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I palestinesi contro Ban Ki-moon in visita a Gaza

2 febbraio 2012

Durante la visita di Ban Ki-Moon in Israele e Palestina non sono mancate le proteste: alcuni manifestanti palestinesi hanno circondano il veicolo del convoglio del Segretario generale dell'ONU, mentre giungeva al valico di frontiera di Erez tra Israele e Gaza.

I manifestanti sono scesi in strada per cercare di impedire al convoglio del capo dell'Onu di entrare a Gaza, hanno lanciato scarpe in segno di disprezzo, sabbia e piccoli sassi al suo convoglio.

Uno dei motivi della protesta è la sua indisponibilità ad incontrare le famiglie dei prigionieri politici.

Anche a Khan Yunis, nel sud di Gaza, è stato accolto da alcune proteste: i manifestanti hanno innalzato striscioni con le scritte "Abbiamo bisogno di vivere in pace" e "Chiediamo un processo per i leader di Israele".

Musica contro la No Go Zone nella Striscia di Gaza

mercoledì 01 febbraio 2012

Ogni martedì manifestiamo al confine di Erez, in Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza.

La manifestazione è iniziata verso le 11.00. Ci siamo diretti verso la No Go Zone.

La No Go Zone è un'area che si estende lungo l'intero confine con Israele a nord e ad est della Striscia di Gaza, dentro il territorio palestinese. La No Go Zone imposta da Israele è a tutti gli effetti illegale ed impedisce ai contadini palestinesi l'accesso a gran parte della terra a cui hanno diritto. Chi tenta di accedervi viene attaccato dal fuoco israeliano.

Questa settimana avevamo con noi strumenti musicali, tamburi ed una piccola tromba.

Abbiamo marciato nella No Go Zone sventolando le bandiere palestinesi, suonando e cantando canzoni palestinesi, come Filisteeni e Onadekom.

Abbiamo marciato su quella terra rovinata dai bulldozer israeliani, abbiamo superato grandi fossi tenendoci per mano per non scivolare a causa del fango, e siamo arrivati vicino la barriera di separazione.

Abdel-Al: La normalizzazione a Herzliya non sarà perdonata dal popolo arabo

Il compagno Marwan Abdel Al, membro dell’ufficio politico del Fronte per la Liberazione della Palestina, e suo leader in Libano, ha condannato chiaramente la partecipazione araba e palestinese alla conferenza sulla sicurezza sionista a Herzliya, dicendo che tale partecipazione è uno schiaffo in faccia alla sofferenza del popolo palestinese, un tradimento nei confronti dei diritti palestinesi e della dignità del popolo arabo.

Abdel Al ha condannato queste manifestazioni di normalizzazione del pensiero arabo attraverso vari mezzi, dicendo che «questi eventi rappresentano un nuovo capitolo della volontà politica di normalizzazione; la partecipazione degli attori politici palestinesi e arabi è un elemento profondamente degradante e sospetto, soprattutto alla luce del fatto che la conferenza di Herzliya aveva come tema la sicurezza e la forza nazionale di Israele e che durante il meeting è stato dichiarato che le sollevazioni arabe dell'ultimo anno sono state una minaccia combattiva ed importante per l’esistenza dello stato di Israele».

Abdel Al ha poi aggiunto:

Il fronte richiede che il comitato esecutivo dell’O.L.P. rigetti i negoziati e il quartetto

Il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina ha fatto appello al comitato esecutivo dell’O.L.P, che si è incontrato il 3 gennaio a Ramallah, a rivalutare i cosiddetti “meeting esplorativi” ad Amman sotto gli auspici del Quartetto e annunciare una volta per tutte il fallimento totale dei negoziati.

Tali negoziati vanno avanti da più di vent'anni e hanno evidentemente fallito, non essendo riusciti a produrre alcuna soluzione nazionale che preservi anche un minimo dei diritti garantiti dalla legge internazionale, quali il diritto alla libertà, di indipendenza e di ritorno.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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