Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale

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SOLIDARIETA’ E FRONTE DI CLASSE INTERNAZIONALISTA

Solidarietà, tutta la solidarietà agli operai e militanti sindacali colpiti dagli arresti. La gravità di questa operazione repressiva è evidente a tutti: si vuole criminalizzare la stessa lotta sindacale, trasformarla in associazione a delinquere, mentre scioperi e solidarietà operaia diventano estorsione, ruberie organizzate. Cosi come movimenti antagonisti e militanti rivoluzionari sono colpiti con i reati di associazione sovversiva e terrorismo.

Pandemia, siccità e guerre hanno creato una situazione sociale gravissima, di impoverimento e militarizzazione diffusa. Ma, al tempo stesso, la borghesia e i suoi Stati sono in profonda crisi, lacerati dai loro conflitti egemonici e di rapina. Nascondono dietro una mistificazione politica e mediatica senza precedenti (in diretta filiazione da Goebbels) il loro sistema che si avvita nelle proprie pratiche irrinunciabili: occupazione, devastazione e saccheggio! Del proletariato, dei popoli colonizzati, della Terra, della natura!

Percio’ temono fortemente che lotte e organizzazione di base si trasformino in rivolta generalizzata. Sanno che loro stessi stanno creando delle condizioni rivoluzionarie!

ComeSoccorso Rosso Internazionale lo sosteniamo da molto tempo: capitalismo e imperialismo ci portano inevitabilmente a regressione sociale e guerre. Alla crescente aggressività imperialistica corrisponde questo stato di polizia interno: per sostenere le guerre di rapina nel mondo devono reprimere e militarizzare la società interna. Il sistema politico istituzionale è del tutto asservito, il parlamento servendo solo da supporto a governi in mano all’oligarchia finanziaria transnazionale, alle centrali imperialistiche.

La guerra di classe esiste! Lo dicono loro stessi (in rari momenti di sincerità) e sopratutto la praticano sistematicamente. I loro crimini padronali,razzisti, fascisti, polizieschi godono della piu’ ampia impunità, mentre la nostra resistenza subisce pesanti rappresaglie: questa è la guerra di classe interna! Ma possiamo contare sulla grande esperienza accumulata nel ciclo di lotta e guerra di classe degli anni 70/80: ancora oggi una ventina di rivoluzionari/e sono in carcere, fieramente rivendicando quelle lotte, rifiutando resa e compromessi. E altri/e compagni/e resistono nelle sezioni carcerarie in 41bis. Sono la dimostrazione vivente che resistere si puo’, che la coerenza è importante, e che tutto cio’ (come questi/e compagni/e dicono di sé stessi/e, con modestia) è risultato della forza espressa dal proletariato in quella fase. Oggi questa forza si esprime soprattutto in altre regioni, come il Medio Oriente, nelle lotte di liberazione contro l’imperialismo. L’internazionalismo è percio’ fondamentale. Queste sono le esperienze, le forze cui unirci, il filo rosso da riprendere.

Solo la costruzione delle nostre forze, del nostro campo proletario, in piena autonomia di classe, puo’ permetterci di affrontare lo scontro e, in tendenza, di svilupparlo in forme politiche sempre piu’ mature e determinate. Coscienti che lo scontro sarà sempre piu’ aspro, assumiamo il terreno della repressione come parte di questa crescita. Le attitudini vittimiste, legaliste, e di ricorso all’ombrello istituzionale portano solo alla sconfitta, all’arretramento politico, come dimostrano molte vicende precedenti.

Invece le resistenze contro la repressione possono essere occasioni per unirci, solidarizzarci, fare fronte di classe e internazionalista!

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Pubblichiamo un nostro contributo al dibattito sulla guerra in Ucraina

 Il conflitto russo-ucraino non è effettivamente iniziato il 24/2/2022, ma ha origini risalenti perlomeno al Golpe del 2014 in Ucraina, orchestrato da USA-UE, con l’instaurazione di un governo fantoccio di stampo neo-nazista.  

Questo conflitto, che in realtà vede contrapposti USA-UE e Russia, rappresenta una fase della guerra interimperialista che trae le sue origini più profonde dalla crisi di sovrapproduzione di capitale. E in questa fase non bisogna dimenticare la Cina che, pur non coinvolta direttamente in termini militari, gioca un ruolo di primo piano nello scacchiere internazionale in quanto è una delle principali potenze economiche mondiali e proprio per questo in netta contrapposizione con gli USA. La guerra è l’ultimo strumento a cui ricorrono gli Stati imperialisti come soluzione (ndr: temporanea) alla crisi per la ridefinizione degli assetti geopolitici e la conquista di nuovi mercati e l’acquisizione di materie prime, etc.      

Ritornando agli attori del conflitto, l’Ucraina come abbiamo già detto è uno Stato fantoccio dell’imperialismo occidentale e come tale non ha potere decisionale, la Russia è una potenza capitalista e imperialista e Putin rappresenta gli interessi della borghesia russa e non certo quelli del proletariato. Gli USA e l’UE nel corso degli ultimi decenni, tramite la NATO, hanno accentuato politiche tese a una maggiore aggressività sul piano militare per imporre e affermare il proprio dominio nel mondo, come ad esempio con le guerre condotte contro la Jugoslavia, l’Iraq, l’Afghanistan, la Libia, la Siria, ecc, che hanno provocato grandi distruzioni con migliaia e migliaia di vittime civili. Ma va sottolineato che la NATO, sin dalla sua costituzione, è sempre stata un’organizzazione a carattere offensivo, in funzione anticomunista, e non difensiva, come spacciato dalla stessa.

La NATO, braccio militare dell’imperialismo occidentale, dopo la caduta del Muro di Berlino, è stata utilizzata per espandere la sua influenza nei Paesi dell’ex-Patto di Varsavia chiaramente in funzione anti-russa, con l’installazione di basi militari e il massiccio dispiegamento di truppe. L’ultimo sviluppo di questa espansione riguarda l’annunciato accorpamento nella NATO di Svezia e Finlandia e l’assorbimento dell’Ucraina (nella NATO e nell’UE).

In questo contesto, in Europa, l’unità dei comunisti va costruita identificando il nemico principale, che è l’imperialismo del proprio Paese, gli Usa/NATO e l’UE. 

L’Italia ha un ruolo di primo piano nello schieramento imperialista occidentale: ha da subito aumentato la spesa destinata agli armamenti al 2% del PIL nazionale, ha inviato, e continua a farlo, armi e denaro all’Ucraina,  ha trasferito militari nei Paesi NATO confinanti con l’Ucraina, il governo continua a sostenere politicamente il governo ucraino, fino ad arrivare al presidente di Confindustria Bonomi che ha incontrato direttamente Zelenski per pianificare la ricostruzione in Ucraina. Il governo italiano, già dalle prime fasi della guerra, ha iniziato a promuovere l’ “economia di guerra”, annunciando per il prossimo autunno misure di razionamento del gas e dell’energia elettrica, oltre al già avvenuto aumento delle bollette, e facendo intendere che la gran parte delle risorse economiche va destinata al rafforzamento dell’impegno militare, chiaramente a scapito di quelle riservate alla sanità, ai trasporti e alle altre politiche sociali; inoltre da più parti si sta rilanciando l’ipotesi di ricorrere nuovamente alle centrali nucleari.

Sul fronte interno il governo italiano, avendo la necessità di realizzare la pacificazionesociale, punta a reprimere ogni forma di lotta e di dissenso (ultimissimo esempio di questi giorni è l’operazione repressiva contro sindacalisti del Si-Cobas e USB con arresti e perquisizioni) e contemporaneamente a perseguire un consenso generalizzato con un’incessante propaganda guerrafondaia, diffusa tramite i mass media. 

Occorre promuovere un intervento unitario dei comunisti contro l’imperialismo USA e la NATO, che d’altronde storicamente è sempre stato uno dei principali obiettivi del movimento comunista internazionale e in particolare delle Organizzazioni rivoluzionarie dall’inizio degli anni ’70 in poi, come ad esempio è stato in Italia, Germania, Francia, Grecia, ecc. 

Alla stessa maniera bisogna portare i movimenti contro la guerra a mobilitarsi davanti alle ambasciate/consolati USA, alle basi NATO e alle sedi UE. Qualche minimo segnale positivo di questa tendenza comincia a manifestarsi, come è dimostrato parzialmente dalla manifestazione contro la base NATO di Solbiate Olona il 22/4/2022 e dal corteo, tenutosi il 2/6/2022 a Coltano (PI), che ha visto la partecipazione di circa 10000 persone contro la realizzazione di una nuova base militare.     

L’unità dei comunisti si costruisce anche acquisendo la consapevolezza che come il nemico principale negli anni ’30-40 era identificato nel nazi-fascismo, ora il nemico principale è rappresentato dall’imperialismo USA, che proprio perché in grave crisi è divenuto ancora più aggressivo di prima.    

Per tutto quanto espresso finora, è evidente che la parola d’ordine “Né con la NATO, né con Putin” rappresenta una posizione totalmente inadeguata, perlomeno in Italia e in Europa, inoltre non identifica il nemico principale e non contribuisce a creare le condizioni per l’unità dei comunisti e nella sostanza non rilancia la lotta.    

Un’altra parola d’ordine completamente fuorviante è “per l’indipendenza dell’Italia”, in quanto l’Italia, Paese a pieno titolo imperialista, è membro attivo all’interno della NATO, alleato e non suddito degli USA, che hanno ovviamente il ruolo di indiscussa leadership all’interno dell’organizzazione Atlantica. L’Italia, quindi, non essendo un Paese “dipendente” non ha bisogno di una lotta per l’indipendenza, ma di una lotta per il socialismo. In questo senso la parola d’ordine “fuori l’Italia dalla NATO”, pur essendo un concetto giusto e da perseguire, deve essere legato ad una lotta contro il sistema capitalista, in quanto ai proletari non gioverebbe un Paese capitalista-imperialista, seppur esterno alla NATO (Austria e Svizzera insegnano).            

Inoltre non condividiamo le posizioni di alcuni settori di “internazionalisti”, sia nostrani che degli altri Paesi, che mettono in risalto esclusivamente l’opposizione all’imperialismo russo, ponendosi di fatto, anche combattendo direttamente sul campo, a fianco del neonazista Zelenski e dell’imperialismo guerrafondaio occidentale. 

Come noto storicamente in occasione delle guerre imperialiste a farne le spese sono sempre i proletari, sia da una parte che dall’altra. In questa guerra, le vittime sia militari che civili sono i proletari russi e ucraini. Le conseguenze economiche e sociali dell’economia di guerra ricadono pesantemente sui tutti i proletari a livello internazionale. 

Per queste ragioni è il proletariato internazionale organizzato dal partito comunista l’unica forza che può contrapporsi in senso vincente al sistema capitalista/imperialista, può prendere il potere politico e costruire una società senza sfruttamento e classi.   

Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale

Luglio 2022

Pubblichiamo il seguente comunicato, firmato da Comitato di lotta Viterbo e Sicobas Viterbo, come contributo alla lotta contro il 41 bis.

Luglio 2022

“Toccano uno/a, toccano tutti/e!

Si è conclusa il 6 luglio la cassazione per il processo “scripta manent”. La corte ha riqualificato l’attacco esplosivo contro la scuola allievi ufficiali dei Carabinieri di Fossato (Cuneo) del 2 giugno 2006, rivendicato da Rivolta Anonima e Tremenda/F.A.I., per il quale erano imputati Anna e Alfredo, in “strage politica” (art.285 c.p.), rinviando al tribunale di Torino, per il ricalcolo peggiorativo della pena.

Sono state confermate tutte le altre condanne, comprese, tra un anno e nove mesi e due anni e sei mesi, per 11 compagni/e e le assoluzioni che quindi diventano definitive!

In sintesi, 2-3 anni per chi ha scritto su un giornale anarchico e l’ergastolo per chi passa per le “vie di fatto”!

Questa sentenza è l’ennesimo atto di “guerra” contro chiunque, “proletario cosciente”, anarchico o comunista che sia, si è posto e/o si pone oggi, sul terreno teorico/pratico della “irriducibilità”, contro lo Stato Borghese e per la “Costruzione di un nuovo Modello di Società di liberi/e uguali”.

Ricordiamo a tutti/e che ancora “seppelliscono” nelle carceri (da decenni…), decine di “proletari comunisti” che hanno fatto parte della storia rivoluzionaria degli anni 70′-80′ del nostro Paese!

A loro, ad Anna ed Alfredo va il nostro fraterno abbraccio!

Noi non facciamo “distinguo”: toccano uno/a, toccano tutti/e , va gridato anche e soprattutto in questo caso, davanti al “nostro nemico comune”… Sará la storia e lo “scontro” teorico-pratico a dire chi avrá ragione e non altri.

Noi pensiamo che la “questione carcere” in generale, deve diventare, non un impegno esclusivo per “addetti”, familiari, avvocati etc, bensí parte integrante dell’attività politico-sociale di ogni componente del Movimento di Classe, altresí crediamo che queste condanne vadano ad inserirsi in un quadro di repressione, dominio, controllo, contro chiunque in questo Paese, lotti e resista all’affermazione di scelte e logiche di questo barbaro Sistema chiamato Capitalismo!

La repressione contro i disoccupati a Napoli, il movimento No-Tav a Torino, gli occupanti delle case a Roma, le cariche, i pestaggi e le denunce contro i lavoratori della logistica, sono solo gli ultimissimi esempi… e siamo solo all’inizio, questo è l’avvertimento, prepariamoci ad un “caldo autunno” da parte loro… e noi?

Libertà per i proletari anarchici e comunisti, “prigionieri” nelle carceri!

Davanti allo Stato Borghese, siamo tutti/e uguali e uniti!

Per la Rivoluzione Proletaria!

Comitato di lotta Viterbo

Sicobas Viterbo”

Clicca sul titolo per vedere la copertina

Pubblichiamo la dichiarazione di Georges Abdallah, letta in occasione della manifestazione svoltasi il 18 giugno 2022 a Parigi.

18 giugno, manifestazione per la liberazione di Georges Abdallah – 19 giugno, Giornata Internazionale del Rivoluzionario Prigioniero

“Cari/e Compagni/e, cari/e Amici/Amiche,

In questo tempo di crisi, guerre e grandi lotte, sapere che oggi vi siete tutti/e mobilitati, come ogni anno, per celebrare in strada la “Giornata Internazionale del Prigioniero Rivoluzionario” mi riempie di forza e mi scalda anche il cuore. La vostra mobilitazione Compagni, nella diversità del vostro impegno, è più che tonificante per coloro che, da tanti anni, si esprimono principalmente da dietro le sbarre.

Come non chiedersi, Compagni, in questo tempo di crisi globale del capitalismo globalizzato e d’intensificazione di tutte le sue contraddizioni, se non occorra dare un orizzonte più ambizioso alla “Giornata Internazionale del Prigioniero Rivoluzionario”! Forse bisognerebbe affermare in questa occasione che non si tratta più solo di esprimere una costante solidarietà ai/alle compagni/e rinchiusi nelle carceri sioniste o nelle carceri fasciste in Turchia o altrove nel mondo; che non è più solo questione di sostenere le loro giuste richieste con tutte le nostre forze e quindi di salutare la mobilitazione in corso durante lo sciopero della “fame” dei nostri due cari compagni Khalil Aouaouda عواودة e Raed Rayan o di altri due cari compagni Sibel Balaç e Gökhan Yıldırım. Forse sarebbe giunto il momento di dichiarare che la celebrazione della “Giornata Internazionale del Prigioniero Rivoluzionario” mira ormai soprattutto a coinvolgere e incoraggiare le forze vive della rivoluzione e le sue avanguardie combattenti, affinché mettano in atto ogni misura necessaria per l’espressione pratica della ferma determinazione a togliere i nostri compagni dalle grinfie dei loro carcerieri criminali. Naturalmente, Compagni, in tal caso non si tratta di affermare forte e chiaro un qualsiasi dovere di natura morale verso i nostri compagni prigionieri, ma semplicemente di unire le capacità delle forze rivoluzionarie (a livello nazionale, regionale e internazionale) e inserire anzitutto la liberazione dei nostri compagni nella dinamica globale delle lotte realmente in atto.

Infatti, ricordiamoci Compagni che in diverse occasioni, in un passato non molto lontano, le avanguardie della lotta rivoluzionaria palestinese hanno affrontato questo compito con grande coraggio e abnegazione, costringendo il nemico a liberare migliaia di compagni prigionieri. Certamente la liberazione dei prigionieri rivoluzionari, è sempre stata un momento di grande effervescenza popolare, nutrendo sempre e consolidando i legami di solidarietà su scala internazionale e quindi partecipando, in modo più significativo, all’influenza della rivoluzione palestinese e all’arricchimento della lotta antimperialista/anticapitalista, sia a livello nazionale che regionale e a maggior ragione a livello internazionale.

Come vedete, Compagni, le contraddizioni inter-imperialistiche sono in primo piano in questi giorni a livello internazionale. Niente lascia supporre che vadano presto ad attenuarsi. In un contesto di crisi globale del sistema capitalista globalizzato, queste contraddizioni sono destinate ad aggravarsi sempre più e a diffondersi a livello planetario. È chiaro che la perdita dell’egemonia dell’imperialismo USA a livello mondiale spinge tale imperialismo nella sua fuga in avanti verso una maggiore aggressività rispetto agli altri poli imperialisti e soprattutto verso una maggiore ostilità criminale nei confronti degli Stati indipendenti un po’ ribelli, a suo piacimento…

Naturalmente la propaganda imperialista è in pieno svolgimento in questi giorni. E sembra inutile soffermarsi a lungo su pseudo-argomentazioni riguardo ai malvagi aggressori e i poveri attaccati…

Compagni, le contraddizioni inter-imperialistiche che si esprimono in Europa in questo momento ricordano a tutti noi che nell’arco di un secolo il capitalismo sta gettando per la terza volta l’umanità sull’orlo di una guerra mondiale… La crisi di questo moribondo capitalismo nella sua fase di avanzata putrefazione è la crisi del capitalismo globalizzato realmente esistente. Non esiste via d’uscita dalla crisi nel quadro di questo capitalismo. Non potremo mai ripeterlo abbastanza: la guerra è in qualche modo inclusa nel codice genetico del capitale. Il capitalismo globalizzato è il capitalismo esistente davvero oggi e l’agonia del suo mondo si concluderà solo con il superamento del capitalismo verso il comunismo. Solo con la lotta implacabile di “classe contro classe” nei centri imperialisti si può e si deve farla finita con la barbarie della guerra inter-imperialista

Compagni, certamente c’è spazio per un futuro diverso dalla sottomissione ai diktat criminali del capitalismo moribondo e alla barbarie delle sue guerre imperialiste e inter-imperialiste.

Le condizioni di detenzione nelle carceri sioniste stanno peggiorando di giorno in giorno. E come sapete, Compagni, per affrontarle la solidarietà internazionale si rivela un’arma indispensabile…

Naturalmente, le masse popolari palestinesi e le loro avanguardie rivoluzionarie possono sempre contare sulla vostra mobilitazione e sulla vostra attiva solidarietà.

La detenzione amministrativa non deve più passare sotto silenzio. Insieme, Compagni, denunciamo e combattiamo queste barbare aberrazioni sioniste!

Il trattenimento dei corpi dei militanti morti in carcere è un’abiezione. Denunciamolo e combattiamolo con tutti i mezzi disponibili!

Che mille iniziative di solidarietà fioriscano a favore della Palestina e della sua promettente Resistenza!

Che mille iniziative di solidarietà fioriscano a favore delle ragazze e dei ragazzi palestinesi!

Solidarietà, ogni solidarietà ai combattenti della Resistenza nelle carceri sioniste e nelle celle d’isolamento in Marocco, Turchia, Grecia e Filippine e in altre parti del mondo!

Solidarietà, ogni solidarietà ai giovani proletari dei quartieri popolari!

Onore ai Martiri e alle masse popolari in lotta!

Abbasso l’imperialismo e i suoi cani da guardia sionisti e altri reazionari arabi!

Il capitalismo è solo barbarie, onore a tutti coloro che vi si oppongono nella diversità delle loro espressioni

Insieme, Compagni, e solo insieme vinceremo!

La Palestina vivrà e la Palestina vincerà sicuramente.

A tutti voi Compagni e Amici i miei saluti rivoluzionari

Il vostro compagno Georges Abdallah

Venerdì 10 giugno abbiamo proiettato il film: “FEDAYIN” – Le combat de Georges Abdallah – anche in previsione della manifestazione che si terrà a Parigi il 18 giugno prossimo. Dopo la proiezione sono stati fatti dei collegamenti, uno dei quali con un compagno del “Collectif Palestine Vaincra” di Tolosa ed alla fine del dibattito l’assemblea dei presenti ha espresso il seguente comunicato di solidarietà.

  • “Il Collectif Palestine Vaincra, fondato nel 2019, è un’organizzazione presente in Francia nel campo della solidarietà con la Palestina ed è stata bersaglio per diversi mesi di attacchi da parte di organizzazioni filo-israeliane. Attacchi che in realtà mirano a screditare l’intero movimento di solidarietà con la Palestina e che come risultato hanno avuto, da parte dello Stato francese, la richiesta di scioglimento amministrativo del collettivo stesso. Consapevoli che Il Collectif Palestine Vaincra è un membro della rete internazionale Samidoun che sostiene i prigionieri palestinesi sia nella difesa dei diritti fondamentali, contro la tortura, contro la detenzione amministrativa e che anche per noi i prigionieri palestinesi e in particolare di Georges Ibrahim Abdallah incarcerato in Francia, incarnano la resistenza di un popolo che da 74 anni continua instancabilmente a lottare per i propri diritti e la propria emancipazione. Consapevoli che per noi è anche il sostegno a una comune lotta antimperialista e che si tratta dell’ennesimo tentativo di equiparare l’antisionismo con l’antisemitismo, come già successo a Milano con il processo per la contestazione della brigata ebraica del 25 aprile 2018, affermiamo forte e chiaro che Israele – entità sionista coloniale e razzista – è illegittima e al Collettivo va tutta la nostra solidarietà, con l’impegno di lottare qua contro il nostro imperialismo e la barbarie.”

Panetteria Occupata – Milano

Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale

Milano – 10/06/2022

(clicca sul titolo)

La guerra imperialista in Ucraina rappresenta un’accelerazione della tendenza alla guerra interimperialista globale tra USA-UE- NATO e Russia e Cina, per la ridefinizione dell’ordine mondiale. In questo scontro l’Italia ha assunto un ruolo di primo, in ambito UE-NATO, a fianco degli USA: fornitura di armi e sostegno economico in Ucraina e invio di militari nei paesi NATO confinanti con l’Ucraina e la Russia, notevole aumento delle spese militari fino al 2% del PIL. Il tutto accompagnato da una propaganda bellicista a favore della linea di interventismo militare e anche a sostegno del fantoccio Zelensky.

Questa propaganda bellicista è parte del fronte interno della guerra, così come l’aumento della repressione contro i proletari che lottano, i movimenti e le avanguardie.

Uno degli esempi più recenti è l’operazione repressiva (11 arresti, di cui tre in carcere) condotta a Torino contro gli studenti che hanno manifestato il 22/2/2022 per la morte di uno studente impegnato nel progetto “alternanza scuola-lavoro”.

A fronte di tutto ciò, è più che mai necessario sviluppare una mobilitazione in primo luogo contro l’imperialismo italiano, la NATO e la UE, contro l’ “economia di guerra” già annunciata dal governo del banchiere Draghi/PD, che significa soprattutto tagli allo stato sociale (sanità, scuola, casa, trasporti, ecc) e carovita (aumento delle bollette e dei prezzi) e contro la repressione.

In una situazione in cui la repressione dello Stato agisce a più livelli, in ambito carcerario vengono colpiti i rivoluzionari prigionieri che resistono e continuano a difendere i propri percorsi rivoluzionari.

In tal senso, il 5/5/2022 è stato imposto il regime di 41bis al compagno anarchico Alfredo Cospito, da circa dieci anni in carcere per aver gambizzato l’amministratore delegato dell’Ansaldo Nucleare di Genova e successivamente anche condannato in appello a vent’anni nel processo nell’ambito dell’operazione “Scripta Manent”.

E sappiamo bene che cosa significa 41bis: un isolamento completo, ovvero una forma di tortura finalizzata, nel caso dei rivoluzionari prigionieri, ad ottenere l’abiura e l’accettazione delle compatibilità borghesi.

Ma il 41 bis non è una novità per i rivoluzionari prigionieri. Infatti 3 compagni, militanti delle BR-PCC, dal 2005 ininterrottamente sono sottoposti al 41bis. Questi compagni/e nonostante queste durissime condizioni detentive continuano a resistere e a mantenere la propria identità politica.

Contro questo regime di isolamento, negli anni passati si è sviluppata una grande mobilitazione nazionale, con manifestazioni, presidi, assemblee e altre iniziative. Il 24/11/2017, in particolare, si è tenuto un presidio presso il tribunale e il carcere di l’Aquila, in occasione del processo a carico della compagna Nadia Lioce, per la lotta che stava conducendo contro il regime di 41bis, a cui è sottoposta.

A seguito del presidio di L’Aquila, il 18/5/2022 verranno processati 27 compagni/e, a dimostrazione di come lo Stato procede contro chi si mobilita contro il 41 bis e in sostegno dei rivoluzionari prigionieri.

Rispetto a questo processo, così come rispetto alla repressione più in generale, bisogna fare fronte comune per sviluppare una mobilitazione, come parte integrante della lotta più generale contro il capitalismo e l’imperialismo.

Maggio 2022

Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale

In occasione del Primo Maggio pubblichiamo un video che abbiamo realizzato nel maggio 2021 (per vedere il video clicca il titolo)

video in italiano

video in inglese

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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