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La Palestina in venti punti

Riportiamo di seguito una sintesi dell'intervento del professor Mazin Qumsiyeh sulla resistenza popolare palestinese non violenta tenuto ad Udine il 10 gennaio scorso nell'ambito dell'iniziativa Palestina Bene Comune.

1- La Palestina è situata ad ovest della Mezzaluna Fertile, un'area che comprende Palestina, Giordania, Libano, Siria e Iraq. Qui, nella Mezzaluna Fertile, si sviluppò l'agricoltura, presero avvio per la prima volta nella storia le pratiche di domesticazione degli animali (es. capre, asini e cammelli) e di piante (grano, orzo, ceci, lenticchie, olivi).

2- In quest'area si svilupparono anche le prime forme di civiltà , il primo alfabeto (dal Fenicio-Cananeo) e le prime leggi. Fu anche il luogo in cui si svilupparono le scienze come l'astronomia, l'ingegneria e la matematica.

3- Gli abitanti originari della parte occidentale della Mezzaluna Fertile erano chiamati Cananei e la lingua originale parlata era l'Aramaico, la lingua parlata da Gesù (nacque nel paese che fu denominato in seguito Palestina e pertanto era palestinese).

PALESTINESI «TARTASSATI» DA GOVERNI ANP E HAMAS

Non hanno uno Stato ma due governi e in Cisgiordania e a Gaza gli abitanti devono fare i conti con l'aumento di imposte e l'introduzione di balzelli che finiscono per colpire anche i piu' poveri.

Ramallah/Gaza, 20 gennaio 2012, Nena News (nella foto a sinistra il premier di Hamas Ismail Haniyeh, accanto a lui il presidente dell’Anp Abu Mazen) – I palestinesi sono sotto occupazione, non hanno uno Stato e ora devono  fare i conti anche con le “politiche fiscali” dei due governi che controllano Cisgiordania e Gaza. Gli abitanti dei Territori occupati si scoprono «tartassati».

Analisi: la normalizzazione della sinistra israeliana

Mentre il resto del mondo arabo e i palestinesi, per la maggior parte, avrebbero continuato a resistere contro la normalizzazione, la sinistra israeliana l'ha appoggiata negli anni successivi alla firma degli Accordi di Oslo, ed è così nata un'industria basata su programmi “people- to-people".

L'accordo di pace tra Egitto e Israele, che è stato firmato dal presidente egiziano Anwar Sadat e il primo ministro israeliano Menachem Begin nel 1979, simboleggiava una parziale fine al boicottaggio di normalizzazione con Israele. Inutile dire che i palestinesi hanno considerato quest'azione una pugnalata collettiva alla schiena. Gli arabi lo hanno visto come un tradimento ed l'accordo è stato respinto a gran voce in tutta la regione, Egitto compreso. Quando il presidente Sadat è stato assassinato due anni dopo, ha pagato con la vita questo tradimento.

 

Dopo il primo tentativo di Luglio 2011 la comunità internazionale ci riprova, lanciando il “Benvenuti in Palestina 2012”.

Questa nuova missione, così come la prima, ha per obiettivo quello di rivendicare il diritto di entrare in Palestina e di circolarvi liberamente sia per i palestinesi sia per chiunque voglia andare a trovarli, rompendo l’assedio che Israele pratica in Cisgiordania.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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