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Il cinema arabo indipendente accessibile a tutti

Il cinema del Medio Oriente ha prodotto negli ultimi anni opere indipendenti di altissima qualità, che raramente in Italia si possono vedere fuori del circuito dei festival. Le più importanti istituzioni cinematografiche in Palestina, Libano o Iraq, oltre ad alcuni collettivi di registi indipendenti della regione, in questi tempi d’isolamento offrono film da vedere online.

Questa selezione non esaustiva di film in lingua originale, sottotitolati in inglese, propone di avvicinarsi a conflitti conosciuti, come la guerra in Iraq o in Libano, o alla tragedia dei campi profughi attraverso storie personali forti, originali e spesso anche divertenti. Abbiamo per una volta la possibilità di immergerci in narrazioni lunghe, agli antipodi da quelle notizie flash che troppo spesso mascherano mondi affascinanti e complessi.
 

L’eco delle catene - Scritti dal carcere del Segretario Generale Ahmad Sa’adat

In concomitanza con la Giornata del Prigioniero (17 aprile), l’Unione Democratica Arabo-Palestinese (UDAP) pubblica la traduzione in lingua italiana de “L’eco delle catene”, una raccolta di scritti del Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione ella Palestina, il compagno Ahmad Sa’adat.

Il testo, la cui edizione in lingua araba è edita da Dar al-Farabi, è composto da una serie di scritti del compagno Sa’adat che è riuscito, nonostante la censura delle autorità sioniste, a far uscire dalla sua cella per raccontare l’esperienza del carcere e della detenzione.

Il tema principale dello scritto è la politica dell’isolamento carcerario; lo scritto analizza questa pratica e questa politica da più punti di vista, quello “giuridico” e quello “pratico”, senza soffermarsi eccessivamente sui tecnicismi ma dando grande importanza alla resistenza portata avanti contro la repressione da parte dei detenuti.

Abbiamo ritenuto fosse di grande importanza riportare l’esperienza del movimento dei prigionieri politici palestinesi in quanto – e in maggior modo negli ultimi anni – rappresenta la colonna portante e la spina dorsale del movimento di liberazione nazionale. Il movimento dei prigionieri è composto dalle avanguardie politiche, dai militanti in prima linea, da coloro che organizzano e guidano le fila delle masse popolari, e pertanto l’obiettivo del nemico non è solo “contenere” ma anche “spezzare”, sia a livello politico che umano, la volontà dei detenuti e portarli ad accettare, gradualmente, piccoli compromessi.

Il FPLP commemora la scomparsa della militante progressista turca Helen Polak

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha chiesto e sostenuto la liberazione dell'artista e attivista progressista Helan Polak, 28 anni, morta lo scorso 4 aprile dopo aver sostenuto uno sciopero della fame per 288 giorni nelle carceri turche.

Dai compagni del Fronte rivoluzionario popolare di liberazione e dalle forze di sinistra turche vengono poste le più sincere condoglianze per la scomparsa dell’artista progressista Helen.

In piena emergenza Coronavirus Israele bombarda Gaza

Sembra una battuta di cattivo gusto, invece è successo per davvero, in piena emergenza coronavirus Israele decide di bombardare Gaza. Proprio a qualche giorno dalla richiesta delle Nazioni Unite di un cessate il fuoco globale, mentre sta esplodendo la pandemia anche in Palestina: Israele mette in volo i caccia per sganciare bombe.

Gaza proprio in questi giorni si sta preparando, non senza difficoltà, ad affrontare la pandemia. È di due giorni fa l’allarme lanciato dal ministro della sanità locale che denuncia come 13 anni di blocco della circolazione di beni e persone ha messo in ginocchio la sanità nell’enclave Palestinese. Il portavoce del ministro, Ashraf al-Qudra, aveva chiesto all’OMS un aiuto immediato visto l’insufficiente numero di respiratori presenti nella striscia: 45 contro i 150 minimi necessari. Inoltre Gaza ha a disposizione solo 70 posti letto in terapia intensiva con un numero già enorme di pazienti ospedalizzati per via degli oltre 8mila palestinesi feriti dagli spari dei cecchini Israeliani nelle proteste della marcia del ritorno.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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