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Solidarietà a Khaled Barakat

L’Associazione Amicizia Sardegna Palestina e BDS Sardegna esprimono solidarietà al compagno, scrittore e attivista per i diritti del popolo palestinese Khaled Barakat.

Sabato 22 giugno le autorità tedesche hanno impedito a Khaled di prendere parte a un evento in cui avrebbe dovuto parlare della reazione araba e palestinese al cosidetto “accordo del secolo” voluto dal presidente Trump, vietandogli, inoltre, di partecipare (personalmente o tramite video) a qualsiasi evento o impegnarsi in qualsiasi attività politica in Germania fino al 31 luglio.

Quanto accaduto nel pieno centro della democratica Europa rappresenta un grave impedimento della libertà personale d’espressione e un ulteriore attacco alla difesa dei diritti dei palestinesi all’indomani della decisione del Bundestag di dichiarare “antisemita” il movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni). In questo modo le autorità tedesche stanno confermando il loro appoggio alla politica di discriminazione israliana.

Ribadiamo la nostra solidarietà al compagno Khaled e invitiamo tutte le forze politiche, sindacali, i collettivi e il mondo dell’attivismo e dell’associazionismo a prendere posizione, condannando senza mezzi termini l’azione antidemocratica delle autorità tedesche.

Fonte: SardegnaPalestina

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Appello – Comunicato:
L’Unione Democratica Arabo-Palestinese (UDAP) esprime solidarietà
al compagno, scrittore e attivista per la causa palestinese, Khaled Barakat

Sabato 22 giugno le autorità tedesche hanno impedito a Khaled Barakat di prendere parte a un’iniziativa in cui avrebbe dovuto parlare della reazione araba e palestinese al cosiddetto “Accordo del Secolo”, voluto dal presidente statunitense Trump, vietandogli, inoltre, di partecipare (sia di persona che tramite video) a qualsiasi evento o impegnarsi in qualsiasi attività politica in Germania fino al 31 luglio.

Quanto accaduto nel pieno centro della “democratica” Europa rappresenta un grave impedimento della libertà personale d’espressione e un ulteriore attacco alla difesa dei diritti dei palestinesi all’indomani della decisione del Bundestag di dichiarare “antisemita” il movimento di boicottaggio d’Israele. In questo modo le autorità tedesche stanno confermando il loro appoggio alla politica sionista.

Ribadiamo la nostra solidarietà al compagno Barakat e invitiamo tutte le forze politiche, sindacali, i collettivi, il mondo dell’attivismo e quello dell’associazionismo a prendere una chiara e netta posizione, condannando senza mezzi termini quest’azione repressiva delle autorità tedesche.

Invitiamo quindi tutte le forze politiche democratiche, progressiste e i sindacati a protestare ed esprimere il proprio dissenso inoltrando lettere di protesta alle sedi diplomatiche della Repubblica Federale di Germania chiedendo alle autorità tedesche di cessare le proprie politiche repressive nei confronti di esponenti, militanti politici e attivisti palestinesi, condannando la complicità tedesca con l’occupazione sionista, ribadendo la necessità di adeguarsi alla carta dell’ONU che ha sancito in ben 63 occasioni il diritto dei palestinesi a resistere e lottare per la propria liberazione e indipendenza e il ritorno alla propria terra.

Unione Democratica Arabo-Palestinese in Italia
(UDAP)

ADESIONI AL COMUNICATO:

  • Associazione di Amicizia Sardegna-Palestina
  • Associazione Palestinesi in Italia (API)
  • Associazione di Amicizia Italo-Palestinese

(ADESIONE IN AGGIORNAMENTO)

La Germania al servizio permanente di Israele

Dalla patria di Hitler arriva un segnale di forte sostegno al sionismo, non ci meraviglia ricordando la santa alleanza tra sionismo e nazismo negli anni '30.

Gli antifascisti e attivisti a sostegno del BDS vengono espulsi, mentre regalano sottomarini nucleari alle forze del male.

Nei giorni scorsi ha impedito allo scrittore e giornalista palestinese Khalid Barakat e a sua moglie Charlotte Keats di partecipare ad iniziative eventi pro-Palestina a causa della loro attività a sostegno del movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro Israele.

Il compagno Barakat vive a Berlino da quasi due anni e lavora come libero professionista, mentre sua moglie è coordinatrice internazionale per Samidoon, una agenzia di comunicazione palestinese che si occupa di difendere i prigionieri palestinesi.

La polizia tedesca ha fermato Barakat mentre si stava recando a un evento autorizzato sulla Palestina, organizzato da diverse comunità arabe residenti nella capitale tedesca.

Dopo l'arresto la polizia tedesca ha informato Barakat che da quel momento in poi non potrà più prendere parte ad alcun evento politico o culturale e neanche a riunioni familiari composte da più di dieci persone. Infrangere queste restrizioni gli costerà la detenzione per un anno e il pagamento di una multa.

L’ordinanza dei nazisti tedeschi al servizio del sionismo specifica che tale decisione è basata su informazioni raccolte dai servizi di intelligence tedesca “su un lungo periodo di tempo”. Dichiara anche che Barakat è stato coinvolto in una serie di incontri e attività che “provano” il suo essere “un antisemita e anti-israeliano”. I nazisti hanno imparato bene la pratica della Detenzione Amministrativa!

Il Collettivo Palestina Rossa si schiera al fianco del compagno Barakat e denuncia la vile e vergognosa collaborazione tra nazisti e sionisti.

Schierandoci al fianco degli attivisti antisionisti ci sentiamo di rispondere come facevano i partigiani italiani alle forze naziste: se essere comunisti e partigiani vuol dire essere banditi, bene...siamo banditi contro sionismo e nazismo.

Con la Palestina, fino alla vittoria!

Collettivo PalestinaRossa

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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