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Appello degli studenti statunitensi per il boicottaggio di Israele

Cinque professori universitari degli Stati Uniti che hanno recentemente concluso una visita nei territori occupati palestinesi e in Israele stanno facendo un appello ai loro colleghi di tutto il mondo affinché aderiscano alla campagna statunitense di boicottaggio accademico e culturale contro Israele (USACBI).
 

I professori, J. Kehaulani Kauanui, Wesleyan University; Robin D. G. Kelley, University of California di Los Angeles; Bill V. Mullen, Purdue University; Nikihl Pal Singh, New York University, and Neferti Tadiar, Barnard College/Columbia University hanno incontrato studenti palestinesi, lavoratori delle università, cittadini, attivisti e funzionari della West Bank, di Gerusalemme est e di HAifa; hanno inoltre visitato le 5000 persone dell'Aida Camp, campo profughi vicino a Betlemme.

I delegati dell'USACBI sono stati testimoni di numerose violazioni dei diritti civili e legali palestinesi e di quotidiani rituali di "subordinazione, umiliazione e di sospetto" per mano dell'esercito israeliano. I professori hanno inoltre riferito circa la continua espansione delle colonie nei territori palestinese, in violazione del cosidetto "processo di pace", e circa le violazioni dei diritti umani dei palestinesi che frequentano le univeristà israeliane.

I delegati hanno inoltre ascoltato la testimonianza di quattro famiglie palestinesi di Sheikh Jarrah, profughe del 1948, che nel novembre 2008 e agosto 2009 sono state sfrattate dalle loro case a Gerusalemme Est nel cuore della notte dai militari israeliani. Le loro abitazioni sono state in seguito saccheggiate e occupate dai coloni. Le loro cose sono state gettate in mezzo alla strada.

La delegazione ha appreso attraverso le discussioni con i cittadini arabo-palestinesi di Israele che le loro vite sono condizionate da una serie di divieti legali eccezionali e che ognuno di loro è soggetto a controlli speciali dai servizi di sicurezza. Gli arabi palestinesi, che possedevano la maggior parte della terra prima del 1948, hanno visto le loro proprietà ridotte ad appena il 2,5% dello stato sionista, anche se costituiscono ancora il 20% della popolazione israeliana. L'Alta Corte israeliana ha recentemente emanato una legge che nega ai cittadini arabo-palestinesi di Israele il diritto di vivere con i coniugi palestinesi che vengono dalla Cisgiordania, da Gaza, o da ogni luogo fuori dai confini israliani.

In visita con gli studenti universitari, la delegazione ha osservato che lo stato di israele nega costantemente agli studenti palestinesi la libertà accademica.
Essi hanno inoltre rilevato che Israele ha costantemente chiuso le università palestinesi sotto pretesti di sicurezza, e le restrizioni alla libertà di movimento rendono spesso molto difficile per gli studenti palestinesi frequentare le università; agli studiosi internazionali e ai palestinesi che vivono all'estero è spesso negato il visto per gli incontri nelle facoltà dei territori occupati.
Inoltre, circa 80 studenti dell'Università di Birzeit sono detenuti nelle carceri israeliane e nei centri di detenzione, 10 dei quali sono attualmente detenuti senza accusa né processo. La delegazione ha anche riferito che Israele ostacola la ricerca palestinese limitando l'importazioni delle attrezzature necessarie per l'insegnamento delle scienze di base e dell'ingegneria. Per gli studenti di Gaza è quasi impossibile frequentare le università della Cisgiordania, o per gli studiosi di Ramallah, Gaza e Gerusalemme Est di incontrarsi nella stessa aula.

Una breve dichiarazione rilasciata dalla delegazione esorta i colleghi accademici a supportare l'USACBI e conclude: «Crediamo che il perpetrarsi della parodia internazionale di occupazione coloniale in un mondo post-coloniale debba essere portata a termine, perché minaccia i diritti, la dignità e la sicurezza di tutti coloro che credono nell'autodeterminazione, nella giustizia e nell'uguaglianza dei diritti umani».

La campagna USACBI si ispira alla lotta dei sudafricani contro l'apartheid e sostiene le misure punitive non-violente contro Israele fino a quando questi non si atterrà alle Risoluzioni delle Nazioni Unite e al diritto internazionale. Il movimento USACBI chiede in particolar modo di porre fine all'occupazione e alla colonizzazione di tutte le terre arabe e di smantellare il Muro dell'Apartheid; si appella inoltre al riconoscimento da parte di Israele dei diritti fondamentali dei cittadini Arabo-Palestinesi e alla piena uguaglianza e rispetto, tutela e promozione dei diritti dei profughi palestinesi, tra cui il ritorno alle loro case e proprietà come stabilito nella risoluzione 194 dell'ONU.

La campagna si oppone ai legami tra le università israeliane e quelle statunitensi che, sostenendo o appoggiando lo stato sionista, sono state complici, dirette o indirette, dell'occupazione israeliana e dell'oppressione; l'USACBI chiede inoltre il boicottaggio di tutte le istituzioni cultirali che hanno celato le violazioni dei diritti umani e delle leggi internazionali perpetrate da Israele.

Il movimento è nato nel 2009 e attualmente ha il supporto di circa 600 professori universitari statunitensi, 200 uomini di cultura e 44 tra organizzazioni ed associazioni. La delegazione USACBI parlerà pubblicamente della visita in Palestina in diversi forum accademici durante tutto il 2012.
 

Fonte: Alternative Information Center

 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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