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PALESTINA, PROTESTE ANTI-TASSE: “FAYYAD, DIMETTITI”

Manifestazioni contro il piano fiscale dell’ANP che prevede un’impennata delle imposte: per il popolo responsabile del deficit è l’occupazione israeliana. A guidare le proteste una ritrovata sinistra palestinese. Fayyad si difende: piano necessario all’indipendenza dagli aiuti esteri.
 

Roma, 06 febbraio 2012

Le proteste contro l’aumento delle tasse in Cisgiordania non si fermano e arrivano a colpire personalmente il primo ministro palestinese: dimissioni subito, questa la richiesta dei manifestanti che nell’ultimo mese sono scesi nelle piazze delle principali città.

Hebron, Ramallah, Nablus, Betlemme, Salfit. Centinaia i palestinesi che hanno preso parte a manifestazioni contro il premier Salam Fayyad e il suo piano fiscale volto a ridurre la dipendenza dei Territori Occupati dagli aiuti esteri. Soprattutto dopo il congelamento di finanziamenti da donatori storici come gli Stati Uniti, che hanno cucito il portafoglio dopo la richiesta di indipendenza presentata a settembre da Abbas alle Nazioni Unite.

Chi ha detto che la resistenza palestinese è morta?

Per decenni, la Palestina è stata al centro di quasi tutte le proteste del mondo arabo. E' stato uno strumento per le masse, frustrate dai propri regimi, che ha permesso di protestare senza subire repressione dai propri governi e al tempo stesso si è trattato dell'attrazione che i regimi concedevano alle loro masse frustrate. Ma la causa palestinese è stata anche il veicolo per la mobilitazione e un campo di addestramento per l'organizzazione politica, in seguito diventata utile per tutti gli attivisti.

Per essere chiari, nulla di ciò serve a dire che il coinvolgimento e la solidarietà non fossero autentici; il più delle volte lo erano davvero. Tuttavia, le proteste per la Palestina o contro Israele sono state anche strumenti per le popolazioni dei paesi arabi che in questo modo potevano manifestare la propria insoddisfazione in un modo politicamente "sicuro", dato il carattere repressivo dei regimi in cui vivevano.

Recentemente, un'amica siriana con cui discutevo circa le ultime proteste mi ha ricordato che la sua prima manifestazione da bambina era stata per la Palestina - in realtà la maggior parte delle proteste a cui aveva partecipato o assistito crescendo da araba occidentale erano a favore della Palestina. Io ho annuito e sorriso, per nulla sorpresa. La realtà è che la Palestina, nel bene o nel male, era la questione per la quale gli arabi - sia residenti nei paesi arabi, sia in diaspora - hanno organizzato la maggior parte delle proteste.

 

Benvenuti a Bi’lin, Benvenuti in Palestina

Questa mattina, come organizzatori della prossima missione Benvenuti in Palestina 2012, attivisti che partiranno il 15 aprile alla vota di Tel Aviv per rivendicare la libertà di movimento da/per la Palestina, abbiamo ricevuto un messaggio di incoraggiamento da Basil Mansour, del comitato di resistenza di Bi’lin, uno dei villaggi palestinesi in Cisgiordania, che resiste da anni all’occupazione israeliana. Lo condividiamo con tutti voi, che da anni lottate per la libertà, la giustizia e la pace in Palestina.

“Cari amici che preparano l’iniziativa Benvenuti in Palestina 2012
Abbiamo l’onore di invitarvi a farci visita in Palestina , e di ringraziarvi per la solidarietà con la nostra battaglia umanitaria contro l’ingiustizia dell’occupazione Israeliana di un popolo senza difesa contro il furto della sua terra, delle sue risorse idriche, la colonizzazione dilagante e illegale, la costruzione del muro dell’apartheid. Siamo tutti esseri umani e quindi dobbiamo essere uniti : Musulmani, Cristiani, Ebrei, bianchi e neri, Arabi e Internazionali,  contro i nemici della pace, dell’amore, della vita, dell’umanità per porre fine a questa occupazione aberrante.
Noi crediamo nella libertà e in una pace giusta, e siamo convinti che insieme possiamo porre fine a questa sofferenza. Abbiamo fiducia in tutti i nostri amici nel mondo, vi ringraziamo tutti e inviamo a voi il nostro affetto.
Siete già stati al nostro fianco, ma l’occupazione israeliana vi impedisce di tornare, ma non scoraggiatevi, tornate. Vi invitiamo a tornare a farci visita, Bi’lin vi invita.
Benvenuti a Bi’lin, Benvenuti in Palestina
Basel Mansour\ Bi’lin”

Fonte: Freedom Flotilla Italia

ISRAELE: “IM TIRZU”, MILITANTI CONTRO OGNI DISSENSO

L'organizzazione, che sostiene di operare per rafforzare i valori del sionismo, ha avviato una campagna chiedendo di boicottare il noto artista e regista palestinese-israeliano Muhammad Bakri.
 

Gerusalemme, 04 febbraio 2012

La sempre piu’ influente organizzazione ultranazionalista Im Tirtzu ha chiesto nei giorni scorsi ai suoi membri di inviare lettere di protesta contro la partecipazione del noto, anche all’estero, attore palestinese-israeliano Mohammed Bakri nell’opera di Federico Garcia Lorca, “La casa di Bernanda Alba”. Non solo Im Tirtzu  aveva anche organizzato una manifestazione  il 30 gennaio, qualche ora prima dell’inizio della rappresentazione teatrale.

L’organizzazione di destra afferma che il boicottaggio è la risposta al film di Bakri “Jenin Jenin”, basato su eventi realmente accaduti. Il film ricostruisce la battaglia del 2002 nel campo profughi di Jenin, utilizzando le testimonianze dei residenti.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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