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ANTISIONISMO È RESISTENZA!

NO ALLA FALSA EQUIPARAZIONE TRA ANTISIONISMO ED ANTISEMITISMO

L’Antisionismo è Resistenza alle politiche di occupazione, colonizzazione, pulizia etnica e Apartheid messe in atto dallo Stato di Israele contro gli arabi, che rappresentano la più numerosa popolazione semitica del pianeta.

L'antisemitismo nazista e fascista si basa sull'infondato e disgustoso concetto di “razza”; ed è proprio il  sionismo a tirare in ballo la razza ,  a partire dalle  leggi fondamentali dello Stato di Israele, di cui l'ultima, approvata  recentemente dal parlamento israeliano,  ribadisce che Israele è   lo Stato-nazione unicamente del popolo ebraico, negando – per legge –  il diritto di autodeterminazione a tutti i palestinesi, compreso quel quinto della popolazione di Israele che è arabo-palestinese. In termini costituzionali, Israele ha esplicitamente messo in atto un sistema legale e politico di apartheid, ancora più ampio di quello che esisteva in Sud Africa.

Antisionismo non significa quindi razzismo contro gli ebrei, ma opposizione e resistenza al razzismo del sionismo, un progetto politico che conta adesioni anche fra chi non è ebreo.

Criticare le politiche coloniali e razziste dello Stato di Israele non è un atto antisemita e non può essere considerato un crimine; è un atto doveroso di resistenza e di solidarietà, come doverosa è la lotta contro ogni forma di oppressione e discriminazione.

CONTRO IL “PIANO TRUMP”
SOLIDARIETÀ CON LA CAUSA ARABO-PALESTINESE

L'offensiva sionista oggi riparte dal cosiddetto “Piano Trump” per la Palestina, che cancella definitivamente il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese (già sottoposto da oltre settanta anni ad una dura occupazione militare, ad un continuo stato di assedio, cacciato ed espropriato dalle proprie case, discriminato e senza diritti politici) con la decisione di annettere completamente ad Israele la capitale palestinese Gerusalemme, la Valle del Giordano e le colonie sioniste, comprese quelle illegali, rendendo impossibile qualsiasi opzione di pace, ivi compresa la realizzazione di uno Stato sovrano palestinese. Il piano segue appunto le direttive dell’ideologia sionista, cioè l’obiettivo di colonizzare tutta la Palestina così come anche altre terre arabe, ad esempio le Alture del Golan in Siria, cacciandone gli abitanti originari o relegandoli in bantustan o moderni lager, come nella Striscia di Gaza.

In tutta Europa, e naturalmente anche in Italia, paese capofila nelle manifestazioni di ossequio al governo israeliano, le lobbies pro-sioniste stanno mettendo in atto un tentativo di equiparare l’antisionismo con l’antisemitismo, e i toni di questa infame campagna si fanno di giorno in giorno più aggressivi e preoccupanti. Lo scopo è quello di mascherare le politiche sioniste di occupazione e di apartheid addossando l'accusa di razzismo agli antisionisti, fino ad arrivare a criminalizzare qualsiasi manifestazione di opposizione allo Stato israeliano e di solidarietà verso il popolo palestinese.

CAMPAGNA CONTRO LA CRIMINALIZZAZIONE DELLA RESISTENZA

Con questa Campagna chiamiamo alla mobilitazione unitaria contro un piano complessivo che si propone di sanzionare in termini di legge (DDL 2043) il reato di solidarietà con la causa palestinese e sancisce una grave limitazione della libertà di espressione e di opinione, una ferita nel corpo stesso della Costituzione Italiana, oltre che un minaccioso monito a chi non si allinea al pensiero unico della classe dominante.

Si vuole tradurre sul piano penale la vasta campagna del sionismo internazionale che mira ad equiparare l'antisionismo (e la mobilitazione pro palestinese) all'antisemitismo, strumentalizzando il genocidio nazifascista degli ebrei per coprire l'attuale genocidio sionista dei palestinesi.

Lo stesso monito, con lo stesso metodo e la stessa violenza, è indirizzato oggi contro tutti coloro che esprimono una critica radicale al sistema.

PROPOSTA DI MOBILITAZIONE UNITARIA DA OGGI AL 25 APRILE

Per tutto ciò proponiamo una campagna di azione e mobilitazioni condivise a difesa non solo dei diritti violati del popolo palestinese, ma anche a difesa dei nostri spazi di agibilità politica: una campagna di resistenza contro il sionismo, che preveda l'organizzazione di iniziative nei quartieri, nelle scuole, nelle università, è un atto doveroso per ogni antifascista, e unisce alla Resistenza al nazifascismo le Resistenze di oggi, contro ogni forma di discriminazione razziale, religiosa, sociale, culturale e di genere.

Chiamiamo, intanto, tutti gli antifascisti e tutti gli amici della Palestina ad essere solidali con i compagni finiti sotto processo a Milano con l’accusa di “incitamento all’odio razziale” per aver preso posizione contro il progetto politico sionista e la persecuzione del popolo palestinese, e con i compagni che hanno contestato il Giro d’Italia del 2018 – partito propagandisticamente dalla Gerusalemme "capitale d’Israele" – che subiscono altri procedimenti giudiziari a Roma e a Catania. Simili procedimenti rappresentano test di laboratorio politico-giudiziario che costituiscono una minaccia per tutti, perché applicano una lex de facto e agevolano e favoriscono l’approvazione del citato disegno di legge.

Antisionismo significa diritto alla resistenza!
 

Aderiscono: Comitato “Palestina nel cuore” – Fronte Palestina – Centro d'Informazione, Ricerca e Cultura Internazionale (C.I.R.C. Internazionale) – Comitato per non dimenticare il diritto al ritorno – CIP Alessandrino - Rete dei Comunisti – PRC, Partito della Rifondazione Comunista (Roma) – Lista No Nato – G.A.MA.DI – Rete NoWar – Amici della Mezzaluna Rossa palestinese ODV – Potere al Popolo! – Forum Palestina – Red Militant – Fronte militante per la ricostruzione del PC

 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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