di 7 uomini e 2 donne, di età compresa tra 26 e 50 anni, fra cui 8 membri del Partito socialista repubblicano rivoluzionario irlandese, Saoradh. Nella Repubblica d’Irlanda, Gardai ha effettuato anche una serie di perquisizioni a sostegno dell’operazione, a Dublino, Laois, Cork e Kerry. I detective dell’Unità investigativa sul terrorismo di PSNI hanno ottenuto dal tribunale altre 72 ore, a partire dalle 5:00 di giovedì 20 agosto per interrogare gli arrestati e detenuti in Musgrave Serious Crime Suite. Infine, venerdì 21 agosto è stata condotta un’altra operazione: PSNI ha fatto irruzione in quattro sedi d Saoradh, a Belfast, Dungannon, Newry e Derry.

da: Netzwerk

Partito di sinistra nel mirino

23 agosto 2020

Irlanda e Irlanda del Nord: l’azione dei servizi segreti porta all’arresto di attivisti repubblicani

di Dieter Reinisch, “Junge Welt” 21 agosto 2020

La Gran Bretagna sta aumentando la pressione sui repubblicani di sinistra nell’Irlanda del Nord e nella Repubblica d’Irlanda. Martedì 18 agosto, dopo perquisizioni domiciliari transfrontaliere, 9 membri del partito repubblicano di sinistra, Saoradh (Liberazione), sono stati arrestati. I 7 uomini e le 2 donne sono membri di spicco del partito e la maggioranza sono ex-prigionieri politici. Gli arresti sono stati preceduti da perquisizioni domiciliari condotte da forze speciali armate in diverse parti del Paese.

Come riferito da BBC, l ‘”Operazione Arbacia” è stata diretta dal servizio segreto britannico MI5 ed eseguita dalla polizia nordirlandese PSNI e dalla polizia irlandese Garda Síochána. Sono state perquisite case a Derry City e nelle contee di Tyrone e Armagh nell’Irlanda del Nord, come pure a Dublino, Cork e nelle contee di Kerry e Laois in Irlanda. Giovedì 20 agosto, sono stati perquisiti anche i quattro uffici del partito a Derry, Newry, Belfast e Dungannon. Le incursioni erano in corso quando jW (junge Welt, n.d.t.) era in stampa.

Saoradh è stato fondato nel 2016 da attivisti di diverse correnti repubblicane. Molti dei membri importanti sono stati attivi in Sinn Féin (Noi stessi, n.d.t.) e IRA (Esercito Repubblicano Irlandese, n.d.t.) sin dal conflitto in Irlanda del Nord, e diversi attivisti erano detenuti nei famigerati blocchi H durante gli scioperi della fame del 1981. Saoradh vuole essere un’alternativa repubblicana di sinistra unita. Il partito si descrive come anticapitalista e antifascista con l’obiettivo di costruire una Repubblica d’Irlanda socialista unita.

Il movimento ha fatto la sua prima apparizione pubblica nella primavera del 2016. Fino a 4.000 persone hanno preso parte al corteo di commemorazione della rivolta contro il potere coloniale britannico nel 1916. Guidato da una cinquantina di uomini e donne in uniforme paramilitare, ha attraversato la piccola città di Coalisland nella contea di Tyrone, dove nel 1968 si è tenuto il primo corteo per i diritti civili in Irlanda del Nord.

I 9 attivisti di età compresa tra i 26 e i 50 anni sono stati interrogati in Irlanda del Nord, secondo la legge antiterrorismo britannica. L’avvocato di un arrestato, Ciarán Shields, ha detto che il giudice Patrick Lynch ha concesso un altro interrogatorio di 72 ore. Sabato il tribunale deciderà se rilasciarlo o incriminarlo.

In un’intervista rilasciata a jW, l’addetto stampa Paddy Gallagher ha sottolineato: “Dalla fondazione di Saoradh, gli Stati britannico e irlandese hanno cercato di sopprimere il partito con misure draconiane. Si procede in modo mirato contro membri, loro famiglie e sostenitori. In tal modo, vogliono schiacciare il partito ”. Nelle carceri di massima sicurezza di Maghaberry in Irlanda del Nord e Portlaoise in Irlanda sono attualmente detenuti oltre 60 prigionieri repubblicani.

Da settembre 2018, l’ex capo di PSNI (polizia nordirlandese), Drew Harris, è ora capo di Garda (polizia irlandese). L’importante repubblicano di Belfast ed ex-prigioniero Alex McCrory ha dichiarato a jW: “Questa è la maggiore operazione transfrontaliera da molti anni. Ciò è diventato possibile solo grazie all’impegno di Harris a Dublino. Sebbene abbia indossato una nuova uniforme, continua a perseguire gli interessi dello Stato britannico in Irlanda”.

Un membro del Saoradh a Dublino ha affermato: “Dal 2008 le banche hanno speculato miliardi in denaro dei contribuenti. Nessun istituto di credito è stato perquisito. Ci si dice sempre che a causa della recessione non c’è personale per frenare il crimine legato alla droga a Dublino. Esistono invece centinaia di membri delle forze armate speciali che possono prendere a calci le porte degli attivisti politici in tutta l’Irlanda alle 5 del mattino”.

Grecia

21 agosto 2020

La mattina di lunedì 17 agosto, a Salonicco lo squat Terra Incognita è stato sgomberato dalla polizia, che ha fatto irruzione nell’edificio e per diverse ore ha svolto indagini, sequestrando materiale. Pochi giorni dopo, lo squat è ancora aperto. Da oltre 16 anni, Terra Incognita è stato punto di lotta e incontro a Salonicco per centinaia di militanti di base sociale. Attraverso diverse azioni, interventi, dibattiti, manifestazioni e scontri contro la violenza di Stato, lo squat è sempre presente nelle lotte contro gli interessi del capitalismo monopolistico, il fascismo e il patriarcato, contro ogni forma di discriminazione e specismo. Gli occupanti chiamano “Le forze rivoluzionarie che lottano in ogni angolo della terra a unire le loro azioni e i loro slogan ai nostri, per trasformare ottobre in un mese di sostegno e solidarietà non solo a Terra Incognita, ma a tutti gli spazi occupati, minacciati dalla repressione dello Stato”.

Internet: Facebook ha soppresso 980 gruppi anarchici e antifa

21 agosto 2020

Mercoledì 19 agosto Facebook ha deciso di attaccare “movimenti e organizzazioni legati alla violenza” cancellando pagine e account registrati sulla sua rete. Il comunicato ufficiale che spiega la sua decisione dice: “Oggi agiamo contro le pagine Facebook, i gruppi e gli account Instagram collegati a gruppi anarchici offline che appoggiano atti violenti durante le proteste, a organizzazioni di milizie, negli Stati Uniti e QAnon. (…) Quanto ai gruppi di milizie e coloro che incoraggiano i disordini, alcuni dei quali potrebbero identificarsi come Antifa, abbiamo iniziato rimuovendo da Facebook oltre 980 gruppi, 520 pagine e 160 annunci”. Il comunicato stampa precisa inoltre: “E qualsiasi attore o gruppo non statale che soddisfi i criteri d’individuo o organizzazione pericolosa sarà bandito dalla nostra piattaforma”. Fra l’altro, le pagine dei collettivi anarchici CrimethInc e itsgoingdown, ad esempio, sono state soppresse.

Francia

22 agosto 2020

Una persona è stata arrestata, interrogata e poi rilasciata nell’ambito delle indagini sull’attacco alla caserma della gendarmeria di Meylan. Il 31 ottobre 2017, il recinto del parcheggio della brigata della gendarmeria Meylan, in Isère, è stato tranciato con la cesoia e 4 auto dei gendarmi sono state date alle fiamme. La persona è stata arrestata in rue Gaillac (81), sabato 15 agosto. Si è trattato di un’operazione mirata, a seguito di un mandato di perquisizione emesso nel gennaio 2020 dalla procura di Grenoble. La persona è stata sottoposta a custodia cautelare a Gaillac e interrogata sulla sua presunta appartenenza all’ambiente femminista e anarchico, sull’uso del suo telefono/sui suoi spostamenti (demarcazione telefonica), sulle sue frequentazioni e in particolare sui suoi legami con la persona indagata per l’incendio alla caserma Jourdan a Limoges. La persona arrestata è tornata libera in meno di 24 ore, senza aver dichiarato nulla, senza garanzie di rappresentanza o forse conseguenze per rifiuto di prelievo di campioni biologici, esecuzione di impronte digitali, foto.

Iraq

22 agosto 2020

In meno di una settimana, a Bassora, nel sud dell’Iraq, 2 militanti sono stati assassinati e altri 3 feriti. Mercoledì 19 agosto, Riham Yacoub, una giovane militante di Bassora è stata crivellato di colpi. Stava guidando l’auto, quando uomini in sella a uno scooter e armati di fucili d’assalto l’hanno uccisa sul colpo, ferendo gli altri 3 passeggeri. Riham Yacoub era dottoressa e allenatrice di fitness, minacciata di morte più volte. Da 2 anni partecipava a movimenti di protesta per denunciare il decadimento dei servizi pubblici e la corruzione delle autorità locali. Carismatica, era in testa ai cortei di manifestanti. Il suo assassinio è avvenuto pochi giorni dopo l’omicidio di un altro militante, Tahseen Ousama, anch’egli ucciso a sangue freddo da miliziani.

In risposta, dei manifestanti hanno dato alle fiamme l’ufficio del parlamento locale, mentre le forze di sicurezza sparavano in aria munizioni vere per disperderli. I manifestanti si erano mobilitati per chiedere che il parlamento iracheno silurasse il governatore provinciale dopo il assassinio dei 2 militanti.

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Agosto 2020

Saluto al compagno Valter Ferrarato

Il nostro compagno Valter ci ha lasciati dopo aver lottato coraggiosamente contro la malattia.

Valter per tutta la vita ha lottato per la lotta di classe.

Anzitutto come proletario, come muratore durante le lotte di lavoratori e nelle lotte sindacali, e questo malgrado gli ostacoli frapposti dagli apparati riformisti fino ad espellere Valter dalla CGIL per aver reso omaggio a un membro delle BR, Mario Galesi, ucciso dalla polizia.

Valter era pure presente nella mobilitazione a fianco delle famiglie dei 7 operai uccisi dalla sete di profitto di Thyssen Krupp a Torino, nell’ambito del Collettivo Comunista Piemontese, poi del gruppo Riscossa Proletaria. Valter è stato pure attivo nel movimento No-TAV, ciò che gli è costata una condanna in tribunale, e nella solidarietà internazionale.

Valter è stato anche uno dei fondatori della sezione torinese del Soccorso Rosso Internazionale: i Proletari torinesi per il Soccorso Rosso Internazionale. Questo impegno gli è valso ulteriori perseguimenti giudiziari per una manifestazione contro il regime detentivo dell’isolamento imposto a rivoluzionari prigionieri. Nel SRI ha apportato la sua identità e la sua esperienza di militante operaio, ricca di ogni qualità storica del movimento operaio rivoluzionario italiano.

Valter era un compagno prezioso e amato.

L’importanza del suo funerale lo testimonia, come la varietà delle delegazioni che vi hanno presenziato: la nostra delegazione SRI beninteso, ma anche delegazioni di operai comunisti, militanti anarchici, gruppi di abitanti della Valsusa, giovani antifascisti, internazionalisti in Rojava, ecc.

Analogamente a tutta la sua vita di militante proletario, il funerale di Valter è stato un momento di unità e di lotta.

Ciao Valter

Soccorso Rosso Internazionale

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

 

Guerra popolare e controrivoluzione

da: redspark.nu.en/

India

Quadri armati del PCI maoista ingaggiano uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza nello Stato del Bihar

11 agosto 2020

PATNA: Lunedì 10 agosto è avvenuto un duro scontro fra personale di sicurezza e maoisti sulle colline di Kharagpur Rajasarai Harkunda, al confine o tra i distretti di Lakhisarai e Munger nello Stato del Bihar. Tuttavia, non sono segnalati vittime o feriti durante lo scontro a fuoco che è durato un’ora.

(…)

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fonte:

https://timesofindia.indiatimes.com/city/patna/cops-reds-exchange-fire-on-lakhisarai-munger-border/articleshow/77469581.cms

Il PCI maoista condanna le azioni della polizia nella regione di confine di Andhra/Odisha

12 agosto 2020

VISAKHAPATNAM: Gajarla Ravi, alias Ganesh, segretario del Comitato speciale zonale del confine di Andhra/Odisha (AOBSZC), ha affermato che invece di proteggere la gente, la polizia sta conducendo incursioni nei villaggi di Andhra Pradesh e Odisha e molestando gli innocenti.

Il leader naxalita ha dichiarato in un comunicato stampa che il suo partito ha creato consapevolezza tra la gente nelle aree dell’agenzia, distribuito medicinali per centinaia di migliaia di rupie e assicurato anche la fornitura di beni essenziali.

Nel tentativo di salvare gli innocenti nelle aree dell’agenzia, il leader naxalita ha detto che il PCI (maoista) si era fatto avanti e annunciato un cessate il fuoco, ma i poliziotti non hanno risposto. Ha aggiunto che, tuttavia allo stesso tempo, i poliziotti hanno iniziato a effettuare irruzioni nei villaggi. Gruppi hanno circondato il villaggio di Sirimetta in Odisha, arrestando persone e i poliziotti hanno tentato di attaccare una squadra del PLGA (Esercito guerrigliero di liberazione popolare, n.d.t.) naxalita.

Il 19 luglio, forze miste hanno scambiato colpi con naxaliti nel villaggio di Landudlu. “Abbiamo innescato una mina il 21 luglio in cui due poliziotti sono rimasti feriti. I poliziotti hanno attaccato una delle nostre squadre il 25 luglio “, ha detto nel comunicato il leader del PCI (maoista), Ganesh alias Uday.

fonte:

https://timesofindia.indiatimes.com/city/visakhapatnam/andhra-odisha-border-special-zonal-committee-secretary-condemns-police-action/articleshow/77489813.cms

Sparatoria del personale di sicurezza con quadri del PCI maoista nel distretto di Bargahr

12 agosto 2020

BHUBANESWAR: La mattina di domenica 9 agosto, nella riserva forestale di Gandhamardhan, nel distretto di Bargahr, in Odisha, si è verificato uno scontro a fuoco tra forze di sicurezza e quadri del PCI (maoista).

In base a una soffiata secondo cui i naxaliti stavano pianificando di svolgere attività contro lo Stato nella riserva forestale di Gandhamardhan, squadre del Gruppo operazioni speciali (SOG) di Bargarh e Sambalpur e della Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) hanno lanciato un’operazione congiunta nell’area.

Verso le 7:30, le squadre hanno notato il movimento di circa 10-15 quadri armati del PCI (maoista) in uniformi verde oliva.

Visto il personale di sicurezza, i naxaliti hanno aperto il fuoco.

Il personale ha chiesto di smettere di sparare e di arrendersi. Tuttavia, i naxaliti hanno gridato “Lal Salaam” e continuato a sparare contro le forze di sicurezza.

Il personale di sicurezza ha fatto ricorso al fuoco controllato per legittima difesa e lo scambio di fuoco con i naxaliti è continuato per circa 30 minuti.

Approfittando della fitta foresta e delle forti piogge, i naxaliti sono riusciti a fuggire dal luogo.

(…)

“Durante un’operazione anti-naxalita nelle riserva forestale di Gandhamardhan, i maoisti hanno aperto il fuoco contro la nostra squadra SOG. Per legittima difesa, la nostra squadra è ricorsa al controllo del fuoco “, ha detto Bargarh SP Padmini Sahoo.

L’SP ha anche chiesto ai maoisti di deporre le armi e arrendersi.

Nel luglio di quest’anno, il governo di Odisha ha approvato l’esclusione dei distretti di Angul, Boudh, Sambalpur, Deogarh e Nayagarh dal programma di spesa per la sicurezza garantito dal governo centrale, destinato allo sviluppo di capacità nei distretti sotto l’influenza dei maoisti.

I 10 distretti che rimarranno sotto lo schema SRE rimangono: Bargarh, Balangir, Kalahandi, Kandhamal, Koraput, Malkangiri, Nabarangpur, Nuapada, Rayagada e Sundargarh.

fonte:

https://www.newindianexpress.com/states/odisha/2020/aug/09/security-forces-maoists-exchange-fire-in-gandhamardhan-forest-of-odisha-2181182.html

Appello del PCI maoista per bandh di 7 giorni nel distretto di Kandhamal a partire dal 18 agosto

16 agosto 2020

Kandhamal: Un poster in cerca di sostegno per un bandh (sciopero armato, n.d.t.) di 7 giorni, su appello del PCI (maoista) è stato trovato domenica 16 agosto a Kanjamendi chhak, sotto la competenza della polizia di Nuagaon, qui nel distretto.

Secondo fonti, il manifesto sarebbe stato affisso dalla divisione KKBN del PCI (maoista). Con il manifesto, i maoisti hanno esortato la gente del posto ad appoggiare il bandh dal 18 al 24 agosto. Si ritiene che i maoisti abbiano definito la chiusura di una settimana nel distretto in segno di protesta per lo scontro nella foresta di Sirla.

Il PCI (maoista) ha anche menzionato nel manifesto i nomi di pochi membri del sua gruppo. È la prima volta che i maoisti affiggono un manifesto nel distretto dopo lo scontro nella con la foresta di Sirla.

Ben 5 maoisti, di cui 2 donne, sono stati uccisi durante uno scontro a fuoco con forze di sicurezza nella foresta di Sirla, sotto le competenze della polizia di Tumudibandha il mese scorso. Durante l’operazione di rastrellamento è stato sequestrato un enorme deposito di armi e munizioni.

All’inizio di questo mese, almeno 4 nascondigli maoisti sono stati individuati e una grande quantità di munizioni e altri articoli sono stati sequestrati, a seguito di uno scontro a fuoco tra naxaliti e forze di sicurezza nella riserva forestale di Gandhamardhan sotto le competenze di Paikmal PS a Bargarh.

Circa 10-15 quadri del PCI (maoista) sono riusciti a fuggire dopo la sparatoria avvenuta la mattina dell’8 agosto, durata una mezz’oretta.

fonte:

https://odishatv.in/odisha-news/maoists-call-for-week-long-kandhamal-bandh-469736

Lotte e repressione

USA

7 agosto 2020

Numerosi scontri sono avvenuti a Portland, in Oregon mercoledì 5 e giovedì 6 agosto tra i manifestanti BLM (Black Lives Matter, n.d.t.) e la polizia. Mercoledì, davanti al commissariato principale di Portland si sono verificati incidenti con lanci di vernice e oggetti, finestre rotte e incendi di cassonetti. Gli scontri tra polizia e manifestanti sono continuati per oltre 3 ore nel quartiere commerciale e residenziale circostante. La polizia ha fatto uso di granate assordanti e gas lacrimogeni. Manifestazioni e scontri sono ripresi ieri sera.

16 agosto 2020

Una manifestazione affinché non sia finanziata la polizia e sia ritirata dalle scuole pubbliche di Chicago si è trasformata, alla fine, in violenti scontri nel centro della città, sabato 15 agosto. La protesta è iniziata al famoso Millennium Park prima di spostarsi su Michigan Avenue e Wacker Drive, dove sono stati segnalati diversi incidenti. I manifestanti si sono scontrati con la polizia: molti oggetti sono stati lanciati contro i poliziotti che bloccavano le strade e spruzzavano spray al peperoncino. I manifestanti hanno proseguito verso Michigan Avenue e Randolph Street, scandendo “Nessuna giustizia, nessuna pace”, mentre, come spesso accade durante manifestazioni, i ponti della città sono rimasti aperti, impedendo l’attraversamento del fiume Chicago. La polizia ha proceduto a 24 arresti – 4 di questi per colpi e ferite gravi inferti a un poliziotto.

Palestina

9 agosto 2020

Una 23enne palestinese è stata uccisa da proiettili venerdì 8 agosto in Cisgiordania, durante uno scontro tra l’esercito israeliano e palestinesi. La vittima è stata uccisa, mentre cercava di chiudere la finestra della sua casa di Jenin per proteggersi dai gas lacrimogeni. Nella città si stavano svolgendo scontri e centinaia di residenti si opponevano a un raid dell’esercito d’occupazione per effettuare arresti mirati. Funzionari palestinesi hanno accusato l’esercito israeliano di aver ucciso la giovane donna. Un portavoce dell’esercito d’occupazione afferma che i soldati non hanno sparato proiettili veri durante lo scontro.

Libano

9 agosto

Vendetta, vendetta, fino alla caduta del regime”, hanno scandito i manifestanti riuniti domenica 8 agosto in Place des Martyrs, alcuni di loro brandendo la forca o i nomi degli uccisi nell’esplosione che ha devastato il porto di Beirut. L’esplosione ha provocato 158 morti e oltre 6.000 feriti, secondo un nuovo rapporto emesso sabato 8 agosto dal ministero della Salute. La polizia ha sparato candelotti di gas lacrimogeno e proiettili di gomma contro gruppi di giovani manifestanti che lanciavano pietre. Mentre l’attenzione delle forze di sicurezza si concentrava sugli scontri, circa 200 manifestanti hanno approfittato per prendere d’assalto la sede del ministero degli Affari Esteri, proclamandola “quartier generale della Rivoluzione”. Manifestanti hanno anche cercato di prendere la sede dell’Associazione delle banche, dandogli fuoco prima di essere sgomberati dall’esercito. Manifestanti hanno invaso anche i ministeri dell’Economia e dell’Energia, simboli della cattiva gestione dei servizi pubblici, delle interruzioni di corrente, ciò che alimenta il crescendo della protesta. Un membro delle forze di sicurezza interna è morto per una caduta, di cui le autorità accusano i manifestanti.

10 agosto 2020

Ieri i manifestanti si sono scontrati per il secondo giorno consecutivo con le forze di sicurezza libanesi a Beirut, per esprimere la loro rabbia nei confronti del regime corrotto del Paese, la cui negligenza ha portato martedì 4 agosto alle esplosioni verificatesi nella capitale. Centinaia di persone si sono radunate in serata davanti a uno degli ingressi del parlamento, che è stato dato alle fiamme. Altri gruppi di manifestanti si sono recati davanti all’hotel Le Gray e in Place des Martyrs. Alcuni sono entrati negli edifici dei ministeri del Lavoro e degli Sfollati, nello stesso settore, in centro città, mentre altri sono entrati in quelli delle Abitazioni e dei Trasporti. Le forze di sicurezza hanno sparato numerosi candelotti di gas lacrimogeno contro i manifestanti, che hanno risposto con lanci di pietre e oggetti. Gli scontri sono proseguiti oggi portando il premier Hassan Diab alle presentare le dimissioni, seguendo in tal modo l’esempio di parecchi altri ministri prima di lui.

12 agosto 2020

Martedì 11 agosto, la popolazione libanese è scesa in strada a Beirut per la quarta notte consecutiva allo scopo d’abbattere l’intera classe dirigente. Il governo di Hassan Diab si è dimesso lunedì 10 agosto, ma i libanesi vogliono anche che se ne vadano anche il Capo dello Stato, il Capo del Parlamento e deputati. A Beirut sono ripresi gli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza vicino alla sede del Parlamento. I manifestanti hanno tentato di sfondare le barricate, talvolta dandole alle fiamme, mentre la polizia ha sparato candelotti di gas lacrimogeno. Secondo la Croce Rossa libanese 10 feriti sono stati ricoverati negli ospedali e 32 sono stati curati sul posto. La rivolta contro la corrotta classe dirigente libanese è in corso dall’ottobre 2019. La rabbia popolare generata dall’esplosione di martedì è solo l’ultimo capitolo.

Bolivia

9 agosto 2020

Da lunedì 3 agosto, la Bolivia è stata segnata da oltre cento posti di blocco nei 9 dipartimenti del Paese, avviati dai sindacati contadini e rinforzati nelle ultime ore da minatori e organizzazioni dei quartieri urbani e della Centrale. Operaia boliviana (COB, principale sindacato in Bolivia). Questi blocchi e scioperi sono stati lanciati dopo l’ennesimo rinvio delle elezioni. COB chiede elezioni a breve termine, non a ottobre, come ha stabilito il Tribunale supremo elettorale (TSE). Il governo provvisorio di Jeanine Áñez, istituito de facto e autoproclamato dopo le dimissioni forzate lo scorso anno dell’ex-presidente Evo Morales, aveva programmato le elezioni entro 3 mesi e annunciate per il 22 gennaio. Queste sono state posticipate per “mancanza di tempo” al 3 maggio e dall’inizio della pandemia la data delle elezioni è stata cambiata per 3 volte al 2 agosto, al 6 settembre e infine al 18 ottobre.

Grecia

10 agosto 2020

La sera di domenica 9 agosto, Çağdaş Kaplan e Berçem Mordeniz, due giornalisti curdi di nazionalità turca, sono stati arrestati dalla polizia mentre filmavano l’arresto di una persona in piazza Syntagma ad Atene. Avevano informato la polizia d’essere giornalisti ed esibito la tessera della stampa. Prima d’essere arrestati, i due giornalisti sono stati picchiati più volte dalla polizia. Attualmente sono al commissariato dell’Acropoli e saranno portati in tribunale lunedì 10 agosto. Al commissariato, testimoni dell’arresto non sono stati autorizzati a deporre su quanto accaduto.

Cile

14 agosto 2020

Il tradizionale leader mapuche Celestino Córdova, condannato a 18 anni di carcere nel 2014 per omicidio in un controverso processo pieno di numerose irregolarità, sta per giungere al 100° giorno di sciopero della fame. Martedì 11 agosto, Córdova ha reso pubblico un messaggio da molti interpretato come un addio, a causa della sua salute cagionevole. Córdova e altri 26 prigionieri mapuche, anche loro in gravi condizioni, mantengono questa protesta per chiedere al governo di conformarsi alla Convenzione 169 dell’Organizzazione internazionale del lavoro, che dovrebbe consentire loro di scontare parte della pena nelle loro rispettive comunità. Nuove proteste hanno avuto luogo nel sud del Cile a sostegno dei prigionieri. A Cañete, nella regione di Bío Bío, un corteo si è concluso con scontri tra manifestanti e poliziotti che hanno sparato candelotti di gas lacrimogeno e fatto uso di idranti. Almeno 4 persone sono state arrestate.

Colombia

15 agosto 2020

Due manifestanti, membri di comunità indigene, sono stati uccisi e altri 3 feriti, durante le operazioni di sgombero delle terre occupate. Queste operazioni sono state eseguite dall’esercito e dalla polizia nazionale nell’area di El Barranco, una zona rurale del comune di Corinto, in Cauca. Le vittime sono state identificate come Abelardo Liz, giornalista e membro di una stazione radio comunitaria e Johel Rivera, che ha partecipato ad attività d’occupazione note come “liberazione della madre terra”. L’Associazione dei Cabildos, autoctoni del Norte de Cauca, ha accusato l’esercito d’aver sparato proiettili di guerra contro i manifestanti e impedito l’arrivo di mezzi di soccorso per aiutare i feriti. Gli autoctoni occupano terre in seguito al mancato rispetto da parte del governo nazionale di accordi sull’acquisto di terre per ampliare le riserve comunitarie.

Francia

15 agosto 2020

Giovedì 13 agosto alle 23:00, 3 poliziotti della Brigata anticrimine (BAC) della 20^ circoscrizione di Parigi si sono presentati al Saint Sauveur chiedendo di vedere il responsabile. Sono venuti per far firmare una notifica di verbale. Dopo 15 anni di esistenza e per la seconda volta in 6 mesi, il Saint-Sauveur si vede imporre quindi una nuova misura di chiusura amministrativa per la durata di 2 settimane. Questa chiusura giunge dopo i 9 giorni imposti lo scorso gennaio, dopo i quasi 3 mesi di chiusura resa necessaria dalla crisi sanitaria. I presunti motivi addotti rendono questo bar responsabile di tutto ciò che accade nella piazza in cui è situato. I titolari hanno anche subito un attentato organizzato da un gruppo di fascisti armati di sbarre di ferro, manici di picconi e gas.

15 agosto 2020

Nell’aprile 2020 Anthony Smith, ispettore del lavoro del dipartimento Marne e sindacalista CGT (Confederazione generale dei lavoratori, n.d.t.) è stato sospeso dalle sue funzioni, a titolo precauzionale, in attesa dell’attuazione di una possibile sanzione disciplinare. Questo licenziamento è stato effettuato a seguito di una procedura sommaria che Anthony Smith ha intentato contro una struttura di aiuto domiciliare che non ha adottato misure sufficienti per preservare la salute e la sicurezza dei propri dipendenti. È stato sanzionato con un trasferimento automatico. Il 21 luglio, diverse centinaia di persone si sono radunate davanti al ministero della Solidarietà per sostenerlo. Una petizione di sostegno, lanciata a metà aprile, ha raccolto quasi 150.000 firme.

16 agosto 2020

Intrattenimenti per bambini in tenuta antisommossa sono organizzati dal governo nella città di Mâcon. Poliziotti sono infatti giunti per proporvi animazioni ai bambini, facendo loro indossare equipaggiamento antisommossa, e usare scudi e manganelli. La struttura che organizza questo tipo di iniziative si chiama “RAID aventures”, associazione di polizia sponsorizzata dal governo. Sul suo sito si legge che durante il seminario “GTPI” (…) gli agenti di polizia si prendono il tempo per spiegare la loro professione con dimostrazioni di gesti e tecniche di protezione e intervento, e percorsi ad ostacoli. in tenuta da forze dell’ordine”. 

Bielorussia

15 agosto 2020

Il 12 agosto, gli anarchici Alexander Frantskevich e Akihiro Khanada sono stati arrestati in Bielorussia. Frantskevich è un ex-prigioniero politico, incarcerato dal 2010 al 2013 con l’accusa d’aver attaccato edifici governativi. La polizia lo ha designato “leader del gruppo anarchico più radicale del Paese, Azione Rivoluzionaria“. Attualmente è accusato di “organizzazione di rivolte di massa”, rischiando da 5 a 15 anni nelle carceri della dittatura. Del secondo anarchico imprigionato, Akihiro Hanada, non sappiamo ancora di cosa sia accusato. Le televisioni di Stato hanno accusato direttamente gli anarchici russi e bielorussi d’essere i “coordinatori delle rivolte”: Frantskevich e Akihiro rischiano quindi una lunga pena detentiva per aver combattuto la dittatura. Ricordiamo che l’anarchico Nikita Yemelyanov è tuttora detenuto in Bielorussia, condannato a 4 anni di carcere per aver compiuto azioni simboliche contro edifici giudiziari oltre che contro un’unità d’isolamento a Minsk. Potete inviare vostre testimonianze a loro sostegno su: revolutionaruaction@riseup.net

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Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

 

Lotte e repressione

Cile

3 agosto 2020

Il 31 luglio, manifestanti mapuche si sono scontrati con i carabinieri nelle strade di Temuco, mentre il nuovo ministro degli Interni cileno, Victor Perez, era giunto in città per incontrare le autorità locali. La comunità mapuche continua a manifestare per chiedere il rilascio di “Machi” (autorità tradizionale) Celestino Cordova e altri prigionieri politici.

6 agosto 2020

Martedì 4 luglio a Lumaco si sono svolte manifestazioni contro il razzismo e a sostegno dei prigionieri politici mapuche che sono in sciopero della fame da oltre 90 giorni. Le poche decine di manifestanti hanno occupato brevemente il ponte di Lumaco. Le forze speciali dei carabinieri sono intervenute rapidamente ferendo almeno 5 persone sparando a bruciapelo con pallini. La comunità mapuche non smette di manifestare per chiedere il rilascio di “Machi” (autorità tradizionale) Celestino Cordova e di altri prigionieri politici

Turchia

3 agosto 2020

Mercoledì 29 luglio, il parlamento turco ha adottato una legge che garantisce alle autorità la massima libertà di censurare i contenuti online. Costringe le piattaforme di reti sociali relativi a oltre 1 milione di abbonati, come Facebook, YouTube, Twitter e altri, a nominare rappresentanti in Turchia per rispondere ai reclami sui loro contenuti entro 48 ore, pena l’accusa. Le aziende che si rifiutano di nominare i loro rappresentanti saranno soggette a multe, divieti pubblicitari e riduzione della banda che potrebbe rendere inutilizzabili le loro reti.

La legislazione impone inoltre ai fornitori di archiviare i dati dei propri utenti in Turchia e, se necessario, di trasmetterli al governo. L’art. 9 del testo specifica che la legge “è governata dal presidente”. Lo stesso giorno, la presidenza turca ha emesso un decreto che vieta ai funzionari statali l’utilizzo di applicazioni mobili “di origine straniera”, citando problemi di sicurezza.

USA

3 agosto 2020

I ricercatori della Northeastern University, del MIT e di IBM hanno progettato una maglietta che sfugge alla tecnologia del riconoscimento facciale. Normalmente, gli algoritmi di sorveglianza funzionano riconoscendo una caratteristica in un’immagine, disegnando un “riquadro di selezione” attorno ad essa e assegnando un’etichetta a quell’oggetto. Per interrompere questo processo, la t-shirt utilizza disegni colorati e pixelati che fanno pensare che la tecnologia non esista. In altre parole, i cluster di pixel sono disposti in modo da confondere il sistema di classificazione ed etichettatura AI. Indossare la maglietta vi renderebbe il 63% in meno di probabilità d’essere rilevato dalla sorveglianza digitale.

Palestina

3 agosto 2020

I residenti del villaggio di Kafr Qaddum, nel nord della Cisgiordania occupata, organizzano un corteo ogni settimana per esprimere la condanna contro gli insediamenti e chiedere l’apertura della strada principale che le autorità d’occupazione hanno chiuso da 16 anni. Venerdì 31 luglio, l’esercito d’occupazione è intervenuto per disperdere la manifestazione, sparando proiettili di gomma e candelotti di gas lacrimogeno e ferendo 7 persone, mentre decine di palestinesi sono rimasti asfissiati. I manifestanti hanno reagito lanciando pietre.

Francia

3 agosto 2020

Mehmet Yalcin è un giovane curdo che vive a Bordeaux. È stato arrestato il 28 luglio e rischia la deportazione in Turchia. Nel 2019 è stato condannato dai giudici francesi a 2 anni di carcere, incluso un anno, per presunti legami con il PKK. Mehmet Yalcin ha dovuto indossare un braccialetto elettronico per quasi un anno. Attualmente è senza documenti a causa del rifiuto della sua domanda d’asilo da parte dell’OFPRA (Ufficio per la protezione dei rifugiati e apolidi), rifiuto motivato da questa condanna.

Il 28 luglio, quest’uomo sposato, padre di tre figli (2, 4 e 6 anni), residente a Bordeaux dal 2006, è stato convocato al commissariato dove è stato immediatamente ammanettato e detenuto. In questa fase, tutti i ricorsi presentati dai suoi avvocati sono stati respinti. Mehmet Yalcin, la cui espulsione è prevista per il 28 agosto, ha dichiarato che entrerà in sciopero della fame.

 

Irlanda del Nord

6 agosto 2020

Lunedì 3 agosto, un membro del Partito Repubblicano Rivoluzionario, Saoradh (Liberazione, vicino a New IRA, n.d.t.) di Doire (Derry) è stato attaccato dalle forze della corona britannica pesantemente armate mentre viaggiava con sua moglie. Quest’ultima è stata brutalizzata, mentre suo marito veniva ammanettato e arrestato. Allo stesso tempo, la loro casa di famiglia dove risiedevano la figlia, il nipote e due figli è stata perquisita. I due figli del militante repubblicano sono stati arrestati e uno dei bambini è stato poi picchiato dalla polizia. Il motivo ufficiale di questo raid è lo svolgimento di un’indagine sulla creazione da parte del Partito Repubblicano Rivoluzionario Saoradh, di una lotteria a sostegno dei prigionieri repubblicani. I raid sono metodi comuni per reprimere i repubblicani, ma nelle ultime settimane si è avuto un notevole aumento di attacchi alle famiglie. Saoradh è un partito di sinistra formato da dissidenti repubblicani nel 2016. È attivo sia in Irlanda del Nord che nella Repubblica d’Irlanda.

Tutti gli Aggiornamenti Internazionali si trovano nella sezione specifica del blog.

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

Guerra popolare e controrivoluzione

India

30 luglio 2020

Un maoista è stato ucciso domenica 26 luglio in una sparatoria con la polizia nel mandal Chintapalli, nella zona di confine Andhra/Odisha (AOB). D’altra parte, un paramilitare anti-guerriglia della Guardia di riserva distrettuale (DRG) è stato ferito mercoledì 29 luglio in una sparatoria con maoisti in una foresta nel villaggio di Aautpalli, nel distretto di Bijapur. Il paramilitare è stato colpito alla gamba e ricoverato in ospedale. Le forze di sicurezza hanno intensificato le loro operazioni, mentre i maoisti stanno commemorando la “Settimana dei martiri”, dal 28 luglio al 3 agosto..

Perù

31 luglio 2020

Lunedì 20 luglio, un sottufficiale dell’esercito peruviano è stato ucciso in uno scontro tra una pattuglia militare e la guerriglia maoista del PCP-S (Partico comunista del Perù – Sendero Luminoso, n.d.t.). La sparatoria è avvenuta nella regione di Cuzco, nel sud-est del Paese, nella valle dei fiumi Apurímac, Ene e Mantaro (VRAEM), roccaforte dei guerriglieri. I soldati affermano d’aver causato perdite ai guerriglieri ma non sono riusciti a produrre prove.

Lotte e repressione

Germania

28 luglio 2020

500 persone si sono radunate a Monaco di Baviera, in Germania, in occasione della fine del processo TKP/ML (Partito Comunista di Turchia marxista-leninista, n.d.t.). Erano presenti molte organizzazioni rivoluzionarie e democratiche provenienti da Turchia, Kurdistan, Europa e altrove, nonché una delegazione di Secours Rouge International. La manifestazione è stata caratterizzata da vari interventi e canti rivoluzionari. È stata anche messa in evidenza la solidarietà verso altri rivoluzionari prigionieri, in particolare Georges Abdallah e Ahmad Sa’adat.

Infine, va detto che i 10 rivoluzionari sono stati condannati come segue:

Müslüm Elma: 6 anni 6 mesi

Erhan Aktürk: 4 anni 6 mesi

Sinan Aydın: 3 anni 6 mesi

Haydar Bern: 3 anni 4 mesi

Banu Büyükavcı: 3 anni 6 mesi

Musa Demir: 3 anni 4 mesi

Deniz Pektas: 5 anni

Sami Solmaz: 3 anni

Seyit Ali Uğur: 4 anni 6 mesi

Mehmet Yeşilçalı: 2 anni 9 mesi

Nota del 28 luglio 2020: alle 16:20: Müslüm Elma è stato rilasciato a fine dell’udienza. Era l’unico imputato ancora detenuto.

da: Netzwerk

Iraq

29 luglio 2020

Tre manifestanti antigovernativi sono stati uccisi e 21 feriti a Baghdad in ulteriori scontri tra manifestanti e forze di sicurezza irachene. La violenza si ripropone dopo mesi di calma a seguito della pandemia da coronavirus. Le tensioni tra forze di sicurezza e manifestanti sono aumentate quando decine di manifestanti hanno bloccato la strada che collega due incroci principali: piazza Tayaran e piazza Tahrir. Alcuni hanno incendiato pneumatici, mentre altri hanno scandivano slogan sulle interruzioni di corrente durante i caldi mesi estivi, quando le temperature possono superare i 50°. I 3 manifestanti sono stati feriti mortalmente da candelotti di gas lacrimogeno, due di loro lunedì 27 luglio e uno martedì 28 luglio.

Cile

29 luglio 2020

All’alba di venerdì 24 luglio, il procuratore e la polizia hanno effettuato diverse perquisizioni e arrestato Francisco Solar e Monica Caballero, accusati di varie azioni con ordigni esplosivi a Santiago.

Francisco Solar è accusato di essere la persona recatasi in un ufficio postale nel luglio dello scorso anno per inviare due pacchi-bomba: uno è esploso nel commissariato di Huechuraba, causando un ferito grave, e un altro che è stato disinnescato nell’ufficio di Rodrigo Hinzpeter, ex-ministro degli Interni e attuale direttore del gruppo Quiñenco.  A Mónica Caballero è attribuita la collocazione di due bombe, insieme a Francisco Solar, nei giardini del palazzo Tánica a Vitacura, il 27 febbraio. Entrambe sono state disinnescate dai carabinieri. Francisco Solar e Monica Caballero sono stati arrestati in Spagna, poi rilasciati e deportati in Cile.

2 agosto 2020

Manifestazioni insurrezionali sono scoppiate in seguito al discorso del presidente Sebastián Piñera, in diverse città del Cile e in 19 punti della capitale. 1.006 persone sono state arrestate nella sola regione di Santiago. Commissariati sono stati attaccati, veicoli sono stati incendiati. Il numero di manifestanti feriti è sconosciuto, ma un uomo è stato ferito da un proiettile sparato dai carabinieri. Tre di loro sono stati feriti.

Sudafrica

30 luglio 2020

Membri di Unione sudafricana dei lavoratori municipali (Samwu) hanno nuovamente partecipato a violente proteste a Ekurhuleni martedì 28 luglio. Secondo fonti, dall’inizio dello sciopero di lunedì 27 luglio sono in atto scontri con la polizia. Tre manifestanti sono stati arrestati e molti altri sono stati feriti

USA

30 luglio 2020

Mercoledì 29 luglio, il governatore dell’Oregon ha annunciato che il vicepresidente americano Mike Pence aveva accettato un ritiro “graduale” degli agenti federali da Portland. Lo schieramento di agenti federali, a volte appartenenti alla polizia doganale o di frontiera e sfoggianti un’intera panoplia militare, ha prodotto come effetto il rafforzamento del movimento in questa città dalla lunga storia di proteste. Da 2 settimane, le manifestazioni BLM (Black Lives Matter, n.d.t.) terminano quasi sistematicamente in scontri con la polizia.

Il presidente Donald Trump ha detto, tuttavia, che le autorità locali devono prima “ripulire” la città da “anarchici e agitatori”, elogiando il “fantastico lavoro” della polizia federale.

A seguito dell’invio di forze federali a Portland, il governo ha deciso di fare lo stesso per altre grandi città del Paese, in massima parte gestite da democratici, come Chicago. Mercoledì 29 luglio, il governo di Donald Trump ha annunciato l’invio di queste forze in 3 altre città (Cleveland, Detroit e Milwaukee), ufficialmente per aiutarle ad arginare un’impennata della criminalità.

2 agosto 2020

Numerosi episodi, conclusisi con 8 arresti, si sono verificati il 29 luglio durante le proteste BLM a Springfield, in Oregon. I manifestanti si sono radunati attorno al Jesse Maine Memorial Park prima di dirigersi verso l’autostrada 126 e la polizia ha eretto barriere per impedirglielo. I manifestanti hanno tentato di forzare queste barriere, ciò che ha portato all’arresto di 5 persone. Il dipartimento di polizia ha detto che diversi agenti sono stati feriti mentre stavano effettuando gli arresti.

Contro-manifestanti erano pure presenti nelle vicinanze e uno di loro è stato arrestato. È sospettato dell’aggressione a un manifestante. Alla fine, altre 2 persone sono state arrestate all’alba di giovedì 30 luglio, sospettati d’aver tracciato scritte sui muri della prigione cittadina.

Francia

31 luglio 2020

Dopo 18 mesi di clandestinità, Carla Tubeuf è stata arrestata domenica 26 luglio, a Saint-Étienne. Questa compagna 32enne, anarchica, oggetto di un mandato d’arresto europeo per “associazione a delinquere terrorista”, è stata presentata alla procura generale di Parigi, dove avrebbe accettato d’essere consegnata alle autorità italiane. La polizia italiana l’accusa di essere coinvolta in un tentativo d’incendio doloso contro un ufficio postale nell’aprile 2016.

A inizio luglio, un altro militante arrestato in giugno, lui pure nella regione della Loira, è stato consegnato alle autorità italiane. Roberto Cropo, 34 anni, è sospettato di partecipazione a un attacco dinamitardo alla caserma dei carabinieri nel dicembre 2017, a Roma.

31 luglio 2020

Mercoledì 29 luglio, la Corte d’appello di Parigi ha disposto la misura per gli arresti domiciliari e l’applicazione del braccialetto elettronico nei confronti di Josu Ternera, ex capo di ETA (Paese basce e Libertà, n.d.t.), detenuto in Francia dal suo arresto avvenuto nel maggio 2019, dopo oltre 16 anni di latitanza. La Corte d’appello ha ordinato il 1° luglio un’indagine circa la fattibilità del rilascio, sotto sorveglianza elettronica, di questo militante 69enne.

Josu Ternera è oggetto di un mandato d’arresto europeo e di due richieste d’estradizione presentate dalle autorità spagnole. Il mandato d’arresto europeo riguarda la sua presunta partecipazione a incontri non autorizzati nel 2000. Esaminato durante l’udienza del 1° luglio, il caso sarà preso in esame il 30 settembre.

Per quanto riguarda la prima richiesta d’estradizione derivante dall’esecuzione di un dirigente Michelin a Vittoria il 25 giugno 1980, il 1° luglio 2020 la Corte d’appello ha richiesto ulteriori informazioni. L’altra istanza d’estradizione concerne il suo presunto coinvolgimento in un attacco a una caserma della Guardia civile spagnola, che nel 1987 ha causato 11 morti a Saragozza (nord). La Corte d’appello l’ha accettata a settembre 2019, ma Josu Ternera ha fatto ricorso in cassazione.

Il 1° luglio, la Corte d’appello ha anche rifiutato un secondo mandato d’arresto europeo per “crimini contro l’umanità” , di cui i giudici spagnoli accusano Josu Ternera tra il 2001 e il 2007, a causa di “imprecisioni” in particolare sulla qualificazione e datazione dei fatti. Questa sentenza non è stata oggetto di un ricorso in cassazione, quindi la decisione è definitiva. Prima d’essere eventualmente consegnato in Spagna, deve essere processato nuovamente in Francia. Il militante è stato arrestato per la prima volta in Francia nel 1989, a Bayonne, poi condannato a 10 anni di prigione e deportato in Spagna dopo il suo rilascio nel 1996.

da: aufbau.org Svizzera 30 luglio 2020 ZH: Incendio nella Villa di “Masken-Kids” a Zuerichberg

(copiato da barrikade.info)

Durante questa notte abbiamo appiccato un incendio nel giardino della villa dell’avvocato Bruno Becchio in Kantstrasse 14 a Zurigo. Stiamo punendo la locale EMIX Trading AG e i suoi proprietari per aver spudoratamente sfruttato la sofferenza di molti, facendo vendite di mascherine troppo costose al governo federale.

100 milioni di franchi. Molto più ricca è una banda di ragazzi della Gold Coast a seguito della pandemia da Covid 19, che sono già ricchi. Quindi da questa crisi che allo stesso tempo ha portato migliaia di persone già povere sull’orlo della sussistenza.

A fine marzo, in un periodo che i bonzi e i/le politici stavano cercando di prepararci con vuote frasi di solidarietà ai tagli imminenti, è scoccata l’ora d’oro dei vincitori della crisi anti-solidarietà: in generale non solo hanno tentato di scaricare il costo della crisi sui lavoratori di tutto il mondo, ma anche cercato di ottenere un extraprofitto dalla crisi. Miliardi di euro sono stati investiti in scommesse speculative contro Paesi colpiti in modo particolarmente duro dalla pandemia, e banchieri in comitati di esperti convocati in tutta fretta hanno generosamente si sono riforniti loro e i loro compari di statali. Un’azione di arricchimento particolarmente disgustosa è stata portata alla luce dalla ricerca di Inside Paradeplatz ed è la ragione per cui noi questa notte ci siamo incamminati con alcune bottiglie di benzina e pneumatici nel quartiere delle ville della città di Zurigo

Riassumiamo insieme: Jascha Rudolphi e Luca Steffen, due indossatori di polo poco più che ventenni, entrambi domiciliati nel Gold Coast di Zurigo ed entrambi fino a pochi mesi fa alla direzione di Junge SVP Zürich (giovani del Partito popolare svizzero – Zurigo, n.d.t.) sono riusciti con la loro EMIX Trading AG in Svizzera e Germania a vendere mascherine igieniche cinesi in dotazione sugli aerei, quando il mondo intero stava litigando per le mascherine. Lo hanno fatto a prezzi così sbalorditivi da divenire con questo accordo dei multimilionari e ora girano in costose Ferrari. Nella trama opaca delle sue cassette postali questa villa in Kantstrasse 14 occupa una posizione centrale. Non c’è quasi più spazio nella cassetta postale (ora già bruciata) per l’avvocato degli affari Bruno Becchio: società di import-export, società di consulenza e fondi immobiliari, tutto senza un indirizzo Internet funzionante e senza attività economica riconoscibile. Ragioni sociali spesso modificate, frequente dei nomi delle società, sempre gli stessi nomi elencati come firmatari autorizzati. All’inizio, si sarebbe propensi a pensare al normale piccolo crimine della criminalità economica in questa rete aziendale losca, un po’ di mercanteggiamento sottobanco, un po’ di riciclaggio di denaro e di tanto in tanto un fallimento mirato. Ma qui si tratta di Zürichberg e non di un deserto industriale suburbano intercambiabile, qui sta giocando un’altra banda. I due “indossatori di polo” e i loro compari hanno avuto apparentemente abbastanza denaro per comprare milioni di mascherine e caricare aerei-charter in pochi giorni, ed evidentemente avevano buoni contatti con Berna e Berlino per imporre la loro offerta di usura contro concorrenti più economici. Figurano molti indizi che i due abbiano effettivamente buoni collegamenti. Esistono i loro presunti migliori amici, Maurice e Kyrill Dreyfus, eredi di miliardi del commerciante di materie prime Louis Dreyfus AG e figliastri dell’ex-capo della Banca nazionale e ora Blackrock Vize Hildebrand. Poi siede fra gli azionisti il rinomato avvocato d’affari e pure Peter Ackermann, attivo nel commercio di materie prime e funge da consigliere dei due. Continua ad apparire Il nome di Karl Friedrich Lamoral Hugo, Prinz vom Thurn und Taxis (sic!), un discendente decadente della nobile famiglia bavarese Thurn e Taxis, ultra reazionaria. E, non da ultimo ecco la consorteria del denaro della Gold Coast di SVP, con Christoph Blocher al vertice, che posa in diverse foto accanto ai due giovani milionari.

Non ci sorprende che questi circoli – resi ricchi dalla massiccia sofferenza derivante dallo sfruttamento – si servano anche di una pandemia per diventare ancora più ricchi. Non dovrebbe essere una sorpresa per i signori dello Zürichberg, tuttavia, che i loro affari si attirino la rabbia delle persone senza vista sul lago. Quelle persone che pagheranno a caro prezzo le nuove auto di lusso dei Maskenkids. Se i loro complici del Consiglio federale di Berna nei prossimi mesi ci diranno che dobbiamo stringere la cinghia, che le casse dell’assicurazione contro la disoccupazione o delle direzioni scolastiche sono vuote, che ora si tratta di salvare la “nostra” economia; dovremmo quindi ricordarci. Ricordare perché i registratori di cassa sono vuoti. Ricordare quelli che hanno guadagnato milioni a spese di quelle casse. E allora questo ricordo dovrebbe darci motivo di spostarci verso Zurichberg. Con bandiere o benzina.

Classe contro classe!

Per una prospettiva rivoluzionaria!

Giordania

1° agosto 2020

Mercoledì 29 luglio, centinaia di insegnanti si sono dirette verso l’ufficio del premier nella capitale Amman. La polizia è intervenuta pestando diversi manifestanti, alcuni dei quali feriti sono caduti a terra. Decine di insegnanti sono state arrestate. Anche un giornalista è stato colpito alla testa con un manganello. È caduto a terra e poi un altro poliziotto l’ha preso a calci. La polizia ha rotto il suo cellulare, distruggendo le riprese che aveva filmato sugli scontri.

I manifestanti hanno denunciato l’arresto di 13 membri del loro sindacato e il divieto d’attività per 2 anni. Sono stati arrestati dopo aver minacciato di protestare, perché il governo aveva rifiutato di aumentare il salario degli insegnanti del 50%, come concordato dopo un duro sciopero dell’anno scorso. Ma dopo che le restrizioni legate all’epidemia da coronavirus hanno colpito l’economia, il governo ha “rimandato” l’aumento promesso. Le autorità hanno avvertito che qualsiasi riunione con oltre 20 persone, in violazione delle restrizioni per il coronavirus, susciterebbe una forte reazione.

Palestina

1° agosto 2020

Giovedì 30 luglio, decine di soldati dell’esercito israeliano hanno fatto irruzione nella casa di Mahmoud Nawajaa, coordinatore del Comitato nazionale palestinese del movimento per la sanzione del disinvestimento da boicottaggio (BDS). Da allora è detenuto nel famigerato centro di interrogatorio di Jalameh e si è visto negare l’accesso a un avvocato. I rapimenti notturni da parte di soldati pesantemente armati sono una tattica comune delle forze d’occupazione

Belgio

1° agosto 2020

La prima udienza riguardante l’omicidio di Mawda si svolgerà giovedì 6 agosto al tribunale di Mons. In tale occasione, il Comitato Mawda – per la giustizia e la verità e il gruppo Mons a sostegno dei migranti privi di documenti chiamano a una manifestazione davanti al tribunale di Mons. Le due organizzazioni ricordano che le lotte contro la violenza e gli omicidi della polizia qui in Belgio, come altrove in Occidente, sulla scia di Black Lives Matter hanno rivelato il ruolo dei giudici nella costruzione dell’impunità della polizia.

Ricordano anche l’omicidio di Akram il 19 luglio, morto dopo l’arresto da parte della polizia a seguito di un placcaggio a terra. Un poliziotto si è inginocchiato su di lui per una decina di minuti. Prove sono scomparse e i testimoni sono stati intimiditi, mentre il corpo di Akram ha subito percosse.

Ricordiamo che Mawda aveva solo 2 anni quando è stata colpita alla testa da un colpo sparato dalla polizia durante un inseguimento. L’inchiesta è stata anche continuamente sabotata.

Tutti gli Aggiornamenti Internazionali si trovano nella sezione specifica del blog.

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

 

dal sito : Secoursrouge.org

India

23 luglio 2020

Una sparatoria è accaduta domenica 19 luglio al confine Andhra-Odisha, nelle aree forestali di Munchangiputtu e Pedabayalu. Due eminenti leader maoisti sarebbero riusciti a sfuggire alla polizia in tale circostanza. Si tratterebbe di Akkiraju Hargopal, alias Akkiraju Hargopal, alias RK, uno dei principali leader dell’insurrezione maoista, e del segretario del Comitato zonale del PCI (M), Chalapathi. Quest’ultimo e sua moglie Aruna sarebbero però stati feriti dai colpi sparati dalla polizia. Peraltro, il 37enne Sunil Manjhi, residente nel distretto di Giridih in Jharkhand, è stato arrestato mercoledì 22 luglio. Sarebbe membro del Comitato zonale Bihar-Jharkhand del PCI (M). È accusato di avere un ruolo determinante nella riscossione di enormi importi pagati da aziende nella regione di Parasnath a Giridih.

Lotte e repressione

Libano

22 luglio 2020

Oggi a Beirut, diverse decine di persone si sono radunate per chiedere la liberazione di Georges Abdallah, in occasione dell’arrivo in Libano del ministro degli Esteri francese.

Germania

22 Luglio 2020

Quattro anni fa è iniziato un processo “anti-terrorismo” in Germania contro 10 membri di ATIK (Confederazione dei lavoratori turchi in Europa) accusati di essere leader del TKP/ML (Partito comunista di Turchia, marxista-leninista, n:d.t.), organizzazione vietata in Turchia, ma non in Germania. Il processo si concluderà a luglio 2020 e il PM ha richiesto pene detentive che vanno da 3 anni e 6 mesi a 6 anni e 9 mesi. Secondo il costrutto dell’accusa contro il cosiddetto “leader” del TKP/ML, il principale imputato Müslüm Elma è l’unico che è ancora detenuto dopo 5 anni e quasi 3 mesi di custodia cautelare. ATIK, supportato da decine di organizzazioni (tra cui Secours Rouge International), chiama a una manifestazione di solidarietà martedì 28 luglio, dalle ore 10 di fronte al tribunale di Monaco di Baviera in Germania.

Canada

24 luglio 2020

Dieci auto di SPVM (servizio di polizia della città di Montréal) sono state incendiate. L’attacco è avvenuto vicino al commissariato di quartiere la stazione di polizia di quartiere 44, all’incrocio tra boulevard Saint-Joseph e rue d’Iberville, nella notte fra sabato 17 e domenica 18 luglio. L’incendio ha danneggiato 10 veicoli, di cui 7 sono completamente distrutti. La polizia ha riferito che una telecamera di sorveglianza ha ripreso 3 persone che si avvicinavano a veicoli di pattuglia con oggetti incendiari.

L’azione è stata rivendicata sul sito di Montréal contre-information:

Gli sbirri sono degli assassini. Abbiamo bruciato le loro macchine. Puoi farlo anche tu. Sono stati utilizzati tre dispositivi incendiari: bottiglie di plastica con base quadrata, riempite per 3/4 con una miscela di benzina e olio motore. Ci siamo serviti di colla extra per attaccare due cubi accendifuoco confezionati separatamente (che si possono trovare nei negozi di campeggio, ferramenta o alimentari) sul lato di ogni bottiglia. Per ogni auto, abbiamo messo una bottiglia distesa su un lato (con il cubo rivolto verso l’alto) e l’abbiamo spinta sotto una gomma dell’auto, accendendo poi il cubo. Abbiamo scelto dispositivi che prendono completamente fuoco circa un minuto dopo averli posti sotto le macchine. Si è voluto aumentare le nostre possibilità di andarcene senza essere notati, riducendo al contempo l’eventualità che i dispositivi fossero spenti troppo presto. Per un mondo senza polizia e senza ordine suprematista bianco che difende. Solidarietà con ai/alle insorti/e neri e a coloro che stanno lottando. Degli anarchici”.

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Cile

24 luglio 2020

La decisione dei giudici cileni di rilasciare e porre agli arresti domiciliari Martín Pradenas, uno stupratore seriale la cui vittima, Antonia Barra, si è suicidata nel 2019 a Temuco, ha suscitato indignazione. La compiacenza dei giudici nei confronti di stupratori e femminicidi ha provocato nuove proteste in tutto il Paese. Una manifestazione si è quindi svolta mercoledì 22 luglio nel centro di Osornos. Si è conclusa con barricate e scontri. Nove persone sono state arrestate, tra cui due minori.

 

Francia

25 luglio 2020

Martedì 14 luglio, un gruppo di 6 che attacchinavano manifesti femministi è stato arrestato violentemente dalla polizia di Nantes. I/le militanti/e stavano affiggendo un manifesto con scritto “Libertà, uguaglianza, impunità”, quando due agenti della brigata cinofila sono intervenuti aggredendoli e arrestandoli. Un poliziotto ha strappato di mano il telefono a una militante, prima di strangolarla ripetutamente e afferrarla per la testa e per i polsi. Una volta giunti i rinforzi sul posto, è stata anche ammanettata in modo molto stretto, nonostante le sue numerose richieste di rilascio, il che le ha provocato lesioni ai polsi. Dopo l’arresto, è stata anche minacciata direttamente in commissariato da un agente del BAC (brigata anticrimine, n.d.t.) che detto quanto segue: “Non c’è interesse a che la mia testa sia su Internet domani”. Una seconda persona è stata aggredita. Ha subito uno strangolamento, è stata gettata violentemente a terra e ancor oggi ha i segni di manette applicate troppo strette, nonché una decina di lividi.

Tutti i/le militanti sono stati vittime di aggressioni e violenze verbali all’arresto e durante le 22 ore di carcerazione preventiva: commenti sessisti, misogini, degradanti come pure umiliazioni diverse e insulti. Peraltro, i poliziotti si sono pure rifiutati di fornire assistenza medica ai/alle militanti che ne avessero bisogno. Delle 6 persone arrestate, 4 sono convocate in tribunale per “aver, disarmate e in gruppo, opposto resistenza violenta” e sono passibili di 2 anni di detenzione e 30.000 euro di multa. Una delle 4 è perseguita anche “per violenze a persone depositarie dell’autorità pubblica senza ITT” e rischierebbe una pena fino a 3 anni di prigione e 45.000 euro di multa.

Questo caso è indicativo di un’enorme intensificazione della repressione poliziesca da un mese a questa parte, riportata da numerosi collettivi femministi ovunque in Francia. Una raccolta fondi è stata creata online per sostenerli.

25 luglio 2020

A Millau, nell’Aveyron, decine di persone hanno avuto la spiacevole sorpresa di ricevere una o più multe di € 135 per aver manifestato il 12 maggio, a conclusione del regime d’isolamento imposto, mentre erano vietati i raduni con oltre 10 persone. Nessuno di loro è stato arrestato durante dette iniziative. Sono state tutte multate a posteriori, avendole i servizi di intelligence territoriale individuate di viso ed essendo poi stata confermata la loro identità grazie a telecamere di videosorveglianza piazzate in città.

26 luglio 2020

Venerdì 17 luglio, Roland Veuillet, gilet giallo imprigionato a Nîmes, ha rifiutato di tornare in cella in segno di protesta contro le cattive condizioni detentive. Una quarantina di prigionieri si è radunata in suo sostegno creando un movimento di rivolta nella prigione. I prigionieri hanno manifestato per 45 minuti prima di essere dispersi. Roland Veuillet è incarcerato dal 31 maggio, in attesa di processo per aver partecipato a una manifestazione. In realtà, gli era stato infatti vietato di partecipare essendo sotto controllo giudiziario, perseguito per “insulti, ribellioni e tentativi di intimidazione” verso un poliziotto.

Il 2 luglio una cinquantina di persone a sostegno dei giubbotti gialli militanti, si è radunata davanti al tribunale di Nîmes per chiedere la sua liberazione. Quel giorno si è tenuto il suo processo, inizialmente previsto per novembre, davanti al tribunale di 1° grado. È stato condannato a 12 mesi di carcere, 6 dei quali con la condizionale, e una multa di 1.700 euro.

Turchia

25 luglio 2020

Markéta Všelichová e Miroslav Farkaš sono due internazionalisti cechi condannati per aver combattuto Daesh nelle fila di YPG e YPJ. Sono stati arrestati dalle forze di sicurezza turche nel novembre 2016 e condannati nel 2018 a 6 anni e 3 mesi di carcere per “terrorismo”. Sono appena stati rilasciati dopo 4 anni di detenzione.

Tutti gli Aggiornamenti Internazionali si trovano nella sezione specifica del blog.

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

Guerra popolare e controrivoluzione

da: demvolkedienen.org

INDIA: nuove azioni nella guerra popolare

Il 15 luglio, una spia della polizia è stata uccisa nel villaggio di Mutheli nel distretto di Dantewada, in Chhattisgarh. Secondo “outlookindia.com”, un gruppo di 20 membri del PLGA (Esercito guerrigliero di liberazione popolare, n.d.t.) ha preso la persona in questione a casa sua, conducendola poi nella foresta vicina, dove l’hanno uccisa.

Lo stesso giorno è avvenuta una sparatoria PLGA e forze di sicurezza del vecchio Stato indiano nel distretto Bhadradri-Kothagudem, in Telangana. Un’unità greyhound (“levrieri”, n.d.t.) è stata attaccata durante un’operazione. Almeno un poliziotto della forza reazionaria è rimasto ferito. Gli aggressori sono riusciti a ritirarsi senza perdite.

Il 12 luglio, sono stati fatti saltare in aria 12 edifici dell’Amministrazione forestale del distretto West Singhbhum in Jharkhand. I combattenti hanno chiesto ai dipendenti di abbandonare gli edifici situati nell’area forestale, prima che loro usassero ordigni rudimentali per farli saltare in aria uno dopo l‘altro. L’amministrazione forestale è fra l’altro responsabile dell’uso economico delle foreste da parte del capitale burocratico. Sono anche stati lasciati manifesti denuncianti il mancato rispetto da parte del vecchio Stato indiano del Forest Rights Act (legge sui diritti forestali, n.d.t.).

Scritto da Naho

19 luglio 2020

Lotte e repressione

Palestina

18 luglio 2020

La Corte penale internazionale (CPI) ha annunciato a fine 2019 che avrebbe aperto un’indagine sui crimini israeliani. Deve presto pronunciarsi sulla questione se abbia la competenza necessaria per giudicare reati commessi nei territori palestinesi occupati, avendo Israele fatto appello su questo punto, considerazione che è stata accettata (anche se Israele non riconosce la legittimità di CPI e non ne fa parte). I tre giudici della Camera d’indagine della CPI devono pertanto concludere molto presto su tale questione di competenza.

Il quotidiano Haaretz ha rivelato che Israele sta segretamente redigendo un elenco di propri agenti, militari e politici, che potrebbero essere implicati da CPI. La lista include attualmente da 200 a 300 nomi, inclusi leader di spicco, come Benjamin Netanyahu ed ex-ministri della Difesa Moshe Ya’alon, Avigdor Lieberman e Naftali Bennett, nonché capi di Stato passati e presenti Benny Gantz, Gadi Eisenkot e Aviv Kochavi, o anche i capi dei servizi segreti Shin Bet e Mossad. Ma si contano pure molti funzionari di livello inferiore coinvolti negli innumerevoli crimini di guerra e crimini contro l’umanità perpetrati in particolare a Gaza, sia durante il massacro dell’estate 2014 sia le centinaia di manifestanti disarmati durante la “Marcia per il Ritorno” nel 2018.

21 luglio 2020

Martedì 21 luglio, i servizi di sicurezza interna israeliani hanno affermato d’aver arrestato parecchi militanti di FPLP (Fronte popolare per la Liberazione della Palestina, n.d.t.) e d’aver smantellato diverse cellule attive nella Cisgiordania occupata, che avevano pianificato di catturare soldati israeliani per scambiarli con prigionieri palestinesi.

Bruxelles

18 luglio 2020

A margine del vertice europeo sul piano di risanamento post-coronavirus e sul bilancio a lungo termine (2021-2027) della UE, la polizia di Bruxelles ha proceduto venerdì 17 luglio, a mezzogiorno, all’arresto di 8 gilet gialli venuti a manifestare vicino alla rotonda Schuman a Bruxelles. I gilet gialli sono stati arrestati amministrativamente, per non aver chiesto l’autorizzazione a manifestare.

Indonesia

18 luglio 2020

Diversi anarchici subiscono dure pene in seguito al loro arresto nell’ambito di una repressione sempre più intensa. Tre di loro sono stati arrestati per scritte, giudicate “reati gravi”. Le scritte in questione sono: “sudah krisis, saatnya membakar” (c’è già una crisi, è tempo di bruciare) e “melawan atau mati konyol” (combattere o perire). Poco dopo, altri 2 anarchici sono stati arrestati dalla polizia a Tangerang e Bekasi. Dopo il loro arresto, sono stati picchiati e torturati, è stata loro avvolta la testa in sacchetti di plastica e sono state tenuti in commissariato al di fuori di qualsiasi stato legale, senza che i loro parenti o i loro avvocati potessero avere loro notizie o intervenire. Sono attualmente sotto processo e rischiano fino a 10 anni di carcere. Due altri, ancora minorenni, sono già condannati a 4 mesi di prigione.

USA

18 luglio 2020

Agenti federali sono stati inviati a Portland per porre fine alle proteste notturne di fronte al tribunale federale della città per protestare contro la brutalità e il razzismo della polizia. Questi agenti sono schierati nelle strade, dove usano mezzi vietati alla polizia. Quindi la sera di sabato 18 luglio, agenti federali hanno sparato alla testa di un manifestante, probabilmente con proiettili a salve, ferendolo gravemente. Secondo sua madre, ha subito fratture craniche e ha dovuto subire un intervento chirurgico.

Questi agenti hanno pure effettuano arresti che, secondo la legge degli USA, equivalgono a rapimenti. Un veicolo non targato si è quindi fermato di fronte a Mark Pettibone, verso le 2 del mattino di mercoledì 14. Quattro persone in tuta mimetica sono scese senza alcun segno d’identificazione. Uno degli agenti l’ha afferrato e gettato nel furgone, mentre un altro gli ha abbassato il cappello per impedirgli di vedere. Dopo essere stato perquisito, è stato condotto alla corte federale e messo in una cella. Due ore dopo, l’hanno lasciato andare senza dirgli perché è stato arrestato. In una dichiarazione rilasciata venerdì 17 luglio, l’Agenzia delle dogane e della protezione delle frontiere (CBP), dipendente dal dipartimento degli Interni degli USA, ha precisato che suoi agenti avevano proceduto all’arresto avendo avuto “informazioni” secondo cui Mark Pettibone era “sospettato” d’essersela presa con agenti o proprietà federali.

Il sindaco di Portland ha dichiarato che la risposta federale è stata “irresponsabile” e ha chiesto che gli agenti che hanno operato rimangano negli edifici federali o lascino la città. Quanto alla governatrice democratica dell’Oregon, questa ha criticato su Twitter l’intervento del governo in città. “Questa commedia politica del presidente Trump non ha nulla a che fare con la sicurezza pubblica”, ha scritto. Trump ha dichiarato la scorsa settimana d’aver inviato personale di sicurezza nazionale a Portland, perché “i locali non riescono a prendersi cura di se stessi”.

21 luglio 2020

Domenica 19 luglio, la manifestazione annuale a sostegno della polizia è stata interrotta dall’irruzione di una forte contro-manifestazione al Civic Center Park di Denver. Manifestanti e contro-manifestanti si sono scontrati in modo rude. Ron MacLachlan, l’organizzatore della manifestazione pro-polizia ha subito un duro colpo in testa con uno skateboard. La polizia è intervenuta per separare gli antagonisti, sparando candelotti di gas lacrimogeno. Almeno una persona è stata arrestata per vie di fatto.

Cile

20 luglio 2020

Giovedì 16 luglio, si è svolta una manifestazione a Cañete a sostegno dei prigionieri politici Mapuche in sciopero della fame nelle carceri di Lebu, Angol e Temuco. L’azione è stata immediatamente repressa dalla polizia, appena partita, provocando scontri. Nonostante la dura azione repressiva, i/le manifestanti Mapuche sono riusciti a incendiare un blindato dei carabinieri, bruciandolo completamente. Si contano 14 persone arrestate, molte delle quali tuttora detenute.

Francia

20 luglio 2020

Nell’ambito della Giornata internazionale di solidarietà con i prigionieri antifascisti, Secours Rouge Toulouse e Union Antifasciste Toulousaine stanno organizzando iniziative sostegno dei vari prigionieri antifascisti. Appuntamento sabato 25 luglio alle 14, al Chat Noir (33 rue Antoine Puget – Tolosa).

Tunisia

20 luglio 2020

Mercoledì 15 luglio 2020, Farid Alibi, membro dell’ufficio politico del partito Elkadihines è stato arrestato a Sfax, vicino a casa. Era l’obiettivo perseguito nell’ambito dell’operazione “Brakaj” guidata da un gruppo di elementi in borghese della sicurezza. È stato trasferito con la forza in un centro di sicurezza e accusato d’aver usato l’espressione “polizia di Juanjeh”, un epiteto che qualifica ideologicamente la polizia ai Fratelli Mussulmani. Farid Alibi è tuttora detenuto in attesa del suo processo previsto martedì prossimo.

Olanda / Spagna

21 luglio 2020

Martedì 21 luglio, a Hernani (Guipúzcoa) agenti della polizia nazionale hanno arrestato Miren Itxaso Zaldua Iriberri, una militante di ETA (Paese basco e Libertà, n.d.t.), nome di battaglia Sahatsa. È accusata d’aver partecipato all’esecuzione del presidente del Partito popolare di Aragona, Manuel Giménez Abad, il 6 maggio 2001 a Saragozza. L’arresto giunge dopo che esperti di antiterrorismo all’interno delle forze di polizia hanno trovato nuovi indizi nei documenti ETA sequestrati dalla polizia francese durante varie ricerche e consegnati alla Spagna nel febbraio 2018. Miren Itxaso Zaldua Iriberri sarebbe stata riconosciuta pure da un testimone durante l’operazione. Arrestata nel 2005 a Lannemezan (Francia), è già stata condannata a 17 anni di prigione per adesione a ETA.

Tutti gli Aggiornamenti Internazionali si trovano nella sezione specifica del blog.

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

Guerra popolare e controrivoluzione

da:redspark.nu.en/

India

Il PCI (maoista) compie massicce azioni armate nel distretto di West Singhbhum

13 luglio 2020

Domenica 12 luglio, maoisti hanno fatto saltare in aria almeno 12 edifici del dipartimento forestale nel distretto di West Singhbhum, in Jharkhand. (…).

“Testimoni oculari, ovvero dipendenti del dipartimento forestale e loro famiglie, riferiscono che verso le 23:30 oltre 100 maoisti hanno attaccato l’ufficio del dipartimento forestale e fatto esplodere circa 12-13 alloggi per le guardie e una pensione, nonché dozzine di veicoli privati sequestrati, fino alle 2:30 del mattino. Hanno anche bruciato alcune biciclette, portato via i telefoni cellulari e minacciato di uccidere chiunque cercasse di telefonare o accendere la luce. (…).

Polizia e CRPF (Forza di polizia centrale di riserva, n.d.t.) hanno avviato intense operazioni nelle foreste di Sarjamburu-Sangajata, dove un altro membro del CCM-cum-Politburo, Prashant Bose, alias Kshan-da è stato accampato da quando i maoisti hanno spostato il loro ufficio regionale orientale dalle foreste di Saranda a Sarjamburu.

“Hanno anche affisso manifesti con cui si denuncia il Forest Right Act (legge sui diritti forestali, n.d.t.) e si invitano gli innocenti residenti tribali a unirsi e intensificare la lotta armata per scacciare i funzionari forestali, per potersi assicurare i loro diritti su jal, jangal e jameen (acqua, foresta e terra). Stanno chiedendo ai capi di villaggio di mandare giovani, affinché entrino nelle loro file e uccidano polizia e gli SPO. Questo è un altro stratagemma per incitare i residenti contro i funzionari forestali, un altro apparato governativo. (…).

fonte:

https://www.hindustantimes.com/india-news/maoists-blow-up-several-buildings-of-jharkhand-forest-dept-torch-cars-bikes/story-eE7N4QJcn8T2qGjiP7NTJK.html

Sparatoria fra squadra del PCI maoista e polizia nel distretto di Bhadradri-Kothagudem

17 luglio 2020

La mattina di mercoledì 15 luglio, una sparatoria è avvenuta tra membri del gruppo PCI (maoista) “proibito” e polizia nel distretto Bhadradri-Kothagudem in Telangana, a seguito del quale è stata lanciata una vasta operazione di rastrellamento per catturare gli insorti fuggiti.

La sparatoria è avvenuta verso le 9 nell’area forestale di Mallepallitogu e, notato il movimento della polizia, i maoisti, una trentina, sono fuggiti lasciando le loro merci, ha detto il sovrintendente di polizia del distretto di Bhadradri-Kothagudem, Sunil Dutt.

Ha aggiunto che 500 poliziotti suddivisi su 25 squadre stavano conducendo ricerche nell’area forestale di Manuguru a seguito di una soffiata ricevuta secondo cui i maoisti si erano intrufolati in Telangana dal vicino Chhattisgarh, quando si è verificato l’episodio. In zona era in atto un lungo rastrellamento per catturare gli insorti fuggiti.

fonte:

https://www.deccanherald.com/national/south/police-ultras-exchange-fire-in-telangana-861490.html

ll PCI maoista aumenta la presenza attiva nello Stato del Telangana

17 luglio 2020

KHAMMAM: La sparatoria avvenuta mercoledì 15 luglio tra polizia e membri del partito “vietato” PCI (maoista) nei distretti di Khammam, Warangal e Adilabad indica chiaramente che i maoisti hanno aumentato le loro attività nello Stato di Telangana. Perciò, si può presumere che maoisti abbiano rafforzato la loro base nella divisione Manugur nel distretto di Bhadradri-Kothagudem.

Secondo fonti, quadri e leader di Telangana maoisti stavano lavorando da molto tempo dal Chhattisgarh, sono stati recentemente invitati a tornare nelle loro aree native dalla direzione del partito, per la crescente tensione tra maoisti Telugu e maoisti locali in Chhattisgarh.

Su consiglio della direzione del partito, maoisti di Telangana tornati ai loro luoghi nativi hanno iniziato a creare basi nelle loro rispettive aree. Secondo fonti ufficiali, ben 3 dalam di partito e 4 squadre d’azione operano attualmente dalla divisione Manugur. Si è appreso che i membri di tutte queste squadre sono entrati in Telangana, dal Chhattisgarh, attraversando il Godavari. Ora sono in cerca di basi adeguate e stanno anche cercando di espandere il supporto per il partito a livello del territorio.

Mercoledì, i maoisti che si stavano spostando nella foresta di Mallepallitogu nel distretto di Bhadradri-Kothagudem hanno aperto il fuoco quando hanno visto i poliziotti “Levrieri” eseguire rastrellamento nell’area. La polizia ha risposto al fuoco e un poliziotto è stato ferito.

La polizia nelle vicine aree dell’agenzia di Mulugu, Jayashankar-Bhupalpally, Adilabad e Mahabubabad ha intensificato le operazioni di rastrellamento a seguito di informazioni secondo cui i maoisti erano entrati nell’area dal Chhattisgarh. Durante un altro episodio successo lo stesso giorno, maoisti e poliziotti si sono scambiati colpi di arma da fuoco nel villaggio di Thokiguda nel mandal Tiryani di Adilabad.

Forse occorre ricordare che prima della formazione di Telangana nel 2014, le attività maoiste dilagavano nell’ex Andhra Pradesh, in particolare nella divisione dell’Agenzia Bhadrachalam da cui era stato segnalato almeno un episodio di estremismo maoista al mese. Dopo il 2014, la situazione è cambiata e le autorità sono riuscite in qualche modo a frenare le attività maoiste nello Stato.

Tuttavia, sembra che la situazione stia lentamente facendo un’inversione a U e che i maoisti stiano rafforzando la loro base nelle aree dell’Agenzia nel distretto, rappresentando una grave minaccia per Telangana. I funzionari di polizia distrettuale, in prima linea nella battaglia contro il Covid-19, stanno ora vacillando sotto la pressione del lavoro nel tentativo di affrontare la minaccia maoista in tandem.

Secondo fonti intelligence, i leader maoisti si stanno ora concentrando sull’espansione della loro base in quei distretti situati sulle rive del Godavari.

Una fonte del dipartimento di polizia, che ha chiesto l’anonimato, ha detto a Express che il modus operandi dei maoisti di Telangana è completamente diverso dagli altri gruppi di naxaliti, essendo ben addestrati.

Fonte: https://www.newindianexpress.com/states/telangana/2020/jul/17/with-exchange-of-fire-between-police-maoists-show-signs-of-return-to-haunt-telangana- 2170798.html

Perù

13 luglio 2020

La polizia della Direzione contro il terrorismo (DIRCOTE) ha arrestato una donna oggetto di mandato d’arresto per “terrorismo”, Paulina Pinco Huamán. L’arresto è avvenuto a Santa Rosa de Pihuan, nel distretto di Santiago de Pischa (provincia di Huamanga). Le forze di sicurezza peruviane accusano la 51enne Paulina Pinco Huamán d’essere stata un membro importante della Forza principale della Base d’appoggio rivoluzionario 21, del Comitato di zona di Ayacucho. Tra l’altro, è accusata d’aver partecipato a un’imboscata tesa dai guerriglieri maoisti in cui sono stati uccisi 11 poliziotti.

Lotte e repressione

Svizzera

12 luglio 2020

Martedì 7 luglio, a Basilea un attivista antifascista è stato condannato a 7 mesi di prigione con la condizionale. È accusato di “disturbo dell’ordine pubblico e partecipazione a manifestazione non autorizzata”. Questa manifestazione è stata organizzata nel 2018 in risposta a una mobilitazione del Partito dei nazionalisti svizzeri (PNOS). Oltre 2.000 manifestanti vi hanno partecipato e diversi scontri erano scoppiati tra antifascisti e nazionalisti, e con la polizia. Più di 60 persone sono state processate in relazione a questo caso. Alcuni di loro sono stati denunciati dopo la pubblicazione di foto dei/delle manifestanti su un giornale locale. Si tratta del primo processo, gli altri si svolgeranno per tutta l’estate.

Francia

15 luglio 2020

La festa nazionale della Francia ha dato luogo, per il secondo anno consecutivo, a manifestazioni anti-governative e scontri con la polizia a Parigi. Centinaia di gilet gialli hanno manifestato inizialmente in mattinata prima che l’Ispettorato generale della polizia nazionale (IGPN) ne chiedesse la revoca. (…) Nel pomeriggio, una manifestazione che ha visto la partecipazione di diverse migliaia di persone si è tenuta con partenza da Place de la République. Il corteo era formato principalmente da personale ospedaliero, gilet gialli e attivisti sindacali. La polizia, che aveva dispiegato un grosso dispositivo, l’ha intrappolato e bersagliato con lanci di candelotti di gas lacrimogeno in Place de la Bastille, provocando scontri con i/le manifestanti. Tentativi di manifestazioni spontanee sono susseguiti in prima serata.

La celebrazione ufficiale è stata interrotta anche dall’azione del personale infermieristico. Mentre la Marsigliese riecheggiava davanti a una platea di soldati e politici, mentre striscioni appesi a palloncini sono volati via da un edificio. Su questi compariva: “L’economia ci costa la vita”, “Dietro i tributi, Macron sta soffocando gli ospedali”. Due infermieri del collettivo “L’inter-Urgences” sono stati arrestati dopo aver dispiegato dall’alto uno striscione. Sono stati trasferiti in centrale e interrogati per alcune ore al commissariato della 7^ circoscrizione di Parigi. Sono stati rilasciati dopo le 15.

17 luglio 2020

La mattina del 16 luglio, 300 gendarmi hanno invaso la D281 [vecchia strada delle chicane (varianti)] sulla ZAD (Zona da difendere, n.d.t.) di NDDL(Notre-Dame.des-Landes) per distruggere due capanne ed evacuare il veicolo/domicilio di una persona che aveva occupato la Chèvrerie (fattoria delle capre) da oltre un anno … I gendarmi e i lavoratori costretti hanno massacrato decine di alberi cresciuti dal 2013 nella “zona non motorizzata”, per distruggere La Chouette (ex-Mandragore) risparmiata dalle macchine durante lo sgombero del 2018, essendo in una zona paludosa, ma distrutta comunque per metà da alcuni gendarmi a piedi. È stata ricostruita nella primavera del 2019 … Diverse capanne rimangono in piedi, anche se “illegali”. È stato il Consiglio dipartimentale di Loire Atlantique a richiedere lo sgombero di 2 capanne abitate sulle “sue” terre.

USA

15 luglio 2020

Cinque arresti sono stati eseguiti durante disordini a Portland nella notte fra lunedì 14 e martedì 15 luglio. Manifestanti che chiedevano equità razziale e la riforma della giustizia hanno marciato da Kenton Park al quartier generale della Portland Police Association, in North Lombard Street, il che sta a significare oltre 6 settimane di manifestazioni notturne. Centinaia di manifestanti hanno bloccato la strada e alcuni hanno preso a sassate i poliziotti. La polizia ha chiesto che fosse liberata, poi è intervenuta, provocando scontri: 5 persone sono state arrestate, tutte per “interferenza con un poliziotto”, ma anche, per una di loro, per aver puntato illegalmente un laser. Un poliziotto sarebbe stato ferito a seguito del lancio di mattone.

Cile

16 luglio 2020

Diverse rivolte sono scoppiate nella notte di martedì 14 luglio in Cile a seguito del voto dato dalla Camera dei deputati a un disegno di legge che autorizza il ritiro del 10% dei fondi pensione per affrontare la crisi economica legata all’epidemia da coronavirus. Il tutto è iniziato dopo le 21, durante diversi raduni contrari a questa legge, in varie parti del Cile. Nell’area metropolitana sono scoppiati scontri con la polizia all’incrocio tra viali Zapadores e Juan Cristóbal, dove è stato incendiato un autobus della compagnia “Transantiago”. Scontri sono pure avvenuti nei pressi del complesso residenziale “Villa Olimpica” di Ñuñoa, dove unità dei carabinieri hanno usato un idrante per disperdere i manifestanti. Sono successi anche nella regione di Valparaíso, dove manifestanti hanno eretto barricate. Nella città di San Felipe, un minibus vicino ai dipartimenti di Sargento Aldea è stato dato alle fiamme. Inoltre, sono seguiti scontri tra manifestanti e polizia.

Palestina

16 luglio 2020

Ahmed Hajjaj Al-Rimawi, quadro di FPLP (Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, n.d.t.) è stato rilasciato il 15 luglio dopo 18 anni nelle carceri dell’occupazione israeliana. È stato arrestato durante il suo tentativo di rapire un soldato israeliano per avviare una procedura di scambio di prigionieri con militanti FPLP, responsabili dell’esecuzione di un ministro israeliano di estrema destra nel 2001, in risposta all’assassinio compiuto dall’esercito israeliano di Abu Ali Mustapha, segretario generale di FPLP. Al suo ritorno nel suo villaggio, è stato accolto dalla sua famiglia e da molti simpatizzanti.

Tutti gli Aggiornamenti Internazionali si trovano nella sezione specifica del blog.

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

 

Guerra popolare e controrivoluzione

India

da: demvolkedienen.org

INDIA: nuove azioni nella guerra popolare

Di seguito una breve panoramica delle azioni della guerra popolare in India nella prima settimana di luglio.

Lunedì 6 luglio, a un’unità della Guardia di riserva distrettuale è stata tesa un’imboscata durante un’operazione “antimaoista” nel distretto di Dantewada, in Chhattisgarh. Secondo rapporti di polizia, figuravano “informazioni specifiche” sulla presenza di forze maoiste nel villaggio di Marjum, ma i residenti hanno avvisato i compagni che forze reazionarie erano in avvicinamento. Fallita l’operazione, le forze di sicurezza stavano tornando alla base, quando sono incapppate nell’esplosione di un ordigno rudimentale e 2 riservisti distrettuali sono statin feriti.

Il 2 luglio, una spia della polizia è stata uccisa, pure nel distretto di Dantewada in Chhattisgarh. Un tribunale popolare ha ritenuto l’impiegato della National Mineral Development Corporation colpevole di spionaggio al servizio della reazione, ovviamente, quest’ultimo lo nega.

Lo stesso giorno, è stato ucciso un poliziotto nella regione di Bijapur nel Bastar, in Chhattisgarh. Vari media indiani della classe media hanno fatto dichiarazioni contraddittorie sui dettagli dell’azione delle unità. La reazione tenta ripetutamente di sottrarre il sostegno delle masse alla guerra popolare rivendicando azioni “particolarmente brutali”, ma senza successo.

Scritto da Naho

6 luglio 2020

da: redspark.nu.en/

La polizia ritrova manifesti del PCI (maoista) nel distretto di Rayagada

8 luglio 2020

Rayagada: la polizia ha intensificato le operazioni di contrasto nei villaggi di Sukulabhatta e Gurugaon nel distretto di Rayagada, essendo comparsi manifesti maoisti mercoledì 8 luglio.

Fonti di polizia hanno dichiarato di aver sequestrato 3 manifesti del PCI (maoista), nella regione dove gli insorti maoisti della “divisione Baghuna” hanno ammonito funzionari e appaltatori per non aver dato lavoro a titolari di carte di lavoro del distretto.

I maoisti hanno affermato che giovani ingegneri, GRS, ONG e appaltatori di Ambadala stanno avendo un rapporto iniquo e privano i titolari di carte di lavoro di opportunità per lavorare, attraverso MGNERGS.

Inoltre, hanno dichiarato che rupie per diversi lakh sono state spese nell’isolato Muniguda in attività edili, ma funzionari e appaltatori stanno usando macchinari per completare il lavoro piuttosto che fornire ai lavoratori migranti occasioni per lavorare ed essere pagati per la loro prestazione.

Gli insorti maoisti hanno avvertito funzionari e appaltatori a interrompere il lavoro tramite macchine, dicendo che se non rispetteranno le loro istruzioni, le macchine saranno incendiate e sarà inflitta una lezione agli appaltatori.

Il responsabile del commissariato di Ambadala, Bandana Nayak, ha visitato il luogo e sequestrato i manifesti maoisti.

La polizia ha intensificato le operazioni dopo lo scontro con 4 maoisti nella foresta di Tumudibandha, appartenenti alla “divisione Baghuna”. L’operazione Kalahandi-Kandhamal è in corso, ha detto la polizia.

fonte:

https://pragativadi.com/maoist-posters-surface-in-rayagadas-ambadala/

Lotta e repressione

Germania

8 luglio 2020

Il 5 giugno 2020 alle 14:30, il tribunale del distrettuale di Augsburg (Augusta) ha condannato un militante aramaico del Movimento popolare rivoluzionario di Suryoye per violazione della legge sulle associazioni. È stato multato per 1.800 € per aver pubblicato l’evento di un concerto di Grup Yorum tenutosi in Siria sulla sua pagina Facebook. Ha fatto appello contro la sua condanna. I militanti del Movimento rivoluzionario popolare di Suryoye sono regolarmente oggetto di attacchi da parte delle autorità tedesche per la resistenza da loro opposta al regime turco di Erdogan.

11 luglio 2020

Venerdì 10 luglio, è terminato il processo Loïc Citation (a Loïc Schneider), perseguito per danni arrecati durante manifestazioni contro il G20 di Amburgo. È stato condannato a 3 anni di carcere, ma ha fatto ricorso e rimane libero fino al nuovo processo. I 16 mesi di carcere che ha già scontato devono essere detratti dalla sua condanna ed è comune in Germania scontare solo 2/3 della pena durante la prima detenzione. Loïc dovrebbe quindi teoricamente tornare in prigione per altri 8 mesi. Ma i suoi avvocati hanno deciso di presentare ricorso essendo convinti che il PM farà altrettanto nelle prossime ore. Avendo questo appello effetto sospensivo, Loic rimarrà libero fino al secondo giudizio che non dovrebbe aver luogo prima di un anno. Fino ad allora, non gli è stato imposto alcun controllo giudiziario, può quindi lasciare Amburgo. Durante il suo processo, Loïc è rimasto fedele ai suoi principi politici.

Loïc è stato giudicato insieme a 4 co-imputati di origine curda che erano venuti a manifestare contro il regime di Erdogan che ha torturato i loro genitori. Sono stati condannati, uno a un anno e 5 mesi con la condizionale, un altro a un anno e 3 mesi con la condizionale e gli altri 2 a 20 ore di lavoro per aver violato la pace pubblica.

Paese basco

8 luglio 2020

Sabato 4 luglio, una manifestazione di 900 persone si è svolta a Itxassou in solidarietà con Mikel Barrios. Arrestato nel 2017 in Germania e poi rilasciato sotto controllo giudiziario, Mikel Barrios è stato processato per appartenenza a ETA (Pase basco e libertà, n.d.t.) Nel giugno 2020, è stato condannato a 5 anni di prigione e all’esclusione per 10 anni dal territorio francese. È detenuto nel carcere di Mont-de-Marsan dal 29 giugno.

tratto da: mmediabask

Oltre 900 persone a sostegno di Mikel Barrios in Itxassou

Una manifestazione in solidarietà con Mikel Barrios è stata organizzata da un gruppo di residenti di Texassou sabato 4 luglio. Il corteo denuncia una detenzione “scandalosa” …

A Itxassou, certamente non si dimenticherà presto il fatto che Mikel Barrios è passato nel comune..Oggi, sabato 4 luglio, quasi 900 persone si sono radunate davanti al municipio a protestare contro la sua rinnovata carcerazione nella prigione di Mont-de-Marsan, da lunedì 29 giugno. Al ritmo di “gaitero” e canti intonati dai manifestanti, il corteo ha proceduto per le strade della comune, dalle 17:30. Dopo 30 minuti di marcia sotto il fumo dei fumogeni , i manifestanti si sono fermati alla rotonda, all’ingresso di Itxassou, bloccando per una trentina di minuti il passaggio delle auto circolanti tra Cambo e Louhossoa. “Ci è stato portato via uno dei nostri”, si rammarica di uno dei due oratori, intervenuto usando la lingua francese e basca di fronte ai manifestanti. La folla si è seduta attorno alla rotonda sulla strada per esprimere la a causa del ritorno del militante basco in prigione. La manifestazione si è conclusa pacificamente di fronte al municipio verso le 18:30, guardata a distanza dai gendarmi.

“È un’ingiustizia totale. Gli vengono inflitti 5 anni per reati minori”, afferma Antton, residente di Itxassou. “È un ragazzo semplice. Mi rattrista vedere tutto questo. Sono qui per sostenerlo”, afferma Dominique, che ha lavorato con Mikel Barrios presso Zurlan, una società edile. Sono in molti a conoscere il navarrese 32enne, anni, da vicino o indirettamente. “Ero già a Mont-de-Marsan quando l’hanno riportato in prigione. Oggi, si vuole mostrare ancora una volta il nostro disaccordo”, ha detto un altro residente. Dal 2011 e con l’attuazione di un processo di risoluzione dei conflitti, molti prigionieri baschi sono stati condannati analogamente a Mikel Barrios. La famiglia di Jakes Esnal, un prigioniero basco imprigionato da 30 anni, è stata presente per esprimere la sua solidarietà.

Condannato a 5 anni di prigione e 10 anni d’interdizione dal territorio francese, Mikel Barrios era stato rilasciato sotto controllo giudiziario, dopo aver scontato un anno di prigione. “Nel contesto attuale, è assurdo averlo messo in prigione per storie del genere. È accanimento”, denuncia un militante di St-Etienne-de-Baïgorry. Arrestato in Germania, Mikel è stato processato per appartenenza a ETA (Paese basco e libertà, n.d.t.), organizzazione clandestina sciolta nel 2018. È vissuto Itxassou negli ultimi mesi, riuscendo trovare un lavoro con un contratto a tempo indeterminato. Ora è detenuto nella prigione di Mont-de-Marsan, e va ad aggiungersi nella lista dei 230 prigionieri baschi ancora detenuti in Francia, in Spagna e in Portogallo.

Palestina

8 luglio 2020

Arrestato il 30 giugno dalle autorità israeliane, l’avvocato franco-palestinese, Salah Hamouri, è stato rilasciato in base a condizioni martedì 7 luglio. In particolare gli è vietato contattare diverse persone per 3 mesi e deve pagare una multa di 770 €. Nessun motivo è stato dichiarato dalle autorità per giustificare la sua detenzione per una settimana.

Serbia

9 luglio 2020

Dopo due giorni di forti proteste e violenze, il governo serbo giovedì 9 luglio ha annunciato che avrebbe rinunciato ad attuare il coprifuoco nel fine settimana. Ma in cambio proibisce le riunioni di oltre 10 persone e quindi le manifestazioni. Perciò ogni sera, a Belgrado, migliaia di manifestanti si ritrovano davanti al parlamento. La rabbia è scoppiata per il coprifuoco proclamato nel fine settimana, visto il massiccio ritorno del coronavirus nel Paese. Lo scorso giugno, il governo ha accelerato la revoca dell’isolamento per organizzare le elezioni parlamentari, che il partito progressista serbo (SNS), il partito del presidente, ha poi vinto facilmente. Da allora, la Serbia ha visto il verificarsi di 300 nuovi casi di contagio al giorno contro i 50 di un mese fa. Il Paese è attualmente in una situazione catastrofica: gli ospedali sono saturi e il governo ha dichiarato lo stato d’emergenza sanitaria in molte città, compresa Belgrado. Da allora i serbi hanno protestato contro il governo, che ritengono responsabile della ripresa dell’epidemia. Martedì 7 luglio, i manifestanti sono entrati nel terreno del parlamento. La polizia ha quindi sparato candelotti di gas lacrimogeno per disperdere la folla, che ha risposto lanciando oggetti. Sono da segnalare molti feriti fra la polizia e fra i manifestanti.

USA

9 luglio 2020

Sabato 4 luglio, (giornata nazionale negli USA), si è svolta a Filadelfia una manifestazione, partita dal comune, per chiedere il rilascio di Mumia Abu-Jamal. La polizia non è riuscita a impedire ai manifestanti di bloccare le strade principali nel cuore della città. Alla fine ha ripiegato verso gli incroci adiacenti quando il corteo si è diretto a sud, dall’altra parte del comune. La manifestazione è stata organizzata da un’ampia coalizione tra cui “International Concerned Family and Friends of Mumia Abu-Jamal”, “Mobilization4Mumia”, “Workers World Party”, “International Action Center”, “We Charge Genocide”, “Red Fist”, “Philly REAL Justice”, “Black Alliance for Peace” e “Party for Socialism and Liberation”. Manifestazioni di solidarietà sono state organizzate in Germania, Francia e negli USA per chiedere l’immediata liberazione di Mumia.

Francia

9 luglio 2020

Mercoledì 1° luglio, diverse centinaia di persone si sono radunate a Tolosa contro il piano inteso ad annettere la Cisgiordania, su appello di una ventina di organizzazioni tra cui Palestine Vaincra e Collectif Secours Rouge Toulouse. Franck Touboul, presidente di CRIF Midi-Pyrénées,(Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia, n.d.t.) ha reagito aspramente, tramite i media locali, di fronte al successo riscosso da questa iniziativa e allo scacco subito rispetto alla sua richiesta di farla vietare da parte delle autorità. Ripetutamente, ha diffamato violentemente e minacciato i membri del collettivo Palestine Vaincra. In questo è stato sostenuto pubblicamente da Jean-Luc Moudenc, sindaco della città di Tolosa. Loro criticano il Collettivo in particolare per una campagna dinamica contro il gemellaggio di Tolosa con Tel Aviv, il suo sostegno a Georges Abdallah e presunti legami con il Fronte popolare per la liberazione della Palestina.

Belgio

10 luglio 2020

Sui muri della prigione di Saint-Gilles e dell’edificio che ospita il ministero della Giustizia sono state tracciate scritte nella notte fra giovedì 9 e venerdì 10 luglio, con la richiesta al ministro federale della Giustizia, Koen Geens, del ripristino delle visite senza sorveglianza (VHS) negli istituti di pena. “VHS ora!” e “Koen, ridà le visite!” sono stati scritti all’ingresso dei due edifici. I detenuti e i loro parenti hanno dovuto sopportare il divieto di visite e il prolungamento dell’imposizione di un pannello in plexiglass che impediva ogni contatto fisico. È stata evidente l’assenza di considerazione per le famiglie nella gestione delle visite durante la crisi sanitaria.

Grecia

11 luglio 2020

L’adozione di una nuova legge che limita il diritto di manifestare, ha provocato la rabbia della sinistra greca. Tra i nuovi regolamenti figurano la riduzione dello spazio stradale per le piccole manifestazioni e il diritto alla polizia di vietare alcuni raduni, specialmente le contromanifestazioni. Oltre 12.000 persone sono scese in piazza ad Atene giovedì 9 luglio per protestare contro questa legge. Nove persone sono state arrestate dopo scontri durante uno di questi raduni. La polizia ha sparato candelotti di gas lacrimogeno su manifestanti nei pressi del parlamento, mentre dimostranti hanno lanciato molotov.

Tutti gli Aggiornamenti Internazionali si trovano nella sezione specifica del blog.

 

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

Guerra popolare e controrivoluzione

da: redspark.nu.en

India

Due poliziotti DRG feriti da IED durante un raid nel campo naxalite nel distretto di Dantewada

6 luglio 2020

Dantewada, 6 luglio (PTI): Due membri della Guardia di riserva distrettuale (DRG) sono stati leggermente feriti lunedì 6 luglio, quando un ordigno rudimentale (IED) piazzato da naxaliti è esploso nel distretto di Dantewada in Chhattisgarh, ha detto la polizia.

L’episodio è avvenuto intorno alle 10:30 in una foresta sotto le competenze del commissariato di Katekalyan quando una squadra DRG stava tornando alla base, dopo aver distrutto un campo di transito maoista…

(…)fonte:

https://www.outlookindia.com/newsscroll/cgarh-2-drg-men-sustain-minor-injuries-in-naxal-ied-b

 

Lotte e repressione

USA

29 giugno 2020

Domenica 28, un corteo congiunto di LGBTQ e Black Lives Matter ha portato a scontri a Manhattan con la polizia di New York. I manifestanti si sono scontrati con la polizia in West Village dopo che quest’ultima avrebbe individuato un residente di Brooklyn di 29 anni che avrebbe scritto su un’auto della polizia con un pennarello nero. Un poliziotto è stato spruzzato con spray al peperoncino e un altro è caduto dalla moto, mentre altri poliziotti hanno respinto la folla. Un poliziotto sarebbe stato colpito al naso da un manifestante di 20 anni originario di Brooklyn che è stato poi arrestato. Almeno un altro manifestante 25enne, del New Jersey, è stato arrestato per aver ingaggiato uno scontro con un poliziotto.

1° luglio 2020

Ancora una volta, ci sono stati scontri tra polizia e manifestanti che occupano il New York City Hall Park lunedì 30 giugno. Era il giorno in cui i legislatori delle città dovevano votare un bilancio che includeva tagli ai finanziamenti della polizia. Gli scontri sono avvenuti poco prima delle 6, quando la polizia ha tentato d’inseguire la folla da Center Street, di fronte al Manhattan Municipal Building (edificio municipale di Manhattan, n.d.t.). Vocal NY, il gruppo che organizza l’occupazione del City Hall Park, sostiene un “definanziamento” di NYPD pari a un miliardo di dollari e che il denaro risparmiato venga utilizzato in abitazioni, assistenza sanitaria e istruzione. Una riduzione del finanziamento della polizia per un miliardo di dollari è infatti prevista nell’ambito del bilancio generale di austerità del sindaco, ma metà di questo taglio sarebbe ottenuto con un gioco di prestigio sul bilancio: così, i servizi di sicurezza scolastica attualmente a cura di NYDP, sarebbero posti sotto il controllo del dipartimento della Pubblica Istruzione.

Palestina / Libano

29 giugno 2020

Il 26 giugno, Ahmad Sa’adat (segretario generale del PFLP imprigionato dall’occupazione israeliana) ha rilasciato una dichiarazione a sostegno del Collectif Palestine Vaincra e sulla sua analisi del periodo attuale. Ha detto in particolare: “Vi assicuro che siamo con voi e al vostro fianco nelle trincee del campo della rivoluzione internazionale per sconfiggere il sistema globalizzato capitalista imperialista, porre fine all’oppressione e alla discriminazione di classe e nazionale basata su razza, colore della pelle, genere e religione, e costruire un nuovo ordine internazionale fondato su giustizia, uguaglianza tra i popoli e un’equa distribuzione della ricchezza – un sistema che permetta di restituire l’’umanità rubata alle persone torturate”.

Allo stesso tempo, Georges Abdallah ha pubblicato una dichiarazione in occasione della manifestazione di Parigi sabato 27 giugno, contro il piano d’annessione della Cisgiordania occupata. Il comunista libanese detenuto in Francia dal 1984 sottolinea in questa occasione che “Nel mezzo di condizioni particolarmente difficili, dalla fine degli anni’60 le masse popolari palestinesi e le loro avanguardie rivoluzionarie si battono senza sosta. L’emergere e l’affermarsi della rivoluzione palestinese contemporanea a seguito della sconfitta della borghesia araba e dei suoi vari regimi nel 1967, ha certamente suscitato l’entusiasmo delle masse popolari e delle forze vive nel mondo arabo, specialmente nel Mashreq … Tuttavia, i reazionari di ogni genere non hanno mai voluto, e non possono desiderare, convivere con questo focolare rivoluzionario in questa regione e sostenere in qualche modo una vera Resistenza all’entità sionista che, detto di sfuggita, non è semplicemente uno strumento tra molti altri al servizio dell’imperialismo per il saccheggio e il dominio della regione”.

Bruxelles

29 giugno 2020

All’inizio di giugno è stato appeso uno striscione riguardante Patxi Ruiz, un prigioniero basco in sciopero della fame (terminato il 10 giugno), con scritto: “Patxi Ruiz SOS, solidarietà internazionale”.

Qualche giorno fa, sul muro dell’ambasciata spagnola è stata tracciata una scritta in solidarietà con Pablo Hasel, rapper rivoluzionario minacciato di prigione: “Pablo Hasel Llibertat”.

Belgio

3 luglio 2020

Lunedì 29 giugno, 20 poliziotti di Liegi hanno invaso il centro sociale autogestito Entre-Murs Entre-Mondes. La polizia ha usato la “legge anti-squat” per entrare nei locali senza un mandato. Il commissario Jadoul, responsabile dell’operazione, ha ripetuto a questo proposito più volte che sarebbe tornato al centro sociale, al mattino, alla sera, domani o la settimana prossima, se lo avesse ritenuto opportuno. La polizia ha verificato l’identità di tutti e 2 persone sono state arrestate e poi rilasciate in giornata. Una manifestazione con una cinquantina di persone si è tenuta davanti al commissariato Natalis per sostenerli. Essendo uno dei due senza documenti, la polizia ha preso le impronte digitali e inviato il suo rapporto all’Ufficio Immigrazione.

6 luglio 2020

Mercoledì 1° luglio, il ministro degli Interni ha dichiarato alla commissione per gli Affari interni che la polizia e i servizi intelligence stanno attualmente controllando 9 gruppi dell’estrema sinistra e 1.315 persone che si dice siano collegate a uno o più di questi gruppi. La natura del monitoraggio è determinata individualmente a livello distrettuale a seguito della consultazione con tutti i dipartimenti. Inoltre, 10 persone sono attualmente registrate nel database comune sotto l’etichetta “propagatori d’odio ispirato dall’ideologia di ‘estrema sinistra”. Non molto tempo fa, la Sicurezza dello Stato ha sostenuto d’essersi interessata solo di una parte dell’estrema sinistra che riunirebbe “quasi più di un centinaio di militanti e simpatizzanti, principalmente a Bruxelles”.

Le attività di noti gruppi e collettivi “estremisti” di sinistra su forum Internet, reti sociali e siti Web sono attivamente sorvegliati. A tal fine, la polizia federale dispone di un’unità d’orientamento Internet in seno alla Direzione centrale del crimine grave e organizzato, incaricato tra l’altro d’individuare reati su Internet, comprese le reti sociali, in particolare messaggi “estremisti”. Ogni informazione ritenuta pertinente è comunicata alle strutture della catena di sicurezza, compreso l’Organismo di coordinamento per l’analisi delle minacce. A livello internazionale, i servizi competenti della polizia federale competenti scambiano attivamente informazioni con i loro omologhi stranieri dei servizi di polizia e di intelligence. Le informazioni possono essere comunicate direttamente tramite reti sicure. Inoltre, viene utilizzata una vasta rete di ufficiali di collegamento (LO).

Gran Bretagna

3 luglio 2020

Daniel Burke, un britannico membro di YPG nel 2017-2018 che ha combattuto Daesh durante l’offensiva Deir-ez-Zor, è stato arrestato il 7 dicembre e sottoposto a carcerazione preventiva. È stato accusato di “finanziamento del terrorismo” per aver dato soldi a molti suoi compagni tramite PayPal. Dopo 7 mesi di detenzione, il tribunale martedì 30 giugno ha deciso il “non luogo a procedere”. Dovrebbe quindi essere normalmente liberato.

Francia

3 luglio 2020

Martedì 16 giugno, una manifestazione di infermiere/i tenutasi a Parigi ha visto il verificarsi di scontri con la polizia quando quest’ultima ha sparato gas lacrimogeno sui manifestanti. Durante questa manifestazione, 16 persone sono state arrestate tra cui Farida C, un’infermiera, che aveva fatto il gesto con il dito medio ai poliziotti e lanciato tre pietre su di loro. Farida C. ha lavorato 10-14 ore al giorno durante il picco, ha visto morire 20 dei suoi pazienti e ha contratto il coronavirus. Arrestata, trascinata per i capelli e sottoposta a custodia cautelare, è stata convocata il 25 settembre in tribunale per “violenza su persone depositarie dell’autorità pubblica, disprezzo e ribellione”. Quattro poliziotti hanno presentato una denuncia contro di lei, che incorre in una multa di 45.000 euro e 3 anni di carcere. È stato creata una raccolta fondi per aiutarla a coprire le spese legali.

4 luglio 2020

Roland Veuillet, una figura dei gilet gialli di Nîmes, è stato condannato a un anno di reclusione, di cui 6 mesi detenuto. È fra l’altro accusato di: atti d’intimidazione contro persona depositaria dell’autorità pubblica, partecipazione in gruppo, ostruzione del traffico, ribellione, disprezzo a persone che detengono l’autorità, in proposito dei funzionari di polizia, tra cui 3 hanno intentato azione legale, costituendosi parte civile, per porto senza motivo legittimo di arma bianca. Assicurando da sé la propria difesa, ha ripetutamente affermato di dover affrontare un processo politico.

6 luglio 2020

Le due infermiere che hanno richiesto più mascherine in piena pandemia sono state ufficialmente licenziate da EHPAD (struttura ricettiva per anziani dipendenti, n.d.t.) dove lavoravano a Tolosa. Sono state licenziate e scortate dalla polizia fuori dal loro posto di lavoro a fine marzo.

Israele / Palestina

5 luglio 2020

L’esercito israeliano ha sviluppato un’applicazione di mappatura della realtà per localizzare i/le militanti armati in tempo reale. Quest’applicazione combina sia la realtà che l’intelligenza artificiale, ma è anche alimentata da informazioni provenienti dai servizi intelligence. È stato anche menzionato lo sviluppo della “mappatura 3D il più realistico possibile”, affinché i soldati d’occupazione che attraversano il confine per la prima volta possano conoscere l’ambiente.

L’esercito israeliano è sempre stato in prima linea nell’uso della realtà virtuale. Da 3 anni si è dotato di caschi Oculus Rift e HTC Vive per addestrare i suoi soldati. Le reclute si allenano per affrontare un nemico in tunnel simulati. La realtà virtuale consente ai soldati d’essere addestrati in ambienti difficili. È molto più di una simulazione di tunnel. In effetti, l’esercito israeliano ha scannerizzato veri e propri tunnel scoperti lungo il confine con la striscia di Gaza e il confine con il Libano per modellarli in modo molto fedele.

5 luglio 2020

Martedì 30 giugno, mentre si recava a Gerusalemme per eseguire un test di coronavirus (obbligatorio) per volare in Francia, Salah Hamouri è stato arrestato in un centro medico dalle autorità israeliane. È stato portato al centro di interrogatorio Moskobiyeh a Gerusalemme. Il motivo del suo arresto non gli è stato rivelato. È comparso la mattina di domenica 5 luglio davanti a un giudice che ha deciso di tenerlo in carcere fino al 7 luglio. I suoi avvocati hanno fatto ricorso contro la decisione. Salah Hamouri è accusato di “appartenere a un’organizzazione vietata”. È una figura del movimento di prigionieri palestinesi. È stato arrestato diverse volte ed è sottoposto a forti pressioni da parte delle autorità israeliane che hanno in particolare cercato di rapirlo lo scorso maggio.

Cile

5 luglio 2020

Un 21enne è stato ucciso durante le proteste sociali venerdì 3 luglio nella città di Padre Hurtado de Melipilla, alla periferia di Santiago. Il giovane è stato colpito al petto, è stato caricato su un taxi per essere ricoverato in un ospedale locale, ma è morto durante il tragitto. Una serie di proteste è scoppiata in molti quartieri nelle principali città del Cile giovedì 2 e venerdì 3 luglio. La sera di venerdì 3 luglio, nella periferia di Santiago sono state erette barricate incendiate in vari incroci e gli abitanti hanno partecipato a concerti con pentole. Obiettivo: denunciare il modo in cui il governo ha gestito la pandemia da coronavirus e le sue conseguenze economiche e sociali. Con oltre 9.000 morti, il Cile è uno dei paesi dell’America Latina più colpiti da Covid-19 e i suoi abitanti chiedono aiuti sociali. 1.706 persone sono state arrestate solo nella giornata di giovedì 2 luglio durante manifestazioni (1.547 per violazione della quarantena sanitaria e 159 per violazione del coprifuoco).

Spagna

6 luglio 2020

Sabato 4 luglio, il gruppo di solidarietà a Pablo Hasél ha organizzato manifestazioni di sostegno e solidarietà in diverse città della Catalogna e della Spagna. Chiede un’amnistia per il rapper comunista, condannato a tre pene detentive in soli 10 giorni. Le manifestazioni si sono svolte alle ore 19 a Barcellona, Valencia, Lleida, Tarragona, Sabadell, Banyoles e Molins de Rei. Raduni di solidarietà sono stati organizzati anche in diverse città della Spagna, come Madrid, Siviglia, Malaga, Cáceres e Saragozza.

Irlanda

6 luglio 2020

Sabato 4 luglio, si è tenuta una manifestazione di fronte all’ambasciata della Lituania a Dublino per protestare contro la prevista estradizione di Liam Campbell in Lituania. Questi è un ex-membro del consiglio di Real IRA. È stato imprigionato 8 anni per appartenenza a quest’organizzazione. Nel maggio 2009, è stato arrestato in seguito all’emissione di un mandato d’arresto europeo su richiesta delle autorità lituane, dove era ricercato nel contesto di un’indagine sul traffico d’armi. Precisiamo che non ha mai messo piede in questo Paese.

Campbell è rimasto in carcere per 4 anni ed è stato rilasciato nel 2013 in seguito alla decisione della « Corte dei registratori di Belfast» di rifiutare l’estradizione. Un terzo mandato d’estradizione è stato emesso dallo Stato lituano anche nell’agosto 2013 e messo da parte per 3 anni prima di essere inviato a Dublino. Nel dicembre 2016, Liam Campbell è stato arrestato per la terza volta. L’estradizione dovrebbe avvenire su ordine dell’Alta corte di Dublino lunedì 13 luglio 2020.

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Care/i amiche/i e Care/i compagne/i,

Nel mezzo di condizioni particolarmente difficili, le masse popolari palestinesi e le loro avanguardie rivoluzionarie si battono senza sosta dalla fine degli anni ’60. L’emergenza e l’affermazione della rivoluzione palestinese contemporanea, in seguito alla sconfitta della borghesia araba e dei suoi vari regimi nel 1967, hanno certamente suscitato l’entusiasmo delle masse popolari e delle forze vive nel mondo arabo, soprattutto in Mashrek (Paesi a est del Cairo e a nord della penisola arabica, n.d.t.)… Tuttavia, i reazionari di ogni sorta non hanno mai voluto, e non possono volerlo, coabitare con questo focolaio rivoluzionario in tale regione e garantire in qualche modo una vera Resistenza all’entità sionista che, sia detto di sfuggita, non è semplicemente uno strumento fra tanti al servizio dell’imperialismo per il saccheggio e il dominio nella regione. È effettivamente uno sviluppo organico dell’imperialismo occidentale. Ecco perché la lotta del popolo palestinese assume nella regione un compito ben più complicato di qualsiasi altra lotta di liberazione nazionale contro il colonialismo tradizionale.

Sin dai primi anni ’70, la liquidazione della rivoluzione palestinese occupa il programma delle forze imperialiste e loro sicari reazionari regionali. Da allora si susseguono guerre e massacri e le masse popolari li affrontano con mezzi e capacità disponibili … benché la rivoluzione sia stata “tirata per la manica” (e succede anche oggi) fra due poli: l’uno, continuamente alla ricerca di negoziati e concessioni a qualunque costo e l’altro unito alla Resistenza con ogni mezzo e soprattutto la lotta armata. Si è proceduto a innumerevoli battaglie, alcune sono state perse, altre vinte, ma nel complesso e a dispetto delle perdite e degli errori, le masse popolari sono riuscite a consolidare certe conquiste di cui nessuno oggi può contestare la portata strategica.

Il popolo palestinese è sempre presente e la causa palestinese è più che mai viva: un percorso storico i cui contorni sono segnati dal sangue dei/delle rivoluzionari/e palestinesi e dalla dinamica perpetuata da questi Fiori e altri Leoncini della Palestina – sempre luce, fiaccole della libertà, indomabili eroi che resistono, prigionieri nelle carceri sioniste…

In questi giorni tutti ribadiscono il rifiuto dei tristemente celebri accordi di Oslo. Sarebbe forse utile segnalare che queste iniziative, prevedendo qualunque negoziato e a prezzo di concessioni ben lungi da essere trascurabili, intorno al 1974 periodo coincidente con l’apice della lotta palestinese si sono moltiplicate basandosi su un “programma intermedio”, detto “programma su 10 punti”; poi con l’accettazione delle risoluzioni 242 e 338 al trasferimento del Consiglio nazionale nel 1988; e infine con “Oslo” che non è servito né a bloccare la colonizzazione e la confisca della terra palestinese, né a impedire la giudaizzazione sempre più accelerata di Al-Quds (Gerusalemme, n.d.t.) …

Per oltre 27 anni “loro” hanno continuato a nutrire le illusioni rispetto a uno “Stato realmente sovrano” su meno del 22% della Palestina nell’ambito di un progetto di colonizzazione attiva, una colonizzazione di popolamento; le illusioni dei “due Stati” l’uno accanto all’altro come buoni vicini che hanno litigato per un pezzo di terra: le illusioni sulla capacità dell’entità sionista di vivere semplicemente in tempo di pace e a creare altri rapporti con la regione (e non solo con il popolo palestinese) che non si tradurrebbero in interessi di questo “prolungamento organico dell’imperialismo”.

Dal 1993, le masse popolari palestinesi sono state costrette a subire orribili massacri, un assedio genocida e la detenzione di bambini e famiglie intere, per non parlare della demolizione delle case e altri beni, dato che un ceto di compradores ha potuto intravvedervi fiorire i suoi interessi, immaginando la fine del tunnel!!!

Sicuramente non è una faccenda così minima uscire dalle paludi di Oslo, tanto più che gli strumenti repressivi sono essenzialmente legati ai meccanismi della controrivoluzione, al servizio dell’occupante sionista…

Il popolo palestinese e le sue avanguardie combattenti hanno accumulato lungo l’intero loro percorso di lotta esistenziale il necessario per affrontare la sfida e continuare la lotta fino alla vittoria. Le forze della Resistenza nella regione sono talmente potenti che si può dire con fiducia e senza fanfaronate: la vittoria è più che mai attuale. Naturalmente le masse popolari e le loro avanguardie combattenti detenute possono contare sulla vostra solidarietà attiva.

Che mille iniziative solidali fioriscano a favore della Palestina e della sua gloriosa Resistenza!

La solidarietà, tutta la solidarietà a chi resiste nelle prigioni sioniste, e nelle celle d’isolamento in Marocco, Turchia, Grecia, nelle Filippine e altrove nel mondo!

La solidarietà, tutta la solidarietà ai giovani proletari dei quartieri popolari!

Onore ai Martiri e alle masse popolari in lotta!

Abbasso l’imperialismo e i suoi cani da guardia sionisti e altri reazionari arabi!

Il capitalismo è solo barbarie, onore a tutti quelli e quelle che vi si oppongono nella diversità delle loro espressioni!

Compagni insieme e solo insieme vinceremo!

A tutti voi, compagni/e e amici/e, i miei più calorosi saluti rivoluzionari.

Il vostro compagno Georges Abdallah

Lannemezan, 27 giugno 2020

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

 

Guerra Popolare e controrivoluzione

da: redspark.nu.en/

Quadri del PCI maoista irrompono in un cantiere edile nel distretto di Dantewada

25 giugno 2020

Dantewada: Dopo alcuni giorni di pausa, i maoisti hanno dato fuoco ad almeno 6 veicoli per protestare contro l’esistenza di un cantiere edile stradale nel villaggio di Dhanikorta sotto le competenze del commissariato di Kukanar nel distretto di Dantewada, in Chhattisgarh, pare generando paura. (…)

fonte:

https://kalingatv.com/nation/maoists-torch-4-vehicles-in-chhattisgarhs-dantewada/

Diecimila persone partecipano alla riunione organizzata dal PCI (maoista) nello Stato del Chattisgarh

26 giugno 2020

Realizzando una dimostrazione di forza, il PCI (maoista) ha organizzato un programma nel cuore della regione del Bastar, in Chhattisgarh. Nel corso del programma su 3 giorni si è pure tenuto un incontro con la partecipazione di 10.000 persone. Si è anche svolta una discussione riguardo al successore di Rammana, il segretario speciale del Comitato speciale zonale del Dandakaranya (DKSZC) deceduto nel dicembre 2019.

Il programma è stato realizzato nei villaggi al confine dei distretti di Sukma e Bijapur, dal 18 al 20 giugno.

Fonti hanno affermato che vi erano presenti anche i principali leader maoisti, fra i quali il nuovo segretario generale del PCI (maoista), Nambala Keshav Rao, alias Basavaraju, capo del battaglione n. 1, Mandavi Hidma, Kosa, Devji e Sujata hanno partecipato alla riunione. (…)

Bela Bhatia, attivista per i diritti umani con sede a Bastar a Chhattisgarh, ha dichiarato: “Questo raduno di migliaia di persone ha sottolineato la necessità dell’istruzione pubblica, di misure specialmente riguardanti l’educazione e la salute”.

La dimensione totale della “divisione Bastar” è di 39.117 chilometri quadrati e la popolazione è pari a 15 lakh.

Sono 7 i distretti nella “divisione Bastar” e includono Kanker, Kondagaon, Jagdalpur, Dantewada, Sukma, Bijapur e Narayanpur.

Secondo le stime della polizia, circa 4.500 quadri maoisti (bracci politici e militari) abitano le giungle del Bastar. Oltre 2.000.000 di persone, tra cui donne e bambini, a Bastar sono Sangham Sadasya (membri) del PCI (maoista), in Bastar.

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fonte:

https://www.hindustantimes.com/india-news/maoists-organise-meeting-in-chhattisgarh-10-000-people-attend/story-tNVdUFoXhFYwQ6YdguPEyM.html

da: demvolkedienen.org

INDIA: Azioni dell’ultima settimana nell’ambito della guerra popolare

Di seguito, vogliamo dare una breve panoramica delle azioni che il PLGA (Esercito guerrigliero di liberazione popolare, n.d.t.) ha compiuto in India la scorsa settimana nell’ambito della guerra popolare.

Il 23 giugno, combattenti del PLGA hanno attaccato un cantiere edile nel villaggio di Dhanikorta nel distretto di Sukma, in Chhattisgarh. Sei veicoli, tra cui 3 camion, 2 escavatori cingolati e un escavatore sono stati incendiati.

Lo stesso giorno , un altro cantiere edile in Pradhana Islampur Street, nel distretto di Ghar, in Bihar, è stato attaccato e una scavatrice è stata data alle fiamme. Secondo rapporti di polizia, l’appaltatore ha rifiutato di pagare un tributo al PLGA guidato dal PCI (maoista).

Sempre il 23 giugno, un membro delle forze armate in Chhattisgarh è stato ferito dall’esplosione di un ordigno rudimentale. L’episodio è successo mentre le forze reazionarie stavano compiendo un’operazione di controllo dell’area nell’area di Orchha.

Il 20 giugno, sono stati affissi manifesti nella città di Chaibasa, nel distretto di West Singhbhum in Jharkhand, che condannano l’omicidio di 3 compagne da parte delle forze di polizia.

Secondo “’Hindustan Times”, il PCI (maoista) ha tenuto un incontro dal 18 al 20 giugno al confine dei distretti di Sukma e Bijapur. in Chhattisgarh, cui hanno partecipato 10.000 persone. Presumibilmente si fa riferimento a informazioni di investigatori nascosti e informatori della polizia. Pare che ‘incontro sia stato assicurato da 300 membri del PLGA. Al momento non possiamo dire se questi rapporti siano veri.

 

Si sostiene inoltre che 2 poliziotti e un leader locale del BJP (Partito del popolo indiano, n.d.t.) siano stati arrestati con l’accusa d’aver fornito materiale ai maoisti.

scritto da Naho

26 giugno 2020

Lotte e repressione

da:demvolkedienen.org

Germania

Azioni nell’ambito del 19 giugno in RFT

Dopo i raduni e le azioni tenutisi in diverse città della RFT lo scorso anno in occasione del 19 giugno, Giornata dell’eroismo, anche quest’anno sono state nuovamente condotte azioni in varie città del Paese, ancora più forti, potenti, ampie e riuscite dello scorso anno. È chiaro ed evidente che in RFT si apre una nuova tradizione rivoluzionaria riguardo al 19 giugno. A questo punto vogliamo dare una breve panoramica di queste azioni.

Bremen

Un raduno con un centinaio di partecipanti si è tenuto il 19 giugno, su appello della “Initiative Freedom for All Political Prisoners” (Iniziativa per la liberazione di tutti i prigionieri politici, n.d.t.), contro la provocazione di reazionari e polizia, che hanno cercato d’intimidire i manifestanti. I temi toccati nel corso dell’intervento fatto durante tale raduno hanno riguardato, oltre alla situazione delle rivoluzionarie prigioniere e dei prigionieri di guerra del Partito comunista dell’India (maoista) nelle carceri della reazione indiana e la Giornata dell’eroismo in Perù il 19 giugno 1986, anche l’uccisione di Mohamed compiuta dalla polizia il giorno prima. Durante uno sgombero forzato della sua cantina, Mohamed è stato prima attaccato dalla polizia con spray al peperoncino e poi ucciso.

Uno striscione è stato pure appeso in un quartiere popolare di Brema per commemorare la Giornata dell’eroismo e chiedere la difesa della vita del presidente Gonzalo, da quasi 28 anni detenuto dalla reazione peruviana nella base navale di Callao.

Essen

Il 20 giugno si è svolta una forte manifestazione partecipata da oltre 500 persone. La mobilitazione era diretta contro la violenza razzista della polizia, in ricordo di Adel B, ucciso un anno fa nel quartiere operaio Altendorf di Essen. La manifestazione dopo il raduno non è stata autorizzata, perché gli sbirri non hanno voluto concederla in anticipo. Tuttavia, gli sbirri sono rimasti inermi, vista la situazione politica e la manifestazione militante, e si sono fatti da parte.

Amburgo

Ad Amburgo, l’Alleanza contro l’aggressione imperialista ha richiesto una manifestazione per il 20 giugno contro la violenza della polizia e lo stato d’emergenza, che lo Stato giustifica con la cosiddetta crisi da coronavirus. Alcune decine di persone hanno partecipato al raduno, fra cui parti del movimento rivoluzionario di Amburgo. Gradualmente, più gente si è unita spontaneamente al raduno. Entusiasmati dalla faccenda, alcuni hanno voluto essere fotografati di fronte allo striscione “Proletari di tutti i Paesi e popoli del mondo unitevi!”. Sono stati fatti parecchi interventi militanti, nei quali si è detto che è dovere dei rivoluzionari combattere contro la violenza della polizia, del sistema imperialista, contro lo stato di emergenza e difendersi. Riferendosi al 19 giugno, è stata pure richiamata l’attenzione sul peggioramento della situazione imposta ai rivoluzionari prigionieri e sulla Giornata dell’eroismo.

scritto da Pakr

22 giugno 2020

USA

24 giugno 2020

Colinford Mattis, Urooj Rahman e Samantha Shader sono stati arrestati a fine maggio durante le proteste scoppiate in seguito all’assassinio di George Flyod da parte di un poliziotto. Colinford Mattis e Urooj Rahman sono accusati d’aver lanciato una molotov nel finestrino di un’auto della polizia a New York, già rotta e abbandonata nella notte del 29 maggio. Samantha Shader, che ha una lunga storia di resistenza alle forze dell’ordine, è stata arrestata separatamente la stessa notte, anche lei per aver lanciato una molotov, che non si è accesa, diretta in un’auto con la polizia dentro.

Tutti e tre sono sottoposti a custodia cautelare e rischiano l’ergastolo (un periodo minimo di 45 anni) per vari reati federali come l’uso di esplosivi per commettere un crimine o la cospirazione in incendio doloso. Tuttavia, è raro che lanci di molotov siano oggetto di procedimenti giudiziari federali: generalmente vengono giudicati da tribunali statali. Inoltre, è insolito che i 3 siano trattenuti senza cauzione, a seguito di un appello del ministero della Giustizia che vi si è opposto. L’amministrazione Trump, infatti, si è molto impegnata affinché il caso fosse trasferito dallo Stato alla corte federale, essendo le vetture colpite provenienti da fuori dello Stato. Donald Trump e i suoi alleati hanno anche sollevato il problema sulle reti sociali, utilizzandolo come portabandiera nella loro lotta contro il movimento antifascista.

28/06/2020

Sabato 27 giugno, un uomo è stato ferito mortalmente da un colpo sparato durante una manifestazione di Black Lives Matter (BLM) a Louisville, città del centro degli Stati Uniti.  Le dimostrazioni di BLM sono state particolarmente animate a Louisville in seguito alla morte di Breonna Taylor lo scorso marzo. L’infermiera 26enne era a casa con il suo partner quando 3 poliziotti senza bussare hanno sfondato la porta. Gli agenti, muniti di mandato di perquisizione, hanno agito nel quadro di un avviso di ricerca sbagliato riguardante un sospetto che non vive più nell’edificio e già detenuto. Hanno colpito la giovane donna con almeno otto proiettili. La morte di Breonna Taylor è stata seguita da numerose manifestazioni contro la violenza della polizia, che ha poi assunto dimensioni senza precedenti con la morte di George Floyd.

La polizia locale di Louisville, allertata da una telefonata, ha affermato d’aver trovato un uomo gravemente ferito da uno sparo a Jefferson Square Park, dove era in corso la protesta. Poco dopo, un’altra persona è stata colpita di fronte al parco. La polizia ha detto di non sapere se s trattasse di un singolo sparatore o di due sparatori, non fornendo dettagli sulle vittime. A inizio serata, il sindaco della città, Greg Fischer, ha chiesto ai contro-dimostranti di tenersi lontani dal parco. Il Louisville Courier Journal aveva infatti rivelato che “gruppi patriottici armati” intendevano affrontare i manifestanti.

Russia

24 giugno 2020

Lunedì 22 giugno, un tribunale militare di San Pietroburgo ha condannato altri 2 militanti anarchici, accusati nel caso “Rete”, a pene detentive. Viktor Filinkov ha avuto una pena a 7 anni e Yuly Boyarshinov una pena a 5 anni e mezzo, da scontare in una colonia penale. Il giudice ha anche ordinato la distruzione delle prove riguardanti il caso. Filinkov e Boyarshinov sono stati arrestati dal Servizio di sicurezza federale russo (FSB) nel gennaio 2018. Filinkov è stato torturato durante le indagini per estorcergli una confessione. Gli agenti FSB hanno anche minacciato di peggiorare le condizioni di detentive di Boyarshinov se non collaborasse nell’inchiesta.

I sostenitori di Filinkov e Boyarshinov si sono radunati fuori e dentro il tribunale per esprimere la loro solidarietà. Slogan come “libertà ai prigionieri politici” e “antifascismo non è terrorismo” sono stati lanciati in aula alla lettura del verdetto. Oltre 20 persone che partecipavano alla protesta sono state arrestate, tra loro 3-4 persone che hanno suonato in tamburo in tribunale, un uomo che si è incatenato a una recinzione e ha acceso un razzo, mentre Yana Sakhipova, moglie di Boyarshinov, è stata detenuta in aula.

La maggior parte degli imputati nel caso “Rete” è rappresentata da antifascisti e anarchici. Sono accusati di partecipazione a una “comunità terroristica anarchica” creata nel 2015 con l’obiettivo di innescare una “destabilizzazione del clima politico nel Paese” piazzando bombe durante le elezioni presidenziali russe del 2018 e i Mondiali di calcio. La “Rete” avrebbe cellule operative a Mosca, San Pietroburgo, Penza e in Bielorussia. All’inizio di quest’anno, 7 anarchici russi, anch’essi accusati di aver partecipato al gruppo “Rete”, sono stati condannati per reati di terrorismo a pene detentive, per un totale di 86 anni.

Bruxelles

24 giugno 2020

Giovedì 25 giugno, alle 19:30, si svolgerà una manifestazione davanti al municipio di St-Gilles, a sostegno all’interpellanza sulle violenze poliziesche commesse dalla brigata Uneus. Questa brigata di polizia “locale”, che conta 30 poliziotti, dipende dalla zona Midi (sud) e copre principalmente gare du Midi, Place Bethlehem, place Jacques Franck e parvis Saint-Gilles (piazzale, n.d.t.). La brigata deriva da un progetto pilota nel comune di Saint-Gilles, ed è nota nel quartiere per i suoi numerosi abusi: percosse, schiaffi, insulti razzisti o omofobi, controlli d’identità abusivi, arresti arbitrari, uso sproporzionato della forza su giovani già ammanettati, strangolati o soffocati … E’ la terza interpellanza su questo argomento, la cui richiesta principale è una valutazione esterna dell’azione della brigata finora sistematicamente coperta dai politici.

Belgio

25 giugno 2020

L’istruttoria sull’omicidio di Mawda è terminata. Il fascicolo sarà esaminato, venerdì 26 giugno, dalla camera del consiglio. La procura richiederà il rinvio a giudizio di 3 persone, fra le quali il poliziotto che ha sparato alla bambina. Dopo 2 anni di andamento lento, il processo sembra molto sorprendentemente accelerare. Considerato che il fascicolo è completato dal giudice istruttore e dalla procura di Mons, le diverse parti devono poter avere accesso a tutto il lavoro svolto dal giudice istruttore per verificare se i vari doveri aggiuntivi relativi all’inchiesta, richiesti per chiarire le numerose zone d’ombra di questo caso, sono stati assolti. Tuttavia, non si lascia loro tempo affatto, le convocazioni per la camera del consiglio sono state inviate venerdì 19 giugno, gli avvocati potranno consultare i documenti da martedì 23 giugno e la sala consiliare si riunirà il 26 giugno. Ricordiamo che Mawda aveva solo 2 anni quando è stata colpita alla testa da un colpo sparato dalla polizia durante un inseguimento.

Unione Europea:

27 giugno 2020

L’agenzia Europol pubblica un nuovo rapporto sul “terrorismo”

L’agenzia Europol ha pubblicato un nuovo rapporto intitolato “Lo stato del terrorismo nell’Unione europea nel 2020”. Il rapporto elenca 26 attacchi di gruppi della sinistra rivoluzionaria nel 2019. Questi attacchi sono successi in Grecia, Italia o Spagna. Il numero di arresti per sospetto di reati “terroristici” è più che triplicato (111 nel 2019 rispetto ai 34 nel 2018), rispetto agli anni precedenti. La maggior parte degli arresti è collegata a “manifestazioni violente” e scontri con le forze di sicurezza in Italia. Il rapporto sottolinea inoltre che il sostegno al Rojava rimane un argomento importante per i gruppi di sinistra e annuncia che un certo numero di militanti è sospettato d’aver aderito a organizzazioni militari del Rojava. In merito al Belgio, il rapporto annuncia che “gruppi e individui fra gli anarchici e i movimenti estremisti di sinistra hanno costituito una minaccia persistente per l’ordine pubblico, in particolare durante le violente manifestazioni dei gilet gialli”.

Il rapporto cita anche l’uso delle risorse informatiche dai movimenti della sinistra rivoluzionaria che hanno un’alta sensibilità sulla sicurezza informatica. Usano telefoni “puliti” e applicazioni crittografate per la comunicazione. I movimenti utilizzano le proprie infrastrutture come Riseup.net, Espiv, Noblogs, nonché le infrastrutture commerciali della piattaforma come Signal e Telegram. Al contrario, alcuni gruppi adottano deliberatamente metodi rudimentali. Evitano qualsiasi computer o comunicazione telefonica, nonché l’uso di auto o GPS per evitare il tracciamento dei loro movimenti.

Quanto alla Turchia, il rapporto menziona il DHKP-C (Partito Fronte rivoluzionario di liberazione popolare, n.d.t.) che continuerebbe a utilizzare l’Unione Europea come base a supporto delle sue operazioni in Turchia. Indica anche che il PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan) non ha ancora commesso attacchi terroristici sul territorio dell’Unione Europea e che “organizza raduni e manifestazioni in Europa su questioni legate ai curdi, la maggior parte pacifiche”. Il rapporto rileva che membri e sostenitori del PKK continuano a partecipare alle attività legali per raccogliere fondi di sostegno e dichiara: “Sembra che la principale fonte di reddito siano la campagna annuale di raccolta fondi e le iniziative culturali”.

Paraguay

27 giugno 2020

Alcides Oviedo e Carmen Villalba, presentati dalle autorità come i principali capi dell’Esercito popolare paraguaiano (Ejército del Pueblo Paraguayo, PPE), hanno dovuto affrontare un nuovo processo martedì 24 giugno davanti a un tribunale speciale, per un caso risalente a 16 anni fa. La corte li ha riconosciuti colpevoli di “omicidio intenzionale” di un commissario e 2 agenti della polizia nazionale. La sparatoria è avvenuta quando i guerriglieri hanno tentato di fuggire nella città di Ñemby nel 2004. Le sentenze saranno annunciate la prossima settimana. I fratelli Victor e Gregorio Morales sono stati condannati venerdì 26 giugno per “appartenenza a un’associazione terroristica”. Sono stati accusati d’aver agito come supporto logistico per il PPE. Il tribunale di Concepción ha condannato i fratelli, rispettivamente di 51 e 40 anni, a 12 anni di carcere. Abitanti del distretto di Agüerito e amici dei fratelli Morales hanno manifestato durante il processo davanti al tribunale e hanno chiesto la loro liberazione.

Libano

27 giugno 2020

Molte manifestazioni hanno avuto luogo in diverse regioni del Libano venerdì 26 giugno, al fine di denunciare l’incuria delle autorità, gli arresti arbitrari, i prezzi elevati del carburante, il continuo deteriorarsi della situazione economica, la svalutazione della sterlina libanese ed è stato richiesto il rilascio di attivisti del movimento di protesta. Sit-in e blocchi stradali sono stati effettuati in tutto il Paese. Violenti scontri sono scoppiati a Barja tra ‘esercito e manifestanti che hanno cercato di bloccare l’autostrada meridionale all’altezza di Jiyye.

Spagna

27 giugno 2020

La camera penale della Corte Suprema ha confermato pene detentive a 6 mesi cui i 13 rapper del collettivo “La Insurgencia” erano stati condannati per “apologia di terrorismo”. Avevano scritto e cantato una canzone di solidarietà ai GRAPO (Gruppo di Resistenza Antifascista Primo Ottobre, n.d.t.), rendendo omaggio al loro ruolo nella resistenza armata antifascista al regime di Franco. I rapper di La Insurgencia si uniscono a Valtonic e Pablo Hasel, nel gruppo dei rapper condannati dallo Stato spagnolo per aver scritto testi a supporto di gruppi armati indipendenti o antifascisti.

Francia

27 giugno 2020

Sabato 27 giugno doveva esserci a Montpellier, come in diverse città della Francia, una manifestazione per denunciare il piano del governo israeliano Netanyahu/Gantz inteso ad annettere oltre il 30% della Cisgiordania. Su iniziativa della campagna BDS France Montpellier e sostenuta da una dozzina di organizzazioni, questa iniziativa è stata notificata in prefettura. Tuttavia, quest’ultima ha vietato la manifestazione il giorno prima, venerdì, e i richiedenti sono stati informati a casa propria del divieto da parte della polizia. Questo divieto fa seguito a numerose pressioni, divieti e minacce della prefettura e della polizia contro la campagna BDS France Montpellier.

Bruxelles

28 giugno 2020

Una dozzina di manifestanti che si stavano dirigendo alla manifestazione contro l’annessione (svoltasi a Trône alle 15) è stata intrappolata e intimidita dalla polizia per 45 minuti, davanti al cinema Toison d’Or, dopo essere stata seguita da Saint-Gilles. I poliziotti hanno invocato ragioni come “non avete capi dei palestinesi”, “avete intenzione di distruggere tutto come Black Lives Matter“, “se le cose vanno male vi abbiamo comunque ripresi”. … I manifestanti sono riusciti ad unirsi alla manifestazione negli ultimi 20 minuti.

Tutti gli Aggiornamenti Internazionali si trovano nella sezione specifica del blog.

Europa e nel mondo: molte iniziative per il rilascio di Georges Abdallah

Nell’ambito di una nuova Settimana internazionale di mobilitazione per il rilascio di Georges Abdallah dal 15 al 22 giugno, molte iniziative di solidarietà hanno avuto luogo in Francia, precisamente a Parigi, Grenoble, Marsiglia, Bordeaux, Tolosa, Lione, Guingamp, Clermond Ferrand, Tolone, Saint-Étienne, Annecy, Tarbes, Grenay, ma anche a Charleroi (Belgio), Ginevra, Seattle, Monaco, Izmir (Turchia) e Tunisi. In particolare, Secours Rouge ha partecipato a una manifestazione a Ginevra contro il piano di annessione della Cisgiordania con uno striscione per chiedere la liberazione di Georges Abdallah e la sua sezione di Tolosa “ha ridecorato” diversi uffici parlamentari in solidarietà con il comunista libanese detenuto in Francia dal 1984. Inoltre messaggi di sostegno a Georges Abdallah sono giunti anche dalla Grecia, Libano e dalla Patagonia Argentina.

Riceviamo e pubblichiamo il volantino che indice il corteo.

SOVVERTIAMO LA NORMALITÀ
Finito il lockdown, torna la normalità.
Una normalità, che per molti aspetti non si è mai fermata, fatta di sfruttamento degli esseri umani, dei territori e delle risorse.
Questa è la normalità del sistema capitalistico, che produce cicliche crisi economiche e ha bisogno di continue ristrutturazioni per sopravvivere.
Il risultato e l’obiettivo sono però sempre gli stessi: accumulare con violenza.
La pandemia ha reso ancora più evidente che tutto può essere sacrificato tranne la produzione.
La gestione aziendale della sanità ha comportato continui tagli e privatizzazioni.
Il sistema sanitario è stato smantellato al punto da rendere difficile l’accesso alle cure.
I lavoratori e le lavoratrici sono sempre più sfruttati e sacrificati in nome del profitto, lo smart working crea individui ancor più soli e atomizzati e con sempre minore possibilità di organizzarsi, e la didattica online limita ancor più le concrete possibilità di incontro e crescita collettiva.
Le guerre non si sono mai fermate portando migliaia di persone a muoversi dai loro paesi d’origine, ulteriori finanziamenti agli armamenti ed esercitazioni militari.
Sia nelle città sia nelle campagne i lavoratori e le lavoratrici immigrate vivono in condizioni di schiavitù.
Questa normalità è però interrotta da crepe profonde.
I lavoratori hanno scioperato contro i licenziamenti e la mancanza di tutele sanitarie e scelto di bloccare le merci non indispensabili.
I prigionieri hanno con coraggio deciso di rivoltarsi esasperati dall’aggravamento delle già insostenibili condizioni di oppressione che vivono. Lo Stato ha represso le rivolte nel sangue con pestaggi e violenze, provocando la morte di quattordici persone.
Scioperi e proteste si sono estesi nelle prigioni di tutto il mondo.
Non è casuale che in un contesto acceso come quello delle rivolte, chi si è mostrato solidale è stato duramente represso; un esempio lampante è quanto accaduto con l’operazione “Ritrovo”, l’ultima di una lunga serie.
Il 13 maggio, a Bologna e Milano, sette compagni e compagne anarchici sono stati arrestati e altri cinque sottoposti a misure cautelari. L’accusa è di 270bis: associazione con finalità di terrorismo. Viene imputato loro di aver portato solidarietà ai prigionieri di carceri e CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio) e di aver lottato contro questo sistema capitalistico fatto di controllo tecnologico e sfruttamento.
Questa operazione ha lo scopo, dichiarato dalla procura stessa, di prevenire le tensioni sociali dovute alla crisi economica che accompagna quella sanitaria. Proprio in questo momento crediamo sia importante prendere parola e avere il coraggio di tornare in strada a lottare.

SOLIDALI CON LE RIVOLTE NEGLI USA
NELLA CRISI L’UNICO MODO PER POTER RESPIRARE SARÀ LOTTARE E COSPIRARE INSIEME
CORTEO
SABATO 20 GIUGNO 2020 A MILANO
ORE 16.00
CONCENTRAMENTO PIAZZALE LORETO ANGOLO VIA PADOVA

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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