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Artisti LGBT+ boicotteranno Eurovision con una trasmissione online alternativa

L’idea è stata immaginata da professionisti che lavorano nell’ambito del teatro, della musica e del cinema, ed è stata realizzata da artisti e organizzatori palestinesi e dai loro sostenitori internazionali e israeliani.

Un certo numero di artisti , molti di essi LGBT + e drag , boicotteranno l’Eurovision Song  Contest di quest’anno  partecipando a una trasmissione online alternativa.

La trasmissione, che si chiama Globalvision, andrà in onda online contemporaneamente alla finale dell’Eurovision a Tel Aviv come azione del movimento di Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni (BDS) contro Israele.

Un certo numero di gruppi, compresi gruppi LGBT + di tutta Europa, hanno invitato i fan dell’Eurovision a boicottare la  gara di quest’anno  a causa del conflitto israelo-palestinese in corso.

Artisti LGBT + parteciperanno a Globalvision

Tra gli artisti che parteciperanno a Globalvision ci sono l’artista pop gay palestinese Bashar Murad, il performer  palestinese Elias Wakeem e l’esordiente drag di Londra Ray Filar.

Globalvision trasmetterà spettacoli dal vivo e video musicali da diversi Paesi.

Gli organizzatori dell’evento hanno dichiarato di mirare ai 2,2 milioni di persone che si prevede effettueranno lo streaming online di Eurovision.

 “Globalvision è una trasmissione online unica, che nella notte dell’Eurovision 2019 combinerà live streaming dai concerti con video musicali e messaggi di artisti di tutto il mondo.”

Hanno dichiarato  che Globalvision sarà una notte di “inclusione e diversità”  e che l’evento sarà trasmesso in diretta da Dublino, Haifa, Londra e Betlemme.

“Globalvision è una trasmissione online unica, che nella notte dell’Eurovision 2019 combinerà live streaming dai concerti con video musicali e messaggi di artisti di tutto il mondo.” ha dichiarato il gruppo.

“L’idea è stata immaginata da professionisti che lavorano nell’ambito del teatro, della musica e del cinema, ed è stata realizzata da artisti e organizzatori palestinesi e dai loro sostenitori internazionali e israeliani.

“Siamo uniti nel voler far rispettare il diritto di tutti i rifugiati al ritorno, il diritto all’autodeterminazione e il diritto alla libertà per tutti”.

La campagna per il boicottaggio dell’Eurovision sta guadagnando slancio man mano che l’evento si avvicina.

All’inizio di aprile, gli organizzatori di Eurovision avevano annunciato che Madonna si sarebbe esibita in due canzoni durante l’evento. La cantante era stata n seguito sollecitata a boicottare  l’evento anche dalla Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele.

Il gruppo aveva scritto una lettera aperta alla pop star in cui dicevano di sperare che Madonna “non comprometta la nostra lotta per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza”.

Nel frattempo, la scorsa settimana in Irlanda gli attivisti LGBT + hanno scritto una lettera alla concorrente dell’Eurovision, Sarah McTernan, , in cui l’hanno esortata a rinunciare a esibirsi a Tel Aviv.

“Riteniamo di doverti scrivere per esprimere la nostra profonda preoccupazione per l’uso politico dell’Eurovision che Israele sta facendo quest’anno, e per mettere in evidenza in particolare la questione del” pinkwashing”, si afferma nella lettera.

La lettera sostiene che il “pinkwashing ” è una “tattica” usata da Israele che sfrutta cinicamente il sostegno per le persone LGBTQIA per cancellare  la sua oppressione del popolo palestinese e che Israele sta tentando di ingraziarsi le persone LGBT + nel tentativo di distrarre l’attenzione dalla sua “realtà coloniale e di apartheid”.

Patrick Kelleher
24 aprile 2019

Fonte: pinknews
Traduzione a cura di Grazia Parolari “contro ogni specismo, contro ogni schiavitù” per Invictapalestina

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