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Le donne palestinesi chiedono libertà e pratica dello sport

Durante l'ultima offensiva su Gaza padre Manuel Musallam, parroco della Chiesa latina di Gaza, ha parlato ai musulmani palestinesi a Gaza dopo che gli attacchi aerei israeliani hanno distrutto numerose moschee: "se distruggono le vostre moschee, chiamate alla preghiera dalle nostre chiese". Da parte nostra, diciamo ai corridori di Tira che se la maratona non partirà dalla vostra amata città di Al-Tira, partirà da tutte le altre nostre città.

Siamo giovani donne palestinesi nate in questa terra e nutrite da essa. Sosteniamo la libertà e lo sport. Dichiariamo che lo spazio pubblico non è di proprietà esclusiva di nessuno, è di proprietà di tutti noi. Siamo a Tira, Baqa al-Gharbiyye, Al-Naqab, Kafr Qara, Jaffa, Nazareth, Taybeh e in tutte le altre città e cittadine, abbiamo una posizione chiara sulla questione che va al di là di ogni dubbio; noi palestinesi, uomini e donne, continueremo la nostra lotta per la libertà, un aspetto fondamentale delle nostre aspirazioni di liberazione nazionale che mirano a liberare sia gli umani, sia la terra.

Pertanto, annunciamo la nostra ferma opposizione a ogni forma di oppressione, dominazione, intimidazioni e minaccia, indipendentemente da chi sia l'oppressore. I tentativi di escludere le donne dalla sfera pubblica sotto le deboli scuse delle tradizioni o delle cosiddette credenze, infatti, hannp il solo scopo di diffamare e screditare il diritto delle donne di controllare il proprio corpo, mentre in realtà le donne sono una parte fondamentale della vita di ogni amante dello sviluppo della società e del progresso.

Ogni donna ha il diritto di partecipare alla vita politica, come ad ogni forma di arte, sport e a tutte le altre attività cui sceglie di prendere parte. Questi diritti sono concessi alle donne nel quadro della libertà di espressione e di opinione, al di là di qualsiasi forma di paura o di censura.

Ultimamente stiamo assistendo ad un aumento della violenza e delle intimidazioni da parte di un pugno di estremisti che si oppongono alla libertà personale e a tutte le forme di democrazia e che lavorano per escludere le donne dalla sfera pubblica e dalle posizioni di potere. Questi estremisti hanno usato minacce, diverse forme di molestia e di terrore, la potenza di fuoco e la forza bruta. L'ultimo di questi tentativi è stato l'assalto a una donna di Tira,  in una flagrante violazione dei suoi diritti fondamentali, solo perché stava organizzando una maratona femminile nella città in cui è cresciuta. E' stata aggredita nella propria città, che si suppone essere il porto sicuro per lei e le donne della città.

Questa maratona è stata già annullata due volte dal Comune di Tira. La prima volta quando il Comune cedette alle minacce di una minoranza estremista e la seconda in acquiescenza e abdicazione di responsabilità.

Siamo estremamente preoccupati per questo incidente e per la pericolosa escalation di violenza; non resteremo in silenzio nè lo lasceremo passare inosservato. Abbiamo lavorato senza sosta da quando ha avuto luogo l'assalto e siamo riusciti in questi ultimi giorni a stabilire un contatto con diversi parlamentari, leader sociali, attiviste femministe e giovani. Molti hanno risposto alla nostra chiamata e hanno organizzato una manifestazione lo scorso 8 maggio alla quale hanno partecipato oltre 100 uomini, donne e bambini, la maggior parte dei quali giovani. Siamo rimasti a testa alta di fronte al Comune di Tira. Le donne e gli uomini con orgoglio si sono presentati uno ad uno per inviare i loro messaggi: "la violenza e l'intimidazione non ci spaventeranno!", "la voce delle donne nel sostenere la libertà sarà più forte di tutti i fucili", "tutti i tentativi di imporre opinioni con la forza e la violenza non passeranno inosservati. Noi, le donne, siamo una rivoluzione e non una vergogna ", "la maggioranza silenziosa dovrebbe agire e far udire la propria voce prima che sia troppo tardi, non dobbiamo nascondere la testa sotto la sabbia come struzzi o come se vivessimo in un giungla senza legge", " Dio non cambia una nazione se questa non inizia a cambiare se stessa", "questa non è la società palestinese che vogliamo".

Pertanto, annunciamo che stiamo organizzando una maratona il cui calendario sarà pubblicato a breve. Facciamo appello a tutti gli uomini e donne di ogni età e provenienza sociale affinché si uniscano e partecipino. E 'solo con una forte volontà che possiamo scrivere il nostro futuro.

Ricordate: la lotta per l'emancipazione delle donne è parte integrante delle nostre aspirazioni di liberazione nazionale!
 

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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