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Finito il gasolio egiziano, Gaza al freddo e al buio

Oltre un milione di palestinesi sono piombati stasera nelle tenebre nella striscia di Gaza, mentre sono ormai agli sgoccioli le ultime riserve di gasolio egiziano dell'unica centrale elettrica locale.

I piu' 'fortunati' sono gli abitanti delle estremita' meridionale e settentrionale della Striscia, ancora collegati alla rete elettrica israeliana, e la citta' di Rafah - nel profondo Sud - che in qualche modo riceve la corrente dall' Egitto.

Per tutti gli altri non resta che avvalersi degli assordanti generatori familiari. Nel centro di Gaza, i gestori di negozi vicini si collegano al medesimo generatore per tenere in vita almeno le insegne degli esercizi. Ma nelle grandi strade il rumore meccanico implacabile di questi motori crea una cacofonia che fa fuggire i radi clienti, costretti a coprirsi le orecchie con le mani.

La lotta per la vita e la dignità ha bisogno di una vasta campagna di solidarietà

E' necessaria la più ampia campagna di solidarietà, un di movimento di massa in solidarietà con il capo imprigionato Khader Adnan,  in quanto entra nel suo cinquantacinquesimo giorno di sciopero della fame, ha detto il compagno Jarghoun Nasrallah (il leader degli studenti del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina) a Khan Younis.

Jarghoun ha parlato Giovedì a Khan Younis, durante un comizio al di fuori del Comitato internazionale della Croce Rossa, sottolineando la necessità di innalzare il livello di attenzione sulle cause dei prigionieri nel movimento palestinese e arabo, dicendo che questa causa non deve essere temporanea ma permanente fino a quando i prigionieri vinceranno la loro libertà, la libertà per la terra palestinese e il popolo.

In solidarietà con Khader Adnan

56 giorni in sciopero della fame contro la detenzione amministrativa e gli abusi nelle carceri israeliane

Khader Adnan Mohammed Musa, 33 anni, di Arabba, sudest di Jenin, ed esponente politico della Jihad Islamica, è in sciopero della fame da 56 giorni. E'stato arrestato il 17 dicembre 2011. Subito dopo l'arresto è entrato in sciopero della fame, in protesta alla detenzione amministrativa ed alle disumane condizioni a cui è stato sottoposto.

Addameer - Prisoner Support and Human Rights Association racconta quanto accaduto a partire dal giorno del suo arresto. Il 17 dicembre 2011, alle 3.30 del mattino, i soldati israeliani hanno fatto irruzione nella sua abitazione, sparando, e l'hanno preso violentemente davanti alle sue due figlie ed alla moglie.

Amnesty: "Il trasferimento forzato di beduini è un crimine di guerra israeliano"

Betlemme Mercoledì scorso, Amnesty International (AI) ha chiesto a Israele di fermare il piano di trasferimento forzato di circa 2.300 beduini residenti da al-Quds (Gerusalemme).

Ann Harrison, direttrice ad Interim per il Medio Oriente e il Nord Africa, ha affermato che “migliaia di beduini residenti in alcune delle aree più vulnerabili della Cisgiordania, assistono alla distruzione delle abitazioni e dei mezzi di sostentamento causati dal piano militare israeliano.

“Molti sono registrati come rifugiati e alcuni hanno già subito trasferimenti forzati in passato”.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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