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Report convegno "Dalla Solidarietà alla Lotta Internazionalista - A fianco della Resistenza Palestinese"

Nella giornata di sabato 8 giugno si è tenuto a Milano, presso l’ex-Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, il convegno nazionale dal titolo "Dalla Solidarietà alla Lotta Internazionalista - A fianco della Resistenza Palestinese" organizzato dalla Rete di Solidarietà con la Palestina - Milano.

Il convegno ha rappresentato una tappa fondamentale nel percorso iniziato idealmente lo scorso dicembre in occasione dell'incontro con Michele Giorgio, un percorso da più parti prospettato che ha l'obiettivo di costruire insieme una piattaforma di solidarietà, lotta e resistenza.  Al convegno hanno partecipato diverse realtà solidali con la causa palestinese provenienti da tutta Italia, alcune preparando e presentando interventi (qui sotto pubblicati), altre contribuendo al dibattito, altre ancora preferendo rimanere spettatrici, ma tutte indistintamente coinvolte e interessate a rendersi parte attiva nella creazione di tale percorso.

Da tempo non si realizzava un'iniziativa, sulla Palestina ed il Medio Oriente, dove ad una sostanziale chiarezza della piattaforma politica proposta si accompagnassero sostanziali convergenze di analisi e proposte. Ciò è potuto avvenire grazie ad una forte determinazione volta a superare polemiche e chiusure del passato e, come lo svolgersi del convegno ha dimostrato, ad evidenziare come possa essere controproducente accantonare la discussione di temi fondamentali per trovare convergenze di analisi e proposte, perché questo modo d'agire serve solo a rinviare, nel tempo, l'esplosione delle contraddizioni.

Il convegno, costruito attorno all'introduzione e alla presentazione delle mozioni da parte di Francesco Giordano (Rete per la Solidarietà con la Palestina - Milano), ai collegamenti via skype con Wassim Dahmash (Università degli Studi di Cagliari), Emad Abu Rahma (Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina) e Michele Giorgio (Il Manifesto), si è arricchito degli interventi di: 

  • Maurizio Musolino (Comitato per non dimenticare  Sabra e Chatila);
  • Kutaiba Younis (Comitato per non dimenticare la Nakba – Centro di documentazione Falesteen);
  • Enrico Bartolomei (Campagna Palestina Solidairietà Marche);
  • Susanna Singaglia (Rete degli Ebrei Contro l'Occupazione);
  • Alfredo Tradardi (ISM Italia);
  • Valerio Todeschini (Giovani Comunisti);
  • Davide (C.S.A. Jan Assen - ex Asilo Politico);
  • Ermanna (CAU Napoli);
  • Silvia e Stefania (Rete Italiana ISM);
  • Badil Resource Center.

Sono pervenuti anche altri contributi e saluti (tra cui quelli del Forum Palestina e del CPA di Firenze) che non è stato possibile presentare in toto durante il convegno ma che mettiamo doverosamente a disposizione:

  • GAP Parma;
  • Diana Carminati (ISM-Italia);
  • Germano Monti (Coalizione Freedom Flotilla Italia);
  • Francesco Musumeci (Radio Vostok);
  • Rajeh Zayed (Unione Democratica Arabo Palestinese);
  • Khaled Rawash (Arci Handala - Imperia);
  • Mohammed (Centro di Documentazione Falastin - Torino);
  • Renato Pomari (Partito Comunista dei Lavoratori);
  • Alberto Mari (Ass. di Amicizia Italia Palestina).

Il dibattito che ne è seguito ha visto come naturale proseguimento l'approfondimento del tema centrale e delle mozioni presentate:

  1. PRIGIONIERI
    Sono migliaia i palestinesi e le palestinesi detenuti nelle prigioni di Israele. Vi sono uomini  e donne adulti, ma anche minori. Vi sono palestinesi che si trovano in prigione da troppi decenni. Vi sono torturati ed ammalati, prigionieri sottoposti all'uso criminale della Detenzione Amministrativa, prigionieri che non si trovano più in carcere perché li dentro sono morti.
    I prigionieri palestinesi sono stati negli ultimi anni un riferimento importante nella ricerca di una unità tra palestinesi che sappia riprendere gli ideali originari della resistenza e della lotta di liberazione. Noi crediamo che i prigionieri siano l’essenza e le radici della lotta di liberazione di ogni popolo. Crediamo che il sostegno e la difesa dei prigionieri debba essere un dovere per chiunque si senta vicino alle legittime aspirazioni di libertà e di autodeterminazione del popolo palestinese.
    Critichiamo l'assenza di denunce degli organismi, quali ad esempio la Croce Rossa Internazionale, che dovrebbero vigilare sulle condizioni di detenzione, criminalizziamo i mass-media italiani ed internazionali per le loro lacune nell'informare sulle disumane condizioni dei prigionieri palestinesi e sulle loro lotte all'interno delle loro celle. Chiediamo infine a tutte le realtà italiane di sostenere con molta più forza le loro lotte.

     
  2. MANIFESTAZIONE
    Da troppi anni le piazze italiane non vedono presenti le bandiere palestinesi sventolare, né parlano di solidarietà. Eppure vediamo centinaia e centinaia di iniziative che vengono organizzate da nord a sud del paese.
    Proponiamo a tutte e tutti una manifestazione nazionale, da svolgere nei prossimi mesi, creando quel coordinamento che sappia far sentire più forti le tante voci solidali nei confronti della giusta lotta di liberazione palestinese. Una manifestazione che riproponga e chieda con forza l’unità del popolo palestinese nella resistenza contro l'occupazione, l'applicazione del diritto al ritorno e la libertà per i prigionieri palestinesi, il sostegno alla campagna BDS e l’interruzione  dei rapporti del nostro paese con lo stato di Israele.

Nell'introduzione è stato ricordato come l'8 giugno fosse anche la giornata culmine della Campagna BDS Cartellino Rosso all'Apartheid che ha visto impegnate in serata le nazionali italiana e israeliana in una partita valida per la fase finale degli Europei Under 21 di calcio. Annalisa Portioli e Marco Varasio (BDS Milano) sono stati invitati a presentare la campagna e l'attività della rete BDS Italia.  Il convegno ha inoltre voluto ricordare la compagna e attivista Nicoletta, scomparsa lo scorso 29 novembre, che sarebbe stata sicuramente tra di noi...

Dopo i preziosi interventi che hanno dato qualità e spessore al dibattito si è convenuto sulla necessità di proseguire assieme lungo la strada che porterà ad un nuovo incontro appena dopo l'estate e ad una manifestazione nazionale in autunno. Si può dire che gli impegni assunti dal convegno, se da una parte indicano la necessità di chiudere una lunga fase di difficoltà nell'individuare e praticare un terreno comune di lavoro, dall'altra rappresentano la scelta di ripartire per una nuova stagione nella quale il sostegno alla resistenza del popolo palestinese  può acquisire nuovo vigore.

Proponiamo di incontrarci a Firenze il 7 settembre presso il Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos, che ha aderito al convegno, per poi definire assieme i contenuti della manifestazione, da svolgersi presumibilmente a Roma il 26 ottobre (luogo e data proposti potranno subire modifiche).

Al di là degli aspetti tecnici, che affronteremo creando un gruppo organizzativo, invitiamo tutte le realtà affinché inizino a lavorare fin d’ora per coinvolgere più adesioni possibili attorno alle parole d’ordine principali e che a noi sembrano importanti:

  • No al progetto sionista di pulizia etnica della Palestina;
  • Unità del popolo palestinese nella lotta contro la colonizzazione sionista;
  • Rigettare gli accordi di Oslo;
  • Sostegno al BDS, sostegno alla Resistenza ed alle lotte dei prigionieri.

Gli impegni assunti dal convegno, se da una parte indicano la necessità di chiudere una lunga fase di difficoltà nell'individuare e praticare un terreno comune di lavoro, dall'altra rappresentano la scelta di ripartire per una nuova stagione nella quale il sostegno alla resistenza del popolo palestinese possa acquisire nuovo vigore.

Un caro saluto,
Rete di Solidarietà con la Palestina - Milano

 


Nota: a breve tutti gli interventi arricchiranno il presente report, inoltre verrà aperta una pagina appositamente sul sito palestinarossa per successive integrazioni ed approfondimenti che perverranno (chiunque potrà intervenire inviando il proprio contributo a redazione@palestinarossa.it).
 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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