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Droni prodotti in Israele per le operazioni di sorveglianza del gruppo ENEL

ENEL, la multinazionale italiana dell’energia, utilizzerà droni di produzione israelianadual use – civile/militare - per sorvegliare le proprie linee elettriche. Nei giorni scorsi i manager dell’holding hanno sottoscritto un contratto con la società Gadfin Ltd. di Rehovot (città che dista a una ventina di km. da Tel Aviv) per lo “sviluppo di soluzioni innovative” attraverso l’uso di velivoli a pilotaggio remoto VTOL (Vertical Take-Off and Landing), a decollo ed atterraggio verticale.

“I droni consentiranno al gruppo italiano l’ispezione delle linee elettriche che si estendono per circa 800 km., con costi più bassi rispetto al passato”, affermano i dirigenti di Gadfin. “Il velivolo a pilotaggio remoto potrà volare per lunghe distanze in modo rapido, efficiente e sicuro. Grazie ai sofisticati sensori con cui è equipaggiato, l’ENEL potrà potenziare i suoi servizi ed intervenire per riparare gli eventuali guasti in aree remote o difficilmente accessibili, continuando a fornire senza interruzioni energia elettrica ai suoi clienti”.

25 Aprile 2018, Milano: centinaia di attivisti ed attiviste sostengono il diritto del popolo palestinese a riavere la propria terra rubata dai sionisti, in 5 vengono denunciati

Cominciò con un 25 aprile
Che voleva esser sionista.

"E finì con un fiume di inchiostro
È una storia vestita di nero
È una storia da basso impero
È una storia da carabinieri
È una storia un po' sputtanata
Tanto lo sai che è una storia sbagliata"

Una Storia Sbagliata - Fabrizio De Andre'


 

Frontex, Polizia d’Israele e Università europee contro le migrazioni mediterranee

“Comprendere l’impatto delle nuove tecnologie, dei social media e delle percezioni all’estero sui flussi migratori e la sicurezza dell’Unione europea e fornire convalidati approcci, strumenti e pratiche di contrasto”. Con questi obiettivi ha preso il via l’1 settembre 2019 il progetto di ricerca denominato Perceptions, interamente finanziato con i fondi di “Horizon 2020” dell’Unione europea (4.994.652 euro), a cui partecipano le forze di polizia di Israele, Grecia e Bulgaria, diverse università (tra esse l’Alma Mater Studiorum di Bologna e “La Sapienza” di Roma), centri studi sulle migrazioni e le politiche sicuritarie, enti locali e finanche una nota associazione a cui aderiscono centinaia di organizzazioni non governative europee.

Raccolta di firma urgente: rifiutiamo il discorso di Abbas e presentiamo le nostre richieste!

I sottoscritti, le istituzioni, le associazioni e le forze arabe e palestinesi in patria e della diaspora rifiutiamo quanto affermato nel discorso del presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas, pronunciato durante l’incontro con le fazioni arabe, nella città occupata di Ramallah, il 3 settembre 2020. Con questa pubblica dichiarazione vogliamo esprimere la nostra posizione dinnanzi all’opinione pubblica palestinese e con l'augurio che il maggior numero di istituzioni, centri e associazioni arabe e palestinesi vi aderiscano.

Le ragioni del rifiuto del suddetto discorso sono le seguenti:

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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