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Regali di terra

A ridosso della Giornata Internazionale ONU per la Palestina, la quasi “ex” Amministrazione presidenziale USA sotto scacco interno per la sua stessa politica estera contraddittoria, anche per non aver seguito alla lettera i diktat sionisti per l’area mediorientale e nell’estremo tentativo di salvarsi l’osso del collo di fronte al plotone d’esecuzione - anch’esso sionista - sul suo impeachment, ha tirato fuori l’ennesimo coniglio dal cappello delle “magie” manipolatrici. Dopo Gerusalemme e il Golan siriano eccola presentarsi col nuovo regalo all’Apartheid israeliano: il riconoscimento delle colonie “ebraiche” nella Palestina occupata dal 1967.

Contro l'ennessima aggressione sionista a Gaza

In meno di 48 ore: 30 morti, 100 feriti, 400 missili lanciati, decine di raid aerei sionisti

Martedì 12 novembre all'alba, l'esercito sionista ha assassinato Bahaa Abu Al-Atta comandante delle forze armate della Jihad islamica palestinese (le Brigate Al-Quds) durante un attacco aereo a Gaza. Nell'attacco aereo è morta anche sua moglie e altri civili.

Gli Usa appaltano il Muos alla società che bombarda i palestinesi e sorveglia il confine tra Usa e Messico

Con un tempismo ai limiti del black humor ieri, 9 novembre 2019, a 30 anni della caduta del Muro di Berlino, il Pentagono ha annunciato la partnership strategica con General Dynamics Corp stipulando un contratto di 731 milioni di dollari con la più importante multinazionale “dei muri” del mondo.

La General Dynamics Corp è il principale general contractor del Pentagono con un fatturato di 36 miliardi di dollari l’anno. Si occupa della videosorveglianza del confine con il Messico, l’ormai tristemente celebre muro che Trump ha eretto a simbolo della sua presidenza.

Sulla guerra, il Rojava e noi. Per trasformare la solidarietà in lotta internazionalista!

La guerra, l’attacco alla Siria, l’imperialismo. Cosa ci dice e come combatterla anche a casa nostra.Il no alla guerra, la resistenza, la rivoluzione del Rojava. Perché ci riguarda e perché sostenerla; sulla pratica della solidarietà internazionale dentro il ventre della Fortezza Europa. "Alla guerra!”, crisi attuale, la tendenza alla guerra e come sabotarla e disertarla.

Bombe, carri armati, immagini strazianti di ospedali attaccati, carovane di sfollati, edizioni speciali in tv e prime pagine dei giornali. E’ tornata “la guerra”. Sarebbe più corretto dire che non se ne è mai andata, ma senza dubbio l’escalation delle ultime tre settimane ha dato un’accelerata senza precedenti anche per quel sanguinoso e infinito conflitto che è in corso in Siria. Guerra vera e propria, così come si è strutturata subito dopo la degenerazione delle prime proteste contro la presidenza Assad e che dura dalla primavera del 2011, la cosiddetta “Primavera araba”, quando in tutta l’area mediorientale e nordafricana si svilupparono movimenti e rivolte popolari con aspirazioni, il più delle volte, represse.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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