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Analisi: la normalizzazione della sinistra israeliana

Mentre il resto del mondo arabo e i palestinesi, per la maggior parte, avrebbero continuato a resistere contro la normalizzazione, la sinistra israeliana l'ha appoggiata negli anni successivi alla firma degli Accordi di Oslo, ed è così nata un'industria basata su programmi “people- to-people".

L'accordo di pace tra Egitto e Israele, che è stato firmato dal presidente egiziano Anwar Sadat e il primo ministro israeliano Menachem Begin nel 1979, simboleggiava una parziale fine al boicottaggio di normalizzazione con Israele. Inutile dire che i palestinesi hanno considerato quest'azione una pugnalata collettiva alla schiena. Gli arabi lo hanno visto come un tradimento ed l'accordo è stato respinto a gran voce in tutta la regione, Egitto compreso. Quando il presidente Sadat è stato assassinato due anni dopo, ha pagato con la vita questo tradimento.

 

Dopo il primo tentativo di Luglio 2011 la comunità internazionale ci riprova, lanciando il “Benvenuti in Palestina 2012”.

Questa nuova missione, così come la prima, ha per obiettivo quello di rivendicare il diritto di entrare in Palestina e di circolarvi liberamente sia per i palestinesi sia per chiunque voglia andare a trovarli, rompendo l’assedio che Israele pratica in Cisgiordania.

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L'8 Dicembre 2011 è nata l'associazione DIMA, il cui obiettivo è quello di realizzare progetti concreti di sostegno alla resistenza della società civile palestinese, con la convinzione che la solidarietà internazionale sia uno strumento essenziale per dare un concreto contributo allo sviluppo della società e delle sue organizzazioni.
Partendo dal presupposto che la collaborazione attiva con i palestinesi sia un elemento irrinunciabile, questo primo progetto  è nato proprio da una proposta arrivata direttamente dalla Striscia di Gaza: la realizzazione di un asilo per bambini a Khan Younis che avrà il nome di Vittorio Arrigoni, attivista e amico che fra i Palestinesi di Gaza ha vissuto e lottato.

Analisi: le radici profonde del concetto di normalizzazione

Recentemente, un evento pubblico organizzato a Gerusalemme Est dal "Palestine Israel Journal " è stato annullato dopo che i palestinesi lo avevano fortemente criticato e presentato come “normalizzazione”. La settimana prima, un incontro organizzato dalla "Confederazione israelo-palestinese" è stato bloccato da alcune decine di giovani manifestanti palestinesi che denunciavano la "normalizzazione con Israele".

La questione della normalizzazione non è nuova e non è iniziata in Palestina. Piuttosto, la discussione è nata nei paesi arabi, nel 1950. In molte occasioni negli ultimi trent'anni, l'Alternative Information Center, un'organizzazione mista israelo-palestinese, ha dato vita a convegni e seminari sulla normalizzazione con lo scopo di spiegarne il significato agli attivisti israeliani. Abbiamo anche cercato di chiarire che cosa si intendesse con il termine normalizzazione nella pratica... e che cosa non si intendesse.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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