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In memoria del compagno Khaled Hussein

Oggi è il quarto anniversario dell'assassinio di Khaled Hussei, questa la lettera che avevo scritto nel 2009:

Nella notte di lunedì è morto nel reparto di massima sicurezza della prigione di Benevento il combattente palestinese Khaled Hussein, 79 anni. Khaled è morto per “cause naturali” hanno scritto le agenzie di stampa, ma Khaled era tenuto in una cella ad “elevato indice di vigilanza” per 13 anni, nonostante fosse anziano e malato. Hussein, militante del Fronte per la Liberazione della Palestina, viene arrestato in Grecia nel ’91 e estradato in Italia nel 1996, dove l’ aspetta una condanna all’ergastolo per il sequestro della motonave Achille Lauro, nel ’85.

Hussein nato in un villaggio vicino ad Haifa, cancellato dall’ occupazione israeliana, ha mantenuto la sua dignità fino alla fine. Pur innocente delle accuse che gli hanno procurato l’ ergastolo, tra l’ altro comminato senza aver la possibilità di difendersi, Hussein non ha mai abbandonato la sua idea di lotta per la liberazione della Palestina.

In questi anni non gli hanno permesso di curarsi, di usufruire di alcun beneficio, ed ha subito ogni sorta di violenza, fisica e morale. Nel 2004, Hussein riceve la visita dell’FBI e la richiesta di collaborare oppure lo spettro di Guantanamo, ma il vecchio combattente mandandoli a quel paese disse semplicemente: non vi dico nulla, avete ucciso Arafat e fatto morire Abu Abbas, il dirigente palestinese morto d’infarto nel 2004.

Voglio ricordarlo per l’immensa dignità e la gentilezza con cui ci riceveva nelle poche visite che ho potuto fargli. Sempre con il sorriso pareva preoccupato per noi, mentre noi ce ne andavamo con la morte nel cuore, anche se sostenuti dalla sua magnifica coerenza e forza che non hanno piegato i soprusi subiti, le sofferenze per i familiari ammazzati dai sionisti nei numerosi attacchi contro i palestinesi.

“Morirò qui dentro, ci disse più volte, ma vorrei che il mio corpo tornasse almeno in un paese arabo”.

Voglio ricordarlo anche con le parole di Ivan Della Mea, anche lui morto in questi giorni: “Chi ha compagni non morirà”.

Che la terra ti sia lieve compagno e comandante Khaled.

Fino alla Vittoria!!
 

Francesco Giordano
 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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