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Gerusalemme. Durissimi scontri, decine di feriti

E’ un bilancio destinato a salire quello dei dimostranti palestinesi feriti negli scontri di oggi con reparti militari israeliani in Cisgiordania, a Gerusalemme est e lungo la linea di demarcazione con Gaza. Fonti mediche palestinesi rivelando che finora si ha notizia di 114 palestinesi che hanno necessitato soccorsi medici perché feriti da armi da fuoco, o intossicati da gas lacrimogeni o contusi da proiettili rivestiti di gomma.

Scontri sono stati segnalati a sud di Ramallah, dove i soldati israeliani hanno disperso i palestinesi con gas lacrimogeni e idranti; a Betlemme e nella Striscia di Gaza, dove decine di palestinesi si sono radunati vicino alla barriera con Israele e hanno lanciato sassi contro i soldati. A Gaza tre palestinesi sono rimasti feriti, uno dei quali in modo grave.

Occupazione sionista: La compagna Leila Khaled respinta al check-point "Fiumicino"

Riproducendo la dura quotidianità riservata ai palestinesi nella Palestina Occupata e proseguendo nella loro strategia di “occupare” la politica, le istituzioni, la cultura, le celebrazioni  e persino lo sport italiani , le guardie di frontiera sioniste hanno respinto la compagna Leyla Khaled, esponente storica del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina.

Giunta in Italia con regolare visto-Schengen, rilasciato dall'ambasciata olandese in Giordania, con il quale, pochi giorni prima, aveva potuto partecipare ad un evento presso il Parlamento europeo su invito diretto di parlamentari, la guerrigliera palestinese, se lo è visto annullare con un tratto di penna direttamente al posto di frontiera dell'aeroporto di Roma “Fiumicino”, è stata respinta e obbligata ad imbarcarsi sul primo volo per Amman.

NEGATO L’INGRESSO IN ITALIA ALLA COMPAGNA LEILA KHALED

Oggi, martedì 28 novembre 2017, Leila Khaled è stata fermata all’aeroporto di Fiumicino. Alla compagna è stato negato l’ingresso in Italia ed è stata forzata ad imbarcarsi sul volo successivo per Amman.

Questo grave episodio ha avuto luogo dopo i reiterati attacchi mediatici e a seguito di forti pressioni da parte della lobby sionista in Italia; nei giorni precedenti al suo arrivo numerosi quotidiani hanno pubblicato articoli sensazionalistici e diffamanti dimostrando, nella migliore delle ipotesi, accondiscendenza, nella peggiore, complicità.

Il rimpatrio della compagna Leila Khaled non è che la dimostrazione dell’impotenza delle istituzioni italiane e la loro incapacità di sottrarsi al ricatto sionista: è palese quanto la sua voce, libera e coerente, continui a far paura ancora oggi. Di fatto Leila Khaled aveva ottenuto un visto per l’Europa che si è vista revocare qui, a Roma, allo sbarco. Meno di un mese e mezzo fa è stata accolta in Spagna e in Belgio, e in quest’ultimo ha tenuto una conferenza al Parlamento Europeo.

Nonostante le pressioni, le diffamazioni e le provocazioni, nonostante il rimpatrio imposto alla compagna dalle autorità italiane, l’Unione Democratica-Arabo Palestinese decide di confermare l’iniziativa di sabato 2 dicembre durante la quale Leila Khaled interverrà e sarà comunque con noi tramite collegamento.

FPLP: l'attacco alla resistenza è una decisione statunitense-sionista con agenti arabi

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) considera la designazione di Hezbollah da parte della Lega araba come “terrorista” un vero atto di aggressione contro l'intera nazione araba che riflette l'egemonia del Regno d’Arabia Saudita sulle decisioni e le politiche all'interno della Lega Araba, conferma l’adesione della Lega Araba ai dettami dell'imperialismo americano e del sionismo.

Questo attacco alla resistenza nella regione segue le indicazioni degli Stati Uniti, le decisioni e gli interessi sionisti; rivela le vere intenzioni dei regimi reazionari arabi contro i movimenti di resistenza e le forze popolari che respingono il dominio sionista e degli Stati Uniti nella regione dall'oceano al Golfo. Il Regno saudita minaccia di trascinare la regione in una guerra e alla devastazione, versando ancora più benzina sul fuoco della distruzione settaria.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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