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Due pescatori palestinesi feriti dal fuoco dell'esercito egiziano e cinque arrestati

Ibrahim Abdullah Al-Najjar, 21 anni, e Ismael Wael Al-Bardaweel, 19 anni, sono stati feriti dal fuoco della marina militare egiziana il 30 agosto mentre pescavano sulle loro hasaka (piccole barche da pesca palestinesi) nelle acque di Rafah, al confine tra l'Egitto e la Striscia di Gaza. Altri cinque pescatori sono stati arrestati. I due pescatori feriti sono stati trasferiti all' ospedale Abu Yousef Al-Najjar, in Rafah.

Siamo andati a far loro visita in ospedale. La piccola sala ospedaliera era affollata dai loro parenti. Yousef al Najjar, 23 anni, fratello di Ibrahim, con lui sulla barca, ci ha raccontato: "Alle 2 del mattino siamo andati a pescare sulla nostra barca con altri tre pescatori". Sulla loro hasaka c'erano in tutto 5 pescatori, tutti membri della stessa famiglia: Ibrahim Al-Najjar (21 anni), Yousef Al-Najjar (23 anni), Odail Al-Najjar (18 anni), Jamil Al-Najjar (19 anni), Ali Al Najjar (23 anni).

"Verso le 3.30, una nave della marina militare egiziana ci ha attaccati, insieme ad alcuni motoscafi. Ci hanno attaccati ad una distanza di circa 2-3 metri", ci ha detto Yousef.

La marina militare egiziana ha tentato di arrestare i pescatori che pero' hanno cercato di scappare e di raggiungere la costa.  I militari egiziani hanno cosi' aperto il fuoco direttamente contro i pescatori, impotenti sulle loro piccole barche non veloci.

I militari egiziani hanno puntato al braccio di Ibrahim, il braccio che stava usando per manovrare la barca per scappare. Ibrahim ha riportato una ferita da arma da fuoco con frattura aperta e comminuta, ovvero l'osso è  rotto in piu' punti, con formazione di piccoli frammenti. Ibrahim è rimasto ferito anche al suo piede destro e da frammenti di esplosivo. Ismael Wael Al-Bardaweel si trovava invece con altri tre pescatori, membri della stessa famiglia, a bordo di un'altra barca accanto a quella di Ibrahim. A bordo vi erano: i fratelli Ismael Wael Al-Bardaweel (19 anni), Mohammed Al-Bardaweel (16 anni), Abdallah Al-Bardaweel (12 anni), ed il cugino Mahmoud Al-Bardaweel (11 anni). Come si nota dalle età, molti di questi pescatori sono minori o addirittura bambini.

I pescatori hanno cercato di scappare al fuoco della marina militare egiziana insieme alla barca della famiglia Al-Najjar. "Non eravamo lontani dalla costa. Siamo arrivati a poche centinaia di metri dalla costa ed abbiamo passato di pochi metri la linea di confine con le le acque egiziane, in tutto eravamo sei barche", ci hanno raccontato.

Dalla descrizione che ci hanno fatto i pescatori, la marina militare egiziana pare li abbia attaccati alle spalle, entrando dapprima in acque palestinesi per poi sorprenderli ed attaccarli fino a 100 mt  dalla costa.  Un'altra barca di pescatori e' stata invece raggiunta dalla marina egiziana e cinque pescatori sono stati arrestati. Abbiamo avuto notizia che i pescatori arrestati sono: Ismail Jamal Basala, Khaled Jamal Basala, Maher Mazen Basala, e Mahmoud Nahedh Basala, Radwan Shallouf. Non abbiamo notizie sulla loro detenzione, ma i pescatori che abbiamo visitato ci hanno riferito che i cinque pescatori arrestati dovrebbero essere detenuti in Al-Arish.

Le barche dei due pescatori sono state danneggiate nell'attacco. Le famiglie di entrambi dipendono dalla pesca, entrambe non hanno altre risorse per sopravvivere. "Non possiamo vivere ora perché le nostre barche sono state danneggiate", ci ha detto Ismael. Ed Ibrahim ha aggiunto: "Siamo senza difese, non c'è niente che possiamo fare". "Vorremmo che la marina egiziana ci lasci fare il nostro lavoro", ha concluso Yousef. Sembra incredibile ora ritrovarsi a riportare di attacchi contro i pescatori palestinesi da parte della marina militare egiziana, quando fino a questo momento era solo la marina militare israeliana ad attaccare, arrestare e ferire i pescatori di Gaza.

Quanto è avvenuto è di una gravità estrema. Le autorità egiziane, dopo il colpo di stato con cui il 3 luglio è stato destituito Morsi, hanno vietato ai pescatori di Gaza di entrare nelle acque egiziane, ma ciò non dà il diritto a militari egiziani di sparare deliberatamente su civili palestinesi.

I pescatori palestinesi si avvicininano o tentano di entrare in acque egiziane a causa dei limiti imposti dalla autorità israeliane nelle acque di Gaza. Il limite, da 3 miglia è stato esteso a 6 miglia nautiche dalla costa, ma la marina militare israeliana continua ad attaccare i pescatori all'interno di questo limite, nonostante gli accordi con cui si è giunti al cessate il fuoco dopo l'offensiva militare israeliana di novembre 2012 affermino che le forze militari israeliane debbano "astenersi dal colpire i residenti nelle aree lungo il confine" e "cessare le ostilità nella Striscia di Gaza, via terra, via mare e via aria, compreso le incursioni e le uccisioni mirate." Questi accordi non sono stati mai rispettati dall'esercito israeliano.

Inoltre, all'interno dello spazio marittimo concesso ai pescatori palestinesi non c'è quantita' di pesce sufficiente ed i pescatori di Gaza non possono sostenere le proprie famiglie.  I pescatori di Gaza devono lavorare all'interno di una vera e propria prigione i cui limiti sono imposti con l'uso delle armi.
 

Background

Israele ha progressivamente imposto restrizioni ai pescatori palestinesi sull'accesso al mare. Le 20 miglia nautiche stabilite sotto gli accordi di Jericho nel 1994 tra Israele e l'Organizzazione di Liberazione della Palestina  (OLP), sono state ridotte a 12 miglia sotto l'Accordo Bertini nel 2002. Nel 2006, l'area acconsentita alla pesca è stata ridotta a 6 miglia nautiche dalla costa. A seguito della offensiva militare israeliana "Piombo Fuso" (2008-2009) Israele ha imposto un limite di 3 miglia nautiche dalla costa, impedendo ai palestinesi l'accesso all' 85% delle acque a cui hanno diritto secondo gli accordi di Jericho del 1994.

Gli accordi raggiunti tra Israele e la resistenza palestinese dopo l'offensiva militare israeliana di novembre 2012, "Pilastro di Difesa", hanno acconsentio ai pescatori di Gaza di raggiungere nuovamente le 6 miglia nautiche dalla costa. Nonostante questi accordi, la marina militare israeliana non ha cessato gli attacchi contro i pescatori di Gaza, anche all'interno di questo limite. A Marzo 2013, Israele ha imposto nuovamente un limite di 3 miglia nautiche dalla costa, affermando che tale decisione era stata presa a seguito dell'invio di alcuni razzi palestinesi verso il sul di Israele. Mercoledi' 22 maggio, le autorità militari israeliane hanno diffuso attraverso alcuni media la decisione di estendere nuovamente il limite a 6 miglia nautiche dalla costa.

Rosa Schiano
 

Fonte: Il blog di Oliva
 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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