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Gli Usa intendono usare il sistema radar in territorio turco per passare informazioni a Israele

Con tutta probabilità, gli Usa stanno pianificando di avvalersi del sistema radar della Nato, di propria produzione, ubicato in territorio turco, per utilizzarlo come piattaforma utile a fornire informazioni d’Intelligence a Israele.

Alcuni media israeliani riprendono il fatto da un giornale turco che, nel riportarne la notizia, mette in guardia da qualunque mossa di questo tipo da parte americana poiché questa possibilità “procurerà disagio ad Ankara dal momento che il governo turco ha rassicurato la propria opinione pubblica e i Paesi vicini che l’Intelligence ottenuta da tale sistema radar non sarà funzionale agli interessi di Israele”.

Funzionari turchi di alto rango hanno più volte affermato che la struttura radar in questione è puramente di natura difensiva e che nessun Paese in particolare costituisce una minaccia all’accordo tra Ankara e la Nato. Questo punto aveva obbligato allora la Turchia a ospitare il sistema radar.

Dalla sezione carceri del PFLP: Boicottare i programmi radio e TV dell’autorita Palestinese

La sezione carceri del PFLP: "Boicattare i programmi radio e TV dell’autorita Palestinese che hanno posto un veto all’attivista per i prigionieri Wafa Abu Ghoulmeh".

La sezione del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina nelle carceri dell’occupazione ha denunciato Ahmad Zaki, il direttore dei programmi della televisione e della radio Palestinese - canali TV e radio controllati dall’Autorità Nazionale Palestinese - per aver impedito alla compagna Wafa Abu Ghoulmeh di affrontare nel suo programma la questione dei prigionieri.

Il programma, che va in onda via radio ed è così uno dei pochi programmi che possono essere ascoltati dai prigionieri in isolamento cui viene negato l’accesso alla televisione, trasmette interviste e messaggi dalle famiglie dei prigionieri. Wafa Abu Ghoulmeh è una grande e carismatica attivista per la causa dei prigionieri, oltre ad essere la moglie del compagno Ahed Abu Ghoulmeh. Ahed Abu Ghoulmeh è un leader del PFLP che è stato sequestrato insieme al segretario generale Ahmed Sa’adat dalla prigione dell’Autorità situata a Jericho nel 2006 per essere portato nelle prigioni dell’occupante, dove tutt'ora si trova. Il ramo del Fronte nelle carceri ha definito deplorevole questa irresponsabile decisione nei confronti della leader, che le toglie oltretutto la possibilità di far sentire la sua voce e la voce dei suoi figli a suo marito rinchiuso in cella di isolamento.

Allo scrittore Palestinese Rasim Obeidat e’stato impedito di entrare nella West Bank

L’intelligence dell’occupazione israeliana ha convocato lo scrittore, giornalista e analista politico Rasim Obeidat nel proprio quartier generale a Gerusalemme per comunicargli il divieto di entrare nella West Bank per sette mesi, dall’11 gennaio al 7 settembre 2012.

L’ordine, emanato da Avi Mizrahi, comandante delle forze di occupazione nella West Bank occupata, stabilisce che a Obeidat non è permesso di entrare nell’”area riservata della Giudea e Samaria per mantenere la sicurezza e la tranquillità della regione,”, affermando che in assenza di un permesso specifico ad Obeidat è vietato l'ingresso in tutte le aree eccetto quella evidenziata su una mappa.

Lo scrittore ha dichiarato che questa azione, quasi una imposizione agli arresti domiciliari a Gerusalemme, e la consegna di una mappa in cui sono segnati gli angusti confini entro i quali egli può muoversi sono una evidente violazione del diritto a spostarsi liberamente, diritto garantito dalla legislazione internazionale e dalle convenzioni vigenti sulle popolazioni sotto occupazione, in particolare modo dall’articolo IV della quarta convenzione di Ginevra.

La coalizione “The Palestine Right to Return Coalition” respinge gli attacchi su Conference BDS presso l'Università della Pennsy

Come sostenitore del boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro Israele, la coalizione  respinge gli ultimi attacchi ai movimenti dall'ex direttore della CIA James Woolsey e Jonathan Schanzer dei pro-israeliani gruppi neoconservatori. Questi attacchi sono stati ripresi da Ruben Gur, docente presso l'Università di Pennsylvania, che ha etichettato in un editoriale sul Daily gli attivisti ed i leader del movimento, come i nazisti.

Questi tipi di attacchi feroci riflettono la penosa difesa  pro-Israele e dimostrano la crescita del movimento BDS e la loro paura a fronte di tale crescita.

Chiediamo che l'Università di Pennsylvania Presidente Amy Gutmann alzi la voce contro questi attacchi al movimento BDS e protegga la libertà di parola nel campus dell'Università della Pennsylvania. Questo tipo di retorica non dovrebbe essere consentita contro gli attivisti del campus che offrono informazioni precise su Israele e denunciano i crimini dell’occupazione della Palestina agli studenti.

La coalizione The Palestine Right to Return Coalition è ferma nel suo sostegno a tutte le azioni BDS fino a quando non verranno ripristinate tutti i fondamentali diritti storici dei palestinesi.

 

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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