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Detenuto palestinese muore in isolamento nella prigione israeliana di Nitzan

La Palestinian Prisoners ‘Society (PPS) ha riferito martedì che un detenuto palestinese della città di Beit Fajjar, a sud della città di Betlemme, in Cisgiordania, è morto in isolamento nella prigione israeliana di Nitzan.

La PPS ha detto che il detenuto, Nasser Majed Taqatqa, 31 anni, è stato arrestato dai soldati israeliani il 19 giugno 2019 ed è stato interrogato da allora. Questo era il suo primo arresto da parte dell’esercito.

Ha anche smentito le accuse da parte dell’Autorità carceraria israeliana sulla sua morte, e ha confermato che il palestinese non soffriva di patologie preesistenti.

Il PPS ha ritenuto Israele pienamente responsabile della sua morte, specialmente mentre era sotto interrogatorio, poiché i detenuti palestinesi sono spesso torturati fisicamente e psicologicamente, oltre alle pessime condizioni di vita che affrontano, e alla mancanza di cure mediche.

Il PPS ha dichiarato che la morte di Taqatqa porta il numero di detenuti, che sono stati uccisi o morti nelle carceri israeliane dal 1967, a 220.

La Croce Rossa Internazionale ha inviato le sue condoglianze alla famiglia e ha affermato che, sebbene non partecipi ai comitati di investigazione o all’autopsia, seguirà il caso da vicino con le autorità israeliane e la famiglia.

Ha aggiunto che sta seguendo la morte del detenuto con grande preoccupazione e ha consigliato di astenersi dal pubblicare informazioni sensibili per la privacy della famiglia.

In una dichiarazione, il Centro palestinese per i diritti umani (PCHR) ha chiesto un’inchiesta immediata e imparziale sulla morte di Taqatqa mentre era in isolamento nella prigione di Nitzan (al-Ramla).

Ha citato la sua famiglia affermando che il detenuto non aveva problemi di salute ed era un giovane completamente sano quando è stato arrestato.

Il PCHR ha dichiarato quanto segue:

Secondo i rapporti delle organizzazioni per i diritti umani seguiti dai lavoratori sul campo del PCHR, le forze israeliane hanno arrestato Taqatqa il 19 giugno 2019 dopo aver fatto irruzione nella sua casa a Beit Fajjar e averlo portato al centro di al-Jalamah per le indagini.

Il 9 luglio 2019, le forze israeliane hanno nuovamente fatto irruzione e perquisito la sua casa di famiglia mentre era in prigione. Due settimane dopo il suo arresto, le autorità israeliane hanno inviato Taqatqa in isolamento nella prigione “Nitzan” (al-Ramla) in Israele per continuare a indagare su di lui.

L’avvocato Raji Sourani, direttore del PCHR, ha commentato dicendo che "Israele ha dei precedenti terribili, che dimostrano il coinvolgimento dei servizi di sicurezza israeliani nella tortura, trattamenti disumani e deliberata negligenza medica contro dozzine di prigionieri come parte di una politica sistematica israeliana e sotto copertura legale. Taqatqa, come detto, non ha avuto problemi di salute prima del suo arresto, quindi la sua morte durante le indagini solleva sospetti, il che spinge ad aprire un’indagine su possibili casi di tortura e negligenza medica".

La famiglia di Taqatqa ha detto che questo è stato il suo primo arresto, e che hanno saputo della sua morte tramite i media. Così, hanno contattato l’avvocato della Commissione per gli affari dei detenuti e degli ex detenuti per confermare questa notizia.

Il PCHR sottolinea che le condizioni di vita di circa 5800 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane continuano a deteriorarsi; 700 di loro che soffrono di malattie croniche e non ricevono un’assistenza sanitaria adeguata. Il PCHR ritiene anche che il governo israeliano sia pienamente responsabile della morte di Taqatqa e chiede un’indagine tempestiva e imparziale sulle circostanze della morte.
 


Fonte: IMEMC
Traduzione a cura di Rete italiana ISM
 

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