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Strage in Nuova Zelanda: il vero antiSemitismo 2.0

Appare diabolico che la peggiore strage di civili nella storia della Nuova Zelanda, sia avvenuta in una città che chiamata "Chiesa-di-Cristo”. Mentre il massacro in sé sta già scomparendo dalle prime pagine del circo mediatico occidentale, i riflettori vengono tenuti accesi solo sull’oscuro “cavaliere bianco” Brenton Tarrant, in contatto con i Cavalieri Templari di Andres Breivik, l’autore della Strage di Utoya ed emule dell’attentatore stragista, leghista, Luca Traini che, secondo quanto riporta la stampa, non pronunciando una sola parola di cordoglio per i 49 morti e i 48 feriti massacrati in Nuova Zelanda, si è però dichiarato “infastidito dal suo nome scritto sul mitra” dello stragista.

Oltre agli altri componenti il commando stragista, di cui tre arrestati e agli altri complici alla macchia; ad essere cancellate dalla scena sono proprio le vittime del doppio attacco. Delle quali non sono state rese note, finora, nomi, età, genere, nazionalità, storie personali e quant’altro, diversamente da episodi simili, ma con la sostanziale differenza di avere tra le vittime dei “bianchi occidentali”, per cui tali informazioni vengono snocciolate nella macabra contabilità narrativa, tesa a generare il patos pubblico necessario per condanna e il biasimo del “terrorismo di matrice islamica”. In fondo, senza vergogna e a “cadaveri ancora caldi”, sono stati proprio il (sionista/suprematista) Ministro degli Interni Salvini e il (sionista/suprematista) Presidente degli USA Trump a spiegarcelo, spudoratamente, a mezzo stampa.

Nessuno, ma proprio nessuno, ha poi sottolineato sul carattere inequivocabilmente Antisemita dei massacri perpetrati. Infatti oltre che ad essere tutte di religione islamica, la maggior parte delle vittime era di origine mediorientale, ossia semitica nell’accezione storica e scientifica del termine.

Non un battere di ciglia, da parte dei proseliti internazionali e italioti del Netanyahu-pensiero, fautori dell’improponibile e grossolana equiparazione dell’anti-Sionismo all’anti-Semitismo, rigettata anche da sempre più ampi settori delle stesse comunità ebraiche sparse nel mondo.

Questo perché la strage di “Chiesa-di-Cristo” in Nuova Zelanda, è per definizione contro-intuitiva alla manipolazione sionista che, più o meno più o meno suona nel modo seguente: “se degli europei di religione ebraica vengono colpiti, sono vittime di un atto di antisemitismo; se, invece, dei semiti di religione islamica vengono trucidati, sono delle vittime di un atto di follia”.

Che a riprodurre questa narrazione sionista e mediatica siano dei suprematisti bianchi, che massacrano, bombardano, affamano, gassano e mutilano impunemente i semiti arabi nell’area mediorientale, fino ad aver totalizzato la cifra genocida di più di un milione di morti nell’ultimo ventennio; è uno scandalo.

Molto più scandaloso è il silenzio di certi ambienti radical chic sinistrorsi, di certe anime belle antirazziste e di taluni movimentisti conformi all’eurocentrismo imperialista, di fronte a tutto ciò.

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