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Analisi: le radici profonde del concetto di normalizzazione

Recentemente, un evento pubblico organizzato a Gerusalemme Est dal "Palestine Israel Journal " è stato annullato dopo che i palestinesi lo avevano fortemente criticato e presentato come “normalizzazione”. La settimana prima, un incontro organizzato dalla "Confederazione israelo-palestinese" è stato bloccato da alcune decine di giovani manifestanti palestinesi che denunciavano la "normalizzazione con Israele".

La questione della normalizzazione non è nuova e non è iniziata in Palestina. Piuttosto, la discussione è nata nei paesi arabi, nel 1950. In molte occasioni negli ultimi trent'anni, l'Alternative Information Center, un'organizzazione mista israelo-palestinese, ha dato vita a convegni e seminari sulla normalizzazione con lo scopo di spiegarne il significato agli attivisti israeliani. Abbiamo anche cercato di chiarire che cosa si intendesse con il termine normalizzazione nella pratica... e che cosa non si intendesse.

Jailed PFLP leader: Only a one-state solution is possible!

Ahmad Saadat, currently serving 30 years in Israeli prison,

believes peace talks will deepen Palestinian rift.

 
A jailed Palestinian leader has warned against more peace talks with Israel, saying a resumption of negotiations will not achieve Palestinian goals and deepen divisions among Palestinians.

Ahmed Saadat, secretary-general of the Popular Front for the Liberation of Palestine (PFLP), said the Middle East conflict could only be resolved through the creation of a state shared by Palestinians and Jews - a position at odds with the "two-state solution" long sought by world powers.

In written answers to questions from Reuters, Saadat condemned Palestinian participation in indirect negotiations that are expected to begin soon under the stewardship of the United States. The questions were delivered by his lawyer.

Palestina: storia di donne che lottano senza armi

Il villaggio di An Nabi Saleh, nei Territori Palestinesi Occupati, è uno dei tanti che ha scelto la resistenza popolare nonviolenta come forma di opposizione all’espansione delle colonie illegali israeliane. Qui le donne rivestono un ruolo centrale rispetto alle manifestazioni. Nel video proposto un esempio di resistenza quotidiana in Palestina.

Scrive Gideon Levy - sul quotidiano Ha’aretz - che “questa è la storia di un piccolo villaggio le cui terre sono state saccheggiate, e che ha deciso di combattere senza armi”.

An Nabi Saleh, nei Territori Occupati a 20 km da Ramallah, conta poco più di 550 abitanti. Il 15% di loro – tra cui donne e bambini sotto i 18 anni – è stato arrestato almeno una volta per aver preso parte alle manifestazioni del venerdì.

Quelle organizzate dai Comitati popolari di resistenza nonviolenta che, nei villaggi della Palestina occupata, si sono moltiplicate anno dopo anno, in quella che viene ormai definita dai media locali come la “white Intifada”.

In the name of God, the Compassionate and the Merciful,
"Abide by the decree of God and never disperse"

(a verse from the Holy Qur'an)

 

Based on a high sense of national and historical responsibility, and owing to the dangers facing our people and for the sake of reinforcing and consolidating the Palestinian internal front and protection of national unity and the unity of our people in the homeland and in the Diaspora, and in order to confront the Israeli scheme that aims to impose the Israeli solution which shatters the dream of our people and the right of our people in establishing their independent Palestinian state with full sovereignty; this scheme that the Israeli government intends to impalement in the next phase as establishment of the erection and completion of the apartheid wall and the Judaization of the Jerusalem and the expansion of the Israeli settlements and the seizure of the Jordan Valley and the annexation of vast areas of the West Bank and blocking the path in front of our people to exercise their right in return.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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