Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale

Costruire la Solidarietà! Abbattere il Capitalismo! ccrsri1@gmail.com
Subscribe to feed Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale

Clicca per vedere la locandina

MASCHERE ANTIGAS PER LA GUERRIGLIA IN ROJAVA

Una delle attuali potenze facente parte del circo “democratico” G20 e pilastro della NATO è in realtà un ben noto regime fascista, quello turco. Un regime che governa col terrore, declinato con vari mezzi, fra cui una sistematica violenza genocida contro il popolo curdo e altre minoranze etniche, nonché contro le organizzazioni proletarie. Da molti anni però si trova a fronteggiare una resistenza eroica e tenace, multietnica e internazionalista, guidata dalle forze curde, dalle loro storiche organizzazioni rivoluzionarie di liberazione. In Rojava, in particolare, gran parte del territorio è stato liberato e vi si sviluppa una concreta e ricca esperienza di autogoverno e trasformazione sociale. Proprio ciò che odiano non solo i fascisti turchi ma anche le potenze imperialiste. Ed ecco che queste ultime hanno aperto la strada all’invasione del Rojava, nel 2018 ad Afrin, coprendo gli ennesimi crimini e stragi perpetrate, fra l’altro, con l’ausilio delle orde jiahdiste (da sempre finanziate e armate segretamente). L’ultima nefandezza è l’impiego di gas bellici per colpire combattenti e popolazione rifugiata nei tunnel, costruiti appositamente per resistere ai bombardamenti aerei. Uso dei gas e altre armi chimiche che sono pure vietate dalle Convenzioni internazionali ma, si sa, le “democrazie” autoelette e i loro sgherri si permettono di tutto, tanto sono loro stessi giudici e gendarmi mondiali.

Quello che succede in Medio Oriente e Maghreb ha un impatto diretto e importante in Europa. Sappiamo l’involuzione repressiva razzista che ha segnato gli Stati europei, nel doppio senso di un governo militarizzato del proletariato migrante e nella diffusione del veleno nazionalista e suprematista bianco. La crisi pandemica ha inasprito ancor più questa gestione economico-sociale, siamo dentro un vortice di barbarie capitalistica, dove la condizione lavorativa viene sempre più disciplinata in termini coercitivi, di ricatto permanente. Fabbrica e galera tornano a confondersi.. In piena pandemia non hanno fermato certo la produzione e nemmeno le spedizioni militari. Nel PNRR stesso è previsto un aumento secco delle spese militari. Per fare cosa? Altro che sanità pubblica..piombo ai popoli! Quello che fanno in Libia, Iraq, Siria, Sahel, Afghanistan,ecc. è evidente!!

I movimenti che oggi contestano e resistono a questa barbarie – i movimenti contro le devastazioni ambientali, il nuovo movimento operaio (facchini, GKN), il movimento femminista – devono anche rendersi conto che nessun cambiamento sarà possibile pacificamente. La rivoluzione in Rojava ne è la dimostrazione vivente. Dobbiamo imparare da loro, interagire, costruire insieme una prospettiva. Come loro ci dicono, la rivoluzione in Rojava è per l’umanità intera, così come la sconfitta del fascismo turco. L’internazionalismo è un interesse molto concreto per tutti i popoli!

Il loro apporto è preziosissimo e possiamo cominciare con la solidarietà. Sulle orme di quella splendida dei volontari internazionalisti che, a centinaia, sono accorsi a contribuire allo sforzo di guerra. E, sovente, al prezzo della propria vita, come Tekoser Orso, Ivana Hoffman, Anna Campbell e tante/i altre/i. Oggi possiamo contribuire concretamente a raccogliere fondi per questi mezzi di autodifesa essenziali, le maschere antigas. La campagna iniziò già un paio d’anni fa e molte centinaia di maschere sono arrivate al fronte. Ma la richiesta continua ed è impellente.

Domenica 9 gennaio a Cuneo

presso la Biblioteca Popolare Rebeldies in via Savona 10

Iniziativa raccolta fondi per le maschere antigas, sostegno alla rivoluzione in Rojava.

A partire dalle ore 12: informazione e interventi, a seguire grande Bagna cauda.

Tendone riscaldato, quindi posti limitati, meglio prenotare al 340 984 6508

Soccorso Rosso Internazionale

Clicca per visualizzare le immagini

Sabato 23 ottobre 2021, più di mille persone hanno manifestato fino ai cancelli del carcere di Lannemezan (F) per chiedere l’immediato rilascio di Georges Abdallah, comunista libanese imprigionato da 37 anni. Molti comitati di sostegno hanno permesso a questa mobilitazione di raggiungere un’affluenza storica. Il Soccorso Rosso Internazionale era presente con i membri delle sue sezioni di Tolosa, Ginevra e Bruxelles.

Dichiarazione di Georges Abdallah

Cari/e Compagni/e, cari/e amici/amiche,

Dopo un mese d’intensa mobilitazione di solidarietà in Francia, così come altrove in altri Paesi, eccovi riuniti oggi di fronte a questi muri e a questo filo spinato. Come un anno fa, o addirittura un decennio per alcuni di voi, la vostra sola presenza qui suscita ancora molta emozione e altrettanto entusiasmo. Vedete, Compagni e amici/amiche, l’atmosfera in questi luoghi sinistri, tutta questo ambiente carcerario, cambia quando l’eco della vita attiva giunge a colpire la piattezza senza nome di una mortale quotidianità carceraria… Così, i compagni di prigionia sociali scoprono come per magia, anche se solo per un piccolo momento, la bellezza e il potere delle relazioni umane sostanzialmente disinteressate e della solidarietà nonostante tanti anni dietro le sbarre… Seguendo nella miseria culturale ed emotiva senza rapporti reali con la società da lunghi anni per alcuni, questo risveglio d’entusiasmo e d’umanità non passa inosservato; lo si legge negli occhi e lo si vede in questi commenti spontanei, spesso sinceri, ma purtroppo senza futuro…

Compagni e Amici/Amiche, l’eco dei vostri slogan, dei vostri canti e tutto il resto, va oltre questi fili spinati e altre torri di avvistamento, risuona nelle nostre teste e ci trasporta lontano da questi luoghi sinistri.

Cari/e Compagni/e, cari Amici/Amiche, all’alba di questo 38° anno di prigionia, sapervi qui presenti nella diversità del vostro impegno, a pochi metri dalla mia cella, mi riempie di forza e porta una cocente negazione a tutti coloro che hanno scommesso sull’affanno della vostra solidarietà. Soprattutto mi conforta nella convinzione che il cambiamento dei rapporti di forza a favore dei protagonisti rivoluzionari imprigionati è sempre funzione della mobilitazione solidale assunta nel campo della lotta anticapitalista/antimperialista; quindi possiamo dire senza la minima esitazione: il sostegno più significativo che si può dare ai nostri compagni prigionieri si registra di primo acchito nel vero impegno nella lotta in corso. Certo, siete consapevoli che è sempre al livello delle istanze politiche che si decide il luogo e il peso del rito giudiziario, quando si tratta di rivoluzionari imprigionati. Per questo, del resto, è solo assumendo solidarietà su questo terreno di lotta di classe e in tutte le sue dimensioni che la detenzione dei nostri compagni in carcere comincia a pesare più delle possibili minacce inerenti alla loro liberazione. Sono pure questo impegno e questa mobilitazione militante e solidale a fare che nonostante tanti anni di prigionia, siamo ancora insieme, Compagni, fermamente ritti con incrollabile determinazione di fronte a ogni prova, questo 38° anno che già si preannuncia ricco anche di lotte e speranze.

Compagni, in questi tempi di pandemia, di crisi multidimensionale che scuote i pilastri del sistema capitalista mondiale, le contraddizioni inter-imperialiste non cessano di aggravarsi sempre di più. La borghesia imperialista ha recentemente sventolato ovunque la bandiera del nazionalismo. Classico riflesso dei capitalisti in tempo di crisi per meglio legare saldamente le masse popolari alla “loro” borghesia e al “loro” Stato. Come se il problema da risolvere per i lavoratori e gli altri precari fosse quello della “grandezza della nazione”, e non quella di porre fine al capitalismo e alla sua barbarie. Eppure, la crisi del capitalismo moribondo nella sua fase d’avanzata putrefazione è già qui davanti a noi a livello planetario… crisi sanitaria, crisi ecologica, crisi economica e sociale si combinano e si amplificano sempre di più. Non esiste via d’uscita dalla crisi nell’ambito del capitalismo. Il capitalismo globalizzato è il capitalismo esistente realmente oggi. L’agonia del suo mondo finirà solo con il superamento del capitalismo, non attraverso compromessi storici e altri illusori tentativi di salvaguardare le conquiste di un cosiddetto capitalismo democratico dal volto umano, ma piuttosto attraverso l’incessante lotta “classe contro classe”. Oggi viviamo tutti sotto l’egemonia del capitale globalizzato. Nessun Paese può sfuggire completamente al meccanismo distruttivo di questa egemonia. È questo “capitalismo globalizzato”, cioè il capitalismo realmente esistente, ad essere in crisi. Ed è questo capitalismo che i comunisti e tutti i rivoluzionari dovranno superare per vincere la barbarie. Per la sopravvivenza dell’umanità, per la sopravvivenza del nostro pianeta, occorre essere in grado di sbarazzarsi del capitalismo e della sua barbarie, al più presto.

Recentemente dobbiamo constatare, Compagni, che nel momento in cui in Africa le posizioni dell’imperialismo francese continuano a erodersi a vantaggio di altre potenze (per inciso, non solo Cina e/o Russia, ma anche Germania, USA e Turchia), in Francia si afferma sempre più un processo di fascistizzazione. Certo, non è questo l’argomento su cui potersi qui soffermare, resta il fatto che c’è da preoccuparsi al massimo livello.

Compagni, per avanzare nella costruzione dell’alternativa rivoluzionaria appropriata, la convergenza delle lotte è più che essenziale. Il blocco storico dei lavoratori e degli altri precari si costruisce e si struttura nella dinamica globale della lotta in tutte le sue componenti. Solo attraverso questa dinamica globale, la lotta di classe rende evidenti le potenzialità politiche del movimento attuale, spingendo il proletariato operaio ad appropriarsi della sua cosciente espressione politica. Le masse proletarie, appropriandosi dell’espressione politica consapevole dei loro interessi di classe, si riscoprono in quanto soggetti della loro storia e della storia stessa. Solo attraverso lo svolgersi dell’agire insieme i diversi soggetti della lotta rivoluzionaria qui e altrove nel mondo pervengono alla costruzione di alternativa appropriata e a porre una scadenza all’agonia del capitalismo moribondo nella sua fase di putrefazione avanzata, cioè l’agonia del capitalismo realmente esistente.

Come potete vedere, Compagni, la borghesia araba nella sua stragrande maggioranza ora mostra il suo allineamento nel campo del nemico senza trucchi. Ciò non manca da un lato d’influenzare la lotta delle masse popolari palestinesi e dall’altro di affermare il posto speciale della causa palestinese come una delle principali leve della rivoluzione araba. E ovviamente, la lotta all’interno del blocco sociale della rivoluzione dovrebbe tener conto delle tergiversazioni e di altri compromessi della borghesia per poter fronteggiare ogni proposta “liquidazionista”. La Resistenza Palestinese ha e dovrà affrontare il “blocco arabo-sionista reazionario” guidato dalle potenze imperialiste.

Ogni giorno la Palestina ci dà lezioni di abnegazione e coraggio di eccezionale entità. Più che mai le masse popolari palestinesi, nonostante tutti i tradimenti della borghesia, assumono il ruolo di vero garante della difesa degli interessi del popolo. Contro l’occupazione e la barbarie dell’occupante, la prima risposta legittima che deve manifestarsi è anzitutto la solidarietà, ogni solidarietà, con coloro che con il loro sacrificio affrontano la milizia dell’occupazione. Le condizioni detentive nelle carceri sioniste peggiorano di giorno in giorno. E come vi è noto, Compagni, per affrontarlo, la solidarietà internazionale si rivela un’arma essenziale.

Che mille iniziative di solidarietà fioriscano in favore della Palestina e della sua promettente Resistenza!

Che mille iniziative di solidarietà fioriscano a favore dei/delle giovani Palestinesi!

Solidarietà, ogni solidarietà a chi resiste nelle carceri sioniste e nelle celle d’isolamento in Marocco, Turchia, Grecia, Filippine e altrove nel mondo!

Solidarietà, ogni solidarietà ai giovani proletari dei quartieri popolari!

Solidarietà, ogni solidarietà ai proletari in lotta!

Solidarietà, ogni solidarietà alle masse popolari yemenite!

Onore ai martiri e alle masse popolari in lotta!

Abbasso l’imperialismo, i suoi cani da guardia sionisti e altri reazionari arabi!

Il capitalismo è solo barbarie, onore a tutti coloro che vi si oppongono nella diversità delle loro espressioni!

Insieme Compagni e solo insieme vinceremo!

A tutti voi, Compagni e Amici/Amiche, il mio saluto rivoluzionario

Il vostro Compagno Georges Abdallah

Fonte: libéronsgeorges

La solidarietà più appropriata che si può dare a qualsiasi protagonista rivoluzionario imprigionato è quella che si sviluppa sempre più sul terreno delle lotte contro il sistema di sfruttamento e dominio”

Riportiamo in apertura un significativo estratto della dichiarazione di Georges Abdallah del 19 ottobre del 2019 proveniente dal carcere di Lannemezan, in Francia, dove il compagno è detenuto da 37 anni .

Abdallah è ormai un simbolo della lotta internazionalista contro l’imperialismo. Dalla resistenza in Libano e Palestina (negli anni ’70/’80) fino alle azioni per portare qui in Europa la guerra contro gli imperialisti e il loro gendarme Israele che perpetrano da decenni contro i popoli del Medio Oriente (al ben noto scopo di dominarne le risorse petrolifere). Poi in carcere, continua a lottare e battersi per l’autodeterminazione dei popoli oppressi, e nel contesto di crescente barbarie che stiamo conoscendo in questi ultimi decenni. Il suo è un contributo attivo, di costante solidarietà pure verso le lotte sociali in Francia, contro la repressione dei movimenti e con la riaffermazione della sua identità comunista, di sostegno al campo rivoluzionario.

Sebbene avesse diritto già dal 1999 ad una forma di libertà vigilata, USA, Israele e Francia bloccano ogni provvedimento di possibile liberazione. Questo soprattutto perché Georges Abdallah non ha mai ceduto al compromesso, al tradimento politico e ideologico. Senza vittimismo o richieste umanitarie di grazia, ha invece continuato giustamente a sostenere i processi rivoluzionari, le organizzazioni e le loro azioni in ambito internazionale.

Come Soccorso Rosso Internazionale situiamo questo mese internazionale di iniziative per la liberazione di Georges Abdallah nel più generale impegno verso i/le prigionieri/e rivoluzionari/e delle organizzazioni di vari Paesi e fronti di lotta. In Italia ci sono alcune decine di militanti/e incarcerati/e dagli anni ’80, che non si sono arresi, non cedendo a compromessi con lo Stato, continuando a difendere l’identità e il patrimonio politico di cui sono espressione coerente. Un filo rosso di continuità con i precedenti cicli di lotta, oggi molto utile nel momento in cui i movimenti si trovano ad affrontare uno scontro e una repressione intensi, un dominio sempre più totalitario che impone nei fatti l’esigenza, la necessità di ricostruire una prospettiva rivoluzionaria.

La lotta per la liberazione di Georges Abdallah non è solo doverosa rispetto a lui, ma giusta e condivisibile in un orizzonte di ampio respiro che attraversa le lotte di liberazione del popolo palestinese, curdo e del loro fronte internazionalista mediorientale, fino alle lotte qui in Europa, per sostenere e dare sostanza ad ogni resistenza contro tutti i sistemi imperialisti e colonialisti. È nel fronte solidale di queste resistenze che può vivere e svilupparsi la comune prospettiva rivoluzionaria contro il capitalismo.

Ottobre 2021

Collettivo Contro la Repressione per il Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI)

Proletari Torinesi – per il Soccorso Rosso Internazionale (PT-SRI)

Il 27/9 si è tenuta la terza udienza del processo contro i 4 compagni antisionisti, conclusasi con la richiesta di condanne da 3 a 8 mesi. Lunedì 11 Ottobre è prevista l’ultima udienza, durante la quale dovrebbe essere pronunciata la sentenza.

Per questo è importante una massiccia presenza di compagni e compagne al presidio che si terrà davanti al tribunale di Milano alle ore 9.30.

Solidarietà ai 4 compagni antisionisti!

Contro il ruolo dell’Italia a fianco dell’entità sionista!

Sostegno alla Lotta del popolo palestinese e alla Resistenza dei prigionieri!

Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI)

Sentenza operazione Prometeo
Lunedì 4 ottobre a Genova si è concluso il processo di primo grado contro i tre compagni: tutti assolti!
Natascia Savio dopo due anni di carcerazione, è libera!
Beppe Bruna rimane in carcere per l’altra condanna.

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

PalestinaRossa newsletter

Resta informato sulle nostre ultime news!

Subscribe to PalestinaRossa newsletter feed

Accesso utente