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Valle del Giordano, Israele maschera la pulizia etnica

L’amministrazione militare israeliana ha annunciato all’inizio di quest’anno che avrebbe “creato alcune aree di sosta nella strada per Gerico, perché viaggiatori e beduini si possano riposare”.


Casa demolita nella Valle del Giordano da Israele (Foto: Marta Fortunato, AIC)

Questo proclamato “aiuto” contrasta duramente con la politica implementata da Israele nella Valle del Giordano, politica che prevede demolizioni di case, confische di terre e tolleranza verso gli attacchi dei coloni contro i residenti palestinesi.

Solo negli ultimi due mesi, le demolizioni di case nell’area sono aumentate; Israele ha confiscato cinque cisterne d’acqua nel villaggio di Al Buqia, unica risorsa idrica della comunità; ha distrutto tende e stalle nel Nord della Valle del Giordano, nell’area di Wadi al-Maleh, oltre alla confisca di cisterne d’acqua; ha costruito una nuova colonia al posto di una base militare israeliana in disuso; ha consegnato terre confiscate per “ragioni militari” alla colonia di Roi e ha consegnato ordini di demolizione a cinque strutture nell’area di Wadi al-Maleh. Inoltre, un palestinese è rimasto ferito dallo scoppio di un esplosivo lasciato dall’esercito israeliano vicino alla città di Tubas.

Come se vivesse in un universo parallelo, il vice capo del Dipartimento dell’Agricoltura dell’Amministrazione Civile israeliana ha detto che “aggiungendo tavoli e lampioni per la notte si permetterà alla gente di sedersi e fare un picnic lungo la via”.

La Jordan Valley Solidarity comunica che la costruzione di aree di sosta “è una strana notizia da parte di uno Stato che costantemente demolisce e distrugge case e stalle per gli animali di proprietà di quegli stessi beduini che dice di voler aiutare. I beduini della Valle del Giordano sono soggetti a vessazioni e violenze quotidiane da parte delle forze di occupazione israeliane e dei coloni. Sono circondati da checkpoint, torri di guardia, basi militari. Non hanno accesso a acqua, elettricità, libertà di movimento e sono frequentemente costretti a lasciare le proprie terre da Israele che intende espandere le colonie illegali”.
 

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