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Striscia di Gaza: bombardamento israeliano uccide comandante militare della Jihad islamica, altre 4 vittime e decine di feriti

Nelle prime ore del mattino di martedì 12 novembre l’aviazione sionista ha attaccato bombardando la parte orientale della striscia di Gaza, uccidendo un leader delle Brigate Quds, il comandante Bahaa Abul Ata dell’ala militare della Jihad islamica, altri quattro palestinesi e ferendone a decine.

L’ala armata del movimento del Jihad ha affermato che Abul Ata, 42 anni, è stato ucciso in un “tentativo di assassinio codardo a al-Shujaiah”. Il comunicato ha annunciato la massima allerta in tutti i suoi ranghi e ha promesso una “rappresaglia sconvolgente”, sottolineando che “il criminale nemico pagherà per la responsabilità delle sue aggressioni”.

L’assassinio di Abul Ata è il primo tentativo del genere dalla guerra israeliana di Gaza del 2014.

L’esercito israeliano ha affermato che l’assassinio è stato coordinato tra l’esercito sionista e i servizi di intelligence in un piano approvato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Nel frattempo con un altro attacco aereo israeliano alla capitale siriana, Damasco, ha preso di mira la casa di Akram al-Ajouri, membro dell’ufficio politico del Jihad islamico, uccidendo Muadh figlio di Ajouri e ferendo sua moglie.

Il ministero della Sanità palestinese ha confermato l’uccisione di quattro palestinesi in una nuova incursione aerea sionista. Ha dichiarato in un comunicato che il giovane Zaki Mohammed Adnan Ghanama (25 anni) è morto nella Striscia di Gaza settentrionale.

In risposta all’assassinio di Abu al-Atta le Brigate Al-Quds hanno avviato il lancio di decine di razzi verso le aree israeliane.

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