Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale

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Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

Guerra popolare e controrivoluzione

da: redspark.nu.en

India

Due poliziotti DRG feriti da IED durante un raid nel campo naxalite nel distretto di Dantewada

6 luglio 2020

Dantewada, 6 luglio (PTI): Due membri della Guardia di riserva distrettuale (DRG) sono stati leggermente feriti lunedì 6 luglio, quando un ordigno rudimentale (IED) piazzato da naxaliti è esploso nel distretto di Dantewada in Chhattisgarh, ha detto la polizia.

L’episodio è avvenuto intorno alle 10:30 in una foresta sotto le competenze del commissariato di Katekalyan quando una squadra DRG stava tornando alla base, dopo aver distrutto un campo di transito maoista…

(…)fonte:

https://www.outlookindia.com/newsscroll/cgarh-2-drg-men-sustain-minor-injuries-in-naxal-ied-b

 

Lotte e repressione

USA

29 giugno 2020

Domenica 28, un corteo congiunto di LGBTQ e Black Lives Matter ha portato a scontri a Manhattan con la polizia di New York. I manifestanti si sono scontrati con la polizia in West Village dopo che quest’ultima avrebbe individuato un residente di Brooklyn di 29 anni che avrebbe scritto su un’auto della polizia con un pennarello nero. Un poliziotto è stato spruzzato con spray al peperoncino e un altro è caduto dalla moto, mentre altri poliziotti hanno respinto la folla. Un poliziotto sarebbe stato colpito al naso da un manifestante di 20 anni originario di Brooklyn che è stato poi arrestato. Almeno un altro manifestante 25enne, del New Jersey, è stato arrestato per aver ingaggiato uno scontro con un poliziotto.

1° luglio 2020

Ancora una volta, ci sono stati scontri tra polizia e manifestanti che occupano il New York City Hall Park lunedì 30 giugno. Era il giorno in cui i legislatori delle città dovevano votare un bilancio che includeva tagli ai finanziamenti della polizia. Gli scontri sono avvenuti poco prima delle 6, quando la polizia ha tentato d’inseguire la folla da Center Street, di fronte al Manhattan Municipal Building (edificio municipale di Manhattan, n.d.t.). Vocal NY, il gruppo che organizza l’occupazione del City Hall Park, sostiene un “definanziamento” di NYPD pari a un miliardo di dollari e che il denaro risparmiato venga utilizzato in abitazioni, assistenza sanitaria e istruzione. Una riduzione del finanziamento della polizia per un miliardo di dollari è infatti prevista nell’ambito del bilancio generale di austerità del sindaco, ma metà di questo taglio sarebbe ottenuto con un gioco di prestigio sul bilancio: così, i servizi di sicurezza scolastica attualmente a cura di NYDP, sarebbero posti sotto il controllo del dipartimento della Pubblica Istruzione.

Palestina / Libano

29 giugno 2020

Il 26 giugno, Ahmad Sa’adat (segretario generale del PFLP imprigionato dall’occupazione israeliana) ha rilasciato una dichiarazione a sostegno del Collectif Palestine Vaincra e sulla sua analisi del periodo attuale. Ha detto in particolare: “Vi assicuro che siamo con voi e al vostro fianco nelle trincee del campo della rivoluzione internazionale per sconfiggere il sistema globalizzato capitalista imperialista, porre fine all’oppressione e alla discriminazione di classe e nazionale basata su razza, colore della pelle, genere e religione, e costruire un nuovo ordine internazionale fondato su giustizia, uguaglianza tra i popoli e un’equa distribuzione della ricchezza – un sistema che permetta di restituire l’’umanità rubata alle persone torturate”.

Allo stesso tempo, Georges Abdallah ha pubblicato una dichiarazione in occasione della manifestazione di Parigi sabato 27 giugno, contro il piano d’annessione della Cisgiordania occupata. Il comunista libanese detenuto in Francia dal 1984 sottolinea in questa occasione che “Nel mezzo di condizioni particolarmente difficili, dalla fine degli anni’60 le masse popolari palestinesi e le loro avanguardie rivoluzionarie si battono senza sosta. L’emergere e l’affermarsi della rivoluzione palestinese contemporanea a seguito della sconfitta della borghesia araba e dei suoi vari regimi nel 1967, ha certamente suscitato l’entusiasmo delle masse popolari e delle forze vive nel mondo arabo, specialmente nel Mashreq … Tuttavia, i reazionari di ogni genere non hanno mai voluto, e non possono desiderare, convivere con questo focolare rivoluzionario in questa regione e sostenere in qualche modo una vera Resistenza all’entità sionista che, detto di sfuggita, non è semplicemente uno strumento tra molti altri al servizio dell’imperialismo per il saccheggio e il dominio della regione”.

Bruxelles

29 giugno 2020

All’inizio di giugno è stato appeso uno striscione riguardante Patxi Ruiz, un prigioniero basco in sciopero della fame (terminato il 10 giugno), con scritto: “Patxi Ruiz SOS, solidarietà internazionale”.

Qualche giorno fa, sul muro dell’ambasciata spagnola è stata tracciata una scritta in solidarietà con Pablo Hasel, rapper rivoluzionario minacciato di prigione: “Pablo Hasel Llibertat”.

Belgio

3 luglio 2020

Lunedì 29 giugno, 20 poliziotti di Liegi hanno invaso il centro sociale autogestito Entre-Murs Entre-Mondes. La polizia ha usato la “legge anti-squat” per entrare nei locali senza un mandato. Il commissario Jadoul, responsabile dell’operazione, ha ripetuto a questo proposito più volte che sarebbe tornato al centro sociale, al mattino, alla sera, domani o la settimana prossima, se lo avesse ritenuto opportuno. La polizia ha verificato l’identità di tutti e 2 persone sono state arrestate e poi rilasciate in giornata. Una manifestazione con una cinquantina di persone si è tenuta davanti al commissariato Natalis per sostenerli. Essendo uno dei due senza documenti, la polizia ha preso le impronte digitali e inviato il suo rapporto all’Ufficio Immigrazione.

6 luglio 2020

Mercoledì 1° luglio, il ministro degli Interni ha dichiarato alla commissione per gli Affari interni che la polizia e i servizi intelligence stanno attualmente controllando 9 gruppi dell’estrema sinistra e 1.315 persone che si dice siano collegate a uno o più di questi gruppi. La natura del monitoraggio è determinata individualmente a livello distrettuale a seguito della consultazione con tutti i dipartimenti. Inoltre, 10 persone sono attualmente registrate nel database comune sotto l’etichetta “propagatori d’odio ispirato dall’ideologia di ‘estrema sinistra”. Non molto tempo fa, la Sicurezza dello Stato ha sostenuto d’essersi interessata solo di una parte dell’estrema sinistra che riunirebbe “quasi più di un centinaio di militanti e simpatizzanti, principalmente a Bruxelles”.

Le attività di noti gruppi e collettivi “estremisti” di sinistra su forum Internet, reti sociali e siti Web sono attivamente sorvegliati. A tal fine, la polizia federale dispone di un’unità d’orientamento Internet in seno alla Direzione centrale del crimine grave e organizzato, incaricato tra l’altro d’individuare reati su Internet, comprese le reti sociali, in particolare messaggi “estremisti”. Ogni informazione ritenuta pertinente è comunicata alle strutture della catena di sicurezza, compreso l’Organismo di coordinamento per l’analisi delle minacce. A livello internazionale, i servizi competenti della polizia federale competenti scambiano attivamente informazioni con i loro omologhi stranieri dei servizi di polizia e di intelligence. Le informazioni possono essere comunicate direttamente tramite reti sicure. Inoltre, viene utilizzata una vasta rete di ufficiali di collegamento (LO).

Gran Bretagna

3 luglio 2020

Daniel Burke, un britannico membro di YPG nel 2017-2018 che ha combattuto Daesh durante l’offensiva Deir-ez-Zor, è stato arrestato il 7 dicembre e sottoposto a carcerazione preventiva. È stato accusato di “finanziamento del terrorismo” per aver dato soldi a molti suoi compagni tramite PayPal. Dopo 7 mesi di detenzione, il tribunale martedì 30 giugno ha deciso il “non luogo a procedere”. Dovrebbe quindi essere normalmente liberato.

Francia

3 luglio 2020

Martedì 16 giugno, una manifestazione di infermiere/i tenutasi a Parigi ha visto il verificarsi di scontri con la polizia quando quest’ultima ha sparato gas lacrimogeno sui manifestanti. Durante questa manifestazione, 16 persone sono state arrestate tra cui Farida C, un’infermiera, che aveva fatto il gesto con il dito medio ai poliziotti e lanciato tre pietre su di loro. Farida C. ha lavorato 10-14 ore al giorno durante il picco, ha visto morire 20 dei suoi pazienti e ha contratto il coronavirus. Arrestata, trascinata per i capelli e sottoposta a custodia cautelare, è stata convocata il 25 settembre in tribunale per “violenza su persone depositarie dell’autorità pubblica, disprezzo e ribellione”. Quattro poliziotti hanno presentato una denuncia contro di lei, che incorre in una multa di 45.000 euro e 3 anni di carcere. È stato creata una raccolta fondi per aiutarla a coprire le spese legali.

4 luglio 2020

Roland Veuillet, una figura dei gilet gialli di Nîmes, è stato condannato a un anno di reclusione, di cui 6 mesi detenuto. È fra l’altro accusato di: atti d’intimidazione contro persona depositaria dell’autorità pubblica, partecipazione in gruppo, ostruzione del traffico, ribellione, disprezzo a persone che detengono l’autorità, in proposito dei funzionari di polizia, tra cui 3 hanno intentato azione legale, costituendosi parte civile, per porto senza motivo legittimo di arma bianca. Assicurando da sé la propria difesa, ha ripetutamente affermato di dover affrontare un processo politico.

6 luglio 2020

Le due infermiere che hanno richiesto più mascherine in piena pandemia sono state ufficialmente licenziate da EHPAD (struttura ricettiva per anziani dipendenti, n.d.t.) dove lavoravano a Tolosa. Sono state licenziate e scortate dalla polizia fuori dal loro posto di lavoro a fine marzo.

Israele / Palestina

5 luglio 2020

L’esercito israeliano ha sviluppato un’applicazione di mappatura della realtà per localizzare i/le militanti armati in tempo reale. Quest’applicazione combina sia la realtà che l’intelligenza artificiale, ma è anche alimentata da informazioni provenienti dai servizi intelligence. È stato anche menzionato lo sviluppo della “mappatura 3D il più realistico possibile”, affinché i soldati d’occupazione che attraversano il confine per la prima volta possano conoscere l’ambiente.

L’esercito israeliano è sempre stato in prima linea nell’uso della realtà virtuale. Da 3 anni si è dotato di caschi Oculus Rift e HTC Vive per addestrare i suoi soldati. Le reclute si allenano per affrontare un nemico in tunnel simulati. La realtà virtuale consente ai soldati d’essere addestrati in ambienti difficili. È molto più di una simulazione di tunnel. In effetti, l’esercito israeliano ha scannerizzato veri e propri tunnel scoperti lungo il confine con la striscia di Gaza e il confine con il Libano per modellarli in modo molto fedele.

5 luglio 2020

Martedì 30 giugno, mentre si recava a Gerusalemme per eseguire un test di coronavirus (obbligatorio) per volare in Francia, Salah Hamouri è stato arrestato in un centro medico dalle autorità israeliane. È stato portato al centro di interrogatorio Moskobiyeh a Gerusalemme. Il motivo del suo arresto non gli è stato rivelato. È comparso la mattina di domenica 5 luglio davanti a un giudice che ha deciso di tenerlo in carcere fino al 7 luglio. I suoi avvocati hanno fatto ricorso contro la decisione. Salah Hamouri è accusato di “appartenere a un’organizzazione vietata”. È una figura del movimento di prigionieri palestinesi. È stato arrestato diverse volte ed è sottoposto a forti pressioni da parte delle autorità israeliane che hanno in particolare cercato di rapirlo lo scorso maggio.

Cile

5 luglio 2020

Un 21enne è stato ucciso durante le proteste sociali venerdì 3 luglio nella città di Padre Hurtado de Melipilla, alla periferia di Santiago. Il giovane è stato colpito al petto, è stato caricato su un taxi per essere ricoverato in un ospedale locale, ma è morto durante il tragitto. Una serie di proteste è scoppiata in molti quartieri nelle principali città del Cile giovedì 2 e venerdì 3 luglio. La sera di venerdì 3 luglio, nella periferia di Santiago sono state erette barricate incendiate in vari incroci e gli abitanti hanno partecipato a concerti con pentole. Obiettivo: denunciare il modo in cui il governo ha gestito la pandemia da coronavirus e le sue conseguenze economiche e sociali. Con oltre 9.000 morti, il Cile è uno dei paesi dell’America Latina più colpiti da Covid-19 e i suoi abitanti chiedono aiuti sociali. 1.706 persone sono state arrestate solo nella giornata di giovedì 2 luglio durante manifestazioni (1.547 per violazione della quarantena sanitaria e 159 per violazione del coprifuoco).

Spagna

6 luglio 2020

Sabato 4 luglio, il gruppo di solidarietà a Pablo Hasél ha organizzato manifestazioni di sostegno e solidarietà in diverse città della Catalogna e della Spagna. Chiede un’amnistia per il rapper comunista, condannato a tre pene detentive in soli 10 giorni. Le manifestazioni si sono svolte alle ore 19 a Barcellona, Valencia, Lleida, Tarragona, Sabadell, Banyoles e Molins de Rei. Raduni di solidarietà sono stati organizzati anche in diverse città della Spagna, come Madrid, Siviglia, Malaga, Cáceres e Saragozza.

Irlanda

6 luglio 2020

Sabato 4 luglio, si è tenuta una manifestazione di fronte all’ambasciata della Lituania a Dublino per protestare contro la prevista estradizione di Liam Campbell in Lituania. Questi è un ex-membro del consiglio di Real IRA. È stato imprigionato 8 anni per appartenenza a quest’organizzazione. Nel maggio 2009, è stato arrestato in seguito all’emissione di un mandato d’arresto europeo su richiesta delle autorità lituane, dove era ricercato nel contesto di un’indagine sul traffico d’armi. Precisiamo che non ha mai messo piede in questo Paese.

Campbell è rimasto in carcere per 4 anni ed è stato rilasciato nel 2013 in seguito alla decisione della « Corte dei registratori di Belfast» di rifiutare l’estradizione. Un terzo mandato d’estradizione è stato emesso dallo Stato lituano anche nell’agosto 2013 e messo da parte per 3 anni prima di essere inviato a Dublino. Nel dicembre 2016, Liam Campbell è stato arrestato per la terza volta. L’estradizione dovrebbe avvenire su ordine dell’Alta corte di Dublino lunedì 13 luglio 2020.

Tutti gli Aggiornamenti Internazionali si trovano nella sezione specifica del blog

Care/i amiche/i e Care/i compagne/i,

Nel mezzo di condizioni particolarmente difficili, le masse popolari palestinesi e le loro avanguardie rivoluzionarie si battono senza sosta dalla fine degli anni ’60. L’emergenza e l’affermazione della rivoluzione palestinese contemporanea, in seguito alla sconfitta della borghesia araba e dei suoi vari regimi nel 1967, hanno certamente suscitato l’entusiasmo delle masse popolari e delle forze vive nel mondo arabo, soprattutto in Mashrek (Paesi a est del Cairo e a nord della penisola arabica, n.d.t.)… Tuttavia, i reazionari di ogni sorta non hanno mai voluto, e non possono volerlo, coabitare con questo focolaio rivoluzionario in tale regione e garantire in qualche modo una vera Resistenza all’entità sionista che, sia detto di sfuggita, non è semplicemente uno strumento fra tanti al servizio dell’imperialismo per il saccheggio e il dominio nella regione. È effettivamente uno sviluppo organico dell’imperialismo occidentale. Ecco perché la lotta del popolo palestinese assume nella regione un compito ben più complicato di qualsiasi altra lotta di liberazione nazionale contro il colonialismo tradizionale.

Sin dai primi anni ’70, la liquidazione della rivoluzione palestinese occupa il programma delle forze imperialiste e loro sicari reazionari regionali. Da allora si susseguono guerre e massacri e le masse popolari li affrontano con mezzi e capacità disponibili … benché la rivoluzione sia stata “tirata per la manica” (e succede anche oggi) fra due poli: l’uno, continuamente alla ricerca di negoziati e concessioni a qualunque costo e l’altro unito alla Resistenza con ogni mezzo e soprattutto la lotta armata. Si è proceduto a innumerevoli battaglie, alcune sono state perse, altre vinte, ma nel complesso e a dispetto delle perdite e degli errori, le masse popolari sono riuscite a consolidare certe conquiste di cui nessuno oggi può contestare la portata strategica.

Il popolo palestinese è sempre presente e la causa palestinese è più che mai viva: un percorso storico i cui contorni sono segnati dal sangue dei/delle rivoluzionari/e palestinesi e dalla dinamica perpetuata da questi Fiori e altri Leoncini della Palestina – sempre luce, fiaccole della libertà, indomabili eroi che resistono, prigionieri nelle carceri sioniste…

In questi giorni tutti ribadiscono il rifiuto dei tristemente celebri accordi di Oslo. Sarebbe forse utile segnalare che queste iniziative, prevedendo qualunque negoziato e a prezzo di concessioni ben lungi da essere trascurabili, intorno al 1974 periodo coincidente con l’apice della lotta palestinese si sono moltiplicate basandosi su un “programma intermedio”, detto “programma su 10 punti”; poi con l’accettazione delle risoluzioni 242 e 338 al trasferimento del Consiglio nazionale nel 1988; e infine con “Oslo” che non è servito né a bloccare la colonizzazione e la confisca della terra palestinese, né a impedire la giudaizzazione sempre più accelerata di Al-Quds (Gerusalemme, n.d.t.) …

Per oltre 27 anni “loro” hanno continuato a nutrire le illusioni rispetto a uno “Stato realmente sovrano” su meno del 22% della Palestina nell’ambito di un progetto di colonizzazione attiva, una colonizzazione di popolamento; le illusioni dei “due Stati” l’uno accanto all’altro come buoni vicini che hanno litigato per un pezzo di terra: le illusioni sulla capacità dell’entità sionista di vivere semplicemente in tempo di pace e a creare altri rapporti con la regione (e non solo con il popolo palestinese) che non si tradurrebbero in interessi di questo “prolungamento organico dell’imperialismo”.

Dal 1993, le masse popolari palestinesi sono state costrette a subire orribili massacri, un assedio genocida e la detenzione di bambini e famiglie intere, per non parlare della demolizione delle case e altri beni, dato che un ceto di compradores ha potuto intravvedervi fiorire i suoi interessi, immaginando la fine del tunnel!!!

Sicuramente non è una faccenda così minima uscire dalle paludi di Oslo, tanto più che gli strumenti repressivi sono essenzialmente legati ai meccanismi della controrivoluzione, al servizio dell’occupante sionista…

Il popolo palestinese e le sue avanguardie combattenti hanno accumulato lungo l’intero loro percorso di lotta esistenziale il necessario per affrontare la sfida e continuare la lotta fino alla vittoria. Le forze della Resistenza nella regione sono talmente potenti che si può dire con fiducia e senza fanfaronate: la vittoria è più che mai attuale. Naturalmente le masse popolari e le loro avanguardie combattenti detenute possono contare sulla vostra solidarietà attiva.

Che mille iniziative solidali fioriscano a favore della Palestina e della sua gloriosa Resistenza!

La solidarietà, tutta la solidarietà a chi resiste nelle prigioni sioniste, e nelle celle d’isolamento in Marocco, Turchia, Grecia, nelle Filippine e altrove nel mondo!

La solidarietà, tutta la solidarietà ai giovani proletari dei quartieri popolari!

Onore ai Martiri e alle masse popolari in lotta!

Abbasso l’imperialismo e i suoi cani da guardia sionisti e altri reazionari arabi!

Il capitalismo è solo barbarie, onore a tutti quelli e quelle che vi si oppongono nella diversità delle loro espressioni!

Compagni insieme e solo insieme vinceremo!

A tutti voi, compagni/e e amici/e, i miei più calorosi saluti rivoluzionari.

Il vostro compagno Georges Abdallah

Lannemezan, 27 giugno 2020

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

 

Guerra Popolare e controrivoluzione

da: redspark.nu.en/

Quadri del PCI maoista irrompono in un cantiere edile nel distretto di Dantewada

25 giugno 2020

Dantewada: Dopo alcuni giorni di pausa, i maoisti hanno dato fuoco ad almeno 6 veicoli per protestare contro l’esistenza di un cantiere edile stradale nel villaggio di Dhanikorta sotto le competenze del commissariato di Kukanar nel distretto di Dantewada, in Chhattisgarh, pare generando paura. (…)

fonte:

https://kalingatv.com/nation/maoists-torch-4-vehicles-in-chhattisgarhs-dantewada/

Diecimila persone partecipano alla riunione organizzata dal PCI (maoista) nello Stato del Chattisgarh

26 giugno 2020

Realizzando una dimostrazione di forza, il PCI (maoista) ha organizzato un programma nel cuore della regione del Bastar, in Chhattisgarh. Nel corso del programma su 3 giorni si è pure tenuto un incontro con la partecipazione di 10.000 persone. Si è anche svolta una discussione riguardo al successore di Rammana, il segretario speciale del Comitato speciale zonale del Dandakaranya (DKSZC) deceduto nel dicembre 2019.

Il programma è stato realizzato nei villaggi al confine dei distretti di Sukma e Bijapur, dal 18 al 20 giugno.

Fonti hanno affermato che vi erano presenti anche i principali leader maoisti, fra i quali il nuovo segretario generale del PCI (maoista), Nambala Keshav Rao, alias Basavaraju, capo del battaglione n. 1, Mandavi Hidma, Kosa, Devji e Sujata hanno partecipato alla riunione. (…)

Bela Bhatia, attivista per i diritti umani con sede a Bastar a Chhattisgarh, ha dichiarato: “Questo raduno di migliaia di persone ha sottolineato la necessità dell’istruzione pubblica, di misure specialmente riguardanti l’educazione e la salute”.

La dimensione totale della “divisione Bastar” è di 39.117 chilometri quadrati e la popolazione è pari a 15 lakh.

Sono 7 i distretti nella “divisione Bastar” e includono Kanker, Kondagaon, Jagdalpur, Dantewada, Sukma, Bijapur e Narayanpur.

Secondo le stime della polizia, circa 4.500 quadri maoisti (bracci politici e militari) abitano le giungle del Bastar. Oltre 2.000.000 di persone, tra cui donne e bambini, a Bastar sono Sangham Sadasya (membri) del PCI (maoista), in Bastar.

.

fonte:

https://www.hindustantimes.com/india-news/maoists-organise-meeting-in-chhattisgarh-10-000-people-attend/story-tNVdUFoXhFYwQ6YdguPEyM.html

da: demvolkedienen.org

INDIA: Azioni dell’ultima settimana nell’ambito della guerra popolare

Di seguito, vogliamo dare una breve panoramica delle azioni che il PLGA (Esercito guerrigliero di liberazione popolare, n.d.t.) ha compiuto in India la scorsa settimana nell’ambito della guerra popolare.

Il 23 giugno, combattenti del PLGA hanno attaccato un cantiere edile nel villaggio di Dhanikorta nel distretto di Sukma, in Chhattisgarh. Sei veicoli, tra cui 3 camion, 2 escavatori cingolati e un escavatore sono stati incendiati.

Lo stesso giorno , un altro cantiere edile in Pradhana Islampur Street, nel distretto di Ghar, in Bihar, è stato attaccato e una scavatrice è stata data alle fiamme. Secondo rapporti di polizia, l’appaltatore ha rifiutato di pagare un tributo al PLGA guidato dal PCI (maoista).

Sempre il 23 giugno, un membro delle forze armate in Chhattisgarh è stato ferito dall’esplosione di un ordigno rudimentale. L’episodio è successo mentre le forze reazionarie stavano compiendo un’operazione di controllo dell’area nell’area di Orchha.

Il 20 giugno, sono stati affissi manifesti nella città di Chaibasa, nel distretto di West Singhbhum in Jharkhand, che condannano l’omicidio di 3 compagne da parte delle forze di polizia.

Secondo “’Hindustan Times”, il PCI (maoista) ha tenuto un incontro dal 18 al 20 giugno al confine dei distretti di Sukma e Bijapur. in Chhattisgarh, cui hanno partecipato 10.000 persone. Presumibilmente si fa riferimento a informazioni di investigatori nascosti e informatori della polizia. Pare che ‘incontro sia stato assicurato da 300 membri del PLGA. Al momento non possiamo dire se questi rapporti siano veri.

 

Si sostiene inoltre che 2 poliziotti e un leader locale del BJP (Partito del popolo indiano, n.d.t.) siano stati arrestati con l’accusa d’aver fornito materiale ai maoisti.

scritto da Naho

26 giugno 2020

Lotte e repressione

da:demvolkedienen.org

Germania

Azioni nell’ambito del 19 giugno in RFT

Dopo i raduni e le azioni tenutisi in diverse città della RFT lo scorso anno in occasione del 19 giugno, Giornata dell’eroismo, anche quest’anno sono state nuovamente condotte azioni in varie città del Paese, ancora più forti, potenti, ampie e riuscite dello scorso anno. È chiaro ed evidente che in RFT si apre una nuova tradizione rivoluzionaria riguardo al 19 giugno. A questo punto vogliamo dare una breve panoramica di queste azioni.

Bremen

Un raduno con un centinaio di partecipanti si è tenuto il 19 giugno, su appello della “Initiative Freedom for All Political Prisoners” (Iniziativa per la liberazione di tutti i prigionieri politici, n.d.t.), contro la provocazione di reazionari e polizia, che hanno cercato d’intimidire i manifestanti. I temi toccati nel corso dell’intervento fatto durante tale raduno hanno riguardato, oltre alla situazione delle rivoluzionarie prigioniere e dei prigionieri di guerra del Partito comunista dell’India (maoista) nelle carceri della reazione indiana e la Giornata dell’eroismo in Perù il 19 giugno 1986, anche l’uccisione di Mohamed compiuta dalla polizia il giorno prima. Durante uno sgombero forzato della sua cantina, Mohamed è stato prima attaccato dalla polizia con spray al peperoncino e poi ucciso.

Uno striscione è stato pure appeso in un quartiere popolare di Brema per commemorare la Giornata dell’eroismo e chiedere la difesa della vita del presidente Gonzalo, da quasi 28 anni detenuto dalla reazione peruviana nella base navale di Callao.

Essen

Il 20 giugno si è svolta una forte manifestazione partecipata da oltre 500 persone. La mobilitazione era diretta contro la violenza razzista della polizia, in ricordo di Adel B, ucciso un anno fa nel quartiere operaio Altendorf di Essen. La manifestazione dopo il raduno non è stata autorizzata, perché gli sbirri non hanno voluto concederla in anticipo. Tuttavia, gli sbirri sono rimasti inermi, vista la situazione politica e la manifestazione militante, e si sono fatti da parte.

Amburgo

Ad Amburgo, l’Alleanza contro l’aggressione imperialista ha richiesto una manifestazione per il 20 giugno contro la violenza della polizia e lo stato d’emergenza, che lo Stato giustifica con la cosiddetta crisi da coronavirus. Alcune decine di persone hanno partecipato al raduno, fra cui parti del movimento rivoluzionario di Amburgo. Gradualmente, più gente si è unita spontaneamente al raduno. Entusiasmati dalla faccenda, alcuni hanno voluto essere fotografati di fronte allo striscione “Proletari di tutti i Paesi e popoli del mondo unitevi!”. Sono stati fatti parecchi interventi militanti, nei quali si è detto che è dovere dei rivoluzionari combattere contro la violenza della polizia, del sistema imperialista, contro lo stato di emergenza e difendersi. Riferendosi al 19 giugno, è stata pure richiamata l’attenzione sul peggioramento della situazione imposta ai rivoluzionari prigionieri e sulla Giornata dell’eroismo.

scritto da Pakr

22 giugno 2020

USA

24 giugno 2020

Colinford Mattis, Urooj Rahman e Samantha Shader sono stati arrestati a fine maggio durante le proteste scoppiate in seguito all’assassinio di George Flyod da parte di un poliziotto. Colinford Mattis e Urooj Rahman sono accusati d’aver lanciato una molotov nel finestrino di un’auto della polizia a New York, già rotta e abbandonata nella notte del 29 maggio. Samantha Shader, che ha una lunga storia di resistenza alle forze dell’ordine, è stata arrestata separatamente la stessa notte, anche lei per aver lanciato una molotov, che non si è accesa, diretta in un’auto con la polizia dentro.

Tutti e tre sono sottoposti a custodia cautelare e rischiano l’ergastolo (un periodo minimo di 45 anni) per vari reati federali come l’uso di esplosivi per commettere un crimine o la cospirazione in incendio doloso. Tuttavia, è raro che lanci di molotov siano oggetto di procedimenti giudiziari federali: generalmente vengono giudicati da tribunali statali. Inoltre, è insolito che i 3 siano trattenuti senza cauzione, a seguito di un appello del ministero della Giustizia che vi si è opposto. L’amministrazione Trump, infatti, si è molto impegnata affinché il caso fosse trasferito dallo Stato alla corte federale, essendo le vetture colpite provenienti da fuori dello Stato. Donald Trump e i suoi alleati hanno anche sollevato il problema sulle reti sociali, utilizzandolo come portabandiera nella loro lotta contro il movimento antifascista.

28/06/2020

Sabato 27 giugno, un uomo è stato ferito mortalmente da un colpo sparato durante una manifestazione di Black Lives Matter (BLM) a Louisville, città del centro degli Stati Uniti.  Le dimostrazioni di BLM sono state particolarmente animate a Louisville in seguito alla morte di Breonna Taylor lo scorso marzo. L’infermiera 26enne era a casa con il suo partner quando 3 poliziotti senza bussare hanno sfondato la porta. Gli agenti, muniti di mandato di perquisizione, hanno agito nel quadro di un avviso di ricerca sbagliato riguardante un sospetto che non vive più nell’edificio e già detenuto. Hanno colpito la giovane donna con almeno otto proiettili. La morte di Breonna Taylor è stata seguita da numerose manifestazioni contro la violenza della polizia, che ha poi assunto dimensioni senza precedenti con la morte di George Floyd.

La polizia locale di Louisville, allertata da una telefonata, ha affermato d’aver trovato un uomo gravemente ferito da uno sparo a Jefferson Square Park, dove era in corso la protesta. Poco dopo, un’altra persona è stata colpita di fronte al parco. La polizia ha detto di non sapere se s trattasse di un singolo sparatore o di due sparatori, non fornendo dettagli sulle vittime. A inizio serata, il sindaco della città, Greg Fischer, ha chiesto ai contro-dimostranti di tenersi lontani dal parco. Il Louisville Courier Journal aveva infatti rivelato che “gruppi patriottici armati” intendevano affrontare i manifestanti.

Russia

24 giugno 2020

Lunedì 22 giugno, un tribunale militare di San Pietroburgo ha condannato altri 2 militanti anarchici, accusati nel caso “Rete”, a pene detentive. Viktor Filinkov ha avuto una pena a 7 anni e Yuly Boyarshinov una pena a 5 anni e mezzo, da scontare in una colonia penale. Il giudice ha anche ordinato la distruzione delle prove riguardanti il caso. Filinkov e Boyarshinov sono stati arrestati dal Servizio di sicurezza federale russo (FSB) nel gennaio 2018. Filinkov è stato torturato durante le indagini per estorcergli una confessione. Gli agenti FSB hanno anche minacciato di peggiorare le condizioni di detentive di Boyarshinov se non collaborasse nell’inchiesta.

I sostenitori di Filinkov e Boyarshinov si sono radunati fuori e dentro il tribunale per esprimere la loro solidarietà. Slogan come “libertà ai prigionieri politici” e “antifascismo non è terrorismo” sono stati lanciati in aula alla lettura del verdetto. Oltre 20 persone che partecipavano alla protesta sono state arrestate, tra loro 3-4 persone che hanno suonato in tamburo in tribunale, un uomo che si è incatenato a una recinzione e ha acceso un razzo, mentre Yana Sakhipova, moglie di Boyarshinov, è stata detenuta in aula.

La maggior parte degli imputati nel caso “Rete” è rappresentata da antifascisti e anarchici. Sono accusati di partecipazione a una “comunità terroristica anarchica” creata nel 2015 con l’obiettivo di innescare una “destabilizzazione del clima politico nel Paese” piazzando bombe durante le elezioni presidenziali russe del 2018 e i Mondiali di calcio. La “Rete” avrebbe cellule operative a Mosca, San Pietroburgo, Penza e in Bielorussia. All’inizio di quest’anno, 7 anarchici russi, anch’essi accusati di aver partecipato al gruppo “Rete”, sono stati condannati per reati di terrorismo a pene detentive, per un totale di 86 anni.

Bruxelles

24 giugno 2020

Giovedì 25 giugno, alle 19:30, si svolgerà una manifestazione davanti al municipio di St-Gilles, a sostegno all’interpellanza sulle violenze poliziesche commesse dalla brigata Uneus. Questa brigata di polizia “locale”, che conta 30 poliziotti, dipende dalla zona Midi (sud) e copre principalmente gare du Midi, Place Bethlehem, place Jacques Franck e parvis Saint-Gilles (piazzale, n.d.t.). La brigata deriva da un progetto pilota nel comune di Saint-Gilles, ed è nota nel quartiere per i suoi numerosi abusi: percosse, schiaffi, insulti razzisti o omofobi, controlli d’identità abusivi, arresti arbitrari, uso sproporzionato della forza su giovani già ammanettati, strangolati o soffocati … E’ la terza interpellanza su questo argomento, la cui richiesta principale è una valutazione esterna dell’azione della brigata finora sistematicamente coperta dai politici.

Belgio

25 giugno 2020

L’istruttoria sull’omicidio di Mawda è terminata. Il fascicolo sarà esaminato, venerdì 26 giugno, dalla camera del consiglio. La procura richiederà il rinvio a giudizio di 3 persone, fra le quali il poliziotto che ha sparato alla bambina. Dopo 2 anni di andamento lento, il processo sembra molto sorprendentemente accelerare. Considerato che il fascicolo è completato dal giudice istruttore e dalla procura di Mons, le diverse parti devono poter avere accesso a tutto il lavoro svolto dal giudice istruttore per verificare se i vari doveri aggiuntivi relativi all’inchiesta, richiesti per chiarire le numerose zone d’ombra di questo caso, sono stati assolti. Tuttavia, non si lascia loro tempo affatto, le convocazioni per la camera del consiglio sono state inviate venerdì 19 giugno, gli avvocati potranno consultare i documenti da martedì 23 giugno e la sala consiliare si riunirà il 26 giugno. Ricordiamo che Mawda aveva solo 2 anni quando è stata colpita alla testa da un colpo sparato dalla polizia durante un inseguimento.

Unione Europea:

27 giugno 2020

L’agenzia Europol pubblica un nuovo rapporto sul “terrorismo”

L’agenzia Europol ha pubblicato un nuovo rapporto intitolato “Lo stato del terrorismo nell’Unione europea nel 2020”. Il rapporto elenca 26 attacchi di gruppi della sinistra rivoluzionaria nel 2019. Questi attacchi sono successi in Grecia, Italia o Spagna. Il numero di arresti per sospetto di reati “terroristici” è più che triplicato (111 nel 2019 rispetto ai 34 nel 2018), rispetto agli anni precedenti. La maggior parte degli arresti è collegata a “manifestazioni violente” e scontri con le forze di sicurezza in Italia. Il rapporto sottolinea inoltre che il sostegno al Rojava rimane un argomento importante per i gruppi di sinistra e annuncia che un certo numero di militanti è sospettato d’aver aderito a organizzazioni militari del Rojava. In merito al Belgio, il rapporto annuncia che “gruppi e individui fra gli anarchici e i movimenti estremisti di sinistra hanno costituito una minaccia persistente per l’ordine pubblico, in particolare durante le violente manifestazioni dei gilet gialli”.

Il rapporto cita anche l’uso delle risorse informatiche dai movimenti della sinistra rivoluzionaria che hanno un’alta sensibilità sulla sicurezza informatica. Usano telefoni “puliti” e applicazioni crittografate per la comunicazione. I movimenti utilizzano le proprie infrastrutture come Riseup.net, Espiv, Noblogs, nonché le infrastrutture commerciali della piattaforma come Signal e Telegram. Al contrario, alcuni gruppi adottano deliberatamente metodi rudimentali. Evitano qualsiasi computer o comunicazione telefonica, nonché l’uso di auto o GPS per evitare il tracciamento dei loro movimenti.

Quanto alla Turchia, il rapporto menziona il DHKP-C (Partito Fronte rivoluzionario di liberazione popolare, n.d.t.) che continuerebbe a utilizzare l’Unione Europea come base a supporto delle sue operazioni in Turchia. Indica anche che il PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan) non ha ancora commesso attacchi terroristici sul territorio dell’Unione Europea e che “organizza raduni e manifestazioni in Europa su questioni legate ai curdi, la maggior parte pacifiche”. Il rapporto rileva che membri e sostenitori del PKK continuano a partecipare alle attività legali per raccogliere fondi di sostegno e dichiara: “Sembra che la principale fonte di reddito siano la campagna annuale di raccolta fondi e le iniziative culturali”.

Paraguay

27 giugno 2020

Alcides Oviedo e Carmen Villalba, presentati dalle autorità come i principali capi dell’Esercito popolare paraguaiano (Ejército del Pueblo Paraguayo, PPE), hanno dovuto affrontare un nuovo processo martedì 24 giugno davanti a un tribunale speciale, per un caso risalente a 16 anni fa. La corte li ha riconosciuti colpevoli di “omicidio intenzionale” di un commissario e 2 agenti della polizia nazionale. La sparatoria è avvenuta quando i guerriglieri hanno tentato di fuggire nella città di Ñemby nel 2004. Le sentenze saranno annunciate la prossima settimana. I fratelli Victor e Gregorio Morales sono stati condannati venerdì 26 giugno per “appartenenza a un’associazione terroristica”. Sono stati accusati d’aver agito come supporto logistico per il PPE. Il tribunale di Concepción ha condannato i fratelli, rispettivamente di 51 e 40 anni, a 12 anni di carcere. Abitanti del distretto di Agüerito e amici dei fratelli Morales hanno manifestato durante il processo davanti al tribunale e hanno chiesto la loro liberazione.

Libano

27 giugno 2020

Molte manifestazioni hanno avuto luogo in diverse regioni del Libano venerdì 26 giugno, al fine di denunciare l’incuria delle autorità, gli arresti arbitrari, i prezzi elevati del carburante, il continuo deteriorarsi della situazione economica, la svalutazione della sterlina libanese ed è stato richiesto il rilascio di attivisti del movimento di protesta. Sit-in e blocchi stradali sono stati effettuati in tutto il Paese. Violenti scontri sono scoppiati a Barja tra ‘esercito e manifestanti che hanno cercato di bloccare l’autostrada meridionale all’altezza di Jiyye.

Spagna

27 giugno 2020

La camera penale della Corte Suprema ha confermato pene detentive a 6 mesi cui i 13 rapper del collettivo “La Insurgencia” erano stati condannati per “apologia di terrorismo”. Avevano scritto e cantato una canzone di solidarietà ai GRAPO (Gruppo di Resistenza Antifascista Primo Ottobre, n.d.t.), rendendo omaggio al loro ruolo nella resistenza armata antifascista al regime di Franco. I rapper di La Insurgencia si uniscono a Valtonic e Pablo Hasel, nel gruppo dei rapper condannati dallo Stato spagnolo per aver scritto testi a supporto di gruppi armati indipendenti o antifascisti.

Francia

27 giugno 2020

Sabato 27 giugno doveva esserci a Montpellier, come in diverse città della Francia, una manifestazione per denunciare il piano del governo israeliano Netanyahu/Gantz inteso ad annettere oltre il 30% della Cisgiordania. Su iniziativa della campagna BDS France Montpellier e sostenuta da una dozzina di organizzazioni, questa iniziativa è stata notificata in prefettura. Tuttavia, quest’ultima ha vietato la manifestazione il giorno prima, venerdì, e i richiedenti sono stati informati a casa propria del divieto da parte della polizia. Questo divieto fa seguito a numerose pressioni, divieti e minacce della prefettura e della polizia contro la campagna BDS France Montpellier.

Bruxelles

28 giugno 2020

Una dozzina di manifestanti che si stavano dirigendo alla manifestazione contro l’annessione (svoltasi a Trône alle 15) è stata intrappolata e intimidita dalla polizia per 45 minuti, davanti al cinema Toison d’Or, dopo essere stata seguita da Saint-Gilles. I poliziotti hanno invocato ragioni come “non avete capi dei palestinesi”, “avete intenzione di distruggere tutto come Black Lives Matter“, “se le cose vanno male vi abbiamo comunque ripresi”. … I manifestanti sono riusciti ad unirsi alla manifestazione negli ultimi 20 minuti.

Tutti gli Aggiornamenti Internazionali si trovano nella sezione specifica del blog.

Europa e nel mondo: molte iniziative per il rilascio di Georges Abdallah

Nell’ambito di una nuova Settimana internazionale di mobilitazione per il rilascio di Georges Abdallah dal 15 al 22 giugno, molte iniziative di solidarietà hanno avuto luogo in Francia, precisamente a Parigi, Grenoble, Marsiglia, Bordeaux, Tolosa, Lione, Guingamp, Clermond Ferrand, Tolone, Saint-Étienne, Annecy, Tarbes, Grenay, ma anche a Charleroi (Belgio), Ginevra, Seattle, Monaco, Izmir (Turchia) e Tunisi. In particolare, Secours Rouge ha partecipato a una manifestazione a Ginevra contro il piano di annessione della Cisgiordania con uno striscione per chiedere la liberazione di Georges Abdallah e la sua sezione di Tolosa “ha ridecorato” diversi uffici parlamentari in solidarietà con il comunista libanese detenuto in Francia dal 1984. Inoltre messaggi di sostegno a Georges Abdallah sono giunti anche dalla Grecia, Libano e dalla Patagonia Argentina.

Riceviamo e pubblichiamo il volantino che indice il corteo.

SOVVERTIAMO LA NORMALITÀ
Finito il lockdown, torna la normalità.
Una normalità, che per molti aspetti non si è mai fermata, fatta di sfruttamento degli esseri umani, dei territori e delle risorse.
Questa è la normalità del sistema capitalistico, che produce cicliche crisi economiche e ha bisogno di continue ristrutturazioni per sopravvivere.
Il risultato e l’obiettivo sono però sempre gli stessi: accumulare con violenza.
La pandemia ha reso ancora più evidente che tutto può essere sacrificato tranne la produzione.
La gestione aziendale della sanità ha comportato continui tagli e privatizzazioni.
Il sistema sanitario è stato smantellato al punto da rendere difficile l’accesso alle cure.
I lavoratori e le lavoratrici sono sempre più sfruttati e sacrificati in nome del profitto, lo smart working crea individui ancor più soli e atomizzati e con sempre minore possibilità di organizzarsi, e la didattica online limita ancor più le concrete possibilità di incontro e crescita collettiva.
Le guerre non si sono mai fermate portando migliaia di persone a muoversi dai loro paesi d’origine, ulteriori finanziamenti agli armamenti ed esercitazioni militari.
Sia nelle città sia nelle campagne i lavoratori e le lavoratrici immigrate vivono in condizioni di schiavitù.
Questa normalità è però interrotta da crepe profonde.
I lavoratori hanno scioperato contro i licenziamenti e la mancanza di tutele sanitarie e scelto di bloccare le merci non indispensabili.
I prigionieri hanno con coraggio deciso di rivoltarsi esasperati dall’aggravamento delle già insostenibili condizioni di oppressione che vivono. Lo Stato ha represso le rivolte nel sangue con pestaggi e violenze, provocando la morte di quattordici persone.
Scioperi e proteste si sono estesi nelle prigioni di tutto il mondo.
Non è casuale che in un contesto acceso come quello delle rivolte, chi si è mostrato solidale è stato duramente represso; un esempio lampante è quanto accaduto con l’operazione “Ritrovo”, l’ultima di una lunga serie.
Il 13 maggio, a Bologna e Milano, sette compagni e compagne anarchici sono stati arrestati e altri cinque sottoposti a misure cautelari. L’accusa è di 270bis: associazione con finalità di terrorismo. Viene imputato loro di aver portato solidarietà ai prigionieri di carceri e CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio) e di aver lottato contro questo sistema capitalistico fatto di controllo tecnologico e sfruttamento.
Questa operazione ha lo scopo, dichiarato dalla procura stessa, di prevenire le tensioni sociali dovute alla crisi economica che accompagna quella sanitaria. Proprio in questo momento crediamo sia importante prendere parola e avere il coraggio di tornare in strada a lottare.

SOLIDALI CON LE RIVOLTE NEGLI USA
NELLA CRISI L’UNICO MODO PER POTER RESPIRARE SARÀ LOTTARE E COSPIRARE INSIEME
CORTEO
SABATO 20 GIUGNO 2020 A MILANO
ORE 16.00
CONCENTRAMENTO PIAZZALE LORETO ANGOLO VIA PADOVA

 

Carcere di Piacenza, 15 maggio 2020

Grazie a tutti voi!
Grazie per il kit di buste e bolli!
Io (Nicole) ed Elena siamo in AS3. Siamo arrivate alle 11.30 circa del 13 Maggio, dopo un primo passaggio in una tenda posta esternamente per misurare la temperatura corporea alle nuove detenute, siamo state messe in isolamento sanitario per 15 giorni (celle singole ma adiacenti). Non possiamo accedere alla palestra e alla biblioteca, dopo che c’eravamo state per 2 giorni, causa emergenza Covid e nostro isolamento. Dopo tale misura non saremo più potenziali veicoli di infezione… dopo una nostra incazzatura ci hanno dato 4 libri e ci stanno preparando il regolamento interno (è dall’ingresso che lo chiediamo)… vedremo.
Abbiamo 2 ore d’aria al dì, da fare separatamente dalle altre sempre per emergenza Covid e quindi le facciamo assieme (con mascherina) alle 12-13 e 15-16.
Come saprete qui c’è anche Natascia che al momento riusciamo a vedere solo di striscio quando attraversiamo il corridoio, ma i suoi sorrisi sono stati e sono fondamentali. Speriamo di poterla abbracciare presto. Oggi abbiamo avuto l’interrogatorio e ci siamo avvalsi della facoltà di non rispondere. Eravamo in videoconferenza insieme a tutti gli altri.
Lunedì vedremo gli avvocati. Di ieri la notizia che dal 19 c.m. al 30/06 riprenderanno i colloqui visivi e saranno mantenuti i colloqui via Skype. Questa operazione (che ci pare aver capito chiamata “RITROVO”?) ha quali capi di imputazione l’ormai noto 270 bis e 270 bis1 (aggravante) per 11 su 12, istigazione a delinquere tramite articoli, volantini e manifesti con l’aggravante dell’uso di strumenti informatici – Tribolo.noblogs.org e la piattaforma roundrobin.info -; danneggiamento di un Bancomat BPER nel corso di una manifestazione non autorizzata il 13/02/2019; imbrattamento e deturpamento con vernice spray su edifici a Modena e Bologna con scritte comparse dal dicembre 2018 ad oggi per tutti. Incendio, per uno degli imputati più altri allo stato da identificare, ai ponti ripetitori delle reti televisive in via Santa Liberata (Bo) nella notte tra il 15 e il 16/12/2018.
Che dire?… “la commissione dei reati – fine […] non è necessaria” (cit. pag.21 ordinanza)… forse l’ennesimo tentativo dopo Outlaw e Mangiafuoco – finite in una bolla d’aria – di chiudere la bocca a chi “odia gli sfruttatori” (cit. pag.20 ordinanza)? E cosa più importante non ne fa un mistero ma lo urla al mondo. L’ordinanza porte il timbro del 6 marzo. Ci chiediamo se questi miseri esseri senza qualità abbiano deciso di rimandare il nostro arresto al 13 Maggio per risparmiarci l’ingresso in carcere nel pieno dell’emergenza Covid19 o se lo abbiano fatto per evitare in quel periodo ulteriori presenze scomode e ribelli nelle gabbie di Stato. La risposta viene da sé. Medici e guardie, fusi in un corpo unico qui come altrove, si rivendicano la loro «scelta di vita». I medici in particolare, incalzati dalle nostre domande provocatorie sul loro ruolo durante la prima visita, hanno fieramente sostenuto di svolgere il loro lavoro per la tutela della salute delle persone in galera.
A conti fatti, visti i morti e i malati di e in carcere, non possiamo che concludere e urlargli in faccia che il loro lavoro lo fanno decisamente male nonché in completa armonia con le guardie.
Non può esistere in luoghi del genere, la tutela della salute delle persone, per ciò che questi luoghi sono e rappresentano. L’unica sicurezza è la libertà per tutte e tutti.

Volevamo ringraziare tutte quelle persone che ci hanno fatto sentire la loro vicinanza con i telegrammi, tanti; forse dall’esterno sembra una sciocchezza ma qui ci hanno scaldato il cuore e lo spirito. Il nostro pensiero va, in primis, a Stefy poiché è l’unica tra noi sola nel carcere di Vigevano e a tutti i nostri amici e compagni di lotta a Ferrara e Alessandria, a quelli raggiunti da obbligo di dimora nel Comune di Bologna e alle compagne e ai compagni fuori che continuano a lottare insieme a noi.

Nicole e Elena

Il 14 maggio un gruppo di compagne/i si è recato sotto le mura del Carcere di Vigevano per portare un saluto solidale a Stefania, arrestata il giorno prima nell’operazione “Ritrovo” che ha portato all’arresto di 7 compagne/i e ad altre 5 misure cautelari.

Il giorno dopo un’iniziativa simile si è ripetuta ad Alessandria, dove un gruppo di compagne/i e solidali si è recato sotto le mura del carcere di San Michele per far sentire il proprio calore a Leo e Zip, nonché a tutti gli altri prigionieri.

 

Per dare la propria solidarietà anche attraverso il sostegno economico alle compagne/i arrestate/i per l’operazione “Ritrovo” è attivo un conto benefit arrestate/i. I soldi ricevuti verranno utilizzati come cassa di solidarietà alle/ai prigioniere/i e per le spese legali.
IBAN: IT82E0100503246100082077927
bic swift: Bnliitrrxxx  – intestato a: Marcello Salvati

La lotta non si ferma!

Nella notte tra il 12 e il 13 maggio, sono state/i arrestate/i 7 compagne/i anarchiche/ci tra le città di Bologna, Firenze e Milano ed altre/i 5 hanno ricevuto la misura dell’obbligo di dimora e firma a Bologna, con perquisizioni delle loro abitazioni e in particolare dello Spazio di Documentazione “Il Tribolo” di Bologna. I reati contestati sarebbero a vario titolo quelli di associazione con finalità di terrorismo o eversione, istigazione a delinquere, danneggiamento, deturpamento e incendio. L’operazione, denominata “Ritrovo” e condotta dal PM Stefano D’Ambruoso,  sarebbe il risultato di un’inchiesta per un attentato che avrebbe avuto luogo nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 2018, ai danni di alcuni ripetitori delle reti televisive nazionali e locali, di apparati di fonia dei ponti radio delle forze di Polizia e antenne di ditte che forniscono servizi di intercettazioni e di sorveglianza audio-video ubicati a Bologna. Inoltre alle/ai compagne/i sono state contestate “azioni di danneggiamento, manifestazioni pubbliche e cortei non organizzati con l’obiettivo di contrastare e impedire l’apertura dei centri permanenti di rimpatrio e la legislazione del Governo sulla gestione dell’immigrazione, violenti scontri con le forze dell’ordine, danni a condomini ed edifici pubblici, con scritte minatorie e offensive nei confronti delle istituzioni dello Stato e delle strutture economiche”.

A queste/i compagne/i colpite/i da l’ennesima operazione poliziesca esprimiamo tutto il nostro sostegno e la solidarietà di classe e militante, constatando che la repressione è un aspetto della lotta portata avanti contro l’oppressione e lo sfruttamento capitalisti, contro la quale bisogna per un verso sviluppare la massima solidarietà nei confronti di tutte/i le/ i compagne/i e proletarie/i che la subiscono, per l’altro continuare a lottare in ogni campo e in una prospettiva rivoluzionaria.

Sostenere le lotte – A fianco delle/dei compagne/i colpite/i dalla repressione – Costruire la solidarietà.

Abbattere il capitalismo!

 

Per scrivere alle/ai compagne/i

Elena Riva e Nicole Savoia
Str. delle Novate 65
29122 Piacenza

Duccio Cenni e Guido Paoletti
Via Arginone 327
44122 Ferrara

Giuseppe Caprioli e Leonardo Neri
Strada Casale 50/A San Michele
15122 Alessandria

Stefania Carolei
Via Gravellona 240
27029 Vigevano PV)

 

Dal sito: secoursrouge.org

Bruxelles: una prima valutazione del Primo Maggio rivoluzionario 2020

L’Alleanza del Primo Maggio rivoluzionario, di cui fa parte il nostro Soccorso Rosso, ha pubblicato una prima valutazione sulle iniziative di questo Primo Maggio:
Le giornate nere finiranno e attenzione alla vendetta quando tutti/e i/le poveri/e si daranno da fare
In questo periodo d’isolamento, qualche settimana fa avevamo deciso di rinviare la grande manifestazione rivoluzionaria al prossimo luglio, per poter garantire le migliori condizioni di sicurezza possibili per una manifestazione di tale portata. Tuttavia, non è mai stata questione per le organizzazioni rivoluzionarie – membri o meno della nostra Alleanza – di scoprirsi ridotte all’impotenza, cacciate dalla piazza con misure eccezionali.
Dall’inizio dell’anno e dall’emergere della pandemia Covid-19 in Europa, lo Stato ha dimostrato la sua debolezza e la sua incapacità totale ai garantire la sicurezza della popolazione. La saga delle mascherine (come esiste in molti altri Paesi capitalisti oltre al Belgio) ne è solo un esempio. Quanta fiducia dovremmo avere nelle misure d’isolamento applicate da questo governo? Questo governo che ha sconsigliato di indossare una mascherina dai primi giorni della crisi per giustificare la penuria, che costringe migliaia di lavoratori/trici “essenziali” a continuare il lavoro in condizioni sanitarie deplorevoli, per cui la polizia distribuisce multe e commette atrocità nei quartieri popolari mentre accompagna DJ a ballare nei quartieri borghesi, questo governo che spende miliardi per comprare aerei da combattimento e che fa organizzare a un ospedale pubblico un crowdfunding (raccolta fondi, n.d.t.) per pagarsi i respiratori.

Non potevamo restare a braccia incrociate con il pretesto di rispettare un isolamento ipocrita che protegge solo i più ricchi. Diverse manifestazioni hanno brevemente riunito attivisti in diversi luoghi, le precauzioni sanitarie sono state pensate dall’inizio prevedendo un numero limitato di manifestanti per manifestazione, distanze sociali di sicurezza, mascherine e guanti. Purtroppo le precauzioni sanitarie sono state tra le ultime preoccupazioni della polizia, che ha intrappolato una manifestazione all’incrocio tra Rue Defnet e Rue Monténégro a Saint-Gilles,
Alle 14, circa una decina di persone radunatesi davanti al negozio Colruyt de Forest per meno di un minuto è stata inseguita da una pattuglia che avrebbe arrestato 2 persone. Al Parvis de Saint-Gilles (piazzale St. Gilles, n.d.t.) 3 persone, andate a informarsi sul luogo di detenzione del loro amico, sono state arrestate con il pretesto di “aver tentato di attaccare il commissariato”. Sempre alla stessa ora, è una manifestazione di solidarietà al prigioniero a essere assalita dalla polizia vicino alla prigione di Saint-Gilles. In tutto, per aver “violato l’isolamento” e “turbato la pace pubblica», almeno 21 persone (e non 24 come precedentemente annunciato) sono state arrestate e stipate in due celle del commissariato “Demosthenes” ad Anderlecht, nel disprezzo delle più elementari regole sanitarie.
La repressione era iniziata prima, essendoci stati tentativi di spiare e intimidire da parte della polizia. Molte pattuglie hanno circolato in tutti i comuni della Zone Midi (Forest, Anderlecht, Saint-Gilles) dal mattino, per impedire qualsiasi tentativo di manifestazione. Le multe per “violazione dell’isolamento” sono state distribuite con accanimento in diversi luoghi.
Tra le azioni condotte questo Primo Maggio, su iniziativa di gruppi membri o meno della nostra Alleanza: (tutte le azioni sono state organizzate rispettando il distanziamento sociale, indossando mascherine e guanti: tutti gli/le arrestati/e e controllati/e sono ora minacciati di un’ammenda per l’isolamento e/o una Sanzione Amministrativa Comunale):
La notte prima il Primo Maggio, gruppi di anarchici e femministe hanno affisso manifesti nella regione di Bruxelles;
Striscioni anarchici sono stati appesi a Lovanio;
La sinistra rivoluzionaria turca ha organizzato manifestazioni a Liegi e Anversa (11 persone controllate);
A Wavre è stato appeso uno striscione al municipio;
Di fronte alla prigione di Saint-Gilles, una trentina di persone si sono radunate in solidarietà con i/le prigionieri/e (9 arresti);
A Place Poelaert, 3 militanti di La Fronde provano di aprire uno striscione, ma vengono interrotti in tale azione dalla polizia, che interroga per 30 minuti e sequestra il materiale;
Al Colruyt de Forest, una decina di manifestanti apre uno striscione con scritto “Infermieri/e, cassieri/e, sovraesposti/e, sottopagati/e. I loro soldi, i nostri morti”, di fronte a questo negozio dove un dipendente è recentemente morto per COVID-19. (2 arresti);
Di fronte alla residenza dell’ambasciatore turco, si raccoglie una decina di manifestanti e apre gli striscioni “Abbasso il regime fascista turco, finiranno le brutte giornate” e “Fight4Rojava” (combatti per il Rojava, n.d.t.) ;
Di fronte al deposito tranviario di Stib (trasporto pubblico, n.d.t.) tra Forest e Saint-Gilles, una decina di persone si riunisce e apre gli striscioni con riportato “sciopero degli affitti, i brutti giorni finiranno”, “Viva il Primo Maggio rivoluzionario” e “Proletari hanno solo le loro catene da perdere e un mondo da guadagnare”;
Scritte sono state fatte a Anderlecht e nella Forest: “COVID-19 facciamo pagare i ricchi” , “Giustizia per Adil”, “Solidarietà al personale sanitario” ecc.;
Alcune decine di persone si sono radunate davanti “Place des Trois Bancs” a Saint-Gilles (di fronte a Steki e Vieille Chechette) prima di essere intrappolate; almeno un compagno sans papier (senza documenti, n.d.t.) è stato arrestato;
Poco dopo, gente a cui una poliziotta aveva dichiarato che l’arrestato di fronte a Steki era detenuto al commissariato del Parvis, è stata immediatamente arrestata sul posto, mentre cercava informazioni;
A Bruxelles: tre militanti di SKB (Unione delle donne socialiste) sono riuscite a manifestare in Place Bethlehem prima d’essere subito controllate;
Di fronte a uno Stato che non consentirà d’esprimere qualsiasi forma di resistenza in strada, che ritiene più tollerabile mettere in pericolo i/le lavoratori/trici qualificati come “essenziali”, piuttosto che lasciare che esista la minima forma di critica aldilà dei balconi (e ancora dato che la polizia è intervenuta per striscioni che denunciano l’omicidio di Adil), il nostro motto “Organizzare il campo rivoluzionario” è più importante che mai.
Al di là delle misure “eccezionali” d’isolamento, la repressione di questo Primo Maggio è anche conforme alla linea di una tendenza di dura repressione per sbarrare l’accesso alla strada alle organizzazioni rivoluzionarie. Siamo consapevoli che lo Stato e la polizia non hanno intenzione d’invertire questa tendenza.
Tutte le persone, controllate, arrestate, multate oppure oggetto di repressione durante questo Primo Maggio sono invitate a farsi conoscere attraverso il gruppo legale del Soccorso Rosso per valutare contestazioni o iniziative in futuro.
A presto, appuntamento per la manifestazione rivoluzionaria di luglio che farà seguito al rinvio della manifestazione originariamente prevista il Primo Maggio

Alleanza Primo Maggio rivoluzionario, 3 maggio 2020.

dal sito: secoursrouge.org

 

Primo Maggio: Azioni e repressione in molte città d’Europa

Malgrado le misure per l’isolamento, i/le militanti di diverse città europee hanno tentato di condurre azioni in occasione del Primo Maggio. Ecco un resoconto non esaustivo della situazione.
A Parigi, un gruppo ha cercato di manifestare in Place de la République, in particolare esibendo diversi striscioni con “Il capitalismo è il virus, la rivoluzione è il vaccino” e un altro con “Le nostre vite o i loro profitti”. La polizia è intervenuta in gran numero, controllando le identità dei/delle militanti, arrestandone parecchi. Più tardi in giornata, altri tentativi di raduno hanno avuto luogo nella capitale o nella periferia di Parigi, a Montreuil o di fronte al municipio della 18^ circoscrizione. Un’altra manifestazione, organizzata da CGT (Confederazione generale dei lavoratori, n.d.t.), si è svolta a Guingamp.
A Berlino, 5.000 poliziotti sono stati mobilitati per impedire la protesta delle molte persone scese in piazza. Scontri sono avvenuti in serata, nonché scambi di colpi tra manifestanti e polizia, nel quartiere di Kreuzberg. Numerosi manifestanti sono stati arrestati e tre auto date alle fiamme.
Ad Atene, centinaia di persone si sono radunate davanti al parlamento mantenendo le distanze e indossando mascherine. Una manifestazione ha avuto luogo anche a Salonicco.
A Barcellona una manifestazione, organizzata da sindacalisti, si è tenuta di fronte al pronto soccorso di un ospedale, mentre a Saragozza, una manifestazione sindacale è stata organizzata da automobili.
Manifestazioni si sono svolte pure a Vienna.
A Zurigo, militanti hanno organizzato diverse piccole manifestazioni e iniziative, una banca è stata attaccata con bottiglie piene di vernice. Sono stati eseguiti diversi arresti.
A Istanbul e Ankara, almeno 45 persone sono state arrestate per aver tentato d’organizzare cortei per il Primo Maggio nonostante il coprifuoco di tre giorni imposto giovedì 30 aprile a mezzanotte. Almeno 15 persone sono state arrestate, quando un gruppo si è riunito presso l’ufficio centrale della Confederazione dei sindacati progressisti (DISK) nel quartiere di Besiktas a Istanbul e ha tentato di raggiungere a piedi Piazza Taksim. Anche il presidente di DISK, Arzu Cerkezoglu, è stato brevemente detenuto e poi rilasciato. Undici altre persone sono state arrestate nel quartiere Kadikoy di Istanbul, nella parte anatolica, per aver tentato di organizzare una manifestazione. Dodici persone, intenzionate a dirigersi in Piazza Taksim, sono state arrestate nel quartiere Sisli di Istanbul. Sette persone sono state arrestate nella capitale Ankara. Secondo fonti, tutti gli arrestati a Istanbul sono stati rilasciati. In tutto, 44.756 agenti di polizia sono stati mobilitati per impedire le manifestazioni.

Qui sotto pubblichiamo un video di alcune azioni di lotta a Zurigo.

Pubblichiamo un comunicato di compagni Antifascisti e Antifasciste di Milano

25 aprile 2020 Milano Resistere e lottare per le strade

Oggi 25 aprile, giorno della liberazione dal nazifascismo, alcune compagne e compagni hanno deciso di fare un giro per le vie del quartiere ticinese, dove sono presenti diverse lapidi di partigiani. L’ intento era tenere vivo quello spirito e quelle pratiche di resistenza di cui il presente necessita più che mai.

Durante il giro e davanti alle tre lapidi, sono stati fatti diversi interventi sulla resistenza di ieri e di oggi con applausi e parole solidali che arrivavano dalle persone ai balconi o che camminavano per strada.

Finito il giro, all’altezza di via Torricelli, all’angolo con la circonvallazione, mentre ci dirigevamo verso il naviglio pavese in via Ascanio Sforza,nella zona delle occupazioni, facendo un intervento di chiusura della giornata, sono arrivate quattro camionette della polizia e una dei carabinieri, che celermente sono entrate nella via.
Una ventina di noi sono stati circondati e trattenuti per circa due ore per essere identificati e multati.

Abbiamo sfruttato questo tempo, in cui siamo stati trattenuti, per ricordare le cause della pandemia in corso, creata dal sistema capitalistico in cui sopravviviamo e resistiamo, le condizioni e le rivendicazioni dei detenuti durante le rivolte di marzo, la situazione di chi non ha mai smesso di lavorare e la gestione assassina del governo dell’emergenza Covid-19 e i grandi e irresponsabili errori del sistema sanitario, in particolare quello lombardo.

Dopo poco si sono radunati in zona e dall’altra parte del naviglio diversi solidali, che polizia e carabinieri, a più riprese, hanno tentato di mandare via per non farci comunicare.

E’ stato evidente per l’ennesima volta che digos, polizia e carabinieri hanno difeso con aggressività e nessun tipo di scrupolo gli interessi dello stato e del potere.

Ritornare nelle strade nel giorno della liberazione è stato significativo e importante.

Diamo solidarietà alle nostre compagne e compagni che a nordest di Milano, in Via Padova, sono stati caricati per essere scesi in piazza per il loro giro delle lapidi in quartiere e al compagno che è stato fermato e portato in questura e denunciato per resistenza nel giorno della Resistenza partigiana.

Antifasciste e antifascisti Milano

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Pubblichiamo una dichiarazione di Davide Delogu sull’inizio del suo sciopero della fame come forma di lotta contro la proroga della censura.

Oltre alla prepotenza carceraria per il totale isolamento, ora ha voluto partecipare all’orgia anche il magistrato di sorveglianza di Palermo, dott.ssa Agnelli, che ha voluto prorogarmi la censura il 22 Aprile quando era scaduta il 18 dello stesso mese, adottando le solite e noiose “motivazioni di sicurezza”. Contro tale prepotenza inizio oggi, 24 Aprile, lo sciopero della fame.”

Ricordiamo che Davide è in isolamento dal 29 Febbraio 2020, ovvero dal momento del suo ennesimo trasferimento presso il Pagliarelli di Palermo.

Per scrivergli:
DAVIDE DELOGU
Casa circondariale di PALERMO – Pagliarelli
Piazza Pietro Cerulli, 1
90129 – PALERMO (Palermo)

tratto da: “rhi-sri.org” e “rotehilfech.noblogs.org”

(Sintesi dei lavori della Conferenza del Soccorso Rosso Internazionale – SRI – tenutasi i giorni 27-28 marzo 2020)

1.Esaminare la crisi con i propri occhi
Siamo travolti da informazioni dei media borghesi e questo flusso crea una certa visione della crisi. La sinistra rivoluzionaria deve avere la propria visione della crisi, della sua origine e della sua natura, dei suoi pericoli e possibilità, dei suoi effetti e del suo sviluppo. E su tale base la sinistra rivoluzionaria deve stabilire una politica rivoluzionaria. Questo, perché è impossibile definire una politica veramente rivoluzionaria basata su una visione borghese della crisi e del suo contesto generale (situazione internazionale, contraddizioni imperialiste provvisorie, ecc.).
È una vera pandemia, che oggettivamente richiede misure sanitarie accompagnate da restrizioni. Ma è contemporaneamente una crisi nel sistema capitalista e del sistema capitalista. Ogni crisi influisce su tutti gli aspetti della società. Ma alcune crisi sono crisi globali: non sollevano onde indirettamente, ma colpiscono la società nel suo insieme. È il caso di questa crisi.
Le crisi sono sempre state degli acceleratori per la storia. Non si tratta di un processo lineare. Le contraddizioni sociali si accumulano ed esplodono come risultato di questo o quell’impulso. Le crisi non sono solo opportunità per le forze rivoluzionarie: sono gli unici veri momenti in cui il programma rivoluzionario può essere decisamente portato avanti.
La crisi ha portato grandi cambiamenti nei comportamenti e nelle abitudini. È occasione per le masse di dimostrare la capacità di cambiare, è la negazione vivente della tesi borghese che “le persone sono come sono e non cambieranno mai”. La mente umana è aperta ad altre funzioni sociali e questo apre anche una finestra storica per la nostra politica.

2. Lo spettro delle situazioni
I contributi delle sezioni nazionali del Soccorso Rosso hanno evidenziato differenze della situazione nei vari Paesi. I Paesi sono diversi, la loro situazione economica e politica è differente e sono in fasi diverse della crisi. Tuttavia, le tendenze sono omogenee, anche se la loro concretizzazione è espressa con intensità molto diversa:
1.Le restrizioni si applicano ovunque, anche se più o meno rigorosamente (in Svizzera si tollerano gruppi di 5 persone, ma in Francia è possibile muoversi solo individualmente e con un documento ufficiale);
2.La situazione della classe è peggiorata drasticamente, una parte della classe è senza reddito (Italia) o con reddito ridotto (70% del salario in Belgio, mentre l’alloggio da solo assorbe il 50% del reddito), una parte della classe è eccessivamente sfruttata ed esposta a malattie (infermieri, commessi/e, addetti/e alle consegne, ecc.) e il settore degli emarginati nella classe (illegali, prigionieri, senzatetto, ecc.) è in una situazione terribile.
3.La sorveglianza è generale: oltre al coprifuoco sono utilizzate misure repressive considerate eccezionali (medici e servizi sanitari tedeschi che danno alla polizia i nomi delle persone contagiate, geo-localizzazione di massa della popolazione, schieramento dell’esercito, ecc.).
4.Misure economiche significative: prestiti astronomici alle imprese, sussidi di disoccupazione, moratorie su imposte o contributi previdenziali, ecc.

3. Le contraddizioni peggiorano
Con la crisi, tutte le contraddizioni esistenti assumono una nuova dimensione. Non solo aumentano, cambiano qualitativamente e aprono la porta a sconvolgimenti politici, economici e sociali. Tra l’altro sono più visibili:
1.La contraddizione tra natura e capitalismo: gli sconvolgimenti tra città e campagna, l’indebolimento della popolazione per l’inquinamento ambientale (Wuhan, Lombardia), il rischio aumentato di epidemie derivante dalla circolazione di merci e persone e le difficoltà associate alla liquidazione del sistema sanitario pubblico, la risoluzione dell’obiettivo del profitto hanno contribuito a provocare o aggravare la crisi.
2.La contraddizione tra lavoro e capitale non solo sta peggiorando, bensì è pure ampiamente palese: alcuni strati del proletariato (i peggio pagati!) sono riconosciuti come le uniche forze veramente utili nella società. La natura parassitaria della borghesia è evidente, altrettanto l’impatto catastrofico di una politica basata sul profitto.
3.Anche il carattere patriarcale della società appare più chiaramente: i posti di lavoro necessari e malpagati riguardano generalmente donne (infermiere, cassiere), il coprifuoco aggrava l’oppressione delle donne.
4.La contraddizione tra valori proletari, socialisti e valori borghesi si manifesta altrettanto chiaramente: solidarietà anziché individualismo, bene comune anziché profitto, ecc.
5.Infine, esplodono letteralmente le contraddizioni interne alla borghesia e questo a tutti i livelli:
*A livello nazionale: vi sono contraddizioni tra frazioni della borghesia che vogliono svolgere un’attività economica e le autorità che intendono dare priorità alle misure sanitarie; figurano contraddizioni su quali frazioni della borghesia vadano appoggiate e quali debbano contribuire.
*A livello europeo: stiamo vivendo un ritorno all’egoismo nazionale che ha spazzato via il programma europeo: chiusura dei confini, misure di alcuni Paesi a spese di altri (ad esempio, scorte di mascherine sequestrate in frontiera); controversia sull’intervento finanziario UE; inasprimento delle contraddizioni tra i Paesi del nord e del sud in UE, ecc.
*Nel mondo: la tendenza generale preesistente verso il caos e la guerra si aggrava mentre i governi sono sempre più imprevedibili perché prendono decisioni politiche internazionali a seconda delle sfide locali, talvolta semplici elezioni (Erdogan, Trump, ecc.). L’indebolimento, anche se solo temporaneo, di alcuni Paesi crea opportunità per politiche aggressive in altri Paesi.

4. La classe si muove!
Anche in tal caso, i contributi delle sezioni nazionali hanno evidenziato differenze con una tendenza generale comune. Le masse si muovono ovunque e trovano il modo di lottare:
*Le masse si mobilitano con la propria testa, si sviluppa una visione radicalmente critica del sistema e dei suoi governanti.
*I/le proletari/e senza reddito o eccessivamente sfruttati lottano. Ci sono scioperi significativi in Italia (ciò che talvolta indica la mancanza di sussidi di disoccupazione) e un po’ ovunque dove i lavoratori sono esposti alla malattia (grandi magazzini, cantieri).
*Le masse trovano il modo di esprimere i loro valori ideologici: dimostrazione di solidarietà al personale sanitario (applausi sui balconi), aiuto reciproco nel vicinato, prendendosi cura dei più anziani o dei più vulnerabili.
*Le fasce più penalizzate si ribellano (rivolte carcerarie, saccheggi di supermercati in Sicilia).
Naturalmente, le masse si muovono dal livello generale di lotta e consapevolezza prima della crisi, il che porta a grandi differenze tra i Paesi (ad esempio tra Svizzera e Italia).
Queste tendenze continueranno a svilupparsi fino al termine dell’isolamento. Sarà necessario tenere estremamente d’occhio questi sviluppi, tenendo presente che non sono automatici e saranno indubbiamente contraddittori: alcuni settori della classe potrebbero passare all’offensiva, mentre altri forse accetterebbero il discorso sull’unità nazionale. Potrebbe darsi benissimo che un settore della classe possa essere mobilitato contro le conseguenze economiche senza criticare gli sviluppi politici (come le misure di sorveglianza dei telefoni).

5. Le difficoltà della borghesia
La crisi, l’esplosione delle contraddizioni, l’incompetenza e l’irresponsabilità di parte del loro apparato statale, le denunce del suo dominio e le sue politiche prima della crisi, tutto ciò mette nei guai la borghesia. Queste difficoltà si sviluppano nel tempo: ad esempio, si sbriciola la sua unità relativa rispetto alle prime misure di blocco quando si tratta di estenderle (le frazioni che vogliono riprendere la loro attività sono sempre più pressanti).
Queste difficoltà sono tanto maggiori:
*quando esplodono le loro contraddizioni interne, falliscono i loro strumenti nazionali e sovranazionali di cooperazione;
*se la loro posizione di classe e i loro interessi di classe sono sempre più visibili, il che rende difficile esercitare il loro potere;
*quando le manovre diversive reazionarie, con cui hanno incanalato la rabbia delle masse come il focalizzarsi sui migranti, non funzionano più. Con la crisi sanitaria, il programma politico dell’estrema destra è fuori dai notiziari.
La crisi economica rischia di aggravarsi dopo la fine dell’isolamento, il che aggraverà ulteriormente le contraddizioni di classe e quelle interne alla borghesia.
Ovunque la borghesia ha difficoltà a reagire. Le sue reazioni sono disordinate, febbrili, a volte prende decisioni contraddittorie, a volte decisioni “a sinistra”, a volte “a destra”, a volte in aperta opposizione a ciò che ha precedentemente difeso (la Germania, sostenitrice di una politica antinflazionistica, ora consente un enorme debito pubblico). Questa incapacità generale della borghesia di definire e perseguire una politica coerente è anche indicativo che l’attuale crisi è una crisi storica.

6. La borghesia cerca di reagire
Le borghesie nazionali cercano di reagire a tutti i livelli in modo incoerente e con sfumature a seconda del Paese:
*a livello ideologico con lo slogan “insieme contro il virus”, basato sulla responsabilità individuale, con un allarmismo non previsto in relazione ad altri rischi mortali compatibili con i loro profitti (energia nucleare, amianto);
*a livello economico con il neo-keynesismo in preda al panico e un’enorme iniezione di liquidità alla società; il reddito di base incondizionato oggi trova difensori persino nel Financial Times;
*a livello di classe, comprando la pace sociale (già una politica nel nord, pure prevista nel sud, dove sono attualmente in fase di negoziazione le indennità di disoccupazione);
*a livello politico-sociale, con i tentativi più o meno avanzati, a seconda del Paese, di monopolizzare iniziative delle masse (far l’applauso quotidiano per un momento di coesione nazionale, coinvolgimento istituzionale delle iniziative locali individuali, ecc.);
*a livello di controllo sociale, con lo stato di emergenza, lo spionaggio di massa della popolazione, l’incoraggiamento alla delazione, il ricorso all’esercito in diversi Paesi, ecc., ma anche facendo concessioni (ad esempio perché non riescono a gestire il sovraffollamento delle carceri, deve effettuare rilasci di massa);
*a livello di governo costituendo (sotto nomi diversi) le cosiddette commissioni di esperti (medici, economisti), che consentono ai politici di compensare la mancanza di fiducia e riconoscimento cui sono soggetti e le misure antioperaie sembrano essere scientifiche e conferire neutralità apolitica;
*a livello internazionale abbandonando la politica di alleanza e mutualismo (ad esempio nell’UE, ma anche nella NATO) a favore di una politica di primato dell’interesse nazionale che rilanci la gara, la rivalità e la concorrenza.

7. Passare all’offensiva!
La borghesia è in una posizione di estrema debolezza, il suo sistema e i suoi valori sono fortemente attaccati, creando un’opportunità storica per la sinistra rivoluzionaria. Le difficoltà pratiche dell’isolamento, la preoccupazione di essere responsabili di fronte al rischio di contagio non devono mascherare l’opportunità storica che ci si offre per far avanzare in modo decisivo la causa rivoluzionaria.
Ma dobbiamo stare attenti a quattro errori:
1.La pandemia è reale, le morti sono numerose, la malattia colpisce e uccide i più deboli. L’isolamento, anche se deciso dalla borghesia, è giusto. È una crisi immensa e drammatica, ma non dobbiamo sospendere la pratica rivoluzionaria (o farci ingabbiare in Internet). L’abdicazione non è politica rivoluzionaria.
2.È nostro dovere morale porre rimedio alle situazioni drammatiche (economiche e sanitarie) causate dalla crisi, per aiutare i più deboli. Ma se ciò rientra nella nostra identità rivoluzionaria, essa sola non è una politica rivoluzionaria. Dobbiamo sostenere le diverse forme di solidarietà, ma non dobbiamo dissolverci in esse.
3.Dobbiamo capire e valutare le reazioni spontanee delle masse, appoggiarci ad esse, immergerci in esse, per analizzarle. Ma non dobbiamo inseguirle: il codismo non è una politica rivoluzionaria.
4.La situazione è nuova, richiede nuovi metodi, nuove comprensioni, nuovi orientamenti. Dogmatismo e settarismo sono più che mai controproducenti. Le linee guida si spostano. Insistere su proposte antistoriche non è politica rivoluzionaria.

8. Definire una politica rivoluzionaria
La questione della debolezza oggettiva delle forze e delle organizzazioni rivoluzionarie sorge in modo diverso in tempi di crisi. La crisi agisce da moltiplicatore di forze, rafforza le tesi conformi alla situazione della classe all’infinito.
La questione della rivoluzione non è all’ordine del giorno: la sinistra rivoluzionaria parte da lontano!- ma all’ordine del giorno in questa fase, che non si concluderà con la fine dell’isolamento, è la possibilità di fare un immenso balzo in avanti per la causa rivoluzionaria e le forze rivoluzionarie.
È necessario progredire nella comprensione della crisi e delle sue conseguenze, occorre guardare alle iniziative delle masse senza arroganza o pregiudizio, bisogna pensare a nuovi mezzi, modi, metodi e a nuove unità.
Ciò significa pensare come internazionalisti/e: la crisi è globale, ciò che accade a un’estremità del mondo colpisce il mondo intero. Le masse nel mondo affrontano lo stesso problema e ne stanno diventando consapevoli. Internazionalismo significa anche poter imparare da ciò che sta accadendo in altri Paesi e da posizioni e forme di lotta utilizzate altrove, come stiamo facendo alle conferenze del SRI.
Lo slogan SRI: distruggere il capitalismo, costruire la solidarietà è particolarmente rilevante nell’attuale crisi. Si deve contribuire attivamente alla solidarietà di massa, all’autodifesa (economica e sanitaria) popolare dei/delle lavoratori/trici, ma contemporaneamente condurre direttamente e frontalmente l’attacco alla borghesia e il suo Stato. E questo attacco deve essere condotto nello spirito di un ampio fronte rivoluzionario, che accetta le differenze (in termini di progetto, strategia, tattica) e riunisce il lavoro sui due assi sopra menzionati, che devono essere collegati: sostenere lotte e iniziative di classe e attaccare il potere.
Ciò vuol dire che non possiamo racchiuderci in Internet, dobbiamo trovare il modo di riprendere la strada.
Solo così possiamo procedere a una condanna definitiva e di massa del capitalismo, solo così possiamo entrare in relazione dialettica reale con i movimenti di massa, solo così possiamo rendere l’alternativa rivoluzionaria una questione a livello di massa, solo così possiamo fornire alle nostre strutture le dimensioni e la qualità richieste per la prova di fuoco della rivoluzione.

Segreteria del Soccorso Rosso Internazionale
Bruxelles – Zurigo, 5 aprile 2020

Comunicazione dal Soccorso Rosso Internazionale dei giorni 28 e 29 marzo 2020

Cari compagni e care compagne,
il Soccorso Rosso Internazionale è riuscito a tenere la sua conferenza internazionale semestrale malgrado l’isolamento e le chiusure delle frontiere, festeggiando quest’anno i suoi 20 anni di vita.
Risale a dicembre 2000 la decisione di rifondare questa struttura storica con un modesto avvio e forme nuove.
Dalla sua fondazione, SRI ha cercato di collocarsi dove le lotte erano più strategiche, le contraddizioni più esplosive e fondamentali.
Tale continuità di 20 anni coincide pure a 20 anni di lotta al vostro fianco.
Questo perché, se la continuità è un valore fondamentale per il progetto rivoluzionario, voi, rivoluzionari e rivoluzionarie prigionieri ne siete parte importante.
Continuando a interpretare e difendere i progetti rivoluzionari che vi sono costati la prigione, voi rafforzate l’identità, la ricchezza e il peso politico e storico delle forze esterne.
Le forze rivoluzionarie oggi devono fronteggiare una situazione eccezionale. La borghesia imperialista, che ha permesso la pandemia con la globalizzazione e la liquidazione dei servizi di sanità pubblica, deve far fronte a una crisi. La pandemia rende più evidenti che mai le contraddizioni di classe e le inasprisce.
Per la sinistra rivoluzionaria si presenta un momento storico per poter uscire dalle sue abitudini, impegnarsi su altri terreni con nuovi metodi, legarsi a dinamiche di solidarietà e di lotta e condurre l’offensiva contro il sistema.
Questo è stato il punto principale al centro della discussione nella nostra conferenza.
Tuttavia, come prigionieri e prigionieri voi siete pure coinvolti in un terreno di lotta particolarmente difficile e ancor più inasprito dalla pandemia.
Sovraffollamento, vecchie strutture, disposizioni sanitarie quanto meno sommarie se non inesistenti, altrettanti fattori che espongono la popolazione carceraria.
Le lotte scoppiano ovunque nelle prigioni di tutto il mondo e sappiamo che molti fra voi vi hanno partecipato e parecchi hanno subito la repressione conseguente a tali lotte.
La pandemia rivela le contraddizioni e la barbarie del capitalismo. Dentro e fuori le prigioni la lotta deve allargarsi e nel frattempo va ampliandosi!
Ed è al vostro fianco in questa lotta che inviamo a tutti e tutte voi compagni/e i nostri saluti solidali più calorosi.

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Pubblichiamo due comunicati, rispettivamente dei rivoluzionari prigionieri Pola Roupa e Nikos Maziotiz, sulle circostanze del trasferimento disciplinare della compagna Pola dal carcere di korydallos alla prigione  femminile Eleonas – Thebes, dopo le mobilitazioni nel carcere di korydallos a seguito della diffusione del Coronavirus.

da: secoursrouge.org

23 marzo 2020

Venerdì 20 marzo, poco dopo la chiusura della prigione, membri delle forze di polizia speciali hanno fatto irruzione nella mia sezione per portarmi fuori da Korydallos. Il ministero aveva impartito un ordine per il mio trasferimento per bloccare la mobilitazione nella prigione femminile di Korydallos, al fine di ridurre le prigioni dove lo stesso giorno si era iniziato a tenere aperte le porte delle celle a mezzogiorno. È la prima volta che un tale ordine viene dato per stroncare una mobilitazione e mostra l’estremo autoritarismo del governo, di come percepisce i detenuti e intende affrontare la minaccia di un coronavirus letale. Hanno portato con me un prigioniero di 65 anni, detenuto per problemi finanziari, disabile al 67%, in attesa di rilascio. Il suo trasferimento è stato una decisione di vendetta da parte del servizio penitenziario. Nelle carceri di Eleonas-Tebe, siamo tenuti in quarantena per il coronavirus, e vi resteremo per diversi giorni. Con i nostri testi e la nostra mobilitazione, le detenute nelle carceri femminili di Korydallos hanno voluto lanciare un avvertimento per evitare una diffusione devastante e mortale del virus nelle carceri del Paese. La loro decongestione generalizzata è l’unica soluzione per salvare vite umane. Tuttavia, il governo giudica meno importante prendersi cura della vita dei detenuti, che salvare il proprio prestigio e minare la disciplina nelle carceri del Paese. La sua “sincera” preoccupazione per la vita degli abitanti di questo Paese è mostrata anche dal suo rifiuto di subentrare agli ospedali privati, dimostrando così che non vuole entrare in conflitto con il grande capitale nel mezzo della maggiore crisi sociale e umanitaria in atto. Il Paese non smette di decimare medici e infermieri negli ospedali pubblici infettati dal coronavirus, costretti a battersi privi di fondi, personale, forniture. Prigioniere e prigionieri sono in balia dell’indifferenza criminale in tutto il Paese. Il mio brutale trasferimento dall’inizio della mobilitazione conferma che la strategia dell’ordine pubblico ha la precedenza sulla sicurezza sociale e sulla stessa vita umana.

Pola Roupa, membro di Lotta Rivoluzionaria

Per scrivere alla compagna:
Πόλα Ρούπα (Pola Roupa)
Prigione femminile Eleonas
Thebes
TK 32200, Grecia

 

da: Actforfree.nostate.net (da Mpalothia, tradotto in inglese da Anarchists Worldwide)

21 marzo 2020

Questa mattina forze speciali di polizia sono entrate nelle prigioni femminili di Korydallos e hanno portato via Pola Roupa per trasferirla nelle prigioni femminili di Eleonas-Tebe. Ovviamente, la ragione di ciò è la mobilitazione e la richiesta di ridurre le pene detentive per il rischio di diffusione del coronavirus nelle carceri. Ieri i prigionieri hanno iniziato a mobilitarsi tenendo aperte le celle all’ora di pranzo.
Il trasferimento della compagna Roupa nelle prigioni di Eleonas è stato chiaramente la risposta del ministero per la Protezione dei cittadini alle richieste e alle mobilitazioni dei prigionieri. Non vi è stata alcuna risposta alla richiesta di ridurre il sovraffollamento delle carceri in modo legale, come indicato nelle richieste dei detenuti, ciò che è il modo più elementare per prevenire un massiccio scoppio del virus nelle carceri. È certo che dopo la cessazione delle visite di parenti e avvocati, che il prossimo passo del ministero sarà quello di tenere i prigionieri in cella e per 24 ore al giorno con il pretesto di “proteggerli”, dal momento che il virus entrerà nelle carceri, se non lo ha già fatto. La misura per la detenzione su 24 ore è completamente fascista, né risolve il problema. È illegale e non prevista da alcuna legge o codice penale ed è in linea con l’approccio più generale per un divieto di circolazione già vigente in tutta Europa. Fascismo nella società, fascismo nelle carceri!
Pola Roupa è sempre stata in prima linea nelle mobilitazioni e le proteste nelle prigioni femminili di Korydallos. E naturalmente la reazione del ministero e del governo è “comprensibile”. Fate loro sapere che questo non ci spezzerà e non ci piegheremo a nessun governo, di sinistra o destra.

Nikos Maziotis, membro di Lotta Rivoluzionaria

 

 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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