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Morto un prigioniero politico nelle carceri dell’occupante sionista

Il dipartimento del servizio carcerario sionista, domenica pomeriggio riferisce del martirio di un prigioniero palestinese di Nablus nell’ospedale sionista “Assaf Harovi”.

L’Autorità per gli affari dei prigionieri Palestinesi ha annunciato il martirio del prigioniero malato Bassam Sayeh della città di Nablus nelle carceri dell’occupazione sionista.

Il servizio penitenziario israeliano ha dichiarato in un comunicato che il prigioniero “è un membro della cellula che ha partecipato a una delle operazioni in cui sono stati uccisi numerosi coloni”.

Il martirio del prigioniero Sayeh, porta il numero di martiri del movimento nazionale dei prigionieri a 221 martiri a cui spetta la vita dal 1967.

Il prigioniero Sayeh, del governatorato di Nablus nella Cisgiordania settentrionale, è stato tenuto nel cosiddetto “ospedale di Ramla” dall’inizio di agosto dopo che la sua salute si era deteriorata.

Il prigioniero soffriva da anni di cancro al sangue e alle ossa, problemi cronici con conseguenze sul cuore e ingrossamento del fegato.

L’8 ottobre 2015, le autorità israeliane hanno arrestato il prigioniero Sayeh e lo hanno condannato all’ergastolo due volte, oltre ad altri 30 anni.

È interessante notare che alcuni (700) detenuti soffrono di difficili condizioni di salute, di cui circa (160) prigionieri hanno bisogno di un urgente follow-up medico. Si noti che una parte dei prigionieri malati, la maggior parte dei quali con gravi condanne, si è visto chiudere il proprio fascicolo medico con il pretesto che non esiste alcun trattamento curativo possibile per loro.
 


Fonte: hadfnews
Traduzione a cura di Rete italiana ISM
 

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