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Ibrahim Nassar: “Noi palestinesi non stiamo seguendo le elezioni israeliane, perché dovremmo?”

Una pronunciata indifferenza caratterizza l'atteggiamento dei palestinesi che vivono fuori dai Territori occupati del '48 nei confronti delle elezioni in Israele. La quasi totale mancanza di un riferimento per i palestinesi, il profondo connubio con l'occupazione dei principali partiti politici israeliani insieme ad un calo del ruolo e del peso che rappresenta oggi lo Stato sionista in Medioriente hanno reso questo inevitabile.

“In passato i palestinesi seguivano molto da vicino il comportamento dei partiti politici israeliani e le elezioni”, osserva l'analista politico palestinese Nassar Ibrahim. “Le elezioni erano viste come legate al processo di pace e ai negoziati, i risultati elettorali avrebbero avuto un impatto evidente. Oggi, tuttavia, oltre a non esserci alcun processo di pace, nessun partito israeliano tradizionale ha inserito la fine dell'occupazione come punto primario nel programma della sua piattaforma politica. L'annuncio di ieri dell'attuale primo ministro Netanyahu è stato quello che non verrà creato alcuno Stato palestinese se dovesse essere rieletto, ciò significa semplicemente che le sue dichiarazioni sono finalmente allineate con le sue azioni e questo non è un buon motivo per seguire improvvisamente le elezioni”.

43 palestinesi feriti e 120 arrestati nella scorsa settimana

Le forze israeliane hanno ferito 43 palestinesi e arrestati 120 nella scorsa settimana (03-09 marzo) in tutta la Cisgiordania.

L'Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli affari umanitari nei Territori palestinesi occupati riporta che 15 dei palestinesi sono stati feriti nel corso di operazioni di ricerca ed arresti da parte delle forze di occupazione, 6 durante una manifestazioni contro la chiusura degli ingressi dei villaggi e la costruzione degli insediamenti, altri sei nei posti di blocco. Durante gli scontri le forze israeliane hanno sparato proiettili d'acciaio ricoperti di gomma, lacrimogeni e bombe sonore e aggredito fisicamente i palestinesi.

Marzo: 42 palestinesi in detenzione amministrativa

Il Palestine Prisoners's Club (PPC) ha dichiarato che nel mese di marzo 2015 l'autorità carceraria israeliana ha emesso 42 ordini di detenzione amministrativa per 42 prigionieri palestinesi.

Solo lo scorso mercoledì le autorità hanno emesso l'ordine di detenzione amministrativa per tredici prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, portando il numero totale di prigionieri detenuti senza né accusa né condanna a quarantadue. Per undici di loro si tratta di rinnovi di tale procedura inflitta più volte consecutivamente, mentre i restanti due subiscono l'ordine per la prima volta.

Come il trattato Stati Uniti-UE cerca di danneggiare il boicottaggio di Israele

Due membri del Congresso americano hanno introdotto un disegno di legge che potrebbe trasformare il gigantesco accordo tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea in un'arma devastante contro il popolo palestinese e contro tutti quelli che chiedono giustizia affianco a loro. Insieme alla proposta per un Transatlantic Trade and Ivestment Partnership (TTIP) che è al momento sotto negoziati, l'emendqmento proposto potrebbe costringere tutti i 28 membri dell'Unione Europea ad affossare il crescente movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro Israele in solidarietà con il popolo palestinese.

Massiccia opposizione al TTIP in Europa

Con lo scopo di contrastare il recente isolamento di Israele nell'opinione pubblica mondiale, i governi europei verrebbero effettivamente trasformati in agenti di polizia al servizio degli Stati Uniti. La proposta di un Atto per il Commercio e lo Sviluppo Commerciale tra gli Stati Uniti e Israele presentato al Congresso il 10 febbraio cerca di condizionare ogni accordo commerciale con Bruxelles alla volontà dell'UE di fermare governi, organizzazioni e singoli cittadini dall'intraprendere azioni di boicottaggio, necessarie per costringere Israele a rispondere delle proprie responsabilità nei confronti delle leggi internazionali.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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