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Raid israeliano nella sede del Comitato delle donne a Hebron

Traduciamo e pubblichiamo il comunicato stampa del UPWC (Union of Palestinian Women Committee) pervenutoci nella giornata di martedì 24 settembre.

Le forze d’occupazione israeliane hanno fatto irruzione negli uffici del UPWC a Hebron, nelle prime ore della mattinata di martedì 24, violando gli spazi e requisendo alcuni oggetti tra cui una stampante, un computer e alcune foto.

Le forze di occupazione israeliane fanno irruzione nell'ufficio di Addameer sequestrando documenti e molto altro materiale

Circa intorno alle ore 02.00 di giovedì 19 ottobre 2019 le forze di occupazione israeliane hanno fatto irruzione presso l'ufficio di Addameer Prisoners Support e Human Rights Association, hanno prelevato diverso materiale informatico tra cui cinque computer, alcune schede di memoria, tre memorie per laptop, una scheda per laptop, diversi libri e inoltre hanno cercato tra gli effetti personali dell'ufficio.

Questa è la terza volta che i soldati israeliani fanno irruzione nell'ufficio, la prima è avvenuta nel 2002 mentre il secondo incidente incidente risale al 2012.

Addameer afferma che queste continue incursioni non intralceranno in alcun modo i compiti che l'organizzazione si assume in difesa dei prigionieri politici palestinesi. L'organizzazione continuerà a sostenere i prigionieri palestinesi per fermare tutte le violazioni dei diritti umani che ricevono, tra cui torture, detenzioni arbitrarie e processi ingiusti.

Addameer condanna questo raid che è parte degli attacchi continui e sistematici contro le organizzazioni della società civile palestinese. Tali attacchi prendono di mira le organizzazioni che hanno un ruolo nell'affrontare le violazioni dell'occupazione e nel rivendicare la responsabilità di tali violazioni.

120 detenuti pronti a unirsi allo sciopero della fame, mentre la tensione continua a salire

Due giorni dopo che 23 prigionieri politici palestinesi nelle carceri israeliane hanno iniziato uno sciopero della fame, altri 120 stanno pianificando di unirsi allo sciopero, soprattutto se l’autorità israeliana della prigione continua a ignorare le loro richieste, compresa l’attuazione di ciò che ha concordato nell’aprile di quest’anno.

I detenuti hanno affermato che l’autorità carceraria continua non solo a ignorare le loro richieste, ma sta anche rifiutando di attuare quanto concordato lo scorso aprile, dopo aver accettato di installare telefoni pubblici e di rimuovere i dispositivi di inceppamento del segnale telefonico, installato in varie carceri, che ha causato complicazioni alla salute di diversi detenuti.

Morto un prigioniero politico nelle carceri dell’occupante sionista

Il dipartimento del servizio carcerario sionista, domenica pomeriggio riferisce del martirio di un prigioniero palestinese di Nablus nell’ospedale sionista “Assaf Harovi”.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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