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APPELLO AL CONFRONTO E ALLA MOBILITAZIONE IN VISTA DI ESOF2020

Martedì, 14 July, 2020 - 18:30

Dopo una prolungata incertezza dovuta all'epidemia globale di coronavirus, ora è ufficiale che dal 2 al 6 settembre a Trieste si terrà l'edizione 2020 dell'EuroScience Open Forum, ovvero del più importante incontro a livello europeo dedicato al "dibattito tra scienza, tecnologia, società e politica".

Tra i contenuti annunciati per la manifestazione, vi sono purtroppo gli accordi stretti dal comune di Trieste e dalla regione Friuli Venezia Giulia con autorità israeliane e in particolare con il comune di Modi'in-Maccabim-Re'ut, situato a 35 chilometri da Tel Aviv 1 . Tale accordo sarebbe volto a far acquisire alla regione e alla città il titolo di "learning region" e "learning city", cioè regione e città "dell'imparare", che l'Unesco dovrebbe attribuire laddove siano realizzate politiche di formazione e apprendimento culturale permanente per la popolazione. Ebbene, come modello per far acquisire a Trieste e al Friuli Venezia Giulia, tale titolo, la giunta regionale di Fedriga e quella comunale di Dipiazza hanno scelto proprio Modi'in-Maccabim-Re'ut riconosciuta nel 2015 dall'Unesco come "learning city". Secondo il sindaco di questo comune, che ha svolto un giro promozionale della propria città nel 2019 in Italia, tale riconoscimento è dovuto a vanti quali “un’università che forma gli amministratori locali, con focus su questioni locali e smart cities, dove innovazione, sostenibilità, strategie, pianificazione urbana, trasporti e incontri dedicati alle minacce del terrorismo concorrono a migliorare la vita dei cittadini”. Modi'in-Maccabim-Re'ut costituisce infatti il centro urbano di riferimento per una serie di insediamenti coloniali israeliani che si estendono in tutta l'area circostante, tra cui Mod'in Illit, il più popoloso insediamento, con più di 73 mila abitanti. La stessa Modi'in-Maccabim-Re'ut è oggetto di un grandioso progetto di espansione, con 140 mila nuovi coloni insediati entro il 2035 e già attualmente una parte della cittadina sorge nei territori del '67. Ovviamente tutta quest'area è al centro del piano di annessione voluto da Netanyahu e Trump con il cosiddetto accordo del secolo.

Essere una zona di occupazione coloniale presuppone la militarizzazione della vita sociale, ed infatti tra i vanti illustrati dal sindaco vi sono i dati sulla partecipazione alle forze armate israeliane, con l'89% dei giovani arruolati, il 57,4% in unità speciali e il 15,3% che divengono ufficiali. E, come se non bastasse, abbiamo visto che fra i cosiddetti vanti di questo insediamento coloniale vi sono “gli incontri dedicati alle minacce del terrorismo”, cioè in sostanza la mobilitazione continua di chi sa di occupare la terra altrui e di temerne dunque la lotta di liberazione.

Che Dipiazza e Fedriga abbiano scelto tra le più di mille “learnig cities” riconosciute dall'Unesco a livello mondiale proprio Modi'in-Maccabim-Re'ut non stupisce, visto che, nella loro esistenza politica, hanno promosso e rappresentato le politiche reazionarie, razziste e repressive di cui Israele, con la sua società fondata sull'apartheid e la guerra imperialista, è modello globale. Stupisce il coinvolgimento in questo accordo dell'Università delle LiberEtà di Trieste, coinvolta in nome della formazione permanente, quindi rivolta anche agli anziani e che dovrebbe essere attuata dalle “learning cities”. L'Università delle LiberEtà è affiliata all'Auser nazionale, che promuoveva progetti di solidarietà anche in Palestina e dovrebbe avere un codice etico tale da impedirgli rapporti con autorità coloniali.

A questo accordo specifico, vanno aggiunte le collaborazioni che gli enti di ricerca triestini e il locale ateneo hanno con i corrispettivi israeliani, sia singoli progetti, sia accordi di partenariato permanenti. Ricordiamo che le università e i centri di ricerca israeliani rientrano appieno nel sistema dell'occupazione militare e civile e come purtroppo tali rapporti sono parte di una collaborazione ai massimi livelli sancita e finanziata dalle autorità pubbliche italiane, grazie agli accordi tra Italia e Israele, anche in campo di collaborazione militare.

Come Comitato Boicotta Disinvesti Sanziona di Trieste abbiamo condotto un lavoro di sensibilizzazione e controinformazione sull'infame accordo firmato da Fedriga e Dipiazza e, più in generale, sui rapporti che tutti gli enti di ricerca nonché l'università di Trieste hanno con corrispettivi israeliani. Abbiamo rivendicato con una lettera aperta rivolta ai loro dirigenti di interrompere tali rapporti, in nome di una scienza che non sia complice dell'occupazione della Palestina, visto anche che Esof2020 viene presentato come un evento di dialogo tra popoli e culture. Nessuno ci ha risposto. In questi giorni proveremo a rivolgersi anche all'Università delle LiberEtà, per chiederle conto della impossibile convivenza di tale accordo con i suoi proclamati principi etici.

D'altra parte pensiamo però che Esof2020 sia un'occasione per porre anche altre questioni da parte dei movimenti, dei gruppi e dei singoli che non si riconoscono nella narrazione dominante a livello mediatico, ufficiale e di autorità. Dal diritto allo studio alla precarietà che vivono i ricercatori, dalla possibilità di una scienza libera dagli interessi economico-politico-militari alla questione ambientale, fino alla speculazione edilizia nella nostra città (pensiamo alla sua sede ufficiale in porto vecchio): sono diverse le tematiche che una manifestazione come questa tocca. Pensiamo che la questione prioritaria per un movimento come il nostro, ovverosia la contestazione degli infami accordi voluti da Dipiazza e Fedriga, nonché le collaborazioni accademiche e di ricerca tra Italia e Israele, possa essere affiancata a molte altre, nella ricchezza di contenuti critici e di pratiche di azione dal basso.

Per questo invitiamo non solo i solidali con il popolo palestinese e la sua lotta di liberazione, ma i singoli, le realtà organizzate e i movimenti interessati ad una mobilitazione in occasione di Esof2020, ad un'assemblea pubblica per vedere cosa è possibile fare assieme.

Ci vediamo il 14 luglio alle ore 18.30 presso la Casa per la Pace in Via Valdirivo 15/b Trieste.

NO AGLI ACCORDI DI DIPIAZZA E FEDRIGA CON LA PIAZZAFORTE COLONIALE DI MODI'IN!

NO ALLE COLLABORAZIONI ACCADEMICHE E NELLA RICERCA CON GLI ISTITUTI ISRAELIANI!

PORTIAMO CONTENUTI ALTERNATIVI E ANTAGONISTI ALLA NARRAZIONE DOMINANTE SU ESOF2020!

Comitato BDS Trieste
www.bdsmovement.net - bdstrieste@gmail.com
 

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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