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Israeli Apartheid Week

L'8° Settimana contro l'Apartheid Israelina 2012

Febbraio-Marzo 2012

In una lettera aperta datata 21 ottobre 2011, studenti palestinesi hanno scritto "speriamo che voi poniate il BDS in prima linea alle vostre campagne e vi uniate per la Settimana contro l'Apartheid Israelina (IAW - Israeli Apartheid Week), l'apice delle azioni nelle università di tutto il mondo".

In risposta, gli organizzatori di tutto il mondo si stanno preparando per l'8° Settimana contro l'Apartheid Israelina a sostegno della chiamata della società civile palestinese per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS). La Settimana contro l'Apartheid Israelina dell'anno scorso è stata un successo incredibile con 97 città partecipanti.

Per venire incontro alle esigenze in termini di pianificazione delle varie università nei diversi continenti, la Settimana contro l'Apartheid Israelina si svolgerà in momenti differenti tra Febbraio e Marzo. Ecco un elenco di date per le regioni che hanno confermato finora:

Europa: 20 Febbraio-10 marzo; Palestina: 12-19 Marzo; Stati Uniti: 26 Febbraio-3 Marzo; Canada: 5-9 Marzo; Mondo Arabo: 5-11 Marzo; Sud Africa: 5-11 Marzo

PRIMARIE LIKUD A BIBI, VINCONO I COLONI

Il premier israeliano Netanyahu sconfigge il rivale ultranazionalista Feiglin. Scarsa l’affluenza alle urne. A dare una spinta al primo ministro le politiche a favore delle colonie in Cisgiordania: nuovi sussidi economici e commissione per la legalizzazione degli insediamenti fuori legge.
 

Roma, 01 febbraio 2012

Benjamin Netanyahu vince le primarie e rimane a capo del maggiore partito di centrodestra israeliano, il Likud. Bibi, attuale premier, ha sconfitto il rivale, l’ultranazionalista ebraico Moshe Feiglin. Scarsa l’affluenza alle urne che comunque regalano a Netanyahu la possibilità di correre di nuovo alle presidenziali dello Stato di Israele, previste per la fine del 2013.

Il risultato finale con l’85% delle schede scrutinate, secondo quanto annunciato dal portavoce del Likud Yigal Movermacher questa mattina, è di 75% a 24%. A convogliare tante preferenze su Bibi è stata probabilmente la sua figura conservatrice, in opposizione al cambiamento estremista rappresentato da Feiglin e dalla sua base elettorale, i coloni fondamentalisti in Cisgiordania.

Sa’adat: La cooperazione per la sicurezza e la detenzione politica dell’Autorità Palestinese devono terminare

Il compagno Ahmad Sa’adat, segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, ha condannato la politica che l’Autorità Nazionale Palestinese attua in materia di detenzione politica e di cooperazione per la sicurezza, inchinandosi ai dettami di Stati Uniti e Israele.

Sa’adat, imprigionato in isolamento nella prigione dell’occupazione situata a Nafha dopo il suo sequestro da una prigione dell’Autorità Nazionale Palestinese insieme ad altri compagni nel 2006, ha dichiarato che «le pratiche politiche degradanti dell'ANP rompono tutte le regole e le intese della lotta nazionale e violano la legittimità della nostra resistenza. Dozzine di persone stanno pagando il prezzo della loro libertà a causa di queste pratiche politiche, essendo condannati a lunghe detenzioni nelle carceri dell’occupazione con sentenze direttamente connesse alla cooperazione di sicurezza e alla detenzione politica dell’Autorità Nazionale Palestinese».

Il compagno Sa’dat ha fatto questi commenti in un comunicato stampa emesso dalla sua cella in isolamento- dove si trova da tre anni- e rilasciato tramite un avvocato, nel decimo anniversario del suo sequestro da parte delle forze di sicurezza dell’Autorità Nazionale Palestinese il 15 gennaio 2002. Ha fatto appello alla fine degli arresti sulle basi dell’affiliazione politica o della resistenza all’occupazione dicendo che queste politiche non devono continuare o, peggio, ampliare la loro portata con la conseguenza di incrementare le divisioni interne al popolo palestinese.

VITTORIO: PER PROCURATORE PROCESSO PROCEDE BENE

Ieri nuova udienza-lampo. Ma il procuratore militare di Gaza city dice che è tutto regolare e promette maggior “efficienza”. Intanto resta un mistero l’assenza in aula di Amr Abu Ghoula, di uno dei quattro imputati.

Gaza, 31 gennaio 2012

Fa freddo. Accade di rado a Gaza, dove l’inverno è mite. La pioggia, tanto attesa dagli abitanti, ha trasformato la strade in un pantano. In queste occasioni emerge in modo ancora più evidente la condizione di questo piccolo e martoriato lembo di terra palestinese, con infrastrutture fragili e da anni stretta in un rigido blocco israeliano.

Anche il tribunale militare di Gaza city è un riflesso delle mancanza di risorse, della povertà aggravata da decenni di occupazione. L’umidità generata dalla pioggia ieri scorreva lungo le pareti dell’aula dove si celebra il processo agli assassini di Vittorio Arrigoni. Ma la sofferenza di giudici, avvocati, imputati e pubblico è durata poco. Anche questa undicesima udienza è terminata nel giro di pochi minuti, come le altre di gennaio. I testimoni della difesa, per l’ennesima volta, non si sono presentati e la corte ha aggiornato il processo al 13 febbraio. Scuotevano la testa Osama Qashua, uno degli amici più stretti di Vittorio, e gli internazionali presenti mentre lasciavano l’aula. I tempi si allungano. Abbiamo chiesto d’incontrare il capo della procura militare, il colonnello Ahmad Atallah. Al colloquio hanno partecipato anche Osama Qashua e due italiane, la fotoreporter Rosa Schiano e una cooperante, Adriana Zega.

In Italia è forte l’attenzione verso il processo per l’assassinio di Vittorio Arrigoni. Ma il procedimento avanza con estrema lentezza. Come lo spiega?

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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