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COGLIERE L’OCCASIONE

Da “La Stampa” del 1° settembre 2018: «Medio Oriente. Trump taglia tutti i fondi ai palestinesi. Via i finanziamenti Usa all'agenzia Onu Unrwa. L'Amministrazione Trump ha tagliato tutti i fondi destinati ai palestinesi attraverso l'agenzia Onu Unrwa».

Da qualche anno la Palestina sta vivendo evidentemente una delle peggiori fasi della sua lotta di liberazione: alla vile e spietata occupazione si sono aggiunte la collaborazione di Fatah con Israele, la divisione tra Hamas e Anp, la crisi della sinistra che non riesce a proporre ed opporre una propria prospettiva per la Liberazione.

I prigionieri del FPLP ricordano Abu Ali Mustafa in una dichiarazione sulla lotta contro il Sionismo e L’imperialismo

La dichiarazione seguente è stata rilasciata dalla Sezione Prigioni del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina per commemorare il diciassettesimo anniversario dell’assasinio di Abu Ali Mustafa.

Cari Compagni, vi estendiamo I nostri più sinceri saluti rivoluzionari. Vi salutiamo mentre guidate le campagne più critiche di costanza e confronto. Vi salutiamo mentre vi state impegnando a continuare il cammino dei martiri della giustizia il cui sangue fu versato sulla terra dei loro antenati, del loro popolo, della loro storia e per il futuro della loro amata Palestina per la quale diecimila combattenti hanno lottato e si sono sacrificati sotto il vessillo della libertà.

Cari compagni, oggi è il diciassettesimo anniversario del martirio del nostro compagno, il Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Abu Ali Mustafa. In questo giorno, gli elicotteri sionisti, forniti ed armati dagli Stati Uniti, bombardarono l’edificio dove Abu Ali stava lavorando, prendendogli la sua vita.

Lui si è unito alla lunga lista di martiri che sempre scelsero il cammino della libertà e della dignità rifiutando l’umiliazione e la subordinazione. Come Abu Ali, essi stavano in prima linea per difendere I nostri diritti nazionali e umani.

Ira contro i tagli di Trump agli aiuti a Gaza

Ho riconosciuto l’uomo steso a terra durante la recente protesta a Gaza City. Il suo nome è Nidal al-Shanti. Un tempo è stato mio insegnante ed è stato gentile con me. Quando mi sono ferito ad una mano in classe 14 anni fa, al-Shanti mi ha portato all’ospedale. Mi ha comprato un succo d’arancia e – dopo che mi hanno curato – mi ha riportato a casa.

Con mio sollievo, al-Shanti ha presto ripreso conoscenza dopo essere svenuto durante la protesta. Ha bevuto un po’ d’acqua e immediatamente si è lanciato in un’invettiva contro il suo datore di lavoro, l’UNRWA, l’agenzia dell’ONU per i rifugiati palestinesi. Era appena venuto a sapere di aver perso il lavoro.

Messaggio di solidarietà dai prigionieri palestinesi allo sciopero nazionale dei detenuti negli Stati Uniti

Scriviamo oggi come prigionieri palestinesi del Fronte popolare per la Liberazione della Palestina, detenuti nelle carceri israeliane per la nostra partecipazione alla lotta per la liberazione della nostra terra e del nostro popolo dal colonialismo e dall'occupazione. Oggi estendiamo la nostra solidarietà ai prigionieri nelle carceri degli Stati Uniti che partecipano allo sciopero nazionale carcerario iniziato il 21 agosto, combattendo lo sfruttamento, il razzismo e il capitalismo dal cuore delle prigioni imperialiste.

Iniziamo esprimendo il nostro lutto per George Jackson, il rivoluzionario incarcerato e martire della lotta per la liberazione nera. Lo sciopero sta iniziando nel 47° anniversario del suo martirio, un evento che fu riconosciuto in Palestina e in tutto il mondo in quel momento come un assassinio di una vera voce della lotta di classe negli Stati Uniti. Come prigionieri palestinesi, sappiamo anche che George Jackson era un internazionalista e che le opere del poeta palestinese Samih al-Qasem - che parlavano di reclusione e resistenza sono state trovate nella sua cella dopo il suo assassinio. Oggi scriviamo per forgiare ancora una volta questa connessione nella lotta, nonostante le nostre diverse circostanze.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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