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La coalizione “The Palestine Right to Return Coalition” respinge gli attacchi su Conference BDS presso l'Università della Pennsy

Come sostenitore del boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro Israele, la coalizione  respinge gli ultimi attacchi ai movimenti dall'ex direttore della CIA James Woolsey e Jonathan Schanzer dei pro-israeliani gruppi neoconservatori. Questi attacchi sono stati ripresi da Ruben Gur, docente presso l'Università di Pennsylvania, che ha etichettato in un editoriale sul Daily gli attivisti ed i leader del movimento, come i nazisti.

Questi tipi di attacchi feroci riflettono la penosa difesa  pro-Israele e dimostrano la crescita del movimento BDS e la loro paura a fronte di tale crescita.

Chiediamo che l'Università di Pennsylvania Presidente Amy Gutmann alzi la voce contro questi attacchi al movimento BDS e protegga la libertà di parola nel campus dell'Università della Pennsylvania. Questo tipo di retorica non dovrebbe essere consentita contro gli attivisti del campus che offrono informazioni precise su Israele e denunciano i crimini dell’occupazione della Palestina agli studenti.

La coalizione The Palestine Right to Return Coalition è ferma nel suo sostegno a tutte le azioni BDS fino a quando non verranno ripristinate tutti i fondamentali diritti storici dei palestinesi.

 

Giustizia israeliana al servizio del progetto coloniale in Palestina

Al-Khalil (Hebron) – La Corte Suprema israeliana ha respinto l‘appello del comune di al-Khalil (Hebron) contro l’esproprio di terreni palestinesi da parte israeliana allo scopo di realizzare un progetto per la costruzione di una rete stradale di collegamento tra l‘insediameto di Kiriyat Arba’ e la moschea al-Ibrahimi.
Il progetto israeliano si chiama “Raccordo di Dana”.

“La rivendicazione dell’esercito israeliano su queste terre è motivata da ragioni di sicurezza - così ha commentato la Corte la propria decisione, aggiungendo - pertanto non si comprende la necessità di restituire questa terra ai palestinesi”.

Il legale palestinese che ha seguito il caso, Samer Shehadah, la giudica “una decisione illecita e un altro atto che smaschera la complicità tra apparato giudiziario, esercito e coloni israeliani”.

“Con questa decisione la magistratra israeliana si riconferma un braccio della politica di colonizzazione di Israele, ha aggiunto l’avvocato.

La persecuzione israeliana di deputati palestinesi: prolungata un’altra detenzione amministrativa

Al-Khalil (Hebron) - Israele ha deciso di estendere la detenzione amministrativa (senz’accusa, né processo e proprogabile ad oltranza, ndr) di Mohammed Jamal an-Natshah, deputato di Hamas, proveniente da al-Khalil (Hebron).

E’ la seconda proroga nei suoi confronti nell’arco di un anno, data del suo arresto, e anche tale decisione dispone altri sei mesi di carcere.

Le autorità carcerarie israeliane hanno informato il ministero per gli Affari dei detenuti di Gaza, che ha immediatamente rilasciato un comunicato stampa di condanna “per la violazione alla persona, ma anche alla carica che ricopre an-Natshah, teoricamente soggetto a immunità parlamentare”.

I palestinesi contro Ban Ki-moon in visita a Gaza

2 febbraio 2012

Durante la visita di Ban Ki-Moon in Israele e Palestina non sono mancate le proteste: alcuni manifestanti palestinesi hanno circondano il veicolo del convoglio del Segretario generale dell'ONU, mentre giungeva al valico di frontiera di Erez tra Israele e Gaza.

I manifestanti sono scesi in strada per cercare di impedire al convoglio del capo dell'Onu di entrare a Gaza, hanno lanciato scarpe in segno di disprezzo, sabbia e piccoli sassi al suo convoglio.

Uno dei motivi della protesta è la sua indisponibilità ad incontrare le famiglie dei prigionieri politici.

Anche a Khan Yunis, nel sud di Gaza, è stato accolto da alcune proteste: i manifestanti hanno innalzato striscioni con le scritte "Abbiamo bisogno di vivere in pace" e "Chiediamo un processo per i leader di Israele".

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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