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Appello degli studenti statunitensi per il boicottaggio di Israele

Cinque professori universitari degli Stati Uniti che hanno recentemente concluso una visita nei territori occupati palestinesi e in Israele stanno facendo un appello ai loro colleghi di tutto il mondo affinché aderiscano alla campagna statunitense di boicottaggio accademico e culturale contro Israele (USACBI).
 

I professori, J. Kehaulani Kauanui, Wesleyan University; Robin D. G. Kelley, University of California di Los Angeles; Bill V. Mullen, Purdue University; Nikihl Pal Singh, New York University, and Neferti Tadiar, Barnard College/Columbia University hanno incontrato studenti palestinesi, lavoratori delle università, cittadini, attivisti e funzionari della West Bank, di Gerusalemme est e di HAifa; hanno inoltre visitato le 5000 persone dell'Aida Camp, campo profughi vicino a Betlemme.

Sayanim. “Agenti dormienti” molto attivi

I sayanim sono ebrei della diaspora che, per "patriottismo", collaborano con il Mossad nell'ambito dello spionaggio o della disinformazione. Costituiscono ugualmente (allo stesso tempo) il tema principale dell'ultimo romanzo dello scrittore franco-marocchino Jacob Cohen.

Il sito belga di inchiesta, Investig'Action, ha intervistato Cohen durante il suo passaggio a Bruxelles su quest’oscura rete d'influenza oltre che sullo stato attuale e l'evoluzione della situazione nel Medio Oriente. L’intervista con Jacob Cohen, è stata realizzata da Aurore Van Opstal e Abdellah Boudami*

 

Chi sono i sayanim?
La parola ebraica sayan, al plurale sayanim, designa un ebreo che ama Israele e che, per « patriottismo », collabora con il Mossad in due settori precisamente: o il settore dello spionaggio o in attività di disinformazione, manipolazione, propaganda. I sayanim sono persone ripartite a tutti i livelli e classi sociali della società, presenti nel governo, in parlamento, nel settore dell'economia e dei media e in effetti, in tutti i diversi tipi di mestiere.

EGITTO: ASSE ESERCITO-FRATELLANZA PESA SU FUTURO

La rivoluzione rimarrà pura retorica finché questo asse non sarà smontato e i militari non saranno tornati nelle loro caserme.
 

Roma, 02 febbraio 2012

In questi giorni chiunque segua i mass-media arabi, sta subendo suo malgrado, una overdose di retorica nazionalista e pseudo-rivoluzionaria da parte dei mass-media egiziani.

Trasmissioni su trasmissioni in cui avvoltoi girano attorno alla rivoluzione egiziana, vi danzano intorno per assalirla e ucciderla una volta per tutte. Come spesso accade con le rivoluzioni, quelli che festeggiano e si riempiono la bocca di retorica, sono gli stessi che non vi hanno preso parte, quelli che la celebrano oggi durante i giorni in cui la repressione uccideva, torturava, faceva scomparire giovani…..erano al caldo sul sofà a guardare la rivoluzione in diretta su Al Jazeera e non di rado “tifando” per la repressione di questi giovani che non innalzavano nemmeno slogan islamici e chiedevano con impertinenza una vera democrazia e più diritti (come i partiti salafiti…..). 

Finalmente piove, ma in tante case palestinesi manca l'acqua

Nei Territori occupati l’acqua è sotto pieno controllo israeliano e i palestinesi, a differenza dei coloni, ne hanno limitato accesso. L'esperienza di Betlemme.

Beit Sahour (Cisgiordania), 02 febbraio 2012, Nena News – La scarsa disponibilità d’acqua è un problema comune a tutte le comunità palestinesi in Cisgiordania ma alcune realtà sono più colpite di altre. Il distretto di Betlemme – che comprende al suo interno i centri di Betlemme, Beit Sahour, Beit Jala, Ad Doha e Al Khader e i campi di rifugiati di Aida, Dheisheh e Al Azza – è in cima a questa ben poco onorevole lista.

“La stagione estiva è un vero e proprio disastro per noi”, afferma il Direttore Generale del Distretto dell’Acqua di Betlemme, Dottor Simon Lagare. “Quest’ufficio è letteralmente inondato di gente che si lamenta per la totale mancanza d’acqua in casa ed è frustrante per noi dover ammettere che non si può far niente per aiutarli. Balbettiamo scuse dopo scuse ma la realtà è che non possiamo dare loro ciò che vogliono – l’acqua, per l’appunto”.

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