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Calorosa accoglienza per Ahed e Nariman Tamimi al loro rilascio dalla prigione israeliana

La diciassettenne adolescente palestinese Ahed Tamimi  e sua madre, Nariman Tamimi, sono state rilasciate dalle prigioni di occupazione israeliane la mattina di domenica 29 luglio 2018 dopo aver scontato otto mesi di detenzione in carcere.

Ahed e sua madre erano state arrestate il 19 dicembre 2017, dopo che un video di Ahed, in cui affrontava i soldati di occupazione nella terra della propria famiglia nel villaggio di Nabi Saleh, compresa la scena dello schiaffo a un soldato, era diventato virale sui social media.

Ahed e la sua famiglia sono leader nel movimento anti-coloniale a Nabi Saleh in difesa della terra indigena, dove la terra del villaggio e persino le sorgenti sono oggetto di confisca e furto da parte del vicino insediamento illegale ebraico di Halamish.

#عاجل : الاحتلال يفرج عن الاسيرة الطفلة عهد التميمي

Pubblicato da 24FM su Sabato 28 luglio 2018

Una folla di amici e parenti ha atteso la liberazione delle Tamimi mentre l’occupazione israeliana cambiava ripetutamente la località designata, dal checkpoint di Jabara a Rantees a Jabara di nuovo, costringendoli a percorrere ripetutamente la distanza di un’ora tra i vari luoghi. Ahed e Nariman sono state accolte con gioia dopo il loro vero rilascio; terranno una conferenza stampa alle 16:00 nel loro villaggio di Nabi Saleh.

Un giorno prima della liberazione di Ahed, le forze di occupazione israeliane hanno arrestato tre artisti coinvolti nella realizzazione di un enorme murale sul Muro dell’apartheid, che inneggia alla lotta della giovane e che celebra la sua liberazione.

Des artistes italiens arrêtés par l'armée israélienne à Béthléem en Palestine occupée

Les forces d'occupation israélienne ont arrêté les artistes italiens qui ont peint la fresque représentant Aheed Tamimi sur le mur de l'apartheid à Bethléem. (via Munther Amira)

Pubblicato da Agence Média Palestine su Sabato 28 luglio 2018

Due degli artisti detenuti sono italiani, tra cui il famoso artista Jorit Agoch (Agostino Chirwin), uno street artist di Napoli conosciuto in tutto il mondo per i suoi murales enormi e realistici, e uno palestinese.

Un portavoce dell’occupazione li ha accusati di aver “danneggiato e deturpato la barriera difensiva nell’area di Betlemme”. Il Muro è noto come supporto di numerosi graffiti murali famosi che salutano la lotta palestinese. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha chiesto la liberazione immediata degli artisti, dicendo che si tratta di una questione di libertà che riguarda tutti.

Mentre la famiglia Tamimi e i palestinesi celebrano la liberazione di Ahed, la loro gioia è, ovviamente, non completa – tra gli oltre 6.000 palestinesi detenuti nelle carceri israeliane c’è il fratello ventunenne di Ahed, Wa’ed, arrestato a maggio dall’occupazione israeliana e accusato di “partecipazione ad attività popolari terroristiche” come organizzare manifestazioni.

Diversi cugini di Ahed, tra cui Mohammed e Osama Tamimi, sono anche loro dietro le sbarre, presi di mira per il loro coinvolgimento nella difesa della terra palestinese da confisca, furto e colonizzazione. Il villaggio di Nabi Saleh è stato circondato dalle forze di occupazione giovedì scorso, impedendo agli abitanti di entrare o uscire.

Samidoun Palestinian Prisoner Solidarity Network saluta, si congratula e dà il benvenuto a Ahed e Nariman Tamimi per il loro rilascio. Non sono solo simboli di protesta, ma leader di un movimento indigeno anti-coloniale per difendere la propria terra dall’occupazione, dalla colonizzazione e dalla confisca.

Il caso di Ahed ha attirato l’attenzione e il sostegno di migliaia – anzi milioni – di persone in tutto il mondo, con proteste globali nelle città e oltre 1,5 milioni di persone hanno firmato una petizione per chiedere la sua liberazione. Questo tipo di appoggio ha avuto oggi un ruolo importante nella liberazione di Ahed e Nariman. Ci ricorda anche quanto sia critico intensificare  la nostra lotta per la libertà di tutti i prigionieri politici palestinesi.

Ci sono oltre 6.000 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, tra cui oltre 450 persone incarcerate senza accusa né processo sotto detenzione amministrativa. Ci sono oltre 350 bambini palestinesi nelle prigioni israeliane e 60 donne e ragazze palestinesi. Sono leader, insegnanti, organizzatori, lavoratori, agricoltori, studenti e amati familiari, e rappresentano la vera leadership del popolo palestinese preso di mira dall’occupazione israeliana per isolarli. Naturalmente, ci sono prigionieri della lotta palestinese anche nelle prigioni imperialiste di tutto il mondo – dalla Terra Santa cinque sono negli Stati Uniti e in Francia Georges Ibrahim Abdallah è da 34 anni nelle carceri francesi.

La loro libertà è fondamentale per raggiungere l’obiettivo per il quale lottano e si sacrificano: la libertà per la terra e il popolo della Palestina.

Liberi tutti i prigionieri palestinesi! Palestina libera!
 


Fonte: Samidoun
Traduzione a cura di Invictapalestina

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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