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Mada: "Il 2012 è cominciato male per i giornalisti palestinesi"

Ramallah Da Mada, Centro palestinese per la libertà d’informazione, affermano: “L’anno nuovo non è cominciato bene in quanto a libertà d’espressione, né per quanto ha riguardato la libertà di esercitare la professione di giornalista per la categoria palestinese”.

Nel primo mese del 2012 ci sono state vaste e ripetute campagne di aggressione da parte israeliana nei confronti dei giornalisti palestinesi, con il ricorso a violenza fisica, l’uso di gas lacrimogeni e proiettili, arresti, tra i quali anche un caso ai domiciliari.

Senza occupazione israeliana raddoppierebbe l’economia

Betlemme – Durante un seminario delle Nazioni Unite tenutosi martedì al Cairo, è stato affermato che l’economia della Palestina raddoppierebbe se quest’ultima non fosse soggetta all’occupazione israeliana. Il seminario, sviluppatosi tra il 6 e il 7 febbraio scorsi, si è infatti concentrato sull’entità del danno arrecato all’economia palestinese dall’occupazione esercitata dalle forze israeliane. Jad Isaac, direttore dell’Istituto per la Ricerca applicata di Gerusalemme, ha spiegato a quanti hanno partecipato al seminario che sono proprio le restrizioni imposte da Israele alla popolazione palestinese a precluderle qualsiasi possibilità di realizzazione di un’economia sostenibile nel proprio paese.

“Le politiche perseguite da Israele nei territori occupati sono finalizzate ad uno sfruttamento delle risorse naturali palestinesi, come terra ed acqua, che torna unicamente a proprio vantaggio, impedendo alla Palestina di sviluppare una produzione ed un apparato industriale competitivi”, ha aggiunto.

Intervista: Ex-detenuto riflette sulla amicizia con Khader Adnan e il suo sciopero della fame per avere giustizia

I palestinesi a Ramallah: manifestazione in solidarietà a Khader Adnan e altri prigionieri politici, 7 febbraio 2012. ( Fadi Arouri / Xinhua )

 

Mousa Abu Maria ha trascorso quasi cinque anni, dal 1999 al 2003, nelle prigioni israeliane. Ha trascorso ulteriori 14 mesi, dal 2008 al 2009, in detenzione amministrativa (senza imputazione o processo). Egli, come  Khader Adnan (in sciopero della fame) , è stato sottoposto a trattamenti crudeli, inumani e torture durante gli interrogatori. Nel 2001, ha condiviso una cella con Adnan.

Abu Maria, un membro del comitato popolare in Cisgiordania del villaggio di Beit Ummar e co-fondatore del Progetto Solidarietà Palestina , ha parlato con Bekah Wolf a proposito di Khader Adnan, che viene tenuto da Israele senza accuse e che ha concluso il suo 55 ° giorno di sciopero della fame.

Sciopero della fame a Gaza

Un certo numero di abitanti di Gaza ha aderito allo sciopero della fame di Khader Adnan per protestare contro le condizioni disumane che prigionieri politici palestinesi devono affrontare nelle carceri israeliane. Israele detiene spesso i palestinesi in detenzione amministrativa senza accuse, privandoli del loro diritto a un processo equo.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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