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Palestina: l’assassinio di Nizar Banat e la rivolta contro Abu Mazen

Dal 24 giugno al 4 luglio le città di Al-Quds (Gerusalemme), El Khalil (Hebron) e Ramallah sono state percorse e scosse da manifestazioni di protesta contro l’assassinio di Nizar Banat ad opera dei corpi speciali dell’Anp di Abu Mazen, nelle quali è stato riproposto lo slogan delle grandi sollevazione arabe del biennio 2011-2012: il popolo vuole la caduta del regime – il regime in questione è, stavolta, la screditatissima “autorità nazionale palestinese” che risiede a Ramallah e fa capo ad Abu Mazen, legata con mille fili ad Israele e alle potenze occidentali. Gli altri slogan ripetuti erano “Lascia Abbas!” (Mahmoud Abbas è Abu Mazen) e “Nizar è il popolo, e il popolo non muore“.

COMUNICATO DELL’UNIONE DELLE COMUNITÀ E ORGANIZZAZIONI PALESTINESI IN EUROPA

L’Unione delle Comunità e Organizzazioni Palestinesi in Europa imputa la piena responsabilità per l’uccisione del militante ed oppositore palestinese Nizar Banat alla dirigenza dell’Autorità Palestinese ed i suoi servizi di sicurezza e considera ciò che è avvenuto un grave crimine i cui responsabili non devono restare impuniti.

L’Unione ha sottolineato che il criminale assassinio del militante palestinese, che ha combattuto la corruzione con la sola arma della parola, mette a nudo definitivamente l’ANP e la sua dirigenza, divenuta ormai un grande fardello sulle spalle del nostro popolo, non degna di essere custode del nostro popolo e dei suoi diritti nazionali.

LA MONTAGNA PROLETARIA E IL SORCIO BORGHESE – Per uno sciopero internazionalista in Palestina e in tutto il Medio Oriente

Il 18 maggio è stato proclamato uno sciopero generale dei lavoratori palestinesi in tutto il territorio della Palestina pre-1948, “dal Giordano al mare”, quindi dalla Cisgiordania e dalla striscia di Gaza comprendendo il territorio dello Stato di Israele. Lo sciopero ha dunque coinvolto anche i lavoratori arabi con cittadinanza israeliana.

RESISTENZA, SOLIDARIETÀ E PALESTINA

La storia e la realtà ci insegnano che la lotta di classe è fra sfruttati e sfruttatori, fra occupanti e occupati, come fu la Resistenza che sancì la lotta contro il nemico esterno, ma anche quello interno, responsabile di una società iniqua e classista.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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