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"IL PROCESSO DI PACE? ISRAELE GIOCA CON LE PAROLE MA NON FA PASSI AVANTI"

Da "L' UNITA'" di sabato 28 gennaio 2012

Intervista a Saeb Erekat "Il processo di pace? Israele gioca con le parole ma non fa passi avanti"

Il capo negoziatore Anp: «A territori ceduti ne devono corrispondere altri che entrano a far parte dello Stato di Palestina. Altrimenti la trattativa è una farsa»

Si è seduto e alzato più volte dai tanti "tavoli della pace" che hanno contrassegnato la crisi infinita israelo-pales tinese.

È stato così anche nei giorni scorsi ad Amman, nel round negoziale fortemente voluto da re Abdallah II di Giordania. «La nostra volontà di negoziare non è mai venuta meno, ma non possiamo accettare che ogni volta Israele si fermi all`enunciazione di principi senza mai fare un passo avanti nel merito dei tanti contenziosi aperti, a cominciare dai confini». A parlare è Saeb Erekat, capo negoziatore dell`Autorità nazionale palestinese (Anp).

La comunità internazionale ha letto il suo alzarsi dal tavolo negoziale di Amman come il fallimento delle trattative israelo-palestinesi.

«Se fossimo stati animati da una volontà di rottura non avremmo accettato di tornare al tavolo del negoziato. In discussione non è la volontà palestinese di ricercare il dialogo, il problema è un altro...».

HAMAS, SCONTRO PER LA SUCCESSIONE A MESHAAL

Il capo dell'ufficio politico del movimento islamico si fa da parte e promuove la candidatura del pragmatico premier di Gaza, Ismail Haniyeh. L'ala militare non ci sta e promuove Musa Abu Marzouk

Gaza, 29 gennaio 2012, Nena News – Il leader di Hamas Khaled Meshaal oggi è in Giordania per uno «storico» colloquio con re Abdallah. E’ il traguardo «diplomatico» più prestigioso raggiunto da Meshaal che, in questi ultimi mesi, ha guidato il movimento islamico palestinese al conseguimento di risultati senza precedenti nel mondo araboislamico. Il colloquio ad Amman ha il sapore di una rivincita per Meshaal che fu espulso dalla Giordania nel 1999, assieme ad altri quattro leader di Hamas (decisive le pressioni di Israele). Meshaal trovò rifugio tra le braccia accoglienti di Damasco dal quale ora sta divorziando per continuare il flirt con la Turchia di Erdogan.

Marcia Globale verso Gerusalemme: 30 marzo 2012

Marcia Globale verso Gerusalemme: 30 marzo 2012

Il 30 marzo 2012, provenendo da tutti i continenti, convergeremo e ci raduneremo lungo i confini palestinesi con l'Egitto, Giordania, Siria e Libano, con la partecipazione di delegazioni provenienti da ogni paese del mondo, in una marcia pacifica verso la Palestina.

Dall'occupazione sionista del 78% della Palestina nel 1948, e dalla successiva occupazione di Gerusalemme e del resto della Palestina nel 1967, siamo stati testimoni degli sforzi crescenti per giudaizzare Gerusalemme e per colonizzare la Palestina. Questi crimini contro l'umanità sono compiuti sotto la protezione politica e il pieno sostegno delle diverse amministrazioni USA e  coperti grazie al loro potere di veto alle Nazioni Unite.

L'obiettivo dei sionisti è quello di spingere i residenti palestinesi fuori da Gerusalemme e dal resto della Palestina, attraverso atti di terrorismo di Stato, pressioni economiche, restrizioni legali, fino all'espulsione completa.

La giornata della memoria... che dimentica!

Una legge del parlamento italiano nel 2000 ha istituito la giornata della memoria, che da allora si commemora il 27 gennaio di ogni anno. La proposta, giunta a livello internazionale, aveva come intento quello di ricordare con una ricorrenza annuale le vittime del nazismo, del fascismo e dell'Olocausto e di onorare coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

Il testo dell'articolo 1 della legge definisce così le finalità del Giorno della Memoria:

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»

Lodevole commemorare le vittime di uno degli stermini del '900 (sicuramente il più "famoso", ma di certo non l'unico) ma interessante notare come nel ricordo vengano volutamente commesse alcune dimenticanze.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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